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Dom Juan, Molière

Riassunto dettagliato dell'opera con la divisione per atti e una contestualizzazione/analisi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Mauri dell’università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del teatro francese docente Prof. D. Mauri

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ATTO I

Sganarelle con una tabacchiera in mano, parla del tabacco, la passione delle persone civili, chi è senza

tabacco non è degno di vivere. Ravviva, purifica il cervello, addestra le virtù e grazie ad esso si impara ad

esser civili. Appena una persona ne fa uso, parla agli altri in modo garbado. Ispira sentimenti d’onore e di

virtù. Poi torna agli argomenti seri, si rivolge a Gusman chiedendo conferma del fatto che Elvira, sapendo

della loro partenza, li abbia seguiti per cercare il suo padrone che le ha ferito il cuore. A parer suo, li ha

raggiunti inutilmente. Gusman non comprende il motivo. Sganarelle dice che è solo una propria opinione.

Gusmano non comprende come una partenza imprevista possa realmente essere un segno di infedeltà di

Don Juan. Sganello gli spiega che è giovane ancora, non sa ancora che tipo di uomo sia. Gusman è

preoccupato che possa commettere un’azione tanto vile dopo la proposta di matrimonio ad Elvira, dopo le

dimostrazioni d’amore e le lettere, che gli hanno fatto forzare perfino il convento. Sganarelle dice che il suo

padrone è uno scellerato, un cane, un diavolo, un eretico, non crede né al Cielo né all’Inferno, né ai Santi né

a Dio. Ha sposato la sua padrona per passione, prender moglie è uno scherzo. Le donne di ogni genere

apprezza, la lista delle donne che ha ottenuto è lunga. Un giorno verrà punito dalla collera del Cielo, lui gli è

fedele perché deve esserlo. Sta giungendo Don Juan e dice a Gusman che tutto ciò che ha udito deve

restare tra loro.

Don Juan chiede di chi si trattasse e che cosa volesse. Sganarelle spiega che era Gusman che chiedeva

informazioni riguardanti la sua partenza, lui ha detto di non saper nulla ma evidentemente Elvira è

preoccupata. Don Juan chiede un suo parere a riguardo e Sganarelle risponde che secondo lui sono partiti

perché il suo padrone si è infatuato di un’altra donna. Don Juan conferma e pensa di aver ragione, ma

Sganarelle, sotto consenso del padrone, esprime il proprio disdegno nei confronti di un uomo che ha così

tante donne in giro. Don Juan non concepisce che un uomo si limiti alla prima donna che gli piace senza

aver occhi per nessun’altra. La fedeltà è un falso onore che seppellisce per sempre la passione. La costanza

è la virtù delle persone da poco, ogni donna ha diritto a sedurci. Lui trova la bellezza e cede ad essa, anche

se ama una donna non può esser ingiusto con le altre. E’ dolce osservare gli impegni ottenuti giorno dopo

giorno verso una donna, nel combattere con ardore, sospiri e pianti, nel condurre la sua anima dove si

voglia. La passione poi va via, fino a quando non incontriamo un altro oggetto del nostro desiderio. Ha un

cuore che può amare tutti, vorrebbe addirittura che ci fossero altri mondi per estendere le sue conquiste

amorose. Sganarello vorrebbe commentare, ma il discorso di Don Juan sembra non essere sbagliato, seppur

lo è. Si limita a dire di esser scandalizzato dalla vita che conduce Don Juan: il fatto di prender

continuamente moglie, è un modo di burlarsi di un sacramento. Prendersi gioco del Cielo è un brutto gioco.

Don Juan lo interrompe, non vuole prediche e, ironicamente, Sganarelle dice lui che sa che agisce per delle

sue ragioni, ma se fosse un libertino come tutti quelli che credono di esser persone superiori per dovere, gli

direbbe di non prendersi gioco del Cielo, delle cose sante, che presto verrà punto. Don Juan continua

parlando della sua nuova conquista, senza turbarsi per il Commendatore ucciso sei mesi prima, senza

turbarsi dei suoi amici e parenti. Dunque continua a parlare della donna: è una promessa sposa, condotta

qui dal suo futuro marito. Sono due persone felici, con un grande amore. La dolcezza delle loro effusioni lo

colpì e dunque lui ne fu geloso, dunque pensò al piacere che avrebbe provato nel turbare il loro accordo,

spezzare il loro attaccamento. Fino a questo giorno ogni suo tentativo è stato vano, il promesso sposo ha

deciso di passeggiar con l’amata oggi al mare, dunque don Juan la vuole rapire. Mentre dice a Sganarelle di

prepararsi, giunge Elvira e Don Juan va su tutte le furie per non averlo saputo, Sganarelle risponde che non

gli è stato chiesto.

Elvira vede che don Juan è stupito ma non in maniera positiva. Ha messo in dubbio per molto tempo il suo

tradimento, accecata dall’amore. E’ stata sciocca nel farsi ingannare, ha cercato di scusare ciò che alla

passione appariva come un venir meno del suo affetto. Si è inventata cento motivi che rendessero legittima

la sua partenza. Nessuna voce lo rendeva peccatore ai suoi occhi, ascoltava chi lo dipingeva come

innocente. Adesso non dubita più, ma vuol sapere le ragioni della partenza. Don Juan manda Sganarelle a

rispondere, non sapendo cosa dire, dice di esser partiti a causa di Alessandro ed altri mondi. L’affermazione

non ha senso e Don Juan sostiene ciò che Sganarelle ha detto. Elvire si stupisce del fatto che lui non sappia

difendersi, che sia in imbarazzo. Non giura di amarla, né di volerla fino alla morte. Non le rivela neanche

perché sia partito, vuole che l’attenda lì da dov’è venuta. Don Juan le dice di esser partito per fuggire da lei,

perché pensa di non poter vivere accanto a lei nel peccato. Per prenderla in moglie l’ha sottratta al

convento, infrangendo i voti. Preso dal rimorso, ha pensato al loro matrimonio come un adulterio che

avrebbe attirato delle sventure. Elvira lo maledice, non crede alle sue parole. Don Juan adesso vuol pensare

alla sua impresa amorosa.

ATTO II

Pierrot racconta ciò che è successo: erano sul bordo del mare lui e il grande Lucas, si divertivano a

spassarsela quando hanno visto qualcosa. Pensò che ci fossero degli uomini che stavano nuotando, fino a

quando non ebbe chiaro che si trattava di due uomini. I due uomini iniziarono a chiamarli e loro andarono a

soccorerli. Presto giunge Mathurine a cui hanno fatto gli occhi dolci. Si sono rivestiti davanti a loro, dunque

Pierrot li descrive come grandi uomini cortigiani con i loro vestiti. Charlotte decide di andarli a vedere ma

prima di andare Pierrot aggiunge di non esser soddisfatto di lei, i due dovranno sposarsi ma lui crede che lei

non lo ami. Lei promette di fare tutto il possibile per dimostrargli il suo amore.

Don Giovanni spiega la situazione: hanno mancato il colpo a causa di una tempesta che ha attaccato la loro

nave. Tuttavia ritiene che la contadinella che ha appena lasciato possa essere un rimedio alla disgrazia.

Sganarelle è stupito nell’esser sfuggito da un pericolo mortane e nel vedere il suo padrone attirato già da

nuove fantasie. Vedendo Charlotte, Don Juan apprezza anche la sua bellezza mentre la giovane crede che si

burli di lei. Don Juan le chiede se è sposata, lei risponde di esser destinata a Pierrot, figlio di Simonette la

vicina. Don Juan le dice di voler impedire il suo matrimonio, non deve sposare un contadino poiché lui la

ama. Charlotte ha difficoltà a rispondere a Don Juan, in quanto parla in modo complesso e lei non è

abbastanza colta, ma crede sia un inganno e non vuol essere disonorata. Don Juan le dice di non volersi

prender gioco di una ragazza come lei, la ama e la rispetta e per dimostrarglielo le propone il matrimonio.

Charlotte accetta se la zia accetterà ma è ancora titubante, teme l’inganno.

Interviene Pierrot che contrasta il volere e le parole del Don Juan. Non vuole che il Don Juan sia giunto a

usurpare delle loro donne e accusa anche Charlotte, preferisce vederla morta che di un altro. La fanciulla

crede di diventare padrona e di potergli dunque concedere qualcosa quando sarà sposata con il don Juan.

Don Juan si appresta a picchiarlo, Sganarelle cerca di fermarlo ricevendo lui stesso uno schiaffo.

Ma Mathurine giunge sulla scena e chiede a Don Juan se stesse parlando d’amore anche a Charlotte. Don

Juan le dice che Charlotte l’avrebbe voluto sposare, ma lui è impegnato. Charlotte chiede cosa voglia

Mathurine, don Juan risponde che è gelosa perché le sta parlando e vorrebbe che la sposasse. Don Juan fa

in modo che le due si attacchino senza rivelar le proprie intenzioni. Quando le due rivelano di aver ricevuto

entrambe le proposte, don Juan con fare ingegnoso, si rivolge ad entrambe a bassa voce dicendo di voler

sposar l’una piuttosto che l’altra. Quando le due lo obbligano a spiegar le cose, inizia un discorso ambiguo

in cui lui dice di voler sposare colei a cui ha dato la parola ed è inutile dunque chiarire ciò che è già chiaro.

La sua tecnica dunque si basa sulla mancata rivelazione a favore dell’ambiguità. Sganarelle, stupito dalla

loro ingenuità, consiglia loro di non farsi ingannare e rimanere al villaggio. Nel momento in cui sta per

giungere Don Juan, nega quanto detto ed elogia le intenzioni del padrone.

La Ramée è giunta ad avvertir Don Juan di ciò che accade: dodici uomini a cavallo lo stanno cercando e

presto lo raggiungeranno. Don Juan lascia le donne promettendo di tornare e chiede a Sganarelle di

mettersi i suoi abiti.

ATTO III

Don Juan è in abiti da campagna, Sganarelle in abiti da medico. Sganarelle ha trovato gli abiti comprando

quello da medico, che gli da una certa importanza siccome alcuni gli hanno chiesto pareri medici dando

prescrizioni sulla base di proprie intuizioni dettate dall’ignoranza. Don Juan difende la sua posizione come

medico mascherato, è giusto che anche lui sia medico poiché non ha nulla di diverso dagli altri: nessuno

cura i malati più di quanto Sganarelle non faccia, la loro arte è finzione. La medicina è uno dei grandi errori

dell’uomo, non crede neanche nel vino emetico (una sostanza che ha dato morte ad un uomo in agonia da

sei giorni, da sei giorni non riusciva a morire). Sganarelle abbandona la discussione medica per

intraprendere quella religiosa, vuole comprendere il pensiero di Don Juan a riguardo, il quale spiega: non

crede al Cielo, all’Inferno, alla vita ultraterrena, al Diavolo, ai fantasmi. Tutte cose a cui Sganarelle crede,

soprattutto i fantasmi. Il servo non è acculturato, non ha studiato ma ha il buon senso e comprende che il

mondo così come si presenta ha avuto un’origine e uno sviluppo, così come l’uomo e le sue creazioni. Ci

sono cose che nessuno sa spiegare. Don Juan rimane cinico e indifferente al ragionamento di Sganerelle.

Don Juan e Sganerelle fermano un mendicante per capire la strada da prendere per giungere in città. Lui gli

indica la strada e chiede del denaro. Don Juan si mostra nuovamente cinico, Sganerelle lo scusa e gli chiede

cosa faccia in mezzo agli alberi. Il mendicante risponde che prega il Cielo per la prosperità delle persone per

bene che gli danno qualcosa. Don Juan interviene con ironismo, dicendogli che allora dovrebbe esser ricco

pregando tutto il giorno, dunque è strano che le sue preghiere non siano ricompensate. Don Juan gli cederà

un luigi se bestemmierà, il mendicante si rifiuta ma don Juan glielo da comunque per umanità. Don Juan

vede un uomo aggredito da altri tre, non può consentire tale vergogna.

Don Carlos elogia il valore mostrato da Don Juan. Don Juan dice di aver agito per onore e per opporzi ad

un’azione tanto vile. Don Carlos vi si era trovato coinvolto poiché aveva perso le tracce del fratello e gli altri,

tentando di trovarli si è imbattuto nei ladri che hanno ucciso il suo cavallo e senza l’ intervento di Don Juan,

avrebbero fatto lo stesso con lui. Don Carlos stava andando in città, ma non voleva entrare. Era impegnato

in un’azione familiare che impegnava il suo onore. L’onore è ciò che rende schiavi gli uomini: ogni

temerario che lo oltraggia provoca una rivendicazione dell’onore stesso. Don Juan chiede di più. Don Carlos

aggiunge che sta vendicando la sorella sedotta e portata via da un convento, l’offensore è Don Juan

Tenorio, figlio di Don Luis Tenorio. Lo cercano da giorni e stamattina lo hanno seguito grazie alle indicazioni

di un servitore. Don Juan domanda se conosce l’offensore, don Carlos dice di no, di aver ottenuto solo una

descrizione da suo fratello. Don Juan fa terminare la conversazione, dice che Don Juan è un suo amico e

non vuol sentire cattiverie ma vuole aiutarlo, farà in modo che Don Juan si trovi nel posto indicato ad un

momento indicato in modo che possa dargli ragione.

Don Juan si presenta a Don Alonso e a Don Carlos, rivelando la sua identità a quest’ultimo. Anche se Don

Carlos gli deve la vita, non gli è debitore, non deve essergliene grato. Don Carlos chiede solo che sia libero

di godere di qualche giorno di libertà. Don Alonso teme non ci sia più un’occasione simile. Don Carlos lo

ferma in nome della ragione, senza agire con ira. Don Carlos comprende che si tratta di una vendetta di

onore, ma non può essergli debitore per il bene che ha ricevuto da lui. Vuole sdebitarsi, lo lascia libero per

poi poter agire solo con l’onore.

Don Juan rimprovera Sganarelle di essersene andato e racconta di chi fosse Don Carlos, della sua bontà.

Sganarelle gli dice che per porre fine ai conflitti, basterebbe che lui adempisse ai suoi obblighi da marito nei

confronti di Elvire. Ma lui non ha più passione, ama la libertà, non può rinchiudere il suo cuore in delle

mura. In mezzo agli alberi scorgono il sepolcro del Commendatore che stava facendo costruire quando Don

Juan lo ha ucciso. Si dice che vi siano statue del Commendatore e Don Juan vuole vederle. Sganarelle non

reputa civile andare a trovare chi si è ucciso. Don Juan invece lo ritiene civile. Le statue presenti sono

meravigliose. Don Juan vuol chiedere a quella del Commendatore se vuol cenare con lui, dunque lo fa

chiedere a Sganarelle. La statua abbassa la testa. Incredulo Don Juan lo richiede e la statua abbassa

nuovamente la testa. I due escono.

ATTO IV

Don Juan crede sia tutta una sciocchezza, forse un vapore li ha offuscati. Sganarelle crede che il Cielo,

scandalizzato dal suo modo di vivere, abbia fatto agir la statua. Don Juan lo minaccia e lo fa tacere.

La Violette annuncia l’arrivo di Monsieur Dimanche, un creditore che vuol parlar con Don Juan, il quale è

disposto a dargli qualcosa per non esser maleducato e farlo rimandare soddisfatto.

Don Juan accoglie con gentilezza e riverenza Monsieur Dimanche, lo tratta con ogni comodità. Lo fa

accomodare su una poltrona, lo chiama amico, chiede di sua moglie, della figlia Claudia, del figlioletto

Nicolino e di Ghiribizzo il cane, per cercare di mostrarsi interessato ed evitare che lui accenni qualsiasi cosa

riguardante i debiti. Gli chiede se voglia restare a cena, Monsieur Dimanche rifiuta poiché deve andar via.

La premura di Don Juan lo portano a donargli dei servitori per accompagnarlo, ma il signore rifiuta anche

loro. Don Juan esce e Monsieur Dimanche chiede a Sganarelle di mettere una buona parola con il padrone

per quanto riguarda i suoi soldi, anche Sganarelle gli deve dei soldi. Senza lasciar che aggiunga parole,

Sganarelle lo spinge fuori dalla scena.

La Violette annuncia l’arrivo del padre di Don Juan, Don Louis il quale dice di saper di dar fastidio, non

hanno un buon rapporto, non sarebbe neanche venuto lì se non fosse stato stanco della sua condotta. Lo

ha voluto come figlio e questo figlio è un supplizio e una dannazione. Non è la sua gioia, è un uomo dalle

azioni indegne, che ha distrutto la sua reputazione al servizio del Sovrano. Non merita la famiglia in cui è

nato. Non basta il nome per esser un patrizio. Bisogna seguire le orme degli avi ed esaltarne l’onore, non

bisogna lasciar perire le loro virtù. Un nobile di male azioni è un mostro, è più onesto il figlio di un

manovale che quello di un principe che si comporta come lui. Don Juan lo invita a sedersi, il padre rigiuta.

Non vuole accomodarsi, le sue parole lasciano il figlio indifferente ma presto porrà fine alle sue

sregolatezze con un castigo per avergli dato la vita.

Don Juan gli augura di morire sfogandosi con Sganarelle, il quale gli da torto nel avendo sopportato che Don

Louis gli dicesse tali cose senza cacciarlo di casa. Un padre che chiede al figlio di modificare la propria

condotta, di ricordarsi le sue origini e di condurre una vita onesta (è nuovamente ironico).

Rogotin annuncia l’arrivo di una dama. Giunge Elvira che è non vuol rimproverarlo, né riempirsi di collera. Il

Cielo ha bandito dalla sua anima il rancore che provava, oggi anelito di un attaccamento colpevole. Adesso

nel suo animo c’è solo una fiamma purificata che si prende cura di lui. Sganarelle si commuove per le

parole. Elvira aggiunge che si tratta di un amore puro quello che l’ha condotta lì per salvarlo dall’abisso in

cui sta cadendo. Elvira conosce le sregolatezze della vita di Don Juan, dunque è giunta per comunicargli che

il Cielo è esasperato dalla sua condotta, ha esaurito la sua misericordia, la sua collera è pronta a colpirlo e

dipende da lui evitare il tutto con il pentimento. Quanto a lei, non è più attaccata a lei in modo mondano,

non ha folli pensieri, vuole solo vivere abbastanza per espiare la sua colpa con una penitenza. Nel suo ritiro

per il pentimento, soffrirebbe molto se una persona a lui cara venisse colpita dalla giustizia divina, dunque

vuole allontanarlo da questa minaccia. Gli chiede tra le lacrime di non rifiutare la salvezza. A causa sua ha

dimenticato i suoi doveri, fatto cose insensate e come ricompensa chiede solo di evitar la perdizione, di

salvarsi. Detto ciò Elvira si accinge ad andarsene, Don Juan cerca di convincerla a restare ma lei non vuole

restare, vuole solo che lui segua il suo consiglio.

Don Juan parlando con Sganarelle dice di esser stato ancora una volta colpito da Elvire, che forse tra venti o

trent’anni dovrà emendarsi. Mentre si preparano a mangiare, qualcuno bussa alla porta: è la statua del

Commendatore.

Don Juan fa tornare a tavola Sganarelle che ha perduto l’appetito. Gli dice dunque di accompagnare la

statua mentre canta. La Statua lo invita a cena da lui la sera seguente, don Juan accetta.


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Amb.pan.

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Amb.pan. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Mauri Daniela.

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