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Unione Europea

L'Unione Europea è un'organizzazione internazionale (politica ed economica a carattere sovranazionale) che si fonda su trattati di derivazione internazionale; 28 paesi membri indipendenti e democratici; il contenuto e le modalità con le quali le norme di diritto dell'Unione esplicano i propri effetti nei vari ordinamenti giuridici nazionali; il suo è un “diritto autonomo” che si studia perché è un'organizzazione che produce norme che incidono in modo diretto nella sfera giuridica degli individui; ha tecniche giuridiche che sono uniche nel suo genere; i vincoli contenuti nei trattati producono effetti solo nei confronti degli Stati contraenti.

Storia dell'Unione Europea

Nel secondo dopoguerra, il continente europeo subisce una crisi a livello socio-economico; i padri fondatori dell'UE sono: De Gasperi (italiano), Schuman (francese) e Adenauer (tedesco). Essi hanno elaborato un progetto per garantire pace e prosperità ai paesi dilaniati dalla guerra. Erano tre esponenti politici che hanno cercato di costruire una rete di collaborazione tra i governi di questi tre stati membri ed erano accomunati dall'idea di garantire pace e consentire una ripresa economica a questi stati. Il metodo peculiare è il metodo comunitario che mette in comune dei fattori produttivi per arrivare a un'integrazione sempre più incisiva, non si doveva limitare la cooperazione. Non era un accordo statico, ma dinamico; per questo si parla di processo di integrazione europea perché è un processo che è in corso ancora oggi. Il contenuto di questo accordo consente un continuo sviluppo;

I fattori produttivi in una prima fase si concretizzano nella CECA (comunità europea del carbone e dell'acciaio) del 1950, già in questo trattato si evidenziava la peculiarità di questo sistema di integrazione perché si voleva porre al centro un determinato fattore produttivo (carbone e acciaio). Le modalità di gestione erano peculiari, era prevista un'assemblea generale (che oggi è il parlamento europeo), una corte di giustizia e un'altra autorità (che oggi è la commissione). L'accordo aveva una durata di 50 anni quindi la CECA si è sciolta ed è stata assorbita dalla CEE (comunità economica europea).

Dopo la CECA, si è proposto di creare una “comunità europea di difesa” (CED) → tentativo fallito. Nel 1957 si siglano i Trattati di Roma: CEE e EURATOM (comunità europea per l'energia atomica). Con la CEE si vuole mettere in comune diversi fattori produttivi per creare un mercato interno comune e si parla di 4 libertà fondamentali (articolo 26 TFUE):

  • Libera circolazione delle persone
  • Libera circolazione delle merci
  • Libera circolazione dei servizi
  • Libera circolazione dei capitali

Ai sei Stati membri originari (Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio e Lussemburgo), la cosiddetta piccola Europa, iniziano ad aggiungersene altri. L'allargamento più consistente è avvenuto nel 2004 perché l'UE si allarga verso est (10 nuovi stati membri dell'area balcanica). 28esimo stato membro la Croazia; oltre all'evoluzione geografica c'è stata anche un'evoluzione dei trattati. Il trattato che si è evoluto è il trattato CEE.

Trattato CEE

Modificato dai cosiddetti “trattati modificativi” sia nel contenuto sia nella struttura; il trattato è uno solo, la dicitura TUE e TFUE distingue il TUE come parte dell'accordo che contiene i principi generali e il settore politica estera e di sicurezza comune che soggiace a una forma di cooperazione intergovernativa, cioè non ha le regole proprie del sistema del metodo comunitario.

Il TFUE (trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) contiene le politiche dell'UE (4 libertà fondamentali) che sono state introdotte nel testo dei trattati dalle modifiche successive al trattato CEE. Le tappe sono:

  • Atto unico europeo
  • Trattato di Maastricht del 1992: introduce la distinzione tra TCE (attuale TUE) e TFUE. Introduce la cittadinanza dell'Unione, il meccanismo di tutela dei diritti fondamentali, la cooperazione in materia civile e penale. Il fatto che abbia introdotto nuove materie nel testo dei trattati significa che gli Stati si tolgono una competenza in quella materia e la attribuiscono all'UE (c.d. principio di attribuzione)
  • TCE
  • Trattato di Nizza: modifica il sistema giurisdizionale della Corte di Giustizia
  • Trattato costituzionale: momento di crisi. Tenta di adottare una costituzione per l'Europa, fallito perché non è stato ratificato
  • Trattato di Lisbona del 2007: inizialmente Irlanda e Polonia non lo avevano ratificato. È l'ultimo trattato di modifica che porta la CEE a essere oggi TUE e TFUE. Il trattato di Lisbona afferma che l'Unione Europea ha personalità giuridica sia che agisca nell'ambito del TUE o TFUE. Inoltre ha personalità giuridica internazionale perché è un'organizzazione internazionale e perché l'UE nelle materie che gli Stati membri le delegano agisce in nome e per conto loro (ex. in politica commerciale).

Metodo intergovernativo classico e metodo comunitario

L'integrazione dell'Europa occidentale segue 2 metodi: uno tradizionale e uno innovativo:

  • L'organizzazione internazionale classica è caratterizzata dalla ratifica da parte degli Stati, ma il metodo di funzionamento è diverso perché vengono elaborate delle disposizioni che vincolano solo gli Stati, è prevista una forma diplomatica di risoluzione delle controversie e, se ci sono, gli organi funzionano a livello intergovernativo
  • Il metodo comunitario invece prevede istituzioni che rappresentano più interessi diversi:
    • L'interesse degli stati è rappresentato dal Consiglio dell'UE (composto dai ministri dei singoli stati membri) affiancato dal Consiglio Europeo (composto da capi di stato e di governo)
    • Gli interessi dell'Unione sono rappresentati dalla Commissione Europea composta da commissari che una volta nominati devono dimostrare di avere indipendenza, non devono essere mandatari politici
    • Gli interessi dei cittadini dell'Unione sono rappresentati dal Parlamento Europeo il quale adotta atti vincolanti a livello sovranazionale ed è eletto direttamente dalle persone. Nella CECA si chiamava “assemblea generale”, oggi è l'assemblea parlamentare che ha una rappresentanza dei cittadini dell'Unione
    • È presente una Corte di Giustizia ossia un sistema giurisdizionale composto da giudici e collegi giudicanti che opera su diversi livelli:
      • Può sanzionare inadempimenti da parte degli stati: controlla se gli stati rispettano gli obblighi previsti dai trattati
      • Controlla la legittimità degli atti adottati dalle istituzioni: garantisce la legalità delle norme di diritto dell'Unione, ed è accessibile agli individui per tutelare i propri interessi
    • È presente infine un sistema di deliberazione, di solito le organizzazioni internazionali decidono in unanimità, ad oggi per il 90% degli atti dell'Unione si decide a maggioranza qualificata dagli organi deliberativi (Consiglio e Parlamento)

Allargamento: come si diventa membri dell'UE

Articolo 49 TUE perché è un elemento di carattere generale.

Criteri

  • Stato europeo = criterio geografico, devono far parte del continente europeo (ex. Australia non può richiedere di far parte)
  • “Che rispetti i valori di cui all'articolo 2” che codifica i valori sui quali l'Unione si fonda (ex. principio di democrazia, tutela dei diritti fondamentali), questi valori devono essere rispettati dallo Stato che vuole entrare a far parte dell'UE
  • “E si impegni a promuoverli”: modifica introdotta dal Trattato di Lisbona. L'UE prevede anche un meccanismo sanzionatorio per lo stato membro che viola i valori di cui all'articolo 2 (articolo 7 TUE).

Procedimento

Lo Stato deve fare una richiesta formale che il governo deve inoltrare al Consiglio. Il Parlamento Europeo e i parlamenti nazionali sono informati di tale domanda. Il Consiglio si pronuncia all'unanimità previa consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento Europeo (modifica del trattato di Lisbona che ha dato un grosso imput al “processo di democratizzazione” dell'UE perché coinvolge la partecipazione dei parlamenti nazionali e di quello europeo all'adozione di diversi atti); lo Stato diventa “status candidato all'adesione”; si aprono dei negoziati che non hanno un limite temporale (ex. la Turchia è candidata dal 1989). In questa fase il ruolo principale lo ha la Commissione perché lo Stato deve dimostrare di aver adeguato la propria normativa a quella dell'Unione in tutte le varie politiche di diritto dell'Unione e di aver integrato i “criteri di Copenaghen” (economia di mercato, stabilità della democrazia, stato di diritto e adozione dell'intera normativa dell'UE); la fase di pre-adesione si conclude con un “accordo di adesione” tipico di diritto internazionale che per entrare in vigore deve essere ratificato da tutti gli stati contraenti in modo conforme alle proprie norme costituzionali.

La procedura di revisione dei trattati

Articolo 48 TUE; l'input può partire dal governo di qualsiasi stato membro, dal Parlamento Europeo o dalla Commissione; può accrescere o ridurre le competenze dell'UE (modifica del Trattato di Lisbona). Fino al Trattato di Lisbona, le modifiche dei trattati ampliavano le competenze dell'UE, il Trattato di Lisbona invece introduce espressamente la possibilità di ridurre le competenze dell'Unione e introduce l'articolo 50 TUE sul diritto di recesso.

Iter ordinario

Viene prevista una Conferenza Intergovernativa (CIG) che riceve un mandato dal Consiglio Europeo (=capi di stato e di governo) che indica i punti sui quali la Conferenza deve lavorare e proporre un testo che modifichi i trattati preesistenti. Il consiglio può decidere a maggioranza semplice di non convocarla (ex. per il Trattato di Lisbona non fu convocata). Una volta arrivati a un testo, per entrare in vigore deve essere approvato dagli stati secondo le rispettive norme costituzionali (noi abbiamo una ratifica da parte del Parlamento) (l'Unione indica il testo, non interviene per le modalità di approvare il testo).

Può essere:

  • Ordinaria
  • Procedure di revisione semplificate: novità introdotta dal Trattato di Lisbona (dal paragrafo 6 in avanti). Sono 2 e sono modifiche che possono essere apportate alla parte terza del TFUE. Il consiglio europeo può adottare una decisione che modifichi in tutto o in parte la parte terza. Delibera all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo e commissione. Approvazione degli stati membri. Non può estendere le competenze attribuite ai trattati (gli stati si sono tutelati). Determinati atti si possono deliberare anche a maggioranza qualificata (titolo quinto). La seconda procedura (paragrafo 7) si passa ad una modalità di voto a maggioranza qualificata. Caso: utilizzato nel settore della cooperazione monetaria (euro): con una decisione del Consiglio Europeo nel 2011 è stato modificato l'articolo 136 TFUE del trattato e sulla base di questa modifica è stato adottato il trattato c.d. salva stati (trattato MES) che ha consentito di erogare aiuti alla Grecia.
  • Le modifiche ai tratti possono avvenire anche con modifiche in forma semplificata: la più importante è l'articolo 25 TFUE in tema di cittadinanza che consente di modificare i diritti attribuiti al cittadino dell'UE.

Recesso

Decisione di carattere unilaterale presa all'interno dello Stato che intende recedere. È unilaterale perché è un dialogo tra lo stato membro e l'Unione Europea, infatti non serve la ratifica di tutti gli stati membri per il recesso; articolo 50 TUE introdotto nel 2007 con il Trattato di Lisbona. Prima si poteva uscire dall'Unione in base alla Convenzione di Vienna dei trattati. Prima si aderiva in positivo, il presupposto era aderire per sempre, con il Trattato di Lisbona si introduce la possibilità di uscire, sono norme speciali rispetto alle norme di diritto internazionale;

Articolo suddiviso in 5 commi:

  • Comma 1: introdotta la possibilità di uno Stato membro di recedere dall'Unione conformemente alle sue norme costituzionali interne perché deve essere una decisione di tutti gli organi costituzionali nazionali e non deve essere una decisione politica.
  • Comma 2: specifica cosa comporta la procedura di recesso. Una volta deciso di uscire lo Stato membro deve notificare la volontà di recedere al Consiglio Europeo. Per la notifica non si richiede che sia scritta o orale, quindi si presume che sia possibile in entrambi i modi. Il Consiglio Europeo pone in essere le linee guida dei negoziati per concludere un accordo con lo stato membro. Questo accordo si suddivide in due parti: deve prevedere le modalità del recesso e le relazioni future che l'ex stato membro dovrà tenere con l'UE. L'accordo viene concluso a nome dell'Unione da parte del Consiglio, il Consiglio europeo delibera a maggioranza qualificata ed è richiesta un'approvazione del Parlamento europeo.
  • Comma 3: dopo la notifica di recesso lo stato fa formalmente ancora parte dell'Unione europea, scaduti i due anni anche senza accordo lo Stato è fuori dall'Unione. Il termine biennale può essere prorogato all'unanimità dal Consiglio Europeo. L'atto di recesso non si perfeziona con la notifica, ma quando l'accordo di recesso entra in vigore. I trattati cessano di essere applicati dall'entrata in vigore dell'accordo.
  • Comma 4: “il membro del Consiglio europeo e del Consiglio che rappresenta lo Stato membro che recede non partecipa né alle deliberazioni né alle decisioni del Consiglio europeo e del Consiglio che lo riguardano”.
  • Comma 5: una volta al di fuori, lo Stato può chiedere di aderire nuovamente in base all'articolo 49 TUE.

La dottrina si è divisa in 2 direzioni opposte:

  • Una sostiene che è sufficiente il rispetto delle sole norme costituzionali;
  • L'altra sostiene che deve rispettare anche i valori fondamentali sanciti dall'articolo 2 TUE poiché ancora parte dell'UE (ex. principio democratico/di collaborazione).

Rapporti tra UE e stati

L'UE dialoga con gli stati quindi l'entità di riferimento per l'UE è lo Stato e il suo governo centrale, le modalità di articolazione interna sono per l'UE irrilevanti. L'UE rispetta le identità nazionali, ciò significa che quando dialoga viene rappresentato l’interesse nazionale, l’UE non incide sulle modalità con le quali lo stato decide sulle proprie autonomie locali o no. La responsabilità delle relazioni con l'UE è dello stato centrale. Quando dialoga l’UE prende in considerazione lo stato come unitario. (ex. se la Scozia vuole diventare uno Stato autonomo, per entrare in UE avrebbe dovuto intraprendere la procedura dell'articolo 49. Nonostante sia già uno Stato membro, avrebbe dovuto scindersi dal Regno Unito e poi richiedere di entrare in UE come stato autonomo). Questo è importante per quanto riguarda le procedure di infrazione perché se c'è una violazione delle norme dei diritti dell'Unione ad essere responsabile è lo Stato e non l'entità locale (ex. se sbaglia la Lombardia risponde lo stato italiano).

Caso Regno Unito

La notifica di recesso è stata posta in essere dal governo della May il 29/3/2017 attraverso una lettera scritta di sei pagine. È stata consegnata al presidente del Consiglio europeo da parte dell'ambasciatore britannico. L'accordo negoziato dalla May è stato formalmente bocciato. Anche la sola notifica comunque comporta delle conseguenze giuridiche perché il comma 4 dell'articolo 50 prevede che il membro rappresentante del Regno Unito nel Consiglio europeo e nel Consiglio non vi parteciperanno più per le decisioni e deliberazioni che riguardano il recesso. È compito del Consiglio europeo cercare di negoziare l'accordo lasciando discrezionalità alle parti sul deciderne il contenuto.

Dopo la notifica lo Stato e i cittadini godono comunque dei diritti e degli obblighi che gli spettano in quanto membri dell'UE. I rappresentanti invece dello Stato membro che recede rimangono nel Parlamento europeo fin quando lo stato non esce effettivamente dall’Ue e ad essi è permesso di prendere parte alle decisioni che riguardano anche il recesso perché tali rappresentanti rappresentano i cittadini direttamente a livello europeo: il mandato parlamentare è quindi autonomo e indipendente dalla linea politica dello stato. Una volta approvato l’accordo il paese recedente cessa di essere membro dell’Ue e non sarà più soggetto al diritto europeo.

Il referendum del 2016 fu favorevole all'uscita dall'UE. Il 72% degli aventi diritto partecipa, il 51,1% vota per uscire, il 48,9% vota per rimanere. Il voto non è stato omogeneo (Irlanda del Nord, Scozia e Gibilterra volevano rimanere) (under 25 vogliono rimanere, fasce di età avanzate propensi all'uscita). L’accordo negoziato da Theresa May prevede punti specifici:

  • Periodo transitorio previsto dal Consiglio europeo: 30/3/2019-31/12/2020 che può essere rinnovato di comune accordo una sola volta. Durante questo periodo il Regno Unito non farà più parte dell'UE. È un periodo volto a dare tempo alle istituzioni...
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IreneDona di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e fondamenti di diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Sanna Cecilia.
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