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Domande di tecnica delle costruzioni

Domande e relative risposte sulle tecniche costruttive per l'esame di abilitazione alla professione di architetto basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto docente Prof. P. Ingegneria e Architettura

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QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE COMPONGONO UN SOLAIO MISTO?

Nei solai misti in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e blocchi forati in laterizio, i laterizi in

blocchi hanno funzione di alleggerimento e di aumento della rigidezza flessionale del solaio. La resistenza allo SLU

(stato limite ultimo) è affidata al conglomerato cementizio ed alle armature ordinarie o precompresse.

QUALE PUÒ ESSERE LO SPESSORE MINIMO DEI SOLAI?

Lo spessore minimo dei solai non deve essere minore di 150 mm. Le deformazioni devono risultare compatibili con le

condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati.

QUAL È LO SPESSORE MINIMO DELLA SOLETTA?

Nei solai lo spessore minimo della soletta di conglomerato cementizio non deve essere minore di 40 mm. Può

comunque essere superiore per vari motivi di ordine strutturale ed in funzione del piano.

ESISTONO DELLE DISTANZE MASSIME TRA DUE EDIFICI CONSENTITE IN BASE ALLA NUOVA

ORDINANZA DELLA SISMICA?

Si, la distanza tra due edifici contigui non può essere inferiore alla somma degli spostamenti massimi determinati per

lo SLU (stato limite ultimo) calcolati per ciascuno degli edifici. In ogni caso la distanza tra due punti degli edifici, posti

alla medesima altezza, non potrà essere inferiore ad 1/100 della quota dei punti considerati misurata dallo spiccato

delle strutture in elevazione.

NELLA PROGETTAZIONE DEGLI EDIFICI È MEGLIO UTILIZZARE DELLE FORME REGOLARI?

Si, gli edifici dovranno avere, quanto più possibile, caratteristiche di semplicità, simmetria e iperstaticità. In funzione

della regolarità di un edificio saranno richieste scelte diverse in relazione al metodo di analisi e ad altri parametri di

progetto. Si definisce regolare un edificio che rispetti sia i criteri di regolarità in pianta sia in altezza.

QUANDO UN EDIFICIO SI PUÒ DEFINIRE REGOLARE IN PIANTA?

Quando la configurazione in pianta è compatta ed approssimativamente simmetrica rispetto a due direzioni ortogonali,

in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze, oppure quando il rapporto tra i lati di un rettangolo, in cui l’edificio

risulta iscritto, risulta inferiore a 4, almeno una dimensione di eventuali rientri o sporgenze non superi il 25% della

dimensione totale dell’edificio nella corrispondente direzione.

QUANDO UN EDIFICIO SI PUÒ CONSIDERARE REGOLARE IN ALTEZZA?

Quando tutti i sistemi resistenti verticali dell’edificio (quali telai e pareti) si estendono per tutta l’altezza dell’edificio.

Quando massa e rigidezza rimangono costanti o variano gradualmente senza bruschi cambiamenti dalla base alla

cima dell’edificio.

COSA PREVEDE IL T.U. 380/2001 IN MATERIA DI EDILIZIA PER QUANTO RIGUARDA LA DISCIPLINA

DEI SISTEMI COSTRUTTIVI E STRUTTURE?

Prevede criteri generali tecnico-costruttivi per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura ed il

loro consolidamento, carichi e sovraccarichi e loro combinazioni in funzione del tipo e delle modalità costruttive, le

indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali, la protezione delle costruzioni dagli incendi.

QUALI SONO I SISTEMI COSTRUTTIVI PREVISTI DAL T.U.?

Gli edifici possono essere costruiti in:

• struttura intelaiata, in c.a. normale o precompresso, acciaio o sistemi combinati dei predetti materiali;

• struttura a pannelli portanti;

• struttura in muratura;

• struttura in legname.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEGLI EDIFICI IN MURATURA?

Le costruzioni in muratura devono presentare adeguate caratteristiche di solidarietà fra gli elementi strutturali che le

compongono, e di rigidezza complessiva secondo le indicazioni dichiarate dalle norme tecniche.

COME SONO REALIZZATI GLI EDIFICI CON STRUTTURA A PANNELLI PORTANTI?

Le strutture a pannelli portanti devono essere realizzate in calcestruzzo pieno o alleggerito, presentare giunzioni

eseguite in opera, in calcestruzzo o malta cementizia ed essere irrigidite da controventamenti opportuni costituiti dagli

stessi pannelli verticali sovrapposti da lastre in calcestruzzo e realizzati in opera; i controventamenti devono essere

orientati almeno secondo due direzioni distinte.

CHE SI INTENDE PER EDIFICI CON STRUTTURE INTELAIATE?

Si intendono quelle strutture reticolate in acciaio, calcestruzzo armato normale o precompresso comprese di elementi

irrigidenti come pareti in acciaio o calcestruzzo armato opportunamente collegati alle intelaiature della costruzione in

modo che sia assicurata la trasmissione delle azioni sismiche agli irrigidimenti stessi.

COME SI REDIGE UN COLLAUDO STATICO?

Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia

intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione o esecuzione dell’opera. Il direttore dei lavori è tenuto a

presentare presso lo sportello unico l’atto di nomina del collaudatore. Completata la struttura con la copertura

dell’edificio il direttore dei lavori ne da comunicazione allo sportello unico ed al collaudatore che ha 60 giorni di tempo

per effettuare il collaudo. Il collaudatore redige, sotto la propria responsabilità, il certificato di collaudo in triplice copia

che invia al competente ufficio tecnico regionale, al committente ed allo sportello unico dell’edilizia.

QUALI SONO I CRITERI GENERALI CHE SI ADOTTANO PER LE COSTRUZIONI IN ZONA SISMICA?

I criteri sono in funzione dei diversi gradi di sismicità. Si definiscono attraverso l’altezza massima degli edifici in

relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona ed alle larghezze stradali, in funzione delle distanze

minime consentite tra gli edifici, attraverso lo studio delle azioni sismiche orizzontali e verticali tenendo conto del

dimensionamento delle costruzioni e delle loro giunzioni ed infine attraverso il dimensionamento e la verifica delle

diverse parti delle costruzioni, dalle fondazioni alle parti in elevazione.

CHE SI INTENDE PER LE AZIONI SISMICHE VERTICALI?

Si intendono gli effetti soprattutto di azioni su strutture di grandi luci o di particolare importanza gestite attraverso

un’opportuna analisi dinamica, teorica o sperimentale.

CHE SI INTENDE PER LE AZIONI SISMICHE ORIZZONTALI?

Le azioni sismiche orizzontali si schematizzano attraverso l’introduzione di due sistemi di forze orizzontali agenti non

contemporaneamente secondo due direzioni ortogonali.

COSA SI INTENDE PER MOMENTO TORCENTE NELLA SISMICA?

Ad ogni piano deve essere considerato il momento torcente (caso particolare di un momento di una forza, definito

torcente quando la forza stessa è applicata perpendicolarmente all’asse di rotazione e però non lo interseca) dovuto

alle forze orizzontali agenti ai piani sovrastanti ed in ogni caso non minore dei valori da determinarsi secondo le

indicazioni riportate dalle norme tecniche.

COSA SI INTENDE PER MOMENTO RIBALTANTE NELLA SISMICA?

Per le verifiche dei pilastri e delle fondazioni, gli sforzi normali, provocati dall’effetto ribaltante (è una sollecitazione

composta da compressione e flessione) delle azioni sismiche orizzontali, devono essere valutati secondo le

indicazioni delle norme tecniche.

CHE SI INTENDE PER VERIFICA DELLE STRUTTURE?

Si intende per verifica delle strutture l’analisi delle sollecitazioni dovute alle azioni sismiche, effettuate tenendo conto

della ripartizione di queste, fra gli elementi resistenti dell’intera struttura. Si devono verificare detti elementi resistenti

per le possibili combinazioni degli effetti sismici con tutte le altre azioni esterne senza alcuna riduzione dei

sovraccarichi, ma con l’esclusione dell’azione del vento.

COSA SONO LE MALTE?

Le malte sono sostanze semifluide che hanno la caratteristica di fare presa e indurire successivamente, impiegate

nelle murature ripartiscono i carichi da un filare di mattoni all’altro.

QUALI SONO I COMPONENTI DELLE MALTE?

Le malte sono impasti costituiti da: leganti; inerti; acqua

CHE SI INTENDE PER LEGANTE?

Abbiamo due tipi di legante: aerei: formai da gesso, calce aerea idraulici: formati da calce idraulica, cemento

IL GESSO È UN MATERIALE NATURALE?

Si, in natura si ottiene prevalentemente da selenite, sericolite ed alabastro gessoso.

COME È COSTITUITA LA CALCE IDRAULICA?

Il prodotto è ottenuto dalla cottura di calcari argillosi a circa 900°. La composizione può essere data da argilla, silicato

idrato di alluminio e ferro.

QUAL È IL LEGANTE IDRAULICO PIÙ USATO NELL’EDILIZIA?

È il cemento, ottenuto dalla cottura di calcari argillosi ad una temperatura di circa 1454°. I suoi componenti sono:

• silicato tricalcico

• silicato bicalcico

• alluminato tricalcico

• ferrito alluminato

QUANTI TIPI DI CEMENTO ESISTONO?

Portland: prevede un’aggiunta di pozzolana durante la macinazione; Alluminoso: con prevalenze di alluminati di

calcio; Ferrico: con aggiunta di calce clinker; Agglomerati cementizi: che hanno una resistenza inferiore.

COSA SONO GLI INERTI?

Si dicono inerti i materiali lapidei che non partecipano a reazione chimiche di idratazione dei leganti nelle malte. La

sabbia è una roccia sedimentaria originata dallo sbriciolamento di un prodotto naturale. La pozzolana è una roccia

piroclastica di origine vulcanica, in Italia ne sono ricche regioni come la Campania, il Lazio e la Lucania, usata come

inerte nella confezione di malte.

QUALI SONO GLI INERTI LEGGERI? E CHE PESO DOVREBBERO AVERE?

Si comprendono in questo termine tutti gli inerti con un peso specifico tra 500 e 1500 kg/m . Le caratteristiche

3

essenziali sono elevata porosità e basso peso specifico. Si ottengono gli inerti leggeri da: argilla espansa, perlite,

vermiculite, polistirolo espanso.

CHE FUNZIONE HA L’ACQUA NEL PROCESSO DI IMPASTO? E QUALI SONO LE ACQUE NATURALI?

L’acqua è l’elemento che ha la funzione di reagire con il legante per assicurare una struttura capace di indurire e

tenere insieme gli inerti. Le acque naturali provengono da: fiumi, laghi, pozzi, sorgenti.

COSA SONO I CALCESTRUZZI?

Sono quei prodotti ottenuti dall’impasto di cemento, acqua, sabbia, ghiaia in opportune proporzioni.

QUALI SONO LE PROPORZIONI DELL’IMPASTO PER 1m DI CALCESTRUZZO?

3

Acqua: 0,15 m 3

Sabbia: 0,38 m 3

Ghiaia: 0,38 m 3

Cemento: 0,09 m 3

QUAL È L’UTILIZZO DEL CALCESTRUZZO?

Viene impiegato come legante o può essere usato in abbinamento ad armature metalliche, in tal caso viene a

costituire il conglomerato cementizio armato.

QUALI SONO I FATTORI CHE INFLUENZANO LA RESISTENZA

MECCANICA DEL CALCESTRUZZO?

• Rapporto acqua-cemento;

• tipo e dosaggio di cemento;

• tipo e quantità di aggregato;

• contenuto d’aria;

• temperatura ambiente;

• umidità relativa;

• durata della stagionatura.

QUAL È DI QUESTI QUELLO CHE INCIDE MAGGIORMENTE?

Il rapporto acqua-cemento è di gran lunga il parametro più importante, infatti al variare di tale rapporto varia la

resistenza meccanica a compressione in funzione dei diversi periodi di tempo e stagionatura.

CHE DIFFERENZA C’È TRA UN CEMENTO PORTLAND ED UN CEMENTO POZZOLANICO?

Il Portland è un cemento ad altissima resistenza ideale per l’impiego della prefabbricazione specialmente per strutture

di rilevante impegno statico, gettato in opera o precompresso. Contiene il 95% di clinker, privo di alluminato tricalcico

mentre la restante parte è costituita da eventuali elementi secondari minori.

QUALI SONO GLI IMPIEGHI PIÙ COMUNI DEL CEMENTO IDRAULICO NELL’EDILIZIA?

Viene spesso utilizzato per il confezionamento di malte specifiche per l’elevazione di murature, per realizzazione di

massetti, per lavori di finitura e di completamento; inoltre per la posa di blocchi in calcestruzzo, posa di laterizi,

mattoni pieni, forati e alveolari.

COME SI REALIZZANO I MASSETTI DI SUPPORTO ALLE PAVIMENTAZIONI?

Il cemento idraulico è l’ideale per i sottofondi alle pavimentazioni, migliora l’isolamento termico-acustico, migliora

l’adesione tra solaio e gli elementi della pavimentazione, raggiunge una elevata resistenza meccanica per una

migliore distribuzione dei carichi dalla pavimentazione alla soletta.

QUANTO INFLUISCE IL LEGANTE IDRAULICO SULLA PORTANZA DI UNA PARETE PORTANTE?

Sicuramente sulla resistenza caratteristica a compressione della muratura in relazione alla classe di resistenza della

la classe della malta ha poca influenza ma per resistenze superiori una

malta usata. Per resistenze fino a 10 N/mm 2

classe bassa penalizza molto la resistenza della muratura.

QUALI SONO LE TECNICHE PER OTTENERE UN CALCESTRUZZO FACCIAVISTA PREGEVOLE?

La qualità è in maggior ragione espressa nel rapporto dell’acqua per il cemento attentamente calcolato; infatti un

eccessivo quantitativo d’acqua all’impasto influisce sul colore della pelle riducendo la brillantezza e producendo

variazioni cromatiche. Il rapporto acqua-cemento e la stagionatura influiscono sulla tonalità, infatti con l’andare del

tempo il colore della superficie tende a schiarirsi.

CHE TIPI DI CASSERI ESISTONO IN COMMERCIO?

Esistono casseri in legno grezzo, adoperando tavole di abete o pinosulla pelle del calcestruzzo resteranno a vista i

disegni naturali del legno. Le tavole abbondantemente bagnate con acqua e successivamente trattate con disarmante

per impedire l’aderenza al calcestruzzo, per contro hanno un numero limitato di riutilizzi non essendo molto stabili

ed avendo un’usura rapida. I casseri metallici sono da preferirsi ai precedenti quando devono essere ripetuti getti

identici tra loro. Posseggono il pregio di rendere le superfici molto lisce e non assorbono acqua all’impasto; possono

essere applicati di volta in volta alle matrici facilmente sostituibili a seconda del modulo desiderato. I casseri in materie

plastiche sono prodotti con materiale termoplastico espanso o con materiale in fibroresina, hanno il vantaggio di non

subire alterazioni, di essere leggeri e di poter essere utilizzati più volte. I casseri in polistirolo a perdere sono

facilmente modellabili e leggeri, utilizzati spesso per pilastri circolari anche di grandi dimensioni e modanature avendo

così un migliore controllo della sezione architettonica.

QUANTO INFLUISCONO I CASSERI NELL’ESECUZIONE DEL CALCESTRUZZO FACCIAVISTA?

Influiscono in modo determinante, infatti in un calcestruzzo i cui getti vengono lasciati a vista il problema delle

casseformi assume un’importanza fondamentale. Nel caso dei calcestruzzi bianchi occorre una maggior oculatezza

nella scelta e nel trattamento del cassero al fine di ottenere effetti estetici e di luminosità superiori a quelli del cemento

grigio.

COME SI EFFETTUA UN BUON DISARMO E QUALI SONO LE REGOLE DA RISPETTARE?

Un primo problema da affrontare al momento del disarmo consiste nella difficoltà del distacco della cassaforma dal

getto che può comportare considerevoli rischi di danneggiamento della superficie del calcestruzzo. Per facilitare

questo distacco è buona norma far ricorso all’impiego di prodotti disarmanti in funzione di sostanze di base che li

compongono: olii minerali, olii vegetali o animali, cere, resine polimerizzabili, mentre per i casseri metallici è opportuno

utilizzare disarmanti contenenti additivi atti a ridurre l’ossidazione del ferro ed il deterioramento delle casseforme.

PER OTTENERE UN CALCESTRUZZO FACCIAVISTA DI OTTIMA FINITURA E QUALITA’ CHE

PRECAUZIONI SI DOVRANNO AVERE?

Si dovrà tener conto della qualità del calcestruzzo e del suo conglomerato, che saranno in rapporto alla durabilità

dell’opera ed al risultato finale. Particolare attenzione andrà posta per la realizzazione dei giunti tra casseri che

dovranno aderire perfettamente. Per ottenere un buon risultato di impermeabilizzazione si potranno utilizzare

delle bande plastiche precauzionali da applicare sui giunti; è quindi inutile aspettarsi dei buoni risultati dal facciavista

se si adottano calcestruzzi economici, ad esempio Rck20 o Rck25, sarà consigliabile partire da resistenze superiori.

CHE SI INTENDE PER SOLLECITAZIONI INTERNE ALLA TRAVE?

In una trave appoggiata agli estremi, sollecitata da un carico uniformemente ripartito o da due carichi concentrati, il

materiale di cui è costituita è chiamato a sviluppare una serie di tensioni nel suo interno per resistere alle azioni

esterne.

DA CHE DIPENDE L’ADERENZA DELL’ACCIAIO AL CALCESTRUZZO?

L’aderenza è in funzione di più fattori che tendono a generare il coefficiente di dilatazione lineare o la resistenza allo

scorrimento barreconglomerato. Gli elementi come il diametro della barra, lunghezza della barra, stagionatura del cls,

modalità del getto del cls, tendono ad aumentare la collaborazione e l’aderenza tra superfici a contatto. In ogni caso la

forza di adesione può essere migliorata mediante ancoraggi a gancio, oppure può essere aumentata con l’impiego di

barre ad aderenza migliorata (per le quali non occorrono ganci) e che oggi ormai sono usate frequentemente.

SPIEGARE LE CARATTERISTICHE MECCANICHE DELL’ACCIAIO

La maggior parte delle caratteristiche meccaniche degli acciai per c.a. si individuano mediante la prova di dilatazione,

attraverso il diagramma delle tensioni. Si potranno osservare le deformazioni per un provino di acciaio sollecitato a

trazione; mediante la prova potremmo misurare:

• tensione di snervamento: tensione unitaria, oltre la quale il materiale si allunga in modo plastico;

• tensione di rottura assoluta: tensione unitaria a cui avviene la rottura;

• tensione di rottura: tensione unitaria massima che sopporta il provino prima della rottura;

• allungamento percentuale: incremento di lunghezza del provino in rapporto alla lunghezza iniziale.

COS’È IL MODULO DI ELASTICITÀ?

È il rapporto tra tensione e la relativa deformazione.

QUANTI TIPI DI ACCIAIO SONO PREVISTI PER L’ESECUZIONE DEL C.A.?

1. Barre tonde lisce, tipo FeB22k e tipo FeB32k, per diametri compresi tra 5 e 30 mm;

2. Barre ad aderenza migliorata, tipo Feb38k e tipo Feb44k, per diametri compresi tra 5 e 26 mm nelle prime e tra 5 e

30 mm nelle seconde (impiego di grandi luci, mensole, sistemi prefabbricati);

3. Fili d’acciaio trafilati lisci e nervati utilizzati per la produzione di reti elettrosaldate, vengono prodotti e forniti in rotoli,

4 12

diametri da a (impiego per setti, solai monolitici, pilastri e travi rovesce);

4. Reti elettrosaldate lisce e nervate, normalmente prodotte con fili lisci o nervati disposti secondo una griglia di passo

4

variabile con diametro da 4 a 12 mm. I formati in commercio variano da 225x400 cm e 247x600 cm, diametri fili da

12,

a maglie da 100x100 mm a 100x350 mm.

COME VENGONO ARMATI I SETTI IN C.A.?

É necessario che l’armatura principale sia doppia e rinforzata nei pilastri, gli spessori del setto vanno dai 15 ai 30 cm

e le armature possono essere dei reticolati di tondini di piccolo diametro posti in prossimità delle due facce; i setti in

c.a., avendo una durata più lunga dei setti in muratura, richiedono minori scavi per le fondazioni ma, per contro,

risultano impenetrabili per la difficoltà di apportare modifiche come le aperture di porte e finestre.

CHE COS’È IL COPRIFERRO?

La protezione minima dell’armatura avviene attraverso la costituzione di uno strato di conglomerato cementizio. La

superficie dell’armatura dovrà distare dalle facce esterne di conglomerato almeno 0,8 cm nel caso di solette, setti e

pareti e almeno 2 cm nel caso di travi e pilastri. In ogni caso queste misure dovranno essere aumentate,

rispettivamente portate a 2 cm ed a 4 cm per travi e pilastri, in presenza di salsedine marina o in ambiente comunque

aggressivo.

SI PUÒ UTILIZZARE UNA TRAVE CON SEZIONE IRREGOLARE?

Si, per aumentare la resistenza per forma oltre che alla disposizione dei ferri e delle staffe. Può essere interessante

anche dal punto di vista architettonico per enfatizzare il marcapiano del solaio; ma anche come elemento frangisole

a difesa di ambienti particolarmente esposti alla radiazione solare. La difficoltà sta nel posizionare l’armatura che

dovrà seguire l’andamento irregolare della sezione, con l’eventuale legatura delle staffe.

CHE SIGLA È PREVISTA PER L’ACCIAIO E QUAL È IL SUO SIGNIFICATO?

Nell’impiego dell’acciaio per l’edilizia viene utilizzata una nomenclatura, ad esempio FeB44k, dove:

Fe = ferro

B = betòn (cls in francese)

44 = snervamento = 44 kg/mm 2

k = controllato in stabilimento

CHE SI INTENDE PER INTERFERRO?

Per interferro si intende la distanza tra le barre dell’acciaio dell’armatura.

COME VENGONO INDICATE LE POSIZIONI DEI FERRI ALL’INTERNO DI UNA TRAVE GENERICA?

La posizione dei ferri in una trave generica è sempre calcolata in base allo spessore della struttura, dal numero esatto

delle barre da collocare, dal copriferro e dal’interferro, vengono richiamate con le lettere le barre allineate

orizzontalmente e con i numeri le barre allineate verticalmente.

A CHE PERIODO RISALE L’INVENZIONE DELLA CASSAFORMA?

Uno degli esempi più antichi risale ai costruttori della Mesopotamia che producevano una scatola di legno dove

gettavano dell’argilla fresca che mettevano poi ad essiccare al calore del sole, diventando quindi genericamente un

mattone da costruzione. Anche nei romani era ben conosciuto il concetto di cassaforma, essi usavano costruire due

murature parallele dove dentro gettavano del calcestruzzo costituendo così il famoso muro a sacco romano.

COME VIENE EFFETTUATO E COME FUNZIONA IL GETTO DEL CALCESTRUZZO NELL’APPOSITA

CASSAFORMA?

Una volta gettato nella cassaforma il calcestruzzo va opportunamente vibrato per evitare la formazione di bolle d’aria

all’interno del manufatto oltre a creare pericolose discontinuità del materiale. Una volta messo a riposo nella

cassaforma il calcestruzzo ha bisogno di maturare per un certo periodo, è questo il momento in cui l’acqua reagisce


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gtulli

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gtulli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ingegneria e Architettura Prof.

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