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IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

C P C -

ORSO DI SICOLOGIA LINICA APPLICAZIONI

INDICE

Introduzione..........................................................................................................................................2

Caratteristiche del disturbo...................................................................................................................3

Comorbidità..........................................................................................................................................9

Eziologia...............................................................................................................................................9

Sistemi diagnostici..............................................................................................................................12

DSM IV..........................................................................................................................................12

Valutazione.........................................................................................................................................15

Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Y-BOCS)...................................................................15

Dimensional Obsessive Compulsive Scale (DOCS)......................................................................18

Valutazione globale del funzionamento..........................................................................................20

Trattamento.........................................................................................................................................21

La terapia farmacologica................................................................................................................21

La psicoterapia cognitivo comportamentale (PCC) .......................................................................22

Tecniche usate nel trattamento cognitivo-comportamentale......................................................23

Psicoeducazione.........................................................................................................................23

L'esposizione e prevenzione della risposta (E / RP)...................................................................24

Gestione dell'ansia......................................................................................................................28

Strategie cognitive......................................................................................................................28

Ossessioni pure...................................................................................................................................28

Descrizione ................................................................................................................................28

Trattamento cognitivo comportamentale....................................................................................30

Acceptance and commitment therapy - Mindfulness........................................................................31

Bibliografia ....................................................................................................................................33

Introduzione

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione neuropsicologica caratterizzata da

pensieri invadenti e ripetitivi e da comportamenti o atti mentali neutralizzanti, ripetitivi (DSM-5) ed

è considerata la quarta più comune patologia psichiatrica dopo le fobie, i disturbi da abuso di

sostanze e la depressione maggiore.

Secondo le numerose ricerche epidemiologiche svolte negli ultimi anni, si può stimare la prevalenza

circa al 2-2,5%. Se ci si concentra sulla popolazione giovanile tra i 15 ed i 18 anni allora la

prevalenza puntuale appare aumentare fino al 3%. L’incidenza, vale a dire il numero di nuovi casi, è

massima intorno ai 15 anni ed intorno ai 25.

Le ricerche evidenziano che nel Disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva vi è una leggera

predominanza dei maschi (rapporto 3:2 maschio-femmina) mentre nell’età adulta questo dato si

inverte con leggera prevalenza delle donne.

Questo disturbo ha esordio in età giovanile (generalmente la diagnosi viene fatta intorno agli 8/10

anni) e solitamente è destinato a cronicizzarsi con un decorso gradualmente ingravescente.

Dal punto di vista sociale, il fatto che il disturbo tenda a cronicizzare implica costi alti e prolungati

in termini di assistenza.

Dal punto di vista personale il disturbo può avere gravi conseguenze in quanto rischia di

compromettere il corso di studi, la produttività lavorativa e le relazioni amicali ed affettive (il 50%

dei pazienti non è in grado di mantenere un rapporto di coppia), inoltre la pervasività del disturbo

spesso rende problematiche anche le condizioni di vita dei familiari.

La manifestazione clinica del disturbo ossessivo compulsivo in adulti e bambini è caratterizzata da

una notevole eterogeneità dei sintomi. I sintomi più comuni riguardano la simmetria, la

contaminazione, la pulizia, le ossessioni sessuali o religiose, le ossessioni aggressive o di controllo

e quelle di accumulo. I risultati tra le società conservatrici, indicano una tendenza degli studenti

altamente religiosi esperire maggiore ossessività come conseguenza del loro forte senso di colpa

personale.

Mentre la maggior parte degli adulti è consapevole dell’irragionevolezza dei propri sintomi

ossessivi, nei bambini e negli adolescenti il livello di consapevolezza può essere scarso o

completamente assente. 2

Caratteristiche del disturbo

Il disturbo è caratterizzato da ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono attività mentali (pensieri, idee, immagini, impulsi) che si presentano alla mente

con una particolare ripetitività e persistenza in modo intrusivo; per questo creano nell’interessato

ansia e disagio. Vengono percepiti come estremamente fastidiosi e intrusivi. Quando non sono

assalite dalle proprie ossessioni le persone giudicano queste come eccessive, insensate, sbagliate;

ma gli innumerevoli sforzi per contrastarle hanno un successo solo momentaneo.

Le ossessioni differiscono dalle preoccupazioni poiché queste ultime sono relative a eventi negativi,

e sono giustificate da problematiche relative alla vita quotidiana. Ad esempio si può essere

preoccupati per l’esito di un esame, per la propria condizione di salute o economica. Le

preoccupazioni però sono ragionevoli, non appaiono eccessive e prive di base razionale.

Ci sono alcuni temi fondamentali ricorrenti nei pensieri della maggior parte di coloro che soffrono

di pensieri ossessivi; il tema più comune sembra essere l’idea della sporcizia e della

contaminazione. Altri temi ricorrenti sono la violenza, l’aggressione, l’ordine, la religione e la

sessualità.

Le compulsioni (definite anche rituali o cerimoniali) sono comportamenti manifesti (lavarsi le

mani, riordinare, controllare...) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere numeri mentalmente...)

con carattere estremamente ripetitivo. Sono azioni caratterizzate da rigidità e stereotipia che

l’individuo si sente obbligato a mettere in atto suo malgrado, per prevenire ansia e disagio provocati

dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni, costituiscono quindi un tentativo di fuga dal

disagio, un messo per cercare di controllare la propria ansia.

La persona riconosce, infatti, di avere un comportamento irragionevole, ma allo stesso tempo è

convinta che accadrà qualcosa di tremendo se non fa ciò che è spinta a fare. Dopo aver eseguito un

atto compulsivo, in genere tali soggetti si sentono meno ansiosi per un po’ di tempo.

Le persone con una compulsione per la pulizia/contaminazione “devono” continuare a lavarsi,

sempre allo stesso modo, contano i lavaggi e scelgono saponi speciali (in alcuni casi anche

candeggina pura) fino a procurarsi escoriazioni. Altri, con compulsioni per il controllo possono

ripetutamente controllare di aver chiuso il gas per la paura ossessiva di far scoppiare la casa, o

tornare a ricontrollare di aver chiuso la porta di casa decine di volte, fino a perdere ore ed ore.

Altra compulsione è la ricerca costante di ordine ed equilibrio, chi ne è affetto continua a mettere in

ordine perfetto alcuni oggetti (abiti, libri, cibo) in base ad un ordine molto rigido. Queste azioni

sono studiate e prestabilite eseguite con meticolosità, e non possono in alcun modo essere interrotte

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o modificate nella loro sequenza. In ossessioni e compulsioni non vi è delirio o psicosi poiché il

paziente è completamente consapevole del fatto che la sua idea sia inappropriata.

Il DOC è quindi solitamente caratterizzato da ossessioni e compulsioni. Almeno l’80% delle

persone affette da DOC sperimenta entrambi questi fenomeni ma vi sono una certa percentuale di

soggetti che non mettono in atto compulsioni e ricorrono ad altre strategie per cercare di

tranquillizzarsi e gestire il disagio che deriva dalle ossessioni.

Il disturbo persiste in genere per molti anni, anche se i sintomi e la loro gravità possono variare nel

tempo.

Il disturbo è indipendente dal ceto sociale e dalla professione svolta; i sintomi possono comparire in

modo acuto con sintomi evidenti ed improvvisi, ma solitamente pervengono in modo subdolo e

graduale.

Per questo disturbo possono esserci diversi tipi di decorso: in letteratura è diffusa l’idea che il

decorso del DOC sia cronico; più gli studi sono datati più il decorso dello sviluppo viene definito

come maggiormente cronico. Gli ultimi studi invece vanno nella direzione opposta.

Per questo motivo se il disturbo non viene curato si possono incontrare quattro tipi di decorso:

• Decorso episodico: i sintomi sono presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona,

con nessun sintomo o sintomi minimi tra vari episodi acuti della durata di mesi o anni (tra i

singoli episodi il tipo di ossessione spesso cambia). Ci può essere anche un solo episodio in

tutta una vita.

• Decorso cronico fluttuante: i sintomi sono molto incostanti nel tempo, con miglioramenti e

peggioramenti, ma non scompaiono mai del tutto. I frequenti alti e bassi sono in genere

legati al livello di stress generale.

• Decorso cronico stabile : i sintomi si manifestano gradualmente ma, poi, rimangono stabili

nel tempo.

• Decorso cronico ingravescente: è il più grave, e purtroppo il più comune. Generalmente i

sintomi iniziano in modo graduale; ci sono periodi di peggioramento e periodi di stabilità,

seguiti, poi, da nuovi peggioramenti. 4

Bisogna sottolineare che non tutto ciò che rimanda ad ossessioni e compulsioni è da ritenersi

disturbo. Piccole ossessioni e compulsioni fanno parte della vita quotidiana e possono rivelarsi utili

ad affrontare ansia e stress. Alcuni rituali (lavare tutti i pavimenti di casa ogni mattina, tenere in

perfetto ordine il proprio armadio), come alcune pratiche religiose, o alcune scaramanzie (cambiare

percorso se si incontra un gatto nero) fanno parte della vita di tutti i giorni e ci fanno sentire “più

sicuri”. Preoccupazioni normali, come la paura di contrarre una malattia, possono aumentare

durante periodi di forte stress.

La componente genetica può influire sulla comparsa del disturbo. In ogni caso è molto difficile

capire se il DOC sia dovuto ad una componente genetica o alla presenza di un genitore con DOC.

E’ molto importante, per il decorso del disturbo, la modalità con cui le persone vicine reagiscono al

paziente con DOC. Un’interruzione improvvisa della partecipazione ai rituali, i commenti troppo

critici e gli atteggiamenti negativi possono peggiorare la sintomatologia poiché la persona non

riesce a gestire lo stress che ne deriva; anche assecondare sempre il disturbo non porta a

miglioramenti. Per incontrare miglioramenti è necessario incoraggiare il paziente e motivarlo ad

ogni piccolo miglioramento.

L’attenzione clinica è necessaria soltanto quando i sintomi persistono, causano molto disagio o

interferiscono pesantemente con la vita di tutti i giorni.

Diverse tipologie di DOC

Il DOC può assumere forme molteplici, a volte si presentano in concomitanza.

Nella pratica clinica vengono distinti:

Disturbi da contaminazione.

si tratta di ossessioni e compulsioni connesse ad improbabili (o irrealistici) contagi o

contaminazioni. Coloro che ne soffrono sono tormentati dall’insistente fissazione che loro stessi, o

qualcuno dei loro familiari, possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o

sostanza tossica. Le sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma

anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore e persino saponi,

solventi e detersivi contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”. La contaminazione

riguarda anche “sporco” di natura sociale (il tossicodipendente, il barbone, l’anziano ecc) o

metafisica (il male, il diavolo). Bagni pubblici, cassonetti dell’immondizia, giardini, autobus

vengono accuratamente evitati, così come qualunque luogo che possa essere “infetto”; limitando il

soggetto. Se la persona entra in contatto con qualcosa di “contaminato” mette in atto una serie di

rituali di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione, allo scopo di neutralizzare l’azione dei

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germi e tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio, liberarsi dalla sensazione di disgusto. I

rituali più comuni sono sicuramente il lavaggio ripetuto e particolareggiato delle mani e del corpo,

dei vestiti, dei cibi e di altri oggetti personali.

Disturbi da controllo.

Si tratta di ossessioni e compulsioni che implicano controlli prolungati e ripetuti senza necessità, ma

con lo scopo di prevenire ed evitare gravi disgrazie o incidenti. Coloro che ne soffrono tendono a

controllare e ricontrollare ripetutamente, sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver

fatto qualcosa di male e non ricordarlo, sia a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il

possibile per prevenire qualsiasi catastrofe. Controllano di aver chiuso le finestre e la porta di casa,

le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, di aver spento i fornelli elettrici o altri

elettrodomestici, le luci in ogni stanza o i fari della macchina, di aver contato bene i soldi, di aver

compilato correttamente un modulo o un registro contabile, di non aver perso cose personali

lasciandole cadere, di non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina

(ripercorrendo ripetutamente la strada ed impiegando ore di tempo) , di non aver tracce di sangue

addosso. Il controllo compulsivo è quindi finalizzato a tranquillizzarsi riguardo al costante dubbio

di non aver fatto tutto il necessario per prevenire disgrazie o aver inavvertitamente danneggiato

qualcosa o qualcuno.

Superstizione eccessiva.

Si tratta di un pensiero superstizioso esasperato. Chi ne soffre ritiene che il fatto di compiere o

meno determinati gesti, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, di vedere o non vedere

alcune cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o

non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere particolari azioni il

“giusto” numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi. E’ il caso della persona che

considera sfortunati determinati numeri e che, dopo averli visti, rimane in ansia finchè non ne

neutralizza l’effetto “porta sfortuna”, vedendo altri numeri “fortunati”. Un altro esempio può essere

quello della persona che teme di pensare a certi eventi negativi (morte, incidenti ecc...), mentre

effettua alcune operazioni (es. parlare, scrivere, leggere, mangiare, camminare ecc) perché il

pensiero negativo potrebbe in qualche modo trasformarsi in realtà.

Ordine e simmetria.

Chi soffre di questo tipo di disturbo non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti, anche

minimamente, in modo disordinato e asimmetrico, perché ciò gli procura una grave mancanza di

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armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti appesi, piatti, pentole,

tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica

(es. dimensione, colore ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a

riordinare ed allineare questi oggetti fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti. Questo

tipo di ossessioni può riguardare anche il proprio corpo. Muscoli, pettinatura dei capelli, colletto e

polsini della camicia, orologio sul polso, portafoglio in tasca, devono risultare “perfetti e

simmetrici”, altrimenti è d’obbligo mettere in atto ripetuti rituali di messa in ordine o di controllo

allo specchio. Problema tipico di personalità fortemente perfezioniste.

Accumulo e accaparramento

Questo tipo di ossessione è abbastanza rara, caratterizza coloro che tendono a conservare e

accumulare oggetti insignificanti e inservibili (riviste e giornali vecchi, pacchetti di sigarette vuoti,

bottiglie vuote, asciugamani di carta usati, confezioni di alimenti), perché hanno una difficoltà

enorme a disfarsene. Questo tipo di comportamento, normale entro un certo limite, finchè si tratta di

oggetti che hanno un valore sentimentale o di effettiva utilità pratica, assume caratteristiche

patologiche nel momento in cui lo spazio occupato dalle “collezioni” diventa tale da sacrificare la

vita della persona e dei suoi familiari. Questi particolari collezionisti di cose inutili sono

generalmente orgogliosi delle proprie raccolte e non si rendono conto, se non parzialmente,

dell’eccesso in cui incorrono, a differenza delle persone che soffrono di disturbi da contaminazione

e di controllo che sono spesso critici nei riguardi dei loro rituali.

Ossessioni pure.

Si tratta di pensieri o immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderabili

o inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qual

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.psicologia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Rovetto Francesco.
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