Psicologia dinamica
Quando hai mal di denti, se io ti dico che il tuo mal di denti è una costruzione sociale data dall’interazione tra te e il mondo, tu mi mandi a quel paese perché di fronte alla sofferenza fisica non hai dubbi sul fatto che tu soffra. Quando una persona soffre, la prima cosa da fare è accostarsi a quella sofferma, che è l’origine della parola clinica.
Freud e la psicoterapia
Quanti anni Freud ha meditato prima di iniziare a scrivere qualcosa sulla psicoterapia? Circa 10/12 anni. Ha continuato a riflettere sui temi della clinica, su cosa è la mente, l’uomo, per tutta la sua vita. Una certa cultura ipersemplificante della vita sta annullando una certa fatica intrinseca della vita umana. Quando ha iniziato a scrivere non pensava di poter dare un contributo alla psicoanalisi, pensava di mandare avanti gli studi a quella che si chiamava Neurologia.
Diventare clinici
Quanto tempo serve per diventare clinici? Per capire la clinica? Non si impara a fare clinica in poco tempo. Il lavoro del clinico è uno dei lavori più difficili del mondo perché si va a toccare la natura umana e che richiede l’umiltà perché si è sempre incerti di quello che stiamo dicendo e facendo. Le profonde verità che curano e riducono la sofferenza dei pazienti sono verità scritte dagli esseri umani negli ultimi 7000 anni e condensate nelle letterature a noi a disposizione. Freud ci mette 10 anni di riflessioni cliniche prima di iniziare a scrivere. Ha scritto delle cose di straordinaria importanza, perché ha sviluppato un metodo piuttosto umile di procedere.
Differenziazione e integrazione
Differenziazione e integrazione sono processi indagati anche in psicologia sociale. Riguardano il fenomeno squisitamente antropologico che permette di osservare il reale e trovarvi delle differenze. Concetto di differenziazione: significa la tua capacità di trovare una qualunque differenza tra due rappresentazioni della realtà. Es. fino a che io dico “la terra è abitata da persone” apparentemente non sto facendo nessuna differenziazione in realtà ho già introdotto alcune di queste. Intanto sto parlando della terra e non di tutto il cosmo, inoltre sto parlando di alcuni abitanti della terra che sono gli esseri umani e non di altri come le piante e gli animali. L’implicito è che non è possibile utilizzare il linguaggio senza creare una differenziazione. Qualunque cosa una persona dica può essere criticata o utilizzata per notare delle differenziazioni. Appena dico qualcosa definisco attraverso il linguaggio un territorio dell’esperienza, e chiunque di noi potrebbe fare delle differenze sul fatto che una certa frase sia parziale. Qualunque teorico che si occupa di psicologia o psi. Dinamica quando fa delle affermazioni fa delle affermazioni necessariamente parziali, perché è un limite intrinseco e non superabile del linguaggio quello di definire delle differenze. Concetto di integrazione: capacità, dopo aver operato tutte le differenziazioni, di tornare ad una unità. Corrente epistemologica che si occupa di questo: la Consilience (di Wilson). Dice che l’universo è come la realtà, è una, e che tutti quanti noi siamo come dei ciechi che toccano un elefante, chi tocca le zanne ha un’esperienza della realtà parziale e di un oggetto liscio e appuntito, chi tocca la coda ha un’esperienza della realtà dello stesso oggetto piuttosto ruvido e peloso. Stanno entrambi toccando un elefante ma lo stanno facendo in modo differente tra di loro. La capacità di differenziare è la capacità di dire l’universo è come una zanna di elefante e l’universo è come una coda di elefante, la capacità di integrare è astrarre da queste esperienze limitate l’idea di elefante.
Perché i terapeuti fanno la stessa cosa? Perché le forze integratrici hanno prevalso sulle forze di differenziazione, quindi riescono sempre a cercare una realtà sottostante alle esperienze singole che stanno facendo. I processi integrativi portano per definizione a comprendere tutte le posizioni contrapposte comprese quelle conciliabili, un buon teorico è una persona che accetta dei compromessi, dei paradossi delle visioni che non si possono conciliare. Gli psicoterapeuti che ottengono buoni risultati su pazienti sono persone in cui prevalgono processi integrativi sui processi di differenziazione. I terapeuti molto bravi riescono a costruire teorie intercampo tra qualunque modello di psicoterapia, cioè a partire dal proprio modello di psicoterapia (es. cognitivo comportamentale) è possibile riclassificare tutto il linguaggio della psicologia dinamica utilizzando un’altra terminologia ma ottenendo gli stessi risultati. I bravi terapeuti sono in grado di decostruire la realtà e di ricostruirla attraverso il linguaggio, riescono a decostruire la realtà del proprio modello e a ricostruirla in un altro modello.
Questa capacità è connessa ai fondamentali antropologici cioè per poter fare questa operazione è necessario individuare delle verità che sono in qualche modo comuni a tutti gli esseri umani e valide in tutti i luoghi del mondo in tutti i tempi. Aderendo a questi fondamentali antropologici è possibile decostruire qualunque altro linguaggio perché di sicuro qualunque linguaggio è basato su quei fondamentali. Differenziare è una necessità della vita nel senso che l’intelligenza stessa è basata sulla capacità di vedere delle differenze che prima non si vedevano. I soli processi di differenziazione portano ad una disgregazione, se non c’è un processo integrativo che unisce l’informazione.
- Es. persona che ha perso la voglia di vivere e che quando si racconta si assume la colpa di tutte cose che non funzionano nel mondo e ogni volta che c’è da esprimere l’aggressività per affermare il proprio punto di vista, cioè per differenziarsi, rinuncia a questa energia aggressiva e si adatta al pensiero degli altri. Secondo un sistema diagnostico ICD o DSM una persona così potrebbe saturare i criteri per un disturbo depressivo o un disturbo dipendente di personalità. Se io mi metto a curare questa persona lo devo fare con in mente una teoria della psicopatologia.
In analisi transazionale si comincerebbe a pensare che nella sua storia evolutiva quando ha iniziato a contattare le energie aggressive, come un bambino che, intorno al secondo anno, dice “no” per differenziarsi dal mondo circostante e per mostrare la sua presenza nel mondo, se questo processo di differenziazione è stato sanzionato in maniera traumatica o accolto in maniera inadeguata è possibile che la persona impari a inibire questa capacità di arrabbiarsi per affermare il proprio punto di vista, negoziare con gli altri.
Il modo di descrivere questa psicopatologia, da un punto di vista fenomenico è sempre uguale; cioè questa persona entra nel bar, riceve una tazzina di caffè sporca di rossetto e non dice niente perché non riesce ad accedere alla propria aggressività quel tanto che basta per dire al barista “voglio una tazzina pulita, questa è sporca di rossetto, per favore me la cambi?”, l’energia che serve per fare un’azione di questo tipo è un’energia di differenziazione, di aggressività nel senso più puro del termine, significa difendere il proprio territorio, non distruggere l’altro, significa dire non mi va bene quello che stai facendo, non la penso come te. Tutte queste frasi originano da un’area del nostro pensiero associata all’odio e all’aggressività. Se una persona nel corso dello sviluppo ha subito delle potenti punizioni ogni volta che a due anni diceva “no” invece che un’educazione a contattare questa energia di odio che serve per differenziarsi, ma insieme a pensare a qual è la soluzione possibile in un certo contesto, quella sofferenza può permanere in lui e in età adulta non riuscire a dire “lei mi sta prevaricando, io non sono d’accordo”.
Il fatto che mille modelli di psicoterapia descrivano con mille modelli differenti questi fondamentali antropologici non significa che non esista un’unica verità antropologica. La difficoltà di un ipotetico paziente di dire “cambiami tazzina”, può essere descritto in una quantità di modi che è pressoché infinito. Ogni scuola di psicoterapia descriverebbe questo fenomeno con un linguaggio diverso. Le norme-valore dell’ICD è stato quello di costruire un vocabolario che permettesse a tutti i clinici del mondo, provenienti da scuole di formazione molto diverse tra loro che utilizzano linguaggi scuola-specifici, di dialogare tra di loro e questa unificazione, integrazione dei linguaggi, ha permesso di migliorare notevolmente la puntualità delle cure.
Introduzione alla psicoanalisi
Trauma
Trauma: evento caratterizzato da una intensità che supera la capacità della persona di fronteggiarlo adeguatamente e che provoca effetti patogeni nel funzionamento psichico.
Studi sull'isteria (1892-1895)
Rappresentano l’inizio della psicoanalisi. Freud lavora con pazienti tra i 12 e i 15 anni prima di scrivere questi lavori. Lavorava con donne prevalentemente affette da isteria.
- Opera fondatrice della psicoanalisi in cui Freud e Breuer presentano i successi ottenuti nel trattamento di pazienti con sintomi attribuiti all’isteria. Breur aveva inventato il “metodo catartico”, una forma di terapia basata sulla riemersione di eventi traumatici verificatisi nel passato, al momento della comparsa dei primi sintomi isterici.
I sintomi spariscono quando il ricordo e le emozioni associate vengono rivissuti ed abreagiti, attraverso la parola. Breur usa l’ipnosi e la suggestione. Freud inizialmente studia l’ipnosi basata sul magnetismo presso Charcot (1885-1886) e l’ipnosi basata sulla parola di Bernheim (1889). Successivamente passa al metodo delle associazioni libere, dove emergono sia i ricordi patogeni repressi, sia le resistenze che si oppongono alla riemersione dei ricordi. Dopo la pubblicazione degli “studi”, il rapporto con Breur si raffredda, anche a causa delle divergenze sull’eziologia dell’isteria, che per Freud è legata a traumi di natura sessuale.
Casistiche cliniche
- Caso di Anna O. - (Breur): Illustra il metodo catartico di Breur basato sull’ipnosi. Questa paziente utilizza per prima il termine “talking cure” e chiama “chimney-sweeping” il riemergere degli eventi legati alla comparsa dei sintomi che permette l’abreazione.
- Caso Emmy von N. - (Freud): Illustra il passaggio al metodo delle associazioni libere, con ipnosi. Quindi utilizzava l’ipnosi e poi le associazioni libere. “Stia zitto! Non parli! Non mi tocchi!” non tollerava la presenza massiccia dello psicoterapeuta all’interno della situazione.
- Caso Miss Lucy R. - (Freud): Giovane istitutrice inglese, segretamente innamorata del suo padrone. Illustra il passaggio al metodo delle associazioni libere con suggestione ipnotica. Teorizza e conferma che l’isteria è espressione di un conflitto psichico, il più delle volte di natura sessuale, e l’effetto patogeno è dovuto alla presenza di una idea incomparabile intenzionalmente rimossa dalla coscienza, che resta esclusa dall’elaborazione associativa.
- Caso Katharina - (Freud): I sintomi compaiono a 16 anni, quando assiste ad un rapporto sessuale del padre con la sorella. Ricorda che il padre aveva tentato più volte di sedurla a 14 anni. Conferma della natura traumatica sessuale dei sintomi isterici. Questo conferma in Freud la natura sessuale e traumatica dei sintomi isterici.
- Caso Elisabeth von R. - (Freud): Disturbi comparsi quando si occupava del padre malato. Due lutti consecutivi (padre e sorella). Prima fase senza risultati, reintroduce la pressione della mano per favorire le associazioni e il ricordo. Nella seconda fase emergono ricordi di un giovanotto di cui si era innamorata mentre assisteva il padre. Nella terza fase emerge il ricordo del desiderio di sposare il marito della sorella. Prima ipotesi sul meccanismo di conversione nel somatico, ovvero se c’è una forte carica energetica all’interno dell’ambiente, e questa non trova le naturali vie di scarico (desiderio represso), possono scaricarsi sul corpo presentando questa sintomatologia isterica.
Consilience
Il principio di Consilience affonda le sue radici nell’antico concetto greco di un ordine intrinseco che governa il nostro cosmo, comprensibile attraverso processi logici. Il principio si basa sul concetto di unità della conoscenza:
- Misurare lo stesso risultato attraverso diversi metodi dovrebbe portare alla stessa risposta;
- Descrivere lo stesso fenomeno con linguaggi diversi porta alla stessa comprensione del fenomeno;
Teoria intercampo
È possibile sviluppare teorie intercampo:
- Quando due campi condividono l’interesse nello spiegare differenti aspetti dello stesso fenomeno;
- Quando la conoscenza di fondo dei due campi esiste già.
Terminologia essenziale
- Fisiologia: funzioni della psiche in funzioni normali. È lo studio scientifico delle funzioni vitali degli organismi viventi in condizioni normali.
- Patogenesi: (psicopatogenesi) tutti quei processi fisiopatologici che in qualche modo si modificano e portano l’organismo umano da una condizione di normalità ad una di malattia. In medicina la patogenesi è lo studio dei modi e dei processi fisiopatologici attraverso cui avvengono le alterazioni dello stato fisiologico che portano allo stabilirsi e allo svilupparsi della patologia. La patogenesi non è da confondere con l’eziologia ovvero lo studio delle cause della malattia. Se la patogenesi è estremamente incisiva si arriva ad una patologia.
- Patologia: studio della malattia e delle sue cause, nel senso ristretto di patologia generale, processi e test per diagnosticare la malattia.
- Eziologia: ricerca delle cause che hanno portato il funzionamento normale, fisiologico ad un funzionamento alla patogenesi e quindi patologico.
Queste quattro definizioni permettono di comprendere un essere umano anche in termini psicologici. Per fisiologia intendiamo il miglior funzionamento possibile in condizioni di normalità per quella persona. In psicologia la patogenesi sono tutti quei meccanismi che creano un’alterazione del funzionamento psicologico. La patologia è quella situazione di sofferenza. Se è normale che un essere umano senta un desiderio e lo comunichi per la soddisfazione di quel bisogno della persona ha un processo patogenetico e non comunica i propri bisogni. Dove sono originati questi processi patogenetici. Interrogarsi su che cosa sono questi termini permette di immaginare una cura. Parliamo di segni e sintomi quando osserviamo una sofferenza e la riconduciamo ad una nosologia già nota. Se io vedo una persona che si è convinta di essere depressa e a cui tutti dicono di essere depresso e dico a questa persona “non essere più depresso” questa persona non guarisce, il problema non è linguistico, il problema è capire in quella specifica persona quali sono i processi che hanno portato a quella patologia depressione. E la patologia depressione ha eziologie differenti e meccanismi patogenetici differenti. Ci può essere un depresso che è divorato da sensi di colpa e allora il meccanismo patogenetico è un’eccessiva tendenza a dare la colpa a se invece che agli altri e la cura diventa distribuire le colpe iniziando ad esaminare quali sono le proprie possibilità e quali sono quelle degli altri. Se la diagnosi di eccessivo senso di colpa è stata corretta ci sarà una modificazione del meccanismo patogenetico, la persona comunicherà a non sentirsi più colpevole di tutto ciò che accade e inizierà a sentirsi meglio quindi la patologia con i sintomi di depressione se ne andranno.
Non è possibile comprendere la patologia senza fare un’analisi dell’eziologia, ci sono modelli di psicoterapia molto diversi che considerano solo la patologia osservabile nel presente, senza andare a cercare l’eziologia nell’ad allora. Se una persona come Freud negli studi sull’isteria dice “ho notato che queste persone hanno subito un trauma prevalentemente di natura sessuale” questo trauma nel momento in cui lo riporto alla memoria e lascio alla persona la possibilità di raccontarlo a voce, ricordandolo ed esperendo gli affetti ad esso associato, questo trauma tende a smettere di essere un elemento patogenetico. Secondo Freud negli studi sull’isteria c’è uno sviluppo normale, c’è una patogenesi determinata da una sorta di cisti psichica, un ricordo intollerabile che viene tenuto lontano dalla coscienza ma continua a produrre i suoi effetti, la patologia che si manifesta è l’isteria, l’eziologia è il trauma subito. La patogenesi è il permanere della cisti nella mente umana, l’eziologia è il trauma che è stato subito a livello sessuale.
Il modello cognitivo comportamentale ha dimostrato l’efficacia dei trattamenti per la depressione e dell’ansia attraverso studi molto rigorosi condotti in laboratorio e questi studi hanno dimostrato che i sintomi si modificavano in 12 sedute circa di trattamento.
Studi sull'isteria
Qual è l’eziologia della patologia, da dove nasce la sofferenza per Freud negli studi sull’isteria? - La causa della patologia è un trauma infantile di natura sessuale. Qual è la cura secondo Freud così come presentata negli studi sull’isteria? Freud ha osservato fin dall’inizio un effetto catartico (abreazione) legato al fatto di ricordare il trauma all’origine dei sintomi, ricordarlo permette di abreagire, di creare una scarica catartica che fa sparire la patologia.
Le associazioni libere sono...
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