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ESTRATTO DOCUMENTO

Sono presenti delle depressioni dalla forma

• circolare che prendono il nome di fossette

granulari e rappresentano le impronte ossee delle

granulazioni aracnoidali del Pacchioni ossia delle

strutture che permettono il riassorbimento del liquor

grazie al fatto che la parete di dura madre ha una

piccola interruzione che permette all’aracnoide di

estendersi nel seno venoso. Ciò avviene perché fra l’aracnoide e la dura madre si trova il liquido

cefalorachidiano che viene prodotto nei ventricoli cerebrali e questo deve venire riassorbito più

volte al giorno.

Questa superficie viene suddivisa in tre fosse craniche: una anteriore, una media e una posteriore.

Le tre fosse sono su tre livelli diversi come

scalini, il più alto è quello anteriore e si

scende fino al posteriore.

FOSSA CRANICA ANTERIORE

È costituita da tre ossa diverse:

osso frontale;

• osso etmoide;

• osso sfenoide;

La linea che lo delimita è dato dal margine

delle piccole ali dello sfenoide.

PORZIONE ANTERIORE

Qui la gran parte della superficie è costituita

dal versante superiore o endocranica delle

parti orbitarie, queste superfici ossee hanno

un aspetto non liscio ma con dei piccoli rilievi

che rispecchiano le circonvoluzioni

dell’encefalo che poggia a questo livello.

PORZIONE CENTRALE

Questa zona deriva dall’articolazione fra osso

frontale e etmoide. Sul frontale si vede

un’incisura etmoidale in cui si colloca appunto

l’osso etmoide. Ai lati e davanti dell’incisura

sono presenti degli spazi aperti:

il seno frontale con le sue due cavità

• separate da un setto;

lateralmente ci sono delle cavità aperte

• inferiormente, sono emicavità in

connessione fra loro che prendono il nome di

cellule etmoidali.

OSSO ETMOIDE

È costituito da varie componenti:

un’intreccio fra due lamine ossee, una verticale detta lamina

• perpendicolare diretta lungo il piano sagittale e mediano. Questa si

incrocia sul suo versante superiore con la lamina orizzontale. Da

questo intreccio una piccola parte della lamina perpendicolare sporge

superiormente e prende il nome di crista galli, questa sul suo versante

anteriore si divide in due piccole laminette ossee che vano a costituire

le ali della crista galli. La lamina perpendicolare forma gran parte

del setto nasale. La lamina orizzontale è in gran parte traforata da

piccoli fori e prende il nome di lamina cribrosa.

due masse laterali ai lati della lamina cribrosa che hanno la forma di

• un parallelepipedo con una parete laterale continua che prende il

nome di lamina papiracea. La gran parte dello spazio occupato

dalle masse laterali è occupato da un labirinto di piccoli spazi

connessi fra loro, anche questi spazi prendono il nome di cellule

etmoidali e si usa anche il termine di labirinto etmoidale. Questi

spazi sono aperti sul versante superiore, sul versante mediale

invece si trovano delle lamine ossee che hanno un aspetto ricurvo verso il

basso con convessità mediale che prendono il nome di cornetti o conche

nasali. Questi cornetti sono i cornetti superiori, medio e talvolta può

esserci il supremo (nell’estremità superiori) e uno inferiore che è un osso

a se stante. Ci sono piccole comunicazioni fra cellule etmoidali e conche

nasali sul lato mediale, più precisamente negli spazi delimitati dai cornetti

nasali detti meati nasali. L’etmoide si articola con la parte nasale del

frontale, più precisamente la lamina cribrosa si posizionerà a livello

dell’incisura etmoidale. Sui due versanti laterali dell’incisura

etmoidale le cellule etmoidali del frontale si articolano e si

completano con le cellule etmoidali dell’etmoide.

La lamina papiracea forma gran parte della parete mediale della

cavità orbitaria. Sul versante superiore la lamina cribrosa si pone a

separazione inferiormente fra le cavità nasali e superiormente sulla

fossa cranica. Quindi queste sono in comunicazione.

La crista galli sporge in fossa intracranica anteriore e con le sue ali

si pone in rapporto con la cresta frontale. Qui si trova un foro detto

cieco che comunica con le cavità nasali e da passaggio a una

vena emissaria che sale dalle cavità e entra nella fossa cranica e

rappresenta l’inizio del seno sagittale superiore.

Dalla articolazione fra le cellule etmoidali dell’etmoide e del frontale si creano due canali detti

etmoidali anteriore e posteriore e mettono in comunicazione la cavità orbitaria con la fossa

cranica anteriore.

Sul versante posteriore dietro all’osso frontale

e all’etmoide si articola lo sfenoide, le sue

componenti presenti sono:

le due piccole ali il cui margine posteriore

• rappresenta il versante posteriore della fossa;

sul versante mediale e posteriore della

• piccola ala è presente il processo clinoideo

anteriore. Ogni piccola ala origina da due

radici che derivano dal corpo, queste due

radici delimitano un foro detto ottico.

Sul corpo è presente un solco posto

• trasversalmente che si porta da un foro ottico

all’altro e prende il nome di solco prechiasmatico perché li si pone il chiasma ottico.

Posteriormente è delimitato da dei rilievi:

- dal tubercolo della sella in posizione mediale;

- sui versanti laterali dai processi clinoidei medi;

Inferiormente è presente una depressione in cui si trova l’ipofisi che prende il nome di fossetta

ipofisaria della sella turgica. Al di dietro di questa struttura il corpo dello sfenoide torna a farsi più

alto formando il dorso della sella turgica, a questo livello sui due versanti anteriori laterali sono

presenti due rilievi che prendono il nome di processi clinoidei posteriori.

Il versante superiore dello sfenoide partecipa alla formazione di tutte le tre fosse craniche.

LIMITI DELLA FOSSA ANTERIORE:

lungo tutto il margine posteriore della piccola ala dello sfenoide;

• fino a livello del processo clinoideo posteriore compreso;

• si continua sul versante posteriore del solco prechiasmatico.

COMUNICAZIONI E STRUTTURE

foro ottico delimitato dalle radici della piccola ala dello sfenoide, passa il nervo ottico e l’arteria

• oftalmica.

lamina cribrosa formata da piccoli fori in cui passano i ramuscoli nervosi del nervo olfattivo che

• arrivano al bulbo olfattivo.

i fori etmoidali anteriori e posteriori in cui passa il vaso naso-ciliare che manda due nervi

• collaterali detti etmoidale anteriore e posteriore (derivano dal nervo oftalmico) che entrano nei

rispettivi fori arrivando in fossa cranica contribuendo all’innervazione si strutture meningee e

ossee. Il nervo etmoidale anteriore in fossa cranica però piega anteriormente e entra nella

fessura nasale, è uno spazio fra etmoide e frontale sul versante anteriore laterale. Questo nervo

entra in cavità nasale dove innerva il versante interno della cavità nasale e la cute del naso.

foro cieco fra crista galli e cresta frontale dove passa la vena che da il seno sagittale superiore.

• FOSSA CRANICA MEDIA

STRUTTURE

dal versante endocranico delle grandi ali dello

• sfenoide;

il corpo dello sfenoide, in particolare lo spazio

• fra i processi clinoidei medi e il piano passante

per i processi clinoidei posteriori.

il versante endocranico della squama del

• temporale, inoltra la faccia anteriore della

piramide del temporale.

COMUNICAZIONI

fessura orbitaria superiore, è una

• comunicazione fra fossa cranica media e cavità

orbitaria. È delimitata dalla piccola e grande ala

dello sfenoide. Qui passano i rami di divisione

del nervo oftalmico (nervo lacrimale, frontale e

naso-ciliare). Entrano anche i tre nervi che

innervano la muscolatura estrinseca dell’occhio

ossia:

trocleare che innerva l’obliquo superiore (VI

• cranico);

abducente il retto laterale (IV cranico);

• oculomotore il retto superiore, inferiore e

• mediale, l’obliquo inferiore, l’elevatore della

palpebra, il muscolo ciliare e il costrittore della

pupilla.

Passa anche la vena oftalmica superiore, talvolta

anche la inferiore.

foro rotondo in comunicazione con la fossa pterigopalatina e passa il nervo mascellare;

• il foro ovale comunicazione con la fossa infratemporale, vi passa il nervo mandibolare, l’arteria

• meningea accessoria e può passarvi il nervo piccolo petroso superficiale;

il foro spinoso che da passaggio al nervo spinoso (ramo meningeo del nervo mandibolare) e ai

• vasi meningei medi di cui è importante l’arteria meningea media che entra in cavità cranica.

foro di Vesalio che non è sempre presente che da passaggio a una piccola vena emissaria.

• a livello dell’apice della piramide si crea un foro detto foro lacero che solitamente è chiuso da un

• diaframma fibro-cartilagineo e da passaggio al nervo grande pteroso superficiale.

lo sbocco endocranico del canale carotico detto orifizio interno del canale carotico in cui

• passano la carotide interna e il plesso carotico interno.

orifizi di sbocco attraverso cui passano i nervi

• grande petroso superficiale e il nervo piccolo

petroso superficiale che si dirigono in avanti e

medialmente determinando due piccoli solchi sulla

faccia anteriore della piramide del temporale.

Lungo il margine superiore della piramide del

temporale si trova un solco determinato dal seno

venoso petroso superiore.

Sulla faccia anteriore della piramide del temporale di

vedono due componenti:

la tegmen timpani ossia una superficie

• pianeggiante che rappresenta il tetto dell’orecchio

medio.

medialmente si trova l’eminenza arcuata, è un

• rilievo dato dalla presenza all’interno della

piramide dello spazio dedicato alle strutture

dell’orecchio interno in particolare lo spazio

dedicato all’apparato vestibolare e i canali

semicircolari (sopratutto quello superiore).

FOSSA CRANICA POSTERIORE

LIMITI:

dorso della sella turgica;

• versante endocranico della parte basilare dell’osso occipitale;

Si forma uno scivolo su cui poggia il tronco encefalico.

versante endocranico dell’osso occipitale;

• la faccia posteriore del temporale e il versante endocranico della parte mastoidea.

COMUNICAZIONI E STRUTTURE

sulla faccia posteriore della piramide si trova il meato acustico interno, questo è il foro in cui

• entrano l’ottavo nervo cranico (nervo acustico o vestibolo-cocleare) e il settimo (nervo facciale).

L’ottavo si divide nella sua componente acustica che innerva la coclea e quella vestibolare che

innerva l’apparato vestibolare. Il nervo facciale decorre nel canale del facciale scavato nella

piramide del temporale che ad un certo punto cambia direzione fino ad aprirsi inferiormente

attraverso il foro stilo-mastoideo. Il meato acustico interno è costituito da più fori di entrata delle

diverse componenti nervose:

- due aree vestibolari posteriori (superiore e inferiore) dove entrano i rami nervosi per

l’apparato vestibolare;

- l’entrata del nervo facciale posta in posizione anteriore e superiore;

- sul versante anteriore e inferiore si trova il tractus spiralis foraminosus che rappresenta il

punto di entrata di tutti i rametti nervosi che raggiungono la coclea.

posteriormente al meato acustico interno è presente l’orifizio interno dell’acquedotto del

• vestibolo che rappresenta il foro di uscita del dotto endolinfatico.

il foro giugulare che rappresenta il foro di uscita del seno petroso inferiore e del seno sigmoideo

• che insieme diventano vena giugulare interna. Inoltre rappresenta la via di uscita dei nervi

glosso-faringeo, vago e accessorio. Infine

via di entrata dell’arteria meningea

inferiore;

il solco del seno sigmoideo che si trova

• in gran parte sul versante interno della

parte mastoidea del temporale, ma ha una

piccola componente a livello della parte

interna laterale dell’osso occipitale. Qui

sono presenti fori che danno passaggio a

vene emissarie:

- il foro mastoideo a livello del

temporale;

- il foro condiloidale a livello della

componente occipitale del solco, a

questo livello può passare un ramo

arterioso meningeo della arteria

faringea ascendente.

il solco del seno sigmoideo si continua poi

• con il solco del seno trasverso presente

sulla squama dell’occipitale. Questo si

estende fino alla protuberanza occipitale

interna da cui verso l’alto c’è il solco del

seno sagittale superiore e verso il basso

invece la cresta occipitale interna. A livello

della protuberanza occipitale si trova

l’incontro dei seni che prende il nome di

torculare di Erofilo.

il canale dell’ipoglosso che si trova nella

• parte laterale dell’occipitale che da

passaggio al nervo ipoglosso.

il grande forame occipitale.

• CAVITÀ ORBITARIE OD ORBITE

Sono due cavità pari e simmetriche poste sotto all’osso frontale, nella parte superiore della faccia;

contengono il globo oculare e i suoi annessi.

Nell'insieme hanno la forma di una piramide

quadrangolare, a maggior asse diretto in avanti e

lateralmente, in cui si possono descrivere:

una base esterna;

• quattro facce: superiore, inferiore, laterale e

• mediale;

un apice posteriore.

La base della piramide corrisponde alla apertura

dell’orbita ed è formata da quattro margini:

Il margine superiore o sovraorbitario che è

• costituito dall’arcata sovraorbitaria e dai processi

zigomatico e mascellare dell'osso frontale; il

margine è indentato per la presenza dell'incisura

sovraorbitaria a volte trasformata in foro.

Il margine inferiore o infraorbitario corrisponde medialmente all’osso mascellare e lateralmente

• allo zigomatico.

Il margine laterale è formato dall’osso zigomatico.

• Il margine mediale è dato dal processo frontale del mascellare.

La parete superiore o tetto delle cavità orbitarie è concava ed è costituita:

in avanti dalla parte orbitaria dell'osso frontale

• indietro dalla faccia inferiore delle piccole ali dello sfenoide. Lateralmente, essa presenta la fossa

• della ghiandola lacrimale.

La parete inferiore o pavimento dell'orbita è formata dalla faccia orbitaria del mascellare e dai

processi orbitari dello zigomatico e dei palatino. Delimita superiormente il seno mascellare e

presenta il solco infraorbitario che da accesso al canale omonimo.

La parete laterale dell’orbita è formata dall’osso frontale e dalla faccia anteriore della grande ala

dello sfenoide. Presenta il piccolo foro zigomatico-orbitario che da passaggio al nervo zigomatico.

La parete mediale della cavità orbitaria è costituita dall’avanti all’indietro:

dal processo frontale del mascellare;

• dall'osso lacrimale;

• dalla lamina orbitaria dell’etmoide;

• dalla faccia laterale del corpo dello sfenoide.

Presenta la fossa del sacco lacrimale a cui fa seguito

il canale naso-lacrimale.

All’apice dell’orbita corrisponde, per taluni, all apertura

del canale ottico, per altri, alla porzione mediale della

fessura orbitaria superiore. La parte rimanente della

fessura è posta tra la faccia laterale e quella superiore

dell’orbita; la fessura fa comunicare la cavita orbitaria

con la cavità cranica.

La fessura orbitaria inferiore è posta tra la faccia

inferiore e quella laterale della cavità orbitaria e mette

in comunicazione l’orbita con la fossa pterigopalatina.

Al limite tra la faccia superiore e quella mediale si

trovano i fori etmoidali anteriore e posteriore.

CAVITA NASALI

Sono cavità situate nel centro del viscerocranio, appartengono alle vie respiratorie e accolgono la

mucosa respiratoria e olfattiva. Sono divise in due metà pressoché simmetriche dal setto nasale

che si trova nel piano sagittale mediano. Le cavità nasali

hanno la forma di una fessura allungata dall'avanti in

dietro, più ristrette in alto e più ampie in basso, con un

aspetto labirintico

per la presenza delle conche nasali. Nelle cavità si

descrivono due aperture: anteriore e posteriore, e quattro

pareti: superiore, inferiore, laterale e mediale.

L’apertura anteriore o piriforme è delimitata

superiormente dal margine inferiore delle ossa nasali,

lateralmente e in basso dalle incisure nasali delle ossa

mascellari. Inferiormente, sulla linea mediana, è visibile la

spina nasale.

Le aperture posteriori o coane hanno forma

quadrilatera e sono separate sul piano

sagittale dal margine posteriore del vomere.

Il limite superiore è rappresentato dalla faccia

inferiore del corpo dello sfenoide cui si

sovrappongono le ali del vomere, il limite

laterale corrisponde alla lamina mediale del

processo pterigoideo dello sfenoide; il limite

inferiore infine è dato dalla lamina orizzontale

dell'osso palatino.

La parete superiore o volta delle cavità nasali

si presenta come una fessura con la

concavità rivolta in basso. È formata da

diverse ossa che in direzione anteroposteriore sono:

le ossa nasali,

• la spina nasale dell'osso frontale,

• la faccia inferiore della lamina cribrosa dell’etmoide,

• le facce anteriore (presenta le aperture del seno sfenoidale) e inferiore del corpo dello sfenoide

• le ali del vomere.

La parete inferiore o pavimento delle cavità è formata, nei due terzi anteriori, dalla faccia superiore

del processo palatino dell'osso mascellare, nel terzo posteriore, dalla faccia superiore della lamina

orizzontale dell'osso palatino. Sulla linea mediana si trova la cresta nasale; anteriormente, ai lati

della cresta, sboccano i canali incisivi

La parete laterale delle cavità nasali, molto irregolare,

è inclinata dall'alto in basso e in senso medio-

laterale, è formata

Anteriormente dal processo frontale del mascellare

• e dall'osso lacrimale;

nella sua parte media dalla faccia mediale del

• labirinto etmoidale, dalla faccia nasale del

mascellare e dalla conca nasale inferiore;

posteriormente, dalla lamina perpendicolare del

• palatino e dalla lamina mediale del processo

pterigoideo dello sfenoide.

Dalla parete laterale sporgono verso le cavità nasali,

dirette in basso, le tre conche nasali superiore, media

e inferiore, mentre le prime due sono processi della

faccia mediale dei labirinti etmoidali, la conca nasale

inferiore è un osso indipendente.

Tra le conche e la parete laterale delle cavità nasali sono presenti tre spazi aperti inferiormente, i

meati nasali superiore, medio e inferiore.

Nei meati sboccano i seni paranasali:

nel meato superiore le cellule etmoidali posteriori;

• nel meato medio i seni frontale e mascellare e le cellule etmoidali anteriori e medie,

• nel meato inferiore il canale naso-lacrimale.

Posteriormente e superiormente alla conca nasale superiore si trova il processo sfeno-etmoidale in

cui si apre il seno sfenoidale ed è visibile il foro sfenopatatino che comunica con

la fossa pterigopalatina.

Nel meato medio, il processo uncinato del labirinto etmoidale riduce in parte l'apertura dei seno

mascellare; sopra a questo si trova la balia etmoidale, sporgenza di una voluminosa cellula

etmoidale.

Tra il processo uncinato e la bolla etmoidale si trova l’infundibolo che mette in comunicazione i

seni frontale e mascellare e le cellule etmoidali anteriori con le cavità nasali.

La parete mediale delle cavità nasali è data dal setto nasale che è formato in alto dalla lamina

perpendicolare dell’etmoide e indietro e in basso dal vomere.

MANDIBOLA

Nella sua organizzazione generale presenta un

corpo e due rami mandibolari che si estendo

dal corpo inclinati lievemente posteriormente.

Il corpo ha una forma a ferro di cavallo in cui si

identificano:

un versante esterno;

• un versante interno;

• un margine inferiore o base della mandibola;

• un margine superiore o margine alveolare

• dove sono presenti i denti;

I rami della manbibola hanno medesima forma

rettangolare e presentano:

superficie esterna o laterale;

• superficie interna o mediale;

• margine anteriore;

• margine posteriore che presenta due processi

• ossei:

- processo coronoideo (anteriore);

- processo condiloideo (posteriore);

Tra i due processi si trova l’incisura mandibolare.

VERSANTE ESTERNO

La sinfisi mandibolare è la zona di fusione dei due abbozzi ossei e si trova sul versante anteriore.

Sempre sul versante anteriore è presente la protuberanza mentale che è l’intera zona rilevata

nella zona mediale anteriore della mandibola mentre il tubercolo sporgente è il tubercolo mentale.

Più o meno sotto i canini si trova il foro mentale ossia un foro di uscita attraverso cui escono

l’arteria mentale e il nervo mentale (nervo sensitivo superficiale).

L’angolo della mandibola si origina tra il margine posteriore del ramo della mandibola e il margine

inferiore del corpo della mandibola.

Il margine anteriore del ramo della mandibola si continua in basso e in avanti con un rilievo che

prende il nome di linea obliqua e si trova lateralmente al solco buccinatorio dove si colloca il m.

buccinatore.

L’apice del margine anteriore superiormente presenta la struttura triangolare del processo

coronoideo su cui si vanno a inserire alcuni muscoli. Il margine posteriore del ramo al suo apice

presenta il processo condiloideo che è costituito da una porzione inferiore più ristretta che prende il

nome di collo del condilo che termina con una struttura elissoidale che prende il nome di testa

del condilo con la superficie articolare ricoperta di cartilagine articolare a formare l’articolazione

termporo-mandibolare. L’asse della testa è diretto medialmente e posteriormente tale per cui

congiungendo i due assi dei processi condiloidei mediante due assi si ottiene un angolo di

140°-150° aperto anteriormente.

Vicino all’angolo della mandibola si trova la tuberosità masseterina rappresenta l’area di

inserzione del m. massetere. Posteriormente all’ultimo molare inoltre si trova il trigono

retromolare.

VERSANTE INTERNO

La prima struttura è la spina mentale ossia

un rilievo appuntito irregolare che si trova in

posizione mediana sul versante un pochino

inferiore. Può essere descritta come

costituita da quattro rilievi più piccoli che

prendono il nome di apofisi geniene (due

superiori e due inferiori). Questi rilievi sono

punto di inserzione per i muscolo

genioglossi di destra e sinistra per le apofisi

superiori, questi fasci muscolari

costituiscono gran parte del corpo della

lingua. Nelle due apofisi inferiori invece si

inseriscono i due muscoli genioioidei che

vanno fino all’osso ioide.

Inferiormente e lateralmente rispetto alla spina mentale, in corrispondenza del margine inferiore ci

sono due depressioni ossia le fossette digastriche che sono l’area di inserzione del ventre

anteriore del muscolo digastrico.

Lateralmente si ha un rilievo allungato che prende il nome di linea miloioidea che ha un decorso

obliquo, da dietro in avanti e dall’alto in basso. Questa linea rappresenta la linea di inserzione del

muscolo miloioideo.

Rispetto a questa linea ci sono due aree depresse:

la fossetta sottolinguale che si colloca sul versante anteriore e cranialmente;

• la fossetta sotto mandibolare si colloca inferiormente rispetto alla linea miloioidea ma in una

• posizione più posteriore;

Sono impronte determinate dalle ghiandole salivari sottolinguale e sottomandibolare.

Sul versante interno dell’angolo della mandibola (in corrispondenza della tuberosità masseterina)

si ha la tuberosità pterigoidea ed è l’area di inserzione del muscolo pterigoideo mediale o

interno.

Più o meno al centro del ramo della mandibola si ha il foro mandibolare che rappresenta

l’accesso al canale mandibolare scavato nell’osso che scende anteriormente nel ramo della

mandibola e si continua nel corpo passando sotto i denti. Comunica con l’esterno tramite il foro

mentale. La struttura che decorre al suo interno è il nervo alveolare inferiore che è un ramo del

nervo mandibolare e innerva tramite rami collaterali sensitivi che vanno ad innervare i denti

inferiori. A livello del forame mentale manda un ramo collaterale che emerge e innerva le strutture

superficiali della zona del mento. Inoltre scorre l’arteria alveolare inferiore che ha decorso analogo.

Questo foro è coperto da una laminetta ossea che prende il nome di lingula della mandibola.

A partire dal foro mandibolare si estende non solo il canale ma in avanti e in basso anche il solco

miloioideo che è percorso dal nervo milioideo ramo di divisione dell’alveolare inferiore.

Il processo coronoideo con il suo profilo triangolare presenta un rilievo che prende il nome di

cresta temporale determinata dall’inserzione del muscolo temporale.

Il processo condiloideo è costituito da un collo e da una testa del condilo con la superficie

superiore articolare. Sul versante mediale e anteriore del collo del condilo è presenta una

depressione che prende il nome di fossetta pterigoidea e rappresenta parte dell’inserzione del

muscolo pterigoideo esterno o laterale.

ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE

È fra la testa del condilo mandibolare con la sua superficie articolare e la fossa mandibolare nella

sua porzione subito anteriore alla fessura petrotimpanica e anche al tubercolo articolare (rilievo

subito anteriore alla fossa mandibolare). Rispetto alla quasi totalità delle articolazioni mobili le

superfici articolari sono costituite da tessuto fibroso. È un’articolazione doppia con disco fibro-

cartilagineo articolare che separa in due parti l’articolazione.

La capsula articolare si inserisce inferiormente a livello del collo del processo condiloideo sul

versante craniale (Al passaggio fra condilo e testa) e superiormente a livello della fossa

mandibolare, sul versante anteriore a livello del versante inferiore del tubercolo articolare. Il disco

si inserisce in modo continuo, ci sono quindi due membrane sinoviali distinte.

DISCO ARTICOLARE

Ha un profilo concavo inferiormente e sul versante posteriore è convesso perché sul versante

anteriore in alcuni stati funzionali diventa concavo, ha quindi un profilo ad S.

Inoltre il disco non ha uno spessore uniforme in quanto si può notare:

una porzione posteriore più spessa;

• una porzione intermedia più sottile;

• una porzione anteriore che torna spessa ma non come nella parte posteriore;

• inoltre su un piano frontale ha uno spessore mediale maggiore;

A bocca chiusa e quindi a riposo il condilo si trova centratosulla fossa mandibolare. Con la

rotazione si ha uno spostamento in avanti che quindi aumenta il rapporto diretto con il tubercolo

articolare che diventa massimo a bocca spalancato.

Sul versante posteriore le fibre collagene si dispongono al Y e si può formare un cuscinetto

retroarticolare adiposo, questo è sempre dentro la capsula.

LEGAMENTI DI RIFORZO

In alcuni testi si parla di legamenti collaterali

mediale e laterale, questi sono piccoli rinforzi

della capsula articolare che si trovano dove il

disco si inserisce sul versante interno della

capsula stessa.

Il legamento temporomandibolare o laterale

che si trova sul versante laterale, può avere

una disposizione quasi triangolare coprendo

quasi tutto il versante oppure una disposizione

a nastro.

Va dalla superficie esterna del tubercolo

articolare e dal margine inferiore del processo

zigomatico del temporale e si dirige in basso e

posteriormente inserendosi lungo il margine posteriore del collo del processo condiloideo.

Il legamento stilomandibolare e sfenomandibolare che non sono a contatto con la capsula. Il

primo va dal processo stiloideo del temporale dirigendosi in basso e in avanti inserendosi

sull’angolo della mandibola (al punto di passaggio del margine superiore del ramo a quello

inferiore). Il secondo origina dalla spina della grande ala dello sfenoide ossia l’estremità posteriore

della grande ala. Si dirige in basso e in avanti inserendosi a livello della lingula della mandibola. È

incompleto al centro nella sua inserzione per permettere il passaggio del nervo e dei vasi

milojoidei.

Il rafe muscolare pterigomandibolare che va dal processo pterigoideo al versante interno della

mandibola sull’estremità posteriore della linea milojoidea. Su questo rafe origina anteriormente il

muscolo buccinatore mentre sul versante posteriore si inserisce parte importante del muscolo

costrittore superiore della faringe. OSSO IOIDE

È un osso impari a forma di cavallo che si posiziona nella regione del collo a livello di circa C4,

sotto la mandibola e superiormente alla laringe. È un osso che non si articola con altre ossa ma è

sede di inserzione dei muscoli sotto e sovra-ioidei, dello scheletro fibroso e della muscolatura della

lingua. In questo osso si possono riconoscere:

un corpo che presenta a sua volta due facce e due margini. La faccia anteriore è convessa e

• sede di inserzione dei muscoli milojoidei e stilojoidei. La faccia posteriore è invece convessa ed

è in rapporto con la membrana tiroioidea. Il margine superiore e inferiore sono sottili e il primo da

inserzione alla membrana ioglossa mentre il secondo ai muscoli tiproioidei.

due corni maggiori che sono prolungamenti del corpo che si dirigono in alto e in dietro che

• hanno concavità mediale. La parte terminale si espande leggermente. Sono sede di inserzione

di:

- muscolo ioglosso;

- muscolo tiroioideo;

- muscolo costrittore medio della

faringe;

- membrana tiroidea.

due corni minori che si sollevano

• nel punto in cui il corpo si continua

con i corni maggiori, sul loro apice

si connette il legamento stilo-ioideo

che li connette al processo

stiloideo del temporale.

MUSCOLI MASTICATORI

I movimenti dell’articolazione

temporomandibolare sono plurimi:

apertura e chiusura;

• scivolamento della mandibola

• rispetto al temporale che può

essere:

- anteriore;

- posteriore;

- latero-mediale.

I muscoli sono fondamentalmente 4:

Il muscolo temporale;

• il muscolo massetere;

• il muscolo pterigoideo laterale o

• esterno;

il muscolo pterigoideo mediale o

• interno;

Sono innervati dal nervo

mandibolare. In realtà ci sono altri muscoli che di fatto intervengono ma quelli per eccelleza sono

questi.

MUSCOLO TEMPORALE

Ha una forma a ventaglio con un’ampia origine a partire dalla linea temporale inferiore, dalla

porzione superiore del piano osseo della fossa temporale e dal versante interno o profondo della

sua fascia. A partire da qui i fasci si dirigono in basso e anteriormente inserendosi a livello del

processo coronoideo sul suo versante interno e esterno. È rivestito dalla fascia temporale che si

inserisce sulla linea temporale superiore fino al versante superiore dell’arcata zigomatica.

Una sua contrazione comporta la chiusura della bocca, i fasci posteriori che hanno andamento

molto obliquo determinano anche una retroposizione ossia di scivolamento posteriore della

mandibola.

MUSCOLO MASSETERE

Si identificano due componenti, una superficiale e una profonda. La parte superficiale origina dal

margine inferiore dell’arcata zigomatica sulla sua metà anteriore, può estendersi anche a livello

della superficie esterna facciale dell’osso zigomatico. Da qui i fasci di dirigono in basso e

posteriormente inserendosi a livello della tuberosità masseterina.

La parte profonda origina dalla parte posteriore del margine inferiore dell’arcata zigomatica, da qui

i fasci si dirigono in basso inserendosi a livello della tuberosità masseterina con una base di

impianto più craniale. È

presente in ogni caso una

sovrapposizione anche nella

fase di inserzione dovuta

all’intreccio delle fibre.

L’azione di questo muscolo è di

chiusura della bocca per via

dell’innalzamento della

mandibola. La parte

superficiale con orientamento

obliquo permette inoltre la

anteroposizione quindi di

scivolamento anteriore della

mandibola.

MUSCOLO PTERIGOIDEO LATERALE O

ESTERNO

Si trova nella fossa infratemporale e può

dividere in due capi, uno superiore e uno

inferiore. Il capo superiore origina dalla

grande ala dello sfenoide sulla sua faccia

infratemporale, le sue fibre si dirigono

posteriormente con orientamento

orizzontale e si fondono con quelli del capo

inferiore.

Il capo inferiore origina dalla superficie

laterale della lamina laterale del processo

pterigoideo dello sfenoide (alcune volte fino al processo piramidale del palatino), si dirigono

posteriormente e un pò verso l’alto, si uniscono agli altri e si inseriscono inferiormente a livello

della fossetta pterigoidea sul versante interno del collo del processo condiloideo, l’inserzione si

spinge in alto a livello della capsula articolare sul versante anteriore. In questa inserzione alcuna

fibre sono dirette sul disco articolare.

La funzione di questo muscolo è quella di apertura della bocca tramite abbassamento della

mandibola sopratutto per il capo inferiore che inoltre sposta in avanti il condilo e da inizio al

movimento di rotazione. Il capo superiore ha anche un ruolo stabilizzatore nel momento di

chiusura della bocca, da una contrazione tonica per controbilanciare il movimento posteriore e

mantenere quindi in posizione il condilo.

Una contrazione alternata dei due muscoli pterigoidei esterni permette un movimento di lateralità

della mandibola.

MUSCOLO PTERIGOIDEO MEDIALE O INTERNO

SI trova sul versante interno del ramo della mandibola, origina dalla fossa pterigoidea fra le due

lamine del processo pterigoideo. In parte alcuni fasci nascono dalla tuberosità mascellare. I fasci si

dirigono in basso e lateralmente e posteriormente per andare a inserirsi sul versante interno

dell’angolo della mandibola a livello della tuberosità pterigoidea.

Interviene nell’innalzamento della mandibola, ha anche una componente di lateralità e una

componente minore di anteroposizione.

MUSCOLI CUTANEI

MUSCOLI DELLA VOLTA

CRANICA

Sono rappresentati dal

muscolo occipitofrontale e

dal muscolo tempoparietale

collegati fra loro da un’ampia

aponevrosi quadrilatera che

prende il nome di galea

aponeurotica.

Quesra è una lamina fibrosa

posta nello spessore del

sottocutaneo, tra la cute e il

periostio del cranio, riveste la

volta e le parti laterali del

cranio e, ai suoi margini,

continua con i muscoli della

volta.

Il muscolo occipitofrontale è costituito da due capi o muscoli occipitale e frontale uniti nella parte

centrale dalla galea aponeurotica:

Il muscolo occipitale è una lamina muscolare che origina dalla linea nucale superiore e si

• inserisce al margine posteriore della galea.

Il muscolo frontale è anch'esso laminare, si inserisce alla faccia profonda della cute del

• sopracciglio e della glabella.

Il muscolo temporoparietale è costituito da fasci muscolari che, originati dai margini laterali della

galea aponeurotica, si inseriscono al padiglione auricolare.

II muscolo occipitale porta indietro il cuoio capelluto, il muscolo frontale lo sposta in avanti e, se

prende punto fisso sulla galea, solleva le sopracciglia e corruga la cute della fronte.

Il muscolo temporoparietale solleva il padiglione auricolare.

MUSCOLI DEL NASO

Il muscolo procero è una piccola lamina muscolare che, dal dorso del naso, si porta alla regione

della glabella. I suoi fasci si fondono con quelli del muscolo frontale. Forma una piega trasversale

sopra alla radice del naso.

Il muscolo nasale è costituito da una parte trasversa e da una parte alare. Le due porzioni

originano dai gioghi alveolari dei denti incisivi e canini superiori; la parte trasversa si inserisce alla

faccia laterale del naso, la parte alare alla parte posteriore dell’ala del naso. Comprime la parete

laterale del naso restringendo narice e vestibolo del naso.

Il muscolo depressore del setto nasale è un piccolo fascio che, originato dalla parte marginale

del muscolo orbicolare della bocca, si inserisce alla cute del contorno posteriore della narice e alla

parte posteriore del seno membranoso. Abbassa il setto nasale e restringe la narice.

Il muscolo elevatore dell’ala del naso è la parte mediale di un muscolo comune all’ala del naso e

al labbro superiore. Origina dal processo frontale dell’osso mascellare e si inserisce alla cute

dell’ala del naso. Solleva l’ala del naso e allarga la narice.

MUSCOLI DELLE PALPEBRE

Il muscolo orbicolare dell'occhio è una lamina appiattita, di forma ellittica, posta sul contorno

dell'apertura dell'orbita; è costituito da due porzioni:

La parte orbitaria è posta perifericamente alle palpebre, origina dal margine superiore del

• legamento palpebrale mediale e dal terzo mediale dell'arcata sopraccigliare e si inserisce al

margine inferiore del legamento palpebrale mediale e al terzo mediale del margine infraorbitario.

Il muscolo forma un anello quasi completo intorno all'orbita e si interrompe solo a livello

dell'angolo mediale dell'occhio.

La parte palpebrale è situata nello spessore delle palpebre ed è tesa tra il legamento palpebrale

• mediale a quello laterale. A livello dell'angolo mediale dell'occhio, dalla faccia profonda del

muscolo orbicolare origina un fascio muscolare, detto parte profonda, che passa profondamente

al legamento palpebrale mediale e si inserisce alla cresta lacrimale posteriore.

Chiude la rima palpebrale e indirizza le lacrime verso l’angolo mediale dell’occhio. Con la sua parte

profonda dilata e spreme il sacco lacrimale.

Il muscolo corrugatore del sopracciglio è un piccolo fascio muscolare che origina dall’estremità

mediale dell’arcata sopraccigliare e si inserisce alla faccia profonda della cute del sopracciglio a

livello dell’incisura sovraorbitaria. Stira medialmente e in basso la cute del sopracciglio.

MUSCOLI DEL PADIGLIONE AURICOLARE

Il muscolo auricolare anteriore origina dal margine laterale della galea aponeurotica e si

inserisce all'elice del padiglione auricolare; è il meno sviluppato.

Il muscolo auricolare superiore è una lamina di forma triangolare che origina dal margine

laterale della galea e si inserisce alla conca del padiglione auricolare.

Il muscolo auricolare inferiore origina dal margine laterale della galea, in prossimità del processo

mastoideo del temporale, e si inserisce anch'esso alla conca del padiglione auricolare.

Spostano rispettivamente in avanti, in alto e in dietro il padiglione auricolare.

MUSCOLI DELLA BOCCA

Il muscolo orbIcolare della bocca è una lamina muscolare ellittica che forma l’asse delle labbra

circondando la rima orale. In alto, giunge fino al solco nasolabiale e, in basso, al solco

mentolabiale; è formato da due porzioni:

La parte marginale è costituita da fasci che, originati dai muscoli mimici circostanti, formano due

• semianelli che, originati dalle commessure labiali, si riuniscono a livello della parte mediana di

ciascun labbro. L'inserzione delle

fibre muscolari avviene nella

faccia profonda della cute delle

labbra.

La parte labiale è formata da

• fibre muscolari che formano

due semianelli, posti

internamente ai precedenti, che

decorrendo vicino al margine

libero delle labbra si incrociano

a livello delle commessore,

dove si inseriscono alla faccia

profonda della cute e della

mucosa.

Determina la chiusura della rima

orale e con una contrazione

forzata determina lo sporgere

delle labbra in avanti.

Il muscolo buccinatore è una robusta lamina quadrilatera che forma lo spessore della guancia.

Le sue fibre muscolari originano, in alto dai processi alveolari dei denti molari superiori in

dietro, dal rafe pterigomandibolare, in basso dai processi alveolari dei molari inferiori. Da queste

estese origini le fibre si portano in avanti fino alla commessura labiale inserendosi alla parte

profonda della mucosa labiale. Alcune fibre del muscolo buccinatore si incrociano entrando nella

compagine delle labbra e partecipando alla formazione del muscolo orbicolare della bocca.

Trae posteriormente la rima labiale, fa aderire le guance alle arcata alveolari e partecipa nel

fischiare e nell’uso degli strumenti a fiato.

Il muscolo grande zigomatico è un fascio allungato che ha origine dalla faccia esterna dell'osso

zigomatico e, portandosi in basso e medialmente, si inserisce alla faccia profonda della cute e

della mucosa della commessura labiale, inframettendosi alle fibre del muscolo orbicolare della

bocca.

Il muscolo piccolo zigomatico è posto medialmente al muscolo grande zigomatico e, originato

dalla faccia laterale dell'osso zigomatico, si inserisce alla parte profonda della cute del labbro

superiore.

Il muscolo elevatore del labbro superiore è situato medialmente al muscolo precedente; origina

dalla faccia laterale dell’osso zigomatico e dal margine infraorbitale e si inserisce alla cute del

labbro superiore.

Il muscolo elevatore del labbro superiore e dell'ala del naso è il più mediale dei muscoli del

labbro superiore. Origina dal processo frontale dell’osso mascellare, si porta verso il basso

seguendo il solco labiogenieno e si divide in due fasci:

il fascio laterale si inserisce alla cute del labbro superiore,

• il fascio mediale si fissa alla cute dell'ala del naso ed è stato descritto con i muscoli del naso.

Il muscolo risorio è una sottile lamina di forma triangolare con la base posteriore che, originata

dalla fascia parotidea, si porta in avanti per inserirsi alla faccia profonda della cute della

commessura labiale.

Il muscolo elevatore dell’angolo della bocca (o canino) origina dalla fossa canina dell’osso

mascellare e si dirige in basso per inserirsi alla cute e alla mucosa della commessura labiale

incrociandosi con le fibre del muscolo orbicolare della bocca.

Il muscolo depressore dell’angolo della bocca (o triangolare) origina dalla faccia esterna del

corpo della mandibola, in vicinanza della base, e si dirige in alto e medialmente per inserirsi alla

cute della commessura labiale e al labbro superiore e fondersi con le fibre del muscolo orbicolare

della bocca.

Il muscolo depressore del labbro inferiore (o quadrato) è posto più profondamente rispetto al

precedente. Origina dalla faccia esterna del corpo della mandibola e si porta in atto per inserirsi

alla cute e alla mucosa del labbro inferiore.

Il muscolo mentale è situato in vicinanza della linea mediana del mento. Origina dal giogo

alveolare dei denti canino e incisivo laterale e si inserisce alla cute del mento.

MUSCOLI ANTERIORI

DEL COLLO

Sono in un piano più profondo

rispetto a quelli laterali, sono i muscoli

sovraioidei e sottoioidei e che quindi

prendono inserzione sull’osso ioide.

Alcuni sul versante superiore altri in

quello inferiore.

Il muscolo stilojoideo e il ventre

posteriore del digastrico sono

innervati dal nervo facciale. Il

muscolo milojoideo e in ventre

anteriore del digastrico dal nervo

mandibolare.

Il geniojoideo che si trova superiormente è innervato dall’ipoglosso.

MUSCOLOI SOVRAIOIDEI

MUSCOLO DIGASTRICO

Ha due ventri muscolari:

il ventre posteriore origina dal processo mastoideo e dal solco digastrico del processo

• mastoideo. Si dirige in basso e anteriormente passando a un tendine intermedio che poi si

continua con il ventre muscolare anteriore;

il ventre anteriore si inserisce a livello della fossa digastrica sulla mandibola.

Il tendine intermedio non si inserisce direttamente sull’osso ioide ma è collegato attraverso un’ansa

fibrosa che lo collega al versante laterale dell’osso ioide.

MUSCOLO STILOJOIDEO

Origina dal processo stiloideo del temporale, i fasci sono disposti in avanti e in basso, si pone in

diretto contatto con il digastrico e i suoi fasci formano un’occhiello in cui passa il muscolo

digastrico stesso. I due fasci si riuniscono inserendosi a livello laterale del corpo dell’osso ioide.

MUSCOLO MILOJOIDEO

Origina dalla mandibola a livello della linea miloioidea, i fasci si dirigono posteriromete e

medialmemte inserendosi posteriormente sul versante anteriore del corpo dell’osso ioide.

Anteriormente si iseriscono lungo un rafe comune orientato antero-posteriormente che prende il

nome di rafe miloioideo.

I DUE MUSCOLI GENIOIOIDEI

Vanno dalle apofisi geniene posteriormente fino al versante inferiore dell’osso ioide. È innervato

dal nervo ipoglosso.

AZIONI

Complessivamente con la loro contrazione possono comportare un sollevamento dell’osso ioide,

oppure se si contraggono le componenti posteriori ci può essere uno spostamento posteriore

dell’osso ioide. Si ha uno spostamento anteriore dell’osso se si contraggono le componenti

anteriori.

Se l’osso ioide diventa punto fisso la contrazione del milojoideo e del ventre anteriore del

digastrico comportanto un’abbassamento della mandibola. La parte posteriore può aiutare

nell’estensione della testa.

MUSCOLI SOTTOIOIDEI

MUSCOLO OMOJOIDEO

È un altro muscolo digastrico con un

ventre inferiore che origina dal margine

superiore della scapola (omo)

immediatamente medialmente rispetto

alla sua incisura scapolare. Si dirige

medialmente e cranialmente, da luogo a

un tendine intermedio che si continua

con il ventre superiore che si dirige verso

l’alto e si inserirà sull’osso ioide sul

versante inferiore dell’estremità laterale

del corpo.

MUSCOLO STERNOIOIDEO

Origina dalla faccia interna del manubrio

sternale e si estende lateralmente a

livello della capsula dell’articolazione

sterno-clavicolare e nell’estremità

mediale della clavicola. Da qui le fibre si

dirigono verso l’alto e con decorso

lievemente mediale fino ad inserirsi a

livello del margine inferiore dell’osso

ioide.

MUSCOLO STERNOTIROIDEO

Origina dalla faccia interna del manubrio sternale ma anche dal versante interno della prima

cartilagine costale, le fibre si dirigono in alto lateralmente fino ad inserirsi sulla linea obliqua della

cartilagine tiroidea della laringe.

MUSCOLO TIROIOIDEO

Da questa linea i fasci del tirojoideo si dirigono in alto e vanno a inserirsi sull’estremità laterale del

corpo dello ioide e sul suo grande corno.

MUSCOLI PREVERTEBRALI

Sono situati profondamente nel collo e si trovano

al davanti della colonna vertebrale nella sua

zona cervicale, sono ricoperti dalla lamina

prevertebrale della fascia cervicale. Sono

innervati dai rami anteriori dei nervi spinali

cervicali.

MUSCOLO RETTO ANTERIORE

È un breve muscolo posto fra la base del cranio

e l’atlante, più precisamente origina dalla massa

laterale dell’atlante e si dirige in avanti e in alto,

anteriormente all’articolazione atlanto-occipitale

si inserisce sulla faccia inferiore della parte

basilare dell’osso occipitale.

MUSCOLO LUNGO DEL COLLO

È un muscolo che connette le prime tre vertebre

toraciche e le ultime tre cervicali alle prime

vertebre cervicali.

È composto di tre fasci di fibre:

le fibre laterali superiori connettono i tubercoli anteriori dei processi trasversi delle vertebre

• cervicali (dalla 2ª alla 5ª) al tubercolo anteriore dell’atlante;

le fibre laterali inferiori originano dal corpo delle prime tre vertebre toraciche e si inseriscono sui

• processi trasversi delle ultime due vertebre cervicali;

le fibre mediali che originano dalle ultime tre vertebre cervicali e dalle prime tre toraciche e

• vanno ad inserirsi a livello del corpo della 2ª, 3ª e 4ª vertebra cervicale.

MUSCOLO LUNGO DELLA TESTA

Questo muscolo nasce dalla faccia inferiore della parte basilare dell’osso occipitale, si pone

ventralmente al precedente e le sue fibre discendono fino ai tubercoli anteriori dei processi

trasversi delle vertebre cervicali dalla 3º alla 6ª.

MUSCOLI LATERALI DEL COLLO

MUSCOLO PLATISMA

Rientra nel gruppo dei muscoli mimici e quindi è innervato dal nervo facciale, è su un piano molto

superficiale. È un ampia lamina che origina dalla sottocute della spalla-pettorale e da qui i fasci si

dirigono in alto e medialmente fino a inserirsi a livello della regione labiale e massoterina. In

contrazione tende i fasci muscolari del collo.

MUSCOLO STERNOCLEIDOMASTOIDEO

È innervato in parte dall’accessorio e in parte dal 2º e 3º nervo cervicale. Origina da un capo

sternale (margine superiore del manubrio) e da un margine clavicolare che origina dal margine

superiore della clavicola in corrispondenza del suo quarto mediale. I fasci si dirigono in alto e

posteriormente fino a prendere inserzione a livello del processo mastoideo e in parte sul versante

laterale della linea nucale superiore.

La sua contrazione monolaterale comporta la flessione laterale della testa, ha anche una

componente di rotazione controlaterale. Una contrazione di entrambi prevede l’estensione della

testa. Può intervenire anche come muscolo inspiratore accessorio in quanto alzo lo sterno e la

clavicola.

MUSCOLI SCALENI

Sono tre: anteriore, medio e posteriore.

Fra lo scaleno anteriore e il medio

passano il plesso brachiale e l’arteria

succlavia. La vena succlavia invece

passa immediatamente davanti

all’inserzione dello scaleno anteriore.

Questi diversi piani sono costituiti da

fasce cervicali:

fascia cervicale superficiale che riveste

• gli sternocleidomastoidei davanti e il

trapezio dietro. Dà continuità passando

da un muscolo all’altro formando una

struttura circolare.

media che riveste i muscoli sottoioidei.

• Ha alcune specializzazioni che riveste

la tiroide (guaina peritiroidei) o il fascio

vascolnervoso o guaina carotica, la

guaina pretracheale.

profonda che riveste il piano

• prevertebrale

MUSCOLO RETTO LATERALE DELLA TESTA

È un muscolo che origina dalla massa laterale dell’atlante, le sue fibre si portano in alto e

lateralmente per inserirsi alla faccia anteriore del processo giugulare dell’occipitale.

MUSCOLI SUBOCCIPITALI

Sono muscoli posti profondamente intorno alla colonna cervicale e connettono le prime due

vertebre cervicali alla base dell’osso occipitale. Sono innervati dai rami posteriori dei nervi spinali

cervicali.

MUSCOLO PICCOLO RETTO POSTERIORE DELLA TESTA

Origina dal tubercolo posteriore dell’atlante e le sue fibre si dirigono in alto e lateralmente

aprendosi a ventaglio inserendosi alla squama dell’occipitale, più precisamente sotto alla porzione

mediale della linea nucale inferiore.

MUSCOLO GRANDE RETTO POSTERIORE DELLA TESTA

Si trova superficialmente e lateralmente al precedente, origina dal processo spinoso dell’epistrofeo

e si dirige in alto a lateralmente inserendosi sulla squama dell’occipitale in posizione laterale al

precedente.

MUSCOLO OBLIQUO SUPERIORE DELLA TESTA

È un piccolo muscolo che origina dalla massa laterale dell’atlante, le sue fibre si portano in alto e

medialmente per inserirsi in posizione laterale e superficiale al precedente.

MUSCOLO OBLIQUO INFERIORE DELLA TESTA

Questo muscolo origina dalla parte laterale del processo spinoso dell’epistrofeo e si dirige in alto e

lateralmente per raggiungere la massa laterale dell’atlante poco al di sotto dell’origine dell’obliquo

superiore della testa.

AZIONI

Sono tutti muscoli estensori della testa, inoltre il muscolo obliquo superiore inclina la testa dal

proprio lato. I muscoli grande retto posteriore e obliquo inferiore permettono infine i movimenti di

rotazione.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Documento creato dagli appunti di lezione integrati con informazioni estrapolate da varie fonti. Il documento possiede tutto ciò che è stato fatto durante il corso di Anatomia umana dell'anno 2016/2017 con il professor Decaro e collaboratori. Questo documento riguarda tutta la zona della testa e del collo, riguarda quindi la parte ossea, muscolare, vascolare e nervosa (nervi spinali).
Il documento è integrato anche con immagini che chiariscono al meglio le nozioni da apprendere.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia 1 (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GabrieleMonetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Decaro Raffaele.

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