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Riassunto corso

Entomologia Facoltà

di Agraria Federico II

(Portici). 1

Consigli per superare l’esame:

Riconoscimento insetti

- Imparare bene rincoti, lepidotteri, coleotteri e ditteri

- Imparare bene attacchi

- Imparare bene le differenze morfologiche delle larve es campodeiformi, apode ecc (non serve

imparare le specie)

- Esercitarsi con le teche sul bosco superiore

Parte generale:

- Imparare bene gli apparati

- Imparare bene differenza tra predatori e parassitoidi

- Imparare bene differenza quiescenza e diapausa

- Imparare bene sviluppo post embrionale

- Imparare bene ciclo baculovirus e Bacillus thurigiensis

- Imparare bene insetticidi (es fosforganici: come penetrano, come agiscono quali sono quelli

più importanti)

Approfondire questi concetti sul testo ‘’lineamenti di entomologia’’

Parte speciale:

- Imparare soprattutto i fitofagi chiave (vanno dai tisanotteri in poi secondo l’elenco) che

riporto alla fine del testo e cercare di ampliare anche con altre specie soprattutto di

lepidotteri e omotteri

- Per ogni specie è importante soffermarsi su:

numero di cicli anno, come sverna (questo si ricolegga al monitoraggio)

monitoraggio (es trappole feromoniche contro adulti), in che periodo si effettua

campionamento, su quante piante e quanti organi si prendono in considerazione

soglia di intervento

Lotta: quella preventiva (es per i lepidotteri è disorientamento), curativa (con insetticidi)

Imparare almeno 2/ 3 insetticidi più importanti

Consulta il Disciplinare di difesa integrata italiano che trovi in pdf su google

Consiglio spassionato

È un esame come tutti gli altri, cerca di seguire il corso aiutandoti con questi appunti e migliorali con

maggiori informazioni che spiega il prof in aula. Segui bene e il corso e prova subito a sostenere

questo esame.

Spero che questi appunti ti siano utili

Caro collega in crisi in bocca al lupo e cazzeggia sempre! 2

Programma enomologia

Introduzione - Caratteristiche generali dei principali gruppi di fitofagi di interesse

• Artropodi, Nematodi.

agro-forestale.

Parte I - Esoscheletro. Regioni del

Morfologia, Anatomia e Fisiologia degli Insetti (3 CFU).

• corpo e loro appendici: capo, torace e addome. Endoscheletro e sue funzioni; colorazioni e loro

significato. Strutture interne degli insetti e loro funzionamento: sistema muscolare, sistema

nervoso e organi di senso, sistema endocrino, sistema digerente e nutrizione, sistema

circolatorio, sistema respiratorio, sistema escretore, sistema secretore, sistema riproduttore.

Parte II - Modalità riproduttive: anfigonia, partenogenesi,

Riproduzione e sviluppo (1 CFU).

• eterogonia, neotenia, pedogenesi, ermafroditismo. Uova, fecondazione e sviluppo embrionale;

poliembrionia. Sviluppo post-embrionale; muta e metamorfosi. Tipologie larvali negli

olometaboli; fisiologia della metamorfosi.

Parte III - Comportamento riproduttivo e alimentare.

Biologia delle popolazioni (1 CFU).

• Aggregazioni e società degli insetti. Simbiosi mutualistiche ed antagonistiche negli insetti:

interazioni insetti-piante, -artropodi, -batteri, -funghi, -virus, -protisti, -nematodi. Gli insetti

vettori di patogeni. Cicli biologici; quiescenza e diapausa. Distribuzione degli insetti e loro

modalità di diffusione; dinamica di popolazione; potenziale biotico ed ecoresistenza; il controllo

naturale.

Parte IV - Biologici, agronomici, fisici, chimici, biotecnologici.

Mezzi di controllo (1 CFU).

• Controllo integrato.

· Parte V - I parassiti animali di interesse agro-forestale e loro controllo (3

Caratteristiche biologiche generali dei seguenti ordini: Collemboli, Proturi, Dipluri, Tisanuri,

CFU).

Isotteri, Dermatteri, Odonati, Blattodei, Mantodei, Ortotteri, Psocotteri, Mallofagi, Anopluri, Tisanotteri,

Emitteri, Neurotteri, Lepidotteri, Coleotteri, Imenotteri, Ditteri, Sifonatteri. Inquadramento sistematico

dei principali gruppi di insetti fitofagi di interesse agrario a livello di famiglia o superfamiglia e cenni

sulla biologia, danni e controllo delle specie-chiave nei principali agroecosistemi. Principali gruppi di

acari, nematodi, di interesse agro-forestale e loro controllo. 3

Biodiversità degli insetti

L’entomologia è lo studio degli insetti

I biologi lavorano con gli insetti per numerose ragioni, tra cui soprattutto la facilità di allervarli in laboratorio, il rapido

susseguirsi delle generazioni e la disponibilità di molti individui. Inoltre, i problemi etici relativi all’impiego sperimentale degli

insetti rispetto ai vertebrati sono trascurabili

Gli insetti sono essenziali alle seguenti funzioni degli ecosistemi:

- Riciclo di nutrienti

- Propagazione delle piante

- Mantenimento della composizione e della struttura della comunità di vegetali attraverso la fitofagia

- Alimentazione di vertebrati insettivori

- Mantenimento della struttura della comunità animale mediante la trasmissione di malattie degli animali di taglia

grande e predazione e parassitismo di quelli più piccoli

Alcuni insetti sono considerati <<chiavi di volta>> perché la perdita delle loro funzioni ecologiche fondamentali

potrebbe far collassare un intero ecosistema

Ad esempio, le termiti trasformano la cellulosa nei suoli tropicali e sono quindi fondamentali nella strutturazione di tali

suoli.

Le api domestiche ci forniscono il miele ma sono anche importanti impollinatori per l’agricoltura

Gli insetti consengono una vasta gamma di composti chimici, alcuni dei quali possono essere raccolti, estratti o

sintetizzati a nostro uso. La chitina, un componente della cuticola degli insetti, e i suoi derivati funzionano da

anticoagulanti, favoriscono il rimarginarsi di ferite e bruciature, riducono il colesterolo, agiscono come trasportatori non

allergenici di farmaci, consentono la produzione di plastiche estremamente biodegradabili e incrementano la rimozione

di inquinanti dall’acqua di scarico

La seta ottenuta dai bozzoli del baco da seta, e di specie affini è utilizzata da secoli come materiale tessile

Bombyx mori,

Alcune ragioni della ricchezza delle specie di insetti:

- La piccola taglia degli insetti, una limitazione imposta dal loro sistema di scambi gassosi mediante trachee, è un

determinante importante. In qualsiasi

Il sistema tracheale è incapace di diffondere gas su distanze estese.

ambiente esistono molte più nicchie per organismi piccoli che per organismi grandi

- Sistemi sensoriali e neuromotori estremamente organizzati

- Si adattano a condizioni alterate

Nomenclatura e classificazione degli insetti

La o è una convenzione standard utilizzata in nomenclatura per

nomenclatura binomiale nomenclatura binomia

conferire il nome a una specie. Come suggerisce lʼaggettivo binomio, il nome scientifico di una specie viene formato

combinando due nomi:

- il nome del genere a cui appartiene la specie;

- un epiteto che caratterizzi e distingua quella specie dalle altre appartenenti allo stesso genere.

Il primo termine (nome generico) porta sempre l'iniziale maiuscola, mentre il secondo termine (epiteto specifico) viene

scritto in minuscolo; entrambi i nomi vanno inoltre scritti in corsivo (per es. Homo sapiens).

Classificare vuol dire riunire i diversi organismi in categorie (taxon) in base a quello che hanno in comune

Le categorie tassonomiche sono:

specie – genere – famiglia – ordine – classe – phylum –

regno – dominio

Esempio

Moscerino della frutta (Drosophila melanogaster)

Dominio Eukaryota

Regno Animalia

Phylum Arthropoda

Classe Insecta

Ordine Diptera

Famiglia Drosophilidae

Genere Drosophila

Specie D. melanogaster 4

Gli insetti o entomi (nome scientifico Insecta Linnaeus, 1758), sono una classe di animali appartenenti al grande phylum

degli Arthropoda

Gli artropodi (Arthropoda Latreille, 1829) sono un phylum (o tipo) di animali invertebrati protostomi celomati, che comprende

circa i 5/6 delle specie finora classificate

Caratteristiche degli artropodi

Presenza di:

- zampe articolate

- esoscheletro

- corpo segmentato o metameria (il corpo degli insetti può essere suddiviso in segmenti) eteronoma (i segmenti sono

strutturalmente differenziati)

Generalità e morfologia esterna

Gli o o sono il più numeroso e diversificato gruppo di Artropodi viventi attualmente sulla Terra (le

Insetti, Entomi, Esapodi,

specie di insetti sono più numerose di quante siano quelle delle altre classi di animali.

Fino a oggi è stato descritto più di un milione di specie di insetti e molte altre sono ancora da descrivere.

“Insetto” è una parola di origine latina che significa “tagliati” o “segati” in quanto il loro corpo è facilmente suddivisibile in

pezzi; lo stesso significato ha la denominazione di derivazione greca da cui deriva settore di studio

Entomologia,

entomi,

che si occupa degli insetti.

Gli insetti si differenziano dagli altri Artropodi perché hanno negli individui adulti:

• il corpo diviso in capo, torace, addome;

• e usualmente sul torace.

tre paia di zampe due paia di ali

Le dimensioni degli insetti sono modeste: la lunghezza varia da meno di 1 mm a 20 cm, ma la maggior parte non supera i

2,5 cm.

Morfologia esterna

Il corpo degli insetti (capo, torace, addome e appendici) è costituito da un rivestimento esterno, detto anche tegumento,

che svolge funzioni di offrendo protezione e sostegno.

esoscheletro = scheletro esterno

Il tegumento è costituito da tre strati, che dall’esterno all’interno sono:

• cuticola;

• epidermide;

• membrana basale.

La inerte e rigida, e tristratificata (dall’esterno all’interno: Funge da

cuticola, epicuticola, esocuticola, endocuticola).

barriera fra i tessuti vivi e l’ambiente.

L’epicuticola (varia in spessore da 3um a 0.1 um) assicura da sola buona parte della resistenza dell’animale, protegge da lla

traspirazione dell’acqua, dalla penetrazione di patogeni e sostanze chimiche grazie alla presenza di cere, lipoproteine

indurite e plasticizzate per tannizzazione.

Al microscopio elettronico, si distinguono 3 strati:

1)Uno strato lipoproteinico esterno, detto cemento -> lipidi idrorepellenti (idrofobici)

2)Uno strato ceroso

3)Uno strato cuticolinico, costituito da lipoproteine originariamente molli (cuticolina), indurite e plasticizzate per

tannizzazione (sclerotizzate in sclerotina).

Esocuticola ed endocuticola costituiscono la procuticola che varia da 10um a 0.5 um

L’esocuticola è responsabile della durezza del tegumento (fornisce suppurto). Essa è costituita da scarsa quantità di chitina

(N-acetilglucosammina: polisaccaride simile alla cellulosa) e proteine tannizzate.

L’endocuticola è lo strato più spesso, incolore, molle e flessibile ed elastica grazie all’abbondante presenza di microfibre di

chitina unite a proteine non indurite tra cui la resilina (proteina che può subire un allungamento fino a 16 volte senza

deformazione permanente).

È attraversato da dotti ghiandolari, elementi nervosi e da moltissomi pori canali

L’epidermide è lo strato vivente unicellulare secernente la cuticola

La è di natura connettivale, riveste la cavità tegumentale interna e costituisce la

membrana basale membrana

che connette i vari segmenti (detti nanche o

intersegmentale mesomi somiti).

La avviene per stratificazione successiva che ha luogo sia nel corso dello sviluppo embrionale

formazione della cuticola

sia durante le mute e la metamorfosi. Le cellule dell’epidermide producono uno dopo l’altro i vari strati, dall’esterno verso

l’interno, scaricando i vari materiali attraverso i pori canali. 5

La cuticola ma è interrotta da linee di minore resistenza (suture) e da membrane che

non è di uniforme spessore

consentono le articolazioni e quindi il movimento, nonché le mute.

-Gran parte della deriva dall’abbondante presenza di legami di idrogeno tra le catene adiacenti

resistenza della cuticola

di chitina. Un ulteriore irrobustimento deriva dalla sclerificazione, un processo irreversibile che rende le proteine non solubili.

Può derivare dalla creazione di legami tra catene proteiche adiacenti mediante ponti fenolici oppure dalla disidratazione

controllata delle catene, o dall’azione di entrambi i processi.

sclerificazióne s. f. [der. di sclerificarsi]. – In

biologia, processo di produzione e accumulo di

chitina nell’esoscheletro e nella cuticola degli

invertebrati.

Soltanto l’esocuticola di sclerifica

Una delle caratteristiche esterne più sorprendenti

degli insetti adulti e delle ninfe e degli esapodi in

generale è l’associazione di un certo numero di

segmenti in unitù funzionali. Questo processo di

ha dato origine ai familiari

tagmosi tagmata

(regioni) di Gli originari

capo, torace e addome.

20 segmenti in questo processo si ripartiscono così

in un capo costituito da sei segmenti riconoscibili a

livello embrionale, in un torace formato da tre

segmenti e in un addome costituito da 11 segmenti

La simmetria bilaterale del corpo lascia riconoscere tre assi:

1) longitudinale , o antero-posteriore, detto anche cefalico-caudale, capo-coda);

2) dorso-ventrale (alto-basso);

3) laterale

Si riconoscono quattro regioni principali della superficie corporea: il dorso o superficie superiore; il ventre o superficie

inferiore; e due superfici laterali chiamate pleure

La sclerificazione, che si verifica in determinate aree, produce delle piastre dette scleriti. I principali scleriti di un segomento

sono il tergo (la piastra dorsale), lo sterno (la piastra ventrale) e la pleura (la piastra laterale)

Capo

È una capsula formata dalla fusione di diversi segmenti o somiti (6 = labbrale, antennale, postantennale, mandibolare,

mascellare, labiale) ed è munita di due fori (apertura boccale e foro occipitale -> L’apertura boccale porta le appendici

boccali; al foro occipitale è collegata la membrana del collo.)

• le appendici boccali

• due occhi composti;

• gli occelli;

• due antenne.

Il può essere portato con una inclinazione che spesso è conseguenza di un adattamento all’ambiente ed al modo di

capo

vita e che si manifesta soprattutto della posizione delle appendici boccali:

se queste sono portate in avanti, l’asse del capo si trova sul prolungamento di quello del corpo (capo prognato);

se queste sono portate in basso, l’asse del capo forma un angolo retto (capo ipognato)

o addirittura acuto (capo metagnato) con l’asse del corpo

Nel capo opistognato le appendici boccali sono fortemente rivolte all’indietro.

Oltre alle appendici boccali il capo presenta tipicamente gli occhi, gli ocelli e le antenne.

Negli insetti adulti un paio di occhi composti si trova in posizione più o meno dorso-laterale, tra vertice e guance, con un

paio di antenne, che hanno funzione sensoriale, poste in posizione mediale. In molti insetti si trovano tre occhi

<<semplici>>, sensibili alla luce, chiamati ocelli, posti sulla parte anteriore del vertice, disposti di solito a triangolo

Le che sono anch’esse la sede di molti organi di senso si compongono di vari articoli detti antennomeri.

antenne

Il primo di essi, di solito più sviluppato, detto scapo, si articola con il capo entro una fosseta detta torulo. Al primo articolo ne

segue un secondo più breve, detto pedicello, indi i rimanenti articoli costituenti nel loro insieme il flagello. Se gli ultimi

articoli di questo sono ingrossati a formare una specie di clava, allora tutti quelli del flagello che precedono questa

costituiscono il cosiddetto funicolo.

Appendici boccali

Lo schema di partenza è definito <<apparato boccale masticatore>>

Le servono per prelevare il cibo e tipicamente consistono in:

appendici boccali

• un labbro superiore;

• Ipofaringe, una struttura simile alla lingua

• un paio di mandibole;

• un paio di mascelle;

• un labbro inferiore.

Il presenta una porzione prossimale detta Costituisce il tetto della cavità preorale e copra la base

labbro superiore clipeo.

delle mandibole

L’ipofaringe divide la cavità orale in una tasca dorsale per contenere il cibo, chiamata e una tasca ventrale, detta

cibario,

in cui si aprono i dotti delle ghiandole salivari

salivario,

Le sono strutture dentellate utilizzate per manipolare e triturare il cibo oppure utilizzate a scopo difensivo

mandibole

Le dal punto di vista funzionale aiutano le mandibole alla manipolazione del cibo

mascelle

Ciascuna mascella è costituita da una parte basale, detta articolata al capo, e da una parte mediana, detta

cardine, stipite,

differenziata in due lobi: l’esterno, detto e l’interno, detto

galea, lacinia.

È spesso presente un prolungamento fatto di più articoli, detto palpo mascellare.

Il labbro inferiore è frutto della fusione di due appendici e in esso si distinguono una parte basale articolata al capo, detta

e una porzione mediana, detta cui si articolano due lobi interni detti e due lobi esterni detti

postmento, mento, glosse

paraglosse. 6

Esternamente sono presenti due appendici dette palpi labiali.

Per effetto della diversa specializzazione alimentare, nel corso del processo evolutivo, da un medesimo modello primitivo si

sono andati differenziando diversi tipi di apparati boccali.

Gli apparati boccali modificati sono:

1) degli Imenotteri Apidi, i lobi interni del labbro inferiore (glosse) danno

apparato boccale masticatore lambente

origine alla ligula.

Il liquido o semiliquido, aderendo alla ligula (o lingua), viene trasferito dal substrato alla bocca.

Nell’ape domestica, Apis mellifera, durante l’alimentazione la lingua è immersa nel nettare o nel miele, che adescono ai peli,

e viene poi ritratta così che il liquido adeso viene trascinato entro lo spazio tra galee e palpi

Le mandibole, sclerificate, sono

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/11 Entomologia generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KillerBee98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Entomologia agraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Pennacchio Francesco.
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