Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Capitolo 3: Il regime Iva delle consulenze rese in ambito giudiziale: il caso

delle consulenze medico legali

3.1 Il consulente tecnico nel rito processuale.

Il giudice risolve la controversia sulla base delle prove proposte dalle parti o dal pubblico mi-

nistero tuttavia la varietà e complessità delle questioni può rendere difficoltosa la soluzione di

alcune controversie. Il legislatore prevede la facoltà del giudice di avvalersi di un consulente

tecnico, è un'esigenza diffusa a tal punto che la disciplina dei distinti riti processuali contem-

pla sempre il consulente tecnico d'ufficio (CTU) tra gli ausiliari del giudice. Anche la disci-

plina positiva del processo tributario contempla la possibilità di disporre consulenze tecniche.

Da ultimo la figura del consulente tecnico d'ufficio ha fatto ingresso anche nel giudizio am-

ministrativo. L'ampiezza degli approfondimenti che il giudice può delegare al perito è limitata

solamente alle disposizioni impartitegli dal magistrato.

Per garantire il contraddittorio è prevista anche la figura del consulente di parte cui compete il

controllo dell'indagine specialistica del consulente d'ufficio, l'uno è espressione del diritto alla

difesa, l'altro l'espressione di supporto integrazione della funzione giurisdizionale. L'aver as-

segnato in esclusiva all'organo giudicante il potere di nominare il CTU evidenzia il rilievo

pubblicistico.

Il loro inquadramento fiscale ai fini delle imposte dirette è pacifico tuttavia dubbi interpretati-

vi hanno interessato il regime Iva delle prestazioni erogate nell'esercizio della professione

medica le quali venivano inizialmente incluse nel perimetro di applicazione di una delle ipo-

tesi esentative dell'art.10 d.P.R. 633/72.

3.2 Il regime Iva delle consulenze medico legali secondo il quadro normativo

ante finanziaria 2008

La ricerca delle cause di referto sulle conseguenze di eventi che hanno interessato la salute

delle persone o la salubrità dei luoghi spesso costituisce un elemento decisivo per la soluzione

di giudizi. La diversità delle funzioni che le consulenze di carattere medico possono assolve-

re, non impedisce di trattare in modo unitario il presupposto impositivo ai fini Iva, il quale ri-

sente esclusivamente del fatto che si tratti di una prestazione di servizi effettuata nel territorio

dello Stato, svolta nell'esercizio di una professione. L'attenzione va rivolta alle prestazioni

mediche che l'ausiliare del giudice effettua nell'esercizio di una professione sanitaria. L'as-

soggettamento a Iva dei corrispettivi di tali consulenze però apparso da subito dubbio, atteso

che il dato normativo sembrava collocarle all'interno del perimetro delle operazioni esenti.

Esaminando la VI direttiva del 77 e il suo atto di recepimento si è indotti a ritenere che alme-

no alcune delle consulenze mediche in esame possono rientrare tra le prestazioni di diagnosi

rese alla persona nell'esercizio delle professioni sanitarie soggette a vigilanza con la conse-

guenza che almeno ad esse si applicherebbe l'esenzione. Il ragionamento dell'amministrazione

finanziaria però si esauriva in verità solo nell'interpretazione letterale della norma, con il re-

cepimento dei più recenti orientamenti giurisprudenziali della corte di giustizia, l'amministra-

zione finanziaria ha rivisto le proprie posizioni finendo per includere anche tali prestazioni nel

perimetro di applicazione del tributo. 8

3.3 Il contributo della corte di giustizia delle comunità europee alla delimita-

zione dell'esenzione disposta dall'articolo 13, parte a, n. 1,lett. c), della VI di-

rettiva è la posizione assunta nel 2005 dall'agenzia delle entrate.

La natura di tributo armonizzato dell'Iva rende ancora più preziose le indicazioni provenienti

dal giudice europeo, il quale ha osservato la coincidenza del perimetro di applicazione della

norma con quello delle (sole) prestazioni mediche diagnosi, cura e guarigione di malattie e di

problemi di salute. Rilievo colto dall'agenzia delle entrate che nella circolare 4/E del 2005 ha

considerato le prestazioni mediche necessarie a definire un giudizio estranee alla casistica in-

dividuata dai giudici di Lussemburgo. Tesi che è apparsa allineata alla pronuncia del giudice

comunitario. Il ragionamento dell'amministrazione finanziaria verte sulla preventiva indivi-

duazione del contesto in cui le prestazioni sanitarie sono rese per stabilire quale sia il loro

scopo principale, quindi si è ritenuto di dover escludere dall'esenzione le perizie mediche la

cui realizzazione, sebbene faccia appello alle competenze mediche del prestatore, persegue lo

scopo principale di soddisfare una condizione legale o contrattuale prevista nel processo deci-

sionale altrui.

Non possono essere esenti le prestazioni che non sono dirette alla tutela della salute delle per-

sone, restano estranee le prestazioni dirette alla diagnosi di patologie dello stato fisico psichi-

co e/o delle cause del decesso sebbene ritenute indispensabili dal giudice. Analogamente sog-

gette a prelievo devono essere le prestazioni mediche consistenti nel rilascio di certificati, re-

ferti sullo stato di salute al fine dell'istruzione di pratiche amministrative.

L'elemento teleologico della norma individuato dai giudici comunitari consentiva di elencare

alcune prestazioni alle quali l'agenzia delle entrate si dichiarava favorevole a riferire l'esen-

zione:

a) controlli medici regolari istituiti da taluni datori di lavoro (malattie infettive)

b) rilascio di certificati di idoneità fisica (idoneità a viaggiare)

c) rilascio di certificati di idoneità fisica diretta di mostrare nei confronti di terzi che lo

stato di salute di una persona impone limiti a talune attività

3.4 Osservazioni critiche sulla circolare del 28 gennaio 2005, n.4/E dell’ A-

genzia delle entrate.

La circolare 4/E perveniva a una discutibile esclusione dall'oggetto della consulenza medico

legale di prestazioni il cui scopo sarebbe potuto consistere proprio nella tutela della salute

umana, il ragionamento era affetto da un vizio logico: ritenere che per il sol fatto che la pre-

stazione medica fornisca un parere richiesto preventivamente all'adozione di una decisione

che produce effetti giuridici dovesse considerarsi incompatibile con lo scopo principale.

Il principio di diritto della corte di giustizia è che una perizia medica può indirettamente con-

tribuire a tutelare la salute dell'interessato individuando un nuovo problema o correggendo

una diagnosi precedente dove lo scopo principale perseguito da qualsiasi prestazione di questo

tipo rimane quello di soddisfare una condizione legale o contrattuale prevista nel processo de-

cisionale altrui. Non tutte le perizie medico legali appaiono dirette a tale risultato.

3.5 La condotta del contribuente a seguito della pubblicazione della circolare

n.4/E.

Vi è pertanto la possibilità che alcune prestazioni rese nell'esercizio della professione medica

in ausilio della funzione giurisdizionale potessero beneficiare dell'esenzione a causa del fine

di concorrere alla tutela preventiva della salute.

9

Il perito medico legale avrebbe potuto tenere due diverse condotte: aderendo alle considera-

zioni critiche formulate, il contribuente avrebbe potuto assegnare alla circolare la funzione di

rappresentazione non esaustiva della casistica affrontata dal giudice europeo. Sarebbe ragio-

nevole ritenere che la circolare proponesse meri canoni ermeneutici rispetto ai casi non e-

spressamente citati. Sarebbe stato così possibile di comprendere nel perimetro delle prestazio-

ni esenti numerose attività peritali. Il rischio di approdare al contenzioso era particolarmente

elevato. Il medico avrebbe dovuto sobbarcarsi l'onere della prova in ordine alla sussistenza

delle condizioni da cui l'esenzione dipende, l'assolvimento di tale onere sarebbe potuto avve-

nire in via preventiva con la proposizione di un interpello in sede di contraddittorio. Altra

condotta più cauta, che avrebbe permesso al contribuente di evitare tali rischi e adempimenti,

sarebbe quella di aderire in maniera più netta alla circolare ministeriale la quale lascia inten-

dere che il compenso di qualsiasi consulenza medico legale sarebbe dovuto essere in ogni ca-

so assoggettato a prelievo a fini Iva.

Particolare centralità assumevano le indicazioni contenute nella circolare riferimento ad alcu-

ne categorie di prestazioni medico legali per le quali veniva esclusa espressamente l'esenzione

da Iva: le prestazioni effettuate dall’Inail dirette al riconoscimento della causa di servizio in

- relazione infortuni, stato di infermità eccetera.

le prestazioni rese nei confronti delle commissioni mediche di verifica

-

Il documento permetteva di individuare anche alcune prestazioni per le quali, al contrario,

l'amministrazione finanziaria non dubitava della spettanza dell'esenzione:

prestazioni effettuate dall'Inail per controlli medici eseguiti sui lavoratori a scopo

- profilattico col fine di stabilirne l'idoneità fisica

prestazioni effettuate dai medici libero professionisti componenti delle commissioni

- mediche locali patenti di guida al fine di valutare l'idoneità alla guida

Le ordinarie visite mediche effettuate per il rilascio o rinnovo di patente a soggetti

- non affetti da disabilità

queste ultime prestazioni sarebbero dovute rientrare nell'ambito applicativo dell'esenzione in

quanto lo scopo principale consiste nella tutela preventiva della salute di soggetti che, trovan-

dosi in particolari condizioni fisiche, potrebbero compromettere la propria salute e l'incolumi-

tà collettiva attraverso la guida di autoveicoli. Permanevano ancora seri dubbi al riguardo del-

le perizie disposte nel corso di un giudizio, il diritto ad applicare l'esenzione da Iva sembrava

potersi far dipendere di volta in volta dalle verifiche che si sarebbero dovute rivolgere alla fi-

nalità della prestazione.

3.6 L'assoggettamento ad Iva delle prestazioni professionali specifiche di me-

dicina legale nella finanziaria per il 2008.

Con la finanziaria per il 2008 la questione sembra ulteriormente complicarsi la formulazione

della norma appare ancora una volta infelice, l'articolo uno comma 80 dice che al fine di ar-

monizzare la legislazione italiana con la normativa comunitaria le prestazioni professionali

specifiche di medicina legale sono assoggettati al regime ordinario dell'imposta sul valore ag-

giunto. Scompare così ogni distinzione tra le consulenze medico legali in spregio alla cautela

che la stessa amministrazione finanziaria aveva sempre dimostrato. Tuttavia non è raro che in

finanziaria confluiscano provvedimenti scarsamente meditati ma è evidente che la loro appro-

vazione in Parlamento ne renda difficoltosa la rimozione degli effetti spesso assai nefasti. Ciò

deve aver indotto la direzione centrale normativa dell'agenzia delle entrate a emanare in tempi

brevi la circolare 20/E del 2008 la cui funzione correttiva è evidente e si avvale del richiamo

all'elaborazione giurisprudenziale della corte di giustizia. Nella circolare viene ribadito che la

circolare 4/E del 2005 resta attuale e che ad essa si rimandano per maggiori dettagli, l'ammi-

10

nistrazione finanziaria prova in tal modo a smussare la recente disposizione legislativa offren-

do un argomento a favore dei medici che ritengono di dover chiedere al giudice tributario la

disapplicazione dell'articolo uno comma 80 l. 244/2007 nella parte in cui la norma si riveli

produttiva di effetti contrari al diritto comunitario.

Acquistano nuova linfa le stesse considerazioni critiche che abbiamo in precedenza rivolto al-

la tesi sostenuta nella circolare 4/E.

Infine la circolare n. 20/E chiarisce che i professionisti hanno applicato l'esenzione confidan-

do dell'interpretazione costante espressa in passato dall'amministrazione finanziaria con pro-

prie circolari e risoluzioni, pertanto a questi si applicherebbe l'articolo 10 dello statuto del

contribuente e non sarebbero pertanto irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al con-

tribuente qualora egli si sia conformato indicazioni contenute in atti dell'amministrazione fi-

nanziaria. 11

Capitolo 4: L’imposta di registro sugli atti giudiziari

4.1 Attività giudiziaria e imposizione tributaria: osservazioni generali

L'attività giudiziaria, intesa come insieme dedicati del giudicare, comporta costi i quali devo-

no essere coperti direttamente dalle parti litiganti coinvolte o devono essere addossati all'inte-

ra collettività. È emersa prepotentemente l'esigenza di contemperare la garanzia costituzionale

del diritto di agire in giudizio e in difesa delle proprie situazioni giuridiche soggettive con l'in-

teresse erariale alla percezione di tributi collegati al processo. La corte costituzionale ha rico-

nosciuto l'esistenza di un interesse pubblico: l'assoggettamento a imposizione degli atti del

processo e parallelamente ha ritenuto legittime costituzionalmente le norme che prevedono

oneri fiscali razionalmente collegati con la pretesa dedotta in giudizio.

L'articolo 7 n.7 legge delega 825/71 prevede l'eliminazione di ogni impedimento fiscale al di-

ritto dei cittadini ad agire in giudizio, i suoi decreti legislativi attuativi hanno riordinato i tri-

buti di bollo e di registro. Le esigenze di semplificazione sono state soddisfatte con l'introdu-

contributo unificato sugli atti giudiziari

zione del il quale ha assorbito le imposte di bollo, la

tassa d'iscrizione a ruolo, i diritti di cancelleria e diritti di chiamata, di causa, dell'ufficiale

giudiziario. L'imposta di bollo è limitata solo ai casi in cui non è applicabile il contributo. La

legge delega 80/2003 aveva previsto poi l'istituzione di un'imposta sui servizi destinata a so-

stituire l'imposta di registro, di bollo, ipotecarie e catastali. La delega è rimasta inattuata.

4.2 La registrazione degli atti giudiziari: il principio dell'unicità della tassa-

zione nei diversi gradi di giudizio e il meccanismo applicativo del tributo.

L'imposta di registro prevede l'assoggettamento a tassazione degli atti provvedimenti dell'au-

torità giudiziaria ordinaria e speciale. Sono soggette alle imposte i giudici ordinari e speciali

in materia di controversie civili ove definiscano, anche parzialmente, il giudizio. Sono com-

presi espressamente i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti di aggiudicazione, quelli di

assegnazione, anche in sede di scioglimento di comunione. L'assetto normativo ha dato luogo

ad accese dispute circa la natura esemplificativa o tassativa dell'elencazione di atti, la questio-

ne appare sterile, non vi è una elencazione di tipi di atti ma si fa riferimento a categorie di atti

giudiziari, conseguentemente gli atti giudiziari sono distinti in relazione all'oggetto della con-

troversia dedotta in giudizio ed agli effetti che la pronuncia in grado di produrre.

Fondamentale ai fini dell'assoggettamento al tributo di registro è il carattere civile della con-

troversia dedotta in giudizio, "controversia civile" è qualsiasi lite in cui si pretende leso un di-

ritto soggettivo devono essere quindi compresi tutti provvedimenti dell'autorità giudiziaria or-

dinaria e speciale (civile, penale o amministrativa) suscettibili di dar luogo alla formazione

del giudicato. Non sono soggetti all'imposta le sentenze che hanno ad oggetto questioni me-

ramente processuale o quelle che si limitano a statuire l'infondatezza della pretesa fatta valere

in giudizio. Gli atti soggetti a tassazione possono essere così classificati:

a) sentenze e provvedimenti che definiscono controversie civili

b) atti del giudice penale avente ad oggetto questioni civili

c) sentenza del giudice amministrativo nei casi di controversia civile

d) sentenza della corte dei conti in materia di pensioni

e) sentenza del tribunale delle acque pubbliche

L'enunciazione di un atto non sottoposto a registrazione obbligatoria nell'ambito di un atto

dell'autorità giudiziaria ordinaria comporta l'assoggettamento a tassazione di entrambi.

Per quanto riguarda la regola di tassazione il legislatore ha scelto di tassare il momento dell'a-

dozione dell'atto giudiziario ribadendo l'unicità dell'imposta per tutto il giudizio. Ai fini impo-

12

sitivi non ha alcun rilievo quando si forma il giudicato bensì il valore definitivo espresso dalla

controversia dedotta in giudizio. L'applicazione del tributo ha luogo quindi al momento del-

l'adozione della pronuncia che in primo grado che definisca anche parzialmente il giudizio.

Corollario è il principio di provvisorietà della tassazione fino alla conclusione del giudizio

con il passaggio in giudicato della sentenza. A quest'ultima sono paragonate le conciliazioni

giudiziali e le transazioni extragiudiziali in cui sia parte l'amministrazione dello Stato.

La norma presta il fianco a censure di illegittimità costituzionale quando non fa riferimento a

qualunque provvedimento di carattere transattivo o conciliativo ponendo una disparità di trat-

tamento. La registrazione delle sentenze in cui è parte lo stato (ovvero persone o enti morali

ammessi al gratuito patrocinio) fatta eccezione di quelle portanti trasferimento di beni deve

avvenire a debito.

L'obbligo di richiedere la registrazione posto a carico di soggetti investiti di pubbliche funzio-

ni quali cancellieri e segretari, tali categorie di soggetti devono presentare la richiesta di regi-

strazione e, conseguentemente, trasmettere il fascicolo di causa per tutte le sentenze. Mentre

per i decreti di trasferimento e per gli altri atti ricevuti dai soggetti in esame, è espressamente

statuito dal l'obbligo del pagamento del deposito della somma, per gli altri atti i funzionari

considerati devono effettuare la richiesta, in quanto l'imposta deve essere versata dalle parti

contraenti nel termine di 60 giorni dalla notifica dell'avviso.

Termine per la registrazione degli atti:

1) decreti di trasferimento emanati nell'ambito dei procedimenti esecutivi e gli altri atti

ricevuti dai cancellieri e dai segretari: 20 giorni dalla formazione dell'atto

2) restanti atti dell'autorità giudiziaria ordinaria speciale: richiesta di registrazione en-

tro cinque giorni

4.3 Le diverse categorie di atti giudiziari soggetti a registrazione obbligatoria

in termine fisso.

La norma nel dare attuazione alla previsione generale contenuta all'articolo 37 accorpa gli atti

in diverse categorie individuate sulla base di natura contenuto ed effetti giuridici.

Atti giudiziari recante trasferimento costituzione di diritti reali

Rispetto ai corrispondenti atti traslativi civili, quelli giudiziari presentano un unico elemento

di differenziazione, devono infatti specificare quale sia la parte tenuta effettuare il pagamento.

Rientrano anche le sentenze di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un

contratto. Vi rientra anche la sentenza nell'ipotesi di accessione invertita che attribuisca al co-

struttore la proprietà dell'edificio e del suolo occupato. Vanno comprese inoltre le sentenze

dichiarative dell’usucapione, il bene usucapito va tassato in base al valore venale dello stesso

al momento del passaggio in giudicato della sentenza.

Atti giudiziari di condanna al pagamento di somme valori ed altre prestazioni o alla

 consegna di beni di qualsiasi natura

Sono soggetti all'imposta proporzionale di registro nella misura del 3% delle sentenze recanti

la condanna al pagamento di somme di denaro, di valori, di altri beni in natura. Nel dare at-

tuazione alla regola dell'alternatività Iva e/o Registro è dovuta la sola imposta fissa di registro,

sono ricomprese anche le sentenze di risarcimento dei danni.

Atti di accertamento dei diritti a contenuto patrimoniale

È previsto l'assoggettamento all'aliquota dell'1% degli atti giudiziari aventi natura accertativa

dei diritti a contenuto patrimoniale. Vanno ricondotte anche le sentenze di divisione di comu-

13


PAGINE

15

PESO

1.35 MB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Tributario, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del testo Attività giudiziaria e imposizione tributaria .
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Attività giudiziaria e imposizione sul reddito, Le spese di giustizia tra Iva e Irap, Il regime Iva delle consulenze rese in ambito giudiziale: il caso , eccdelle consulenze medico legali


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Uricchio Antonio Felice.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto tributario

Diritto tributario - Sistema istituzionale
Appunto
Diritto tributario - Appunti
Appunto
Diritto Tributario, lezioni prof. Uricchio
Appunto
Interpello Riforma Diritto Tributario
Appunto