24 Settembre 2019 – lezione di introduzione del corso
Maxi condono Decreto 119 dell’ottobre 2018, segna la morte del diritto tributario.
Legislazioni d’urgenza in cui si vanno a condonare pratiche datate (alcune magari son lì da 20 anni)
Condono: chi ha evaso la fa “franca” con uno sconto sulle sanzioni, e in alcuni casi anche sulle imposte. Evento
dirompente del 2018 che segna la “morte” del diritto tributario dovuta dall’introduzione di un premio per chi non ha
pagato le imposte e si è finanziato a tasso zero.
Rottamazione: sottospecie della forma agevolativa del condono
Introduzione di regimi speciali:
Regime forfetario: permette di pagare meno imposte (copre ora un imponibile fino a un max di 65.000€,
aliquota 15%. A Gennaio 2020 dovrebbe passare a 100.000€). Questo regime permette a lavoratori autonomi
di pagare molti meno contributi se comparato con i lavoratori dipendenti.
Regime “neo residenti”, così detto “regime paperoni” – caso Cristiano Ronaldo – del Governo Renzi:
trasferisco la residenza in Italia e ottengo un beneficio fiscale per 10/15 anni.
Regime “rientro di cervelli”
Regime “pensionati che trasferiscono la loro residenza al sud nei comuni con meno di 20k abitanti: pagano le
imposte con sconto (ex. 10%)
Le mosse che fa il Governo con le riforme sui regimi fiscali sono finalizzate ad attrarre i contribuenti + importanti e
capienti.
La situazione attuale in Italia è quella di una fortissima crisi IRPEF. In Italia circa il 70% del gettito deriva dall’IRPEF e
in particolare dal lavoro dipendente. La macchina dello stato si regge prevalentemente da questa tassazione che
grava principalmente sulle imprese.
È un problema che attraversano vari Stati, ad esempio in Svizzera ci sono delle competizioni cantonali in tema di
regimi fiscali.
Il rischio grosso di questa crisi è che tutta la tassazione si sposti sulla imposizione diretta (ex. Sugar Tax).
L’imposizione diretta non tiene conto della capacità contributiva del contribuente, e dovrebbero avere un ruolo
secondario nel sistema tributario.
Le imposte indirette, inoltre, sono progressive, mentre le imposte dirette colpiscono tutti allo stesso modo non
considerando le caratteristiche personali del contribuente (accise, IVA). Questo allontana dall’ottica dei principi
costituzionali.
Molte cause in corte di cassazione riguardano la TARSU – visione di un contribuente che non vuole versare le
imposte (preferisce assumere un avvocato per una causa) e il fisco cerca di riscuoterle in modo aggressivo.
730 precompilato – l’amministrazione fiscale fa tutto, ci si sta muovendo man mano nell’ottica che l’amministrazione
fiscale faccia anche da commercialista.
ISA (indicatori sintetici di affidabilità): strumenti che han sostituito gli studi di settore. Prendo un contribuente tipo con
delle statistiche e sulla base di quelle statistiche viene verificato che il contribuente corrisponde al contribuente tipo.
27 Settembre 2019 - 1° ottobre 2019
Uguaglianza formale (art. 3 della Costituzione) tutti abbiamo diritto allo stesso trattamento.
Uguaglianza sostanziale dal punto di vista dell’esercizio dei diritti dobbiamo essere il più possibile sullo stesso piano.
I tributi servono a garantire l’eguaglianza sostanziale (diritto alla salute/istruzione/alla casa devono essere di tutti), e
quindi il tributo funziona da camera di compensazione attraverso l’effetto redistributivo della ricchezza per far sì che la
ricchezza non rimanga concentrata in capo ad una élite, ma venga redistribuita in modo tale da garantire l’esercizio
dei diritti essenziali.
Difficoltà del diritto tributario:
Soggetto a continui cambiamenti
Molto vicino alla politica, quindi molto complesso
È un diritto di secondo grado che poggia le sue radici sul diritto comune, non ha una propria autonomia e
nasce da altri diritti. Prende le proprie norme da tutte le altre branche del diritto. Non è altro che un mix di
regole che derivano da altri settori del diritto. È importante conoscere bene tutti gli altri diritti (civile, penale,
commerciale, pubblico, del lavoro, amministrativo, processuale civile) nonché nozioni economiche (bilancio).
Ad ex. il cuore del diritto civile sono le obbligazioni, è i tributi sono essi stessi una obbligazione di natura
tributaria. Ho un debitore (contribuente) e un creditore (amministrazione finanziaria).
Il diritto tributario pesca dalle altre branche e poi trasforma le categorie a proprio piacimento in nome
dell’interesse fiscale (interesse alla riscossione dei tributi).
Il diritto tributario prende le categorie che già esistono (lavoratore subordinato – come da def. Codice civile) e
le espande per aumentare la tassazione (assimila pensionato, sacerdote, colui che ha indennità di
malattia/maternità)
La difficoltà della materia sta proprio nel fatto che non c’è un parametro logico come avviene nel Codice civile
(l’imprenditore è ben definito)
Tecnica dell’assimilazione, ai fini fiscali assimilo qualcosa nell’interesse fiscale
o Tecnica della casistica (redditi diversi – Art 67 TU), all’interno di questi elenchi troviamo voci che
o decide il legislatore
L’AdE ha poteri di riscossione così forti perché il contribuente è in posizione inferiore rispetto
all’amministrazione finanziaria.
Processo speciale che trova radici nel processo civile.
Tributo vs corrispettivo. È importante saper distinguere un tributo da un corrispettivo per l’applicazione
dell’IVA, l’identificazione del giudice competente in materia (giurisdizione tributaria o civile), per stabilire se
rientra in materia dello statuto dei diritti dei contribuenti e se è applicabile la sanzione tributaria.
Tributo prestazione pecuniaria patrimoniale imposta (coattività) dallo Stato perché lo stabilisce la legge. È un
prelievo forzoso e non può essere oggetto di negoziazione. La volontà del privato non ha alcun ruolo, se le
imposte non vengono pagate si incorre in sanzioni o altri provvedimenti più gravi.
Posso applicare lo statuto dei diritti dei contribuenti che detta tutte le norme più importanti in materia tributaria
(Legge 212 del 2000)
Applicazione delle sanzioni tributarie previste dal decreto 472 del 97 (sanzioni amministrative) e dal decreto
74 del 2000 (sanzioni penali).
Giudica il giudice tributario (commissione tributaria - giudice speciale che giudica le liti
o tributarie tra contribuente e amministrazione finanziaria)
Corrispettivo (obbligazione civile) prezzo di diritto privato che pago volontariamente x ottenere una
determinata prestazione. Può essere negoziato. Sul corrispettivo deve essere applicata l’IVA (si applica solo a
fronte di una attività prestata a carattere imprenditoriale)
Giudica il tribunale (giudice ordinario)
o
Non esiste una definizione di tributo, ma è possibile ricavarla dalle sentenze (quasi tutte sulla spazzatura).
Principio di legalità (Art 23 Cost) nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non
in base alla legge.
Si parla di prestazione patrimoniale imposta. È una categoria più ampia dei tributi (tributi + somme dovute
per la previdenza obbligatoria). Questo è un limite al governo e l’AdE (legge=Parlamento, organo
rappresentativo della popolazione).
Riserva di legge chi legifera in materia tributaria può essere solo ed esclusivamente il Parlamento.
Per legge si intende sia legge in senso stretto che leggi in senso formale
Costituzione
Direttive UE (l’IVA si basa su una direttiva UE) e diritto internazionale
Leggi ordinare, Decreti legislativi e decreti-legge (atti aventi forza di legge)
Regolamenti governativi e ministeriali che non possono legiferare in materia tributaria, ma
possono regolamentare aspetti di dettaglio e secondari della materia
Atti di prassi amministrativa (circolari, risoluzioni, telescritti, risposte di interpelli, note,
protocolli, etc..) che non hanno efficacia normativa dal punto di vista teorico. Dal punto di
vista pratico sono fondamentali. Ad esempio, l’AdE dice che applicherà la norma secondo una
certa interpretazione, a questo punto so come comportarmi per evitare un contenzioso.
Un esempio di prestazione patrimoniale imposta che non è tributo sono i contributi previdenziali (Non si
applica l’IVA, il giudice è quello civile, non si applicano sanzioni e non si applica lo statuto).
Principio di capacità contributiva (Art 53 Cost) tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in
ragione della loro capacità contributiva (presupposto di carattere economico).
Il termine capacità contributiva è un termine molto ampio. La tassazione deve avvenire in base alla ricchezza
del contribuente (reddito, patrimonio, consumi) secondo indici di capacità contributiva o presupposti di
imposta.
Si può essere tassati solo in base ad indici aventi valenza economica (ex non in base al sesso).
Ogni tassazione basata su caratteristiche personali o politiche del contribuente è illegale dal punto di vista
costituzionale.
Il consumo non mi dice però che ci sia ricchezza. Tassazioni su consumo o trasferimenti sono imposte
indirette.
4 Ottobre 2019
Scuola milanese e la teoria costitutivista (predominante) in base alla quale l’obbligazione tributaria è recepita da
un atto formale. Quello che conta sono gli atti amministrativi o atti di accertamento (avviso di accertamento o
dichiarazione tributaria).
Le conseguenze di questa teoria sono che se non c’è l’atto amministrativo, non c’è l’obbligazione tributaria.
Quindi, se non faccio la dichiarazione dei redditi l’obbligo tributario non esiste fino a quando non ricevo l’avviso di
accertamento.
Il diritto tributario può essere definito come una sequenza di atti:
Atto di accertamento, attraverso dichiarazione dei redditi (sistema di autoliquidazione/ auto-accertamento). Il
singolo contribuente dichiara autonomamente i redditi che possono essere oggetto di accertamenti.
L’accertamento (notificato al contribuente che entro 60 gg deve fare qualcosa) non sostituisce la dichiarazione
dei redditi non presentati.
Se l’atto di accertamento non viene medicato entro un certo termine stabilito dalla legge diventa definitivo.
Riscossione obbligazione tributaria attraverso la cartella di pagamento.
Esecuzione forzata lo Stato aggredisce il patrimonio del contribuente
Processo: quando vado ad impugnare un avviso di accertamento il giudice deve esprimersi solo con giudizio formale
perché è un processo che riguarda solo l’atto (cuore del processo)
Scuola romana teoria dichiarativista gli atti amministrativi non sono fonte dell’obbligazione tributaria, non fanno
altro che accertare qualcosa che esiste nel sistema tributario. L’amministrazione conserva comunque la facoltà di
ritirare un atto anche se definitivo con l’autotutela.
La dichiarazione segue la liquidazione.
Processo: quando vado ad impugnare un avviso di accertamento il giudice deve esprimersi con giudizio formale
dell’atto e di merito. Il giudice si può sostituire all’amministrazione finanziaria.
Classificazione delle entrate tributarie
Imposte vanno a finanziare i servizi indivisibili dello Stato e colpisce il presupposto della capacità contributiva.
(ATTENZIONE: la Tassa di circolazione (bollo) è un’imposta perché colpisce il presupposto della capacità
contributiva, ovvero il patrimonio - Auto)
Tasse corrispettivo a fronte di servizio che può essere reso esclusivamente da un ente pubblico (Ex. Tasse
scolastiche).
Contributi
La Tariffa di igiene ambientale TIA (ha sostituito la TARSU - tributo) è una tariffa da riscuotere direttamente dai
concessionari (?) sulla quale viene applicata l’IVA – viene quindi emessa fattura. La questione finisce di fronte alla
Corte costituzionale (sentenza 238 del 2009), che esprime:
Indipendenza dal nome giuridica del legislatore
Comparazione TARSU-TIA, il presupposto del pagamento è lo stesso (occupazione di superfici) e i pagamenti
sono strutturati secondo una precisa struttura autoritativa (non c’è un rapporto equo tra le due
controprestazioni – non c’è SINALLARMA, ovvero stesso valore economico), inoltre i criteri di quantificazione
della tariffa sono i medesimi. Medesima funzione: copertura di un servizio indivisibile senza un rapporto di
corrispettività
Manca un nesso tra servizio ed entità del prelievo
La corte conclude che la TIA è un’imposta e non è applicabile l’IVA (non è un corrispettivo), e costituisce una mera
variante della TARSU.
8/10/2019
Contributi
Rispetto alle imposte, è sicuramente una categoria d’importanza minore e più difficile da definire, ma
serve ad Introdurre il concetto di imposta di scopo, in quanto sono simili. In entrambi i casi infatti non
viene colpita la capacità contributiva attuale, ma viene colpita una capacità contributiva potenziale
(contributi consortili ad esempio).
Imposta
ELEMENTI ESSENZIALI DELL’IMPOSTA
Gli elementi essenziali dell’imposta sono:
Presupposto: è il fatto economico che l’imposta colpisce (incremento di ricchezza, ricchezza,
ecc). Questo è l’elemento essenziale di qualsiasi tributo e a maggior ragione delle imposte. Il
presupposto deve essere di tipo economico, e i presupposti più importanti sono:
Reddito
o Patrimonio
o Trasferimento
o Consumo
o
Base imponibile: è la traduzione economica - monetaria del presupposto, in quanto il
presupposto è un concetto alquanto astratto. Se per esempio abbiamo una norma che dice di
voler tassare il reddito prodotto nello Stato (presupposto), serve un’altra norma che dica quali
siano le componenti del reddito. Per il calcolo della base imponibile vengono presi in
considerazioni numerosi criteri che incidono sulla base imponibile prima e sulla tassazione poi.
Aliquota: è la frazione di base imponibile che deve essere tassata. Un’aliquota non può essere
pari al 100% in quanto sarebbe di tipo espropriativo, e quindi incostituzionale. L’aliquota può
essere:
Fissa: significa che il valore assoluto è sempre lo stesso, e genera imposte fisse. Un
o esempio ne è l’imposta di registro che, quando colpisce determinati contratti, ha sempre
lo stesso valore, ovvero 200euro, indipendentemente dall’ammontare di denaro o dal
valore dei beni presenti nel contratto.
Variabilità: le tipologie di variabilità sono
o Proporzionale: la percentuale che viene applicata alla base imponibile è fissa, ma
essendo applicata su basi imponibili diverse, la variabilità sta nell’ammontare
dell’imposta; quindi al variare della base imponibile, l’aliquota è sempre la stessa.
Esempi di imposte con aliquota proporzionale è l’IVA (4-10-22%), l’IRES che è pari
al 24% e l’IRAP.
Progressiva: l’aliquota non è fissa, ma aumenta all’aumentare della base
imponibile. La progressività può essere:
Continua: ad ogni piccolo incremento della base imponibile si innalza
anche l’aliquota. In realtà nel nostro ordinamento non esistono imposte
con questa aliquota
A scaglioni: su un primo scaglione si applica un’aliquota, arrivati al
secondo scaglione se ne applica una maggiore, e così via per tutti gli
scaglioni
Regressiva: tipiche degli Stati Uniti. Le imposte regressive prevedono che
l’aliquota scenda al crescere della base imponibile. Questo fatto non è da
confondere col fatto che più la base imponibile è alta più pago meno tasse, ma
tendenzialmente e crescere della base imponibile le imposte sono maggiori, ma
sono proporzionalmente minori rispetto alle imposte calcolate sulle basi imponibili
minori. Tutti sono
Sulla progressività bisogna fare una precisazione: l’art 53 della costituzione precede che “
tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario
è informato a criteri di progressività”. La progressività non è solo una scelta del legislatore, ma è
qualcosa che viene imposto direttamente dalla costituzione. i principi che vengono previsti dalla
costruzione sono:
Principio di legalità articolo 23
Principio di capacità contributiva articolo 53 comma primo: chi più ha, più deve pagare
Principio di progressività articolo 53 comma secondo: chi più ha, oltre che a pagare di più deve
pagare anche di più proporzionalmente.
Nel nostro ordinamento l'unica imposta progressiva e l’IRPEF, mentre tutte le altre sono di tipo
proporzionale. Nonostante questo, il sistema regge il principio di progressività (è legittimo da un punto
di vista costituzionale) in quanto la Corte costituzionale dice che è sufficiente che sia solo l’IRPEF ad
essere progressiva. Le altre imposte possono rimanere proporzionali, purché l’IRPEF sia progressiva.
Per tornare agli elementi essenziali dell’imposta, l’ultimo è:
Il soggetto: che può essere
Soggetto passivo: contribuente, sostituto di imposta e responsabile di imposta
o agenzie fiscali regioni.
Soggetto attivo: ente impositore che sono: e Lo Stato non riscuote
o in proprio le imposte, ma lo fa tramite il ministero delle economie e delle finanze, che a
Agenzie
sua volta ha delle convenzioni con degli enti di diritto pubblico che si chiamano
Fiscali (ne fanno parte le agenzie delle entrate, agenzia dogane, agenzia monopoli e
agenzie del territorio). Questi sono gli enti impositori dei vari tributi che prendono il nome
Tributi Statali. tributi locali enti locali,
di I invece sono d
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