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DOMANDE SECONDA PARTE PACKAGING

Definire l’idoneità alimentare e l’idoneità tecnologica di un materiale di packaging mettendo in evidenza i

principi che stanno alla base e le responsabilità lungo la filiera alimentare.

Con idoneità tecnologica di un materiale di packaging si intendono le caratteristiche che suddetto materiale

deve avere in grado di proteggere, comunicare e dare servizio al consumatore. Resistere alle normali

condizioni trasporto impiego.

Il concetto di idoneità funzionale è infatti legato a diverse proprietà del packaging :

- proprietà diffusionali: sappiamo essere fondamentale conoscere i moti diffusionali per andare a

prevedere la shelf life del prodotto. I moti diffusionali possono essere divisi in permeazione e passaggio

indifferenziato in base la fatto il passaggio avvenga attraverso dei veri e propri fori, canali, rotture ( flusso

indifferenziato) oppure avenga attraverso gli spazi inter e intra molecolari che troviamo ad esempio tra i

polimeri che vanno a formare un materiale plastico. In questo caso ricordo che per essere un effettivo

passaggio di gas deve essere presente un gradiente di concentrazione che crei una forza motrice così da

permettere il passaggio.

- proprietà meccaniche : come si comporta il materiale quando viene messo in linea di confezionamento,

durante il trasporto, e quindi a tutti i possibile eventi di stress meccanico a cui o è sottoposto il prodotto

lungo l’intera filiera.

- Proprietà ottiche : descrivono il comportamento di un materiale quando sottoposto ad irraggiamento da

radiazione elettromagnetiche. In base alla lunghezza d’onda e quindi al tipo di radiazione possiamo avere

diversi comportamenti. Infatti alcune onde hanno effetto sanitizzante sul packaging, altre servono per

valutarne la trasparenza o opacità. Importante anche3 le proprietà ottiche del materiale in risposta al

trattamento con microonde che come sappiamo sono utilizzate per scaldare i cibi .

- Proprietà chimiche

- Proprietà termiche

Parlando invece di idoneità alimentare dell’imballaggio, si sta parlando di un concetto cogente, imposto

quindi dalla legge e non dalle singole aziende in basse ai loro obiettivi prefissati.

In particolare parlando idoneità alimentare si specifica che il materiale deve essere sicuro quando entra in

contatto con alimento e deve garantire:

- igienicità

- Assenza di contaminazioni chimiche

- Assenza di contaminazioni sensoriali.

Il fenomeno che sta alla base dell’idoneità alimentare è quello della migrazione che prevede il passaggi di

sostanze chimiche dal‘’imballaggio all’alimento e viceversa.

Parleremo di migrazione positiva quando da imballaggio va al alimento e migrazione negativa quando il

passaggio sarà invertito.

A livello di danno e sicurezza sul consumatore sicuramente un fenomeno di migrazione positiva ha

un’influenza + diretta. Per anche una migrazione negativa potrebbe andare a danneggiare i packaging che

perdendo le sue caratteristiche intrinseche potrebbe essere soggetto ad una migrazione positiva di materiale

danneggiando il prodotto mettendo a rischio la sicurezza del consumatore.

A regolare la migrazione positiva interviene i regolamento quadro 1935-2004 articoli 3 che dice che “ moca a

diretto o indetto contatto co alimenti devono essere sufficientemente inerti da garantire il passaggi di

sostanze in quinta tali da non mettere in pericolo la salute umana ao da comportare un danno considerevole

al prodotto “.

Parlando mi migrazione positiva le sostanze che influiscono su questo fenomeno sono :

- Sostanze intenzionalmente aggiunte per migliorare resistenza o lavorabilità del materiale : monomi e

catalizzatori - additivi o coadiuvanti - additivi da inchiostri o adesivi.

- Sostanze non intenzionalmente aggiunte : prodotti di degradazione o neoformazione - impurezze materia

prima - prodotto di reazione - contaminanti.

Spiegare i 4 principi fondamentali alla base dell’idoneità alimentare o adeguatezza legale dei materiali di

packaging.

Il concetto di idoneità alimentare differisce dal concetto di idoneità funzionale proprio perchè è un concetto

cogente, definito dalla legge ( CE ) a cui ogni azienda deve conformarsi se intente immettere sul mercato un

alimento con quel tipo di imballaggio.

A livello italiano c’è il decreto 21-3-1973 che definisce l’idoneità alimentare per tutti i materiali che sono

destinati al diretto contatto con gli alimenti .

In particolare questo decreto va a considerare gran parte dei materiali quali :

- materiale plastico

- Gomma

- Cellulosa

- Carta rigenerata

- Carta cartone

- Vetro

- Acciaio inox

A livello europeo pero il regolamento che conta e che quindi deve poi essere applicato dai paesi membri è il

Reg. 1935-2004.

Questo regolamento definisce i 4 principi fondamentali in termini di idoneità alimentare:

- conformità di costituzione

- Inerzia del materiale di confezionamento

- Purezza e sicurezza i alimento

- Inerzia sensoriale

Conformità di costituzione:

Il materiale per essere sicuro deve essere costituito da materie prime che siano sicure e che abbiamo già

avuto una valutazione da organi competenti quali EFSA.

Questi dopo appunto una valutazione vanno a stilare quelle che vengono dette liste uniche in cui sono inseriti

tutti i vari materiali e in cui oltre alla denominazione vengono indicati i limiti di migrazione specifico ( per lo

specifico alimento ) e la quantità massima ( cioè quanto al massimo posso trovare una determinata sostanza

in un materiale ).

Quindi azienda ha decido di presentare un nuovo materiale . Come prima cosa deve fare una richiesta della

nuova sostanza. L’autorità dello stato membro farà richiesta all’industria di determinate informazioni. A

questo punto l’autorità europea fa una valutazione dell’effettiva sicurezza del materiale e dopo vari controlli

( durata circa 6-8 mesi) viene dato il verdetto.

Se il polimero è approvato viene messo in lista unica

Inerzia del materiale di confezionamento :

Il polimero approvato e messo i lista unica servirà per produrre un materiale di confezionamento. Devo fare

delle prove che questo sia sufficientemente inerte tale3 da garantire un trasferimento di sostanza in quantità

tali da non causare un danno al consumatore in termine di sicurezze e allo stesso tempi dei danni permanenti

al mio prodotto.

Per quantificare il livello di inerzia viene definito il limite di migrazione globale cioè quel limite in termini

quantitativi di sostanza che il materiale può cedere all’alimento senza causare danno all’alimento stesso e di

conseguenza al consumatore.

Come limite di migrazione globale è stato stabilito quello di 10 mg/dm2 che trasformato in migrazione per

kg di alimento diventa 60mg/kg immaginando alimento come un cubo di 1 kg con ogni faccia superficie di

10 dm2. Questo limite ha delle limitazioni in particolare a quando si parla di imballaggi piccoli dove ho un

elevato rapporto superficie volume e per gli alimenti destinati a lattanti o neonati dove sappiamo che il

consumo per kg di peso corporeo è + elevato rispetto agli adulti. In questo caso non si fa riferimento alla

superficie dell’imballaggio ma alla quantità massima di sostanza all’interno dell’alimento .

Purezza e sicurezza alimento

Si intende cosa effettivamente è passato all’interno dell’alimento e per questo viene introdotto il concetto di

migrazione specifica cioè definito il limite di migrazione globale deve definire anche il limite di migrazione

specifica perchè certe sostanze potrebbero essere piu o meno pericolose si altre.

Inerzia sensoriale

Devo anche verificare che le sostanze che migrano all’interno del mio alimento non causino un odore

sgradevole all’alimento. Penso al passaggio di acetaldeide nella bottiglia pet che potrebbe dare sapore

sgradevole al mio alimento.

Distinguere e descrivere il fenomeno di migrazione positiva e di migrazione negativa, mettendo anche non

evidenza gli effetti potenziali di ciascuno di questi fenomeni.

Uno dei fenomeni principali che stanno alla base dell’idoneità alimentare di un un imballaggio è il fenomeno

della migrazione di sostanze a cui questo va incontro.

La migrazione di sostanze può essere di 2 tipi :

- positiva: le sostanze passano dal materiale di imballaggio all’alimento in particolari condizioni; queste

sostanze devono essere note a priori

- Negativa : quando è l’alimento a trasferire delle sostanze all’imballaggio.

La migrazione positiva apporta un danno diretto all’alimento perchè se viene superato quello ceh è definito

come limite globale di migrazione di una sostanza, l’alimento può diventare un rischio per il consumatore. In

realtà oltre al limite globale va rispettato anche il limite specifico e cioè non il totale delle sostanze cha

migrano dall’imballaggio, ma il limite per le specifiche sostanze che può essere diverso in base alla

pericolosità della sostanza nello specifico.

La migrazione negativa al contrario non apporta un danno diretto all’alimento e di conseguenza al

consumatore ma un danno indiretto. Questo perchè se una sostanza migra da alimento al packaging, questo

potrebbe risentirne a livello di integrità è struttura e di conseguenza esporsi ad un possibile rischio di

migrazione positiva, proprio perchè è stato danneggiato, e di conseguenza portare un danno all’alimento e di

conseguenza al consumatore .

Tornando alla migrazione positiva sono di 2 tipi le sostanze che potrebbero provocare un danno :

- sostanze intenzionalmente aggiunte

- Monomeri e catalizzatori :

- Additivi e coadiuvanti : come antiossidanti, lubrificanti, sbiancati

- Additivi da inchiostro o adesivi: quando si stampa direttamente sull’imballaggio o su usano

adesivi per fare aderire + strati come succede nel cado di materiale multistrato.

- Sostanze non intenzionalmente aggiunte

- Prodotti ottenuti da degradazione o di neoformazione : come acetaldeide rilasciata dalla

degradazione del PET in determinate condizioni di temperatura.

- Impurezze della materia prima: materia prima non selezionata

- Prodotti di reazione : se uso componente adesivo questo potrebbe fare reazione e migrare

- Contaminanti

Esempi potrebbero essere certe sostanze aggiunte negli imballaggi di tipo carta pe evitare che il pack veda a

diretto contatto con materiali grassi .

Oppure se penso al vetro ci sono sali che vengono aggiunti per avere migliori caratteristiche di resistenza

termica o meccanica.

Stessa cosa succede nelle plastiche dove anche qua tra ogni strato ci possono essere sostanze

intenzionalmente aggiunte che potrebbero in determinare condizioni migrare all’interno dell’alimento.

Distinguere e descrivere il fenomeno di Leaching di 1 e 2 sottotipo

Descrivere quali sono le sostanze potenzialmente migrabili da un imballaggio ?

Le sostanze potenzialmente migrabili da un imballaggio sono quelle sostanze coinvolte nella fenomeno della

migrazione positiva. In questo tipo di migrazione le sostanze causano un danno diretto all’alimento e di

conseguenza problemi al consumatore . Per questo motivo questo tipo di sostanze devono avere una natura

nota a priori .

Le sostanze possono essere di 2 tipi

- sostanze intenzionalmente aggiunte

- Monomeri e catalizzatori :

- Additivi e coadiuvanti : come antiossidanti, lubrificanti, sbiancati

- Additivi da inchiostro o adesivi: quando si stampa direttamente sull’imballaggio o su usano

adesivi per fare aderire + strati come succede nel cado di materiale multistrato.

- Sostanze non intenzionalmente aggiunte

- Prodotti ottenuti da degradazione o di neoformazione : come acetaldeide rilasciata dalla

degradazione del PET in determinate condizioni di temperatura.

- Impurezze della materia prima: materia prima non selezionata

- Prodotti di reazione : se uso componente adesivo questo potrebbe fare reazione e migrare

- Contaminanti

Sono mezzi eterogenei, soggetti a moti temici, di piccole dimensioni, non leggi covlenttmente, spesso di

natura polare.

Descrivere l’assunzione che è alla base della definizione del limite di migrazione ( regola del cubo)

Il limite di migrazione globale è definito come la massima quantità di sostanza o componenti che un

materiale può cedere ad un alimento senza però che questi siano pericolosi.

Viene definito una limite di migrazione globale superficiale e cioè si presuppone che per una superficie di 1

dm2 la quantità massima di sostanza che possa migrare sia di 10 mg.

Risulta però difficile associare questo limite ad un alimento . Per userò è stata introdotta la regola del cubo

che prevede di considerare alimento con un cubo , formato appunto da 6 facce da 1 dm2 e dal peso

complessivo di 1 kg. Assumendo che ogni faccia abbia quindi un limite di 10 mg, moltiplicando per 6

avremo il liberi di migrazione globale di 60 mg/kg.

Attenzione che questo limite non vale per alimenti di piccole dimensioni dopo il rapporto superficie volume

è elevato o per alimenti che sono destinati al consumo di lattanti che come sappiamo hanno un’assunzione di

cibo per kg corporei più elle vastò di un adulto. In questo caso si considera la quantità massima di sostanza

che può essere presente in alimento.

Proporre e discutere comparativamente le due modalità di espressione del limite di migrazione globale per le

materie plastiche e di come sia possibile convertire l’una nell’altra.

Il limite di migrazione globale è definito come la massima quantità di sostanza o componenti che un

materiale può cedere ad un alimento senza però che questi siano pericolosi.

Viene definito una limite di migrazione globale superficiale e cioè si presuppone che per una superficie di 1

dm2 la quantità massima di sostanza che possa migrare sia di 10 mg.

Risulta però difficile associare questo limite ad un alimento . Per userò è stata introdotta la regola del cubo

che prevede di considerare alimento con un cubo , formato appunto da 6 facce da 1 dm2 e dal peso

complessivo di 1 kg. Assumendo che ogni faccia abbia quindi un limite di 10 mg, moltiplicando per 6

avremo il liberi di migrazione globale di 60 mg/kg.

Attenzione che questo limite non vale per alimenti di piccole dimensioni dopo il rapporto superficie volume

è elevato o per alimenti che sono destinati al consumo di lattanti che come sappiamo hanno un’assunzione di

cibo per kg corporei più elle vastò di un adulto. In questo caso si considera la quantità massima di sostanza

che può essere presente in alimento.

Cosa si intende per principio di inerzia di un materiale ? Discute in modo comparativo i concetti di

migrazione globale e migrazione specifica .

Con il termine inerzia di un materiale di intende la capacità di una materiale di far migrare una determinata

quantità di sostanza senza che questa vada ad inficiare sulla qualità dell’alimento e sulla salute del

consumatore.

Proprio in base a questa definizione vengono definiti quelli che sono il limite di migrazione globale e il

limite di migrazione specifica.

Il limite di migrazione globale indica la quantità massima di sostanze che possono migrare da imballaggio ad

alimento e viene espressa solitamente in mg/kg. Ad esempio il LMG delle sostanze plastiche è di 60 mg/kg.

Come sappiamo questo valore deriva dall’applicazione della regola del cubo . Si pensa ad un cubo di 1 kg

dove ogni

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lollo97_roma_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi della Tecnologia alimentare con Elementi di Packaging e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Limbo Sara.
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