Domande e risposte economia del lavoro
1. Tasso di femminilizzazione delle Non Forze di Lavoro:
,
=
$%& -,
2. Tasso di occupazione della popolazione femminile in età 60-‐64:
,/01/2
,/01/2
=
,/01/2
3. Tasso di femminilizzazione della popolazione in età 60-‐64:
/01/2
=
/01/2 +
/01/2
4. Tasso di disoccupazione della popolazione in età 20-‐24:
:01:2
-,
=
787 :01:2 :01:2
-,
5. Indice di dipendenza demografica giovanile:
DE2
=
EF1/2
6. L’offerta di lavoro può variare sia in conseguenza di un “effetto demografico” sia in conseguenza di un
“effetto comportamentale”. Questi due effetti operano:
in modo indipendente l’uno dall’altro (se aumenta l’uno, l’altro può sia aumentare che diminuire).
Le dimensioni attuali e le prospettiche di sviluppo dell’offerta di lavoro dipendono da due fattori:
Il numero degli individui in età lavorativa a parità di tasso di attività, cosiddetto effetto demografico
• L’atteggiamento degli individui nei confronti del lavoro, a parità di popolazione in età lavorativa,
• cosiddetto effetto comportamentale.
I due effetti muovono da presupposti diversi, nel primo caso viene considerato il mero dato numerico degli
individui che sono potenzialmente in età lavorativa, nel secondo si prende in considerazione un aspetto
soggettivo legato appunto all’atteggiamento degli individui nei confronti del lavoro. Non è necessariamente
vero che all’aumentare del numero di individui in età lavorativa il loro atteggiamento dei confronti del
lavoro ne migliori le condizioni. Chiave di lettura dell’effetto comportamentale sono le politiche sociali di
incentivo, che hanno lo scopo di mobilitare le risorse umane ancora inattive.
7. Nel libro “Un trattato sulla famiglia” la famiglia è rappresentata come una istituzione simile all’impresa. A)
Quali sono gli input della produzione domestica? B) Qual è l’output? C) Quale economista ha scritto il
“trattato sulla famiglia”? (SCRIVERE IL NOME IN STAMPATELLO) :
nel trattato sulla famiglia l’economista statunitense GARY STANLEY BECKER, vincitore del premio Nobel per
l’economia nel 1992, nel 1981 (titolo originale “A treaty on the family” ) ha descritto il comportamento delle
famiglie avvalendosi dell’analogia con la piccola impresa che produce “beni di base” come pasti, cura dei
bambini, alloggio ecc, ottenuti attraverso la combinazione di input intermedi acquisiti sul mercato, con le
conoscenze, le capacità e i tempo che ciascun membro dedica all’attività produttiva della famiglia. Cuore
della teoria di B. è l’assunzione che le famiglie sono unità produttive oltre che di consumo, producono
infatti beni e servizi secondo le medesime regole di minimizzazione dei costi e massimizzazione della
funzione di utilità, presenti sul mercato. Le attività domestiche (preparazione dei pasti, cura dei bambini e
degli anziani, lavaggio e stiratura della biancheria, ecc) sono prodotte combinando tempo libero sottratto al
mercato, e beni e servizi acquistati sul mercato. Ad esempio l’utilità che deriva da un buon pasto è prodotta
con input di tempo libero, beni acquistati sul mercato come ingredienti, gas piatti posate ecc, similmente
l’utilità che si ricava nel vivere in una casa pulita è prodotta con input di tempo libero e beni acquistati sul
mercato come secchio spazzolone, aspirapolvere e prodotti detergenti. Per la prima volta si delinea una
nuova concezione di lavoro e un uso alternativo del tempo: un lavoro domestico, utile, e un lavoro per il
mercato, pagato.
la differenza non sembra rilevante per B. il fine è massimizzare la propria funzione di utilità non il guadagno.
8. Il Consiglio europeo di primavera del 2003 (di Bruxelles) elenca 10 orientamenti triennali (comandamenti)
per le politiche del lavoro degli Stati membri: il candidato indichi il suo “comandamento” preferito,
spiegando le ragioni della sua scelta:
L’Unione europea fissa gli obiettivi principali da perseguire nel settore occupazionale, in particolare si
prefigge di raggiungere un tasso complessivo d’occupazione pari al 67% nel 2005 e al 70% nel 2010,
innalzando il tasso d’occupazione femminile fino al 60% e quello dei lavoratori anziani al 50%, realizzando
una piena e duratura occupazione.
si prefigge inoltre il miglioramento della qualità e della produttività dell’occupazione, ovvero non solo ci
devono essere più persone occupate, ma queste devono esserne quali-‐quantitativamente soddisfatte, in
particolare quest’obiettivo riguarda la qualità intrinseca del lavoro, le qualifiche, l’istruzione, la formazione
permanente, la parità uomo-‐donna, la salute e la sicurezza sul lavoro, la flessibilità, l’inserimento nel
mercato del lavoro, l’equilibrio tra vita professionale e privata, la diversità e la non discriminazione.
inoltre il terzo obiettivo che il Consiglio di Brusselles del 2003 si è prefisso di raggiungere riguarda il
rafforzamento della coesione sociale e dell’inserimento sociale: le politiche nazionali a favore
dell’occupazione dovrebbero promuovere l’accesso ai posti di lavoro aperti e uomini e donne, combattere
la discriminazione e impedire l’esclusione dal mercato del lavoro.
Le priorità essenziali delle riforme strutturali nell’ambito della strategia europea per l’occupazione SEO,
altrimenti dette “i 10 comandamenti” sono:
1. La realizzazione di misure attive e preventive a favore dei disoccupati e delle persone inattive, atte a
ridurre la disoccupazione e accrescere la forza lavoro
2. Trasformazione del lavoro nero in occupazione regolare
3. Incentivi fiscali e finanziari per rendere il lavoro più attraente, incoraggiando la partecipazione al
mercato del lavoro da parte delle categorie più svantaggiate mediante un riesame del sistema
impositivo e d’indennità
4. Integrazione delle persone svantaggiate e lotta alla discriminazione
5. Promozione della parità uomo-‐donna, eliminazione della segregazione verticale e orizzontale,
riesame dei sistemi retributivi e migliorando la trasparenza e l’accesso a istruzione e formazione,
riesaminando gli strumenti che possono far convivere vita lavorativa e vita privata
6. Promozione dell’invecchiamento attivo grazie a migliori condizioni di lavoro, evitare il costoso
pensionamento anticipato o prematuro.
7. Promozione dello sviluppo del capitale umano, dell’istruzione e della formazione permanente.
8. Promozione della capacità di adattamento al lavoro, della mobilità, del dialogo sociale e della
responsabilità sociale delle imprese
9. Creazione di posti di lavoro e promozione dello spirito imprenditoriale, alleggerendo gli oneri
amministrativi e normativi per la creazione di nuove imprese e PMI, facilitare l’accesso ai capitali.
10. Attenuazione delle differenze regionali in materia di occupazione,
Personalmente ritengo di assoluta priorità il caposaldo legato agli incentivi fiscali e finanziari. Io
come molti altri coetanei ci affacciamo ad un mondo del lavoro che ci offre contratti di
collaborazione occasionale, anche se non è ben definita l’occasione, senza diritto a ferie, mal