LEZIONE 6
APPUNTI Economia Monetaria
Domanda di moneta a scopo “speculativo” di Keynes
Prima di affrontare direttamente il concetto di moneta a scopo speculativo è necessario
introdurre alcuni concetti fondamentali. In particolare:
A. Distinzione tra tasso di interesse reale e tasso di interesse monetario.
Struttura dei tassi dell’interesse.
B.
Ciò sarà utile, in particolare per quello che concernerà le scelte di portafoglio di Tobin,
poiché per Keynes tutto ciò che non è moneta viene classificato come un unico titolo, senza
differenziazioni di durata o altro.
Distinzione tra tasso di interesse reale e monetario (A)
1
Per definizione il tasso di interesse monetario è:
e se consideriamo che il prodotto è una grandezza trascurabile, la relazione potrà
rp
semplificarsi:
per cui si può dire che il tasso di interesse reale è uguale al tasso di interesse nominale al netto
del tasso di inflazione.
Una unità investita ad un certo rendimento nominale, darà in realtà un rendimento pari ad
una unità più il tasso di interesse reale, tutto ciò moltiplicato per (1-p).
Tuttavia non si è specificato per quale tasso di inflazione si dovrà effettivamente utilizzare. Se
ci fosse certezza su quali fossero i prezzi futuri dunque il tasso di inflazione considerato
dovrebbe essere relativamente certo. Tuttavia, dato che non esiste certezza su quali siano i
prezzi futuri si dovranno formare delle aspettative sul tasso di inflazione.
In questo caso la relazione che viene considerata non si riferisce al tasso di inflazione effettivo
osservato oggi rispetto ai prezzi passati, ma si riferisce al tasso di inflazione atteso. Si potrà
dunque scrivere:
per cui avremo che:
1 Solitamente nella letteratura è noto come Effetto Fisher poiché fu proprio lui a porre l’attenzione su questa
differenza. ! 1
ECONOMIA MONETARIA LEZIONE 6
APPUNTI
che non è facilmente definibile in quanto dipende dalle aspettative nonché da vari indici.
Struttura dei tassi di interesse (B)
É noto che, al di là di un possibile rischio di insolvenza e altre possibili caratteristiche
specifiche, ci sia una certa relazione tra i tassi di interesse a breve e a lungo termine, ad
eccezione però per particolari situazioni. Per capire perché ciò effettivamente accade possibile
partire dalla Teoria delle aspettative.
Per illustrare questa particolare teoria sarà necessario partire da un caso estremo, non
presente in natura, ovvero si dovrà ammettere l’esistenza di perfetta certezza.
Ipotesi:
vi è perfetta certezza nel futuro;
-
- orizzonte temporale di anni;
n
- sono aperti oggi dei mercati rispetto a determinati titoli che permettono di acquistare oggi o
vendere 1€ a varie date con un prezzo che si fisserà oggi in base alla domanda e dell’offerta
di questo euro .
2
I prezzi saranno a termine, ovvero determinati oggi per operazioni future, da cui emergono
dei tassi di interesse e implicitamente emerge il rendimento che questi titoli avranno fra anni
n
e implicitamente definiscono anche il rapporto di scambio che ci può essere tra, ad esempio, il
grano comprato all’anno e il grano comprato all’anno cioè il tasso di interesse a breve
n n-1,
periodo tra e
n n-1.
Ciò genererà una struttura di tassi di interesse tra i quali, in condizioni di certezza, vi è una
relazione per la cosiddetta attività di arbitraggio: ad un investitore con orizzonte temporale di
lungo periodo è aperta la possibilità o di acquistare un certo quantitativo di titoli con
scadenza a anni oppure acquistare di anno in anno titoli di durata annuale fino all’nessimo
n
anno. Per l’attività di arbitraggio dovranno garantire all’investitore il medesimo rendimento
3
tra le due tipologie di operazioni.
Dovrà valere la seguente relazione:
Se si acquista oggi un unico titolo che dopo anni, il guadagno dovrà essere esattamente pari
n
se si acquistano titoli a breve termine.
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Teorie della domanda successive a Keynes - Economia Monetaria
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Teoria neoclassica sulla domanda di moneta - Economia Monetaria
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Microeconomia: Domanda
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Economia politica - la domanda di moneta