Risoluzioni Onu SWA
Rivendicata dal Marocco sin dal 1957, il Sahara non era riconosciuto come territorio marocchino dall'ONU. La Risoluzione 2229 del 20 dicembre 1966 aveva stabilito che il problema non riguardava l'integrità territoriale marocchina né nessun altro stato e quindi era risolvibile tramite referendum e autodeterminazione, in consultazione con Marocco, Mauritania e qualsiasi parte interessata; posizione ribadita con le risoluzioni del 1972 e del 1973.
Colpo di Stato medico
Il 6 novembre un gruppo di sette medici tunisini stilò un rapporto medico che certificò l'incapacità mentale del Presidente Bourguiba, ponendo così un "Coup d'État médical", con Ben Ali, che in senno dell'articolo 57 lo sostituì. Bourguiba fu confinato nel palazzo di Monastir dove morì il 6 aprile 2000. Definita "Rivoluzione del gelsomino", fu favorita dall'intelligence e dalla diplomazia italiana, preoccupata che le condizioni dello zaim potessero condurre il paese in una guerra civile. La sostituzione fu appoggiata da settori che travalicavano gli ambienti militari, i quali rimasero neutrali e subordinati al controllo del potere civile.
Costituzione tunisina e l'Islam
Lo stato sociale o anche stato assistenziale (anche detto Stato del benessere, tradotto letteralmente), è una caratteristica dei moderni Stati di diritto che si fondano sul principio di uguaglianza. Patto sociale, lo stato si impegnava a soddisfare i bisogni elementari dei cittadini, i quali in contropartita rinunciavano a partecipare liberamente alla vita politica. La sicurezza fu associata ai buoni risultati ottenuti in campo economico che avevano permesso una relativa prosperità della classe media e la possibilità di acquisti dei beni di prima necessità, fattore che spostò il voto femminile, attento al potere d'acquisto.
Costituzione tunisina 2014
Gli articoli della Costituzione sono stati dibattuti uno a uno in seduta plenaria nel dicembre 2013 e nel gennaio 2014, nel quadro di confronti tempestosi che ne hanno ritardato l'esame. Il testo finale è stato approvato il 26 gennaio 2014 dall'Assemblea costituente con 200 voti a favore, dodici contrari e quattro astensioni. L'indomani il testo è stato firmato dal Presidente della Repubblica Moncef Marzouki, dal Presidente dell'Assemblea costituente, Mustapha Ben Jaafar, e dal Primo Ministro uscente, Ali Larayedh, nel corso d'una cerimonia nella sede dell'Assemblea.
La Costituzione è stato il frutto d'un compromesso tra il partito islamista Ennahda (che era alla guida del governo "Movimento della Rinascita") e le forze dell'opposizione. Essa prevede un esecutivo bicefalo, accorda un posto politicamente contenuto all'Islam e, per la prima volta, nella storia giuridica del mondo arabo, introduce la parità uomo-donna nelle assemblee elettive. La Costituzione si compone di un preambolo, che richiama l'origine rivoluzionaria del testo ed esprime i valori su cui si fonda il nuovo ordinamento costituzionale e 149 articoli, organizzati in 10 capitoli. È una costituzione rigida che non prevede alcun tipo di modifica costituzionale per la forma dello Stato, la durata e il numero dei mandati presidenziali e i diritti dei cittadini.
Diritti
La Costituzione tunisina garantisce una pluralità di diritti, in particolare l'articolo 4 tutela la libertà, la dignità, la giustizia e l'ordine.
I poteri dello Stato
La Carta costituzionale tutela la separazione dei poteri garantendo, all'articolo 102, l'indipendenza della magistratura.
Struttura politica
La forma di governo è l'ennesimo compromesso tra an-Nahda, che avrebbe desiderato la forma parlamentare, mentre i laici il presidenzialismo. La scelta fu un semipresidenzialismo bicefalo, incarnato da Capo del Governo e dal Presidente della Repubblica in un sistema di check and balances, dove svolge un ruolo da contropotere il parlamento, che è tornato monocamerale (Ass. Rapp. Del Popolo ARP).
Il Presidente della Repubblica deve avere minimo 35 anni ed essere musulmano, per l'articolo 75, eletto a suffragio universale a doppio turno per un mandato di cinque anni ed ha un limite di due mandati, successivi o intervallati, reso immodificabile, con una clausola di emendabilità di eternity clause. È conservato il parrainage, secondo cui la sua candidatura deve ottenere l'appoggio di un certo numero di deputati, presidenti della collettività locali o semplici elettori. Il presidente, come capo dello stato, ha il comando delle forze armate e ratifica trattati internazionali, ha il potere di dichiarare guerra e concludere la pace, conferire decorazioni e in casi determinati sciogliere l'ARP. Ha anche poteri di emergenza, articolo 16, che gli permettono di prendere "misure necessarie" in caso di pericolo imminente che minaccino la nazione, dopo essersi consultato con il capo del governo e il presidente ARP. Ha importanti funzioni di indirizzo politico, quali definizione delle politiche generali sulle relazioni estere e la difesa e la sicurezza nazionale, previa consultazione con il capo del governo. Assieme a queste prerogative ne possiede altre suscettibili di ampliare le sue funzioni di indirizzo politico al di fuori della politica estera e di difesa. Ha iniziativa legislativa, la possibilità di veto sospensivo su leggi dell'ARP, può sottoporre a referendum popolare progetti di legge approvati dall'ARP che riguardino trattati internazionali e diritti umani, e può chiedere all'ARP di procedere a un voto di fiducia verso il governo.
Il Capo del governo deve essere scelto tra i leader del partito o della coalizione che ha ottenuto il maggior numero di seggi, di formare la compagine governativa, deve godere della fiducia del parlamento che può costringerlo a dimettersi solo se la stessa assemblea, dopo aver votato la sfiducia, sia stata in grado di eleggere a maggioranza assoluta un nuovo capo dell'esecutivo. Istituto recepito dal diritto tedesco, volto a rafforzare la stabilità. Il capo del governo ha notevoli funzioni in materia legislativa, e di nomina, la scelta dei ministri è a sua discrezione, ad eccezione della difesa e degli esteri che devono essere scelti congiuntamente con la presidenza, diviene il vero artefice della vita pubblica nazionale. La corte costituzionale è abilitata a dirimere i conflitti di competenza tra presidente e capo del governo.
L'ARP è eletta a suffragio universale per cinque anni, le sono attribuite funzioni di indirizzo politico e poteri legislativi, questi definiti in un elenco di materie dell'articolo 65. Esiste una incompatibilità tra incarico parlamentare e governativo, risultando rafforzato il ruolo del parlamento come contropotere. L'ARP ha facoltà di attivare una procedura innanzi alla Corte costituzionale, che permette la destituzione del presidente a causa di una violazione manifesta della costituzione. Una novità è rappresentata dall'istituzione di un sistema di giustizia costituzionale rappresentato da una Corte Costituzionale, che può esercitare un controllo di costituzionalità sia a priori che a posteriori. La corte può essere adita dal presidente, dal capo del governo, dai giudici e da 30 membri dell'ARP.
Zona internazionale di Tangeri
La questione del protettorato internazionale ha degli sviluppi specifici per un'altra figura: quella del protettorato internazionale collettivo, cioè il protettorato internazionale viene gestito non da una potenza, ma da due o più potenze (condominio internazionale). Il caso più importante è la città di Tangeri dal 1923 al 1957 e gestita in maniera completamente autonoma sia dal territorio francese sia dal territorio spagnolo. Era un qualcosa di veramente particolare, forse un po' unicum nel panorama delle relazioni internazionali. Tangeri era gestita in maniera collettiva e internazionalizzata per molteplici ragioni: data posizione geo-strategica di Tangeri le cancellerie dell'epoca (soprattutto il Foreign Office) non desideravano che Tangeri fosse occupata da una sola potenza. La soluzione è quella di neutralizzarla e renderla collettivamente amministrata.
La parte europea dello stretto di Gibilterra è occupata dalla Gran Bretagna dal 1713. È soprattutto interesse del Foreign Office nel non far sì che ci sia una controparte che gestisca la parte africana dello stretto di Gibilterra e, in questo caso, viene resa internazionale. La gestione di Tangeri è particolarmente complessa perché è una specie di mini-stato governato da più potenze. Questo viene fatto con un atto specifico: lo Statuto di Tangeri del 1923, dove c'è un Comitato di Controllo che praticamente è la parte esecutiva della città che è gestita tramite i consoli delle potenze firmatarie, l'atto di Algeciras. C'è un'Assemblea legislativa, organo legislativo di Tangeri, c'è una parte giudiziaria che è composta da una corte mista, giudici titolari e da procuratori che gestiscono l'amministrazione e la giustizia tramite codici di educazione soprattutto francese e come organo di controllo ha un braccio dell'esecutivo, che è un amministratore, che è sempre stato francese. Ha anche una polizia internazionale che è composta da un ufficiale belga. La particolarità dello statuto di Tangeri è che subirà diverse trasformazioni perché questo statuto durerà fino al 1928, quando sarà modificato leggermente e permetterà l'uscita e l'ingresso di due potenze: Stati Uniti che non aderiranno mai alla gestione della cosa comune a Tangeri e il subentro dell'Italia, perché il governo fascista non aderirà mai a questa configurazione ma entrerà solamente nel 1928. Nel 1940, dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Tangeri viene occupata dalle forze franchiste che la abbandoneranno solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La gestione internazionale di Tangeri arriverà fino al 1 gennaio 1957, all'indomani dell'indipendenza marocchina, quando il Marocco si unificherà e le tre aree occupate da potenze straniere si scioglieranno.
Corrispondenza Macmahon-Husayn
L'ordine ottomano (che dura dal 1400, ma forse anche prima dell'anno 1000 perché la prima conquista ed espansione fu contesa con i crociati cristiani dell'undicesimo secolo) viene infranto durante la Prima Guerra Mondiale (e non dopo) perché i britannici al fine di sollevare le popolazioni arabe contro i turchi fanno delle promesse a diversi soggetti, nello specifico loro avevano la necessità che si arrivasse ad una cacciata dei turchi per far sì che l'esercito britannico avrebbe avuto l'opportunità di sconfiggere l'esercito ottomano nel cuore del suo territorio. Ad un certo punto vi sono degli abboccamenti con alcuni potentati appartenenti ai cosiddetti Sharif cioè i nobili arabi, ai quali fanno delle promesse sotto forma di uno scambio di lettere (similitudine con trattato) dal 1915 al 1916 tra Macmahon (Alto Commissario in Egitto, emblema del fatto che l'Egitto non è indipendente in quanto questo Alto Commissario prende ordini da Londra) e Husayn (Sharif arabo gestore dei luoghi santi della Mecca e Medina in quanto a capo di una dinastia hashemita, i quali si definivano i diretti discendenti del profeta, e che all'epoca erano vassalli dell'Impero Ottomano anche se Husayn accetta di aver la leadership della rivolta araba anti-turca, i Sa'ud non esistono ancora all'epoca) all'interno delle quali si promette, dopo la fine della guerra, la creazione di un grande Stato Arabo che avrà le dimensioni comprensive di tutta la penisola arabica solo se gli arabi si sollevano contro i turchi.
Questo scambio di lettere viene definito in Storia delle relazioni internazionali come la "corrispondenza Macmahon-Husayn". Ma la corrispondenza Macmahon-Husayn contiene un seme avvelenato, cioè una postilla in cui si dice che distretti di Mersina e Alessandretta, e parti della Siria che si estendono a ovest del distretto di Damasco, Homs, Hama e Aleppo, non possono dirsi puramente arabi, e debbono al riguardo essere esclusi dalla delimitazione che si propone, ovvero tutto ciò che si trova ad occidente di questi distretti. L'inghippo sta nel fatto che non si parla di Palestina, quindi gli arabi pensavano che fosse inclusa nel Grande Stato Arabo (dove sarebbe rientrata parte anche dell'odierno Israele, Gerusalemme compresa) mentre i britannici non lo pensano. Si crea dunque un primo problema con gli arabi in quanto i britannici proprio per non aver mai ammesso che ci fosse anche la Palestina, si rimangiano la parola, ed anzi nel 1939 vi è la stipulazione di un documento chiamato Churchill White Paper in cui si dice esplicitamente che il "distretto Ovest di Damasco e comprensivo della Palestina" è dunque escluso dal futuro Stato Arabo.
Gli inglesi chiaramente non si sono dimenticati di scrivere la Palestina, ma sono molto previdenti in quanto per quei territori avevano un altro disegno, infatti parallelamente agli accordi fra McMahon-Husayn, la Gran Bretagna e la Francia hanno un'idea diversa di ciò che deve accadere dopo la Prima Guerra Mondiale.
Unione Francese (e successivi passaggi)
I miglioramenti dei rapporti tra la popolazione nera e la madrepatria francese avviene dopo la Seconda guerra mondiale con la legge del 1946. La legge prevedeva una concessione della cittadinanza a tutti i neri che abitano i TOM in Africa. Con la quarta repubblica francese e con la costituzione di tipo parlamentare si cerca di avere un rapporto diverso con le colonie, cercando di creare una sorta di Commonwealth francese come si era detto all'interno della conferenza di Brazzaville. Lo si fa attraverso un capitolo della Quarta Repubblica Francese che è l'Unione Francese.
L'Unione Francese è un'istituzione che raggruppa tutti i possedimenti francesi attribuendogli degli organi specifici di controllo al cui vertice c'è il Presidente dell'Unione che è il Presidente della Repubblica Francese. Ci sono cinque categorie di paesi in cui privilegia la Francia Metropolitana. Ci sono: Territori d'Oltremare (TOM), che sono le colonie, ci sono i Dipartimenti d'Oltremare (DOM) tra cui l'Algeria, Guadalupe, Guyana, Martinica, Reunion. L'Algeria in realtà era un territorio metropolitano, ma in questo momento viene retrocesso a Dipartimento d'Oltremare dal legislatore ma durerà soltanto dal 1946 al 1947 poiché proprio nel 1947 si crea lo Statuto di Algeria che trasformerà di nuovo l'Algeria in territorio metropolitano. Ci sono poi i Territori Associati, ovvero i territori attribuiti alla Repubblica Francese come trusteeship (Togo e Camerun francese) e poi per finire gli Stati Associati, ovvero territori all'interno della Repubblica Francese come protettorati, quindi non solo il Marocco e la Tunisia ma anche i protettorati asiatici come la Cocincina, Laos e la Cambogia. Gli Stati Associati saranno solo tre perché in Marocco e Tunisia ci furono dei movimenti antifrancesi che non permisero l'entrata di questi due protettorati all'interno dell'Unione Francese.
- Alto Consiglio: organo consultivo, dava pareri ma non aveva nessun potere decisionale. C'erano il Presidente della Repubblica, Primo Ministro, Ministri del governo in carica, governatori dei TOM e i rappresentanti dei Territori Associati.
- Assemblea dell'Unione: organo consultivo, proto-parlamento, si prevedeva un'elezione ristretta all'interno dei TOM e dei DOM e degli Stati e Territori Associati.
- Gran consiglio dell'AOF (sede a Dakar) e Gran Consiglio dell'AEF (sede a Brazzaville).
L'Unione Francese sarà sostituita soltanto nel 1958 dalla Comunità Francese che è un estremo tentativo di preservare il colonialismo sotto altre forme e va detto che non sarebbe potuta esistere se non fosse esistita una legge importantissima che è la legge Loy-Cadre Defferre del giugno del 1956, che prevede per l'AEF e l'AOF la possibilità di eleggere delle assemblee territoriali locali, per la prima volta dei parlamenti locali eletti dai cittadini in ogni TOM. Il passo successivo è la Quinta Repubblica nel 1958 a carattere semi-presidenziale con l'ultima costituzione del 1958 dove si dà preminenza all'esecutivo, il Presidente della Repubblica viene eletto dai grandi elettori, con un mandato infinito, soltanto Sarkozy nel 2008 metterà il limite dei mandati a due.
Unione Maghreb Arabo
È un accordo commerciale che mira all'unità economica e futura tra i paesi arabi del Maghreb nel Nord Africa. Esso indica l'unione politica formata il 17 febbraio 1989, con il trattato di Marrakech, dai cinque paesi del Grande Maghreb, cioè (da est a ovest) la Libia, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco e la Mauritania. L'Unione non è stata in grado di realizzare progressi tangibili sui suoi obiettivi a causa di profondi disaccordi economici e politici tra Marocco e Algeria riguardo, tra l'altro, alla questione del Sahara occidentale, nonché per l'isolamento internazionale della Libia. Dal 3 luglio 2008 non si sono tenute riunioni di alto livello e i commentatori considerano l'Unione in gran parte dormiente. L'unione maghrebina è una tappa verso l'unità araba e la complementarietà fra popoli musulmani e africani, con lo scopo di operare per il trionfo degli oppressi in tutti i luoghi, il diritto dei popoli a disporre di sé stessi, i movimenti di liberazione giusti e in primo luogo quello della Palestina. Nato in un contesto storico in cui: Fine mondo bipolare, Fine Prima Intifada, Fine Prima guerra del Golfo, Avvio piani pace S.O.
Lega Araba
Ne fanno parte gli stati del Nord Africa, Medio Oriente e Corno d'Africa (Gibuti e Somalia). Stati dove predomina l'...
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