Cos'è la scala dei bisogni di Maslow?
L’uomo ha sempre provato la sensazione di bisogno, cioè la mancanza di qualcosa. Si può parlare di bisogni primari se riferiti alla sopravvivenza o bisogni secondari se riferiti a esigenze non indispensabili per la vita umana. La soddisfazione di questi bisogni avviene in modo differente tra soggetti diversi: ogni uomo soddisfa il proprio bisogno in modo diverso dagli altri.
Maslow era un psicologo americano che, nel 1954, ha classificato i bisogni dell’uomo e ha creato una “scala dei bisogni”. Secondo Maslow la soddisfazione di un bisogno avviene dopo aver soddisfatto i bisogni precedenti. Con la scala di Maslow, i bisogni possono essere schematizzati con una piramide che parte dai bisogni fisiologici, cioè i bisogni fondamentali connessi con la sopravvivenza (fame, sete, sonno). Salendo la piramide, troviamo i bisogni di sicurezza, cioè i bisogni che devono garantire all'individuo protezione e tranquillità. Poi troviamo il bisogno di socializzazione, cioè la necessità di sentirsi parte di un gruppo, di essere amato, di amare. Successivamente c'è il bisogno di stima, cioè il bisogno di essere rispettato, apprezzato ed approvato. Infine, in cima alla piramide, troviamo il bisogno di autorealizzazione, l'esigenza di realizzare le proprie aspettative, di attuare le proprie migliori potenzialità.
Successivamente sono giunte critiche a questa scala sul fatto che la successione dei livelli potrebbe non essere condivisibile per tutti i soggetti, ma dà un’idea generale di come possono essere classificati i bisogni umani. Lo stesso Maslow nel 1968 aggiungerà altri livelli che aveva inizialmente ignorato.
Definire il concetto di azienda e le funzioni svolte dalle aziende
L’azienda è l’unità di base in cui si svolge l’attività economica per il soddisfacimento dei bisogni umani. Sotto l’aspetto economico, l’azienda è “la coordinazione economica in atto istituita e retta per il soddisfacimento di bisogni umani”, secondo la definizione di Zappa. Mentre secondo la definizione di Onida: “Le aziende sono ordinate a fini concernenti la soddisfazione di bisogni umani, in quanto questa soddisfazione esiga consumo di beni economici e quindi anche produzione o acquisizione degli stessi.” Sotto l’aspetto giuridico, l’articolo 2555 del C.C. definisce l’azienda come il “complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. L’articolo 2082 del C.C. definisce imprenditore “chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi”.
Fin dai tempi antichi, gli uomini hanno provato la sensazione di bisogno, cioè la mancanza di qualcosa. Per soddisfare i propri bisogni l’uomo utilizzava i beni presenti in natura. Tuttavia, non tutti gli uomini erano capaci di procurarsi direttamente tutti i beni necessari per il soddisfacimento dei loro bisogni. Spesso si ricorreva allo scambio di beni tra soggetti diversi. Questi bisogni, con lo sviluppo umano, sono diventati sempre più sofisticati e sempre meno soddisfabili dall’attività economica dei singoli. Perciò si sono formati degli operatori professionali specializzati nella produzione e nello scambio: le aziende. La ragione per cui esistono le aziende è proprio l’esistenza dei bisogni umani, cioè il cui soddisfacimento richiede consumo e quindi produzione di beni e servizi. I processi produttivi si riferiscono a beni economici presenti in natura in quantità limitata. Nella realizzazione della produzione economica partecipano fattori umani, capitali, beni materiali e immateriali, conoscenze scientifiche. L’insieme di questi componenti, le loro interrelazioni e le relazioni che sviluppano permettono di definire l’azienda come un sistema. Cioè l’insieme di elementi interconnessi tra di loro in vista del raggiungimento di un fine comune.
Inoltre, l’azienda è profondamente inserita in un ambiente con il quale scambia costantemente informazioni (input, output). Questo scambio d’informazioni porta l’azienda ad adattarsi dinamicamente alle situazioni, ai vincoli e alle opportunità che si creano. Contemporaneamente l’azienda tende a influenzare attivamente, con lo sviluppo della sua attività, l’ambiente mercato in cui opera. L’azienda produce beni e servizi mediante dei fattori produttivi (trasformazione fisico-tecnica) e mediante il trasferimento nel tempo e nello spazio dei prodotti e delle merci (aziende mercantili). In relazione alla loro funzione economica, le aziende si distinguono in aziende di produzione per il mercato (produzione per il magazzino o su commessa) e aziende di erogazione (di erogazione in senso stretto o di autoconsumo).
Definire le caratteristiche delle aziende di erogazione e delle imprese
Le aziende si dividono in aziende di erogazione o di consumo (aziende di autoconsumo e aziende di erogazione in senso stretto), e aziende di produzione per lo scambio nel mercato o imprese aziende composte. Il termine impresa si riferisce unicamente alle aziende di produzione per lo scambio nel mercato.
La differenza tra le imprese e le aziende di erogazione consiste nel fatto che le prime anticipano i costi, offrono il bene e sperano che venga acquistato, mentre le aziende di erogazione consumano le risorse che versano i cittadini (tributi) e offrono servizi. Le aziende di erogazione o di consumo soddisfano i bisogni di determinati soggetti o categorie di persone, utilizzando le risorse preventivamente acquisite; i limitati mezzi a disposizione sono ripartiti tra i vari bisogni da soddisfare. Il loro obiettivo non è quello di conseguire un profitto, ma quello di aumentare le risorse, i beni o servizi, per la collettività interessata. Quindi le aziende di erogazione non hanno scopo di lucro. Queste aziende devono in ogni caso mantenere un equilibrio tra le entrate e le uscite, pena la loro sopravvivenza. Il loro consumo di risorse si realizza in funzione delle risorse acquisite con l’imposizione fiscale (imposte e tasse).
All’interno delle aziende di erogazione distinguiamo le aziende di auto-consumo: sistema socio-economico che produce beni e/o servizi per soddisfare bisogni di persone o enti all’azienda o che ad essa fanno capo (es. associazione sportiva, circolo culturale, convento); e aziende di erogazione in senso stretto: sistema socio-economico che produce beni e/o servizi per soddisfare bisogni di persone esterne all’azienda nell’interesse delle quali l’azienda è costituita e gestita (es. aziende che forniscono servizi sociali per anziani). Queste aziende traggono le risorse necessarie al funzionamento da contributi provenienti dai soci, da finanziamenti statali o da altri enti e dall’eventuale tariffa di erogazione delle prestazioni cedute.
Le aziende di produzione per il mercato o imprese producono beni e/o servizi in vista della loro collocazione sul mercato. Sostengono costi anticipatamente per produrre e collocano i beni e i servizi nel mercato per conseguire ricavi. I costi sono sostenuti in vista dei ricavi sperati. Queste aziende soddisfano indirettamente i bisogni umani attraverso la moneta. Attuano processi produttivi che creano valore e quindi aumentano la ricchezza disponibile. Con lo scambio di mercato si tende ad ottenere un valore monetario superiore a quello dei beni utilizzati nel processo produttivo. Possono produrre beni e servizi secondo due modalità: produzione per il magazzino (o su previsione) dove attuano una produzione standardizzata che poi offrono al mercato, sostengono prima i costi per i fattori produttivi che poi recuperano con la vendita del prodotto (es. industria automobilistica, alimentare, ecc.); e su commessa (o su ordinazione): attuano una produzione personalizzata su specifico ordine del committente con cui viene stabilito anticipatamente il prezzo. Si tratta di pezzi unici (es. cantieri navali, imprese edili, ecc.).
I rischi sono: su magazzino: la produzione non trova sul mercato acquirenti e i prodotti finiti restano invenduti o i prezzi di vendita non coprono i costi della produzione; su commessa: l’azienda non riesce ad utilizzare a pieno la struttura produttiva nonché il prezzo stabilito anticipatamente non risulti congruo nell’esecuzione della commessa.
Nella realtà troviamo anche le aziende composte, dove si sviluppano congiuntamente i processi di produzione e i processi di tipo erogativo. È il caso di un’impresa individuale, dove accanto all’attività di produzione per il mercato si trova quella erogativa familiare. O nel caso di numerosi enti pubblici dove accanto all’attività erogativa si sviluppa un’attività di produzione di beni o servizi per il mercato. Gli enti locali, ad esempio, possono essere considerati aziende composte. Al loro interno può essere distinta una “gestione erogativa” e una “gestione produttiva”.
Cosa s'intende con il concetto di "produzione di valore" e con "processo input-output"?
L’azienda crea valore quando trasforma dei fattori produttivi per ottenere un prodotto finito che ha un valore maggiore della somma dei singoli elementi. Il prodotto finito non è un aggregato di materie prime, ma un prodotto che ha una sua caratteristica differente rispetto alle materie utilizzate. Quindi c’è un valore aggiunto. Il concetto di produzione di valore è legato al processo di input-output.
Il processo input-output è l’insieme di tutte le operazioni che portano alla produzione di valore, consistente nella coordinazione dei processi di acquisizione dei fattori produttivi (input), nella loro trasformazione fisica ed economica e nella cessione dei beni o servizi al mercato (output). Il processo input-output parte dalla razionalizzazione nell’acquisizione dei processi di approvvigionamento dei fattori produttivi (sul piano tecnico: caratteristiche qualitative e quantitative dei fattori acquistati; sul piano economico: rapporto qualità-prezzo dei fattori acquistati).
Secondo elemento è la trasformazione fisica ed economica dei fattori produttivi: si ha una trasformazione fisico-tecnica dei fattori produttivi (es. aziende industriali lavorano materie prime per ottenere prodotti finiti), si ha una trasformazione economica con il trasferimento nel tempo e nello spazio dei beni (aziende mercantili, centri commerciali ecc.).
A ultimo abbiamo la cessione (mediante la vendita): rappresenta la conclusione del processo produttivo. Con la vendita si ha il riconoscimento del mercato, tramite il pagamento del prezzo, del valore creato dal processo di produzione. Studiare i processi di produzione aiuta l’azienda a determinare i costi di beni e servizi offerti, migliorare i prodotti offerti, ecc.
I processi di produzione possono essere simultanei (per es. lavorazioni effettuate in vari reparti in modo autonomo), e sequenziali (un reparto non può produrre se un altro reparto non finisce la sua produzione). Nel processo produttivo, l’azienda deve rispettare la regola delle 3 E: efficienza, efficacia e economicità. L’efficienza è il rapporto tra i risultati ottenuti da un’azienda e i fattori produttivi utilizzati. A parità di risultati è più efficiente l’azienda che utilizza meno fattori produttivi. L’efficacia si ha quando l’azienda è in grado di raggiungere l’obiettivo per cui è stata creata. L’economicità a parità di risultati è più economica l’azienda che ottiene il prodotto finito a costi inferiori.
Definire le caratteristiche ed il ruolo dell'ambiente-contesto di riferimento per la vita delle aziende
L’attività aziendale sviluppa continuamente uno scambio di risorse (input – output) e d’informazioni con l’ambiente. Queste informazioni vengono recepite dall’azienda come vincoli e opportunità dell’ambiente e che utilizza per decidere il proprio modo di operare e crescere. Quindi l’ambiente può essere definito come il contesto generale nel quale l’azienda svolge la propria attività, che determina il sistema di vincoli e opportunità. Questi elementi determineranno i punti di forza o debolezza dell’azienda e da ciò imposterà i programmi aziendali per ottenere risultati positivi in termini economici e finanziari. L’ambiente può essere scomposto, sul piano teorico, in:
- Ambiente istituzionale-politico: comprende il quadro normativo che disciplina il comportamento dell’azienda al suo interno e nell’ambiente in cui esercita, la pubblica amministrazione, le infrastrutture presenti, l’orientamento politico economico degli organi governativi, sistema elettorale, ecc.
- Ambiente demografico-sociale: comprende le caratteristiche della popolazione, le fasce d’età, tassi di natalità e mortalità, le caratteristiche socio demografiche e i flussi migratori.
- Ambiente culturale-tecnologico: comprende la cultura, le tradizioni popolari, la religione, le conoscenze scientifiche e tecnologiche e la propensione alla conoscenza e all’innovazione.
- Ambiente economico: comprende le principali attività economiche, il reddito pro capite, il prodotto interno lordo, inflazione, l’occupazione e la disoccupazione, i sistemi di trasporto ecc.
- Ambiente fisico-naturale: comprende gli aspetti geografici che caratterizzano il contesto in cui l'impresa svolge la propria attività. Caratteristiche orografiche (colline, montagne, pianure ecc.), idrografiche (laghi, fiumi, mari ecc.) e il clima.
Definire il soggetto economico ed il soggetto giuridico
Il soggetto economico è la persona o il gruppo di persone che, di fatto, detiene il supremo potere volitivo nell’azienda, determina gli indirizzi della gestione e controlla il comportamento aziendale. Nelle aziende pubbliche questo potere risale allo Stato o agli enti territoriali, è quindi esercitato, al sommo della gerarchia, dalle persone che esprimono la volontà dello Stato o dei menzionati enti. Nelle imprese il soggetto economico esercita il suo potere di governo assumendo le decisioni strategiche e controllando il funzionamento del sistema aziendale. Nelle imprese, in via di principio, il soggetto economico è espresso da chi apporta il capitale proprio. Nelle imprese individuali è il titolare, nelle società di persone sono i soci con la maggioranza delle quote, nelle società di capitali sono i soci con la maggioranza del capitale.
Il soggetto giuridico è la persona o il gruppo di persone o l’ente nel cui nome l’azienda viene esercitata ed a cui fanno capo i diritti e gli obblighi che derivano dalla costituzione e dalla gestione dell’azienda, quindi è colui che risponde, dal punto di vista patrimoniale, dei risultati dell’attività dell’azienda. Il soggetto giuridico può essere una persona fisica o una persona giuridica (cioè un ente astratto che nasce in forza di legge, pertanto è un soggetto di diritto diverso dall’essere vivente). Sia la persona fisica che la persona giuridica hanno la capacità giuridica che è l’attitudine ad essere titolari di diritti. Da non confondere con la capacità di agire che è l’attitudine a costituire, modificare, estinguere rapporti giuridici. La capacità di agire, nel nostro ordinamento, si acquista con la maggiore età. Le persone giuridiche possono essere: persona giuridica privata (associazioni, fondazioni, società commerciali) e persona giuridica pubblica (art. 11 Codice civile, enti pubblici). Nelle imprese individuali è il titolare, nelle società di persone sono i soci, nelle società di capitali è il nome della società. Nelle aziende s’individua anche un soggetto giuridico di rappresentanza. Cioè persone che possono formalmente rappresentare e impegnare l'azienda presso terzi. Sono amministratori, direttori, procuratori, delegati dal proprietario dell'azienda.
Quali sono le condizioni che devono essere rispettate perché una società acquisisca la personalità giuridica?
Per acquisire la personalità giuridica, si devono rispettare quattro condizioni.
- Prima condizione: Manifestazione di volontà mediante stipulazione dell’atto costitutivo. L’atto costitutivo è rappresentato dal contratto di società. Secondo l’art. 2247 C.C., con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili. Quindi, in questo caso si tratta d’imprese e si persegue lo scopo di lucro.
- Seconda condizione: L’azienda deve svolgere attività commerciale. L’art. 2195 C.C. definisce l’attività commerciale come: attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; attività intermediaria nella circolazione dei beni; attività di trasporto per terra, per acqua, per aria; attività bancaria o assicurativa; altre attività ausiliarie delle precedenti (es. attività di mediazione).
- Terza condizione: La società deve assumere una delle seguenti forme giuridiche: S.p.A. (società per azioni); S.r.l. (società a responsabilità limitata); S.A.P.A. (società in accomandita per azioni); Società cooperativa.
- Quarta condizione: Iscrizione della società nel Registro delle imprese. L’atto costitutivo deve essere iscritto nel Registro delle imprese.
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