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Domande aperte EMM - Modalità di indicizzazione delle obbligazioni corporate

Se la cedola è variabile, la modalità di indicizzazione della cedola può essere finanziaria ed in tal caso i parametri di riferimento possono essere:

  • Tassi d’interesse a breve (BOT, Euribor, Libor) o a medio/lungo termine (Rendistato, Rendiob, tassi swap)
  • Indici azionari (Basket linked, index linked), costituendo un paniere di titoli
  • Quote di OICR (Unit linked)
  • Un’indicizzazione diretta (se aumenta il parametro, aumenta il rendimento dell’obbligazione) o inversa (reverse floater, se aumenta il parametro, si riduce il rendimento dell’obbligazione)

Dopo aver stabilito l’indice di riferimento, occorre stabilire come l’obbligazione è legata a tale parametro (l’eventuale spread). L’indicizzazione può anche essere valutaria (in tal caso si utilizza come parametro il tasso di cambio tra due valute) o reale (relativa ai metalli o alle materie prime o agli energetici, come il petrolio).

Gli indicatori di rendimento dei titoli obbligazionari

Il Tasso di Rendimento Nominale (TRN) misura il peso delle cedole rispetto al valore nominale del titolo obbligazionario. Mette a confronto il tasso cedolare con il valore nominale del titolo. Questo indicatore presenta molteplici svantaggi: non prende in considerazione il prezzo del titolo, il valore finanziario del tempo, eventuali frutti legati al valore di rimborso (se è sopra o sotto la pari), né prende in considerazione l’eventuale reinvestimento delle cedole. Il vantaggio è che è un indicatore facilmente interpretabile.

Il tasso di rendimento immediato (TRI) misura il peso delle cedole rispetto al prezzo di acquisto del titolo obbligazionario. Prende in considerazione l’esborso sostenuto per acquistare il titolo. Gli svantaggi consistono nel fatto che questo indicatore considera soltanto le cedole in corso di maturazione e non attribuisce valore finanziario al tempo, non considera la durata dell’investimento, né eventuali frutti legati al valore di rimborso (se è sopra o sotto la pari). Il vantaggio è che, inserendo al denominatore una misura del costo del titolo, permette di valutare direttamente il risultato conseguito per unità di capitale investito.

Il TRES (Tasso di Rendimento Effettivo a Scadenza) rappresenta l’unico tasso che eguaglia la somma dei valori attuali dei frutti prodotti da un titolo obbligazionario a tasso fisso al prezzo tel quel del titolo. Si può anche esprimere come attualizzazione dei flussi finanziari. È una valutazione ex ante. Il vantaggio è che questo indicatore permette di valutare il reddito complessivo generato dall’investimento. Ha dei limiti, dovuti alle forti ipotesi implicite sottostanti: tutti i flussi intermedi (ossia le cedole) vengono reinvestiti al TRES; la curva dei rendimenti è piatta; la conservazione del titolo fino alla scadenza. Il TRES è facile da calcolare quando il titolo è a tasso fisso.

Il Tasso di Rendimento Effettivo Tendenziale (TRET) è un indicatore costruito per la valutazione dei titoli a cedola variabile (OTV) per i quali è necessario considerare l’indicizzazione dell’importo delle cedole. Per calcolare i valori di ogni flusso finanziario occorre fare delle stime. Gli elementi sono: le caratteristiche del contratto; parametro finanziario; meccanismo alla base di tale variazione; l’eventuale differenziale fisso applicato (lo spread). Il grande limite del TRET è che implica errori di stima.

Il TREM (Tasso di Rendimento Effettivo Medio) è un indicatore costruito per la valutazione dei titoli che presentano variabilità rispetto al profilo temporale dei flussi attesi riguardo al rimborso del capitale. Rientrano due tipi di titoli: quelli che prevedono un rimborso attraverso un piano di ammortamento (rimborso pro quota); quelli che prevedono un rimborso per estrazione a sorte.

Il ranking delle obbligazioni

Il ranking è il grado di tutela offerto agli investitori nel caso in cui l’emittente debitore risulti inadempiente o non sia in grado di onorare con puntualità gli impegni presi. Generalmente, in base al ranking, è possibile distinguere le obbligazioni in:

  • Obbligazioni garantite - covered bond: sono obbligazioni che prevedono una garanzia rivolta specificatamente ai sottoscrittori in caso di inadempienza dell’emittente. Essendo meno rischiose, queste obbligazioni sono anche meno remunerative.
  • Obbligazioni ordinarie – senior bond: sono obbligazioni che non prevedono nessuna particolare tutela, né subordinazione nei confronti degli altri creditori.
  • Obbligazioni subordinate – subordinated bond: sono obbligazioni subordinate al rimborso di tutti gli altri creditori in caso di default dell’emittente. Queste obbligazioni, quindi, vengono messe in coda rispetto alle altre obbligazioni ed agli altri crediti in caso di insolvenza dell’emittente e vengono rimborsate prima solamente degli azionisti. Ovviamente, a fronte di un maggior rischio, tali obbligazioni garantiscono un maggior rendimento al sottoscrittore.

Le azioni speciali

Le azioni “speciali” sono fornite di diritti diversi da quelli incorporati dalle azioni ordinarie. La società può creare azioni speciali con lo statuto o con successive modificazioni di questo. La finalità dell’emissione da parte dell’impresa di azioni speciali è quella di reperire capitale stabile con cui finanziare l’attività senza un intervento diretto nella gestione da parte dei sottoscrittori. Al massimo, il 50% del capitale può essere costituito tramite azioni “speciali” per evitare che la maggior parte dell’impresa venga costituita da soggetti che non sono interessati all’andamento dell’impresa stessa.

In relazione ai diritti patrimoniali che ne scaturiscono:

  • Azioni privilegiate: si tratta di azioni privilegiate per quanto concerne il diritto all’utile e alla liquidazione della quota ma una limitazione del diritto di voto alle sole assemblee straordinarie.
  • Azioni di risparmio: sono azioni privilegiate per quanto concerne il diritto all’utile e alla liquidazione della quota, ma prive del diritto di voto nell’assemblea.
  • Azioni correlate: la società può emettere azioni fornite di diritti patrimoniali “correlati” ai risultati ottenuti in un determinato settore o ramo di attività.
  • Azioni postergate: sono azioni privilegiate nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società e, nel caso di riduzione parziale o totale del capitale sociale, ne subiscono gli effetti solo dopo che siano state integralmente annullate le azioni ordinarie.

In relazione al diritto di voto, le azioni speciali possono essere:

  • Azioni senza diritto di voto.
  • Azioni con voto limitato, ossia limitato alla decisione che si sta prendendo in assemblea.
  • Azioni con voto subordinato, ossia il socio può votare a condizione che si siano verificate determinate condizioni all’interno dell’impresa.
  • Azioni con voto plurimo (riforma del 2014), nel caso in cui ad una singola azione venga attribuito più di un voto. A seconda del tipo di spa:
    • Le SPA non quotate: azioni con diritto di voto plurimo fino ad un massimo di tre voti.
    • Nelle SPA quotate, premio fedeltà: voto maggiorato fino a due voti per ogni azione detenuta da un soggetto per almeno 24 mesi.
    • Le SPA quotande possono mantenere le azioni a voto plurimo se emesse prima della quotazione e possono prevedere tramite lo statuto azioni a voto maggiorato (premio fedeltà).
    • Le SPA interessate da aumenti di capitale, fusioni e scissioni possono emettere azioni a voto plurimo proporzionali a quelle esistenti.

Ulteriori categorie di azioni speciali sono:

  • Azioni riscattabili
  • Azioni di godimento
  • Azioni e strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro

Le classificazioni degli OICR

Gli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) possono essere classificati sulla base di vari criteri.

In base alla forma giuridica degli strumenti:

  • Contrattuale: regolamento del fondo disciplina gli aspetti di funzionamento dello stesso.
  • Statutaria: SICAV o SICAF. Fondi comuni in cui le quote del fondo sono delle vere e proprie azioni. Il patrimonio versato dai partecipanti costituisce il capitale della società e lo statuto della società regola gli aspetti di funzionamento del fondo.

In base alla variabilità del patrimonio:

  • Aperti: sono strumenti nel quale si può investire al momento della costituzione del fondo e in ogni momento è possibile chiedere di sottoscrivere nuove quote o ottenere la restituzione di quanto versato. Investe per forza in strumenti valutabili e liquidabili giornalmente. Le SICAV sono assimilabili ai fondi aperti.
  • Chiusi: per costituirli si procede alla raccolta delle risorse presso gli investitori. Una volta raggiunto l’obiettivo si procede ad effettuare l’investimento del patrimonio, sia in private equity sia in real estate. Valorizzati solo semestralmente o annualmente, poiché non c’è la possibilità di richiedere la restituzione prima della scadenza.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lori2697 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del mercato mobiliare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Leonelli Lucia.
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