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Appunti, sintesi - Storia e istituzioni dei paesi afroasiatici Appunti scolastici Premium

Appunti storia dei paesi afroasiatici basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Mosca dell’università degli Studi di Napoli Federico II - Unina, Facoltà di Scienze politiche, Corso di Laurea in scienze politiche dell'amministrazione e dell'organizzazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dei paesi afro-asiatici docente Prof. L. Mosca

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Capitolo secondo – “Le origini”

Secondo lo studioso della preistoria (Coppens), in Africa orientale sono stati riportati alla luce i resti di una

piccola donna,chiamata Lucy dal suo scopritore. Lucy sarebbe vissuta circa 3 milioni e mezzo di anni fa e

sarebbe stata costretta ad adeguarsi alle condizioni climatiche. Questa tesi non ebbe vita lunga per due

motivi:è dimostrato che non discendiamo da Lucy in maniera diretta perche non aveva discendenti;l'altra è

stata la scoperta nel deserto del Ciad di un cranio fossile,il quale avrebbe avuto il doppio dell'età di Lucy.

L'essere destinato a diventare umano imparò dapprima a scendere dagli alberi per mettersi in posizione eretta

trasformandosi poi dapprima in : Homo abilis,homo erectus,homo faber,homo ergaster,homo sapiens e homo

sapiens sapiens.

Capitolo terzo – “L'ambiente e i popoli”

Il continente africano è massiccio,poco rivolto verso il mare e costituito da vasti altipiani d'erosione

sovrapposti. Lo zoccolo su cui poggia risale all'era paleozoica,per cui vi furono solo pochi corrugamenti. Le

zone più elevate sono situate in prossimità delle coste,l'Etiopia rappresenta quasi la totalità degli altipiani

situati oltre 2000 metri di altitudine. Le coste sono poco accoglienti e sono rimaste a lungo disabitate.

All'interno,il continente vede susseguirsi ampi bacini idrografici:conca centrale del Niger,fiume Congo,bacino

dello Zambesi il quale facilitò la circolazione di uomini e carovane. I movimenti di popolazioni,collettivi

hanno caratterizzato la storia del continente. Essi furono incoraggiati dalla complementarità di regioni delle

risorse molto diversificate:il sale e il ferro hanno scambi interni;il sale e l'oro scambi diretti verso l'oceano

Indiano;il rame logo di scambi a lunga distanza:La vegetazione africana è povera di sale visto che esso è

prodotto in zone delimitate. Il ferro bisognava cercarlo lì dove lo si trovava .L'africa ha anche la nomea di

essere un continente insalubre. Questa caratteristica si è accentuata nel corso degli anni sopratutto con lo

sviluppo di nuove malattie dovuto alle scarse condizioni sanitarie. Gravi malattie mortali come:malaria,quella

del sonno,la lebbra;tutto ciò senza contare una vita animale molto pericolosa per l'uomo visto che trasmettono

numerose malattie come l'oncocercosi trasmessa da una zanzara che porta alla cecità;la febbre gialla,il vaiolo

ecc..Ma la malattia più diffusa è l'aids. Clima,vegetazione e idrografia hanno creato costrizioni alla vita rurale.

L'equatore divide il continente a metà;il clima mediterraneo regna a nord e sud del continente, più s avanza

verso i tropici e più si estende il deserto. Al di là dei tropici si ripresentano le piogge, ma la stagione umida ha

luogo nei mesi più caldi. La stagione delle piogge si estende a sud del deserto,ai margini del Sahara, nella

regione del sahel dura massimo 2 mesi;il clima si fa sempre più umido e troviamo due stagioni delle piogge

alternate a 2 stagioni secche. La savana fu per secoli una zona ricca privilegiata dai coltivatori,durante le

stagioni secche permetteva l'allevamento del bestiame. Ma il cambiare delle condizioni climatiche ha portato

alla riduzione della selvaggina,quindi dell'allevamento. Più si scende verso l'equatore e più la stagione delle

piogge si allunga, esse durano quasi tutto l'anno nella zona della foresta vergine. Le differenze climatiche

hanno determinato una vegetazione naturale che ha a lungo influenzato i modi di vita:Il deserto è la zona dei

nomadi che praticano la transumanza. Nella savana le piogge della stagione calda hanno favorito la

coltivazione di specifici cereali:sorgo,miglio,mais,fagioli e manioca. Tranne che nell'eccezionale valle del

Nilo,il terreno africano è povero,di caratteristico color rosso, nella zona tropicale,nelle lunghe stagioni

secche,il sole allo zenit favorisce la formazione in superficie di vere e proprie croste rosse formate dai residui

dell'evaporazione. Nella zone equatoriale l'impetuoso scorrere delle acque lava il terreno,lasciando per la

coltivazione solo un'argilla di laterite impoverita di sali minerali. A seconda della zona climatica,i contadini

adottarono varie soluzioni. La policoltura alimentare degli altipiani dell'Africa centrale e orientale offre un

notevole campionario. In assenza di concime animale,il sistema prevalente fu rigenerare il terreno grazie alla

tecnica del terreno debbiato la cui cenere serviva a migliorare le terre. Conseguenze di questo sistema sono

state le riduzioni di terreno coltivabile nei pressi dei villaggi .Le antiche regole della rurale non creavano

grandi problemi prima della colonizzazione, ma poi i coloni si impadronirono delle terre migliori per

parcheggiare gli indigeni in riserve inospitali. Si è capito il motivo del perche gli africani usassero ancora la

ruota..il perche era che la popolazione africana conosceva molto meglio il territorio rispetto agli europei,ma

nonostante usassero tecniche ancora arretrate,ogni volta che ne avevano occasione,hanno saputo innovare.

L'evoluzione della popolazioni è avvenuta per diversi motivi:oltre a deficit di popolazione causato dalle

partenze dal continente vi erano le guerre incessanti,massicci spostamenti di popolazioni che fuggivano al

brigantaggio a questi motivi si aggiungevano anche cause climatiche,di epidemie e di sciami di cavallette che

distruggevano i raccolti. Variazioni di popolazioni e movimenti migratori sono dipesi in larga misura dalla

storia climatica del continente. Le fasi di forte piovosità stimolavano le popolazioni a mettere n atto strategie

compensatrici efficaci. Si tratta in genere di fasi di crescita demografica e di buona reattività politica in caso di

aggressione esterna. Sono noti gli sconvolgimenti di lunga durata provocati dal prosciugamento del Sahara,che

comportò la dispersione delle popolazioni verso nord o sud. Nell'africa centrale la fase pluviale corrisponde

anche all'adozione del mais proveniente dall'America e capace di dare un impulso alla crescita demografica

.Nel 1750 pero il mais dovette cedere il posto alla coltivazione di sorgo e miglio. Tra il 1840-70 gli accidenti

climatici furono abbastanza distanti e permisero la ripresa demografica ma a partire dal decennio 1860-70 la

siccità si mise a colpire in media ogni cinque anni,provocando la decimazione del bestiame e l'impoverimento

graduale del terreno. Nonostante le difficoltà del continente le popolazioni africane hanno sempre trovato

modo di resistere e di vivere adattandosi alle circostanze. All'interno del continente poi,non possiamo

identificare una lingua nazionale,perche ogni stato,villaggio o fazione ha una lingua diversa. La più antica è

quella bantu .

Capitolo quarto – “L'evoluzione delle strutture sociali”

Per milioni di anni l'Africa è stata la culla dell'umanità,ma di un'umanità che sembra essersi poi sviluppata

altrove,a spese del continente che l'ha vista nascere. L'Africa praticava un'economia di sussistenza,il lavoro

della collettività rurale aveva un basso livello di specializzazione,il livello tecnologico rudimentale rendeva

poco significativo il controllo materiale dei mezzi di produzione:quasi tutti possedevano una zappa ,tutti

potevano coltivare i campi,il concetto di proprietà della terra non esisteva. La terra non poteva diventare di

proprietà era un dono dal cielo che assicurava la sopravvivenza grazie ai suoi prodotti. Il capo della terra

ricopriva il ruolo più religioso che fondiario,egli garantiva la regolamentazione dello sfruttamento del

territorio. Nel 1891 gli ashanti iniziarono a valorizzare le piantagioni di cacao,e gli inglesi cercarono di

incoraggiarli ad adottare la trasmissione dei loro beni di padre in figlio anziché ai figli delle sorelle. Nell'africa

centrale e orientale l'habitat era disperso;nelle zone forestali i villaggi oltrepassavano raramente il centinaio di

abitanti,nelle savane erano già più numerose e potevano raggrupparsi sotto il controllo del patriarca,alla testa

di ogni gruppo vi era un discendente dell’'antenato comune e ciò stabiliva i legami tra i villaggi. Le famiglie

erano organizzate per sopravvivere piuttosto che produrre. Le transazioni di vicinato erano occasione di

scambi di ogni tipo:sociale e politico. Nel sistema rurale è l'apprendimento del valore d'uso che occupa tutta

la vita sociale. Un oggetto banale il cui valore era minimo in Europa, ma che al contempo poteva avere un

valore raro; questo vale per tutto ciò che risponde ai bisogni:cibo,attrezzi, vestiti. Per sopravvivere nei

villaggi,sono stati costretti a partecipare all'economia di tratta,vendendo i raccolti per acquistare non solo beni

di consumo corrente,ma anche prodotti alimentari poco redditizi. Per quanto riguarda le religioni,in africa

sono numerose quasi quanto le sue lingue,culture e popoli; ognuno di loro ha i propri dei,geni,riti e preghiere.

Il soprannaturale faceva parte della vita quotidiana. Le società africane invece,non sono egualitarie. Possiamo

prendere in considerazione due estremi: società di lignaggio e società aristocratiche, in mezzo ai due estremi

in numerosi stati convivono in modi diversi i privilegi dei dignitari e i compiti delle masse a essi

soggette,composte in modo alterno da agricoltori o soldati del principe. All'interno della stessa stirpe la

diseguaglianza era la regola. I più anziani esigevano rispetto:un giovane non aveva diritto di rivolgesi loro

direttamente ,tantomeno di guardarli negli occhi. Importante era la distinzione tra prigioniero locale che

conduce una vita accettabile e uno schiavo di tratta condannato alla vendita .Le cattività dei più poveri non

furono meno dure di quelle degli schiavi esportati. Le guerre tra i diversi villaggi;l'esercito vincitore

rastrellava i villaggi:oltre alle donne, chi veniva catturato era gia schiavo prima , si trattava di poveri i cui

parenti non erano in grado di riscattare la libertà. Lo schiavo era uno straniero senza radici una macchia

indelebile. Si era schiavi per nascita o lo si diventava,l'uomo anche riuscendo a raggiungere una sua

emancipazione restava comunque uno schiavo sociale. Importante era il ruolo delle donne,che si occupavano

della sussistenza ,dell’ educazione dei bambini inoltre la madre del marito poteva comandare le mogli

.L'ideologia della superiorità maschile esisteva ovunque che pero garantivano una certa autonomia reale in

senso alla famiglia, perche continuava a dipendere dalla famiglia d'origine. Il matrimonio era un contratto

politico,economico e sociale non un sacramento,il valore di una donna dipendeva dalla sua fecondità e dalla

sua forza lavoro. Durante l'epoca coloniale le regioni ricche subirono un forte aumento dei prezzi;se la

famiglia del giovane non aveva di che pagare la dote ,l'apporto del futuro marito era calcolato in ore di lavoro

ed era ridotto in stato di schiavitù dalla futura suocera.

Capitolo quinto – “L'africa subsahariana nella storia della globalizzazione”

L'africa ha contribuito alla storia del mondo quanto gli altri continenti,sembra trovarsi all'incrocio di 3 mondi

diversi:1)il mondo mediterraneo afroasiatico 2)il mondo dell'oceano Indiano 3)il mondo atlantico. Come

abbiamo già detto importanti erano: la manodopera, le materie prime e l’oro.

Capitolo sesto – “Le grandi tappe della storia africana fino al XVI secolo”

La storia dell'africa comincia dall'antico Egitto. E’ nell'alto Egitto che prese forma una splendida civiltà, le cui

radici affondavano nel sud come nel nord. Esso fu uno dei laboratori del mondo,dove popoli provenienti da

ogni parte contribuirono a creare civiltà che conosciamo. La pelle degli egiziani erano di molti colori e tinte

molto varie,in un epoca in cui il razzismo basato sul colore della pelle non prevaleva su quello basato sulla

cultura;Gli abitanti dell'Egitto erano abbastanza scuri,e di morfologia varia. L'eredità egiziana si diffuse verso

il sud all'inizio della nostra era nell'antica Nubia.La regione del Corno d'africa subì le invasioni persiane a

partire dal V secolo, in seguito,con l'avvento dell'islam essa conobbe un rinnovamento con la nascita di una

cultura meticcia. Nel'antica africa settentrionale la Libia era divisa tra la Cirenaica a est sotto l'influenza dei

greci e egiziani e a ovest la Tripolitania sotto l'influenza romana. La conquista dell'africa settentrionale da

parte degli arabi avrebbe reso per molti secoli intricate le relazioni fra i paesi del nord con quelle del sud,a

ovest il prosciugamento del Sahara aveva interrotto le comunicazioni finché fu introdotto il cammello capace

di resistere alla mancanza d'acqua per 10 giorni di marcia tra un oasi e l'altra. La storia di questo periodo èn

conosciuta in maniera approssimativa. Le fonti arabe riguardano solo le zone toccate dall'islam. Per il resto

dell'africa occidentale e centrale sono più utili gli scritti in portoghese;ai portoghesi e olandesi si deve la

circumnavigazione del continente. L'africa è diventata molto presto partecipe delle vicende del mondo,la

grandezza degli imperi sudanesi è nota grazie ai racconti dei viaggiatori e mercanti arabi. A partire dal 500

l'islam e la lingua araba si erano diffusi a sufficienza perché anche gli africani iniziassero a mettere per

iscritto la loro storia locale. E nota la storia dello Zimbabwe che doveva il suo splendore al controllo e al

commercio dell'oro,inoltre aveva un importante struttura politica. Sulle coste dell'oceano Indiano il commercio

marittimo ebbe inizio molto tempo fa e non è mai cessato. Fra il 500 e 700 nel cuore dell’Africa emersero due

solide formazioni politiche:Lunda e Luba. Essi fecero una grande impressione. Il loro sviluppo è dovuto

all'espansione di due elementi:da una parte l'adozione precoce del mais,dall'altra lo sfruttamento del rame,che

ebbe in queste regioni funzioni di moneta .Ma nel momento in cui si sviluppò il traffico negriero quest'ultima

prese il sopravvento su tutte le altre forme di attività.

Capitolo settimo – “La schiavitù africana”

Bisogna distinguere lo status degli schiavi dal loro commercio. La schiavitù è una forma radicale di

sfruttamento della forza lavoro che fu praticata in quasi tutte le società preindustriali. Le tratte africane si

svilupparono in 3 direzioni:verso l'oceano Indiano,verso il Mediterraneo e verso le Americhe attraverso

l'oceano Atlantico. Quest'ultima tratta detta anche "tratta atlantica" venne proibita solo all'inizio dell’ 800,ma

piu rilevante fu il divieto britannico e quello di altre potenze europee dopo il congresso di Vienna del 1815. La

tratta di contrabbando continuò fino all'abolizione della schiavitù,e la tratta atlantica cessò quando furono

soppressi i mercati degli schiavi. Lo schiavo,era considerato un oggetto,una merce che poteva essere

acquistata o venduta. Era inoltre delocalizzato sradicato lontano dai suoi legami familiari. Il lavoratore

invece,per quanto maltrattato e sfruttato non era uno schiavo. La schiavitù esiste sin dai tempi remoti,essa è

stata in Europa almeno sino alla fine dell'età medievale. Nell'antichità lo schiavo,non era definito dal colore.


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Franiov

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Laurea in scienze politiche dell'amministrazione e dell'organizzazione
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Franiov di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dei paesi afro-asiatici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Mosca Liliana.

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