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PRIMA

Come si calcola l’obbligo di risparmio energetico di un distributore obbligato?

Come il rapporto dell’energia che il singolo distributore ha distribuito l’anno precedente, su quella

totale (di tutti distributori obbligati). Per cui è il rapporto che distribuisce il singolo rispetto a quella

che distribuiscono tutti (obbligati). Così facendo, si otterrà una percentuale del totale di coloro che

avranno l’obbligo. Questa percentuale, la dovrò andare a moltiplicare per l’obbligo che ha imposto il

ministero dello sviluppo economico di risparmio energetico per quell’anno (2 o 5 Mtep).

A quel punto, il 3% di quei cinque megatep, sarà la mia percentuale di risparmio energetico che

dovrò riuscire a conseguire. Ci saranno ovviamente gli altri distributori che dovranno adempiere ad

altre percentuali, che in totale si riuscirà a coprire il risparmio dei 5Mtep totali.

Il rapporto serve solamente per individuare la quota parte rispetto al limite totale imposto dal

ministero dello sviluppo economico.

Perché viene introdotto il fattore tao e a cosa serve?

Il fattore tao, è un fattore Moltiplicativo che per l’appunto moltiplica il risparmio annuali avvenuti nei

primi cinque anni a seguito di un intervento finalizzato al risparmio energetico.

A seguito di un intervento finalizzato a risparmio energetico, otterrei, per ogni tonnellate equivalente

di petrolio risparmiata, dei titoli di efficienza energetica nei primi cinque anni. In realtà, per interventi

finalizzati a questo scopo, che ci consentono di risparmiare non solo entro i cinque anni ma in molti

più anni, sia la necessità di riportare questo guadagno dei primi cinque. Perché solamente nei primi

cinque anni sia la possibilità di ricevere questi titoli di efficienza energetica.

Il risparmio energetico riconosciuto per interventi finalizzati al risparmio energetico, era fatto su

cinque anni. Per cui, si calcolava il risparmio energetico anno per anno, si vedeva a quanto

ammontava il risparmio energetico e, ad ogni tonnellate equivalente di petrolio risparmiata, veniva

emanato un certificato bianco. Adesso, se ci riferissimo alla sostituzione di lampadine, ogni anno

conseguiremo sempre lo stesso risparmio energetico, pertanto ogni anno, per cinque anni, otterremo

un certo risparmio. Se invece ci riferissimo alla sostituzione di un impianto di energia elettrica

(cogenerativo), che presenta costi molto importanti e risparmi altrettanto importanti, il risparmio

dovrei poterlo riferire non solamente ai primi cinque anni, ma per almeno 15 - 20 anni. Stando così le

cose però, riceverei titoli di efficienza energetica solamente per i primi cinque: i risparmi conseguiti

dal sesto anno in poi, non sarebbero considerati.

Allora, è bene considerare i risparmi che vanno dal sesto anno al 20º anno, e lì si spalmano nei primi

cinque. Come si fa? Considerando un fattore tao che moltiplica i risparmi annuali (calcolati nei primi

cinque anni), e trasformando un istogramma costituito da 20 valori inerenti al risparmio annuale, a

soli cinque valori che, però, inglobino anche quelli del sesto in poi.

Cosa è il PUN?

Nasce ai fini della solidariezzazione del prezzo dell’energia, poiché vediamo che in Italia, esistono

sei zona e macro elettriche: nord, centro Nord, centro sud e le due isole.

Il prezzo unico nazionale, è calcolato dalla sommatoria dei sei prezzi zonali, per i volumi, diviso la

sommatoria dei volumi.

Proprio perché nasce questo prezzo, significa che ci saranno delle zone più efficienti di altre Che

quindi produrranno energia elettrica a costi differenti. Ai fini della solidarizzazione, coloro che

acquisteranno energia elettrica, la pagheranno allo stesso prezzo indipendentemente dalla zona.

Automaticamente, chi si troverà in una delle zone che presenta centrali elettriche meno efficienti,

comprerà energia elettrica ad un prezzo inferiore rispetto a quello cui l’avrebbe acquistato, viceversa

per coloro che abitano in zone cone centrali che sufficienti.

Da cosa nasce l’idea di definire questo prezzo unico nazionale?

Che cos’è l’arbitraggio? Quando si stipula un contratto bilaterale, tra

due soggetti (Compratore e venditore) in cui

uno si trova nella zona Ancona l’altro nella

zona Bari, potrebbero mettersi d’accordo per

un prezzo di 32 € piuttosto che 36 (che è

quello unico nazionale). In questo caso,

entrambi ci guadagnerebbero perché Ancona

la venderebbe a due euro in più, mentre Bari

la acquisterebbe a 2 euro in meno. Lo stesso

sei ruoli fossero scambiati. Per evitare di

incorrere in questa situazione di arbitraggio,

viene imposta una penale pari alla differenza

di prezzo tra il prezzo stipulato e quello unico

nazionale.

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MPF 3600

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Condizioni che si realizza nei contratti bilaterali: ARBITRAGGIO

Supponiamo di avere due zone, una zona “A“, in cui il prezzo zona è di 30 € al mega wattora.

Ed una zona “B“, il cui prezzo zona è di 40 € al mega wattora.

Entrambe, producono la stessa quantità di energia: cosa succede al prezzo unico nazionale? PUN

Il prezzo unico nazionale, si attesterà alla media tra le due (35 € al mega watt ora).

Esisterebbe una possibilità di indebito arricchimento da parte di qualcuno, a causa di contratti

bilaterale?

Si ricorda che il prezzo di vendita fissato nei contratti bilaterali, si riferisce sempre al prezzo che si è

formato nel mercato (nel caso di un prezzo unico nazionale pari a 35, questo sarà anche il prezzo di

una eventuale contratto bilaterale tra grossista e produttore della zona Ancona).

Si potrebbe verificare la condizione di “arbitraggio“: le due zone, producono energia elettrica a 30 e

40 € al mega watt ora. Il prezzo di acquisto è uguale per tutti, ed è pari al prezzo unico nazionale (la

media, se entrambe producono una stessa quantità di energia= 35). Nessuno però mi vieta di

acquistare energia dalla centrale nella zona A (che produce ad un costo di 30€), e dirgli, ad esempio,

di voler acquistare la sua energia elettrica al prezzo di 32,5 €.

In questo modo, la centrale A, invece di vendere la sua energia ad un prezzo di 30 €, la vende a 32,5

€; io che dovrei invece acquistare al prezzo unico nazionale (35 €), l’acquisto a 32,5 €: entrambi

abbiamo risparmiato 2,5 € al mega wattora.

Per evitare questa condizione di arbitraggio, si applica una penale che risulta essere pari alla

differenza tra il prezzo unico nazionale, ed il prezzo fissato nel contratto bilaterale, in modo da coprire

questo indebito guadagno. Questa penale verrà divisa tra compratore e venditore, e tale denaro, verrà

accumulata in una riserva che è denominata “ rendita da congestione“. Tale riserva di denaro, verrà

utilizzata da Terna per migliorare l’efficienza degli elettrodotti. thoFMwh.de

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Mi faccio vedere come si attualizza una cifra del passato O come si riporta al passato una cifra odierna?

Mediante anche il tasso di interesse.

Attraverso il tasso di interesse ) (5) il

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La somma è sempre la stessa, anche al variare del significato di i. pt -

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Se lei avesse due tipologie di investimento

le 2M€ All’aumentare dell’indice di

= fa interesse, quale tra i due scenari è

7

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la € più conveniente.

500am ,

=

Vuole sentire questo: all’aumentare del tasso di interesse, si preferisce sempre più l’alternativa

con investimento iniziale più basso.

Per calcolare in quanti anni si possa rientrare nell’investimento, ogni anno vengono calcolati i

flussi di cassa. Si parte da un esborso pari all’investimento durante all’anno zero pari ad es. a

500.000 €, e, per ogni anno successivo, viene calcolato il flusso di cassa.

Cosa succede a questi valori calcolati dal flusso di cassa ogni anno? Se l’interesse aumenta, dal

momento che questo parametro risulta essere al denominatore, questa quantità di introiti annuali

diminuirebbe! Per questo motivo, avrò difficoltà a rientrare dell’investimento iniziale, per cui,

all’aumentare del tasso di interesse dovrei essere portato a scegliere alternative con costi iniziali

minori.

Spark Spread per cogenerativi (27:55) 1kWh

È Ehud

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SECONDO

Report ENI: numero dato dal rapporto tra le riserve sul tasso di produzione.

Questo numero che cosa ci dà? Con andrebbe interpretato? Valori ottimali? Grafico?

Restituisce il numero di anni in base a quelle che sono le risorse petrolifere del paese al momento della

stesura del report e il tasso di produzione del paese.

Questo numero di anni può fungere come autonomia interna del petrolio di un paese e, pertanto, come

indicatore di una buona situazione economica e politica del paese in quanto soprattutto al gestione del

petrolio.

Questo rapporto non deve essere né troppo elevato né troppo basso in quanto, se questo fosse troppo

alto, significherebbe che il paese avrebbe delle risorse di petrolio largamente superiori rispetto a

quello che è il suo consumo (si pensi ad esempio ad un’autonomia di più di ottant’anni), pertanto

potrebbe non arrivare a sfruttarle e quindi a venderle come paese esportatore.

In riferimento alla liberalizzazione del mercato del gas, è una liberalizzazione che effettivamente si è

concretizzata? Se no, per quale motivo?

Di fatto no, nonostante ci siano stati diversi tentativi per farla concretizzare nel migliore dei modi.

Questo perché, ogni qualvolta si cerca di liberalizzare un mercato, la prima cosa che lo Stato deve

provare a fare, è quella di decostituire il monopolio verticalmente integrato che tipicamente vede una

sola soci

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EngineerUnipaStudent di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione dell'energia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Cardona Fabio.
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