RISPOSTE DOMANDE 2018:
1. Che cosa si intende quando si parla di “economia monetaria”?
L'economia monetaria è il ramo dell'economia politica che studia le determinanti della domanda e
dell'offerta di moneta e le loro conseguenze sull'economia reale.
Con il termine economia monetaria si indica un sistema economico in cui gli scambi di beni e servizi sono
regolati attraverso la moneta.
2. L’esistenza di moneta è condizione sufficiente a permettere a caratterizzare un qualsiasi sistema
economico come una “economia monetaria”?
La sola esistenza della moneta non è una condizione sufficiente a trasformare un sistema economico in una
economia monetaria.
3. Che cosa distingue un mezzo di scambio da un mezzo di pagamento e perché questa distinzione è
rilevante per gli economisti?
Mezzi di scambio: qualsiasi bene che permette lo scambio ma non l’estinguersi dell’obbligazione tra
acquirente e venditore. Possibilità di divenire unità di conto ossia un’unità di misura che permette di calcolare
il valore di scambio dei beni. L’utilizzo di un’unità di conto permette di ridurre i costi di informazione.
Mezzi di pagamento: qualunque bene che estingua ogni obbligazione tra l’acquirente e il venditore. Un
mezzo di pagamento per mette al suo detentore di separare la scelta di acquisto di un certo bene o servizio
da quella di vendita di un altro bene o servizio con la conseguente esistenza della dimensione finanziaria
(credito).
4. In astratto è possibile che un sistema economico fondi i suoi scambi sul baratto. D’altro canto
l’evidenza storica mostra che i sistemi economici evoluti non utilizzano tale sistema: perché?
Un sistema economico fondato sul baratto comporta che un soggetto acquisti un certo bene o
servizio cedendo in cambio un altro bene o servizio.
Il baratto implica due coincidenze fondamentali:
La coincidenza fra mezzi di scambio e mezzi di pagamento
La coincidenza dei desideri dei soggetti coinvolti nella transazione, è necessario che ci sia
istantaneità degli scambi
Il baratto può perdurare nel tempo solo a fronte di elevati costi di transazione.
5. La moneta influenza in modo permanente il livello e la dinamica dell’attività aggregata (PIL e
occupazione) di un sistema economico? Breve giustificazione delle diverse possibili posizioni
teoriche
Neoclassici
Hanno posto particolare enfasi sulle funzioni di unità di conto e di mezzo di pagamento. Secondo
loro un’economia di mercato può funzionare in modo efficiente solo se i prezzi segnalano la
scarsità relativa dei beni. La funzione di mezzo di pagamento della moneta per i neoclassici è
assunta come un dato: manca, infatti, in essi un’appropriata analisi delle funzioni della moneta
negli scambi e delle differenze che possono intercorrere tra un’economia monetari a e una non
monetaria.
Keynes
Introdusse il movente speculativo della domanda di moneta, spostando l’enfasi sulla funzione
di riserva di valore della moneta.
Hicks.
Basandosi sul concetto di speculatività introdotto da Keynes, mostrò come nell’ambito della
teoria del valore la moneta potesse essere trattata nella stessa stregua degli altri beni: come
quest’ultimi, anche la moneta aveva un’utilità marginale positiva.
Hahn 1
Affermava che nei modelli di equilibrio economico generale la moneta svolgeva un ruolo
inessenziale, ossia che non aveva alcuna ragione d’esistere.
Menger
Trova una soluzione alla rimozione dell’ipotesi del banditore, che costituiva un problema in
quanto andava a determinare una struttura degli scambi decentrati. Va cosi a porsi il problema
del se e del modo in cui in una struttura di scambi di questo tipo possa sorgere un mezzo
di pagamento (moneta) che riduce significativamente i costi degli scambi.
• Moneta come bene mezzo di scambio o unità di conto.
Menger (1892)
La moneta riduce i costi di transazione che sarebbero associati ad un’economia fondata sul
baratto.
• Moneta come relazione sociale mezzo di pagamento e riserva di valore.
Simmel (1900), Innes (1913), Keynes (1930).
La moneta misura i rapporti di credito\debito fra soggetti. Trasferisce valore nel tempo poiché
gli scambi hanno carattere sequenziale piuttosto che istantaneo. Ruolo della moneta – due visioni:
Neoclassici: moneta come bene (mezzo di scambio o unità di conto) esiste solo perché riduce
i costi di transazioni rispetto al baratto MENGER
Keynesiani: moneta come relazione sociale (mezzo di pagamento + riserva di valore) bene che
misura rapporti debito/credito tra soggetti, trasferisce valore nel tempo perché gli scambi hanno
carattere sequenziale piuttosto che istantaneo Funzioni della moneta: mezzo di scambio, mezzo di
pagamento, riserva di valore
6. Quale è la principale implicazione derivante dall’idea che la moneta sia una riserva di valore?
La principale implicazione della moneta come riserva di valore è la possibilità del possessore di decidere
quando acquistare un certo bene o servizio superando quindi il problema della coincidenza dei desideri
necessaria nel baratto. La moneta esercitando la funzione di riserva di valore fa da legame tra il presente e il
futuro dando un potere d’acquisto differibile nel tempo all’acquirente.
7. Attraverso quale particolare trade‐off può essere spiegata l’evoluzione delle forme di moneta e
delle tecnologie di pagamento?
L’evoluzione del sistema dei pagamenti si è caratterizzata per un trade-off tra il valore intrinseco della moneta
e l’elasticità di offerta di essa. Nel tempo all’aumentare dell’elasticità di offerta ha corrisposto un aumento
del grado di astrattezza del mezzo di pagamento, ovvero una crescente differenza tra il valore facciale e il
valore intrinseco della moneta.
8. Utilizzando opportuni grafici rappresentativi dei costi di transazione legati agli scambi, spiegare
l’evoluzione storica dei sistemi di pagamento (in particolare giustificare il passaggio da sistemi
fondati sul baratto, a sistemi con moneta‐merce, per finire con moneta bancaria).
Il passaggio dal baratto alla moneta è stato giustificato inizialmente come tentativo di ridurre i costi associati
agli scambi
I costi degli scambi (C ) si possono suddividere in due parti:
S
Costi di transazione (C ), dati dalla ricerca di un
T
partner che soddisfi la condizione di
coincidenza dei desideri; questi costi saranno
più elevati più sarà corto l’intervallo tra una
transazione e l’altra e più saranno frequenti tali
transazioni.
Costi di attesa (C ) ad un differimento degli
A
scambi, cioè dovuti da una non effettuazione degli scambi. Questi costi decrescono
all’aumentare della frequenza degli scambi.
2
Quindi i costi degli scambi (C ) è dato dalla somma dei costi di transazione (C ) e i costi di attesa (C ).
S T A
L’introduzione di una merce utilizzata come mezzo di pagamento (la moneta-merce) sicuramente consentì di
ridurre i costi di transazione degli scambi rispetto ad una situazione di baratto. Ma l’uso della moneta-merce
presenta tre inconvenienti:
La produzione di moneta-merce distrae risorse da
altri impieghi produttivi;
La quantità di moneta-merce presenta
un’elasticità nulla rispetto al livello di attività
produttiva. Un aumento dell’attività produttiva
può essere ostacolato dal fatto che la quantità di
moneta-merce è data.
Le variazioni delle quantità di moneta-merce Nel corso del tempo, la curva dei costi complessivi si è
sono del tutto erratiche (caso della moneta abbassata ed il suo punto di minimo si è spostato a
sinistra
aurea)
L’affiancarsi della moneta bancaria ha permesso di accrescere
l’elasticità di offerta di moneta rispetto al livello di attività produttiva. Tuttavia, anche in un sistema con
moneta bancaria e moneta-merce l’elasticità dell’offerta di moneta è contenuta: la quantità di moneta
bancaria, infatti, è strettamente legata a quella di moneta-merce.
I principali mezzi di pagamento oggi sono:
- Immediati: hanno potere liberatorio assoluto (circolante)
- Differiti: privi di potere liberatorio (assegni e bonifici)
- E-money: moneta elettronica
9. A livello teorico la produzione di moneta può avvenire attraverso un processo delegato ad un
monopolista (vedi Banca Centrale), o all’estremo opposto attraverso un processo competitivo:
giustificare brevemente le ragioni a sostegno/opposizione di ciascuna delle due posizioni.
Secondo Friedman la moneta non può essere prodotta in modo competitivo perché la produzione
competitiva di moneta comporterebbe un aumento infinito del livello dei prezzi. L’esistenza di un autorità a
cui viene conferito il privilegio di emettere moneta è condizione di stabilità della stessa.
Le obiezioni della produzione monopolistica della moneta derivano dal fatto che la banca centrale è
incentivata a compiacere i governanti, procurando ad essi risorse attraverso la sovra-emissione di moneta e
inoltre ha un orizzonte di riferimento tendenzialmente breve.
I sostenitori del free banking affermano che ogni moneta emessa dai privati a un suo marchio. I consumatori
conoscono la qualità del marchio delle monete prodotte e quindi usano quelle di qualità più elevata
determinando un disincentivo per i produttori a emettere monete di bassa qualità. La stabilità viene garantita
da un meccanismo concorrenziale e dalla reputazione del marchio. Le obiezioni alla produzione competitiva
della moneta sono:
non è detto che i depositanti conoscano il valore di mercato della banca
non è detto che l’orizzonte temporale di riferimento della banca privata sia più lungo di quello
della banca centrale
se c’è informazione imperfetta le stesse banche hanno bisogno di un mezzo di pagamento
accertato e garantito dallo Stato.
Nella produzione competitiva ogni moneta emessa dai privati a un suo marchio. I consumatori conoscono la
qualità del marchio delle monete prodotte e quindi usano quelle di qualità più elevata determinando un
disincentivo per i produttori a emettere monete di bassa qualità. La stabilità viene garantita da un
meccanismo concorrenziale e dalla reputazione del marchio.
Nella produzione monopolistica la moneta non può essere prodotta in modo competitivo perché la
produzione competitiva di moneta comporterebbe un aumento infinito del livello dei prezzi. Equilibrio in
concorrenza perfetta: CM=RM=P, se la moneta tende a zero allora i prezzi essendo il reciproco della moneta
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tendono ad infinito. L’esistenza di un autorità a cui viene conferito il privilegio di emettere moneta è
condizione di stabilità della stessa.
10. Come e perché si passa da economie con scambi fondati sul baratto, ad economie con scambi
monetari?
Nel momento in cui un bene viene riconosciuto come mezzo di pagamento viene superato il problema della
coincidenza dei desideri, presupposto dello scambio in baratto, passando quindi ad un economia con scambi
monetari. Il motivo principale per cui si passa dagli scambi in baratto a scambi monetari è quello di ridurre i
costi di transazione.
11. Stock e flussi finanziari: definizione e ruolo della ricchezza finanziaria netta con distinzione fra
posizioni individuali e situazione a livello aggregato
La ricchezza individuale
Wit= Kit + RFN it
Dove:
W it= la ricchezza è una grandezza di stock, normalmente misurata in termini nominali
RFN it= composta sia da capitale << fisico>> (ricchezza reale), sia da capitale finanziario.
Mentre K è positivo o nullo, la ricchezza finanziaria netta può essere positiva, nulla o negativa, in relazione
al fatto che l’individuo abbia attività (AF) che superano o meno le passività (PF) pertanto:
RFN>0 creditore netto con AF>PF
RFN=0 operatore in pareggio con AF=PF
RFN<0 debitore netto con AF<PF
La ricchezza aggregata
A livello sistematico la ricchezza è la somma delle ricchezze individuali.
RFN a livello aggregato, le passività nette degli individui sono attività nette di altre individui.
ΣAF=ΣPF e ΣRFN=0
12. Stock e flussi finanziari: definizione e ruolo del risparmio con distinzione fra posizioni individuali e
situazione a livello aggregato
Il risparmio individuale
Il risparmio del soggetto i-esimo è una grandezza di flusso data da:
Sit= Yit – C it
Esso rappresenta la variazione nel tempo della ricchezza dunque:
Dunque il risparmio individuale può essere impiegato per:
- Aumentare lo stock di capitale reale (investimento fisico I)
- Aumentare lo stock delle attività finanziarie
- Ridurre lo stock delle passività finanziarie
Se definiamo «assorbimenti» (A) gli impieghi delle risorse, nel caso considerato di sistema con sole famiglie
ed imprese otteniamo: A= C+ I
Che implica Y-A = S-I= ΔRFN
ΔRFN >0 operatore in surplus
ΔRFN=0 operatore in pareggio
ΔRFN <0 operatore in deficit
Il risparmio aggregato
A livello sistemico il risparmio il risparmio è la somma dei risparmi individuali
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RFN a livello aggregato, le variazioni finanziarie attive degli individui pari alle variazioni passive di altri
individui (come nel caso degli stock) in altri termini:
13. Il legame stock‐flussi finanziari: quali sono le posizioni finanziarie rilevanti?
La situazione finanziaria di ciascun operatore può essere illustrata mettendo in relazione le grandezze di
stock e le grandezze di flusso. Questo porta all’emergere di 5 casi rilevanti:
1) Debito crescente= debitore netto + deficit
2) Debito decrescente= debitore netto + surplus
3) Credito crescente= creditore netto+ surplus
4) Credito decrescente= creditore netto+ deficit
5) Pareggio
14. Due modi di intendere il legame stock‐flussi finanziari: la prospettiva intertemporale e la
prospettiva cross‐section
Esistono due modi per interpretare il legame stock-flussi:
a) Prospettiva intertemporale ( serie storica): osservazione di quello che accade alla posizione di un
individuo nel tempo sia esso una famiglia, un’impresa o lo stato. Evidentemente la posizione finanziaria
di un individuo può mutare nel corso della sua esistenza; l’impresa alternerà fasi di debito crescente a
fasi di credito crescente o decrescente, stesso vale per la famiglia e per lo stato.
b) Prospettiva interindividuale ( cross-section): osservazione di quello che accade ad un gruppo di
individui nello stesso istante.
A livello di cross-section si devono rispettare alcuni vincoli di compatibilità:
1gli individui non possono essere tutti contemporaneamente in deficit ( o surplus) violerebbe la
condizione aggregata DRFN=0
2gli individui non possono essere tutti contemporaneamente debitori ( o creditori) , violerebbe la
condizione aggregata RFN=0.
15. Rispetto al legame stock‐flussi finanziari a livello aggregato, spiegare quali condizioni implicano un
sistema finanziario “convergente” rispetto ad un sistema finanziario “divergente”
Sistema divergente a posizioni di debito crescente si associano posizioni di credito crescente.
Sistema convergente a posizioni di debito decrescente si associano posizioni di credito decrescente
Abbiamo:
Dissociazione crescente: se in 1 c’è un debitore crescente, deve esserci necessariamente in 3 un creditore
crescente. dal momento che AF e PF crescono, cresce anche il sistema finanziario stesso.
Ci si allontana sempre di più dalla posizione di pareggio 5, quindi gli squilibri stanno aumentando.
La posizione base 1-3 impatta sul problema della fiducia scattano le misure di aggiustamento.
Dissociazione decrescente: se in 2 c’è un debito decrescente, deve esserci in 4 un creditore decrescente.
Risulta quindi che tanto più l’operatore accumula debiti (1), tanto più il creditore accumula crediti, il
sistema finanziario si allontana sempre più dalla posizione di pareggio stock-flussi.
Tale dissociazione decrescente a lungo andare può essere pericolosa, può infatti scatenare una crisi di
fiducia che può tramutarsi nella vendita massiccia di AF sui mercati, il crollo delle quotazioni e l’aumento
del tasso di interesse.
16. Illustrare sinteticamente le principali funzioni dei mercati finanziari
Le funzioni dei mercati internazionali possono essere ricondotte a:
Mobilizzazione del risparmio → vale a dire la funzione di mobilizzare il risparmio dalle unità in avanzo (le
famiglie) a quelle in disavanzo (le imprese) e di consentire l’ottimizzazione intertemporale dell’uso delle
risorse.
L’allocazione del reddito di un soggetto i-esimo pu&og
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