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Accordo DC – PSI

Nell’8 legislatura, Craxi apre un dialogo con la Dc in modo da escludere il Pci. Si pone infatti come alleato paritario della Dc avente il 50% del potere e il suo obiettivo è di spostare la Dc dalla sua posizione centrale nel sistema politico. Craxi intende infatti costruire un terzo polo alternativo allo schema bipolare Dc – Pci. La Dc dall’altro canto accetta l’accordo con i socialisti illudendosi che Craxi e il suo desiderio di potere si sarebbero prima o poi fermati. Tuttavia la Dc è in forte crisi, tanto che nell’ottava legislatura perde la guida del governo e solo nel 1987 Fanfani costituisce un nuovo esecutivo monocolore Dc. Nella decima legislatura Psi e Dc siglano una tregua, cioè il patto Caf (Craxi, Andreotti, Forlani) con cui il Psi non insidia il monopolio della Dc che a sua volta non contesta la sproporzionata quota socialista nella lottizzazione delle cariche. Dal Caf nasce il pentapartito italiano.

Doppio binario Berlinguer

Berlinguer diviene segretario del PCI nel 1972, successore di Longo ed artefice del distaccamento dalla Russia. Egli desidera un comunismo democratico compatibile con la democrazia occidentale e intende salire al governo tramite l’alleanza con la Dc. Berlinguer orientata su due binari diversi, cioè comunismo sovietico e socialdemocrazie occidentali. Due binari che manifestano, alla morte di Berlinguer, due esigenze diverse dei sostenitori del PCI. L’ala destra di Occhetto sostengono infatti l’idea di un nuovo partito socialista democratico, mentre l’ala sinistra sente la necessità di rifondare il comunismo. Da questi due orientamenti nascono, alla morte del Pci avvenuta con la caduta del muro di Berlino 1989, da cui nascerà il Pds, cioè Partito Democratico di Sinistra di Occhetto e Rifondazione Comunista fondato da Cossutta e avente come leader Bertinotti.

Italia nel 1968

Il 1968 in Italia si sviluppano movimenti, sia di destra che di sinistra, composti da persone, soprattutto giovani, che non si sentono rappresentati adeguatamente dai partiti politici. In particolare, c’è la nascita della sinistra extraparlamentare avente l’obiettivo della rivoluzione che i comunisti del Pci non hanno avuto la capacità e il coraggio di fare. Inoltre con la decisione del Pci di entrare al governo, comporta una scissione interna al partito che ha portato alla formazione del “Manifesto”, coalizione di partiti dell’estrema sinistra, e del Partito socialista di unità proletaria, una valida alternativa al comunismo e nuovo idolo dei movimenti giovanili, non aventi ormai un credo di provenienza ed appartenenza politica.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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