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L'amministrazione della società è ciò che tipicamente l'imprenditore

fa da solo, e nel caso della società deve passare d un meccanismo

che getrsi8sc l'amministrazione quando ci sono più soci. Questa

amministrazione è molto più semplificata nell'ambito delle società di

persone, dove corrisponde al principio critico della prevalenza

dell'INTUITU PERSONAE: i soci si aggregano tra di loro per

particolare interesse comune, decidono di avviare un impresa

insieme e questo determina una serie di effetti sulla disciplina del

loro rapporto rispetto ad una S.P.A. gli amministratori sono dei

specialisti ingaggiati (si spersonalizza, c'è una logica di alta

amministrazione in queste prevalenza della logica corporativo-

capitalistica)

Società di persone. In queste il principio dell' INTUITU

PERSONAE, rapporto intenso e fiduciario tra i soci genera un

regola molto semplice, tutti i soci hanno il diritto di amministrare.

L'amministrazione spetta in linea di principio a tutti i soci. Nell'atto

costituivo deve essere presente una regola che individua gli

amministratori, può essere una scelta comune, o magari ci sono

altre ragione, fatto sta che il diritto viene convenzionalmente (con

regola che deroga al principi generale) solo ad alcuni. Ogni

eventuale diversa decisione dovrà comportare una modifica dell'atto

originario. Se questa decisione fosse presa con una successiva

deliberazione dei soci, in questo caso sono diverse le regole per

revocare l'eventuale potere di amministrazione.

Come viene esercitato potere di amministrazione?

Regola dell'amministrazione disgiunta . Ognuno dei tre può

compiere disgiuntamente atti di amministrazione rispetto ali altri.

Tanté che la legge attribuisce gli altri soci un potere di opposizione,

quando quel socio faccia qualcosa che loro non approvano. Hanno

il diritto di opporsi all'atto di gestione ma lo devono fare che prima

che quell'atto si stato eseguito. Se l'atto è già stato fatto è troppo

tardi. Prima che l'atto si sia concluso si può opposizione. Se c'è un

atto di opposizione tutti i soci debbono poter dire la loro. Sull'atto di

opposizione c'è un dibattito e una deliberazione. A quel punto è la

maggioranza dei soci calcolata in proporzione Agli utili,

partecipazione, e perdite, decide si o no all'atto che

l'amministrazione aveva avviato . Non si decide su altri temi si dice

soltanto l'atto va avanti oppure si ferma. Questa è l'amministrazione

disgiuntiva che è la regola di default, che si applica qualora i soci

non abbiano stabilito una regola diversa nella stipulazione dell'atto

societario.

Ci potrebbe essere la regola dell'amministrazione congiuntiva, in cui

la decisione deve essere presa congiuntamente da tutti i soci

amministratori, se nulla è detto deve essere presa all0umnaminuta

con il consenso di tutti i soci amministratori, ovviamente questo

darebbe un enorme potere ad ognuno di loro ed è per questo che

più tipicamente nell'amministrazione congiuntiva si sceglie la regola

maggioritaria. Amministrazione congiuntiva presa a maggioranza

assoluta dei soci amministratori. In questo caso i soci prima di

prendere una decisione dovranno confrontarsi e venire ad una

decisione comune. Ci sono casi di straordinaria urgenza di

prendere decisione e in quel caso ogni socio amministratore è

legittimato, dove è forte per la società il rischio di subire un danno.

Queste le tre ipotesi principali ( amministrazione disgiuntiva, CONG

ALL unanimità, CONG A MAGGIORAN). Siccome l'autonomia

statutaria è ampia e i soci possono plasmare le regole sulle proprie

esigenze. Nulla esclude che si possono adottare regole miste. Per

l'amministrazione quotidiana è possibile una amministratine

disgiuntiva e insieme anche congiuntiva. Questo mix deve risultare

nel contratto con cui si costituisce la società di persona contratto

costitutivo o contratto sociale. Siccome le società di persone

debbono essere necessariamente costituite da piu di una persona.

Il contratto può essere plasmato secondo legge oppure plasmato

secondo le necessità. La peculiarità che esiste nelle società in

accomandita semplice dove esistono due categorie di soci:

accomandatari e accomandanti. Solo gli accomandatari hanno il

potere di amministrare, sono quei soci che rispondono

illimitatamente nel caso non sia in grado di farlo la società. Solo gli

accomandatari sono soci a responsabilità illimitata ma hanno il

diritto di amministrare. I soci accomandanti hanno una

responsabilità limitata rischiano di perdere solo quanto hanno

conferito ma non hanno un diritto di amministrare anzi se si

ingerissero nell'amministrazione perderebbero il beneficio della

responsabilità limitata. Quindi gli accomandati devono stare attenti

a mantenersi estranei all'amministrazione. Potrebbero su certi atti

esse\\re coinvolti dove vi sia una procura speciale.

Società di capitali. Si tratta di una situazione assai più complessa

perché quel principio dell'intuitu persona delle società di persone

viene sostituito nel caso delle società di capitali dal principio

dell'organizzazione corporativo-capitalistica. Cioè la legge vuole un

organizzazione fatta di organi sociali ad ognuno dei quali la legge

stessa attribuisce delle funzioni e delle competenze. All'interno dell

società di capitali ci sono organi sociali. Anche per le società di

capitali questa è la regola ma esistono delle eccezioni in particolare

nella S.R.L. è possibile che nelle contratto o nell'atto costitutivo si

stabiliscono delle deroghe alla regola eorg cap, è impossibile

tradurre una disciplina che mutua quella società di persone ma non

nelle S.P.A.. Nelle S.P.A. la legge offre tre diverse alternative di

modelli di organizzazione interna. Ed è facoltà dei soci stabilire

nell'atto costitutivo e in particolare dello statuto quale di questi tre

sistemi si applicherà.

1) Modello Tradizionale

L'organizzazione è composta da tre diversi organi:

-Assemblea dei soci, la quale si pronuncia e delibera su una serie

di decisione di particolare importanza per la vita della società.

L'assemblea approva il bilancio, delibera le modifiche dello statuto

dunque delle regole originarie, nomina gli amministratori, nomina il

collegio sindacale e poi delibera una serie di operazioni che

comportano modifiche dello statuto (emissione di un prestito

obbligazionario, aumento o diminuzione di capitale, liquidazione).

Riguardano gli originali asseti dell'atto costituivo. L'assemblea

dunque non si occupa di amministrare la società.

- Amministratori. L'amministrazione della società spetta

esclusivamente agli amministratori. Sono il secondo grande

importante organo sociale che si trova nelle società di capitali in

particolari azionari. Sono coloro che gestiscono la società

rispettando la legge e il contenuto dell'atto fondativo, dello statuto.

Gli amministratori possono operare singolarmente ( unico

amministratore, ipotesi molto frequente nelle SRL) o altrimenti ad

agire è un consiglio di amministrazione quando sono nominati più

amministratori. Gli amministratori sono nominati da assemblea dei

soci, non devono essere soci gli amministratori( solo nelle SRL vale

il principio che i soci possano amministrare). Nelle S.P.A. più

tipicamente si vorrebbe creare un gruppo di professionisti di

manager esperti, moto spesso nelle società italiane a forma

familiare si trovano gli stessi proprietari. Ma se si prendono società

quotate ci si trova dentro amministratori esperti alla compagine

sociale. Se c'è un consiglio di amministrazione tipicamente è

presieduto da uno di questi amministrazione che è il presidente del

consiglio di amministrazione. Il presidente lo individua la stessa

assemblea e dovrebbe aver un ruolo istituzionale e organizzativo.

Chi invece dovrà occuparsi della gestione è quello che si chiama

amministratore delegato. Nelle società più complesse in alternativa

dell'amministratore delegato c'è un comitato esecutivo ( un gruppo

di amministratori delegati). Perché amministratore “delegato”? È

una ragione molto semplice, il potere di amministrare spetta al

consiglio di amministrazione. Una amministrazione d tutti

renderebbe difficilmente fattibile l'amministrazione. Quindi il gruppo

degli amministratori delega uno di loro ad esercitare una serie di

poteri relativi alla gestione in senso stretto, sia di gestione ordinaria

e amministrazione c'è una lista di potere che per legge non

possono essere delegati. L'organo amministrativo individua al suo

interno la persona più adatta e gli affida con questa delega di poteri,

il compito di gestire. Quando questo viene delegato non significa

che il consiglio di amministrazione ha rinunciato ai suoi poteri di

amministrazione. Quella dell'amministratore delegato è una

competenza concorrente: gli amministratori possono in ogni

momento decidere su atti di gestione che stava gestendo l'a.d. e

riprendersi il loro potere. Nelle società di capitali solo gli

amministratori hanno il potere di gestire la società.

Quale regola si applica nel compiere questi atti di gestione del

consiglio di amministrazione? Principio maggioritario, quando si

porta la decisione in consiglio è la maggioranza e non l'unanimità

dei consensi. Si chiede la maggioranza perché la maggioranza è un

principio più democratico mentre l'unanimità darebbe un diritto di

veto a qualunque amministratore. Possono essere previste delle

maggiorane qualificate per certe delibere. Possono essere previsti

diritti di veto per amministratore che rappresentano delle

minoranze.

Si richiede un'altra regola fondamentale, la collegialità delle

decisioni presi delle società azionarie. Cioè significa introdurre una

regola che proceduralizza.. ad esempio si dia una S.P.A con 5

amministratori. Tre si trovano e prendono una decisione. Questa

decisione sarebbe inopponibile. Collegialità significa che il

procedimento con il quale si prende una decisione a livello di

amministrazione, deve eseguire una serie di passaggi.

1) convocazione di un consiglio di amministratori con

comunicazione con cui si avvertono gli amministratori di data luogo

e ore della riunione ma anche di quello che sraa lpiggeto del

giorno.

2) il giorno del consiglio ci deve essere una presentazione della

proposta e dovrà esserci un dibattito tra amministratori nel quale

ognuno può fare le proprie dichiarazioni per poi arrivare all

deliberazione

Di tutto questi processo di dialettica di formazione della liberazione

dovrà darsi reso conto nell'ambito di un verbale del consiglio di

amministrazione. Con la regola della collegialità dell'atto,

applicandosi il principio maggioritario, ci sarà la manifestazione

della volontà degli amministratori.

Se invece si tratta di atti di gestione dell'A.D. Questo non va in

consiglio a meno che non voglia condividere certe scelte.

Collegio sindacale deve controllare che gli amministratori rispettino

la legge e rispettino le norme dello statuto. È un controllo di

conformità sull'attività degli amministratori. Questo modello classico

applicato dalla stragrande maggio delle società italiane.

2) dualistico. Nel dualistico c'è un assemblea de i soci che prende

una serie di decisioni relative alla vita della società e questa nomina

il consiglio di sorveglianza. E' un organo composto da soggetti

dotati di doti professionali, il quale esercita una attività

prevalentemente di controllo sulla gestione. La gestione é affidata

ad un terzo organo: il consiglio di gestione, nominato dal consiglio

di sorveglianza. Il consiglio di gestione amministra la società, il

consiglio di sorveglianza lo controlla. Se previsto dallo statuto, il

consiglio di sorveglianza può avere voce in capitolo su decisioni di

carattere strategico perché tendenzialmente il consiglio di

sorveglianza è un organo di supervisione mentre il consiglio di

gestione amministra.

Fino a poco tempo fa banca intesa era un società che aveva questo

modello dualistico. In tutti questi casi chi nominava il gruppo di

manager? Il consiglio di sorveglianza.

In questo caso non esiste il collegio sindacale perché le funzioni del

collegio sindacale le svolge il consiglio di sorveglianza.

3) monistico

Di derivazione anglosassone adottata da grandi corporation

americane e inglese che corrispondono alle public company con

azionariato molto diffuso con migliaia di soci e un gruppo di

manager che gestisce la società ( es. coca cola).

La peculiarità è che l'assemblea dei soci nomina un consiglio di

amministrazione il quale però ha una configurazione complessa al

suo interno perché alcuni dei suoi amministratori che devono

essere indipendenti, cioè che non hanno nessun tipo di

condizionamento nei confronti dei soci e degli amministratori, questi

costituiscono un comitato di controllo sulla gestione. È come se

l'organo di controllo che prima era il collegio sindacale e quello di

sorveglianza, questa volta è interno al consiglio di amministrazione

medesimo. Anche nel monistico non c'è un collegio sindacale. Nel

monistico quindi l'organo amministrativo decide nella sua

collegialità, può nominare l'amministratore delegato, in ogni caso un

gruppo di amministratori indipendenti quello che forma il comitato di

controllo sulla gestione ha un ampio potere di incidenza su ciò che

gli altri somministratori fanno. Questi modelli non esistono nel caso

delle S.R.L.

Nel caso delle S.R.L. è contemplata la versione tradizionale,

dovrebbe prevedere nel sua atto costitutivo un sistema di

amministrazione più simile a quello previsto nelle società di

persone. Nelle S.R.L. è possibile che i soci scelgano un sistema

amministrativo in cui tutti loro sono amministratori e possono

amministrare con regole varie ( disgiunta, congiuntiva)

Non si si può non parlare di controllo. Quando parla della

organizzazione interna alle società si tende ad utilizzare

l0pesoperessione amministrazione e controllo er prioro per dra

el0joressionie di sistema di contrappesi per equilibrare il rapporto

tra chi amministra e tra chi controlla l'amministrazione. Quando si

parla della funzione di controllo oggi si fa riferimento ad una serie di

meccanismi procedurali che comportano una ripartizione di poteri

che non riguardano l'amministrazione bensì il controllo

sull'amministrazione. Ogni buona organizzazione oggi gestisce il

tema della funzione di controllo attraverso una

procedimentalizzaizone dei flussi informativi. Un buon controllo

sull'amministrazione passa tramite una serie di procedute che

determinino ilinofrmazuione di coloro che partecipano al cocfda ma

anche dell'informazione che controllano gli amministratori. Oggi la

gestione dei flussi informativi che è una componente essenziale di

questa struttura. Anche per la funzione di controllo volgono le

premesse fatte per l'amministrazione: è diverso a seconda del tipo

di società che si sceglie.

Laddove ci sia una società di persone, dove tutti i soci partecipino

18. all'organizzazione, siamo in una sita tale che i soci siano i

beneficiari delle attivta di controllo, perche dovrebbero fruttare le

informazioni gestite dallo di controllo e amministrano. Nelle società

di personedove il socio anche amministra le funzioni comtrolo sono

molto ridotte anzi la legeg prevede unc ojntrolo soolo nq uei caso in

uci un socio eccezionalnete non èpammi nstratore. Ci psosno

essere situa in cui una soc di pers il dirott di amministarre viene

riservato solo ad alcuni soci. Col,oro che non partecipano

all'0amministrazione sono i soci non amministarypori. La legge

prevede dei poter di controllo per soci non aministrayori,

abbastanza incisivi cperche cotoro rischiano il loro patrimjoe non

sono partecipi dlel'amministraizone, cioe di quellattivta che uo far

venikr fuori la loro srespoansibila. Consostono nel potere di

chiedere info a color che gestisocno, chiedre l0esivbizione di doc

relativi all'iminitrazione. Poteri straordinari eporhe costro non

amministtanp ma partecipano ai grandi rischi dellpèattyvita di

imresa. Lo stesos valke per i soci accomandanti che conon

partecipano all0'ammini, ma siccome non ha nno una respo

illimitata non snono ampi come i precednti. Gli accomandanti

possono visiornare il bilancio il rednito cm della societa e oslko a

quel punto verificraq ela corssp del bilancio alle scritture contabili. I

soci accomandanti riceverenanno le nfo della gestione come i soci

di una spa quando vedono ililancio, non durante lesercizio sociale.

Njon èp legittimo cosnentire loro di interrompere o di sppifferare

allintenro della gestione, salvo il caso inu cui loro hnon rispondano

mlimiatatmente delle oblligazioni assunte.

La regola primaria è che la prima attività di controllo

sull'amministrazione vene fatta dagli stessi amministratori erche chi

effettivamente gestisce la società è l0ad o il comitato esecutivo,

cioe quei soggetti del C.D.A. a cui sono stati delegati poteri

piperativi.. la prima attaivta di controllo la dveonosvo,gere gli altri

quelli che non hanno deleghe di potere che dallonterno del cda

devon fare il controllo della gestione. Possono farlo in consiglio ama

a asecono del tupo di societa lo afbno tramite dei comitato che

vengo formati allinterno delk cda. Sono ttuii comitata aljnterno

dellorganizaizone che presidedono e presidiano determinate fasi

che fanno partye dell'amministrazione nelle quali si concentrano

tipicamente dei particolari rischi. Ecco come l'organizzazione

dall'interno stabilisca dei presidi che esercitano un controllo della

gestione. Un controllo che avviene durante l'attività di gestione. Il

controllo invece sulla gestione e che avviene subito dopo che l'atto

È stato post in esser e viene assolto normalmente da altro organo

sociale che nel modello trad è iol collegio sindacale mentre è il

consiglio di sorveglianza nel monistico. Non si cita il modello

monistico l'organo di controllo è interno al C.D.A. Quindi quello è un

organo che esercita continuamente della gestione. Le attività di

controllo sono particolarmente complesse nelle S.P.A. proprio

perché esistono diversi modelli di amministrazione e controllo e più

la società è complessa più ha bisogno di un articolazione di presidi.

La cosa si semplifica notevolmente quando si passa alla S.R.L.

Dove ancora una volta il modello di amministrazione e controllo può

essere molto semplificato e reso molto simile a quello che avviene

nelle società di persone. Ancora oggi nelle S.R.L. tipicamente si

adotta un sistema di amministrazione molto simile a quello

tradizionale delle S.P.A. Salvo che non ci si trovi di fronte a piccole

S.R.L., ci sarò organo amministrativo e collegio sindacale. Il

collegio sindacale non è sempre obbligatorio nelle S.R.L. ( Quando

assume una configurazione tale da giustificare la nomina del

collegio sindacale ed è possibile nominare un unico sindaco, nella

S.P.A. e in accomandita per azioni obbligatori. Laddove il collegio

sindacale non sia nominato con una firma che attribuisce

particolare potere ai soci, cioè i soci possono chiedere agli

amministratori una revisione della contabilità tenuta dagli

amministratori a certe condizioni di precauzioni: è come se la

funzione di controllo nel caso delle S.R.L. senza collegio sindacale,

venisse effettuati direttamente dai soci.

c'è anche da dire che nel caos delle società a responsabilità

illimitata se avessero fatto un modello delle società di persone, le

decisione di amministratori sarebbero prese dai soci.

Da tener presente che in tutte le società di capitali alla presenza di

questi organi di controllo interni alla società si aggiungono gli organi

di controllo esterni e in particolare il revisore legale dei conti. È un

professionista o una società di revisione, un soggetto esterno,

incaricato di svolgere una funzione a servizio della società la

funzione è quella del controllo contabile. Il controllo contabile

consiste nel verificare che le scritture contabili siano state

regolarmente tenute che il bilancio sia redatto secondo i criteri e i

princhein base acoi stabili dalla legege e rgfileta come dovrebbne

leruislktanze delle scciruttre contabili. Il quale conbtrilo contavile si

conglude ocn una relazione dle revisore contabile. Nelle S.P.A.

quotate il revisore legale p sempre una società di revisone cond

etenrinate cadaterreuosche iscritta inb speocifia albi cperche deve

essere un soggetto che assicura un importantissima funzione che

èper gli nvetsori p determinante. Oiltre alla re vure legake sterno

talvolta il controllo può essere svolta da autorità giudiziaria. In

questo caso cisi p in sutuazioni dove ci sono delle patologie, delle

irregolarità. Siccome pero non p possibile talvolta provare subito le

irregolarità se non si p dent la soctea ecco che i controllo giudiziale

puo essere attivato quando dei soci o un pubblico ministero

abbiano il sospetto fondato che siano statoe compoiyte grabvi

irregolarità nellea gestine della società. Non è necessario avere

prova della regolarita ma nemmeno èp sufficente avere un generico

sospetto. Ci vuole fondato sospetto. A quel punti il tribunale decide

di fare un ispezuione . Se l'ispezione da esisto negativo il

procedimento si chiude se invece loispezaione avvalorasse

l0esistenaa di gravi iregolarita lautoruta giudioznario possono

porendere misure. Queto p un controllo straoridn afrio ed

eccezionale.

Società quotate o che abbiano azioni largamente diffuse sul

mercato. Nel caso delle octe abancarie cè la banca di taia la quale

essrecita incisia poteri di controllo sulleosterno dullattvita svolta da

quets eistuizioni. A livello di controllo è importante sapere che ilo

cntorlo estenbro pyuo essere dttao da deternibarte condizonei delle

società o della peculiarità dall'attività che essa asvolge.

Bisogna prendere in considerazione le strutture ausiliarie esterne

molto spesso all'impresa. Si immagini una qualunque impresa che

prcus bemneidi un certoi tipi è evdinete che questa dopo aver

prodotto i beni li deve distribuire. Nell'attività di distribuzione

lrganizaizone si avvale sidi una serie di ausigliari che sono etsenri

alla società o para esterni. Ci si riferisce alla figura del

commissionario o dello spedizioniere , gli agenti. Sono soggetti che

sono importantissimi per consentire allimorenditor il

comoketamente della sua atti vtra getsotria chge nn consiste

sol,tanteo nella produzione di un bene o servizio ma anche nella

distribuzione di uel bene e eservzipono al mercato. Una volta molti

di questi soggetti che partecipazione alla rete distribuiva erano

dipendenti dlelpimresa ma da molto tempo questi soggetti sono

esterni (come gli agenti). Le imprese chiedono a questi portatori di

servizi ausiliari di organizzarsi loro stessi nella forma di imprese che

eragona servizi accessori a quelli di unj impresa incopali. Moto

spesso queste realtà snaocnod lpjntento di un impresa di levarsi di

torno dei dipendenti. Le istiizone eli indinsacati guardano con

sospetto queste soluzione che non nascono spontaneamente ma

vengono fuori dall'impresa stessa. Per questo nel tempo sono state

considerate delle forme di para-subordinazione perché nel

momento in cui eqietso gruppo esce dall'impresa e lavora solo per

l'imprenditore per cui erano precedentemente idpondenti, sono in

una posizione di forte dipendenza dall'impresa. Questo accade

anche ainquandfo si formano sposnatmeate. In tutte queste figure

ausiliare esiste un trattgo comune cioe che tutte queste si

sviluppano sulla cmfigyrazione dtiica del mandato. Cioè sono tutti

soggetti che svolgono un'attività per conto dell'imprenditore,

talvolta sono anche autoizzati a spender eil nome

dlelp0imorenditpore,we matipoicanete la loro è un'attività fondata

sul mandato. La comuisione la speidione lpagenzioa sno tutte

basate sul modello contrattuale dle mandato.

In cosa consistono queste funzioni ausiliarie?

La commissione in virtù del quale un soggetto è chiamato a

svolgere delle attività di acquisto o di vendita di determinati prodotti

per conto dell'imprenditore, è un soggetto chiamato a svolgere una

funziona ausiliare, per conto dell'imprenditore deve comprare o

vendere dei prodotti. Il rishcio di imoresa cuioe il rishco

delloinvenduit resta sull'imorenditore. Il concessionario di auto

comprano le auto e poi le vendono, le comprano con particolari

contratti con sconti adalle imorese autobombikistcihe dove siano

esclusive, ma siprendono il rischio di impresa. Il concessioranio Fiat

che ogni ganno vende 100 auto, queste le ha comporate dalla fiat,s

i p imoegnato con la fiat a comoranr e100 non spqnedo èpoi sse

risucira a rivenderle tutte, si pone al rischio . Rispetto al

commisioraio, il concessionario assume il rischio diimporesa, p lui

che vende le auto nela speranza di vendere e facci un proifitto ma

nel caso di invenduto è suo. Il commissario non si assume la

responsabilità dell'invenduto.

Nella spedizione il collaboratore asuliraiao etenro all'imprenditore si

preoccupa di trovare per l'imprenditore il trasportaroire puiu adatto

allo svolgimento ddel servizio logistico di trasporto. Le spedizioniere

non svolge il servizio di trasporto. Hanno una loro struttura ma lo

spedizioniere p un soggetto che va alla ricerca e trova per conto

dell'imprenditore l'impresa di trasporti più adatta allo svolgimento di

questa attività a favore dell'imprenditore. Anche alla base dello

spedizioniere c'è il mandato.

L'agenzia. L'agente è un procacciatore di affari, è un soggetto che

aiuta l'imprenditore perché va a promuovere la vendita dei prodotti

o dei servizi dell'imprenditore, non svolge un'attività di mediazione,

non è terzo rispetto all'imprenditore è un soggetto che non comora

e vende, ma promuove la venduta dei prodotti, tipicamente lo fa con

un rapporto di esclusiva, lavora solo per un imprenditore. Talvolta ci

sono agenti plurimandatari che lavorano per più imprenditore non

concorrenti tra di loro di settori contigui. Il fatto di aver la possibilità

di promuovere più prodotti consente a questo agente quando fa le

sue promozioni per classi prodotti che appartengono a diversi

imprenditori. Ma tipicamente ha un rapporto di esclusiva. A questo

rapporto corrispondono dei diritti economici, le cosiddette

provvigioni, i compensi che vengono pagati ad un agente,

provvigioni per distinguerli rispetto ad un semplice corrispettivo.

Perché l'agente non percepisce un salario come dipendente, è un

soggetto esterno che in funzione di quanto promuove, di quante

vendite favorisce, percepisce una commissione in funzione

dell'attività svolta. Talvolta questa potrebbe essere aumentata se

l'agente assume il rischio di assicurare io comoletamegte del

contratto promosso. Ovviamente l'agente ha una serie di obblighi

ddi nemji confronti dell'imprenditore, la correttezza, deve avvertire

l'imprenditore dell'attività di promozione, deve raccogliere die dati

dchee le analisi di mercato er mpoter dire all'imprenditore dove

concnegrarsi, deve aiutare l'imprenditore nel cpare il mercato,

aiutaro dove ci siano dei problemi patologici, clienti insolventi,

nell'esercizio di queste attività l'agente può anche essere doatato

del potere di rappresentare l'imprenditore. Questo vuol dire che si

massa dal mandato al mandato di rappresentanza.. accanto al

rapporto di agenzia si aggiunge una procura, che legittima l'agente

a spendere il ni e dell'imprenditore. In questi casi lpoagent non

soltanto promuove ma conclude in monem e per conto

dell'imprenditore il contoarrfo. Il rapporto di agenzia ha una durata

che può determinare un rinnovo. Non si può aspettare una durata

per interrompere un rapporto da elementi patologici. E' possibile

una risoluzione del contratto in casi di inadempimento dell'agente o

dell'imprenditore. Se perde il contratto non perde la provvigione

relativa a quei contratti prima che che si esaurisca il mandato.

Questo è spesso causa di provvedimenti giudiziali.

Mediatore. Si distingue che mentre le tre figure sono ausiliarie

dell'imprenditore, soggetti esterni all'imprenditore ma portano avanti

l'interesse dell'imprenditore, il mediatore dovrebbe essere nel

mezzo, un intermediario, magari pagato da entrambi i soggetti ma è

un soggetto che deve portare ad un obbiettivo di mettere assieme

due parti che stavano cercando ognuno dei beni o prestazioni

sinallagmaticamente reciproche e che tramite questo soggetto sono

venute in contatto. Se dal contatto si giunge ad un contratto si

arriva a una provvigione, determinata nel contratto di mediazione o

s condo usi. Molte volte le parti tentano di mandare via il mediatore

dicendo che il suo lavoro non è stato necessario e la giurisprudenza

sul punto è a favore del mediatore. E' sufficiente che il mediatore

abbia messo in contatto in due soggetti che abbiano senza sue

ulteriori servizi un contratto perché il mediatore maturi il diritto alla

sua provvigione. Proprio per questa possibilità si è assistito in

passato ad una proliferazione di mediatori. Una figura professionale

che prevede un'iscrizione ad un albo.

ORGANIZZAZIONE

Quando si parla di organizzazione non si può soltanto parlare di

essere umani perché tutte queste figuri viste sono riconducibili ai

rapporti di dipendenza, di amministrazione o di mandato riguardano

sostanzialmente delle persone. Quando l'imprenditore è chiamato a

svolgere la propria attività di impresa ha bisogno idi un complesso

di fattori produttivi per l'esercizio di questa attività , in questo non ci

sono solamente persone, ci sono anche dei beni , dei rapporti che

evidentemente sono da un punto di vista collegabili a quelli che si

chiamano i beni aziendali. Si immagini una realtà che non

necessariamente sia la Fiat ma di un impresa di produzione di

qualsiasi bene, la tecnogym. Cosa consente a questa impresa di

avere successo? Avere messo azienda un complesso di beni che

sono utilizzati dall'impresa per lo svolgimento della propria attività

economica. Questo complesso di beni ha come sua natura quella di

essere fortemente concentrata, assume a tutti gli effetti le

connotazioni di qualche cosa che ha una sua configurazione

unitaria. Cosa succede quando l'imprenditore decide di vendere

totalmente, parzialmente o di affittare o di dare in usufrutto questo

insieme di beni che lui ha organizzato per svolgere la sua attività?

Si deve vendere l'azienda tutta insieme e il diritto commerciali si

inventa una disciplina ad hoc di importanza fondamentale per far si

che le vicende circolatorie dell'azienda, la vendita, locazione,

usufrutto, avvengano in modo tale che quella unitarietà del

complesso aziendale non disperda il valore fondamentale

dell'azienda, l'avviamento. L'avviamento è un valore intrinseco

dell'azienda che presuppone che questa sia valuta come un unicum

piuttosto come una sommatoria di beni aziendali. Quando si tratta

di trasferire l'azienda si applicheranno delle particolari regole che

garantiscano il mantenimento di questa connotazione. L'avviamento

è altrimenti considerato come la capacità di questa azienda di

attrarre clientela e produrre utili. La clientela si rivolge ad una

azienda perché vi riconoscere in questa una propria configurazione.

Il valore di questo avviamento deve essere preservato tutte le volte

in cui che al composto di vendersi la società, si venda l'azienda

stessa. Quando un imprenditore decide di cedere la sua attività può

vendere la sua società, quindi cede le azioni o la quota della

società e quindi vende impresa con la sua azienda, ma un altra

cosa che potrebbe fare è mantenere la società e vendere l'azienda.

Ci possono essere mille ragioni che rendono più facile vendere

l'azienda che la società che è proprietaria dell'azienda.

L'imprenditore può voler vendere un singolo ramo d'azienda, una

parte dell'azienda che vive da sola nel fare un certo tipi di attività

all'interno della complessiva attività dell'azienda. Dite dell atyvita i

deve prestare attenzione: è vendita della società o della sua

azienda o addirittura di una parte, il cosiddetto Ramo di azienda.

Quando c'è in gioco la vendita in un'azienda o di un ramo scatta

una disciplina speciale, che ha un obiettivo fondamentale di tutelare

una serie di interessi che sono in qualche modo legati a questa

azienda, molto diversi tra di loro. Gli interessi dell'imprenditore sono

primari anche a difendere il valore. Ma l'interesse anche dei

creditori. Coloro che sono creditori di un azienda non vogliono

vedere venduti tutti i singoli bene con incertezza di chi pagherà il

suo credito. Nella disciplina del trasferimento dell'azienda c'è una

serie di regole anche per i debiti. L'azienda può avere anche dei

crediti nei confronti dei terzi che hanno un valore e si deve tutelare

quel valore. Ci sono dipendenti dentro l'azienda, se l'azienda viene

venduta a pezzetti la legge vuole far si che i dipendenti stiano

sempre con la realtà aziendale. Si vende valore dell'azienda,

l'avviamento. E un imprenditore si compra l'azienda tecnogym,

poterebbe ammettere che il fondatore o la tecnogym stessa dopo

che ha venduto l'azienda, si metta il giorno dopo a fargli

concorrenza? Sarebbe ingiusto e creerebbe un fenomeno di

rallentamento dei traffici commerciali; c'è un obbligo di NON

concorrenza all’interno della stessa circoscrizione territoriale e per

un periodo max. di 5 anni dal trasferimento dell’azienda. Tale

obbligo di non concorrenza non vale per quelle attività già

esercitate mediante altre aziende, né nuove attività d’impresa che

non comportino l’appropriazione della clientela da parte

dell’alienante(venditore azienda)

Azienda costituisce dal punto di vista economico un insieme di

fattori produttivi di beni che l'imprenditore organizza la sua attività

economica. Azienda impresa e società non coincidono

assolutamente. Dal punto di vista economico può anche essere

vero ma dal punto di vista giuridico non è vero , l'impresa e

l'azienda sono due concetti diversi. L'azienda come definisce il

codice è quel complesso di beni che viene organizzato e utilizzato

dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Quindi abbiamo visto

che l'impresa è un attività economica organizzata svolta in modo

professionale per le a produzione di beni servizi. Per svolgere

questa attività l'imprenditore organizza un complesso di beni

funzionale all'esercizio di questa attività. Questa nel diritto è

l'azienda. l'azienda è come se fosse lo strumento, l'organizzazione

crea per svolgere la sua attività di impresa. Nel 2555 l'azienda è

individuata come un complesso di beni. Complesso di beni perché

molto in passato hanno ritenuto che l'azienda non fosse solo un

complesso di beni ama anche di rapporti giuridici. Se si prende

un'impresa come technogym ha si un complesso di beni che utilizza

per l'esercizio dell'attività di impresa ma ha anche un grande

quantitativo di rapporti giuridici legati a quell'attività di impresa

( contratti con fornitori, dipendenti, clienti, tutta una serie di rapporti

giuridici con creditori, nahe) in passato qualcuno diceva che

l'azienda è un tutto, i beni e i rapporti giudici. L'orientamento

prevalente è quello di distinguere. L'azienda è un complesso di beni

ma nell'ambito della disciplina sul trasferimento dell'azienda, che è

ciò che interessa, anche tutti questi rapporti giuridici legati

all'azienda assumono indiscutibilmente una loro rilevanza nella

disciplina dell'azienda pero tecnicamente quando si parla di azienda

si rifiescia al complesso di beni. E i beni nel codice sono le cose

mobili e immobili, dunque qualche cosa di diverso rispetto ai

rapporti giuridici.. ci sono poi una serie di situazioni dove oggi molto

spesso si disicte se ci si trova di fronte o meno ad una azienda. Si

immagini un impresa di servizi, magari di consulenza. In questa

tipicamente se uno dovesse immaginare un azienda sarebbe

riduttivo dire che l'azienda è fatta dei 59 PC , scrivanie e contratto di

locazione. Il grosso del valore sono i rapporti giuridici con i

consulenti e con i clienti. Le scrivanie e computer ci sono ma

contano pochissimo nel valore complessivo. Qualcuno si è chiesto

di fronte a questa, si può dire che esistono aziende con un

complesso di beni del tutto irrilevante? In questi casi non c'è in

verità un azienda vera e propria intesa come complesso di beni.

Quando si cedono le società di consulenza il valore di queste

imprese non viene calcolato sul valore dei beni ma sulla clientela

sul valore dell'avviamento complessivo e si piò ammettere di

applicare la disciplina dell'azienda perché in questo caso ha una

rilevanza molto esigua.

Esistono però situazioni in cui si ha un'azienda ma l’attività

d’impresa viene meno mentre l'azienda continua ad esistere. Si

immagini un impresa che ad un certo punto perde un

autorizzazione ad operare o di una che interrompe la propria

attività. L'impresa si interrompe ma l'azienda rimane. In questo caso

l'azienda diventa oggetto di una liquidazione. Quando si approccia

alla disciplina dell'azienda ci si di deve immaginare che

l'ordinamento vuole proteggere il valore economico di quella

aggregazione organizzazione che si è dtai l imprenditore e

corrisponde al valore dell'avviamento. Un valore che non è

strettamente connesso ad una somma di beni che l’imprenditor ha,

è piuttosto connesso all'organizzazione di questi beni al loro

collegamento funzionale e alla loro interazione con questi rapporti

giuridici esterni ma contigui all'azienda stessa. Per poter proteggere

il valore dell'avviamento dell'azienda serve una disciplina che

riconosce nel trasferimento l'applicazione di regole speciali.

Se il complesso aziendale viene venduto tutto assieme ha un valore

indubbiamente superiore. Il legislatore ad un certo punto capisce

che un conto è vedere un insieme di beni rispetto a venderli tutti

assieme con una loro organizzazione funzionale allo svolgimento

dell'attività di impresa. Da qui la disciplina che si esamina, disciplina

che si applica altre nel caso del trasferimento dell'azienda e nel

trasferimento del ramo d'azienda, una divisione che idealmente si

può tracciare all'interno di una azienda, che può essere oggetto di

una separata gestione.

Talvolta le regole relativamente all'azienda si applica anche quando

la cessione abbia ad oggetto un solo ramo. Quando si parla di

azienda, complesso dei beni, tendenzialmente si presuppone che

l'imprenditore sia proprietario dei beni che compongono l'azienda.

Talvolta l'imprenditore potrebbe disporre di taluni beni senza

esserne il proprietario.

Essere il titolare di un'azienda non significa essere proprietario di

tutti i beni dell'azienda. Può aver collocato dei beni all'interno

dell'azienda di non usa proprietà. L'imprenditore deve avere dei

diritti sui beni che fanno parte dell'azienda ma questi diritti non

necessariamente sono di proprietà potrebbero essere diritti

personali di godimento, diritti reali di godimento, che consentono

alla fine all'imprenditore di poter esercitare un pieno controllo (una

piena signoria) sui beni che evidentemente fanno parte del

complesso aziendale. Tutti i beni che l'imprenditore, in virtù di un

diritto di proprietà, può utilizzare per l'esercizio di questa attività di

impresa. Non è necessaria la proprietà di quei beni.

Quando si parla delle vicende circolatorie dell'azienda si è fatto

riferimento alla cessione alla vendita ma attenzione: l'azienda può

essere oggetto di trasferimento diversi della vendita. L'oggetto può

essere oggetto di affitto, dare in usufrutto un azienda. Sia nel caso

di usufrutto di azienda sia di l'affitto si palliano molte norme di

trasferimento.

Può essere oggetto di diritti di garanzia. Si può immaginare un

pegno dell'azienda, anche se con l pegno c'è sempre stato il

problema concettuale che il pegno presuppone lo spossessamento

del pegno e la dazione fisica di quell'oggetto di quel bene. Non si

può spossessare l'imprenditore altrimenti non potrebbe poi svolgere

il suo mestiere. Nel recente decreto oggi si permette una serie di

situazioni in cui il pegno può avvenire senza spossessamento del

bene in garanzia. In termini di garanzia c'è anche la riserva di

proprietà. Quando un soggetto vende l'azienda deve essere pagato

perché il compratore lo paga differitamente, ha bisogno di una

garanzia del pagamento che si riserva la proprietà dell'azienda.

Sul libro di testo c'è un riferimento alla qualificazione giuridica

dell'azienda. Un riferimento a due teoria. Teoria atomistica e

unitaria.

In quella unitaria si dice che l'azienda è un unicum e consente di

staccarsi totalmente dall'individuazione dei singoli bene, che non

esistono più nella loro autonomia. Questa teoria ha un grosso

difetto dato dal fatto che per alcuni dei beni che fanno parte del

complesso aziendale la legge continua ad imporre il rispetto di certe

regole. Ad esempio gli immobili devono essere trasferiti secondo le

regole di trasferimento dell'immobile. Si è sicuri che si può dire che

l'azienda sia un bene unitario? No, il diritto non da questa

impressione.

La teoria atomistica dice che nell'azienda ai beni rimangono dei

beni separati gli uni dagli altri con regole proprie ma è anche vero

che nella fase in cui questa azienda viene venduta o viene ed

essere oggetto di usufrutto e di affitto, si applicheranno le regole del

codice per l'azienda. I beni sono atomisticamente separati ma

proprio per l'organizzazione aziendale e difesa dell'avviamento si

giunge ad una disciplina particolare sulla azienda.

L'azienda come complesso di beni può essere considerata un

universalità di beni? La risposta è no perché è evidente che

l'azienda è fatta di un complesso di beni eterogenei fra di loro.

La cessione dell'azienda può avvenire nel momento in cui viene

venduta o ne momento in cui si fa una donazione dell'azienda cosi

come trova applicazione nel momento in cui si conferisce un

azienda in una società. L'azienda è un tipico esempio di

conferimento in natura. Qualunque vicenda che porti ad un

trasferimento positivo o di durata dell'azienda fa scattare la

disciplina degli articoli 2555 e seguenti. La filosofia è quella di

aggiungere alle regole con le quali normalmente si vendono i beni

che compongono l'azienda delle regole ulteriori che in qualche

modo proteggono l'organizzazione e il collegamento intimo di questi

beni dato loro dall'imprenditore per renderlo funzionali all'esercizio

della sua attività di impresa.

È più difficile spiegarlo con un ricorso a quelli che sono gli standard

che il diritto vuole, rispetto a quello che accade nella pratica.

L'azienda esiste quando è oggettivamente identificabile, quello che

viene trasferito come complesso di beni organizzati

dall'imprenditore.

Per cedere l'azienda, è necessario un contratto di cessione

d'azienda. Se la finalità è quella di stabilire se il contratto è o meno

necessario ai fini della validità del trasferimento dipende dalla

natura dei beni che compongo l'azienda. Se tra quei beni ce ne

sono alcuni per cui la legge richiedere una forma particolare, si

deve applicare al contratto quella forma particolare. Talvolta la

forma diventa necessaria ai fini della validità anche in relazione al

tipo di contratto con cui si trasferisce l'azienda. Ci sono dei contratti

formali. ( Ripresa argomento precedente) L’organizzazione è più complessa nella

società di capitali costituita d assemblea organo (privo di responsabilità) non si occupa

della gestione, si occupa delle approvazioni del bilancio esercizio ed eventuale

distribuzione dividendi. La competenza della gestione spetta agli amministratori, può

esserci presente collegio sindacale presente nelle spa(ma non in tutte) e anche nelle srl

quando esse raggiungono certe dimensioni.

LEZ. 10/5

Contabilità

È una delle aree giuridiche che fanno parte dello statuto imprenditore ma non dello statuto generale

ma quello speciale, quindi non tutte le imprese sono sottoposte a tenere scritture contabili.

Oggi però anche le piccole imprese e i.agricole tengono le scritture contabili come strumento di

controllo che consente all imprenditore di verificare i risultati della sua attività e del suo patrimonio,

la contabilità è una disciplina che è cmq adottata anche da coloro che non sono tenute ad adottarle.

Nelle soc. più organizz è uno strumento che consente a terzi di controllare i risultati economici e lo

stato in cui versa l’impresa. Questi terzi sono innumerevoli. C’è uno stretto rapporto tra contabilità

e controlli in quanto la contabilità mostra gli effetti della gestione e la situazione interna

dell’impresa. Dalle scritt contab si rilevano i fatti di gestione per arrivare all’identificazione del

risultato della gestione e alla redditività della stessa, da ciò si capisce se vada bene o male

l’impresa. Per questa loro funzione la legge impone l obbligo della tenuta di queste scritture per

documentare fatti di gestione e redditività potenzialmente tassabile. Quelle obbligatorie per legge

sono:

-libro giornale, ossia libro dove sono rappresentate giornalmente i fatti di gestione(entrate/uscite)

-libro inventario, serve a censire le attività e passività di un impresa, da ciò si riscontrerà il valore

del patrimonio della società. Nell’ambito dell inventario è riferito al BILANCIO espresso su base

annuale il valore del patrimonio con riguardo allo SP, ma anche il CE dove si capisce l’andamento

economico di un certo periodo(l’anno di solito) e dunque capire se i ricavi eccedono i costi o

viceversa.

Tali scritture sono obbligatorie per imprese commerciali e società commerciali, ossia quelel imprese

che assumono la forma di società che possono svolgere att. Commerciale come

(srl,spa,sapa,cooperative) ES. se un i.agricolo utilizza un srl, lui automaticamente dovrà tenere le

scritture contabili.

Nell’ambito delle i.individuali è semplice, più complesso e quello riguardo alle soc. di capitali, Che

devono assicurare garanzie chiunque sia socio non può no. Di ciò si occupa il c.c. che disciplina al

meglio le leggi che riguardano le soc. capitali.

Nelle soc. capitali, quando essa è quotata le scritture svolgono import informativa sul mkt cossicchè

un investitore può decidere se acquistare o vendere una quota di una soc.

Riguardo l organizz della contabilità nelle società(più complessa)

Il bilancio ha funzione prevalentemente informativa per le soc.quotate.

Il bilancio è strutturato su più documenti ognuno dei quali ha specifica funzionalità che però

servono per unico obiettivo, ossia fotografia del:

- patrimonio alla fine dell’esercizio fiscale SP

- e anche una parte che da rappresentazione della parte economica il CE,

-le note integrative nelle quali

-Relazione sulla gestione, spiegano i vari fatti trascorsi

nelle soc. quotate su base semestrale devono rivelare ai propri soci lo stato del patrimonio, ma

anche trimestrali dove il c.d.a riferisce sempre la situazione della società in quel breve periodo.

La legge dice come strutturare il bilancio, gli amministratori dovranno seguire certi criteri di

valutazione indicati dalla legge ma sono oggi diventati anche una conformazione a livello europeo e

mondiale IAS-IFRS, che sono principi obbligatori per le soc. quotate in borsa.

L’amministratore deve tenere le scritture in modo ordinato, registrando quotidianamente le attività

svolte.

Nel bilancio avremo le attività e passività dove sono contenuti i debiti di diverse tipologie.

All’interno della sez. delle passività è collocata anche il PATRIMONIO NETTO, che rappresenta la

differenza tra attività e passività . L’utile non può essere incassato immediatamente, (esempio1000

attività e 500 passività, l’utile non sarà la differenza ma si deve tener conto del cap. sociale es.

100,perciò l’UTILE sarà 1000-500-100.)

Le riserve sono tenute per quando si verificano momenti negativi all’interno della soc.

Bilancio consolidato è una fotografia sul patrimonio complessivo del gruppo al netto delle poste

interne al gruppo(ossia al netto dei rapporti economici che si instaurano tra imprese dello stesso

gruppo).

Sostanzialmente la contabilità oggi è informatica, per avere accesso immediato ai vari bilanci.

In chiusura, (può chiederlo all’esame)valore probatorio delle scritture contabili è la capacità di

dimostrare che una scrittura contabile è avvenuta. Le scritture contabili faranno sempre prova

contro l’imprenditore ossia ciò che è registrato dalla contabilità non può essere contestato.

Quando un i. voglia utilizzare le scritture contabili a proprio vantaggio, ossia nel caso quando l’i.

non è utilizzato contro soggetti comuni ma nei confronti di altri imprenditori, in questo caso hanno

efficacia probatoria se sussistono 2 condizioni:

-scritture contabili tenute in modo corretto e dunque ordinate

- imprenditore nei confronti dei quali voglio utilizzare le scritture contabili sia a sua volta un impr.

Commerciale che il credito che io voglio vantare sia un credito che deve essere registrato

contabilmente.

Tale condizioni legittimano l’imprenditore a utilizzarle le scritture a suo vantaggio.

PUBBLICITÁ LEGALE

ESSA è estesa anche all’i. agricolo

Il registro delle imprese

Nei traffici commerciali è necessario conoscere certe info con un certo grado di affidabilità rese

disponibili dal registro dell’imprese.

Presunzione che i terzi dovevano conoscere un info della quale era stata data sul registro delle

imprese,

tale registro dunque protegge sia l’imprenditore che i terzi, che iscrivendo un info nelle registro

delle imprese può assolvere ad un obbligo di comunicazione nei confronti di tutti noi.

Da tempo si sente esigenza di tenere registro imprese europeo, in modo tale da consolidare in unico

registro consultabile da ogni parte dell’Europa. Per molti anni esso è rimasto inattuato (il registro)

solo pochi anni fa si è regolamentato la tenuta in forma telematica del registro delle imprese, che

consente all’imprenditore di postare le informazioni sue, ma anche a terzi di collegarsi via web

conoscere le varie info.

Importante è capire l’efficacia della pubblicità legale

-Pubblicità notizia cioè in alcuni casi la legge chiede all’imprenditore di iscrivere certe info nel

registro imprese al solo scopo di favorire diffusione di notizia che può essere utilizzato con finalità

statistiche e conoscitivo senza rilevanza giuridica.

-Pubblicità dichiarativa, è ciò che serve per realizzare un sistema con cui si genera una presunzione

di conoscenza collettiva di certe info ,c’è effetto positivo x imprend che si libera dal onere di dover

dire un certa info iscrivendo essa nel registro imprese, l effetto dichiarativo sta nel fatto che dopo

averla iscritta nessuno potrà dire ‘non sapevo’ in quanto tutti devono consultare il registro per

conoscere cosa si vuole sapere di un certo imprenditore, allo stesso tempo la p.d. ha anche effetto

negativo qualora l’i. non iscrivesse nel registro dell imprese certe info, per cui i terzi potranno dire

legittimamente ‘io non sapevo’ e in questo caso spetterà all’imprenditore provare che costoro,

nonostante non sia stata effettuata pubblicità legale, in realtà essi sapevano.

Nel caso della trascrizione dedicata ai beni immobili, ha effetti maggiori rispetto pubb legale,

poiché la trascrizione una volta eseguita impedisce a un terzo di eseguire qualunque diritto su un

bene. Es c’è procura institoria che dice che institore non possa vendere immobile di un determ

valore, se l institore vende a un terzo tale immobile, però il terzo non controlla il registro dove sono

iscritti i beni immobili, non facendolo si è esposto al rischio che qualcun altro compri dallo stesso

institore, che ha agito in mala fede, lo stesso immobile, però che il terzo iscrive per primo il bene

sul registro degli immobili , che per legge figura essere proprietario del bene immobile.

-Pubblicità costitutiva, utilizzata per specifici casi previsti dalla legge, dove la legge dice che solo

con la pubbl legale si potrà determinare un certo effetto giuridico. Nel caso soc. capitali che si

costituisce con atto costitutivo, si determina costituita solo quando tale atto sia stato iscritto nel

registro delle imprese

-Pubblicità sanante, che sana un difetto consiste in un mancato adempimento di pubblicità legale. Es

soc. per le quali non è richiesta o previsto esercitare pubblicità legale, solo nel momento in cui tale

pubb è effettuata l’eventuale anomalia è sanata.

Le soc. persone devono essere iscritte nel registro imprese, ma essa ha efficacia dichiarativa ma

anche normativa infatti Es. snc finchè non è iscritta nel registro delle imprese, essa è soc. irregolare

alla quale sono applicate norme diverse dalla snc.

Effetto più importante è quello della pubblicità dichiarativa nel DIRITTO COMM.

IL RGISTRO IMPRESE oggi è una piattaforma elettronica, non esiste documento cartaceo. Il

registro è amministrato dalle singole camere di commercio, ma tuttavia il registro è unico anche se

gestito dalle varie camere di commercio. Il pubblico ha libertà accesso alla sua consultazione

tramite il sito della camera di commercio. Le info sono informazioni veritiere quelle contenute,

perciò affinchè sia possibile è necessario che le info siano tipicizzate.

La pubblicità prevede che siano inserite info obbligatorie, tali info potranno essere modificate.

LEZ.11/5

LA CRISI

La crisi dell’impresa e rimedi

Il rischio d’impresa è un aspetto che caratterizza il successo ma anche insuccesso di un attività

impresa. Vi sono molte cause che determinano crisi. Crisi e fallimento non coincidono esattamente.

Clienti che non pagano, che ritardano nei pagamenti bastano a determinare una situazione di

difficoltà per imprenditore. la disciplina non è concentrata sono quando si ha crisi irreversibile

dell’impresa ma di cercare di individuare segnali che presagiscono segni di una crisi e quindi prima

che divenga irreversibile, quindi anticipare il momento in cui l’ordinamento interviene anche se non

è esatto ma si parla di soluzione che l’ord prevede per far uscire l impresa da situazioni di crisi.

Fallimento la crisi è irreversibile e si pone al centro la tutela dei creditori. Uno degli aspetti del DC

è la tutela creditori perchè se non fossero tutelati, il sistema del dc non funzionerebbe.

La tutela del credito non deve attendere che la soc. si ormai insolvente, anzi è più efficace un

intervento preventivo come ad es. una riduzione del credito da parte dei creditori stessi affinchè

l’impresa possa pagare e quindi evitare situazioni di crisi. Le procedure concorsuali sono dirette alla

sistemazione di quelle che sono le pretese dei creditori in concorso tra di loro. Tale tutela passa

attraverso meccanismi che mettono TUTTI i creditori in concorso tra loro, tutti sono considerati allo

stesso modo, non c’è un creditore migliore dell’altro.

Le procedure concorsuali sono:

-fallimento, è una procedura che scatta in presenza di determ condizioni, non riguarda qualunque

imprenditori. La disciplina fallimento è ancora oggi oggetto di modifiche. Esistono procedure

alternative che servono ad evitare il fallimento, ossia il concordato preventivo che è disciplinato

dalla legge fallim. Lo hanno reso le varie modifiche più efficace rispetto al passato.

-liquidazione coatta amministrativa, si applica a determ imprese soprattutto imprese pubbliche, è

una procedura che del tutto simile al fallimento.

-amministrazione straordinaria, sono applicate soprattutto nelle crisi delle grandi imprese.

-amministrazione straordinaria delle imprese di rilevanti dimensioni.

Le procedure più particolari sono quelle dell’amministrazione straordinaria, quando le dimensioni

delle imprese sono elevate e quindi il fallimento risulta inadatto, bisogna tener conto di tutte le varie

conseguenze anche sociali.

Per le imprese di grandissime dimensioni(in passato alitalia,es ilva) è necessario concedere la

gestione all’amministrazione straordinaria.

Sono tutte procedure applicate in ambito nazionale quelle precedenti, mentre quelle applicate in

ambito comunitario è previsto un regolamento che stabilisce che se un impresa ha presenza in più

stati, il fallimento dovrà essere dichiarato nel paese dove l’impresa ha centro principale di interesse

e dunque dove risiede l’amministrazione principale dell’impresa.

Presupposti del fallimento e amministrazione straordinaria

Alla base della crisi possono esserci 3 stati in cui l’impresa si potrà trovare:

-stato di insolvenza è presupposto per cui l’i. possa fallire o sottoposta a procedura concorsuali.

L’insolvenza si manifesta con inadempimenti che dimostra che l’impresa debitrice non è in grado di

adempiere alle proprie obbligazioni. Non va confuso però inadempimento con insolvenza.

Inadempienza è legata alle caratt dell’impresa,

-stato di crisi, precede l’insolvenza, è situazione in cui l’impresa è in una situazione in cui ha

difficoltà ad adempiere regolarmente, incomincia a chiedere moratoria su interessi ecc. oggi il

d.fallim prevede soluzioni che dovrebbe aiutare l’impresa a risolvere la situazione di crisi per uscire

dal rischio di fallimento. Sono Concordato preventivo e ristrutturazione del debito.

-stato di crisi di legalità, certe imprese devono essere liquidate in quanto al loro interno si sono

manifestate patologie che hanno a che fare con la violazione del buon costume ecc. esempio banca

Etruria, o imprese che ha violato norme in materia bancaria assicurativa. In questi casi la procedura

principale è la liquidazione coatta amministrativa.

Non tutte le imprese falliscono come già detto, infatti art. 1 l.fall ‘limita il fallimento alle imprese

commerciali non piccole e non pubbliche’.

L’impresa non fallisce quando è piccola e sono rispettati questi tre limiti quantitativi : il suo attivo

patrimoniale ,nei 3 esercizi precedenti al deposito dell’istanza di fallimento, sia stato di

300.000,ricavi lordi 200.000, e che i debiti ancora non scaduti di 500.000. se si supera può fallire.

Per l amministrazione straordinaria i requisiti sono: non meno di 200 dipendenti, debito eccede i

2/3 dei ricavi.

Per le imprese di notevoli dimensioni(grandissime dimensioni) invece i requisiti è: 500 dipendenti,

debito 300 milioni di euro.

+Natura e Finalità delle procedure

procedure natura giurisdizionale, sono quelle gestite da autorità giudiziaria ossia tribunale, tali

procedure hanno funzione di tutela dei creditori, rientrano in questa categoria: il fallimento,

concordato preventivo, ristrutturazione dei debiti.

Procedure natura amministrativa: amministrazione straordinaria in entrambe le sue varianti, puntano

al risanamento; la liquidazione coatta amm. Ha come finalità la liquidazione dell’impresa.

Nell amministrazione straordinaria generale c’è sia fase giurisdizionale ( fase iniziale) sia

amministrativa che è la fase successiva ed eventuale.

Vi sono alcune procedure definite di tipo: autoritativo ( in cui il tribunale o autorità amministrativa

impongono la modalità con la quale deve essere affrontato lo stato di insolvenza) tipo

negoziabile( qui l’imprenditore cerca di negoziare coi suoi creditore una soluzione che lo porti fuori

dal rischio del fallimento, l’autorità è solo parzialmente coinvolta in questi casi. Es concordato e

ristrutturazione del debito)

Questi accordi raggiunti dall’imprenditore coi propri creditori, vincola tutti i creditori? A seconda

della procedura che si utilizza. Per concordati preventivi se approvata dalla maggioranza dei

creditori e dal tribunale, vincola tutti i creditori anche qui creditori in minoranza che on erano

d’accordo: nei casi di ristrutturazione del debito invece hanno efficacia relativa, vincolano solo i

creditori che hanno accettato l’accordo.

FALLIMENTO

È la procedura più importante ,attorno alla quale ruotano le altre. Se fallimento ha obiettivo di

tutelare i creditori, esso richiede una serie di interventi che sono la funzione del fallimento stesso.

Con tale procedura si protegge l’impresa da attacchi di coloro che vogliono essere pagati dei propri

crediti, è necessario che sia salvaguardata.

I creditori che hanno vantaggio rispetto agli altri sono coloro che detengono una garanzia reale: tipo

ipoteca o pegno, gli altri i creditori chirografari sono coloro che non la detengono ma che cmq

devono essere trattati in pari modo tra gli altri creditori chirografari.

Il fallito viene spossessato della sua impresa, chi gestisce la procedura è tribunale fallimentare

,sezione del tribunale che ci occupa soltanto di tale procedure. Il giudice nominerà comitato di

creditori, i beneficiari tale iniziativa, e nominando un curatore del fallimento ossia un professionista

al quale è affidata gestione operativa di tale procedura, colui che mette in ordine crediti e debiti,

recuperare i beni e trasformarli in denaro, pagare i beneficiari e chiudere la procedura concorsuale.

La procedura si apre nel momento in cui lo stato di insolvenza porta qualcuno a fare ricorso al

tribunale per richiedere il fallimento dell’impresa, questo qualcuno sarà o creditore o gruppo di

creditori oppure il debitore stesso, anche il PM può avviare tale procedura, il tribunale non l’avvia

se non tramite sollecitazione. Una volta presentato il tribunale procede all’istruttoria prefallimentare

ha lo scopo di verificare che ci siano requisiti oggettivi e soggettivi e dunque verificare effettivo

stato di insolvenza, o che l’imprenditore sia effettivamente commerciale non piccolo e non

pubblico.

Laddove l’insolvenza sia inferiore ai 30.000 euro non si avvierà una procedura per fallimento. Una

volta accertati i requisiti scattano effetti di tipo processuale e sostanziale, effetti nei confronti DEI

creditori, nei confronti dello stesso imprenditore. Dunque si vuole proteggere l’impresa affinchè i

creditori possano essere ripagati. Fondamentale in questo senso è l’accertamento del passivo, volta

a identificare quali tra i creditori e in che misura abbiano diritto a partecipare al ricavato della

liquidazione fallimentare.

Con la dichiarazione di fallimento si interrompono tutte le cause preesistenti in capo

all’imprenditore. Tramite lo spossessamento il debitore è fuori dall’attività di impresa, non disporrà

più dei beni patrimonio dell’impresa, al suo posto subentra il curatore. Ogni atto di disposizione dei

beni del patrimonio, inclusi i pagamenti che svolgerà l’imprenditore saranno inefficaci. CI SONO

EFFETTI nei confronti dei creditori, che possono avviare istanza e procedere contro l’imprenditore

ma a tal punto i creditori che vantano credito non possono piu procedere con altre azioni nei

confronti dell’imprenditore.

Individuare il patrimonio da liquidare per produrre quella cassa necessaria a pagare i creditori, esso

deve essere censito e protetto.

Tutti gli atti a titolo gratuito compiuti dall’imprenditore (2 anni prima)sono ritenuti inefficaci,

perciò es. chi ha ricevuto una donazione importante dall’imprenditore dovrà essere restituita e

ritornerà a costituire il patrimonio dell’azienda, anche i pagamenti saranno inefficaci.

Il curatore può esercitare nei confronti di terzi azione revocatoria, per recuperare i beni

dell’imprenditore fallito se esso li aveva ceduti a terzi a condizione favorevoli per essi. Es. se terzo

acquista dall’imprenditore a 100.000 un appartamento del valore di 1 milione ,6 mesi prima il

fallimento dell’imprenditore, il curatore potrà esercitare azione revocatoria nei confronti del terzo

per recuperare l’appartamento. Ma se il terzo avesse agito in buona fede e avesse acquistato

quell’appartamento ad un giusto prezzo ad es. al suo valore di mercato, il curatore non potrà

applicare azione revocatoria.

LEZ. 17/5

SOCIETÀ

Alla base delle società c’è un atto fondativo costituito da più soci per la maggior parte delle società.

La società è uno degli strumenti più utilizzati per esercitare attività d’impresa soprattutto nelle

attività commerciali è largamente diffuso tale strumento.

Esistono 8 tipi si società, numero chiuso nel senso che non sono ammesse società atipiche non

disciplinate dalla legge. Ricordando che la s.s. non può essere utilizzata per att. Commerciale le

restanti società possono essere scelte liberamente per att. Commerciali e non.

Talvolta è la legge che impone la scelta di un tipo di società es. spa per mercati regolamentati come

quello bancario, assicurativo.

Questa scelta del modello può essere oggetto di modifiche nel senso che i soci in particolare nelle

soc. di persone è prevista l’autonomia statutaria massima, ampia autonomia nelle srl e ridotta

autonomia nelle spa e sapa soprattutto quando le spa è quotata in borsa, di fatti nell’interesse del

mercato l’autonomia si restringe per queste spa. Tutte le volte che si vuole introdurre un nuovo

elemento, si introduce nello statuto ( riferito a soc. capitali)o nel contratto di società(riferito a soc.

persone) clausole atipiche ossia quelle che si discostano da quelle previste dalla legge, ma ciò non

deve portare alla violazione delle norme imperative es. impresa che produce armi e che produca

anche mine anti uomo si sarebbe inserita nel contratto una clausola atipica NULLA poiché vietata

dalla legge, stessa cosa se viene introdotto una clausola con oggetto IL PATTO LEONINO è quello

dove uno piu soci vengono esclusi dalla partecipazioni agli utili o alle perdite anch’esso è vietato

poiché la nozione di società prevede che sia in positivo che in negativo avvenga la ripartizione

comune di utili/perdite tra i soci. Perciò tale patto leonino risulterà essere NULLO proprio perché

incompatibile con la causa stessa del contratto di società e soprattutto per evitare che l’esclusione

di uno o più soci dalla partecipazione agli utili/perdite incida negativamente sulla corretta

amministrazione della società. Tale patto risulta essere NULLO anche se frutto di pattuizioni

contrattuali private, inoltre saranno NULLi anche i patti parasociali che avranno come clausola

l’esclusione del patto leonino. La nullità del patto non travolge l’intero contratto di società, salvo

nel caso in cui quel patto all’origine fosse ESSENZIALE per dar vita alla società.

Altro es. nel caso di soc. capitali l’elemento caratterizzante è la responsabilità limitata dei soci che

rispondono solo e limitatamente per quanto conferito perciò Non avrebbe senso includere nello

statuto una clausola atipica che stabilisca che i soci rispondono illimitatamente in quanto andrebbe

in contrasto con un elemento caratterizzante le soc. di capitali.

Questo tipo di scelta di introduzione di clausole atipiche nello statuto è talvolta affiancata da

introduzione di esse nei ‘patti parasociali’ ossia contratti che sono chiaramente collegati con la

società costituita , attraverso i quali i soci o parte di essi si danno ulteriori regole es. riguardo la

governance in questo caso si chiamano ‘sindacati di voto’, vendere a terzi le proprie partecipazioni

ecc.

I soci introducono questi patti poiché vogliono regolare il loro rapporto tra soci, avendo la

possibilità di introdurre clausole che non potrebbero essere messe nello statuto della società.

Tipicamente non coinvolgono tutti i soci ma parte di essi, specialmente chi ha una partecipazione

ridotta nella società quindi es. 2-3% della società allora essi possono coalizzarsi attraverso il patto

parasociale affinchè abbiano un potere maggiore. C’è grande differenza tra patto parasociale e

statuto/contratto di società, infatti lo statuto ha efficacia reale ossia vale, è opponibile a tutti sia i

soci esistenti che quelli futuri ma anche a i terzi, mentre i patti parasociali hanno efficacia

meramente obbligatoria ossia contengono regole che valgono SOLO tra soci che hanno sottoscritto

il patto e dunque non sono opponibili a terzi non valgono per questi ultimi. I rimedi per i patti

parasociali sono soltanto ‘risarcitori’ per cui un socio che abbia violato il patto parasociale può

richiedere al socio che ha violato il patto la liquidazione dei danni.

Nel caso di violazione dello statuto/contratto di società il rimedio è reale per cui il socio ha diritto a

tutela reale e dunque le pattuizioni presenti nello statuto sono opponibili a tutti, valgono per tutti. (È

prevista la possibilità di deroga)

Il contratto alla base della società es .contratto di vendita si caratterizza da compratore e venditore

uno si impegna a pagare il prezzo e l’altro a consegnare l’oggetto del contratto (definito contratto

sinallagmatico) per le società funziona in modo diverso, il contratto è c. associativo di durata (pari

alla vita della società), inoltre non c’è uno scambio di prestazioni, per cui il c. società crea

associazione tra i soci in funzione del perseguimento in comune,da parte dei soci,di un

interesse/obiettivo. Nei contratti associativi ci sono regole particolari determinate a gestire

determinate situazioni. Es se uno dei soci diventa inadempiente, oppure uno dei soci era incapace di

intendere o di volere nel momento di sottoscrivere atto costitutivo,cosa succede?

Nela caso di c. associativi la legge prevede regole speciali dirette a conservare il contratto di società

quando perviene una causa di invalidità che riguarda solo uno dei soci, per cui verrà meno solo la

partecipazione di quel socio mentre il contratto associativo rimarrà in vita con gli altri soci. Quando

il rapporto del socio era stato giudicato da tutti soci come fondamentale, essenziale per la

costituzione e la vita della società ciò detto non varrà, per cui il contratto associativo si

SCIOGLIE(questo è un caso straordinario)

Sono 3 gli elementi fondamentali nelle soc. :

-conferimenti di beni servizi con cui si dota la società di un patrimonio

-esercizio in comune dell’attività economica per cui tutti i risultati negativi e positivi devono essere

comuni a tutti i soci.

-lo scopo di divisione degli utili, non esclusivamente inteso come distribuzione del profitto(scopo

egoistico/lucrativo) ma distribuire ai soci i vantaggi patrimoniali derivanti dall’attività della società

(scopo mutualistico)

quindi due o piu soggetti apportano parte del loro patrimonio e si impegnano a impiegarlo in

maniera produttiva in comune, con l intento di distribuire i vantaggi ai soci.

Talvolta è la legge a stabilire di quanto deva essere il cap. sociale minimo, ciò avviene per le srl spa

sapa, ma per le altre fattispecie sono i soci che decidono fatte le adeguate valutazioni di quanto

debba essere il capitale sociale, per cui deva essere proporzionato in base a quello che sarà l’attività

svolta dalla società.

Es. 3 soci per produrre prodotti elettrici necessitano di un cap. sociale di 500.000 euro, a questo

punto si potrebbe stabilire in che proporzioni avvenga il conferimento, può accadere che un socio

versi una quota maggiore degli altri come 300.000 euro oppure una quota uguale 33%. Se tizio si

impegna a conferire 300.000 e gli altri due soci 100.000 ciascuno. Tale conferimento può essere

fatto oltre che in DENARO cash, anche in natura tramite beni mobili e immobili, tramite servizi,

cedendo crediti che abbiano cmq lo stesso valore di quanto si debba versare, in generale debba

avere un utilità il conferimento.

Per certe società sono previste delle regole con riguardo ai conferimenti come anche per la

valutazione dei beni diversi dal denaro, soprattutto nel caso di soc. capitali in cui è prevista resp.

Limitata, per cui la valutazione di un conferimento è fondamentale, per cui è necessario un perito

che valuti il valore del bene conferito.

Dal pt vista contabile e organizzativo la funzione di questi conferimenti, nel momento in cui

versano quei 500.000 essi diventano capitale sociale che è diverso dal patrimonio sociale, infatti

solo al momento della costituzione il cap. sociale di 500000 coincide con il patrimonio sociale,

perché nel momento in cui si inizia ad operare quel patrimonio sociale potrà crescere/diminuire e

dunque diventa mobile in funzione all’attività svolta e quindi se si ottengono risultati

positivi/negativi durante la gestione, mentre il capitale sociale rimane un numero fisso, che deve

rimanere permanentemente all’interno della società fin tanto che essa è viva.(DIFFERENZA

ATTIVI E PASSIVI) di questa differenza tra attivo e passivo una parte(ossia nell’es. i 500.000) non

può essere distribuita ai soci finche la società esiste, è in vita, e dunque quei conferimenti versati

inizialmente non sono rimborsabili ai soci in quanto costituiscono patrimonio della società finche

essa è in vita, dunque l’utile sarà quella parte DATA dalla differenza PN-capitale sociale. (capitale

sociale è una voce del PN)

Tizio che versa 300.000 avrà un compenso maggiore rispetto agli altri 2 soci che versano 100.000

ciascuno.

Esercizio in comune normalmente è,anche un esercizio ‘professionale’ ossia esercitare stabilmente

attività economica e non i modo saltuario.

Mentre nella nozione di imprenditore tale elemento è fondamentale, per le società al contrario può

accadere (raramente) che ci sia una società che svolga attività economica non in modo professionale

per cui sarà ‘società senza impresa’.

Si tratterà di società occasionali quelle senza impresa, ossia quelle che nascono per svolgere un

singolo rapporto giuridico, ma ad es. una società che sorge per costruire es. un autostrda anche se

essa morirà alla fine dell’appalto, essa cmq possiede il requisito di professionalità

Per le professioni intellettuali li esclude dalla nozione di imprenditore e d esclude che possano

svolgere l’attività in forma di società. Esistono però i casi in cui ad es. la clinica in cui la

professione intellettuale del medico si svolge all’interno di una vera organizzazione, per cui prevale

l’elemento dell’organizzazione che l’elemento personale.

CI SONO i casi in cui i professionisti intellettuale, si costituiscono delle società di avvocati,

professionisti in genere, però l’ordinamento protegge con delle leggi speciali il carattere personale

di quella prestazione che offrirà l’intellettuale, elemento importante della prestazione.

Scopo divisone degli utili:

scopo lucro oggettivo, cioè attività è svolta in modo tale da produrre una plusvalenza rispetto i costi

sostenuti(ricavi coprano almeno i costi) coincide con il metodo economico ;

scopo lucro soggettivo, al quale si aggiunge ulteriore elemento che fa si che la plusvalenza sia

distribuita nella forma di dividendo ai soci. Esistono ad es. nelle soc. consortili che non avvenga

questa distribuzione dei profitti.

Altra differenza associazioni e società, nelle associazioni sono caratt da scopo altruistico per cui il

risultato da cui ne deriva va avantaggio di terzi, mentre le società hanno scopo egoistico per cui il

vantaggio va a favore dei soci.

Distinzioni tra società e comunioni, la società è di tipo produttivo mentre la seconda corrisponde ad

un attività di mero godimento di un bene. Es se un ente possiede un immobile per farlo godere a

soci, questa non corrisponderà a società. Le soc. di comodo, sono trattate in modo penalizzante

dallo Stato dal pt vista fiscale nel senso che anche se non producono reddito sono tassate. Altre

distinzioni tra società e fondazioni, nelle soc. 2 o piu soggetti creano organizzazione tramite

un’associazione per svolgere attività economica in comune, nelle fondazioni prevale non l’elemento

associativo ma un patrimonio che è destinato ad uno scopo preciso. Distinzione società coi

consorzi, dove 2 piu imprenditori disciplinano alcune fasi dell’ attività dell’impresa, quelli con

attività esterna possono costituire una società ossia le soc. consortile che ha ad oggetto attività di

consorzio e non un normale attività d’impresa.

La rilevanza organizzativa della società è importante, quando un’ imprenditore avvia attività

d’impresa esso è assoggettato al rischio di impresa e dunque in capo a se stesso c’è sia il rischio di

non avere profitti e sia quello di averne; diverso è il discorso per le società che in realtà si crea un

soggetto giuridico diverso rispetto ai soci, per cui sarà la società che si costituisce avrà un nome,

una sede un proprio patrimonio autonomo rispetto ai soci.

Disciplina delle società

Gli 8 tipi di società si differenziano per l’oggetto commerciale o agricolo. (TIPICITÀ delle società)

Le s.s non possono svolgere attività commerciale, se è vero che tutte le società hanno lo scopo

oggettivo esistono anche quelle che hanno scopo soggettivo, ad esse si contrappongono quelle a

scopo mutualistico per cui non si distribuiscono utili ma vantaggi a favore dei soci(es cooperative,

consorzi) infatti si trovano condizioni molto più vantaggiose rispetto a quelle presenti sul mercato.

Società di persone -> s.s, sas, snc prevale l’intuitus personae rilevante è la personalità del socio

Società capitali-> spa, srl, sapa elemento prevalente è il capitale si ha spersonalizzazione dei soci , i

soci partecipano soltanto alla assemblea dei soci, la gestione spetta all’organo amministrativo; la

responsabilità è limitata, tranne per i soci accomandatari che hanno responsabilità illimitata che

hanno il diritto di amministrare e per questo diritto rischiano anche con il loro patrimonio personale.

Soggettività delle società-> tutte son distinte rispetto ai soci, hanno proprio nome, proprio

patrimonio ecc. ma nel caso di soc. capitali sono dotati di una vera e propria personalità giuridica

ciò vuol dire che sono a tutti gli effetti dei soggetti come delle persone fisiche per cui sorgono in

capo degli obblighi, (non hanno però ovviamente diritti personali e personalissimi).

La legge consente in certi casi di superare quella diversità tra i soci e la società soprattutto dal pt

vista patrimoniale, ciò consente ai creditori qualora il patrimonio della società non sia capiente

allora a quel punto i creditori possono rifarsi sul patrimonio personale dei soci qualora sia prevista

la responsabilità illimitata dei soci.

(Ciò che vale sempre cmq è che prevale la distinzione tra società e soci), è sbagliato dire che i debiti

della società siano debiti dei soci. La responsabilità principale per i debiti ce l’ha la società

eventualmente qualora non sia capiente esiste la responsabilità sussidiaria dei soci per cui si possa

far prevalere i propri crediti sul loro patrimonio. SOPRATTUTTO PER LE SOC. di persone ( ma

anche in alcuni casi per le srl, escluse le spa e spa quotate) possono essere previste clausole

atipiche, esse saranno nulle quando introducono dei patti che violano le norme di legge( es. nel caso

si introducesse il patto leonino) e inoltre non devono entrare in contrasto con le peculiarità del tipo

di modello scelto.(es. per le soc. capitali è prevista la responsabilità limitata e quindi non può essere

prevista una clausola che proponga una responsabilità illimitata)

differenza statuto e patto parasociale, le regole previste dallo statuto sono opponibili a terzi,

creditori e dunque hanno efficacia reale e quando si violano il socio può richiedere dei rimedi che

rimuovano gli effetti di quell’azione. Il patto parasociale vincola invece SOLO i soci che lo hanno

sottoscritto e dunque non è opponibile ai terzi, ai soci, ai creditori, in caso di violazione del patto

parasociale è prevista la richiesta del risarcimento del danno ma non potrà richiedere un rimedio

con efficacia reale che rimuova gli effetti di quell’azione.

LEZ.24/5

SOCIETÀ DI PERSONE

SONO le s.s snc sas quando si sceglie il tipo societario c’è una regola che chi volgia svolgere un

attività comm non può scegliere la s.s; tuttavia la s.s non vuol dire che non sia

Prototipo normativo generale il legislatore usa la s.s per dettare la disciplina generale applicabile a

TUTTE le soc. di persone. Poi il legislatore stabilisce le regole che differenziano la s.s dalla snc o

sas. Dunque la base sarà sempre quella della s.s poi a seconda se sia snc o sas vi saranno delle

norme aggiuntive che le differenziano.

Tutte le soc. persone sono un soggetto diverso rispetto ai loro soci, soggetto che NON ha

personalità giuridica(che è caratteristica delle soc. di capitali dove è prevista una totale separazione

dai soci) ma cmq hanno una loro soggettività, nel senso che sono enti distinti sai loro soci, quando

la soc.persona assume degli obblighi, contratti, diritti saranno in capo alla società e non hai soci.

Anche le soc. persone hanno un loro patrimonio distinto da quello dei soci, ma l autonomia

patrimoniale( che a differenza di quella perfetta delle soc. capitali), è un autonomia patrimoniale

imperfetta poiché i creditori sociali potranno rivalersi in primo luogo sulla società che è il debitore

principale ma qualora non sia capiente, essi potranno rivalersi sul patrimonio dei soci per far fronte

agli obblighi assunti dalla società. Che sia imperfetta lo si deduce dai poteri che hanno anche i

creditori dei singoli soci(non sociali) che sono creditori personali dei soci, essi non possono

rivalersi nei confronti della società per soddisfare il proprio credito, l’imperfezione sta nel fatto che

se il creditore non riuscisse a farsi pagare dal socio, potrà chiedere di assegnarsi gli utili destinati a

quel socio(sotto forma di dividendi o altro) o anche in sede di liquidazione della soc. ,dove quella

parte che sarebbe stata destinata al socio in questo modo sarebbe destinata al creditore personale, in

sintesi quindi solo in sede di distribuzione degli utili o in sede di liquidazione della società il

creditore personale potrà soddisfare il suo credito. L’autonomia patrimoniale introduce il tema della

responsabilità dei soci. Nelle soc. persone c’è la regola generale che stabilisce che: i creditori

devono far valere i propri diritti sul patrimonio sociale, laddove non fosse sufficiente potranno far

valere i loro diritti sul patrimonio dei soci. La resp. Dei soci NON deve essere confusa con quella

che è la partecipazione dei soci alle perdite. La perdita si rileva quando le attività siano inferiori alle

passività, essa è un fenomeno interno alla vita della società, per cui se la soc. è in perdita essa può

continuare ad operare e può darsi che dopo qualche tempo si possa ripianare ed eventualmente

trasformarsi in utile. Un socio che abbia il 25% di una soc. persone sa che è titolare di un 25% di

eventuali utili/perdite. Ma qualora si verificasse un utile o perdita ad esso non sarà corrisposto una

quota del 25% dell utile o della perdita ma servirà una delibera.

Quando si parla di resp. Dei soci sussidiaria è importante conoscere il meccanismo che consente la

tutela della sussidiarietà dei soci, esso è definito BENEFICIO DI ESCUSSIONE che funziona in

modo diverso nelle s.s rispetto a come funziona nelle snc e sas. Esso nelle snc e sas prevede che se

il terzo creditore vuol farsi pagare un debito, deve chiederlo in primo luogo alla società e dopo ai

soci ma solo dopo aver constatato e provato che il patrimonio della società non sia capiente. Quindi

può intaccare il patr. dei soci solo dopo.(BENEFICIO DI ESCUSSIONE OPERA

AUTOMATICAMENTE)

Nelle s.s il creditore può andare subito a chiedere il credito al singolo socio, saltando l’escussione

del patrimonio della società(NON OPERA AUTOMATICAMENTE,SARÀ IL SOCIO A

RIFERIRE SU QUALI BENI POSSA SODDISFARSI AGEVOLEMTE). In questo caso il socio

che vede intaccato il proprio patrimonio dal creditore, potrà bloccare la sua iniziativa indicando i

beni della società sui quali il creditore si possa rivalere. Tale principio tutela la sussidiarietà dei

soci.

Esistono inoltre delle limitazioni legali(come nelle sas) dove i soci accomandanti hanno resp.

Limitata quindi questo è un caso in cui la legge limita la responsabilità del socio accomandante. Se

un socio non partecipa all’amministrazione, beneficia del fatto che possieda una resp. Limitata

sussidiaria che cmq deve essere prevista all’interno dello statuto ecc.(controllare)

I patti previsti tra i soci dunque hanno solo rilevanza interna(cioè tra di loro)

COSTITUZIONE SOC. PERSONE

Avviene sempre con una pluralità di soggetti quindi con un contratto tra 2 o più persone. La forma

del contratto è LIBERA, salvo che la forma non sia richiesta da un conferimento ( es. per traferire

un immobile è necessario un contratto formale). In tutte le soc. sottoposte a obbligo di pubblicità

legale ossia soc. commerciali in questo caso snc e sas, il contratto deve essere in forma scritta con le

firme autenticate dei soci da un notaio. Se non ci fosse questa forma, il registro non accetterebbe

altra forma perciò in questo modo sarebbero società irregolari ossia quelle società non iscritte nel

registro delle imprese, quindi ad esse si applicherà altra disciplina. Se la registrazione avviene con

contratto scritto, nello stesso momento avvengono i conferimenti. I conferimenti nelle soc. persone

si può conferire qualunque bene suscettibile di valutazione economica e che sia utile all’esercizio

dell’impresa(perciò denaro, crediti, prestazioni) mentre nelle spa NON è possibile conferire un

opera o prestazione.

Altro tema è il regime dei conferimenti, la legge non dice in che misura i soci devono eseguire il

proprio conferimento. nelle soc. persone scattano delle presunzioni ossia che un socio conferisca in

misura uguale all’altro, mentre se nulla è detto nel atto costitutivo, non c’è un minimo come per le

soc. di capitali, anche qui scatta una presunzione ossia il conferimento debba avere un valore

proporzionato a quelli che sono gli obblighi relativi all’oggetto della soc. Altro aspetto è la

valutazione dei conferimenti diversi dal denaro, quando viene conferito un bene o un credito o

servizio che valore si può dare? Per le soc. di persone non è prevista una legge specifica, (per questo

nella maggioranza dei casi lo si fa in denaro anche perché l’investimento non è elevato, per evitare

litigi tra i soci) La disciplina dei conferimenti prevede una valutazione che preveda che sia il

contratto di società a stabilire come valutare i conferimenti e dunque spetterà anche ai soci.

Nello stesso momento in cui si costituisce la società al tempo zero sul conto della società ci sarà

una certa somma, mentre nei momenti successivi tale patrimonio sociale aumenterà/diminuirà a

seconda dei movimenti e operazioni effettuate.

Si può divenire soci anche dopo che la soc. è costituita comprando la quota di un socio. Nelle soc.

capitali la partecipazione può essere facilmente trasferibile, mentre nelle soc. di persone vuol dire

modificare il contratto di società in quanto uno dei tre contraenti modifica soggettivamente il

contratto, sarà necessaria per cui il consenso di tutti i soci affinchè tale modifica possa avvenire.

Tipicamente lo stesso contratto costitutivo può prevedere diritto di prelazione per i soci qualora sia

messa in vendita una quota di un socio, affinchè rimanga un gruppo integro senza che entrano nella

società soggetti estranei.

Qualora sia necessario un capitale aggiuntivo e i soci non dispongano di questo capitale, (aumento

di cap. sociale) potrà essere effettuato grazie all’introduzione di un altro socio nella società. È

possibile divenire soci a causa di morte di un socio, in questo caso la regola a protezione dei soci

rimanenti è che subentrino gli eredi del socio morto, divenendo però responsabili non solo per le

obbligazioni da loro contratte ma anche per le obbligazioni che erano state assunte prima della loro

entrata nella società.

Che vuol dire divenire socio? Vuol dire essere titolare dlel partecipazione ma anche di diritti che

sono distinti in diritti patrimoniali e amministrativi. I d. patrimoniali sono il diritto di partecipare

agli utili (ma anche qualora ci sia una perdita) nelle soc. persone a differenza delle soc. capitali il

diritto matura solo quando gli utili sono stati effettivamente conseguiti dalla società ciò risulterà dal

bilancio, che nel momento in cui sarà approvato essi percepiranno gli utili. Nelle soc. capiatli

quando c’è un utile dal bilancio, ci vuole decisione dei soci per distribuire in tutto o in parte quei

utili e dunque si necessita della delibera dell’assemblea dei soci. Altro d. patrm è la liquidazione

della propria quota di partecipazione in caso si sciolga la società, dopo aver pagato tutti i creditori

quel che rimane del patrimonio deve essere distribuito ai soci in proporzione a quanto conferito.

Stesso diritto si ha nel caso in cui si sciolga il singolo rapporto del socio con la società, quindi

quando esce dalla soc. ma a società continua a permanere in vita. Se è vero che la parte di utili

spettanti a ciascun socio è rimessa alla pattuizione di ciascun socio è anche vero che i soci non

possono essere esclusi dagli utili o dalle perdite da eventuali pattuizioni (patto leonino è nullo)

I diritti patrimoniali si distribuiscono in proporzione alla partecipazione agli utili o alle perdite,

sono previste delle presunzioni qualora mancasse un esplicita pattuizione nel contratto di società è

previsto che le parti spettanti ai soci si presumano proporzionali ai conferimenti. Può essere anche

previsto nel contratto di soc. in cui i soci abbiano una quota NON proporzionale ai conferimenti

DATI, quindi è LEGITTIMO!! L’unico limite è la solita esclusione del patto leonino.

Talvolta è affidato ad un terzo (arbitratore) determinare in quale misura i soci possano partecipare

agli utili/perdite, è una clausola che deve essere prevista solitamente.

I diritti amministrativi sono:

-diritto di veto, per una serie di decisioni è necessario il consenso di tutti i soci, come ad es.

modifiche al contratto societario dove è necessario il consenso di tutti. Ciò è previsto anche qualora

si volesse cambiare l’oggetto sociale. Tale diritto di veto potrebbe essere usato in maniera abusiva,

per cui di solito si potrebbe inserire una regola che prevede che per certe decisioni vige il principio

maggioritario, che è più democratico

-diritto a ricevere il bilancio e di approvarlo

-diritto di controllo, che spetterà a quei soci che NON partecipano all’amministrazione

-diritto di recedere dalla società, si ha la possibilità di RECEDERE(uscire) dalla società

OBBLIGHI A CARICO DEI SOCI

Nel momento in cui si diventa soci, deve eseguire necessariamente il conferimento, qualora non lo

facesse si potrebbe fargli causa. Nell soc. capitali tale obbligo è contestuale alla sottoscrizione del

contratto con quale si costituisce la società, quindi eseguire SUBITO al momento della costituzione

della società. Nelle soc. di persone invece ci si può impegnare a conferire in differita il

conferimento, hanno l’obbligo di pagare i creditori, ci sono poi obblighi di non concorrenza quindi

non avere una partecipazione in altre società concorrente salvo che gli altri soci lo permettano. Ci

sono casi in cui i soci si danno degli ulteriori obblighi, es. soc. che ha oggetto organizzazione di


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
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