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Disturbo ossessivo compulsivo Appunti scolastici Premium

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Esame di Psicologia clinica docente Prof. F. Rovetto

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Introduzione

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione neuropsicologica caratterizzata da

pensieri invadenti e ripetitivi e da comportamenti o atti mentali neutralizzanti, ripetitivi (DSM-5) ed

è considerata la quarta più comune patologia psichiatrica dopo le fobie, i disturbi da abuso di

sostanze e la depressione maggiore.

Secondo le numerose ricerche epidemiologiche svolte negli ultimi anni, si può stimare la prevalenza

circa al 2-2,5%. Se ci si concentra sulla popolazione giovanile tra i 15 ed i 18 anni allora la

prevalenza puntuale appare aumentare fino al 3%. L’incidenza, vale a dire il numero di nuovi casi, è

massima intorno ai 15 anni ed intorno ai 25.

Le ricerche evidenziano che nel Disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva vi è una leggera

predominanza dei maschi (rapporto 3:2 maschio-femmina) mentre nell’età adulta questo dato si

inverte con leggera prevalenza delle donne.

Questo disturbo ha esordio in età giovanile (generalmente la diagnosi viene fatta intorno agli 8/10

anni) e solitamente è destinato a cronicizzarsi con un decorso gradualmente ingravescente.

Dal punto di vista sociale, il fatto che il disturbo tenda a cronicizzare implica costi alti e prolungati

in termini di assistenza.

Dal punto di vista personale il disturbo può avere gravi conseguenze in quanto rischia di

compromettere il corso di studi, la produttività lavorativa e le relazioni amicali ed affettive (il 50%

dei pazienti non è in grado di mantenere un rapporto di coppia), inoltre la pervasività del disturbo

spesso rende problematiche anche le condizioni di vita dei familiari.

La manifestazione clinica del disturbo ossessivo compulsivo in adulti e bambini è caratterizzata da

una notevole eterogeneità dei sintomi. I sintomi più comuni riguardano la simmetria, la

contaminazione, la pulizia, le ossessioni sessuali o religiose, le ossessioni aggressive o di controllo

e quelle di accumulo. I risultati tra le società conservatrici, indicano una tendenza degli studenti

altamente religiosi esperire maggiore ossessività come conseguenza del loro forte senso di colpa

personale.

Mentre la maggior parte degli adulti è consapevole dell’irragionevolezza dei propri sintomi

ossessivi, nei bambini e negli adolescenti il livello di consapevolezza può essere scarso o

completamente assente. 2

Caratteristiche del disturbo

Il disturbo è caratterizzato da ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono attività mentali (pensieri, idee, immagini, impulsi) che si presentano alla mente

con una particolare ripetitività e persistenza in modo intrusivo; per questo creano nell’interessato

ansia e disagio. Vengono percepiti come estremamente fastidiosi e intrusivi. Quando non sono

assalite dalle proprie ossessioni le persone giudicano queste come eccessive, insensate, sbagliate;

ma gli innumerevoli sforzi per contrastarle hanno un successo solo momentaneo.

Le ossessioni differiscono dalle preoccupazioni poiché queste ultime sono relative a eventi negativi,

e sono giustificate da problematiche relative alla vita quotidiana. Ad esempio si può essere

preoccupati per l’esito di un esame, per la propria condizione di salute o economica. Le

preoccupazioni però sono ragionevoli, non appaiono eccessive e prive di base razionale.

Ci sono alcuni temi fondamentali ricorrenti nei pensieri della maggior parte di coloro che soffrono

di pensieri ossessivi; il tema più comune sembra essere l’idea della sporcizia e della

contaminazione. Altri temi ricorrenti sono la violenza, l’aggressione, l’ordine, la religione e la

sessualità.

Le compulsioni (definite anche rituali o cerimoniali) sono comportamenti manifesti (lavarsi le

mani, riordinare, controllare...) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere numeri mentalmente...)

con carattere estremamente ripetitivo. Sono azioni caratterizzate da rigidità e stereotipia che

l’individuo si sente obbligato a mettere in atto suo malgrado, per prevenire ansia e disagio provocati

dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni, costituiscono quindi un tentativo di fuga dal

disagio, un messo per cercare di controllare la propria ansia.

La persona riconosce, infatti, di avere un comportamento irragionevole, ma allo stesso tempo è

convinta che accadrà qualcosa di tremendo se non fa ciò che è spinta a fare. Dopo aver eseguito un

atto compulsivo, in genere tali soggetti si sentono meno ansiosi per un po’ di tempo.

Le persone con una compulsione per la pulizia/contaminazione “devono” continuare a lavarsi,

sempre allo stesso modo, contano i lavaggi e scelgono saponi speciali (in alcuni casi anche

candeggina pura) fino a procurarsi escoriazioni. Altri, con compulsioni per il controllo possono

ripetutamente controllare di aver chiuso il gas per la paura ossessiva di far scoppiare la casa, o

tornare a ricontrollare di aver chiuso la porta di casa decine di volte, fino a perdere ore ed ore.

Altra compulsione è la ricerca costante di ordine ed equilibrio, chi ne è affetto continua a mettere in

ordine perfetto alcuni oggetti (abiti, libri, cibo) in base ad un ordine molto rigido. Queste azioni

sono studiate e prestabilite eseguite con meticolosità, e non possono in alcun modo essere interrotte

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o modificate nella loro sequenza. In ossessioni e compulsioni non vi è delirio o psicosi poiché il

paziente è completamente consapevole del fatto che la sua idea sia inappropriata.

Il DOC è quindi solitamente caratterizzato da ossessioni e compulsioni. Almeno l’80% delle

persone affette da DOC sperimenta entrambi questi fenomeni ma vi sono una certa percentuale di

soggetti che non mettono in atto compulsioni e ricorrono ad altre strategie per cercare di

tranquillizzarsi e gestire il disagio che deriva dalle ossessioni.

Il disturbo persiste in genere per molti anni, anche se i sintomi e la loro gravità possono variare nel

tempo.

Il disturbo è indipendente dal ceto sociale e dalla professione svolta; i sintomi possono comparire in

modo acuto con sintomi evidenti ed improvvisi, ma solitamente pervengono in modo subdolo e

graduale.

Per questo disturbo possono esserci diversi tipi di decorso: in letteratura è diffusa l’idea che il

decorso del DOC sia cronico; più gli studi sono datati più il decorso dello sviluppo viene definito

come maggiormente cronico. Gli ultimi studi invece vanno nella direzione opposta.

Per questo motivo se il disturbo non viene curato si possono incontrare quattro tipi di decorso:

• Decorso episodico: i sintomi sono presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona,

con nessun sintomo o sintomi minimi tra vari episodi acuti della durata di mesi o anni (tra i

singoli episodi il tipo di ossessione spesso cambia). Ci può essere anche un solo episodio in

tutta una vita.

• Decorso cronico fluttuante: i sintomi sono molto incostanti nel tempo, con miglioramenti e

peggioramenti, ma non scompaiono mai del tutto. I frequenti alti e bassi sono in genere

legati al livello di stress generale.

• Decorso cronico stabile : i sintomi si manifestano gradualmente ma, poi, rimangono stabili

nel tempo.

• Decorso cronico ingravescente: è il più grave, e purtroppo il più comune. Generalmente i

sintomi iniziano in modo graduale; ci sono periodi di peggioramento e periodi di stabilità,

seguiti, poi, da nuovi peggioramenti. 4

Bisogna sottolineare che non tutto ciò che rimanda ad ossessioni e compulsioni è da ritenersi

disturbo. Piccole ossessioni e compulsioni fanno parte della vita quotidiana e possono rivelarsi utili

ad affrontare ansia e stress. Alcuni rituali (lavare tutti i pavimenti di casa ogni mattina, tenere in

perfetto ordine il proprio armadio), come alcune pratiche religiose, o alcune scaramanzie (cambiare

percorso se si incontra un gatto nero) fanno parte della vita di tutti i giorni e ci fanno sentire “più

sicuri”. Preoccupazioni normali, come la paura di contrarre una malattia, possono aumentare

durante periodi di forte stress.

La componente genetica può influire sulla comparsa del disturbo. In ogni caso è molto difficile

capire se il DOC sia dovuto ad una componente genetica o alla presenza di un genitore con DOC.

E’ molto importante, per il decorso del disturbo, la modalità con cui le persone vicine reagiscono al

paziente con DOC. Un’interruzione improvvisa della partecipazione ai rituali, i commenti troppo

critici e gli atteggiamenti negativi possono peggiorare la sintomatologia poiché la persona non

riesce a gestire lo stress che ne deriva; anche assecondare sempre il disturbo non porta a

miglioramenti. Per incontrare miglioramenti è necessario incoraggiare il paziente e motivarlo ad

ogni piccolo miglioramento.

L’attenzione clinica è necessaria soltanto quando i sintomi persistono, causano molto disagio o

interferiscono pesantemente con la vita di tutti i giorni.

Diverse tipologie di DOC

Il DOC può assumere forme molteplici, a volte si presentano in concomitanza.

Nella pratica clinica vengono distinti:

Disturbi da contaminazione.

si tratta di ossessioni e compulsioni connesse ad improbabili (o irrealistici) contagi o

contaminazioni. Coloro che ne soffrono sono tormentati dall’insistente fissazione che loro stessi, o

qualcuno dei loro familiari, possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o

sostanza tossica. Le sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma

anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore e persino saponi,

solventi e detersivi contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”. La contaminazione

riguarda anche “sporco” di natura sociale (il tossicodipendente, il barbone, l’anziano ecc) o

metafisica (il male, il diavolo). Bagni pubblici, cassonetti dell’immondizia, giardini, autobus

vengono accuratamente evitati, così come qualunque luogo che possa essere “infetto”; limitando il

soggetto. Se la persona entra in contatto con qualcosa di “contaminato” mette in atto una serie di

rituali di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione, allo scopo di neutralizzare l’azione dei

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germi e tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio, liberarsi dalla sensazione di disgusto. I

rituali più comuni sono sicuramente il lavaggio ripetuto e particolareggiato delle mani e del corpo,

dei vestiti, dei cibi e di altri oggetti personali.

Disturbi da controllo.

Si tratta di ossessioni e compulsioni che implicano controlli prolungati e ripetuti senza necessità, ma

con lo scopo di prevenire ed evitare gravi disgrazie o incidenti. Coloro che ne soffrono tendono a

controllare e ricontrollare ripetutamente, sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver

fatto qualcosa di male e non ricordarlo, sia a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il

possibile per prevenire qualsiasi catastrofe. Controllano di aver chiuso le finestre e la porta di casa,

le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, di aver spento i fornelli elettrici o altri

elettrodomestici, le luci in ogni stanza o i fari della macchina, di aver contato bene i soldi, di aver

compilato correttamente un modulo o un registro contabile, di non aver perso cose personali

lasciandole cadere, di non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina

(ripercorrendo ripetutamente la strada ed impiegando ore di tempo) , di non aver tracce di sangue

addosso. Il controllo compulsivo è quindi finalizzato a tranquillizzarsi riguardo al costante dubbio

di non aver fatto tutto il necessario per prevenire disgrazie o aver inavvertitamente danneggiato

qualcosa o qualcuno.

Superstizione eccessiva.

Si tratta di un pensiero superstizioso esasperato. Chi ne soffre ritiene che il fatto di compiere o

meno determinati gesti, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, di vedere o non vedere

alcune cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o

non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere particolari azioni il

“giusto” numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi. E’ il caso della persona che

considera sfortunati determinati numeri e che, dopo averli visti, rimane in ansia finchè non ne

neutralizza l’effetto “porta sfortuna”, vedendo altri numeri “fortunati”. Un altro esempio può essere

quello della persona che teme di pensare a certi eventi negativi (morte, incidenti ecc...), mentre

effettua alcune operazioni (es. parlare, scrivere, leggere, mangiare, camminare ecc) perché il

pensiero negativo potrebbe in qualche modo trasformarsi in realtà.

Ordine e simmetria.

Chi soffre di questo tipo di disturbo non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti, anche

minimamente, in modo disordinato e asimmetrico, perché ciò gli procura una grave mancanza di

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armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti appesi, piatti, pentole,

tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica

(es. dimensione, colore ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a

riordinare ed allineare questi oggetti fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti. Questo

tipo di ossessioni può riguardare anche il proprio corpo. Muscoli, pettinatura dei capelli, colletto e

polsini della camicia, orologio sul polso, portafoglio in tasca, devono risultare “perfetti e

simmetrici”, altrimenti è d’obbligo mettere in atto ripetuti rituali di messa in ordine o di controllo

allo specchio. Problema tipico di personalità fortemente perfezioniste.

Accumulo e accaparramento

Questo tipo di ossessione è abbastanza rara, caratterizza coloro che tendono a conservare e

accumulare oggetti insignificanti e inservibili (riviste e giornali vecchi, pacchetti di sigarette vuoti,

bottiglie vuote, asciugamani di carta usati, confezioni di alimenti), perché hanno una difficoltà

enorme a disfarsene. Questo tipo di comportamento, normale entro un certo limite, finchè si tratta di

oggetti che hanno un valore sentimentale o di effettiva utilità pratica, assume caratteristiche

patologiche nel momento in cui lo spazio occupato dalle “collezioni” diventa tale da sacrificare la

vita della persona e dei suoi familiari. Questi particolari collezionisti di cose inutili sono

generalmente orgogliosi delle proprie raccolte e non si rendono conto, se non parzialmente,

dell’eccesso in cui incorrono, a differenza delle persone che soffrono di disturbi da contaminazione

e di controllo che sono spesso critici nei riguardi dei loro rituali.

Ossessioni pure.

Si tratta di pensieri o immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderabili

o inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere

rapporti omosessuali o pedofilici, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme,

offendere persone care ecc.). Queste persone non hanno né rituali mentali, né compulsioni, ma

soltanto pensieri ossessivi. Quello che mette in ansia non è tanto il pensiero ricorrente ma il fatto

che la sua presenza venga considerata da chi lo subisce come segno di una reale identità

omosessuale, pedofila, perversa, blasfema. Il disturbo ossessivo puro consiste nella paura costante

che possano verificarsi determinati eventi, alquanto improbabili, ma intollerabili dal soggetto. Alla

preoccupazione fa seguito un dialogo interno finalizzato alla rassicurazione di se stesso. Ad

esempio, la persona che teme di poter essere omosessuale, alla vista di una persona dello stesso

sesso, sviluppa pensieri positivi o fantasie sessuali, che aumentano il suo timore, inizia quindi a

discutere con se stessa, affannandosi a ricercare nel passato e nel presente prove efficaci che

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dimostrino il contrario, allontanandosi dalla realtà e tormentandosi alla ricerca della garanzia che

tale sospetto sia infondato.

Compulsioni mentali

Coloro che ne soffrono non presentano alcuna compulsione materiale, come nel caso delle

ossessioni pure, effettuando dei cerimoniali mentali (contare, pregare, ripetere frasi, formule,

pensieri positivi o numeri fortunati) per allontanare la possibilità che si verifichi il pensiero

ossessivo e ridurre di conseguenza l’ansia. Ad esempio è ciò che accade alle persone che, pensando

automaticamente ad una bestemmia, nel momento in cui vedono un riferimento a delle sacralità

tendono a scongiurare “l’inevitabile punizione” ripetendo mentalmente ben precise preghiere e

formule magiche.

A volte le persone che soffrono di DOC tendono a fare costanti richieste di rassicurazione ai

familiari e agli amici riguardo alle proprie preoccupazioni; ad esempio se temono la contaminazione

chiedono continuamente se certi oggetti sono stati lavati, se qualcuno ha toccato i loro effetti

personali, e chiedono a chi entra in contatto con loro se si sono lavati dopo essere stati in bagno o

dopo aver toccato animali ecc., Se invece hanno un disturbo da controllo chiedono continuamente

conferma della chiusura del gas, della porta di casa o della macchina, chiedono se le luci, o il

fornello elettrico sono stati spenti, chiedono conferma di non aver urtato qualcuno con la macchina

o di non avere tracce di sangue addosso. Le richieste di rassicurazione assumono in tutto e per tutto

la funzione di un comportamento tranquillizzante al pari delle compulsioni.

Inoltre le persone che soffrono di questo disturbo tendono a mettere in atto una serie di evitamenti

nei confronti di tutte quelle situazioni che innescano pensieri ossessivi, nel tentativo di controllarli e

di non essere costretto a compiere rituali. Ad esempio chi teme la contaminazione evita qualunque

contatto con qualcosa che possa essere anche solo lontanamente sporco: si trovano ad accendere le

luci e aprire le porte con i gomiti e con i piedi, moltiplicando le attenzioni nei luoghi pubblici. Per

quanto riguarda le ossessioni pure, chi teme di essere omosessuale evita accuratamente di trovarsi in

situazioni in cui possa vedere corpi nudi del suo stesso sesso, spesso smette di guardare la

televisione, di leggere le riviste. Chi ha pensieri ossessivi a contenuto aggressivo evita di avere a

portata di mano oggetti contundenti, si fa controllare a vista da qualcun altro, per essere certo di non

fare niente di male. 8

Comorbidità

Le comorbidità rilevate possono essere con altri disturbi psicologici e/o con malattie fisiche.

Comorbidità psicologiche.

Le condizioni di più comuni riguardano la depressione maggiore, i disturbi d'ansia tra cui fobie

specifiche e sociali, e nei bambini il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD) ed il

disturbo specifico dell’apprendimento.

Inoltre si ipotizza, che il Disturbo ossessivo-compulsivo e il Disturbo di Tourette, ovvero un

disturbo caratterizzato da movimenti involontari ripetitivi, accompagnati da tic vocali, possano

essere espressioni fenotipiche diverse di un unico genotipo.

Comorbidità con condizioni fisiche.

Studi epidemiologici hanno dimostrato che i pazienti con disturbo ossessivo compulsivo mostrano

una maggiore prevalenza di emicrania, disturbi respiratori, allergie e malattie tiroidee. Inoltre è stato

riscontrato che i soggetti con DOC fanno maggiormente uso di assistenza sanitaria e che riportano

un basso livello di benessere fisico (riferendosi alla salute fisica, al sonno ed al dolore). Inoltre, uno

studio ha rivelato che la presenza di qualsiasi condizione fisica cronica aumenta la prevalenza di

sintomi ossessivo-compulsivi.

Eziologia

L’eziologia del disturbo ossessivo-compulsivo è ancora poco documentata, ma vari studi riportano

condizioni genetiche, biologiche e psicologiche tra le cause di questa condizione psichiatrica.

Cause genetiche.

Studi su gemelli e sulla famiglia confermano la sostanziale ereditarietà del DOC (52% tra gemelli

monozigoti, 21% tra gemelli eterozigoti, 48% ereditabilità generale) supportando un significativo

contributo genetico nell’eziologia del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e dei disturbi correlati.

Inoltre la letteratura ha evidenziato una correlazione del 13,8% per i familiari di individui con

esordio precoce, di età tra i 5 e i 17, mentre non è stato trovato alcun rapporto con l’esordio tardivo.

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Cause biologiche.

Le ricerche per le cause neurobiologiche del DOC sono state condotte con tecniche come PET e

SPECT o Risonanza Magnetica.

Il DOC si può manifestare dopo una grave cerebrolesione acquisita (GCA), si presenta infatti come

un’evenienza quasi sempre sfavorevole al decorso riabilitativo.

Si ritiene che questo disturbo sia conseguente a una iperattività dopaminergica delle regioni

orbitofrontali e in particolare del cingolo, o a disregolazione serotoninergica.

Il ruolo della ridotta attività del neurotrasmettitore serotonina, è riscontrabile dal fatto che i livelli

tornano nella norma dopo la somministrazione di antidepressivi che aumentano l’attività della

serotonina.

La corteccia orbitofrontale e i nuclei caudati fanno parte di un circuito cerebrale deputato alla

conversione di informazioni sensoriali in pensieri e azioni. Il circuito ha inizio nella corteccia

orbito-frontale in cui hanno origine tutti gli impulsi di tipo primitivo. Tali impulsi si spostano poi ai

nuclei caudati, i quali agiscono da filtro inviando solo gli impulsi più potenti al talamo. Se gli

impulsi raggiungono il talamo la persona è portata ad agire. Si ritiene che nel DOC la corteccia

orbitofrontale e i nuclei caudati siano iperattivi e si verifichi una costante eruzione di pensieri

indesiderati e di azioni.

Si pensa che abbiano un ruolo anche amigdala e corteccia cingolata.

Tuttavia è possibile trovare un nesso tra la spiegazione del DOC basata sulla serotonina e quella

delle alterazioni nel circuito, poiché si può dedurre che l’attività anomala di uno ò più

neutrotrasmettitori può contribuire al funzionamento scorretto del circuito.

Alcune teorie suggeriscono che risposte autoimmuni post-infettive potrebbero essere associate allo

sviluppo di condizioni pediatriche di DOC. Queste teorie sono state supportate da studi che hanno

dimostrato che le risposte immunitarie, soprattutto per infezioni da streptococco, possono essere

rilevanti per l'eziologia del DOC.

Dalla letteratura si rileva un aumento dei tassi di sintomi ossessivo-compulsivi in soggetti con

malattie tiroidee ed un aumento dei tassi di malattie tiroidee nella popolazione con disturbi

ossessivo-compulsivi. La spiegazione di questa comorbidità potrebbe essere data dal fatto che

esistono anomalie biochimiche, a livello dell’ormone di rilascio della tireotropina (TRH), comuni

sia nelle malattie tiroidee che nei DOC. Nei soggetti con disturbo ossessivo compulsivo è stata

infatti rilevata una minore risposta del TRH, come nelle malattie della tiroide e ciò suggerisce una

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modificazione nel sistema serotoninergico che porterebbe all'ipotesi di un'alterazione dell'asse

ipotalamo-ipofisi-tiroide nella fisiopatologia del disturbo ossessivo compulsivo.

Cause psicologiche.

La prima causa psicologica attribuita al DOC proviene dalla prospettiva psicodinamica, secondo

Freud una persona arriva a soffrire di DOC perché crollano le difese della sua personalità e quindi

alcuni impulsi libidici, di natura anale, arrivano alla soglia della coscienza. La persona deve quindi

mettere in atto dei meccanismi di difesa di tipo nevrotico.

Secondo la prospettiva comportamentale le persone si imbattono nelle loro compulsioni in modo

del tutto casuale: in una situazione ansiogena può capitare che si ritrovino per caso a lavarsi le mani

o a vestirsi in un certo modo, quando la sensazione di paura è passata collegano il miglioramento a

quella particolare azione. Dopo ripetute associazioni accidentali si convincono che quell’azione sia

loro di aiuto e abbia effettivamente cambiato la situazione e dunque continuano ad eseguirla in

situazioni analoghe. L’atto diviene fondamentale per combattere lo stato ansioso.

Secondo la prospettiva cognitiva la causa del DOC deriva dal fatto che ognuno di noi ha pensieri

ripetitivi, indesiderati o intrusivi. Le persone con DOC a differenza delle altre danno la colpa a se

stesse se hanno questi pensieri e si aspettano che accada qualcosa. Per evitare conseguenze negative

cercano di neutralizzare i pensieri, ossia pensano e si comportano in modo da sistemare le cose e

modificarle. Come atto di neutralizzazione i soggetti possono ad esempio chiedere rassicurazioni

particolari agli altri, lavarsi le mani o controllare ogni possibile situazione di pericolo. Quando uno

sforzo di neutralizzazione va a buon fine c’è una riduzione dello stato di ansia, in questo modo

l’atto viene ripetuto. Alla fine il pensiero o atto di neutralizzazione viene utilizzato così spesso che

diviene per definizione un’ossessione o una compulsione. A sostegno di questa ipotesi gli studi

hanno rilevato che le persone con disturbo ossessivo compulsivo hanno pensieri intrusivi più spesso

di altre, ricorrono a strategie di neutralizzazione più elaborate e constatano una diminuzione

dell’ansia dopo l’uso di tali tecniche. Si può dire che tutti hanno dei rituali ma solo alcuni

sviluppano il DOC.

Inoltre, la letteratura ha dimostrato che un’educazione molto severa e rigida, con grande attenzione

alle regole e con punizioni sproporzionate, è un elemento che generalmente si trova nella storia

delle persone che soffrono di DOC ed inoltre esistono ampie evidenze empiriche e cliniche che

dimostrano come il senso di colpa predica la tendenza ad avere ossessioni e compulsioni. 11

E’ stato inoltre dimostrato un forte legame tra DOC nell’infanzia ed un cattivo funzionamento

familiare. A favore di questa tesi è stato rilevato che i genitori dei pazienti con DOC presentano

depressione, fobie e condizioni psicotiche molto più frequentemente della popolazione di controllo

e che comunemente le malattie mentali dei genitori sono percepite dai pazienti con DOC come una

fonte di forte stress.

Generalmente lo stile parentale dei genitori con figli affetti da DOC è caratterizzato da alti livelli di

controllo e di iperprotezione del figlio e sembrerebbe che queste condizioni favoriscano la nascita

ed il mantenimento del DOC.

Studi recenti hanno dimostrato che anche la risposta dei genitori ai sintomi dei figli potrebbe

aggravare il disturbo, infatti è stato riscontrato che maggiori atteggiamenti accomodanti rispetto alla

sintomatologia dei figli con DOC è fortemente legata con una maggiore severità della condizione (il

99% dei genitori dimostra atteggiamenti accomodanti). Per contro è stato rilevato che anche

atteggiamenti antagonistici nei confronti dei sintomi ossessivo-compulsivi potrebbero aggravare lo

stress ed esasperare la sintomatologia.

Anche il clima emotivo familiare è stato identificato come una possibile causa del DOC poiché

criticismo, ostilità ed eccessivo coinvolgimento emotivo dei genitori nei confronti del figlio si sono

dimostrati collegati ad un aggravamento del DOC ed a una minore efficacia del trattamento.

Sistemi diagnostici

DSM IV

Nel DSM IV il DOC viene classificato nella categoria dei disturbi d’ansia, in cui ossessioni e

compulsioni vengono definite in modo separato.

Le ossessioni vengono definite come pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in

qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati, e che causano ansia o

disagio marcati; inoltre i pensieri, gli impulsi o le immagini non sono semplicemente eccessive

preoccupazioni per i problemi della vita reale; la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali

pensieri, impulsi o immagini o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni; la persona riconosce che i

pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente e non imposti

dall’esterno come nell’inserzione del pensiero. 12

Le compulsioni vengono definite come comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare,

controllare), o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona

si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione, o secondo regole che devono essere

applicate rigidamente; i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il

disagio, o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni

mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a

prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.

Inoltre, in qualche momento nel corso del disturbo, la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le

compulsioni sono eccessive o irragionevoli. (NB questo criterio non si applica ai bambini).

Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al

giorno), o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il

funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o relazioni sociali usuali.

Se è presente un altro disturbo di Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è

limitato ad esso (per es., preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione;

tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania; preoccupazione per il proprio aspetto nel Disturbo da

Dismorfismo Corporeo; preoccupazione riguardante le sostanze nei Disturbi da Uso di Sostanze;

preoccupazione di avere una grave malattia in presenza di Ipocondria; preoccupazione riguardante

desideri o fantasie sessuali in presenza di una Parafilia; o ruminazioni di colpa in presenza di un

Disturbo Depressivo Maggiore). Inoltre c’è da tener conto che il disturbo non è dovuto agli effetti

fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione

medica generale.

Bisogna tener conto del fattore di Insight; un soggetto viene definito con scarso insight significa

che, per la maggior parte del tempo, durante l’episodio attuale, la persona non riconosce che le

ossessioni e compulsioni non sono eccessive o irragionevoli.

DSM 5

Nel DSM 5 i DOC occupano un capitolo a parte, differentemente da quanto accadeva nel DSM IV.

Non viene più associato ai Disturbi d’ansia, ma appartiene ad un altro ambito in cui fanno anche

parte anche:

• Disturbo da dismorfismo corporeo, cioè la preoccupazione per uno o più difetti o

imperfezioni fisiche che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve, ma che

procurano molta ansia e vergogna nel soggetto; 13

• Disturbo da accumulo, cioè la tendenza del soggetto a non buttar nulla, ma a conservare

tutto, anche l’inutile

• Tricotillomania, cioè l’impulso a strappare peli e capelli

• Disturbo da escoriazione, cioè causarsi lesioni cutanee

• Disturbo ossessivo-compulsivo indotto da sostanza/farmaco

• Disturbo ossessivo-compulsivo dovuto ad un'altra condizione medica

• Altri disturbi ossessivo-compulsivi specificati

• Disturbo ossessivo-compulsivo non specificato (es. comportamenti ripetitivi focalizzati sul

corpo, gelosia ossessiva)

Il DOC viene definito con:

A) Presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe: Ossessioni definite da ricorrenti e

persistenti pensieri, desideri o immagini che sono esperiti, in qualche momento del

disturbo, come intrusivi e indesiderata e che nella maggior parte degli individui causano

ansia e stress marcati. Il soggetto tenta di ignorare o reprimere tali pensieri, desideri,

immagini o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (ad es., attraverso le compulsioni).

Compulsioni definite da comportamenti ripetitivi (ad es., lavaggio mani, mettere in ordine,

controllare) o atti mentali (ad es., pregare, contare, ripetere parole in silenzio) che il soggetto

si sente spinto a effettuare in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere

applicate rigidamente.

I comportamenti o gli atti mentali sono mirati a prevenire o ridurre l’ansia o lo stress o a

prevenire alcuni eventi o situazioni temute; comunque, questi comportamenti o atti mentali

non sono connessi in modo realistico con gli eventi che sarebbero destinati a neutralizzare o

prevenire o sono chiaramente eccessivi.

B) Le ossessioni e le compulsioni comportano un consumo di tempo (ad esempio più di un’ora

al giorno) o causano significativo distress o alterazioni nella socialità, sul lavoro o in altre

importanti aree del funzionamento

C) I sintomi DOC non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (farmaco, droga

d’abuso) o ad altra condizione medica.

D) Il disturbo non è meglio giustificato da sintomi di altri disturbi mentali (dismorfismo

corporeo, disturbo d’ansia generalizzato, hair pulling, skin picking, stereotipie, disturbi

alimentari, uso sostanze e alcol, gioco d’azzardo patologico, parafilie, discontrollo degli

impulsi, schizofrenia e altri aspetti psicotici, spettro autistico). 14

Specificare se:

• Con buono o discreto insight: il soggetto riconosce che le credenze relative al DOC sono

sicuramente o probabilmente false o che potrebbero essere o non essere vere

• Con insight scarso: l’individuo ritiene che le credenze relative al DOC siano

probabilmente vere

• Insight assente / credenze deliranti: il soggetto è completamente convinto che le

credenze DOC siano vere

Specificare se:

• Correlato a Tic: l’individuo ha un disturbo da Tic o un’anamnesi positiva per un disturbo

di quel tipo.

Valutazione

Prima di iniziare qualsiasi programma di trattamento è necessario stabilire degli obiettivi precisi, ma

per farlo bisogna valutare attentamente la qualità e la quantità dei sintomi.

E’ importante anche un’autovalutazione della gravità del disturbo e del grado di consapevolezza

che la persona riesce ad avere circa l’illogicità e gli eccessi delle proprie ossessioni e compulsioni.

Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Y-BOCS)

Un utilissimo strumento per l’autovalutazione è la Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Y-

BOCS), costruita da W.Goodman, S. Rasmusses e colleghi nel 1989 e modficata nel 1992, per la

somministrazione computerizzata da John Greist e collaboratori.

Le due versioni devono essere somministrate con l’aiuto di un professionista.

La Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale è l’intervista strutturata più utilizzata al mondo, per la

valutazione qualitativa e quantitativa dei sintomi ossessivo-compulsivi.

Recentemente ne è stata proposta una versione rivista e migliorata (Y-BOCS-II) e, dal momento che

non esisteva una versione ufficialmente validata dello strumento, Melli et al. (2015) si sono

occupati del suo adattamento italiano e della sua validazione.

La Y-BOCS è composta da 19 item suddivisi in 3 sezioni: 15

Una sezione centrale, denominata "core component" (Y-BOCS-CC), è composta da 10 item

1. che esplorano le ossessioni (i primi 5) e le compulsioni (i secondi 5), su di una scala likert a

5 punti.

Una sezione investigativa, o "investigational component" (Y-BOCS-IC) 6 item che

2. esplorano la consapevolezza della sintomatologia: l’evitamento, l’indecisione, il senso di

responsabilità, la lentezza ed il dubbio patologico

Una sezione generale (Y-BOCS-G) composta da 3 item che rappresentano una versione del

3. CGI (scala che valuta l’impressione clinica globale) adattato ai sintomi ossessivo-

compulsivi.

Una caratteristica che caratterizza la Y-BOCS è il fatto che valuta la "resistenza" (cioè lo sforzo

messo in atto per resistere ai pensieri ossessivi e alle compulsioni), in modo diverso rispetto alle

altre scale poiché in questa scala tanto più grave la resistenza quanto più è ridotta poiché significa

che il soggetto è consapevole e cerca di contrastare il disturbo; Mentre nelle altre scale la resistenza

tanto più grave quanto più questa è maggiore, questo è dovuto al fatto che, per queste scale, la

resistenza è correlata alla gravità del disagio ed alla mancanza di controllo sui sintomi.

Oltre a questo, la Y-BOCS valuta la gravità del quadro clinico indipendentemente dal numero dei

sintomi.

Esiste una versione della Y-BOCS sviluppata da Lee Baer nel 1991 che può essere auto-

somministrata. Viene chiesto di evidenziare con un segno l’ossessione o la compulsione che la

persona ha attualmente o ha avuto in passato, quelle più fastidiose e che invadono spesso la mente,

che incidono sulle attività quotidiane e fanno perdere tempo.

La prima parte del questionario self-report, come detto in precedenza offre una valutazione

qualitativa, quindi viene proposta una checklist delle ossessioni e delle compulsioni più frequenti.

Alcuni Item di questa versione sono:

Ossessioni aggressive: “Ho paura di fare del male a me stesso”, “Ho paura di far del male agli

altri”, “Ho paura di essere responsabile di eventi terribili”

Ossessioni sulla contaminazione: “Sono preoccupato dalla sporcizia e dai germi”, “Sono

eccessivamente preoccupato dagli animali”, “Mi danno fastidio le sostanze o i residui appiccicosi”

Ossessioni di tipo sessuale: “Ho pensieri, immagini o impulsi sessuali proibiti o perversi”, “Ho

ossessioni sessuali sui bambini o sull’incesto”, “Ho ossessioni riguardanti l’omosessualità” 16


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DESCRIZIONE APPUNTO

Ricerca approfondita sul disturbo ossessivo compulsivo,
Caratteristiche del disturbo, Comorbidità, Eziologia, Sistemi diagnostici, DSM IV, DSM 5, Valutazione, Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale, (Y-BOCS)Dimensional Obsessive Compulsive Scale (DOCS), Valutazione globale del funzionamento,
Trattamento, La terapia farmacologic, La psicoterapia cognitivo comportamentale (PCC), Tecniche usate nel trattamento cognitivo-comportamentale , Psicoeducazione, L'esposizione e prevenzione della risposta (E / RP), Gestione dell'ansia, Strategie cognitive, Ossessioni pure, Descrizione, Trattamento cognitivo comportamentale, Acceptance and commitment therapy - Mindfulness
Bibliografia


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.psicologia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Rovetto Francesco.

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