Attori internazionali
Sono i produttori e destinatari delle norme.
Stati e sovranità
- Stati che, per essere considerati tali, devono avere un’indipendenza o sovranità interna ed esterna. Con la prima si intende la triade popolo, governo e territorio. Il governo deve essere effettivo, altrimenti è uno Stato fallito (Somalia). La Convenzione di Montevideo del 1933, articolo 1, definisce i requisiti per essere considerato uno Stato a livello internazionale, i diritti e i doveri che ne conseguono.
- Enti che non sono ancora Stati come la Libia, in cui il governo non è ancora proprio consolidato. (Bicefalismo dato che ha due centri di potere)
- Enti collettivi diversi dagli Stati, Santa Sede e Sacro ordine di Malta. Sono organizzazioni collettive prive di requisiti giuridici propri degli Stati ma dotati di effettività ed indipendenza.
- Organizzazioni internazionali (intergovernative) che si differenziano in base alle loro caratteristiche. Possono essere globali o regionali; con competenze specifiche o generali. Hanno autonomia organizzativa e la sovranità è ricavata dagli Stati che aderiscono.
- Organizzazioni non governative (ONG) rappresentano gli interessi pubblicistici della società civile universale. In realtà non sono soggetti di diritto internazionale, dato che sono composti da un insieme di soggetti privati, però gli viene riconosciuto lo status con cui vengono interpellate per conferenze internazionali in base alla materia in cui operano e la partecipazione in ambito processuale all’interno della Corte Internazionale per tematiche affini.
- Imprese multinazionali rappresentano gli interessi produttivi di un sistema economico finanziario globale. OECD (Organizzation for economic cooperation and development).
La soggettività internazionale si sta evolvendo, ad esempio, riconoscendo alle persone fisiche prive di sovranità di poter presentare ricorsi, istanze o reclami davanti alle Corti delle Organizzazioni internazionali. Ciò avviene soprattutto nel settore della tutela dei diritti umani. CEDU, Corte europea, ONU sono organizzazioni a cui potersi appellare.
Unione Europea
Unione Europea è un'organizzazione intergovernativa sui generis, a carattere regionale con competenze molto ampie. Essendo a carattere regionale, solo gli Stati europei possono acquisire la membership UE. È sui generis perché produce norme di diritto internazionale che hanno una particolare efficacia all’interno degli ordinamenti degli Stati membri.
Fonti di diritto internazionale
La Corte Internazionale di Giustizia, istituita nel dopoguerra, è l’organo competente che regola le controversie internazionali. Le fonti di diritto internazionale sono erga omnes, ossia applicate a tutti i soggetti internazionali.
Art. 38 Statuto della Corte Internazionale di Giustizia individua le fonti internazionali:
- Norme consuetudinarie che rappresentano il diritto non scritto. Comprendono anche i principi generali del diritto internazionale, ovvero le norme di jus cogens, norme fondamentali per il funzionamento della comunità internazionale. La consuetudine è la prassi generalmente accettata e condivisa dagli Stati che nel tempo si convincono che quel comportamento sia moralmente obbligatorio. La ripetizione del comportamento è data dunque dalla convinzione di adempiere a un obbligo giuridico non scritto ma presente.
- Trattati internazionali, diritto scritto con efficacia inter partes. Vige la regola Pacta Sunt Servanda (i patti vanno rispettati). Il trattato ha effetto solamente tra i soggetti che stipulano questo accordo, ciò fa sì che il trattato sia una fonte volontaristica. Per essere davvero efficace, il trattato deve essere firmato e ratificato dagli Stati. Il trattato diventa nullo se in contrasto con una norma di jus cogens. La formazione dei trattati può essere in forma solenne o semplificata, in cui la firma equivale alla ratifica.
Anche l’UE può stipulare trattati internazionali con altri soggetti. Il processo di formazione dei trattati è lo stesso con la sola particolarità che deve ottenere il consenso da parte di tutti gli Stati membri per poterlo ratificare. (Fallimento della proposta sulla costituzione europea dato che Francia e Olanda con i referendum non avevano avuto esito positivo). Trattato di Lisbona ha ricevuto tutte le ratifiche. Se uno Stato vuole diventare membro o rescindere bisogna stipulare un trattato in cui sono d’accordo tutti i membri.
Adattamento al diritto internazionale
Adattamento consuetudinario
In Italia, l’adattamento è disciplinato dall’Articolo 10 della Costituzione, denominato adattatore permanente. Ordinamento giuridico si conferma alle norme del diritto internazionale. Permette l’entrata immediata e automatica delle norme all’interno dell’ordinamento. Consuetudini internazionali collocate come fonti di rango costituzionale.
Adattamento pattizio
Articolo 117 della Costituzione impone allo Stato Italiano di adattarsi agli obblighi internazionali e di rispettarli. Articolo 117 è una norma sull’adattamento e non permette la trascrizione automatica del diritto internazionale pattizio in quello interno. Procedimento ordinario copia e incolla il trattato; procedimento speciale obbliga l’applicazione del trattato. Trattato internazionale collocato come fonte interposta, sopra le leggi ordinarie ma sotto le norme costituzionali.
Adattamento alle fonti di terzo grado no UE
Non vi è una regola specifica. Si segue la prassi con l’adozione di norme ad hoc per il recepimento della disciplina.
Adattamento alle direttive dell’Unione Europea
Articolo 11 afferma che l’Italia consente condizioni di parità con gli altri stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicura la pace e la giustizia fra nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Articolo 117 potestà legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e obblighi internazionali. Norme di diritto europeo acquisiscono il primato, ovvero hanno il primato sulle norme, disapplicazione delle norme interne se in contrasto con le norme europee.
Sentenza Van Gend & Loos 1962
Nel dopoguerra si sviluppa la cooperazione europea che ha come principale obbiettivo quello di costituire un mercato unico con l’eliminazione dei dazi doganali. L’azienda Van Gend & Loos importava nei Paesi Bassi un prodotto utile per colle proveniente dalla Repubblica Federale di Germania. L’amministrazione olandese delle imposte applicava alle merci in oggetto il dazio d’importazione dell’8%, dunque l’azienda si trovava costretta a pagare un’imposta in più oltre che la dogana così decide di presentare opposizione contro l’applicazione di tale dazio. Il governo olandese ha violato l’articolo 12 del trattato il quale stabilisce che gli Stati membri si asterranno dall’introdurre fra loro nuovi dazi doganali all’importazione e all’esportazione.
L'amministrazione delle imposte ribatteva affermando che all’entrata in vigore del Trattato CEE la merce in questione rientrava nella categoria colle sintetiche ed altre colle e che il suo dazio era pari al 10% e che non vi è stato alcun aumento. Il giudice a quo ha ritenuto che le parti avevano sollevato una questione vertente sull’interpretazione del Trattato CEE e dunque ha sottoposto alla Corte di Giustizia il caso.
Giudizio della Corte di Giustizia si pronuncia in favore dell’azienda, soggetta al beneficio della norma. La Corte di Giustizia conclude che la comunità costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere nel campo del diritto internazionale a favore del quale gli Stati hanno rinunciato anche se in settori limitati, ai loro poteri sovrani ad un ordinamento che riconosce come soggetti sia gli Stati membri che i loro cittadini.
Inoltre si afferma in modo esplicito e chiaro il principio di autonomia del diritto comunitario, sottolineando come esso debba essere considerato indipendente da quello degli Stati membri. L’Unione Europea ha lo scopo di un unione sempre più stretta tra i popoli europei. Come? Con l’attuazione di un metodo pragmatico e funzionalista che dia come risultato il crescente livello di integrazione. A ciò si crea un paradosso:
- Volontà di rafforzare il processo di integrazione e di solidarietà.
- Resistenza del rispetto al superamento della loro condizione di Stati sovrani verso l’integrazione fino ad arrivare ad un punto di equilibrio.
L’integrazione europea è complicata perché gli Stati patiscono la cessione della loro sovranità all’Organizzazione Internazionale.
Metodi di cooperazione
Metodo intergovernativo
È il metodo di cooperazione classico del diritto internazionale. Stati decidono di cooperare esercitando la loro sovranità (nella stipulazione dei trattati internazionali è la ratifica l’applicazione della sovranità di uno Stato che decide se adottare o meno il trattato.) Questo metodo utilizza il principio di dell’umanimità, consensus. Coloro che partecipano all’interno di questo metodo rappresentano organi di potere statali che però non adottano atti vincolanti (es: assemblea generale Nazioni Unite). Nell’Unione Europea il metodo intergovernativo è dato dalla PESC (politica estera e di sicurezza comunitaria).
Metodo sovranazionale
È il metodo che ha la volontà di superare la sovranità degli Stati, composta da organi di individui. Possiede il principio di prevalenza del principio maggioritario. Con questo metodo si ha il potere di adottare atti vincolanti, l’Unione Europea applica questo metodo per adottare fonti di terzo grado, ovvero atti più o meno vincolanti a cui affianca atti non vincolanti come le raccomandazioni. Esiste un controllo di legittimità sugli atti adottati. Partecipazione democratica dei cittadini. Nell’UE questo metodo è chiamato metodo comunitario.
Formazione UE: ieri, oggi, domani
3 comunità (CECA, CEE, EURATOM)
- 6 Paesi fondatori
- 27 Paesi membri
- Potere legislativo in mano al Consiglio e alla Commissione europea
- Parlamento Europeo, alcuni casi anche Parlamento nazionale.
- Obiettivo: cooperazione economica (politica estera, difesa, giustizia, euro)
Trattati istitutivi europei
1952 i 6 paesi della Piccola Europa (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) istituiscono la CECA, la comunità del carbone e dell’acciaio. Il trattato è scaduto nel 2002. Nello stesso anno vi è il fallimento del Trattato sulla CED, ovvero la comunità europea di difesa che non viene ratificato dalla Francia.
1958 entra in vigore la CEE, comunità economica europea, nocciolo dei trattati europei attuali. Ha subito numerose modifiche. Nello stesso anno entra in vigore l’EURATOM, comunità europea per l’energia atomica. Ancora in vigore senza modifiche. 1976 elezioni dei parlamentari europei a suffragio universale diretto. Prima venivano eletti dai parlamentari nazionali.
Atto Unico Europeo
Entrato in vigore nel 1987, ha apportato modifiche ai trattati che istituiscono le Comunità europee e ha dato vita alla cooperazione politica europea. L’atto ha rafforzato i poteri legislativi del Parlamento Europeo. Ha introdotto importanti modifiche come la procedura con voto a maggioranza qualificata in alcune materie. Stabilisce il mercato comune entro il 1992. Come l’Atto unico europeo si supera il deficit democratico aumentando il ruolo del Parlamento nella formazione degli atti. Inoltre si formalizzano i vertici semestrali dei capi di Stato e di governo e si introduce la materia dell’ambiente insieme al principio di sussidiarietà.
Trattato di Maastricht
Firmato nel 1992 ed entrato in vigore nel 1993, ha istituito l’Unione Europea e ha rafforzato la cooperazione tra i paesi europei. Ha introdotto la cittadinanza europea consentendo ai cittadini di scegliere in quale Stato membro risiedere e di spostarsi liberamente all’interno dell’UE. In politica estera e di sicurezza comune ha visto un aumento della collaborazione degli Stati membri allo scopo di garantire i valori comuni, gli interessi fondamentali e l’indipendenza dell’Unione Europea. Ha creato le basi per la moneta unica europea, ovvero l’euro, istituendo la Banca Centrale Europea con obiettivo di mantenere stabili i prezzi e salvaguardare il valore dell’euro.
Trattato di Amsterdam
Firmato nel 1997 ed entrato in vigore nel 1999, apporta sostanziali modifiche ed integrazioni ai Trattati istitutivi della Comunità Europea e al Trattato sull’Unione Europea in vista del suo ampliamento ad Est. I settori su cui interviene sono diversi, quali il diritto di stabilirsi in un differente paese dell’Unione, gli aiuti regionali, i trasporti, la formazione professionale, la lotta contro la frode, le pari opportunità. Tratta principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e libertà fondamentali, stato di diritto diventano valori fondanti UE. Con il trattato di Amsterdam si comunitarizza il terzo pilastro in materia di visti, asilo, immigrazione, cooperazione giudiziaria civile. Queste norme vengono adottate con il metodo sovranazionale.
Trattato di Nizza 2001
Il trattato di Nizza modifica il trattato sull’Unione Europea e le sue comunità. Aveva come obiettivo quello di riformare il quadro istituzionale dell’Unione Europea affinché potesse far fronte a nuovi allargamenti. Con questo trattato, i poteri legislativi e di controllo del Parlamento sono stati rafforzati e il voto a maggioranza qualificata è stato esteso in altri ambiti in seno al Consiglio.
Trattato di Lisbona
Firmato nel 2007 ed entrato in vigore nel 2009, abolisce almeno formalmente la struttura a pilastri del tempio greco del trattato di Maastricht del ’92. È l’ultimo atto normativo che ha modificato l’assetto organizzativo dell’Unione Europea. Ha istituito il TUE e il TFUE come trattato istitutivo dell’UE. Ha aumentato i poteri legislativi al Parlamento europeo, modificato le procedure di voto del Consiglio, istituto l’iniziativa dei cittadini, istituito un presidente permanente al Consiglio Europeo. Ha definito le competenze dell’UE, le competenze dei Paesi membri e le competenze condivise.
Ordinamento giuridico dell'Unione
Parere 2/13 - adesione CEDU definisce l’ordinamento dell’Unione Europea. UE, dopo Lisbona è dotata di un ordinamento giuridico di nuovo genere avente una specifica natura con principi fondativi e una struttura istituzionale completa di norme giuridiche.
Parere 1/17 - accordo economico e commerciale globale Canada - UE: Sottolinea come le norme dell’UE abbiano il primato rispetto alle norme interne dei singoli paesi membri, inoltre queste disposizioni possiedono efficacia diretta che vengono applicate sia agli Stati membri che ai loro cittadini.
Metodo comunitario
Il trattato di Lisbona ha generalizzato il metodo comunitario anche se permangono tratti del metodo intergovernativo come la disciplina della PESC che resta sottoposta all’unanimità. Inoltre si ha avuto un’importante crescita del ruolo del Consiglio Europeo. L’Unione Europea sta cercando di evolversi il più possibile dal metodo intergovernativo a quello comunitario con recenti iniziative dette di confine come il MES o il Fiscal compact.
Soggettività europea dell'individuo
- Effetto diretto: Direttive UE hanno il primato sulle norme interne e hanno efficacia diretta ai cittadini.
- Accesso al sistema giurisdizionale europeo: sistema che giudica Stati e Istituzioni con possibilità di nullità degli atti.
- Accentramento in capo alle istituzioni della reazione alla violazioni delle direttive UE. Stati restano al centro del sistema.
Trattati istitutivi dopo Lisbona: TUE - TFUE
Art. 1 TUE - TFUE hanno lo stesso valore giuridico. TUE, Trattato sull’Unione Europea o Trattato di Maastricht è composto da 50 articoli. Forma le basi del diritto dell’UE delineando lo scopo dell’Unione e il governo delle sue istituzioni centrali. All’interno di questo trattato vengono indicati i valori comuni, gli obiettivi generali e il sistema delle competenze. Tratta del rispetto dei diritti fondamentali, del principio di democrazia, del quadro istituzionale e della Cooperazione rafforzata. Inoltre il TUE tratta di vicende relative alla membership, della PESC e di modifica dei trattati.
TFUE: 358 articoli oltre a dichiarazioni e protocolli. Disciplina le politiche settoriali e prevede disposizioni di dettaglio relative alle istituzioni e alle procedure. Deriva dal trattato della CEE per cui contiene soprattutto deliberazioni economiche. Oltre a ciò però riprende il tema delle competenze indicando i settori politici nel quale l’UE possiede competenza esclusiva, condivisa o di coordinamento (Art.3,4,6). Tratta del principio di coerenza, la parità tra uomini e donne, la lotta contro l’esclusione sociale, il livello d’istruzione e di tutela della salute umana, la disabilità, l’origine etnica, la religione, l’orientamento sessuale, l’ambiente e il rispetto degli animali.
Acquisizione status membro UE - Articolo 49 TUE
Ogni Stato Europeo che rispetti i valori dell’articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro. Stato richiedente trasmette la sua domanda al Consiglio che si pronuncia all’unanimità previa consultazione della Commissione e approvazione del Parlamento europeo. La Membership si ottiene tenendo conto dei criteri di Copenhaghen del 1993:
- Condizione geografica.
- Condizione politica che garantisca democrazia, principio di legalità, il rispetto dei diritti umani e di…
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