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Afasia e definizione di neuropsicologia

La neuropsicologia è la disciplina scientifica che studia i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale. La neuropsicologia ha una duplice finalità: i deficit causati da lesioni cerebrali sono indagati da un lato per esplorare la struttura funzionale della mente e i suoi correlati neurali (neuropsicologia sperimentale), dall’altro con finalità diagnostiche e riabilitative (neuropsicologia clinica). È una scienza interdisciplinare che alle sue origini integrava neurologia e psicologia.

Vari tipi di afasie

Afasie non fluenti

L’afasia è un disturbo della formulazione e della comprensione di messaggi linguistici, dovuto a lesioni focali cerebrali, in persone che avevano già acquisito l’uso del linguaggio; consegue a una lesione dell’emisfero cerebrale sinistro e coinvolge le unità del linguaggio sia a livello orale che scritto.

  • Afasia di Broca o motoria: coinvolge il piede della terza circonvoluzione frontale sinistra corrispondente all’area 44 di Brodmann, detta area di Broca. Vi è una semplificazione della struttura frasale, resa evidente dall’omissione di pronomi, ausiliari, articoli e proposizioni, e la mancanza di concordanza nome-verbo, nome-articolo-aggettivo, e la mancanza di frasi subordinate. Si tratta di un’afasia non fluente caratterizzata da poche parole senza contorno prosodico ed una sintassi semplice.
  • Afasia globale: è la forma più grave tra i deficit di linguaggio non fluenti. Il paziente pronuncia poche parole stereotipate (frammenti sillabici ricorrenti) e vi è quasi sempre un grave deficit del controllo motorio articolatorio. Sono alterate comprensione e ripetizione, la lettura ad alta voce e la scrittura sono nella maggior parte dei casi nulle, ma talvolta la comprensione di parole scritte è ancora possibile per nomi concreti ad alta frequenza d’uso. In alcuni casi il disturbo può evolvere, anche a distanza di anni, ad afasia di Broca.
  • Afasia transcorticale motoria: causata dall’interruzione tra il centro del pensiero e l’area anteriore motoria. Ne consegue una mancanza di controllo del linguaggio dando origine all’afasia. La caratteristica di un soggetto con questo tipo di afasia è la riduzione della produzione spontanea orale e scritta che si associa ad una capacità relativamente intatta di denominare, ripetere, leggere ad alta voce e scrivere sotto dettatura. Più che un vero deficit afasico è la manifestazione a livello linguistico dell’inerzia psicomotoria (inerzia verbale) che consegue a lesioni prefrontali.
  • Afasia transcorticale mista o isolamento delle aree del linguaggio (isolation of speech areas): si ha quando contemporaneamente si altera la connessione tra il centro dei concetti con l’area motoria e l’area acustica. Il linguaggio è totalmente svincolato dal controllo dei concetti. È un’afasia rarissima che genera nei soggetti colpiti disturbi profondi nell’interezza del linguaggio: non capisce in modo drammatico ciò che gli viene detto e non parla perché ha perso l’iniziativa al linguaggio. Inoltre ripete in modo passivo ciò che sente (ecolalia). È difficile mettersi in collegamento comunicativo con queste persone. È un tipo di afasia che unisce le caratteristiche dell’afasia motoria e quelle dell’afasia sensoriale.

Afasie fluenti

Caratterizzate da un eloquio abbondante e mancanza di deficit prosodici o dell’articolazione. Le frasi sono lunghe e con struttura sintattica complessa, anche se spesso si riscontrano interruzioni ed errori nell’uso di funtori e nella realizzazione delle concordanze grammaticali.

  • Afasia di Wernicke o sensoriale: coinvolge il tratto medio-posteriore della prima circonvoluzione temporale sinistra che corrisponde all’area 22 di Brodmann, detta area di Wernicke. Vi è un deficit per le prove di ripetizione, denominazione e comprensione, con gravità variabile a seconda della gravità complessiva del disturbo; questo accade perché si ha una compromissione delle componenti: fonologica, lessico e morfosintassi. È un tipo di afasia fluente, caratterizzata da un flusso verbale normale o addirittura aumentato, ma incomprensibile, composto da parole sbagliate o ripetute, il paziente spesso non è cosciente e si altera per non essere compreso dagli altri.
  • Afasia di conduzione: è dovuta ad un danno del fascicolo arcuato di sinistra al quale segue una disconnessione tra l’area delle immagini uditive delle parole e quella delle immagini motorie che può essere spiegato con un deficit fonologico e un risparmio delle capacità semantico-lessicali e sintattiche. È caratterizzata da un disturbo della capacità di ripetere. Il paziente comprende la parola, ma non è in grado di riprodurla. Esiste anche una forma più rara di afasia di conduzione, detta di ripetizione, determinata dal disturbo di memoria a breve termine fonologica.
  • Afasia amnesica: vi è un deficit di recupero lessicale (Anomia) che emerge nei compiti di denominazione l’eloquio spontaneo senza o con solo lievi deficit fonologici e morfosintattici e senza deficit di comprensione.
  • Afasia transcorticale sensoriale: interruzione tra il centro dei concetti e il centro acustico. La caratteristica qui sta nel fatto che il linguaggio è percepito, ascoltato e riconosciuto come lingua ma l’affetto non è in grado di capire il significato delle parole. Ciò perché è stato perso il controllo sull’area di Wernicke. Ne consegue un profondo disturbo di comprensione. È difficile distinguere sul piano clinico tra questo tipo di afasia e l’afasia di Wernicke, ma diventa più chiaro se si osservano pazienti con demenza o malato di Alzheimer. Quest'ultimi sono soggetti che parlano ma non capiscono quello che dicono o quel che viene detto loro. Usano il linguaggio in modo svincolato dal centro dei concetti.

Forme pure di disturbo del linguaggio

  • Afasia sottocorticale motoria o più propriamente Anartria pura: causata da una lesione che interrompe la connessione tra l’area motoria (dove viene prodotto il linguaggio) e l’area dove è prodotta l’articolazione cioè il movimento fisico per produrre la parola. Questa non è esattamente un’afasia (è detta infatti aprassia bucco-facciale: disturbo del movimento dell’apparato buccofonatore, spesso associata a quella di Broca). Il soggetto anartrico non è in grado di articolare le parole eppure sono in grado di scriverle (cosa che non avviene nel caso di un afasico di Broca), ciò perché la capacità di produrre il linguaggio è integra. È l’effettore periferico che non funziona: la parte del cervello che controlla l'apparato fonatore.
  • Afasia sottocorticale sensoriale o sordità verbale: interruzione tra i neuroni che percepiscono il suono proveniente dall’udito e l’area dove il suono è inviato per essere compreso. È una patologia estremamente rara. Sono pazienti che sentono ciò che gli viene detto, sono in grado di ripeterlo ma non lo capiscono. È come se l’interlocutore cambiasse lingua. Per sordità verbale si intende che non si ha perso l’udito ma la capacità di capire il significato delle parole. Il sordo verbale è però in grado di capire tutto ciò che è scritto, risultando chiaro come questo disturbo sia legato ai neuroni che inviano i segnali dall’apparato uditivo e non alla competenza linguistica.

Afasia crociata

L’afasia crociata è un disturbo del linguaggio che si presenta quando in un soggetto destrimane vi è un danno all’emisfero destro.

Afasie primarie

Comprendono l’afasia di Broca, di Wernicke, di conduzione, nominum, transcorticale motoria, sensoriale e mista.

  • Nell’afasia di Wernicke (che coinvolge il tratto medio-posteriore della prima circonvoluzione temporale sinistra che corrisponde all’area 22 di Brodmann, detta area di Wernicke) vi è un deficit per le prove di ripetizione, denominazione e comprensione, con gravità variabile a seconda della gravità complessiva del disturbo; questo accade perché si ha una compromissione delle componenti: fonologica, lessico e morfosintassi. È un tipo di afasia fluente, caratterizzata da un flusso verbale normale o addirittura aumentato, ma incomprensibile, composto da parole sbagliate o ripetute, il paziente spesso non è cosciente e si altera per non essere compreso dagli altri.
  • Nell’afasia di Broca (che coinvolge il piede della terza circonvoluzione frontale sinistra che corrisponde all’area 44 di Brodmann, detta area di Broca) vi è una semplificazione della struttura frasale, resa evidente dall’omissione di pronomi, ausiliari, articoli e proposizioni, e la mancanza di concordanza nome-verbo, nome-articolo-aggettivo, e la mancanza di frasi subordinate. Si tratta di un’afasia non fluente caratterizzata da poche parole senza contorno prosodico ed una sintassi semplice.
  • Afasia transcorticale motoria: causata dall’interruzione tra il centro del pensiero e l’area anteriore motoria. Ne consegue una mancanza di controllo del linguaggio dando origine all’afasia. La caratteristica di un soggetto con questo tipo di afasia è la riduzione della produzione spontanea orale e scritta che si associa ad una capacità relativamente intatta di denominare, ripetere, leggere ad alta voce e scrivere sotto dettatura. Più che un vero deficit afasico è la manifestazione a livello linguistico dell’inerzia psicomotoria (inerzia verbale) che consegue a lesioni prefrontali.
  • Afasia transcorticale sensoriale: interruzione tra il centro dei concetti e il centro acustico. La caratteristica qui sta nel fatto che il linguaggio è percepito, ascoltato e riconosciuto come lingua ma l’affetto non è in grado di capire il significato delle parole. Ciò perché è stato perso il controllo sull’area di Wernicke. Ne consegue un profondo disturbo di comprensione. È difficile distinguere sul piano clinico tra questo tipo di afasia e l’afasia di Wernicke, ma diventa più chiaro se si osservano pazienti con demenza o malato di Alzheimer. Quest'ultimi sono soggetti che parlano ma non capiscono quello che dicono o quel che viene detto loro. Usano il linguaggio in modo svincolato dal centro dei concetti.
  • Afasia transcorticale mista o Isolamento delle aree del linguaggio (isolation of speech areas): si ha quando contemporaneamente si altera la connessione tra il centro dei concetti con l’area motoria e l’area acustica. Il linguaggio è totalmente svincolato dal controllo dei concetti. È un’afasia rarissima che genera nei soggetti colpiti disturbi profondi nell’interezza del linguaggio: non capisce in modo drammatico ciò che gli viene detto e non parla perché ha perso l’iniziativa al linguaggio. Inoltre ripete in modo passivo ciò che sente (ecolalia). È difficile mettersi in collegamento comunicativo con queste persone. È un tipo di afasia che unisce le caratteristiche dell’afasia motoria e quelle dell’afasia sensoriale.
  • L’afasia di conduzione è dovuta ad un danno del fascicolo arcuato di sinistra al quale segue una disconnessione tra l’area delle immagini uditive delle parole e quella delle immagini motorie che può essere spiegato con un deficit fonologico e un risparmio delle capacità semantico-lessicali e sintattiche. È caratterizzata da un disturbo della capacità di ripetere. Il paziente comprende la parola ma non è in grado di riprodurla. Esiste anche una forma più rara di afasia di conduzione, detta di ripetizione determinata dal disturbo di memoria a breve termine fonologica.

Due tipi principali di afasie

I due tipi più importanti di afasia sono l’afasia di Wernicke (detta afasia sensoriale) e l’afasia di Broca (detta afasia motoria).

  • Nell’afasia di Wernicke (che coinvolge il tratto medio-posteriore della prima circonvoluzione temporale sinistra che corrisponde all’area 22 di Brodmann, detta area di Wernicke) vi è un deficit per le prove di ripetizione, denominazione e comprensione, con gravità variabile a seconda della gravità complessiva del disturbo; questo accade perché si ha una compromissione delle componenti: fonologica, lessico e morfosintassi. È un tipo di afasia fluente, caratterizzata da un flusso verbale normale o addirittura aumentato, ma incomprensibile, composto da parole sbagliate o ripetute, il paziente spesso non è cosciente e si altera per non essere compreso dagli altri.
  • Nell’afasia di Broca (che coinvolge il piede della terza circonvoluzione frontale sinistra che corrisponde all’area 44 di Brodmann, detta area di Broca) vi è una semplificazione della struttura frasale, resa evidente dall’omissione di pronomi, ausiliari, articoli e proposizioni, e la mancanza di concordanza nome-verbo, nome-articolo-aggettivo, e la mancanza di frasi subordinate. Si tratta di un’afasia non fluente caratterizzata da poche parole senza contorno prosodico ed una sintassi semplice.

Afasia transcorticale e Wernicke

Il modello di Wernicke spiega diverse forme di afasia sulla base delle lesioni che riguardano i centri o le connessioni tra i centri:

  • Afasia transcorticale motoria: causata dall’interruzione tra il centro del pensiero e l’area anteriore motoria. Ne consegue una mancanza di controllo del linguaggio dando origine all’afasia. La caratteristica di un soggetto con questo tipo di afasia è la riduzione della produzione spontanea orale e scritta che si associa ad una capacità relativamente intatta di denominare, ripetere, leggere ad alta voce e scrivere sotto dettatura. Più che un vero deficit afasico è la manifestazione a livello linguistico dell’inerzia psicomotoria (inerzia verbale) che consegue a lesioni prefrontali.
  • Afasia transcorticale sensoriale: interruzione tra il centro dei concetti e il centro acustico. La caratteristica qui sta nel fatto che il linguaggio è percepito, ascoltato e riconosciuto come lingua ma l’affetto non è in grado di capire il significato delle parole. Ciò perché è stato perso il controllo sull’area di Wernicke. Ne consegue un profondo disturbo di comprensione. È difficile distinguere sul piano clinico tra questo tipo di afasia e l’afasia di Wernicke, ma diventa più chiaro se si osservano pazienti con demenza o malato di Alzheimer. Quest'ultimi sono soggetti che parlano ma non capiscono quello che dicono o quel che viene detto loro. Usano il linguaggio in modo svincolato dal centro dei concetti.
  • Afasia transcorticale mista o isolamento delle aree del linguaggio (isolation of speech areas): si ha quando contemporaneamente si altera la connessione tra il centro dei concetti con l’area motoria e l’area acustica. Il linguaggio è totalmente svincolato dal controllo dei concetti. È un’afasia rarissima che genera nei soggetti colpiti disturbi profondi nell’interezza del linguaggio: non capisce in modo drammatico ciò che gli viene detto e non parla perché ha perso l’iniziativa al linguaggio. Inoltre ripete in modo passivo ciò che sente (ecolalia). È difficile mettersi in collegamento comunicativo con queste persone. È un tipo di afasia che unisce le caratteristiche dell’afasia motoria e quelle dell’afasia sensoriale.

Inquadramento storico dell’afasia

Gall, parte dal presupposto che ogni azione o comportamento sia fisico che psichico ha una spiegazione che va ricondotta a una zona anatomica ben precisa del cervello. Anche per il linguaggio, si trovò una spiegazione localizzazionista: Gall arrivò a ipotizzare che vi fosse un centro per la memoria delle parole e un altro centro per il discorso articolato. Questa teoria verrà chiamata frenologia ed avrà una notevole popolarità tra il XVIII e XIX secolo, anche con risvolti non propriamente positivi.

La svolta decisiva negli studi sull’afasia viene data dall’opera dal neurologo francese Paul Pierre Broca (1824-1880). Nel 1861 egli descrisse un suo paziente traumatizzato cranico soprannominato “Tan” perché era l’unica sillaba che riusciva a pronunciare, con diversa prosodia adattandola alle varie situazioni. “Tan” aveva perso la capacità di articolare il linguaggio parlato, anche se riusciva a comprendere tutto quello che gli si diceva o che faceva parte del linguaggio scritto. Broca intuì che il problema non stava nel fatto che il paziente non riusciva più a pronunciare le parole, ma il problema risiedeva nel fatto che i pensieri ben strutturati nella mente non potevano più essere tradotti in messaggio verbale, anche se la capacità di comprendere il linguaggio altrui e il linguaggio scritto erano rimasti intatti.

Con l’autopsia del paziente, Broca rilevò che vi erano lesioni profonde, a livello del piede della terza circonvoluzione frontale sinistra, o comunque nell’emisfero dominante (oggi chiamata appunto area di Broca). Broca tra il 1861 e il 1863 analizzando anche altri otto pazienti colpiti da ictus, ischemie, tumori, o traumi cranici con danno di quest’area, trovò che tali soggetti dimostravano sintomi simili a quelli individuati nel caso di “Tan”. Egli raccolse dati per suffragare questa scoperta, e in particolar modo insisterà sul fatto che a livello della corteccia cerebrale, l’emisfero sinistro ha un ruolo specifico nell’elaborazione del linguaggio articolato. Broca sblocca così, la “follia” localizzazionista della scuola di Gall ed epigoni, tracciando le basi della linea di interpretazione moderna.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teresa.capurso1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Silveri Maria Caterina.
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