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Introduzione al diritto internazionale

Oltre al diritto internazionale pubblico che regola i rapporti tra stati, c’è il diritto internazionale privato che regola i rapporti tra privati che hanno caratteri internazionali. Ad esempio, un italiano si sposa con una tedesca e vengono a vivere in Italia; la questione è come sarà regolata, ad esempio, la successione.

Corte internazionale di giustizia

La Corte Internazionale di Giustizia è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite.

Principio di autodeterminazione dei popoli

Dal diritto internazionale: Il principio di autodeterminazione dei popoli è di natura cogente, cioè diritto imperativo inderogabile, e sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi:

  • Ottenere l'indipendenza
  • Associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere
  • Scegliere autonomamente il proprio regime politico (cosiddetta: «autodeterminazione esterna»).

Diritto internazionale penale

Ancora vi è il diritto interazionale penale, ad esempio i tribunali disposti per i criminali nazisti; tribunale per i crimini commessi nei Balcani, quelli commessi nell’ex Jugoslavia, detti tribunali settoriali, o meglio penali internazionali ad hoc istituiti dal Consiglio di Sicurezza. Altro organo istituito, non dal Consiglio di Sicurezza, è la Corte Penale Internazionale istituita a Roma nel ‘98, non finalizzata alla punizione di crimini come quelli ad hoc ma decide su crimini fondamentali, tra cui genocidio, crimini di guerra e aggressioni. Questi lavorano sul principio di complementarità e non di primacy come negli organi suddetti istituiti dal Consiglio di Sicurezza.

Diritto del commercio internazionale

Vi è il diritto del commercio internazionale (OMC), che spesso si accavalla col diritto della tutela ambientale. Il diritto dell’Unione Europea è inglobato nel diritto internazionale, e poi vi è il diritto umanitario che non riguarda i diritti umani ma è la disciplina che regola la condotta dei belligeranti.

Diritto umanitario e conflitti armati

Lo IUS AD BELLUM, diritto di ricorrere alla forza armata, mentre lo IUS IN BELLO di cui si occupa il diritto umanitario è quello che si applica nei conflitti armati con la distinzione tra diritto di pace e diritto di guerra. Il diritto internazionale dei conflitti armati o umanitari (DIU) si occupa della protezione che riguarda le vittime di guerra o di vittime dei conflitti armati.

Tipologie di conflitti

Ci sono due tipologie di conflitti armati: internazionali e interni. I primi sono i conflitti tra stati, ed ora anche le guerre di liberazione nazionale. I soggetti della violenza bellica sono legittimi, regolari o non regolari.

Fonti del diritto umanitario

  • Il diritto di Ginevra, relativo alla protezione delle parti deboli del conflitto
  • Il diritto dell’Aja, che disciplina diritti e doveri dei combattenti nella condotta delle ostilità e limita la scelta dei mezzi e metodi di combattimento.

Principi fondamentali del diritto internazionale umanitario

Il DIU è un sistema vasto e complesso di norme convenzionali e consuetudinarie, sviluppatesi tutte nel contesto di un processo di evoluzione normativa sempre più volto ad allargare la protezione delle parti deboli e a mitigare le sofferenze derivanti da situazioni di conflittualità armata. Nonostante la complessità del corpus normativo, il nucleo fondante del DIU si impernia su pochi principi fondamentali. Principi non individuati in maniera esplicita da alcun testo convenzionale, ma richiamati dalla Corte Internazionale di Giustizia in più occasioni e definiti quali “considerazioni elementari di umanità” (caso Corfù), “principi generali del DIU” (caso Nicaragua), “principi cardinali” (parere sulla liceità dell’arma nucleare).

Principi del DIU

  • Principio di umanità
  • Principio di distinzione
  • Principio della limitazione dei mezzi e metodi di combattimento

A tali principi vanno aggiunti il principio di proporzionalità e il principio di precauzione, che possono essere considerati quali corollari al principio di distinzione, anche se altrettanto importanti.

Divieto di attacchi indiscriminati

Oltre agli attacchi diretti contro la popolazione civile e contro i beni di carattere civile, sono vietati anche gli attacchi indiscriminati, ossia quelli che per loro natura colpiscono senza distinzione obiettivi militari e persone civili o beni di carattere civile. Tale divieto discende direttamente dal principio di distinzione. L’attacco indiscriminato è un atto illegittimo di belligeranza e costituisce grave violazione del DIU.

Tipologie di attacchi indiscriminati

  • Quelli che non sono diretti contro un obiettivo militare determinato (ad esempio, lancio di razzi incapaci a discriminare il bersaglio)
  • Quelli che impiegano metodi o mezzi di combattimento che non possono essere diretti contro un obiettivo militare determinato (ad esempio, armamento pesante usato per attaccare un guerrigliero che si nasconde tra la folla)
  • Quelli che impiegano metodi o mezzi di combattimento i cui effetti non possono essere limitati (ad esempio, tipologia di cluster munitions i cui effetti non possono essere controllati)

Sono considerati indiscriminati, fra gli altri, i seguenti tipi di attacchi:

  • Gli attacchi condotti mediante bombardamento che trattino come obiettivo militare unico un certo numero di obiettivi militari chiaramente distanziati e distinti, situati in una città, paese, villaggio o altra zona con concentrazione analoga di persone civili o beni di carattere civile
  • Gli attacchi dai quali ci si può attendere che provochino incidentalmente morti e feriti fra la popolazione civile e/o danni ai beni di carattere civile che risulterebbero eccessivi rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto (richiama il principio di proporzionalità)

La stessa regola è espressa dall’art. 57 para 2b, laddove si chiede di cancellare un attacco nelle medesime circostanze.

Divieto di attacchi che possono causare danni all’ambiente

Principio di proporzionalità

Il principio di proporzionalità è un bilanciamento tra due interessi in conflitto. Da un lato, il vantaggio militare derivante dall’attacco e, dall’altro, l’esigenza umanitaria che l’attacco non causi vittime e/o danni eccessivi rispetto al vantaggio militare diretto e concreto previsto. Questo principio, quindi, è volto a mitigare i danni “collaterali” derivanti da un attacco contro un obiettivo militare, limitandoli a quelli strettamente necessari e inevitabili. Il principio di proporzionalità si pone quando un’operazione militare è diretta contro combattenti o contro un obiettivo militare. In tal caso i civili possono essere colpiti in quanto:

  • Vivono, lavorano o sono occasionalmente presenti all’interno del target
  • Sono di passaggio nei pressi del target
  • Sono distanti dal target, ma vengono colpiti a causa di un errore
  • Sono costretti a fare da scudo umano
  • Sono scudi umani volontari

Alcuni manuali militari (ad esempio: Manuale canadese “Law of Armed Conflict” del 2001) affermano che il bilanciamento tra i due interessi in conflitto debba essere affidato all’aspettativa, in buona fede, che l’attacco...

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Oscarb97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritti umani e diritto umanitario nei conflitti armati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Michele Nino.
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