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proprietà dell’oggetto cui l’indagine è interessata, e assicura un certo grado di comparabilità alle

informazioni rilevate, necessaria ad un loro trattamento aggregato.

La locuzione definizione operativa viene applicata alle caratteristiche dell’oggetto, per designare l’intero

processo attraverso il quale i concetti che orientano un’attività di ricerca su alcune proprietà di un dato

oggetto d’indagine vengano specificati nel loro significato, ridotti/ tradotti in termini osservativi, ed

interpretati empiricamente attraverso essi.

Tale processo coincide con l’elaborato di Paul Lazarsfeld, in merito al passaggio dai concetti agli indici

empirici. Questo modello si articola in quattro fasi:

a) Rappresentazione figurata del concetto.

b) Analisi dimensionale del concetto.

c) Individuazione e scelta degli indicatori.

d) Costruzione degli indici empirici.

Le fasi b e c coprono l’area del processo lungo la quale s’istituisce il rapporto di indicazione, cioè si

congiunge un concetto astratto sul piano osservativo attraverso una serie di concetti ponte collocati a un più

basso livello di generalità: le dimensioni del concetto e successivamente i relativi indicatori.

Tra le fasi c e d vengono messi a punto espedienti fisici, cioè le variabili, attraverso le quali il ricercatore

rileva e registra informazioni elementari in merito agli stati che le varie proprietà dell’oggetto assumono nei

casi osservati.

Nella fase d si realizza una sintesi di tali informazioni, si costruisce cioè una sorta di supervariabile detta

indice empirico del concetto originario. Queste due fasi costituiscono l’Operativizzazione.

La definizione operativa dell’oggetto consente di operare una classificazione estensionale e denotativa, e

dunque, di determinare la classe degli oggetti ai quali il termine si applica e dei quali ci si occupa.

La definizione operativa delle proprietà dell’oggetto, tende invece a classificazioni intensionali e connotative

dello stesso oggetto.

Lazarsfeld aveva segnalato la necessità, da parte dell’intervistatore, di un uso libero e aperto del

questionario, ponendo il fondamento della coma comparabilità delle risposte nell’identità dei significati delle

domande, piuttosto che delle parole utilizzate nella loro formulazione.

L’intervista con questionario è considerata l’esemplare caratteristico dei sistemi di rilevazione atomistici,

rivolti cioè ad un oggetto scomposto, frammentato nelle sue componenti elementari, nelle sue proprietà.

L’intervista cosiddetta qualitativa agisce invece sul versante della profondità, o meglio dell’approfondimento

di alcune generali tematiche inerenti al problema d’indagine, perciò si tratta in genere di un’intervista

guidata, per la quale ci si avvale di una griglia flessibile, articolata in funzione degli obbiettivi conoscitivi del

ricercatore secondo uno schema concettuale a maglie larghe, che orienta in merito al contenuto generale

delle informazioni richieste, per tali caratteristiche è anche detta semistrutturata o semistandardizzata.

Quando l’intervista è condotta in assenza di una qualsivoglia traccia, il ricercatore individua nel corso del

suo stesso svolgimento gli argomenti da approfondire, si tratta di un’intervista non strutturata o libera. pag. 6

L’intervista qualitativa può essere inoltre rivolta anche ai gruppi, è il caso dei focus group, ovvero delle

interviste che coinvolgono un numero di individui a discutere insieme su un certo tema. Tecnica principale

del ricercatore è quella dell’osservazione partecipante.

5. Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica.

La base empirica costruita, deve essere ulteriormente trattata, organizzata, elaborata e analizzata, con

procedure strumentazioni tecnico-scientifiche adeguati alla natura delle informazioni raccolte.

Si possono distinguere:

• L’Analisi Primaria: relativa ad informazioni ricavate da fonti dirette.

• L’Analisi Secondaria: inerente a informazioni ricavate da fonti indirette.

Bisogna fare una distinzione soprattutto sulle tecniche utilizzate per la raccolta della base empirica della

ricerca e alla forma e al contenuto del tipo di informazione che la costituisce.

All’utilizzo di tecniche Quantitative, corrisponde un’informazione ad alto grado di formalizzazione, capace

cioè, di rappresentare immediatamente e precisamente le modalità o i valori secondo cui certe proprietà si

presentano in determinati oggetti.

Ciò permette di attribuire ad ogni informazione registrata un codice identificativo, che ne consente

l’inserimento in un sistema di organizzazione specifico: la matrice di dati “casi per variabili” . Grazie a tale

sistema, le informazioni acquisiscono la natura di dati in senso stretto e possono essere sottoposte a

procedure di elaborazione, da cui sia possibile stimare l’andamento di ciascuna variabile.

Per tali ragioni la ricerca quantitativa viene anche detta ricerca MAT (ricerca con matrice di dati) e viene

caratterizzata come orientata alle variabili.

All’utilizzazione di Tecniche Qualitative, corrisponde invece la produzione di materiale empirico assai

eterogeneo e complesso, tale che, l’informazione raccolta si presenta quasi sempre ad un basso livello di

formalizzazione. Il trattamento e le procedure per l’analisi di materiale empirico fanno capo a diverse

strategie e sono in genere non formalizzati.

6. Esposizione dei risultati.

L’esito di un lavoro di ricerca è sempre un rapporto, in cui il ricercatore, illustra il complessivo disegno

dell’indagine, formula un giudizio e trae conclusioni.

L’esposizione dei risultati della ricerca empirica impone il ricorso ad un lessico specialistico, ovvero lingua

speciale, costituito da termini tecnici e da particolarità morfosintattiche e di specifiche strutture testuali.

La struttura standard di un testo scientifico prevede: un’introduzione, la presentazione del problema, i modi

secondo cui se ne ricercata la soluzione, la conclusione.

I risultati di una ricerca costituiscono infatti, sempre, il prodotto di una serie di operazioni o procedimenti,

che devono essere illustrati, tenendo conto delle condizioni e degli assunti dell’attività di cui sono il risultato.

Nell’ambito della ricerca sociale, la redazione del rapporto di ricerca può differire considerevolmente a

seconda della strategia cognitiva che ha orientato il percorso d’indagine e, anche delle caratteristiche della

base empirica prodotta e dunque del tipo di analisi cui essa può essere sottoposta. pag. 7

Ricerca macrosociologia e microsociologica.

L’oggetto dell’investigazione sociologica è sempre una formazione sociale, variante da società estese a

contesti sociali ristretti.

Le ricerche Macrosociologiche: sono caratterizzate in base al fatto che l’oggetto d’indagine è rappresentato

da unità di analisi costituite da collettivi. In questa prospettiva si assume che l’agire individuale sia,

determinato dalla struttura sociale, in ragione dei vincoli ch essa pone all’azione, quindi i fenomeni sociali

interessanti sono collocati a livello macro e se ne ricerca la spiegazione in base a proprietà collettive

(Collettivismo/olismo metodologico).

Le ricerche Microsociologiche: sono caratterizzate invece, da unità di analisi costituite da un numero limitato

di individui o piccoli gruppi. In questa prospettiva si assume che la struttura sociale derivi dall’azione di

attori individuali, i qual dunque costituiscono il punto di partenza, l’atono e il fondamento anche

interpretativo/esplicativo delle informazioni sociali (Individualismo metodologico).

Mesosociologico: la concettualizzazione del problema orienterà verso la raccolta di informazioni relative sia

a proprietà degli attori sociali (individuali) sia a proprietà dei contesti di azione (collettive), mediante il

ricorso simultaneo a differenti procedure e tecniche di ricerca. In tale prospettiva, l’agire individuale viene

analizzato in termini di rapporto fra l’azione, con ciò che essa determina nella struttura, e i condizionamenti

che le vengono posti dalla struttura stessa, dal contesto.

L’utilizzazione simultanea di variabili definite su collettivi e variabili definite su individui caratterizza

l’analisi contestuale. Cap.2

Paradigmi, tradizioni e strategie di ricerca.

Sistemi di riferimento per la ricerca sociale.

Il disegno della ricerca deve rispondere ad una strategia, che può essere definita come un complesso di azioni

indirizzate razionalmente ad uno scopo, che procede per obiettivi intermedi, avvalendosi di risorse e

strumenti incardinati in un processo.

Le strategie cui può essere condotta la vasta gamma di dei disegni di ricerca sociale vengono a loro volta

rinviate a paradigmi, approcci, metodi, tradizioni di ricerca, con cui si tende a far riferimento alle prospettive

di carattere generale che hanno storicamente orientato lo sviluppo della conoscenza sociologica.

Tali prospettive fanno capo al positivismo, dai cui deriva il paradigma positivistico; la corrente

dell’ermeneutica, da cui deriva il paradigma interpretativo.

• Paradigma Positivista : Gli oggetti di studio delle scienze sciali sono costituiti da fatti sociali; il

compito del ricercatore è darne conto, spiegarli alla luce dei fattori, delle condizioni, delle cause che

li determinano. Il metodo di studio è quello della scienza sperimentale, secondo il modello delle

scienze naturali; le procedure attraverso le quali il compito si realizza sono osservative e le tecniche

ne sono componente essenziale; il fine è pervenire a spiegazioni del fenomeno, oggetto di studio.

L’atteggiamento del ricercatore è quello dell’osservatore distaccato, separato dall’oggetto di studio.

• Paradigma interpretativo : l’oggetto di studio, è una realtà costruita, relativa, consapevolmente

assunta da una prospettiva, dunque non distinta dal ricercatore stesso. Compito dell’indagine sarebbe

la ricerca del significato del fenomeno oggetto di studio. Il metodo considerato è considerato

prossimo alle pratiche cognitive del senso comune. Le procedure, le tecniche e gli strumenti

pag. 8

adeguati, devono sostenere un’attività di interpretazione. L’obbiettivo dello studio è la comprensione

dell’oggetto. In questa prospettiva l’atteggiamento del ricercatore richiede un forte coinvolgimento,

fondato sull’interazione.

A questa contrapposizione tra paradigma positivista e paradigma interpretativo, si sovrappone quella tra:

• Paradigma misurativo o convenzionale : si richiama agli ideali di precisione della scienza naturale e

alla convinzione che, la conoscenza scientifica si realizzi attraverso attività di misurazione in senso

stretto.

• Paradigma narrativo : assume a modello la letteratura piuttosto che la scienza, dando luogo a

pratiche di ricerca basate sull’assunto che, descrivere una realtà complessa, narrarla in modo che

assume la forma di un vero e proprio intreccio.

Postpositivismo annoverato fra i “paradigmi di base”, viene a caratterizzarsi per:

L’ammissione della possibilità di conoscenze solo imperfette; l’enfasi posta sulla centralità del ruolo che la

prospettiva teorica svolge nella percezione dei fatti; la negazione che tra oggetto e soggetto d’indagine

sussista una separazione, un dualismo e anzi, il pieno riconoscimento della loro relazione, dello scambio

reciproco che essi realizzano nel processo conoscitivo; la valorizzazione del ruolo dei procedimenti induttivi

accanto ai deduttivi; l’ammissione del carattere provvisorio e probabilistico delle generalizzazioni; la

valorizzazione del ruolo critico della comunità scientifica sulle acquisizioni e procedimenti di ricerca, dei

quali si enfatizza il necessario carattere di PUBLICITA’, REPLICABILITA’ E CONTROLLABILITA’.

Strategie di ricerca Quantitativa. .

Formulazione e concettualizzazione del problema

A partire dall’assunto di base secondo cui n problema di ricerca consta sempre di due elementi, un oggetto e

le proprietà di esso che lo rappresentano, si può affermare che la strategia di ricerca quantitativa è adeguata

alle circostanze in cui il fabbisogno informativo dell’indagine riguarda numerose proprietà di un oggetto

sociale concepito come categoria o aggregato.

Le proprietà dell’oggetto che si considerano rilevanti per l’obiettivo cognitivo dell’indagine sono

analiticamente specificate e definite operativamente, in modo che si possa orientare l’osservazione sugli

specifici referenti empirici progettati come adeguati ad indicarle.

Progettazione e costruzione della base empirica.

L’oggetto d’indagine sempre costituito da una popolazione, insieme definito operativamente di esemplari

riconducibili concettualmente alla stessa unità di analisi.

L’interesse dell’indagine è dunque rivolto a determinare QUANTI esemplari della classe possiedano certe

caratteristiche, secondo QUALI modalità, e COME le diverse caratteristiche siano associate tra loro.

L’indagine mira a stimare l’estensione del fenomeno e la sua distribuzione attraverso gli stati che esso

presenta all’interno di quella data popolazione, e a caratterizzarlo nelle sue diverse configurazioni.

Per realizzare quest’obbiettivo è necessario determinare un numero di esemplari da osservare che sia

sufficiente e rappresentativo della popolazione nella sua interezza. L’osservazione è sempre mediata dallo

strumento attraverso il quale si rilevano le informazioni.

Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica. pag. 9

La base empirica sarà costituita da informazioni organizzate in dati. Proprio per gli obbiettivi cognitivi

prevalenti, le informazioni così ottenute saranno sottoposte ad un’elaborazione adeguata ad aggregare quelle

dello stesso tipo.

Per far ciò è necessario organizzare la matrice dei dati “casi per variabili”:

1. Analisi Monovariata : analizza l’andamento di ogni singola variabile, e risponde ad interrogativi circa

il modo in cui ciascuna variabile è distribuita tra i casi osservati, quale sia la sua complessiva

variabilità e, dunque, quale sia il grado di omogeneità /eterogeneità della popolazione rispetto ad

essa.

2. Analisi Bivariata : analizza l’andamento di due variabili, allo scopo di stimare l’incidenza delle loro

possibili combinazioni sul totale dei casi osservati e allo scopo di indagare la relazione che c’è tra

esse o testare un’ipotesi di relazione già formulata.

3. Analisi Multivariata : si considerano simultaneamente più di due variabili, allo scopo di esplorare la

complessiva struttura delle loro associazioni, ovvero di testare modelli di relazione complessi.

Natura dell’inferenza.

Quest’aspetto della ricerca è strettamente connesso al rapporto che essa intrattiene con la teoria. È vero che il

rapporto fra ricerca e teoria è strutturato in fasi logicamente consequenziali, e che la teoria precede

l’osservazione, ma quest’ultima mira non al sostegno, tramite dati empirici, della teoria precedentemente

formulata, bensì ad un controllo di essa. La nozione di controllo comporta l’assunzione di un rapporto aperto,

interattivo tra teoria e ricerca.

Esposizione dei risultati.

Nell’esporre i risultati del proprio lavoro, il ricercatore dovrà fare riferimento ai diversi tipi di elaborazione

cui ha sottoposto i dati e avvalersi delle forme di rappresentazione più adeguate ad essi (tabelle, grafici).

Quanto al contenuto dei dati stessi, Marradi segnala come, relativamente al tipo di analisi che si può

condurre, valga l’assunto che per tale via sia possibile produrre asserti impersonali, vale a dire asserti che

“possono essere sottoposti a controllo empirico senza alcun ricorso alla conoscenza personale di un qualsiasi

osservatore o ricercatore”.

In realtà, nell’effettiva pratica dell’indagine non è affatto cos’. Le tecniche consentono di evidenziare nessi o

assenza di nessi significativi: sta al ricercatore darne conto e può farlo solo interpretando o spiegando la

relazione che “impersonalmente” gli viene restituita all’elaborazione dei dati, ricorrendo al complesso delle

proprie conoscenze personali.

In ogni caso la comunicazione dei risultati di un tale tipo d’indagine si presta ad un’esibizione della base

empirica sulla quale l’analisi è stata sviluppata, che pertanto può essere controllata.

Strutturazione del disegno della ricerca.

Concettualizzazione.

Predisposizione degli strumenti di rilevazione. pag. 10

↓ Forma: Linearità discendente

Costruzione della base empirica.

↓ ↓

Elaborazione e analisi dei dati.

Tale interconnessione comporta che quello stesso processo lineare possa essere rappresentato anche con

frecce di ritorno da una fase alla precedente; persino in sede di analisi dei dati, il ricercatore può trovarsi in

condizioni di riconcettualizzare alcune proprietà, di ridefinire alcune definizioni operative.

Se dunque la progettazione del disegno di ricerca ha un certo carattere di strutturazione e rigidità,

l’esecuzione di esso comporta tuttavia la necessaria flessibilità richiesta dal fatto stesso di concepire l’attività

d’indagine empirica come esperienza tecnica-concettuale, procedurale e tecnica.

In questo tipo di ricerca non è quasi mai il ricercatore isolato, a compiere l’indagine, bensì il gruppo di

ricerca.

Strategie di ricerca Qualitativa.

La strategia qualitativa viene in genere caratterizzata per l’approccio naturalistico all’oggetto d’indagine,

volto cioè a rispecchiare il più possibile l’oggetto nella sua naturalità. Delle ricerche che adottano tale

strategia si mette dunque in risalto l’orientamento cognitivo centrato sui casi, con intenti eminentemente

idiografici. .

Formulazione del problema

Tale ricerca si colloca ad un livello micro; tale approccio mira alla scoperta del punto di vista dell’attore

sociale. Con gli approcci qualitativi si studiano atteggiamenti, comportamenti, valori e credenze di individui

nel loro ambito di esperienza personale, quando sono più rilevanti, a tale riguardo, gli aspetti psico-sociali e

culturali rispetto a quelli sociali e strutturali.

Concettualizzazione del problema.

Lo studio si concentrerà su macroaree problematiche, orientative rispetto a varie dimensioni dell’oggetto di

studio. Il linguaggio sarà costituito da concetti ad elevato livello di generalità. I concetti che orientano

l’osservazione hanno una funzione di guida e di avvicinamento al piano osservativo, nel cui ambito di

ricercatore si muoverà con un ampio margine di libertà nella direzione indicata da concetti “sensibilizzanti”.

Tali concetti possono anche risultare tra loro connessi entro un sistema definito di ipotesi e dunque entro un

modello di analisi. pag. 11

Progettazione e costruzione della base empirica.

Per questo tipo di problema sarà necessario qualificare la specifica situazione di ricerca nel cui ambito lo

studio è rilevante.

Il ricercatore potrà avvalersi di una strumentazione di raccolta delle informazioni poco o per nulla

standardizzata; al ricercatore stesso si richiedono un atteggiamento di grande flessibilità e particolari doti di

intuito, creatività, sensibilità alla situazione.

La costruzione della base empirica d’indagine è costituita da nastri di registrazione di interviste di

profondità, oppure da appunti di osservazione, da immagini, da testi documentali. In ogni caso si tratterà di

materiale eterogeneo, di dati soft, in genere non formalizzati e in qualche misura formalizzabili.

Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica.

Il materiale sarà sottoposto a procedure di classificazione manuale; le relazioni indagate fra i diversi aspetti

del fenomeno andranno rese discorsivamente “narrate”; il ricercatore non tenderà a generalizzazioni, m

semmai a classificazioni o alla costruzione di tipologie.

Lazarsfeld e Barton, hanno introdotto la locuzione “ sistemi descrittivi”, per designare una specifica modalità

di organizzazione di una serie di osservazioni qualitative, considerandola “ il primo passo verso la

comprensione di un campo di attività umana”.

Esposizione dei risultati.

La natura informale delle procedure d’indagine che caratterizza molte pratiche che s’ispirano a questa

strategia di ricerca si ripercuote sul resoconto che si può fare delle relative risultanze empiriche, la cui base

non può avere il medesimo carattere di visibilità e ispezionabilità. Se la base empirica è costituita da tabelle,

nella ricerca qualitativa si fa ricorso a trascrizioni di brano di interviste individuali o di discussioni di gruppo,

a montaggi di note etnografiche, ad altri materiali variamente organizzabili che vengono sottoposti ad analisi

narrativa.

Nei resoconto d’indagine l’analisi narrativa valorizza il linguaggio come medium del senso dell’agire, e il

linguaggio naturale, nella forma della citazione, contribuisce con il linguaggio sociologico alla costruzione

del testo.

Si è così rilevato un duplice orientamento: da un lato, a mantenere l’assoluto carattere INFORMALE delle

procedure, dall’altro a suggerire modalità appropriate di formalizzazione delle stesse. Quindi da un lato si

assiste all’ostentato rifiuto” di fornire giustificazione agli asserti prodotti, dall’altro, si tende ad assicurare la

ripercorribilità cognitiva dell’itinerario di ricerca, attraverso un minuzioso “resoconto riflessivo”.

Natura dell’inferenza.

Il rapporto con la teoria che la tipica ricerca qualitativa intrattiene è specialmente caratterizzato

dall’insistenza con la quale i ricercatori che la praticano assegnano alla ricerca il compito di far emergere

progressivamente la teoria, Grounded Theory, espressione usata per descrivere un modo di indurre

generalizzazioni basate sulla teoria partendo dai dati.

Il ricercatore qualitativo respinge volutamente la formulazione di teorie prima di cominciare il lavoro sul

campo, considerandola una chiusura.

Si rimarca infatti, che nell’itinerario qualitativo è difficile pervenire a sintesi generali ed efficaci a partire da

articolazioni della realtà descritte narrativamente. La formulazione di sintesi è stata considerata una funzione

caratteristica dell’analisi qualitativa. pag. 12

Strutturazione del disegno della ricerca e ruolo del ricercatore.

L’organizzazione delle attività di ricerca praticate in un contesto di strategia qualitativa può essere abbozzata

solo per linee assai generali, ciò da luogo all’elaborazione di disegni di ricerca flessibili.

Riguardo il ruolo del ricercatore, in una prospettiva qualitativa si assume che esso si astenga da qualsivoglia

interferenza, manipolazione, disturbo.

L’enfasi posta sulla competenza soggettiva del ricercatore, sul suo intuito, sulla necessità della sua

interazione con il soggetto/oggetto d’indagine, nonché della sua immersione nella stessa situazione di studio,

intende far risaltare la radicale diversità tra il ruolo del ricercatore in questa strategia cognitiva e quella

quantitativa, poiché la prima praticabile esclusivamente dal ricercatore isolato.

Cap.3

Tipologie di disegni di ricerca sociale.

Le varietà tipologiche.

I requisiti fondamentali di un disegno di ricerca sono:

• Che gli obiettivi cognitivi siano conosciuti ed esplicitati.

• Che la ricerca sia specificatamente destinata a raggiungere questi scopi.

• Che la relativa progettazione sia dotata di requisiti di validità ed efficacia.

Possiamo distinguere i problemi di ricerca innanzitutto in ragione del tipo di soluzione che per essi si

prospetta e che costituisce l’obiettivo cognitivo dell’indagine.

Descrizione, spiegazione, interpretazione e previsione, costituiscono le possibili forme di soluzione ai

problemi della scienza in ogni settore disciplinare.

Si distingue, perciò, fra studi descrittivi e studi esplicativo-verificativi:

• Descrittivi : hanno l’obbiettivo di esplorare e descrivere un dato oggetto, dando conto di cos’è e

com’è.

• Esplicativi-verificativi : sono indirizzati a cercare un’interpretazione del come un oggetto si configuri

in un certo modo, o una spiegazione del perché , delle ragioni del suo prodursi.

Più raramente i disegni di ricerca sociale vengono riferiti invece a obbiettivi Previsionali; quando ciò accade,

essi vengono considerati come una sottospecie dei disegni esplicativi, data la comune struttura logica.

Descrizione, spiegazione, interpretazione e previsione rappresentano fasi di approssimazione successiva allo

studio di un fenomeno; solo in relazione a un fenomeno che sia stato già accuratamente descritto rispetto a

una serie di proprietà si possono ricercare spiegazioni o interpretazioni di ciò che si è osservato, e solo sulla

base di una spiegazione plausibile del come e perché un fenomeno si configuri in un certo modo è possibile

impostare uno studio indirizzato a prevederne lo stato futuro.

Il tipo d’indagine che si può progettare su un dato oggetto, dipende dallo stato delle conoscenze attualmente

disponibili su di esso o sulla classe dei fenomeni cui è riconducibile.

Disegni di ricerca descrittivi. pag. 13

Quando si parla di ricerca descrittiva in senso stretto si fa riferimento al tipo più formalizzato ed elaborato di

studio esplorativo. Occorre considerare che nessuna descrizione può mai essere esaustiva in merito alla

complessità di un fenomeno. Solo uno specifico interesse cognitivo, una prospettiva di studio, un obiettivo

teorico o pratico, possono indirizzare il ricercatore a selezionare e discriminare.

Nell’affrontare questa indispensabile operazione concettuale di “riduzione della complessità” del problema

che intende indagare, il ricercatore può muovere da uno stato di conoscenza assai basso relativamente ad

esso e dunque trovare difficoltà nel concettualizzarlo.

Può dunque avviarne una prima esplorazione, impostando una ricerca di sfondo. Essa sarà volta a raccogliere

più informazioni possibili che offrano spunti e stimoli utili a mettere a fuoco alcuni aspetti rilevanti del

problema.

Da una ricerca di sfondo, di base, si può impostare uno studio esplorativo a carattere estimativo più avanzato,

volto cioè ad accertare se e in quale misura una serie di fattori siano realmente operanti.

.

Disegno descrittivo di tipo Quantitativo

Se ci interroghiamo in merito al cosa e al come di un fenomeno in una prospettiva cognitiva e operativa di

tipo quantitativo, la proprietà o le proprietà di esso che costituiscono lo specifico tema d’indagine

rappresentano le variabili o la variabile dipendente, relativamente alle quali è necessario operare una stima

puntuale, ovvero una misurazione, nella specifica popolazione interessata dall’indagine.

Combinando in un indice sintetico le variabili classificatorie, il ricercatore potrebbe pervenire a un indice

tipologico, realizzato mediante la costruzione di uno spazio d attributi.

Ogni cella dello spazio degli attributi/proprietà/variabili contiene una combinazione esclusiva, un composto,

un tipo; l’insieme dei tipi individuati costituisce una tipologia esaustiva.

Per orientarsi nella selezione, tra tutte le caratteristiche di questo insieme di popolazione, di quelle che siano

descrittivamente rilevanti ai fini della relativa caratterizzazione sociologica, il ricercatore dovrebbe essere in

grado di connettere ipotesi di portata cognitiva ai propri intenti descrittivi.

Il ricercatore, in questo modo, assume che la gamma di tali caratterizzazioni costituisca una plausibile ipotesi

sociologica di soluzione descrittiva del fenomeno, adeguata a caratterizzare in maniera distinta i regolari e i

non regolari.

La ricerca descrittiva costituisce,dunque, un formidabile terreno di allenamento per la messa a punto di

capacità nella concettualizzazione del fenomeno.

Fornisce la base per la formulazione di ulteriori ipotesi di natura interpretativa, da sottoporre a controllo

empirico nel corso di indagini successive.

Nella caratterizzazione descrittiva del fenomeno oggetto d’indagine, il ricercatore si avvale di un’operazione

fondamentale: della Comparazione. Gli strumenti sottoposti a collaudo preventivo, a pretesting.

La fase di pretesting , quando l’indagine è condotta tramite questionario, sarà attuata su un sotto-insieme

della stesa popolazione, il quale dovrà essere il più possibile eterogeneo.

Compito del pretesting è sottoporre a controllo la formulazione delle domande del questionario in relazione

alla percezione del loro significato da parte degli intervistati, nonché sottoporre a controllo le stesse

operazioni di classificazione effettuate dal ricercatore sulla base del significato attribuito alle risposte degli

intervistati. pag. 14

È compito del pretesting, sondare l’adeguatezza della costruzione, delle variabili classificatorie, nel senso:

• Unidimensionalità: possibilità della variabile di essere riferita ad uno e un solo specifico carattere.

• Esaustività: capacità della variabile di registrare tutte le modalità secondo cui il carattere

operativizzato è presente nella popolazione studiata.

• Mutua Esclusività: capacità della variabile di garantire che lo stato secondo cui il carattere si

presenta in un caso sia riferibile a una e una sola delle modalità con cui la variabile è stata articolata.

Un disegno della ricerca descrittivo che abbia gli obbiettivi indicati richiede che l’accurata misurazione della

variabile dipendente e sia effettuata attraverso uno studio condotto su una popolazione eterogenea ed

numerosa.

L’obiettivo di una ricerca descrittiva non è, solo quello di riportare il dato “nudo e crudo” che emerge a

seguito di procedure di analisi monovariata, che risponde alla domanda: quanto sono, nella tale popolazione,

quello che presenta il carattere oggetto di studio , e secondo quali modalità lo presentano? Per avere effettiva

rilevanza descrittiva questo dato deve essere esplorato più analiticamente mediante la procedura dei

sottogruppi equivalenti, che consente di accertare chi sono coloro che presentano il carattere in esame

secondo specifiche modalità.

Il disegno di ricerca descrittivo di tipo quantitativo si caratterizza per

• Obbiettivo : volto alla determinazione quantitativa e alla caratterizzazione di un fenomeno oggetto di

studio in una data popolazione.

• Ipotesi : s carattere descrittivo/ esplorativo, funzionali ad esplorare nessi descrittivi.

• Concettualizzazione : accurata e rigorosa delle caratteristiche salienti del fenomeno.

• Modello di Analisi: poco strutturato in merito alle connessioni ipotizzate fra i diversi aspetti del

problema selezionati, con funzione euristica.

• Tecniche di rilevazione: strutturate al primo stadio dell’esplorazione (ricerca pilota o di sfondo,

propedeutica rispetto alla ricerca descrittiva in senso stretto) e invece relativamente strutturate nel

corso di essa, in seguito all’operativizzazione delle proprietà delle variabili.

• Popolazione: definita sul piano concettuale dell’unità di analisi rilevante, determinata nella sua

collocazione spaziale e temporale; numerosa ed eterogenea.

• Piano di campionamento: adeguato ad assicurare al sottoinsieme d’indagine sufficienza e

rappresentatività.

• Trattamento, elaborazione e analisi dei dati: effettuati in base alla matrice dei dati “casi per

variabile”, avvalendosi di strumenti statistico-informatici, finalizzati all’analisi statistica condotta

con intenti descrittivo - esplorativi.

• Disegno della ricerca: strutturato.

Disegno descrittivo di tipo Qualitativo. pag. 15


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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecniche della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Agnoli Maria Stella.

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