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le norme sulla legislazione sul lavoro”. La definizione tributaria dei redditi di lavoro dipendente

ricalca quella dell’articolo 2094 Cod.Civ. che definisce lavoratore dipendente chi svolge la propria

opera “ alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”. La nozione tributaria però è più

ampia perché comprende anche il reddito dei pubblici impiegati e le pensioni. Riassumendo, tra i

redditi di lavoro dipendente, rientrano: I redditi di lavoro dipendente pubblico e privato; i redditi del

lavoro a domicilio; le pensioni di ogni tipo e gli assegni ad esse equiparati; le somme che il datore

di lavoro deve corrispondere al lavoratore, a seguito delle sentenze di condanna del giudice del

lavoro. Sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente anche i redditi di collaborazione coordinata e

continuativa, ossia i redditi derivanti da “rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione

di attività svolte senza vincolo di subordinazione, a favore di un determinato soggetto, nel quadro di

un rapporto unitario e continuativo, senza l’impiego di mezzi organizzati e con retribuzione

periodica prestabilita”(ad esempio le cariche di amministratore,sindaco e revisore di

società,associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica).

Il reddito di lavoro dipendente è un concetto più ampio e distaccato da quello di retribuzione, infatti

si parla di omnicomprensività del reddito di lavoro dipendente: la retribuzione imponibile è

costituita da tutti i compensi che sono tassabili, non solo i redditi monetari, ma anche quelli in

natura(i cosiddetti “valori in genere”) e la tassazione è collegata alla percezione. Tutto ciò lo si

desume dall’articolo 51 del T.u.i.r.:”Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i

valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni

liberali, in relazione al rapporto di lavoro”. Quindi per definire il reddito di lavoro dipendente non

rileva la natura del compenso, così come non rileva la natura del soggetto erogante e nemmeno le

contestualità tra esecuzione della prestazione ed erogazione della somma, ma tale reddito è

composto da tutti i composti percepiti “in relazione al rapporto di lavoro”. E da ciò si deduce che il

reddito imponibile non è soltanto quello derivante dal lavoro effettivamente svolto, ma anche quello

che si collega al “rapporto”, e prescinde dalle prestazioni effettivamente svolte(indennità di

malattia, di maternità.ecc…tutte somme non corrisposte dal datore di lavoro ma da terzi).

Nelle determinazione del reddito imponibile di lavoro dipendente , non sono direttamente rilevanti

le spese di produzione: le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore a titolo di

rimborso delle spese sostenute sono comprese nella base imponibile del reddito del lavoratore, e le

spese effettivamente sostenute dal lavoratore non sono deducibili.

Nella retribuzione imponibile sono compresi i cosiddetti compensi in natura più comunemente

chiamati fringe benefit, cioè quei beni o servizi (più in generale,vantaggi) concessi in aggiunta alla

normale retribuzione in danaro, attribuiti ad alcune categorie di lavoratori (per lo più dirigenti).

Ci sono infine fattispecie reddituali assimilabili al reddito di lavoro dipendente. Ci si è chiesti

perché il legislatore le faccia rientrare nei redditi diversi, dato che in tali casistiche rientrano i

proventi derivanti da attività lavorative, in cui però è estraneo il vincolo di subordinazione (tipico

del lavoro dipendente), o l’obbligo di risultato(tipico del lavoro autonomo), in altri casi addirittura

manca l’attività lavorativa. Tali ipotesi eterogenee sono molteplici e ne elenchiamo qualcuna a

titolo di esempio: i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e di

lavoro, delle cooperative di servizi e delle cooperative agricole; le somme corrisposte a titolo di

borsa di studio o per fini di studio o di addestramento professionale; le indennità dei parlamentari,

dei consiglieri regionali, provinciali e comunali e dei giudici della Corte Costituzionale e gli assegni

vitalizi corrisposti in dipendenza della cessazione di tali cariche,ecc.

E’ necessario concludere la trattazione in merito al reddito di lavoro subordinato dicendo che tutti i

redditi di lavoro che non rientrano nella definizione di reddito di lavoro dipendente e neppure nella

casistica dei redditi assimilati, sono redditi di lavoro autonomo o redditi diversi.

Mentre l’articolo 49 del Testo Unico parla di relazioni aventi ad oggetti rapporti di lavoro

subordinato, per quanto riguardo il reddito di lavoro autonomo si parla di rapporto unitario avente

ad oggetto un flusso di singole operazioni preordinate al conseguimento del reddito. Non essendo

sotto la direzione di un ipotetico datore di lavoro, il lavoratore autonomo, per percepire un reddito

di lavoro autonomo, dovrà raggiungere un certo mercato sostenendo dei costi (esempi più


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher iure notes di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Turchi Alessandro.

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