LEZIONE 7
APPUNTI Economia Monetaria
Teorie sulla Domanda di Moneta successive a
Keynes
Con Keynes la domanda di moneta deve dipendere non solo dal reddito ma anche dal tasso
di interesse per la sua componente speculativa. Questa dipendenza viene confermata e
approfondita in studi successivi sulla domanda di moneta, in particolare si prendono in
considerazione quattro aspetti.
Aspetto 1
Anche la domanda di moneta a scopo transazionale (nonché anche la domanda di moneta a
scopo precauzionale) è sensibile al tasso dell’interesse. Da questo punto di vista si deduce la
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distinzione, che in Keynes è così netta, tra moneta oziosa e moneta attiva , però aumenta la
sensibilità della domanda di moneta complessiva al tasso dell’interesse, poiché ora sono due le
componenti della domanda complessiva sensibili al tasso di interesse.
Aspetto 2
La scelta tra moneta e titoli con riferimento alla domanda di moneta come fondo di valore. In
Keynes si deve ipotizzare una certa dispersione dei tassi attesi per poter ricavare una
domanda di moneta sensibile al tasso dell’interesse. Ci si aspetta una certa dispersione dei
tassi di interesse per poter costruire una curva di domanda di moneta elastica al tasso.
Però per ogni singolo agente la scelta è definita: se il tasso di interesse è superiore al tasso di
interesse critico, tengono tutta la loro ricchezza sotto forma di titoli e la loro domanda di
moneta come fondo di valore è uguale a zero, mentre se il tasso di interesse è minore del tasso
critico tendono a mantenere la ricchezza sotto forma di moneta. Dunque vi è una differenza
netta per gli agenti tra titoli e moneta.
Ovviamente tutto ciò è valido solamente a livello empirico dato che nella realtà nessun agente
detiene solo titoli o sotto forma di moneta, ma deterrà percentuali diverse di uno o dell’altro .
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Aspetto 3
Non esiste un unico titolo alternativo alla moneta, ma ne esistono diversi con ciascuno il
proprio rischio e il proprio rendimento tra cui gli agenti possono scegliere per detenere
ricchezza. Si tratta di un ulteriore elemento di modificazione rispetto alla teoria di Keynes.
Aspetto 4
Trattando della domanda di moneta, abbiamo, fino ad ora, legato la domanda di moneta a
scopo speculativo al tasso di interesse però potremmo anche osservare tassi crescenti
nominale,
a cui non corrisponde una diminuzione della domanda di moneta a scopo speculativo. Ciò
1 La “moneta attiva” è quella usata come mezzo di pagamento, mentre la “moneta oziosa” è quella intesa come
fondo di valore.
2 Questa teoria verrà successivamente ampliata da Tobin con la Teoria delle scelte di portafoglio. ! 1
ECONOMIA MONETARIA LEZIONE 7
APPUNTI
avviene perché questi tassi potrebbero riflettere unicamente e solamente tassi di inflazione
attesi crescenti a cui corrisponderebbe un medesimo tasso di interesse crescente.
1) Domanda di moneta a scopo transazionale (precauzionale)
Come si può argomentare?
Partendo dalla constatazione che se riceviamo una somma di denaro e abbiamo determinati
schemi di pagamento, possiamo, invece di mantenere questa somma di denaro presso di noi,
investirla e nel momento in cui si debbano effettuare dei pagamenti possiamo disinvestirla per
utilizzarla come mezzo di pagamento. Naturalmente queste operazioni hanno dei costi che
possono essere costi di disinvestimento. Avremo anche un costo, detto che ci
costo opportunità,
deriva dal fatto che deteniamo la moneta presso di noi invece che investirla.
Bisognerà determinare la quantità di moneta che minimizza questi costi. Come?
Considerazione:
Considerando tutte le tipologie di costi che potrebbero essere sostenuti, conviene effettuare il
meno possibile di operazioni di disinvestimento. Però tanto meno saranno le operazioni di
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disinvestimento, tanto più alto sarà l’interesse perso dato che tengo moneta presso di me .
Dunque tanto più aumenta il tasso di interesse, tanto più alta sarà la perdita che abbiamo se
non teniamo investita quella liquidità e tanto più bassa sarà la nostra tendenza a tenere la
moneta come mezzo di pagamento.
Intuitivamente è come se non avessimo un’unica domanda di moneta, ma tante funzioni di
domanda, ognuna corrispondente a un determinato tasso dell’interesse.
Per e per