Lezione 002
08. Si introduca il problema della modellazione, chiarendone le motivazioni e gli
obiettivi.
Modellare un processo fisico significa costruire un oggetto matematico in
grado di riprodurre il comportamento, per lo meno quei comportamenti che
sono di interesse ai fini del controllo, dell’analisi e/o simulazione. Il modello di
un processo fisico assume un ruolo fondamentale per:
- l’analisi del sistema;
- la simulazione;
- il progetto del sistema di controllo.
Lezione 003
15. Si fornisca una possibile classificazione dei modelli.
I modelli possono essere classificati a seconda delle caratteristiche di
interesse e sono:
LINEARITA’: Modelli lineari – Modelli non lineari
CAUSALITA’: Modelli Stocastici, Modelli Deterministici
PROPRIETA’ SPAZIO TEMPORALI: Modelli Statici, Modelli dinamici a
costanti concentrate, Modelli dinamici a costanti distribuite.
La scelta dei modelli dipende dalla natura caratterizzante il processo fisico e
dalla scelta del modellista.
Lezione 004
04. Si descriva il problema dei limiti di validità dei modelli.
La validità del modello è condizionata a limiti sulle grandezze in gioco.
Indipendentemente da come si ottiene il modello utilizzando relazioni lineari,
o approssimando localmente un modello matematico non lineare. Affinchè il
modello matematico funzioni, le ampiezze delle grandezze devono essere
limitate.
Lezione 005
06. Si definisca l'omogenea associata" di un'equazione differenziale ordinaria.
Puoi dare anche questa risposta
L’equazione differenziale ordinaria può essere sempre scritta come y(t)
o o
= y (t) + y * (t) dove y (t) è la soluzione dell’equazione dell’omogenea
associata e può essere determinata per prove.
Lezione 006
03. Si definisca l'integrale particolare" di un'equazione differenziale ordinaria.
Def.:
Una famiglia di funzioni soluzioni di un’equazione differenziale dipendente da un certo
numero di parametri, si chiama soluzione o integrale generale.
Chiamiamo soluzione o integrale particolare un singolo elemento scelto nella soluzione
generale (tramite le condizioni iniziali)
Puoi dare anche questa risposta
Una famiglia di funzioni soluzioni di un’equazione differenziale dipendente da
un certo numero di parametri, si chiama soluzione o integrale generale.
Chiamiamo soluzione o integrale particolare un singolo elemento scelto nella
soluzione generale (tramite le condizioni iniziali).
L’equazione differenziale ordinaria può essere sempre scritta come y(t)
o
= y (t) + y * (t) dove y * (t) è l’integrale particolare.
Lezione 007
12. Si dimostri che la soluzione generale di una equazione differenziale ordinaria si
compone della somma di una evoluzione libera e di una risposta forzata.
1. La risposta o evoluzione libera: è la risposta del sistema in corrispondenza a
condizioni iniziali diverse da zero ed ingresso u(t) nullo;
2. La risposta forzata: è la risposta del sistema in corrispondenza all’ingresso u(t) per
condizioni iniziali nulle.
Avendo un integrale generale
-t -2t
y(t) = c e + c e + 6 sin 2t + 2 cos 2t
1 2
Le costanti di integrazione si trovano risolvendo il sistema
La soluzione del problema è:
L’integrale generale si trova sovrapponendo linearmente l’evoluzione libera e la risposta
forzata ed è consistente con l’integrale generale calcolato nel dominio del tempo
E’ possibile identificare tre addenti fondamentali:
- L’evoluzione libera;
- Il transito della risposta forzata, ovvero la parte di risposta forzata che tende a zero
per tempi lunghi;
- Il regime permanente, che costituisce la risposta del sistema per tempi lunghi,
ovvero una volta esaurito il contributo delle condizioni iniziali e del transitorio dovuto
al forzamento.
13. Si chiarisca che rapporto intercorre tra la coppia evoluzione libera - risposta
forzata e la coppia transitorio - risposta in regime permanente.
COME LA RISPOSTA 12
1. La risposta o evoluzione libera: è la risposta del sistema in corrispondenza a
condizioni iniziali diverse da zero ed ingresso u(t) nullo;
2. La risposta forzata: è la risposta del sistema in corrispondenza all’ingresso u(t) per
condizioni iniziali nulle.
Avendo un integrale generale
-t -2t
y(t) = c e + c e + 6 sin 2t + 2 cos 2t
1 2
Le costanti di integrazione si trovano risolvendo il sistema
La soluzione del problema è:
L’integrale generale si trova sovrapponendo linearmente l’evoluzione libera e la risposta
forzata ed è consistente con l’integrale generale calcolato nel dominio del tempo
E’ possibile identificare tre addenti fondamentali:
- L’evoluzione libera;
- Il transito della risposta forzata, ovvero la parte di risposta forzata che tende a zero
per tempi lunghi;
- Il regime permanente, che costituisce la risposta del sistema per tempi lunghi,
ovvero una volta esaurito il contributo delle condizioni iniziali e del transitorio dovuto
al forzamento.
Lezione 008
06. Si presenti un metodo per il passaggio da una equazione differenziale ordinaria
ad una rappresentazione con lo spazio di stato.
Consideriamo una equazione differenziale ordinaria
Si evidenzia la derivata prima di x e si introduce una seconda variabile di stato
1
Quindi si ha:
Si ripete la procedura fino ad h = n -1 e si ottiene
Si è ottenuta la rappresentazione del tipo
Con
Lezione 009
10. Si modelli la dinamica di un oscillatore unidimensionale soggetto ad una forza
dissipativa.
Equazione del moto
; ;
Si divide l’equazione per m e si inseriscono i seguenti parametri
e si ha:
Lezione 010
03. Si scriva la funzione di trasferimento di un oscillatore unidimensionale soggetto
ad una forza dissipativa e ad un forzamento esterno.
Abbiamo l’equazione dell’oscillatore smorzato forzato
Trasformando l’equazione dell’oscillatore secondo Laplace, calcolando la funzione di
trasferimento del sistema per
si ha
04. Si fornisca la rappresentazione in spazio di stato di un oscillatore
unidimensionale soggetto ad una forza dissipativa e ad un forzamento esterno.
Abbiamo l’equazione
poniamo
e una prima variabile di stato y = x quindi abbiamo
1
Inserendo una seconda variabile ponendo abbiamo
Otteniamo la seguente rappresentazione con lo spazio di stato
Si ha
Lezione 011
01. Si modelli la dinamica di un pendolo.
Si chiama pendolo semplice un corpo puntiforme di massa m collegato
all’estremo di un filo e sospeso in un piano verticale.
Il filo, di lunghezza l, è bloccato, all’altro estremo, in un punto fisso.
Il corpo si muove per effetto della forza peso mg e della tensione T del filo
lungo una circonferenza di raggio l.
L’equazione del moto è:
T mg
ma
Poiché lungo la direzione radiale l’accelerazione è nulla per effetto della
tensione del filo, si può considerare la sola componente normale.
L’accelerazione è cosi espressa
La forza peso vale
L’equazione del moto
Si semplifica m, si divide per l e considerando la pulsazione
Si ha l’equazione del pendolo semplice
Per piccole oscillazioni si ha
02. Si modelli la dinamica di un pendolo inverso.
Configurazione di equilibrio instabile In tal caso si ha
θ=π .
equazione lineare
Considerando
Si ha
Moltiplichiamo per l, aggiungiamo una coppia e abbiamo l’equazione del
pendolo inverso forzato
Lezione 012
02. Si modelli la dinamica unidimensionale di un sistema composto da due
oscillatori accoppiati elasticamente, in assenza di attriti e forzamenti esterni.
Lezione 013
01.Dato un sistema composto da due oscillatori accoppiati elasticamente, si
determini l'evoluzione libera del sistema.
L’evoluzione libera del sistema si trova sovrapponendo linearmente
i due modi naturali di oscillazione
Lezione 014
02. Si descriva, in maniera qualitativa, il problema della modellazione di una
partizione cocleare. Che relazione c'è con la dinamica di un oscillatore?
Spiegare in maniera qualitativa, vuol dire spiegare attraverso delle proprietà
osservabili dai risultati di eventuali esperimenti, cercando anche di spiegare il
perché dei risultati attraverso una descrizione puramente formale .
La partizione cocleare è costituita dai moduli di membrana basilare,
membrana tettoriale e organo del Corti.
La Sezione trasversale della partizione cocleare è costituita da:
- IHC
- OHC,
- galleria del Corti
- membrana basilare
- ganglio acustico
- membrana tettoriale
- cellule di Deiters
- zona di Nuel
- cellule di Hansen
solco spirale interno
-
Le OHC sono amplificatori elettromeccanici della partizione cocleare.
Amplificano e acutizzano il suono e le cellule cigliari interne trasmettono le
informazioni al cervello. Esse si contraggono e si dilatano, tendendo la
membrana basilare grazie ad un meccanismo di spostamento di ioni che
cambiano le proprietà elettriche della membrana cellulare. Volendo sviluppare
un primo modello amplificato della partizione cocleare possiamo immaginarlo
come un oscillatore armonico smorzato forzato
Dove la massa è data dalla somma delle masse della membrana basilare,
membrana tettoriale e dell’organo del Corti.
K (x) è non lineare e rappresenta le OHC
Lezione 015
04. Descrivere i limiti di validità dei modelli di bipoli passivi.
In generale tutti i componenti elettrici passivi possono discostarsi dal
corrispondente comportamento ideale, salvo in ristrette condizioni operative.
Negli elementi reali, in generale i vari effetti parassiti sono via via più rilevanti
quando si passa dai resistori ai condensatori e poi agli induttori - che sono gli
elementi passivi che più si discostano dal comportamento ideale
corrispondente -.
Si riportano gli schemi equivalenti:
Al crescere della frequenza l’andamento dell’impedenza è prima resistivo, poi
induttivo o capac
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