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DOMANDE GA1

Limiti interpretativi degli indici di redditività:

Sappiamo che gli indici di redditività sono degli indici che vengono utilizzati dalle imprese per

valutare l’andamento dell’azienda, soprattutto di esercizio in esercizio e sono inoltre fondamentali

per gli azionisti in quanto da questi spesso dipende la loro volontà di investire capitale o meno.

Gli indici di redditività sono: ROI, ROE, ROA.

Gli indici di redditività hanno bassa tempestività, sono basati su informazioni consuntive, sono

orientati al breve periodo e penalizzano gli interventi di maggiori dimensioni (es. aumento di

capitale).Relative formule.

Un’azienda, dato il forte legame tra gli indici di redditività e l’attrazione degli azionisti potrebbe

avere intenzione di migliorare radicalmente tali indici attraverso un’operazione di buyback, in

modo tale da ridurre il peso del capitale proprio e andare poi quindi ad aumentare i valori di tali

indici in modo tale da attrarre gli azionisti.

Altro aspetto fondamentale è la scomposizione del ROI e del ROE, rispettivamente:

Il ROI può essere scomposto in : ROI = ROS • tasso di rotazione del capitale

Il ROE = (Ris. op. globale/Attivo) • (Attivo/Patrimonio netto) • (Utile netto/Ris. Op. Globale

Altra relazione fondamentale che ci mostra come può essere determinato il ROE evidenzia anche

un’aspetto fondamentale, ovvero la Leva Finanziaria:

ROE = [ ROI + (Debt/Equity)•(ROI - r) ] • S in cui Debt/Equity rappresenta il grado di

indebitamento dell’impresa, r il costo del denaro di terzi e S il peso della gestione straordinaria e

scale. Da qui la prende forma la LEVA FINANZIARIA, che è pari al rapporto d’indebitamento e

consiste nel contrarre debiti con lo scopo di guadagnare di più che con i mezzi propri.

Osservazione fondamentale: se il costo del denaro di terzi risulta inferiore al ROI, allora l’impresa

ha convenienza a prendere in prestito il denaro in quanto ha margine di pro tto pari alla di erenza

percentuale tra il ROI e r.

Il ROI fornisce focus sui risultati a breve termine e sulla redditività: l’attenzione alla redditività a

lungo termine viene ignorata. Il ROI considera le entrate e i costi del periodo corrente e non presta

attenzione a quelle spese e investimenti che aumenteranno la redditività a lungo termine di

un'unità aziendale. L'eccessiva preoccupazione per i fattori nanziari dovuta alla costante

attenzione ai rapporti e alle tendenze potrebbe distrarre l'interesse del management dalle

responsabilità tecniche e di altro tipo. La ricerca e lo sviluppo del prodotto, lo sviluppo

manageriale, le politiche del personale all'avanguardia, il buon morale dei dipendenti e le buone

relazioni con i clienti e le pubbliche relazioni sono altrettanto importanti per ottenere un pro tto

maggiore e garantire una crescita continua. I manager possono essere in uenzati a prendere

decisioni che non sono le migliori per gli interessi a lungo termine dell'impresa semplicemente per

far sembrare "buono" il tasso di rendimento del periodo corrente sul capitale impiegato.

Costruzioni in economia:

Un’impresa potrebbe ritrovarsi nella situazione di aver bisogno di aggiungere ad esempio un

edi cio o un impianto ai propri investimenti, e per farlo, oltre ad approcciarsi al mercato e quindi ai

prezzi che il mercato è in grado di o rire, potrebbe anche pensare di costruirsi da sé tale asset. In

tal caso, ad esempio una società edilizia, se necessita di un impianto aggiuntivo avrà interesse a

crearlo da sé in modo tale da spendere una cifra nettamente minore rispetto a quella che

dovrebbe pagare nel caso in cui invece decida di a darla esternamente.

Così facendo dunque risparmia sia in materiali, magari ha anche delle rimanenze che non sono

utilizzate e così non le spreca, e in più spende di meno. Tale situazione viene de nita come

Costruzioni in Economia, ovvero in proprio, e a livello di scritture potremo avere una voce tipo:

IMPIANTI IN COSTRUZIONE a LAVORI IN ECONOMIA, e una volta terminato il lavoro aggiungere

il valore dell’asset alla corrispettiva voce dello Stato patrimoniale, quindi non nel conto d’esercizio

ma proprio nel conto capitale, quindi poi si avrebbe:

IMPIANTI a IMPIANTI IN COSTRUZIONE

Essendo un lavoro che è stato fatto per l’appunto in economia, sarà possibile ‘stornare’ il costo

sostenuto attraverso un ricavo presunto che verrà inserito all’interno del Conto Economico con la

voce “Lavori in Economia”: così facendo retti chiamo il valore del nostro investimento.

Per poter iniziare la procedura di ammortamento relativa al nostro impianto e ettuato in

economia, è necessario che questo sia terminato e che sia entrato in funzione. Se non entra

ancora in funzione allora non è possibile considerare il relativo ammortamento.

Altro esempio che rientra nel caso dei lavori in economia potrebbe essere relativo alle

manutenzioni straordinarie, sempre nel caso in cui invece di rivolgermi all’esterno le faccio da me.

fi fi ff fi ffi fi fl fi ff fi ff fi

In che modo può variare l’utile d’esercizio?

L’utile di esercizio è fortemente dipendente dal grado di indebitamento della società, in quanto se

abbiamo una società in cui non ci sono capitali terzi, l’utile d’esercizio non risentirà della voce di

costo degli interessi passivi, o comunque se anche un’impresa dovesse essere indebitata, se il

costo del capitale di terzi non è elevato, la voce degli interessi passivi non andrà ad erodere in

maniera elevata il valore dell’utile di esercizio. In altro modo, è possibile anche fare un

ragionamento riguardo all’utile per azione, ovvero nel caso in cui l’azienda volesse aumentare tale

valore, potrebbe ricorrere ad un’operazione di buyback con seguente distruzione di azioni in

modo tale che l’utile d’esercizio possa essere spalmato su un numero inferiore di azioni in modo

tale da aumentare il valore dell’utile per azione.

Altro fattore che può far variare l’utile d’esercizio può essere un elevato valore delle rimanenze

nali di prodotto nito, che non sono riuscito ancora a vendere.

Un’altra circostanza che porterebbe ad un valore maggiore dell’utile d’esercizio può essere

determinato dalla ricezione di utili di partecipazione.

Aumento di capitale:

L’aumento di capitale consiste nell’aumentare il capitale sociale di un’impresa, e questa

operazione può essere eseguita in 3 modalità: a pagamento, ovvero l’impresa si impegna di

stanziare azioni aggiuntive che poi possono essere o erte sul mercato azionario, gratuitamente,

attraverso la conversione di riserve in azioni che possono conseguentemente essere regalate ai

soci, in proporzione alle azioni che già posseggono. L’utilità di un aumento di capitale gratuito può

essere quello di distribuire dividendi ai soci, in modo tale da grati carli. L’ultimo caso è un

aumento di capitale attraverso l’apporto di impianti da parte di soci. In quest’ultimo caso serve

una perizia che attesti il valore dell’immobile e anche una veri ca 6 mesi dopo in modo tale da

convalidare il valore di tale impianto (se il valore è inferiore alle azioni che sono state consegnate

in cambio dell’impianto, o vengono annullate alcune delle sue azioni, o il socio deve aggiungere

una quota di capitale pari alla di erenza).

Attraverso l’aumento di capitale si emetteranno delle azioni ad un prezzo inferiore di quello di

mercato, altrimenti nessuno avrebbe interesse a comprarle, ma superiore a quello nominale. Una

volta incassato il totale, vi sarà una parte che andrà ad aumentare il capitale sociale in

proporzione al valore nominale, e la restante andrà a costituire una

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alg97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Levialdi Nathan.
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