Le principali funzioni degli intermediari finanziari
Attraverso il ricorso agli intermediari finanziari avviene il passaggio delle risorse finanziarie da unità in eccesso di liquidità ad unità in deficit e può avvenire per contatto diretto, ma più spesso avviene indirettamente. Le funzioni svolte dagli intermediari finanziari possono essere ricondotte a:
- Trasformazioni delle scadenze → Funzione monetaria
- Raccolta di informazioni disponibili sul mercato e alla produzione di nuove informazioni → Funzione creditizia
- Riduzione dei costi di transazione grazie allo sfruttamento di economie di scala
- Diversificazione dei rischi
La riserva obbligatoria e la peculiarità delle banche nell’approccio “tradizionale”
La riserva obbligatoria è una variabile strumentale della politica monetaria attraverso cui la banca centrale modifica/vincola la liquidità bancaria; filoni teorici: intermediazione finanziaria e regolamentazione bancaria. ROB: strumento garanzia depositanti e strumento di controllo della creazione di moneta.
Nella teoria tradizionale, le banche vengono distinte dagli intermediari finanziari per la loro funzione monetaria:
- I debiti delle banche sono accettati in genere come pagamento;
- Le banche possono variare il volume del loro debiti e, quindi, della moneta come nessun altro intermediario finanziario può fare.
Dunque le banche sono speciali, mentre gli intermediari non bancari, poiché non possono creare moneta, sono assimilabili a semplici mediatori.
Oppure: la riserva obbligatoria è la variabile strumentale della politica monetaria attraverso cui la BC modifica/vincola la liquidità bancaria. Secondo l’approccio tradizionale le banche sono intermediari finanziari perché hanno il privilegio di creare moneta.
Definizione di moneta (M2) m = BMec + D → Utilizzi di base monetaria BM = BMec + BMb sono i parametri che indicano la perdita di base monetaria dal circuito di intermediazione bancaria. BMec è dovuto alla riserva obbligatoria, BMb è dovuta al prelevamento di contanti. D = 1 / k + h × BM è il moltiplicatore dei depositi: indica la quantità di moneta bancaria che le banche sono in grado di generare sotto forma di depositi. M = 1 + h / k + h × BM è il moltiplicatore monetario. CRb = 1-k / k + h × BM è il moltiplicatore del credito.
Nelle ipotesi estreme il moltiplicatore monetario e il moltiplicatore dei depositi coincidono. Se nel caso limite il vincolo di riserva obbligatoria fosse abolito l’ammontare di moneta/depositi generato sarebbe infinito ossia la banca centrale perderebbe il controllo della moneta. Questa ipotesi non è però plausibile innanzitutto perché storicamente non è mai accaduto e in ogni caso le banche non hanno possibilità di generare depositi infiniti perché i depositi sono solo una fra tante possibilità.
Le banche sono intermediari finanziari speciali?
La risposta della “new view”
All’interno della “new view” le banche, come gli altri intermediari finanziari, trasformano i titoli diretti in titoli indiretti che meglio corrispondono alle preferenze dei creditori. Essi godono di economie di scala che assumono la forma di:
- Economie di tipo amministrativo ed elevata abilità nella negoziazione e nella valutazione delle tendenze di mercato
- Riduzione dei rischi sulle somme concesse a prestito attraverso l’assunzione contemporanea di rischi indipendenti
La specialità delle banche quindi deriva dal fatto che sono gli unici intermediari ad essere soggetto a controlli rigorosi sulle attività (vincoli di riserva, limiti sui tassi di deposito).
La risposta dell’approccio fondato sull’informazione asimmetrica e sulla valutazione dei rischi
Sono speciali ma non necessariamente in bene, le banche sono specializzate nella gestione di attività finanziarie non negoziabili e questo comporta rischio di credito. Gli economisti della New View, assimilando le banche agli altri intermediari finanziari, non sono in grado di spiegare per quale ragione larga parte delle attività bancarie sia costituita da strumenti non negoziabili, illiquidi. Una spiegazione a questo aspetto è stata data dall’approccio basato sull’ipotesi che nel sistema economico esistano asimmetrie informative, cioè un’imperfetta distribuzione delle informazioni fra soggetti.
Le asimmetrie informative possono essere di due tipi:
- Ex ante (Leland e Pyle, 1977). Non si conoscono le caratteristiche riguardanti il grado rischio dei potenziali prenditori di fondi e riguardano la fase di selezione (screening) dei medesimi. Il ruolo delle banche (specificità): i due problemi possono essere risolti se la funzione di raccolta informazione e quella di erogazione credito vengono riunite nella stessa istituzione che è la banca.
- Ex post (Diamond, 1984; Diamond e Dybvig, 1983). Non si conosce l’esito del progetto o dell’impresa finanziati e riguardano la fase di verifica (monitoring) dei medesimi.
Quali sono i principali tipi di asimmetria informativa che rendono rilevante la presenza di intermediari finanziari bancari nel sistema economico?
Un tipo di asimmetria riguarda i depositanti, i quali non conoscono i rischi che le banche assumono nel concedere prestiti sulla base di informazioni private, neanche le banche possiedono completamente queste informazioni, quindi si presenta un problema di informazioni incomplete che porta i contraenti a preferire i contratti di deposito standardizzati a tasso fisso.
Narrow banking vs. banca universale: breve argomentazione sulla preferibilità dei due modelli rispetto all’obiettivo di ridurre l’instabilità finanziaria
Nella banca universale viene attuata una deregolamentazione, riducendo al minimo le norme amministrative e procedurali e introducendo forme di vigilanza prudenziale al posto di vincoli restrittivi. L’obiettivo è l’efficienza dei mercati e degli intermediari e lo si vuole raggiungere lasciando fluire senza barriere la liquidità tra mercati interdipendenti. Questa libertà e la conseguente intensificazione degli scambi può però portare a squilibri reali che portano il sistema in una situazione di dissociazione finanziaria crescente che può portare a un’instabilità monetaria e finanziaria. Questo può creare azzardi morali da parte dei grandi finanziatori che così generano momenti di euforia che si alternano a crisi di fiducia.
L’approccio del narrow banking è invece quello di restringere l’intermediazione bancaria separando le funzioni creditizia e monetaria. Le narrowbanks mantengono la funzione monetaria, mentre quella creditizia è affidata a sezioni diverse della banca o a intermediari. L’obiettivo è quello di assicurare piena convertibilità al deposito bancario utilizzato come mezzo di pagamento. Per ridurre l’instabilità finanziaria nell’approccio del narrow banking si deve limitare l’azione delle banche, elevando il ROB anche fino al 100%.
In che modo la BCE può orientare la domanda di liquidità?
La BCE può orientare la domanda di liquidità utilizzando tre strumenti:
- L’indicazione dei tassi ufficiali, ai quali vengono compiute le operazioni di finanziamento delle banche con le BCN: il tasso delle operazioni di rifinanziamento principale IRP e i due tassi IFMG e IDF che delimitano il corridoio.
- La gestione delle quantità di LB da immettere sul mercato per soddisfare o condizionare la domanda li LB.
- L’adozione del vincolo amministrativo di riserva obbligatoria ROB, che stabilizza una parte della domanda di LB.
Il rapporto fra banca centrale e mercato interbancario nell’indirizzo della domanda di liquidità
Shock positivo sul mercato interbancario e risposta drastica della banca centrale
La BCE gestisce la liquidità bancaria sul mercato primario per influenzare indirettamente il mercato secondario interbancario. Gli squilibri di liquidità si vedono immediatamente nell'interbancario. Risposta drastica: la BCE sterilizza aumento tassi con mantenimento liquidità bancaria.
Shock positivo sul mercato interbancario e risposta accomodante della banca centrale
La BCE gestisce la liquidità bancaria sul mercato primario per influenzare indirettamente il mercato secondario interbancario. Gli squilibri di liquidità si vedono immediatamente nell'interbancario. Risposta accomodante: consente l'aumento del tasso a parità di liquidità bancaria.
Shock positivo sul mercato interbancario e risposta blanda della banca centrale
La BCE gestisce la liquidità bancaria sul mercato primario per influenzare indirettamente il mercato secondario interbancario. Gli squilibri di liquidità si vedono immediatamente nell'interbancario. Risposta blanda: finanzia maggiore domanda ma allo stesso tasso.
Quali strategie possono essere utilizzate dalla banca centrale per rispondere al mutamento del tasso di interesse?
Se il tasso cresce la banca può decidere:
- Contrastare la tendenza all’aumento dei tassi scegliendo:
- Una soluzione drastica, che consiste nell’annullare completamente lo shock di liquidità espansivo del mercato interbancario, è sufficiente offrire nella nuova asta la stessa quantità di LB allo stesso tasso IRP: le aspettative di aumento vengono vanificate e si ritorna all’equilibrio iniziale.
- Una soluzione blanda, che consiste nel finanziare la maggiore domanda di LB ma allo stesso tasso IRP, di conseguenza aumenterà anche l’offerta interbancaria.
- Assecondare la spinta di aumento dei tassi che viene dal mercato interbancario, innalzando il tasso IRP e lasciando invariata la quantità di liquidità LB.
Se invece il tasso decresce, la BCE deve assecondare la diminuzione dei tassi, perché un aumento aggraverebbe la crisi depressiva.
La banca centrale utilizza le stesse strategie per rispondere a shock positivi e negativi che avvengono sul mercato interbancario?
[Contenuto mancante nel testo originale per dettagliare la risposta.]
Il nuovo ruolo della riserva obbligatoria nell’indirizzo della liquidità del sistema economico
Nel nuovo sistema economico la ROB ha un ruolo minore di garanzia di solvibilità dei depositi, questo perché sarebbe comunque inadeguato a fronteggiare le crisi di fiducia e inoltre perché ci sono altri strumenti che possono contribuire a garantire la liquidità dei prelievi, quali l’assicurazione sui depositi, la rete dei prestiti interbancari, il ricorso ai finanziamenti della banca centrale. Questo ha portato alla riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria dal 2 all’1%. Questo però non ha diminuito la centralità della ROB nell’azione politica, anzi questa è aumentata con il passaggio da un ruolo passivo di strumento di garanzia a un ruolo attivo finalizzato alla stabilizzazione dei mercati monetari.
Elementi determinanti della liquidità bancaria
[Contenuto mancante nel testo originale per dettagliare la risposta.]
Delineare schematicamente, ma con precisione il meccanismo di base di trasmissione della politica monetaria
[Contenuto mancante nel testo originale per dettagliare la risposta.]
Breve panoramica storica degli approcci teorici al tema della trasmissione della politica monetaria
[Contenuto mancante nel testo originale per dettagliare la risposta.]
La trasmissione della politica monetaria: la rappresentazione della money view (teoria e grafici)
Il meccanismo di trasmissione dell’approccio neoclassico può essere così sintetizzato:
- M↑ C↑ AD↑ P↑
- Un aumento della quantità di moneta (M) determina un effetto delle scorte liquide reali (real balance effect), ovvero un aumento delle risorse spendibili e conseguentemente della domanda di consumi.
- A questo segue un aumento della domanda aggregata (AD).
- Le imprese cercano di soddisfare la domanda, ma l’output è al livello di piena occupazione; quindi l’incremento di domanda determina solo incremento dei prezzi.
- La dinamica ha termine quando l’aumento dei prezzi è proporzionalmente identico all’aumento della quantità di moneta con variabili reali allo stesso livello ante politica monetaria.
Se nel modello neoclassico la moneta è neutrale, che senso ha l’attuazione di una politica monetaria?
In realtà un senso c’è, anche se richiede una fiducia negli automatismi e nella simmetria degli aggiustamenti dei mercati... (Risposta scritta dalla prof.)
La trasmissione della politica monetaria nello schema IS-LM canonico (teoria e grafici)
Nello schema IS-LM le combinazioni di tasso di interesse e di output in corrispondenza delle quali si ha equilibrio sia nel mercato dei beni sia in quello della moneta (e per la legge di Walras anche in quello dei titoli) sono determinate dal punto di incontro della curva IS e della curva LM. Nella figura si rappresentano gli effetti di un’espansione monetaria.
- Il confronto tra il modello pre-keynesiano e la sintesi neoclassica di Keynes è possibile solo integrando lo schema IS-LM con il mercato della produzione.
- Il funzionamento di quest’ultimo è basato sull’ipotesi di rigidità verso il basso dei salari monetari. Questa ipotesi deriva dalla convinzione di Keynes che i lavoratori contrattino i salari monetari, anziché quelli reali.
- A prezzi stabili (quindi immaginando che la AS sia orizzontale, ossia che imprese possano accomodare interamente l’output all’aumento della AD), la politica monetaria determina un aumento dell’output e dell’occupazione.
- A prezzi flessibili (AS crescente) la Banca Centrale può comunque determinare un aumento dell’output e dell’occupazione, pur inducendo un aumento del livello dei prezzi.
In quali casi, all’interno dello schema IS-LM, si può interrompere il meccanismo di trasmissione della politica monetaria (teoria e grafici)?
Nell’ambito della sintesi neoclassica di Keynes, Hicks (1937) ha enfatizzato due casi in cui si ha equilibrio di non piena occupazione nonostante la presenza di salari monetari flessibili; questi casi sono particolarmente interessanti perché comportano anche la conseguenza che la politica monetaria non sia in grado di influire sul livello della produzione aggregata:
- Il caso della trappola della liquidità (LM orizzontale)
- Il caso di inelasticità al tasso di interesse della domanda di investimenti ovvero della rigidità della IS (IS verticale)
La politica monetaria è inefficace perché si interrompe il meccanismo di trasmissione (la liquidità immessa viene totalmente drenata e non si determina aggiustamento del tasso di interesse su mercato titoli). La politica fiscale è pienamente efficace perché non determina alcun effetto spiazzamento stante la rigidità del tasso di interesse. Efficacia della politica economica in caso di trappola della liquidità:
Problemi aperti rispetto alla trasmissione di politica monetaria nello schema IS-LM
I principali problemi della trasmissione di politica monetaria nello schema IS-LM sono:
- L’instabilità può avere origine monetaria e può rendere instabile il moltiplicatore monetario, rendendo problematico il controllo della quantità di moneta, così sorge un problema di scelta degli obiettivi intermedi.
- La politica monetaria può non riuscire a manovrare i tassi di mercato nella misura necessaria, così sorge un problema di interazione con la politica fiscale.
- Anche se la banca centrale riesce a manovrare i tassi di mercato non è detto che l’effetto costo sia sufficiente a stabilizzare il settore reale, così sorge un problema di ampliamento dei canali di trasmissione.
- L’ipotesi di rigidità dei prezzi non è realistica, soprattutto al rialzo, la politica monetaria deve tenere conto del tasso di inflazione π>0 e della sua variabilità, così sorge un problema di scelta degli obiettivi finali e delle funzioni di reazione della banca centrale.
Oppure: anche il modello IS-LM, per le ipotesi che lo caratterizzano (utili espedienti in un contesto di significativa disoccupazione) diviene poco adatto per analizzare gli effetti delle politiche economiche quando:
- L’instabilità è di natura monetaria (anziché prevalentemente reale)
- Il moltiplicatore monetario è instabile
- Il contesto è inflazionistico (e soprattutto l’inflazione viene determinata dal lato dell’offerta)
- Le variazioni del tasso di interesse non stabilizzano l’economia perché agiscono in modo pro-ciclico
La trasmissione della politica monetaria: il monetarismo
In questo filone di pensiero la moneta determina l’inflazione, non l’output. Per Friedman (1956) e per i monetaristi i canali attraverso cui un impulso monetario si trasmette alle variabili reali non possono essere ridotti esclusivamente al tasso di interesse e agli effetti di variazioni di questo sulla domanda di investimenti, come avviene, invece, nell’approccio keynesiano. I tre principali canali attraverso cui gli impulsi monetari si riflettono sulle variabili reali evidenziati dai monetaristi sono:
- Gli aggiustamenti di portafoglio
- Gli effetti-ricchezza
- Le aspettative sui prezzi futuri
Aggiustamenti di portafoglio: prezzi futuri: le aspettative sui prezzi futuri. Per i monetaristi le aspettative sui prezzi futuri incidono sul comportamento dei soggetti in merito alla fissazione dei prezzi e alla definizione delle richieste salariali. Con riferimento alla domanda di moneta, un aumento dell’inflazione attesa e, quindi, del costo opportunità.
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