PEDADOGIA GENERALE – DOMANDE
- LA COSTITUZIONE DELLA PEDAGOGIA
Per quanto riguarda la costituzione della pedagogia come sapere formale, si
tratta di una questione fondamentale relativa alla metapedagogia, ovvero la
riflessione pedagogica relativa alla natura e al significato del sapere. Infatti,
esiste una sapere comune, un sapere informale, determinato dalle credenze
relative all’educazione. Si tratta si un sapere dogmatico, carico di pregiudizi,
frammentario e incoerente, determinato dal fatto che ciascuno ha una propria
visione dell’educazione. Tuttavia, una competenza professionale esperta, non
può fare affidamento sul sapere informale, ma è necessario che si basi su un
sapere formale, ovvero la pedagogia. La costituzione della pedagogia come
sapere formale è avvenuta in più tappe. La prima di queste è relativa alla
nascita della scuola, come luogo educativo specializzato, e di conseguenza, la
nascita di un corpo professionale di educatori scolastici. A ciò consegue la
nascita della precettistica, ovvero una serie di consigli pratici che i maestri
anziani trasmettono ai novizi. In seguito, nasce la pedagogia normativa, in
quanto si sente la necessità do stabilire quali siano i fini e gli obiettivi da
raggiungere, affinchè tali precetti non siano arbitrari. Infine, quando è chiaro
che i fini e gli obiettivi possono essere molteplici e perfino in contrasto tra loro
è nata la pedagogia teoretica, ovvero una riflessione filosofica circa le finalità
dell’educazione. A questo livello la pedadogia si è costituita come sapere
formale nella forma di filosofia dell’educazione.
- ILLUSTRA LA STRUTTURA DELL’OGGETTO DELLA PEDAGOGIA
COME SCIENZA = LA PEDAGOGIA COME SCIENZA
DELL’EDUCAZIONE = LA PEDAGOGIA COME SCIENZA
AUTONOMA
la pedagogia per essere definita una scienza deve possedere uno specifico
oggetto di studio e uno specifico metodo di ricerca. Per quanto riguarda
l’oggetto di studio, la pedagogia si occupa dell’educazione, ma ciò non è
sufficiente, in quanto anche altre discipline si occupano di educazione; dunque,
è fondamentale considerare il punto di vista adottato dalla pedagogia e ciò
consiste nella rete di concetti chetale disciplina adoprare per dare significato
all’esperienza. La pedagogia consiste perciò nella comprensione concettuale
dell’esperienza e per far ciò utilizza uno specifico sistema concettuale
attraverso il quale pensa all’esperienza educativa. Il centro d’annodamento
della rete pedagogica è il concetto di educazione ma ad esso si connettono
anche altri concetti quali quello di educatore, educando, relazione educativa,
educabilità…
per quanto riguarda invece il metodo di ricerca, la pedagogia è un sapere
metodico e non sistematica. Utilizza un atteggiamento attivo e critico,
rifiutando un mero atteggiamento riflessivo. Perciò, l’obiettivo della pedagogia,
non è la sola analisi delle situazioni ed esperienze educative ma è un sapere
progettuale che intende trasformare le situazioni. L’educazione è perciò un
sapere discutibile che non va ridotto a dogma.
- SPIEGA L’ARTICOLAZIONE DEL CONCETTO DI EDUCAZIONE = IL
CONCETTO FORMALE DI EDUCAZIONE = STRUTTURA LOGICA
DEL CONCETTO DI EDUCAZIONE
Il sapere pedagogico ha una struttura di tipo reticolare, al cui centro si trova il
annodamento fondamentale, ovvero il concetto di educazione. Tuttavia, la
definizione del concetto di educazione risulta problematica; innanzitutto in
quanto è necessario definire l’educazione in modo formale, tale da distinguersi
dalla definizione del senso comune. I tentativi della pedagogia di dare una
definizione formale di tale concetto, ha dato vita a due approcci differenti:
l’approccio umanistico e l’approccio scientifico. L’approccio umanistico mira ad
una definizione complessa e ricca umanamente mentre l’approccio scientifico
ha come obiettivo una definizione precisa ed univoca. Per raggiungere tale
obiettivo, i due approcci utilizzano dispositivi differenti: l’approccio umanistico
fa uso della metafora, mentre l’approccio scientifico predilige l’uso della
riduzione empirica. Entrambi gli aspetti risultano però parziali e unilaterali nella
defizione: le metafore risultano vaghe e non riescono a soddisfare la necessità
di precisione e univocità, determinando significati diversi e tra loro in
contraddizione; a sua volta l’approccio scientifico, riducendo l’educazione ad
apprendimento e, dunque, ad un processo controllabile e pianificabile,
determina la perdita di significato propriamente umano del termine
educazione, non distinguendolo da quello di addestramento. Perciò, per
raggiungere un concetto formale, occorre tenere in considerazione sia la
controllabilità empirica stabilità dall’approccio scientifico, sia la ricchezza del
significato umano. Per risolvere tale problematica, occorre far riferimento alla
teoria semantica di frege, il quale mette in luce la componente di senso e
riferimento all’interno del significato. Il senso è il modo di presentare l’oggetto;
il riferimento è l’oggetto designato dal termine. Secondo questa teoria,
l’approccio umanistico si riferisce unicamente al senso dell’educazione, mentre
l’approccio scientifico unicamente al riferimento. Queste due visioni devono
perciò essere integrate, ricorrendo a una quasi-definizione che dice che
l’educazione si riferisce all’apprendimento, che si dà come crescita. Si chiarisce
quindi che l’educazione fa riferimento all’apprendimento ma che soddisfa il
requisito di presentarsi come processo di crescita per l’essere umano.
I LIVELLI DI APPRENDIEMENTO LOGICO DI BATESON
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Per chiarire il riferimento del concetto di educazione, occorre stabile a quale
tipo di apprendimento corrisponde. Infatti, bateson individua tre tipi di
apprendimento che corrispondono a processi di cambiamento cognitivo-
comportamentale. L’apprendimento di primo livello (proto-apprendimento)
consiste in una modificazione del comportamento dovuta all’esperienza (il
soggetto acquisisce conoscenze e abilità); l’apprendimento di secondo livello
(deutero-apprendimento) consiste in una modificazione del proto-
apprendimento, ovvero questo diventa più rapido e trasferibile a compiti simili.
Si impara ad apprendere. Tuttavia, il deutero apprendimento, si colloca
collateralmente al proto-apprendimento ma esse fanno riferimento ad una
scala temporale differente: mentre il proto-apprendimento si verifica in tempi
brevi, il deutero si struttura in tempi più lunghi e determina la formazione dei
cosiddetti abiti mentali. Infatti, se il proto-apprendimento è sottoposto a un
tasso di decad
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