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ESTRATTO DOCUMENTO

Anche le dichiarazioni annuali dell’Iva sono soggette a questo controllo: l’Amministrazione corregge gli

errori commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d’affari.

Il risultato del controllo, se diverso dal dichiarato, deve essere comunicato al contribuente che è invitato con

avviso bonario a versare la differenza. Se non versa → somma iscritta a ruolo. Se versa → non iscritta a

ruolo e sanzione ridotta a 1/3.

MOMENTO 2: CONTROLLO FORMALE. Questo secondo controllo può seguire alla liquidazione entro il 31

dicembre del secondo anno successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione.

Riguarda alcune voci della dichiarazione che devono essere giustificate documentalmente.

Il contraddittorio è eventuale: si può invitare il contribuente a fornire chiarimenti e a trasmettere documenti.

Per effetto del controllo formale: 1 Si esclude scomputo delle ritenute d’acconto non documentate

2 Si escludono detrazioni e deduzioni non spettanti in base ai documenti

3 Si quantificano i crediti d’imposta spettanti

4 Si liquida la maggiore imposta sul reddito

5 si correggono gli errori materiali e di calcolo

L’esito del controllo formale deve essere comunicato al contribuente insieme ai motivi della rettifica. Il

contribuente è invitato con avviso bonario (obbligatorio) a versare la maggiore somma così liquidata.

Se non versa / se versa = a sopra.

3: CONTROLLO SOSTANZIALE. È svolto dagli uffici dell’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza.

Ogni contribuente ha un numero di codice fiscale ed è iscritto nell’Anagrafe tributaria in cui sono raccolti su scala

nazionale i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni. Gli Uffici possono avvalersi anche delle informazioni di

cui siano comunque in possesso. Può trattarsi di notizie tratte dalla stampa o da Internet.

Possono avvalersi anche di dati bancari illecitamente acquisiti all’estero e trasmessi all’A.f. nel rispetto delle

procedure internazionali, perché il segreto bancario non è costituzionalmente garantito.

L’A.f. può invitare il contribuente a comparire di persona per fornire dati e notizia o invitarlo ad

esibire/trasmettere atti e documenti.

L’.A.f. deve acquisire d’ufficio le info già possedute da altre PA sullo stato del contribuente.

Rapporti con terzi che hanno veste pubblicistica = può chiedere la comunicazione di dati o notizie, richiedere ai

notai copia di atti depositati presso di essi e anche ad ogni altro pubblico ufficio.

Rapporti con altri terzi = può chiedere ai soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili dati e documenti.

Indagini bancarie: il segreto bancari non esiste perché sono in gioco solo interessi patrimoniali. Però le indagini

bancarie hanno comunque dei limiti. Serve l’autorizzazione dalla Direzione regionale e la Guardia di finanza deve

essere autorizzata dal Comandante di zona. Le banche devono comunicare all’Anagrafe tributaria il nome dei loro

clienti e la natura dei rapporti intrattenuti. Le banche devono fornire dati, notizie, documenti relativi a qualsiasi

rapporto e informazioni su operazioni effettuate, servizi prestati, garanzie prestate a terzi. Stessa cosa per le Poste.

Se la banca non risponde tempestivamente → accesso.

Ai dati bancari sono collegate una presunzione generica (l’ufficio può fondare gli avvisi di accertamento sui

dati bancari se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto o che non hanno rilevanza allo stesso fine) e

una specifica (l’ufficio può porre come ricavi non solo gli importi riscossi, ma anche i prelevamenti se il

contribuente non ne indica il beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili). Presunzioni relative.

Le presunzioni operano se il contribuente non fornisce prova contraria.

Accessi, ispezioni e verifiche

La forma principale di controllo è l’accesso che porta a → ispezioni documentali → redazione pvc.

L’accesso è costituzionalmente legittimo se c’è autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria, ma la tutela

costituzionale di domicilio non riguarda locali destinati all’esercizio di attività economiche. Per accedere non si

richiede l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, ma l’autorizzazione del capo dell’ufficio.

Per accedere ai locali destinati all’esercizio di arti e professioni è richiesta la presenza del titolare dello studio o di

un delegato. Tutela del segreto personale = serve autorizzazione Pm per esaminare i documenti.

Per accedere alle abitazioni serve l’autorizzazione del Pm = solo gravi indizi di violazione di norme fiscali.

Atto illegittimo = prove inutilizzabili.

Accessi, ispezioni e verifiche: durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare

la minor turbativa possibile. Il contribuente deve essere informato delle ragioni e del fatto che può farsi assistere

da un professionista. Delle sue osservazioni deve darsi atto nel pvc.

La verifica contabile esamina completezza, esattezza e veridicità della contabilità (controllo incrociato anche con

documenti di terzi). La verificazione invece è un controllo su impianti, dipendenti, materie prime…

Permanenza degli operatori = non più di 30 g + altri 30 in caso di complessità dell’indagine.

Non + 15 g per contabilità semplificata e lavoratori autonomi.

Mancata collaborazione = sanzione amministrativa + pregiudizio alle successive facoltà di difesa del

contribuente che non potrà più addurre notizie, dati e documenti in risposta agli inviti.

Limite al dovere di collaborazione = diritto al silenzio se c’è rischio di accusa di evasione in sede penale.

La chiusura delle verifiche e i processi verbali: il processo verbale di verifica (1) viene redatto giornalmente

segnando le operazioni eseguite. Alla fine invece viene redatto il processo verbale di constatazione (2) che

sintetizza i dati rilevati (documenti esaminati, violazioni riscontrate ecc). Entro 60 g il contribuente può

comunicare osservazioni o richieste che devono essere valutate dagli uffici impositori.

L’avviso notificato prima è invalido salve ragioni di particolare e motivata urgenza. Le garanzie così previste si

applicano solo presso il contribuente e non agli accertamenti bancari e alle indagini effettuate dall’ufficio presso la

sua sede (“a tavolino”), ad esempio previo invio di questionari.

FINE DEL CONTROLLO SOSTANZIALE

Collaborazione dei comuni: prima di emettere avvisi di accertamento sintetico, gli uffici lo segnalano ai comuni

che comunicano ogni elemento utile in loro possesso.

Scambio di info con altre amministrazioni finanziarie di altri Stati contraenti. Reciproca assistenza per la

riscossione. L’A.f. italiana raccoglie informazioni che trasmette agli altri Stati e può anche autorizzare la presenza

nel territorio dello Stato di funzionari delle A.f. di altri Stati membri.

Rapporti tra istruttoria amministrativa e processo penale: se emergono notizie di reato in istruttoria bisogna

comunicarlo al Pm e ogni successiva fase per la raccolta di fonti di prova ecc dovrà svolgersi secondo il cpp.

DELL’ISTRUTTORIA

1 PVC esaminato dall’Agenzia delle entrate → trasmesso al Pm se emergono fatti penalmente rilevanti

2 60 g per il contribuente per presentare un’eventuale memoria difensiva con osservazioni e richieste

3 Ravvedimento operoso: il contribuente presenta una dichiarazione integrativa ed è pagato il tributo → riduzione

della sanzione a 1/5 del minimo (se regolarizza errori/omissioni), anche dopo la constatazione della violazione

mediante il pvc.

4 Il contraente presenta istanza di accertamento con adesione chiedendo all’ufficio di formulare una proposta →

accordo → accertamento con adesione.

Se non ci sono 3 e 4, l’ufficio può emettere un avviso di accertamento e notificare un atto di contestazione

delle sanzioni amministrative.

CAPITOLO X – L’AVVISO DI ACCERTAMENTO

È l’atto conclusivo del procedimento amministrativo di applicazione delle imposte. Non è discrezionale.

Dispositivo + motivazione

Dispositivo: indicati l’imponibile accertato, l’aliquota applicata e l’imposta liquidata (al lordo e al netto delle

detrazioni, delle ritenute d’acconto e dei crediti d’imposta). Essenziale è solo la determinazione dell’imponibile.

In caso di Iva, è indicata anche l’imposta detraibile o rimborsabile.

Di regola contiene anche l’irrogazione di sanzioni.

Deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio.

Motivazione: presupposti di fatto e ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione in

relazione alle risultanze dell’istruttoria. Bisogna fare riferimento ai singoli redditi delle varie categorie e indicare

fatti e circostanze che giustificano il ricorso a metodi induttivi o sintetici e ragioni del mancato riconoscimento di

deduzioni e detrazioni.

In materia di Iva devono essere indicati errori e omissioni su cui è fondata la verifica.

Se prima dell’emanazione dell’avviso il contribuente espone le sue ragioni → obbligo di motivazione rafforzata.

La motivazione per relationem deve allegare l’atto richiamato. Possono non essere allegati gli atti già noti al c.

La motivazione deve essere chiara, determinata e intellegibile anche per facilitare l’esercizio del diritto di difesa.

Devono essere indicati gli uffici presso cui ottenere informazioni sull’atto; promuovere il riesame; impugnare.

La notificazione = è attraverso la notificazione che l’avviso di accertamento viene ad esistenza. È eseguita da

messi comunali o messi speciali autorizzati dall’Agenzia delle entrate. Il messo deve far sottoscrivere l’atto dal

consegnatario o indicare i motivi per cui non l’ha sottoscritto. Se la consegna presso l’abitazione o l’ufficio non è

possibile per irreperibilità, il messo deposita l’atto in comune. La notificazione alle persone giuridiche invece

avviene nella loro sede (altrimenti avviene secondo le regole previste per le persone fisiche).

Il contribuente che non ha residenza può comunicare all’ufficio l’indirizzo estero per la notificazione.

Effetti della notificazione si producono per il notificante dal momento della consegna dell’atto al personale del

servizio postale; per il destinatario dalla data in cui l’atto è ricevuto (decorre il termine per impugnare).

Non sono sanabili le notificazioni inesistenti; le notifiche viziate seguono la normativa del cpc ma il vizio è sanato

dal ricorso, che dimostra che l’atto è stato ricevuto.

La notificazione telematica alle imprese individuali o costituite in forma societaria o ai professionisti iscritti in

albi → all’indirizzo del destinatario. Si intende perfezionata quando il gestore della casella trasmette la ricevuta di

accettazione (per il notificante) e per il destinatario lo è dalla data della consegna.

I termini della notificazione: l’avviso di accertamento non può essere notificato prima che siano decorsi 60 g

dalla consegna del pvc al contribuente. L’atto notificato in ritardo è annullabile.

Per le imposte sui redditi e per l’Iva l’avviso deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno

successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il termine scade il 31 dicembre del settimo anno successivo a

quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Vale lo stesso per la dichiarazione nulla.

Per l’imposta di registro c’è un termine di decadenza di cinque anni per accertare l’imposta sugli atti non registrati

(decorre da quando avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione).

In caso di presentazione di una dichiarazione integrativa, il termine decorre dalla data di presentazione della nuova

dichiarazione.

EFFETTI DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO

Nei principali tributi, il contribuente non solo deve adempiere, ma dichiarare presupposto e debito d’imposta.

La dichiarazione concorre, con il presupposto, a costituire l’obbligazione e ne condizione l’esigibilità.

Se l’obbligazione non è integralmente dichiarata e quindi resa esigibile, si rende necessario emanare un atto

impositivo che rechi la statuizione autoritativa dell’esistenza e della misura dell’obbligazione tributaria.

Secondo la teoria dichiarativa, l’obbligazione tributaria sorge non appena si verifica il presupposto di fatto del

tributo e quindi l’avviso è un provvedimento con effetti di mero accertamento dell’obbligazione tributaria.

Secondo la teoria costitutiva, invece, l’atto impositivo ha valore costitutivo di un’obbligazione tributaria. È

un’obbligazione che non è stata dichiarata affatto o è stata dichiarata in misura inferiore e quindi l’avviso di

accertamento fa nascere un’obbligazione non dichiarata.

L’Amministrazione è titolare di poteri autoritativi; non lo è il contribuente e quindi la dichiarazione è un

mero atto; l’avviso di accertamento, invece, è espressione di una potestà amministrativa con effetto

costitutivo del rapporto.

La funzione dell’avviso di accertamento è importante, perché se il contribuente non presenta la dichiarazione,

senza l’avviso non sorge l’obbligazione e quindi è un presupposto necessario per permettere

all’Amministrazione di agire. Per riscuotere, sono necessari o la dichiarazione o l’avviso di accertamento.

L’avviso di accertamento è retroattivo: dà vita a un debito che avrebbe già dovuto sorgere per effetto della

dichiarazione.

A) Effetti esecutivi dell’avviso di accertamento: l’avviso di accertamento e l’irrogazione delle relative sanzioni

sono titoli esecutivi. Infatti l’avviso deve contenere anche l’intimazione ad adempiere quando è decorso il termine

per la proposizione del ricorso, avvertendo che decorsi 30 g dal termine per il pagamento la riscossione delle

somme sarà affidata all’Agente della riscossione che inizierà la procedura di esecuzione forzata. Quindi l’avviso

non è seguito dall’iscrizione a ruolo o dalla cartella di pagamento, ma è già esso stesso titolo esecutivo (come

il ruolo)! Perciò occorre che il contribuente versi, se non presenta ricorso, le intere imposte accertate (con le

sanzioni ridotte) o, in caso di presentazione del ricorso, un terzo delle maggiori imposte accertate.

Scaduto il termine per la presentazione del ricorso → aggiunti gli interessi di mora.

Avviso annullabile Vs. Avviso nullo

NULLI: avvisi di accertamento non motivati o privi di altre indicazioni essenziali (come l’aliquota applicata), atti

impositivi antielusivi non preceduti dalla richiesta di chiarimenti, atti non conformi alle risposte agli interpelli…

SONO CASI DI NULLITA’ DEBOLE: l’atto è efficace! Se impugnato può essere annullato.

Quindi la nullità degli atti tributari non è come quella dei contratti, ma è come l’illegittimità-annullabilità dei

provvedimenti amministrativi. Rimedio contro gli atti nulli in senso debole = impugnazione dinanzi al g.tributario.

Quando la nullità non è espressamente prevista, l’interprete deve valutare la ratio della norma violata: deve

ritenersi invalidante la violazione di norme a) dirette a garantire che l’atto amministrativo sia conforme ai suoi

presupposti di fatto e di diritto, b) limitanti dei poteri dell’A.f. a tutela di interessi privati costituzionalmente

riconosciuti. La violazione delle norme che impongono il contraddittorio procedimentale è invalidante: caso

dell’avviso di accertamento emesso ante tempus, senza rispettare il termine dilatorio di 60 g dal rilascio del pvc.

È annullabile l’avviso di accertamento emesso in base a prove raccolte mediante accesso senza autorizzazione.

Il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento non è annullabile se il contenuto non avrebbe

potuto essere diverso.

I vizi non invalidanti sono mere irregolarità (non indicati gli organi cui si può richiedere riesame o ricorso).

SONO CASI DI NULLITA’ FORTE quelli previsti dall’art. 21-septies della L. 241/1990:

• mancano gli elementi essenziali (manca la sottoscrizione; è intestato a un soggetto inesistente...)

• difetto assoluto di attribuzione (emesso in situazione di carenza di potere – organo senza p. impositiva)

• adozione in violazione o elusione del giudicato

• altri casi espressamente previsti dalla legge

Poiché non sono ammesse, nel processo tributario, azioni meramente dichiarative, il contribuente non può agire

contro il provvedimento nullo ma deve impugnare il primo atto successivo, richiedendo in via pregiudiziale

l’accertamento della nullità.

La giurisprudenza invece ritiene che anche in caso di nullità forte, nullità = annullabilità negando che valga il

sistema dualistico delle invalidità in vigore invece nel diritto amministrativo.

Divieto di doppia imposizione: “doppia imposizione” = uno stesso presupposto è tassato più volte (con la stessa

imposta o con più imposte) nei confronti dello stesso soggetto o di soggetti diversi. Essa può essere

A) interna o internazionale: convenzioni internazionali per impedire o attenuare la seconda.

B) economica o giuridica: la prima è voluta dal legislatore (stesso fatto economico tassato con più imposte); la

seconda invece è vietata (amministrazione che emette più avvisi di accertamento per tassare più volte lo stesso

presupposto).

Il divieto significa anche che lo stesso presupposto non può essere imputato a soggetti diversi.

Lo stesso reddito non può essere tassato prima con Ires come reddito di sdc e poi con Irpef come reddito di una

persona fisica. Uno dei due atti deve essere ritirato.

Definizioni consensuali del rapporto d’imposta

Il contribuente che riceva un avviso di accertamento ha diverse alternative che non siano l’impugnazione:

1) Presentare un’istanza di accertamento con adesione. Questo sospende il termine per impugnare per 90 g.

L’accertamento con adesione comporta ridimensionamento del tributo e riduzione delle sanzioni ad 1/3 del

minimo. L’avviso di accertamento notificato perde efficacia quando si perfeziona l’accertamento con adesione.

2) Definire solo le sanzioni, pagando 1/3 di quanto irrogato e impugnare l’avviso di accertamento nella parte che

concerne il tributo (e gli interessi).

3) Prestare acquiescenza, cioè non impugnare. Se non impugna e non presenta istanza di accertamento con

adesione le sanzioni sono ridotte a 1/3. Le somme devono però essere pagate prima del termine per il ricorso.

Tipologia degli accertamenti

ACCERTAMENTO ANALITICO DEL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE: ricostruisce l’imponibile in

base alle singole componenti. Somma i redditi delle varie categorie. Deve essere motivato con riferimento

analitico ai singoli redditi. L’ufficio può accertare anche attraverso presunzioni (movimentazioni bancarie…)

ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE: desunto dalle spese sostenute.

Questo accertamento ha carattere presuntivo e quindi è ammesso solo quando il reddito accertabile si discosta di

almeno 1/5 da quello netto dichiarato. Oggetto dell’accertamento = reddito complessivo del contribuente.

Ha come base le spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo d’imposta e cioè tutto ciò che il contribuente e il

suo nucleo familiare hanno speso nel periodo d’imposta. Se la somma è superiore al reddito netto dichiarato si

presume che la differenza sia reddito imponibile non dichiarato.

L’ufficio può anche avvalersi del redditometro (analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche

in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza). Contenuto induttivo = indizi di reddito

desunti dalla spesa sostenuta dal contribuente per avere servizi e beni e per il relativo mantenimento.

Gli uffici si avvalgono anche dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria.

Gli accertamenti basati sul redditometro sono “standardizzati” e le presunzioni che ne vengono tratte sono

“semplici” e cioè devono essere dimostrate dal fisco volta per volta in esito al contraddittorio endoprocedimentale.

È espressamente previsto l’obbligo del contraddittorio. L’ufficio deve invitare il contribuente a comparire e fornire

dati rilevanti. L’avviso di accertamento deve essere motivato indicando anche le ragioni per cui non sono state

accolte le deduzioni del contribuente. L’ufficio deve provare i fatti su cui si prova la presunzione del reddito non

dichiarato. Il contribuente può difendersi dimostrando che il finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli

posseduti in quel periodo d’imposta o magari con redditi esenti.

ACCERTAMENTO ANALITICO-CONTABILE DEI REDDITI D’IMPRESA: è effettuato determinando o

rettificando singole componenti (attive o passive) del reddito. Presuppone che la contabilità sia, nel suo

complesso, attendibile e che se ne determinino o rettifichino singole componenti. Ipotesi di accertamento

analitico-contabile:

1. quando si riscontra violazione di una norma in materia di reddito d’impresa (es dedotte quote di

ammortamento superiori a quelle ammesse)

2. quando si riscontra che non vi è corrispondenza tra dichiarazione e bilancio

3. quando siano rinvenute prove documentali da cui emergono elementi che determinano la rettificabili

4. accertamento analitico-induttivo basato sulle presunzioni: può essere affermata l’esistenza di attività non

dichiarate o l’inesistenza di passività dichiarate anche sulla base di presunzioni semplici purché gravi,

precise e concordanti o sulla base di gravi incongruenze tra ricavi, compensi e corrispettivi dichiarati.

INDICI DI AFFIDABILITA’ FISCALE: la contabilità ordinaria è tendenzialmente affidabile. Non si può invece

fare affidamento sulla contabilità per l’accertamento del reddito delle imprese minori e dei lavoratori autonomi.

Gli studi di settore sono destinati ad essere sostituiti gradualmente dagli indici sintetici di affidabilità fiscale:

rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale

ed esprimono su una scala da 0 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente.

Secondo la giurisprudenza, gravità, precisione e concordanza non sono determinate ex lege ma emergono dal

contraddittorio con il contribuente, che è da attivare obbligatoriamente.

ACCERTAMENTO INDUTTIVO-EXTRACONTABILE DEI REDDITI D’IMPRESA:

• mentre l’accertamento analitico presuppone l’attendibilità complessiva della contabilità e consta della

rettifica di singoli componenti reddituali

• invece quando la contabilità è complessivamente inattendibile si ricorre a un accertamento induttivo

Questo accertamento è possibile solo nei 4 casi stabiliti dalla legge:

1. quando il reddito d’impresa non è stato indicato nella dichiarazione

2. quando il contribuente non ha tenuto o ha sottratto all’ispezione una o più scritture contabili

3. quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni che vengono accertate sono così gravi, numerose e

ripetute da rendere nel complesso inattendibili le scritture stesse

4. quando il contribuente non ha dato seguito all’invito a trasmettere atti o esibire documenti

L’ufficio allora ha tre possibilità:

1. avvalersi dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza

2. prescindere dalle risultanze del bilancio e delle scritture contabili

3. avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza

Importante: distinguere il giudizio di complessiva inattendibilità dal giudizio di stima del reddito: l’ufficio può

ritenere inattendibile la contabilità solo in base a prove circostanziate circa le irregolarità contabili. Una

volta appurata, in concreto, l’inattendibilità delle contabilità, si apre una seconda fase volta a ricostruire il

reddito: in questa fase, l’ufficio può prescindere dalla contabilità e servirsi di dati ed elementi comunque

raccolti e di presunzioni non assistite dai requisiti di gravità, precisione e concordanza. Qui l’ufficio può

utilizzare statistiche e altri dati di astratti non desunti dalla situazione concreta del singolo contribuente.

ACCERTAMENTO DELL’INTERPOSIZIONE FITTIZIA: la tassazione deve colpire l’interponente (titolare

effettivo) e non l’interposto. In sede di rettifica quindi sono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono

titolari altri soggetti quando sia dimostrato (anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti) che egli

ne è l’effettivo possessore per interposta persona. L’interposizione fittizia appartiene al campo dell’evasione.

L’interposizione reale, invece, appartiene al campo dell’elusione.

L’interposizione fittizia è ravvisata, ad esempio, nei conti correnti bancari intestati ai soci o agli amministratori di

una società, ma in realtà riferibili alla società. In questi casi, la società è possessore effettivo a cui riferire i

movimenti bancari e quindi il reddito.

Se il soggetto interposto dichiara il reddito e paga la relativa imposta e l’Amministrazione poi accerta il reddito

imputandolo all’interponente, si ha una doppia imposizione: il soggetto interposto può richiedere il rimborso di

quanto versato, ma solo dopo che è divenuto definitivo l’accertamento emesso nei confronti del titolare

effettivo del reddito.

ACCERTAMENTO DELLE OBBLIGAZIONI SOLIDALI: solidarietà = co-soggezione. L’obbligazione

solidale tributaria = per struttura e disciplina a quella di diritto civile. Quindi si applicano le norme del cc.

Gli effetti degli atti compiuti da o nei confronti di un condebitore, se sono favorevoli, possono estendersi agli altri

condebitori; se sfavorevoli non si estendono; se neutri si estendono se l’interessato ne vuole profittare.

Pluralità di debitori per un’unica prestazione. L’adempimento di uno libera tutti → quindi → facoltà del creditore

di rivolgersi a sua scelta ad uno, ad alcuni o a tutti. Anche uno solo può essere costretto ad adempiere liberando

tutti. Non è necessario notificare l’avviso a tutti.

L’A.f. può, a sua scelta, emettere l’avviso di accertamento nei confronti di uno solo o di alcuni o di tutti.

Nei rapporti tra coobbligati e fisco non vi è differenza tra solidarietà paritaria e dipendente.

Solo il condebitore notificato può essere iscritto a ruolo.

L’avviso di accertamento deve essere notificato a ciascun condebitore nel termine di decadenza.

Nei rapporti interni, l’obbligazione solidale si divide secondo la misura di referibilità del presupposto a ciascun

condebitore. Il condebitore che riceve l’avviso di accertamento e paga l’imposta non acquista solo per quello il

diritto di regresso nei confronti del coobbligato, né il coobbligato può ritenersi libero da qualsiasi vincolo per il

fatto di non aver ricevuto l’avviso di accertamento.

ACCERTAMENTO PARZIALE (eccezione alla regola dell’accertamento unico e globale) in alcuni casi:

● Segnalazioni da parte della Guardia di finanza, delle PA o di altri enti pubblici. In base a tali segnalazioni,

l’Ufficio può rettificare la dichiarazione accertando un reddito non dichiarato, il maggiore ammontare di

un reddito parzialmente dichiarato o la non spettanza di deduzioni, esenzioni o agevolazioni.

L’accertamento parziale si caratterizza quindi sotto due profili: per l’oggetto delle segnalazioni e per la

loro provenienza da fonti esterne all’ufficio

● In materia di Iva qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche o da segnalazioni risultino elementi da cui

emerge l’esistenza di corrispettivi non dichiarati o detrazioni non spettanti

Conseguenze della natura parziale:

• impregiudicata l’ulteriore eventuale attività istruttoria e la possibilità di emanare un successivo avviso di

accertamento

• non è richiesta la collaborazione dei comuni

UN TIPO DI ACCERTAMENTO PARZIALE = ACCERTAMENTO INTEGRATIVO O MODIFICATIVO

per effetto della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi (non conosciuti né conoscibili). Es diversa

qualificazione del reddito. Questo potere di autocorrezione (autotutela) permette di annullare il precedente

accertamento.

ALTRO ACCERTAMENTO PARZIALE = ACCERTAMENTO CON ADESIONE (imposte sui redditi e Iva)

Dopo accessi, ispezioni o verifiche → iniziativa del contribuente che presenta un’istanza chiedendo all’ufficio di

formulare una proposta. Può presentarla anche dopo la notifica dell’avviso di accertamento.

L’istanza sospende per 90 g il termine per la proposizione del ricorso e per il pagamento.

L’istanza avvia un confronto tra contribuente ed ufficio che, entro 15 g, deve inviare al contribuente un invito a

comparire. Se dal contraddittorio scaturisce un accordo, ad esso segue la redazione di un atto di

accertamento sottoscritto dal titolare dell’ufficio e, per adesione, dal contribuente.

Il contenuto è lo stesso dell’accertamento normale. Deve essere motivato e contenere la liquidazione delle imposte

e degli altri importi dovuti, ma non è notificato al contribuente.

Le sanzioni sono applicate in misura pari a 1/3 del minimo edittale.

Altri benefici: riduzione alla metà delle pene per i reati tributari, no sanzioni accessorie ecc.

L’accertamento con adesione nasce definitivo. Il contribuente non può proporre ricorso. Può solo essere

integrato se si viene a conoscenza di nuovi elementi.

Il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione deve essere eseguito entro 20 giorni

dalla redazione dell’atto di accertamento. Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un

massimo di otto rate trimestrali. La definizione si perfeziona con il versamento dell’intero importo.

Il perfezionamento dell’accertamento con adesione rende inefficace l’avviso di accertamento.

È il risultato di un contraddittorio + accordo.

ALTRO ACCERTAMENTO PARZIALE = ACCERTAMENTO DEI REDDITI DELLE SOCIETA’

CONSOLIDATE: ogni società dichiara il suo reddito e la consolidante presenta la dichiarazione di gruppo.

Al procedimento di accertamento con adesione devono partecipare la consolidante e la consolidata interessata

dalle rettifiche.

Se è presentato ricorso contro l’avviso di accertamento, le due società sono litisconsorti necessari.

L’istanza sospende il termine per la presentazione del ricorso per entrambe le società per 60 g.

L’ACCERTAMENTO D’UFFICIO viene emesso quando non è stata presentata o è nulla la dichiarazione.

Deve essere analitico; sintetico solo se non ci sono gli elementi per una determinazione analitica.

L’AVVISO DI LIQUIDAZIONE

Nell’accertamento dell’imposta di registro → unico atto con rettifica dell’imponibile e liquidazione dell’imposta.

Può esserci come atto autonomo l’avviso di liquidazione se si tratta solo di liquidare l’imposta e chiedere il

pagamento. Es la rettifica della liquidazione dell’imposta liquidata in sede di registrazione di un atto può essere

fatta come avviso di liquidazione.

L’ATTO DI RECUPERO è emesso quando il contribuente dichiara un credito d’imposta che non gli spetta e lo

compensa con somme da versare. Con l’atto di recupero, l’.A.f. accerta l’insussistenza di un credito d’imposta e

recupera somme che non sono state versate. L’atto di recupero è un atto impositivo che deve essere motivato e

notificato. In caso di mancato pagamento → riscossione coattiva.

L’INGIUNZIONE FISCALE = 1) atto di accertamento delle imposte indirette per tributi per cui non è possibile

l’avviso di accertamento (dazi doganali e accise)

2) ingiunzione per gli enti locali = provvedere alla riscossione coattiva dei tributi

CAPITOLO XI – L’ELUSIONE

L’elusione è un abuso del diritto. Si tratta di operazioni che pur nel rispetto formale delle norme fiscali,

realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. L’elusione è diversa dall’evasione, perché non è violazione,

ma aggiramento dei precetti fiscali. Il comportamento è formalmente conforme alla lettera ma non alla ratio e

quindi il risparmio fiscale derivato è abusivo (diversamente dal caso di legittimo risparmio d’imposta).

• Assenza di sostanza economica: non ci sono effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Oppure sì

contenuto economico, ma prevalente natura fiscale. Es società costituita in paradiso fiscale: non svolge

attività e ha il solo scopo di detenere partecipazioni i cui proventi non sono tassati in quello Stato.

Manca sostanza economica quando non c’è coerenza nella qualificazione di singole operazioni con il

fondamento giuridico dell’insieme e non c’è conformità alle logiche di mercato.

Non sono elusive le operazioni giustificate da valide ragioni fiscali es a finalità di miglioramento

strutturale o funzionale dell’impresa

• Rispetto formale delle norme: mentre evasione = violazione; elusione = aggiramento (non si può

contestare alcuna violazione).

• Vantaggi fiscali indebiti: in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento

tributario.

Legittimo risparmio d’imposta = se c’è la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi e

un’operazione economica fisiologica in linea con la ratio.

Inopponibilità delle operazioni elusive e imposte dovute

Le operazioni elusive non sono opponibili all’A.f. che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base

delle norme e dei principi elusi. L’A.f. può di imporre il pagamento del tributo dovuto in base alla norma elusa.

Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere causa di nullità del contratto.

Sanzioni per l’elusione: l’elusione non dà luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma

l’applicazione delle sanzioni amministrative.

Accertamento e riscossione delle imposte eluse: l’avviso di accertamento che accerta un’imposta elusa deve

essere preceduto dalla notifica del contribuente di un atto in cui il fisco indica i motivi per cui ritiene configurabile

un abuso. Il contribuente deve rispondere entro 60 g. Poi bisogna darne altri 60 all’amministrazione per elaborare

e notificare l’atto impositivo. La motivazione deve indicare: condotta ritenuta abusiva, norme e principi elusi,

indebiti vantaggi fiscali realizzati, ragioni per cui l’ufficio non ha condiviso i chiarimenti forniti dal contribuente.

La riscossione provvisoria è consentita per 2/3 solo dopo la sentenza di primo grado.

L’ONERE DELLA PROVA è a carico dell’Amministrazione finanziaria

Se c’è un dubbio sul fatto che un comportamento possa essere elusivo → contribuente → istanza d’interpello.

LE NORME CON RATIO ANTIELUSIVA sono norme con cui il legislatore interviene sulla disciplina

sostanziale di un tributo allo scopo di impedire pratiche elusive. Norme antielusive specifiche sono, ad esempio,

quelle che limitano la deducibilità delle perdite. Es limiti alla deducibilità da parte della società incorporante delle

perdite della società incorporata.

Disapplicazione di queste norme che negano in via astratta un beneficio = correttivo = il contribuente può

chiedere all’Amministrazione di disapplicare una data norma dimostrando che gli effetti elusivi non possono

verificarsi.

LA RIQUALIFICAZIONE DEI NEGOZI GIURIDICI fa emergere, oltre all’apparenza formale, il vero

negozio posto in essere dalle parti.

• Norma antielusiva colpisce gli atti privi di sostanza economica (si applica l’imposta dovuta in base alla

norma elusa)

• Riqualificazione colpisce atti la cui apparenza non corrisponde alla sostanza (si applica l’imposta dovuta

sul negozio realmente posto in essere)

CAPITOLO XII – LA RISCOSSIONE (D.P.R. 602/1973)

Agenzia delle entrate mediante l’agente della riscossione:

- incassare le somme

- gestire il conto fiscale

- promuovere l’esecuzione forzata

- eseguire i rimborsi

Contribuenti → autotassazione. Amministrazione → controllo degli adempimenti. Di qui la distinzione tra:

• Riscossione spontanea o fisiologica (pagamenti dei contribuenti di loro iniziativa: cdd. versamenti diretti)

• Riscossione in base ad atti emessi dall’Amministrazione finanziaria

Riscossione solo nei modi previsti dalla legge.

Riscossione delle imposte sui redditi:

 Ritenute dirette: sono ritenute simili a quelle cui sono tenuti i sostituti e sono dirette perché fatte dal

creditore stesso (lo Stato). Alla ritenuta diretta (stessa norma che vale per i sostituti) sono soggetti

 redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati

 redditi di lavoro autonomo

 redditi di capitale

 contributi, premi e vincite

Le amministrazioni operano le ritenute e trasferiscono l’importo alla Tesoreria dello Stato.

Anche queste possono essere a titolo d’acconto o a titolo d’imposta.

 Versamenti diretti del contribuente all’agente della riscossione: “diretti” per distinguerli da quelli fatti

dopo l’iscrizione a ruolo.

Le imposte sui redditi e l’Iva sono imposte periodiche: ad ogni periodo d’imposta corrisponde

un’obbligazione tributaria il cui presupposto si perfeziona quando si conclude tale periodo, ma la

riscossione dell’imposta avviene già nel corso del periodo → riscossione anticipata, attuata con

versamenti diretti. Nel corso del periodo d’imposta ci sono infatti obblighi di versamento distinti

dall’obbligazione tributaria. Solo alla fine, quando sarà presentata la dichiarazione, si potrà verificare se

la riscossione dell’importo è inferiore, pari o maggiore del quantum dell’obbligazione di quel periodo.

Bisogna distinguere l’obbligazione tributaria di periodo dai singoli obblighi di versamento, ma comunque

alla fine riscosso e dovuto devono coincidere.

N.b.: la riscossione anticipata è realizzata attraverso:

1. ritenute dirette da parte dello Stato, 2. versamenti di ritenute d’acconto da parte dei sostituti,

3. versamenti diretti da parte del contribuente

I sostituti devono versare mensilmente entro il 16 le ritenute del mese precedente.

Il contribuente deve effettuare, nel periodo d’imposta, due versamenti d’acconto che hanno come

parametro l’imposta dovuta (presunzione che il reddito si riproduca ogni anno nella stessa misura).

L’Iva deve essere versata entro il 16 di ciascun mese in base alle liquidazioni mensili.

Possono essere versate cumulativamente le imposte dirette e le ritenute, le imposte Iva e Irap, i contributi

previdenziali e assistenziali: i versamenti unitari hanno il pregio di consentire la compensazione tra

partite attive e passive del contribuente.

Versamenti diretti → presso gli uffici dell’agente della riscossione o con delega irrevocabile a banca/posta

Compensazione: solo nei casi previsti da leggi e regolamenti. È un modo di estinzione dell’obbligazione

tributaria e può essere verticale (interessa un singolo tributo: è compensato il debito relativo a un’imposta

con i crediti relativi alla stessa imposta) o orizzontale (imposte diverse e coinvolti enti creditori diversi)

Riscossione in base agli avvisi di accertamento esecutivi: ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires), dell’Irap

e dell’Iva, gli avvisi di accertamento sono anche atti di riscossione e titoli esecutivi. Diventano esecutivi quando è

decorso il termine di 60 g (per proporre ricorso). Il contribuente, se propone ricorso contro un accertamento

esecutivo, deve versare a titolo provvisorio 1/3 dell’imposta accertata con gli interessi.

Se non propone ricorso deve versare l’intero con la riduzione delle sanzioni prevista in caso di mancato ricorso.

Se il contribuente non adempie entro 30 g dal termine ultimo per pagare, si affida la riscossione all’agente della

riscossione e l’esecuzione può iniziare 180 giorni dopo.

 Iscrizione nei ruoli: soprattutto per la riscossione delle imposte indirette e per la riscossione delle entrate

degli enti locali che abbiano affidato il servizio di riscossione all’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate forma il ruolo iscrivendo le somme da riscuotere in base a un titolo che la

legittima a riscuotere (o dichiarazione o avviso di accertamento).

Il ruolo è un atto amministrativo collettivo che racchiude un elenco di somme da riscuotere (per

imposte, interessi, sanzioni) e in ciascun ruolo sono iscritte le somme dovute dai contribuenti con

domicilio fiscale in quel territorio. La sottoscrizione del titolare dell’ufficio attribuisce al ruolo effetti di

titolo esecutivo. È quindi inviato in via telematica all’agente, che rende note ai contribuenti le singole

iscrizioni mediante notifica della cartella di pagamento.

A) Iscrizioni a ruolo in base alla dichiarazione. L’invito al pagamento.

• mancato versamento di somme dovute per liquidazione contenuta nella stessa dichiarazione

• quando dai controlli automatici risulta riscuotibile una somma maggiore

• quando vi siano da riscuotere imposte su redditi soggetti a tassazione separata

Prima del ruolo → l’ufficio deve interpellare il contribuente e inviargli una comunicazione invitandolo a versare la

somma dovuta. Anche nell’Iva → liquidazione → procedure automatiche → se è dovuta un’imposta maggiore

essa è iscritta al ruolo. Le iscrizioni a ruolo in esito al controllo formale della dichiarazione devono essere

precedute dal contraddittorio con il contribuente, attivato mediante avviso cd. bonario. La cartella di pagamento è

nulla se non è preceduta da avviso bonario.

B) Iscrizioni a ruolo in base agli avvisi di accertamento

Sono riscosse mediante ruolo le somme dovute in base agli avvisi di accertamento nei casi in cui gli avvisi non

hanno valore esecutivo. Bisogna distinguere tra

• Iscrizioni provvisorie (eseguite in base a un avviso di accertamento non definitivo perché impugnato e il

ricorso sospende solo in parte l’esecuzione perché può comunque essere iscritto a ruolo 1/3 dell’imposta).

Se è stato impugnato un avviso di accertamento che è titolo esecutivo, l’ufficio dell’Agenzia dopo le

sentenze delle commissioni tributarie sfavorevoli per il contribuente deve emettere un atto di

“intimazione ad adempiere” in cui è ricalcolato il dovuto.

• Iscrizioni a titolo definitivo: hanno come titolo legittimante le dichiarazioni o gli accertamenti definitivi.

Il contribuente può comunque sempre far valere errori commessi a suo danno impugnando l’iscrizione a

titolo definitivo. Resta possibile anche l’autotutela.

Riscossione straordinaria si ha in presenza di fondato pericolo per la riscossione. Decorsi 60 g dalla notifica

dell’avviso di accertamento può essere disposta la riscossione delle somme nel loro ammontare integrale,

comprensivo di interessi e sanzioni. Ci sono ruoli straordinari dove sono iscritte le somme per cui vi sia fondato

pericolo di non riscuoterle. Il pericolo deve essere indicato nella motivazione.

Cartella di pagamento e intimazione ad adempiere: l’agente di riscossione deve rendere note ai contribuenti le

iscrizioni a ruolo che li riguardano notificando la cartella di pagamento dove sono indicate imposte, interessi e

sanzioni. La cartella si riferisce a un dato periodo e ad un singolo contribuente. Deve essere indicato anche il

responsabile del procedimento di iscrizione al ruolo, di emissione e di notificazione della cartella. La cartella di

pagamento deve contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo entro 60 g dalla notificazione, con

l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

Se il contribuente non paga, l’agente della riscossione può intraprendere l’azione esecutiva senza altro avviso 60 g

dopo la notifica della cartella. Se non si procede all’esecuzione forzata, dopo 1 anno l’intimazione ad adempiere

esaurisce il suo effetto.

Motivazione del ruolo e della cartella: obbligo di motivazione. Sul tutolo esecutivo va riportato anche

l’eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria.

Notificazione della cartella da parte degli ufficiali della riscossione o mediante raccomandata o via telematica.

Le cartelle devono essere notificate entro:

- 31 dic del III anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (per somme che risultino dovute a

seguito dell’attività di liquidazione)

- 31 dic del IV anno ecc per somme dovute a seguito di controllo formale

- 31 dic del II anno da quando l’accertamento è diventato definitivo per somme dovute in base ad accertamenti

Il pagamento delle somme iscritte a ruolo deve essere eseguito entro 60g dalla notificazione della cartella di

pagamento. Il contribuente che si trova in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà può chiedere

una rateazione (max 72 rate mensili). Chi omette il pagamento = sanzione 30% importo non versato.

FINE DEL RUOLO

Natura giuridica ed effetti del ruolo:

1. Attualizza un obbligo di versamento (da adempiere entro 60 g dalla notifica della cartella)

2. Se l’obbligo non è adempiuto, il ruolo legittima l’esecuzione forzata

All’inadempimento dell’obbligo da dichiarazione segue ruolo, ma all’inadempimento dell’obbligo da ruolo segue

l’esecuzione forzata.

Nel caso di pluralità di soggetti obbligati in solido, il ruolo ha efficacia solo nei confronti dei soggetti che sono

iscritti. L’agente della riscossione, per i tributi indiretti, notifica cartella di pagamento solo al primo dei soggetti

iscritti, mentre agli altri invia una mera comunicazione.

Sospensione amministrativa del ruolo: il ricorso contro il ruolo sospende la riscossione, ma il contribuente può

chiedere la sospensione all’Agenzia delle e. che può accordarla se e finché non ci sia pericolo per la riscossione.

Prescrizione del credito tributario: quasi sempre 10aa (anche Iva e imposte indirette) salvo alcuni tributi locali

La riscossione dell’imposta di registro: l’imposta principale è liquidata e richiesta dall’ufficio in base all’atto

sottoposto a registrazione. Tributo autoliquidato dal notaio. L’imposta applicata dopo la registrazione è suppletiva

se diretta a correggere errori o omissioni dell’ufficio. È invece complementare l’imposta applicata in ogni altro

caso. Il notaio è coobbligato con le parti del contratto per il pagamento dell’imposta principale, non per le altre. La

liquidazione dell’imposta supplementare e di quella complementare è comunicata al contribuente mediante

notifica di un avviso di liquidazione. L’avviso di accertamento nell’imposta di registro determina infatti solo la

base imponibile (si chiama avviso di accertamento valore) e non è atto della riscossione.

Riscossione dei tributi all’estero: quando le convenzioni contro le doppie imposizioni prevedono che gli Stati si

prestino reciproca assistenza per la riscossione, i crediti tributari di uno possono essere riscossi dall’altro.

Responsabilità di liquidatori, amministratori e soci: i liquidatori rispondono in proprio del pagamento delle

imposte dovute dalla società quando abbiano assegnato beni ai soci o pagato crediti di ordine inferiore a quelli

tributari senza aver prima soddisfatto questi ultimi. Le stesse norme valgono per gli amministratori in carica se

non sono stati nominati i liquidatori e anche per gli amministratori che negli ultimi due periodi hanno compiuto

operazioni di liquidazione o occultato attività sociali anche mediante omissione di scritture contabili.

Soci = responsabili del pagamento dovuto dai liquidatori nei limiti di quanto ricevuto nei due anni precedenti.

Concordato preventivo e transazione fiscale: la legge fallimentare consente all’imprenditore in stato di crisi di

proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano in cui si preveda la ristrutturazione dei debiti,

la soddisfazione parziale dei crediti ecc. Il concordato preventivo può avere ad oggetto anche i debiti fiscali e il

debitore può proporre un pagamento parziale o dilazionato dei tributi. Il fisco vota come gli altri creditori e il suo

assenso non è conditio sine qua non del concordato.

Privilegi e fideiussioni: i crediti tributari sono assistiti da privilegi

• privilegio generale sui mobili del debitore

• privilegio speciale sui mobili

• privilegio generale immobiliare: i crediti per Ires e Irpef

• privilegio speciale immobiliare

Ipoteca e sequestro: dopo la notifica di pvc o di un avviso di accertamento, l’Agenzia delle entrate può chiedere

al Presidente della commissione tributaria provinciale l’iscrizione dell’ipoteca o l’autorizzazione a procedere al

sequestro conservativo. L’istanza deve essere motivata e notificata alle parti che possono, entro 20 giorni dalla

notifica, depositare memorie difensive. Trattazione dell’istanza = dando comunicazione alle parti. Se c’è urgenza

invece provvede subito con decreto motivato.

Il collegio, sentite le parti, emette sentenza che è modificabile/revocabile.

L’ipoteca si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari ed attribuisce al creditore il diritto di

espropriare i beni ipotecati e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione.

I provvedimenti cautelari perdono efficacia se non viene notificato atto di contestazione o di irrogazione.

Può iscrivere ipoteca l’agente della riscossione dopo 60 g dalla notifica della cartella di pagamento. L’ipoteca non

deve essere preceduta dall’intimazione ad adempiere.

Fermo amministrativo dei rimborso: la PA debitrice verso un privato può sospendere il pagamento di un suo

debito se è a sua volta creditrice verso il privato. Questo serve a sospendere i rimborsi nei confronti di contribuenti

in posizione di debito.

Fermo dei beni mobili registrati (veicoli, autoscafi, aerei…) quando dopo 60 g dalla notifica della cartella o 90 g

dall’avviso di accertamento non sia avvenuto il versamento. Serve una comunicazione preventiva che dice che se

non viene eseguito il pagamento delle somme dovute entro 30g sarà eseguito il fermo con iscrizione del

provvedimento nei registri mobiliari.

L’esecuzione forzata è promossa dall’agente della riscossione e presuppone la notifica del titolo esecutivo (che

non è un atto autonomo qui, ma l’intimazione ad adempiere). C’è l’avvertimento che, decorsi 30 giorni,

l’esecuzione sarà affidata a un agente ed eseguita dopo 180 g da quel momento.

Scaduto il termine di 60 g dalla notificazione della cartella di pagamento, l’agente può iscrivere ipoteca, disporre

il fermo e iniziare l’esecuzione.

Per individuare i beni da pignorare, gli agenti della riscossione possono accedere agli uffici pubblici anche in via

telematica, prendere visione ed estrarre copia di atti; possono anche accedere alle informazioni disponibili presso

il sistema informativo del Ministero. Non sono espropriabili i beni essenziali.

L’espropriazione immobiliare può essere avviata se il credito supera 120mila euro, se è stata iscritta ipoteca e sono

decorsi almeno 6 mesi. La prima casa non può essere espropriata. Il pignoramento si esegue trascrivendo un

avviso di vendita (con descrizione dei beni pignorati). Il prezzo base dell’incanto è pari al valore determinato in

base alla rendita catastale agli effetti dell’imposta di registro, moltiplicato per tre.

Diritto di seguito: possibile l’esecuzione forzata anche dell’immobile di proprietà di un terzo.

Il pignoramento presso terzi può essere eseguito dall’agente della riscossione ordinando al terzo di corrispondere

al fisco quanto dovuto dal terzo al contribuente. Può essere così bloccato il conto corrente bancario.

Opposizioni nel processo esecutivo: anche nell’esecuzione forzata tributaria le opposizioni si propongono al

giudice ordinario. Il contribuente può opporsi all’esecuzione quando concerne la pignorabilità dei beni oppure

opporsi agli atti esecutivi (non se l’opposizione riguarda la regolarità formale o la notificazione del titolo

esecutivo). La procedura esecutiva può essere sospesa se ricorrono gravi motivi e vi sia fondato pericolo di grave

e irrevocabile danno. CAPITOLO XIII – I RIMBORSI

Il contribuente può anche essere creditore e ci sono tre tipi di crediti dei contribuenti

a) crediti per rimborsi da indebito: es se manca ab origine o viene meno la norma di legge a cui si ricollega

l’imposta pagata oppure abrogazione retroattiva della norma impositiva o introduzione retroattiva di una norma di

favore. È questo il caso anche della dichiarazione di incostituzionalità di una norma impositiva o di diritto al

rimborso che tragga origine dal diritto dell’UE. Pagamento indebito può aversi anzitutto perché viene presentata

una dichiarazione inesatta e versata un’imposta non dovuta o maggiore del dovuto. In tal caso, ciò che è stato

pagato in base all’avviso di accertamento annullato è indebito e l’ufficio deve rimborsare.

b) crediti di rimborso non da indebito

c) crediti d’imposta in senso stretto

Tutela del diritto al rimborso: la domanda di rimborso deve essere presentata entro 2 anni dal pagamento oppure

dal giorno in cui è sorto il diritto alla restituzione.

Se la domanda è esplicitamente respinta, il rifiuto espresso è atto impugnabile dinanzi alla commissione trib. prov.

Se l’Amministrazione rimane inerte per 90 g dalla presentazione della domanda il silenzio si interpreta come

rifiuto e l’interessato può ricorrere

Rimborso delle ritenute dirette e dei versamenti diretti: necessaria istanza all’Agenzia delle entrate entro 48

mesi dal versamento. L’istanza può essere presentata sia dal sostituto che dal sostituito.

Rimborso di somme riscosse mediante ruolo: quando vi è iscrizione a ruolo di una somma non dovuta, il

contribuente può tutelarsi impugnando il ruolo e chiedendo cumulativamente l’annullamento del ruolo e la

condanna dell’Amministrazione a rimborsare l’indebito. La mancata impugnazione del ruolo no preclude il

rimborso delle somme indebite. Il ruolo è mero strumento di riscossione.

Se il ricorso contro l’avviso viene respinto, ciò che è stato riscosso viene definitivamente acquisito dal fisco (è

divenuto definitivo il titolo dell’iscrizione a ruolo). Se invece il ricorso è accolto, ciò che è stato riscosso dovrà

essere rimborsato. Il titolo di attribuzione definitiva è dato dall’avviso di accertamento, non dal ruolo!

Rimborso ex officio delle somme riscosse per un motivo imputabile allo stesso ufficio.

Rimborso delle imposte indirette: per l’imposta di registro, l’imposta sulle successioni e donazioni, l’imposta

ipotecaria e catastale è previsto un termine decadenziale di 3 anni dal pagamento.

La domanda di restituzione non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero dal giorno in cui si è

verificato il presupposto per la restituzione. Il termine biennale concerne le domande di rimborso da indebito.

Rimborso d’ufficio delle somme riscosse in via provvisoria nel corso del giudizio di primo grado. È un effetto

della sentenza che annulla un provvedimento impositivo. Devono essere rimborsate d’ufficio anche le somme

indebitamente riscosse a causa di errori materiali o duplicazioni imputabili all’ufficio dell’Agenzia delle entrate.

Rimborso dei crediti da dichiarazione: l’imposta dovuta risulta inferiore alla somma dei versamenti d’acconto.

Allora il saldo creditorio può 1) essere riportato all’anno successivo, 2) essere chiesto a rimborso, 3) essere ceduto

Nell’Iva è fisiologico che l’Iva a credito possa risultare superiore dell’Iva a debito avendo un credito del

contribuente verso il fisco che non deriva da pagamenti indebiti ma dal meccanismo peculiare dell’Iva stessa.

L’eccedenza può 1) essere compensata con debiti d’imposta diversi dall’Iva, 2) essere riportata a nuovo per essere

compensata con debiti di anni successivi, 3) essere chiesta a rimborso.

La compensazione è la regola, il rimborso è riservato a chi cessa l’attività, a chi opera prevalentemente fuori dal

territorio dello Stato, ai non residenti e a pochi altri.

Rimborso d’ufficio dei crediti da dichiarazione: basta l’esposizione del credito; non serve presentare istanza di

rimborso. Stiamo parlando del rimborso di crediti esposti nelle dichiarazioni Iva e nelle dichiarazioni dei redditi.

Analogamente, in materia di Iva, il rimborso chiesto nella dichiarazione annuale non deve essere eseguito da

apposita istanza. Il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.

Interessi per ritardato rimborso: interessi di mora per ognuno dei semestri interi, escluso il primo, compresi tra

data del versamento e data dell’ordinativo di rimborso. È vietato l’anatocismo.

CAPITOLO XIV – LE SANZIONI AMMINISTRATIVE (dlgs. 472/1997)

I principi generali sono modellati su quelli di diritto penale, ma la disciplina delle sanzioni tributarie è autonoma

(non è una legge speciale rispetto alla disciplina generale delle sanzioni amministrative).

Le sanzioni amministrative, se hanno carattere punitivo, sono da considerare di natura penale e fanno scattare

garanzie tra cui il divieto di ne bis in idem.

Siamo passati dal modello risarcitorio → al modello afflittivo. La sanzione deve punire il trasgressore persona

fisica e quindi ha rilievo l’elemento soggettivo (colpa o dolo). Nel 2003 però è stato introdotto un sistema

dualistico: le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio delle società o enti con personalità

giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica.

Quindi coesistono due modelli: uno che si applica alle società e agli enti con personalità giuridica e l’altro che si

applica a tutti gli altri soggetti. Ai primi ovviamente non si possono applicare norme sulla capacità di intendere e

di volere, colpevolezza, cause di non punibilità legate a stati psicologici…

Il principio di legalità è sancito dall’art. 3 del dlgs. 472/1997

Nessuno può essere assoggettato a sanzioni se non in forza di una legge entrata in vigore prima della commissione

della violazione ed esclusivamente nei casi considerati dalla legge.

Principio di tassatività della previsione sanzionatoria.

Se la sanzione è stata già irrogata con provvedimento definitivo, il debito si estingue, ma non è ammessa

ripetizione dell’indebito.

Se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione stabilisce sanzioni diverse si applica la

legge più favorevole salvo che il provvedimento di irrogazione della sanzione sia già divenuto definitivo.

Imputabilità (capacità di intendere e di volere) Vs Colpevolezza (dolo e colpa)

Sanzione pecuniaria e sanzioni accessorie: il principio di sanzione amministrativa si concreta nell’obbligo di

pagare una somma di denaro cui si aggiungono sanzioni accessorie con contenuto interdittivo.

La misura della sanzione pecuniaria:

a) può variare tra un minimo e un massimo

b) può essere una frazione o un multiplo del tributo a cui la sanzione si riferisce

c) può essere stabilita in misura fissa.

Sanzioni accessorie invece sono: interdizione dalla carica di amministratore, sindaco, revisore; interdizione dal

conseguimento di licenze, concessioni o autorizzazioni; sospensione per massimo 6 mesi dall’esercizio di

un’attività di lavoro autonomo o di impresa.

Concorso formale: un soggetto con una sola azione commette più violazioni anche relative a tributi diversi.

- omogeneo: con una sola azione si commettono diverse violazioni di una medesima disposizione

- eterogeneo: disposizioni diverse

Si applica la sanzione più grave aumentata da ¼ al doppio.

Concorso materiale: anche con più azioni od omissioni vengono commesse diverse violazioni formali della

medesima disposizione. Es quando nelle fatture viene ripetutamente indicato in modo errato il codice fiscale.

Progressione: anche in tempi diversi, un soggetto commette più violazioni che, nella loro progressione,

pregiudicano la determinazione dell’imponibile ovvero la liquidazione anche periodica del tributo. È il concetto

penalistico di “medesimo disegno criminoso”.

Molteplicità di violazioni → unitarietà data dalla convergenza biettiva di più trasgressioni, dalla loro progressione.

Es imprenditore che omette di fatturare un’operazione e perciò l’operazione non viene poi considerata negli

adempimenti successivi (registrazione, dichiarazione ecc.)

Continuazione: violazioni della stessa indole vengono commesse in periodi d’imposta diversi. Si applica la

sanzione base aumentata dalla metà al triplo.

Recidiva: sanzione aumentata fino alla metà e cioè nei confronti di chi nei tre anni precedenti sia incorso in altra

violazione della stessa indole.

Principio di proporzionalità: la sanzione deve essere proporzionata alla gravità della violazione commessa. Può

essere ridotta fino alla metà del minimo se ricorrono circostanze che rendono manifesta la sproporzione.

I responsabili in solido del pagamento della sanzione

Quando è punita una persona fisica, l’obbligo di pagare la sanzione è posto anche a carico del contribuente,

diverso dal trasgressore, che ne ha beneficiato.

Il diritto di regresso verso l’autore materiale è posto a tutela del principio della personalità della sanzione.

Per quanto riguarda i consulenti, gli illeciti commessi nella risoluzione di problemi di speciale difficoltà sono

punibili solo se commessi con dolo o colpa grave (colpa grave = quando l’imperizia o la negligenza sono

indiscutibili e ci si trovi di fronte ad una macroscopica inosservanza di elementari obblighi tributari.

La responsabilità in solido del cessionario di azienda: egli è responsabile in solido con il cedente per il

pagamento delle sanzioni derivanti da violazioni commesse dal cedente. La responsabilità del cessionario non ha

limitazioni quando la cessione è stata fatta per frodare il fisco (e la frode è presunta quando il trasferimento si

verifichi entro sei mesi dalla constatazione di un reato.

Al cessionario è accordato il beneficio di preventiva escussione del cedente e la sua responsabilità è limitata dal

valore dell’azienda acquistata.

Concorso di persone. Responsabilità del professionista e dell’autore mediato: se la violazione della norma

finanziaria è commessa da più persone, esse non sono obbligate in solido, ma ciascuna è responsabile della

sanzione ad essa singolarmente irrogata. Il concorso psichico può consistere in suggerimenti o consigli che

favoriscano la violazione edlla norma tributaria (es professionista che suggerisca al trasgressore la condotta

punita). L’autore materiale non è punito quando ricorre la figura dell’autore mediato ossia quando l’autore

materiale dell’illecito è stato determinato a compiere la violazione con violenza o minaccia o perché indotto

colpevolmente in errore. Ci sono due ipotesi di autore mediato: 1 parere di un professionista, 2 socio non

amministratore che riporta il reddito imputabile in base a quanto risulta dalla dichiarazione della società.

Cause di non punibilità: 1. errore incolpevole sul fatto, 2. errore di diritto derivante da ignoranza della legge

tributaria, 3. incerta portata della legge tributaria, 4. imputabilità ad un terzo del mancato pagamento del tributo,

5. forza maggiore.

Non è punibile la mera violazione formale senza alcun debito d’imposta. Non sono punibili violazioni che non

arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base

imponibile dell’imposta e sul versamento del tributo.

Il ravvedimento operoso: il contribuente può estinguere l’illecito se rimedia alla violazione mediante il

ravvedimento e cioè pagando, oltre a imposte e interessi, la sanzione ridotta.

Il ravvedimento è ammesso anche quando la violazione sia già stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni,

verifiche o altre attività amministrative di accertamento.

Estinzione dell’illecito ed estinzione della sanzione amministrativa

Il modo naturale di estinzione della sanzione è il pagamento.

In caso di impugnazione, le sanzioni sono riscosse, come le imposte, dopo la sentenza di primo e di secondo

grado. La commissione tributaria regionale può sospendere l’esecuzione se viene prestata idonea garanzia

(fideiussione bancaria o assicurativa).

Quando la sanzione amministrativa riguarda un fatto che potrebbe avere rilevanza penale, la riscossione è sospesa

fino a quando non si conclude il processo penale. Dato che sanzioni amministrative e penali sono alternative,

la sanzione amministrativa non è esigibile se il processo penale si conclude con la condanna di chi dovrebbe

pagare la sanzione amministrativa.

La morte della persona fisica estingue l’illecito e la sanzione. Non cessa però la responsabilità solidale dei

soggetti tenuti a titolo di garanzia. Quindi la sanzione può essere irrogata anche dopo la morte del trasgressore per

ottenere il pagamento della sanzione da parte dei coobbligati.

Definizione agevolata se entro 60 g il soggetto paga un terzo della sanzione.

Singoli illeciti e singole sanzioni

Gli obblighi del contribuente possono essere suddivisi in tre gruppi:

1. Obblighi formali, di documentazione e contabilizzazione: sanzione compresa tra il 90 e il 180% dell’imposta

relativa all’imponibile non documentato e non registrato.

2. Obblighi relativi alle dichiarazioni: sanzioni rapportate all’entità dell’imposta non dichiarata. Irap o Iva omessa

= dal 120 al 240% dell’imposta non dichiarata; Irap o Iva infedele o incompleta = dal 90 al 180%.

3. Obblighi relativi alla riscossione: sanzioni più lievi (30% dell’importo non versato). Per i versamenti effettuati

con un ritardo no superiore a 90 giorni la sanzione del 30% è ridotta a metà ed è ulteriormente ridotta se il ritardo

non super i 30 e i 15 giorni.

I procedimenti applicativi

La competenza in materia di sanzioni è attribuita allo stesso ufficio competente per l’accertamento del tributo.

Ci sono tre modalità applicative:

1) Sanzione collegata al tributo → irrogata con l’avviso di accertamento

2) Sanzioni per omesso o ritardato pagamento → irrogate mediante iscrizione a ruolo senza previa contestazione

3) Procedimento ordinario che inizia con la notificazione di un atto (denominato atto di contestazione) che deve

essere motivato indicando fatti attribuiti, prove, norme sanzionatorie e criteri seguiti nel determinare la sanzione.

Il trasgressore può:

1) definire la controversia pagando 1/3 della sanzione indicata nell’atto di contestazione

2) produrre deduzioni difensive (entro 1 anno → sanzione irrogata con motivazione rafforzata)

3) impugnare l’atto dinanzi alla commissione tributaria. L’atto di contestazione diventa provvedimento irrogativo

sottoposto al giudizio della commissione.

FINE PARTE GENERALE

RIASSUNTO SCHEMATICO COMPLETO DEL CONTROLLO SOSTANZIALE

IL CONTROLLO SOSTANZIALE (O ACCERTAMENTO)

Controllo nel merito (dichiarazione infedele che sopra una certa soglia dà luogo a reato).

Avvio del procedimento non deve essere notificato (diversamente dal procedimento amministrativo).

Istruttoria

1) A tavolino (spesso L. dipendenti): invito al contribuente a

• presentarsi per dare informazioni

• presentare documenti

• rispondere e riconsegnare questionari

entro 15 giorni (se no → sanzione per omessa collaborazione + preclusione per i documenti).

Poi il contribuente non sa più niente finché magari riceve un avviso di accertamento.

2) Verifica fiscale (spesso L. autonomi)

• accessi (con autorizzazioni e limiti previsti)

• ispezioni

• verifiche

No segreto bancario (terzi → tutte le info utili) perché tutela interessi meramente patrimoniali.

Processo di verifica giornaliero.

Obbligatoria conclusione con PVC.

Può durare 15 + 15 (semplificata) o 30 + 30 (ordinaria)

Con il PVC lo Stato attiva il contraddittorio.

PVC consegnato al contribuente che ha 60 giorni per:

1) presentare memorie difensive

2) ravvedimento operoso (presentando dichiarazione integrativa)

3) proporre istanza di accertamento con adesione

Altrimenti, se rimane inerte, viene emesso l’avviso di accertamento.

Dopo questi 60 giorni, gli uffici impositori fanno un vaglio critico e possono

1) recepire integralmente il contenuto del PVC

2) recepirlo parzialmente

3) ritenere il PVC totalmente infondato (raro)

Nei casi 1 e 2, dopo aver recepito il PVC, l’amministrazione emette l’avviso di accertamento

(questo entro 4 anni dalla dichiarazione o 5 anni in caso di dichiarazione omessa o nulla).

Controllo vero e proprio

• Accertamento d’ufficio (la dichiarazione non c’è)

• Accertamento in rettifica (c’è ma è infedele)

4 metodologie

Prove + Presunzioni gravi, precise e concordanti (elemento certo → proc. logico → elemento incerto)

A) Tecnica analitica: per ogni categoria di reddito, analiticamente, norma per norma. Si guarda se

Rd < Re (effettivo), se le deduzioni siano spettanti ecc.

La singola categoria di reddito viene quantificata secondo le norme.

È una tecnica usata per IRPEF e REDDITO D’IMPRESA prodotto da persone fisiche).

Incrocia e confronta i dati, vede le dichiarazioni precedenti…

B) Tecnica sintetica: prescinde dalle categorie di reddito. Guarda quanto dichiarato e le spese

sostenute (spesometro) e vede se il reddito è compatibile + elementi induttivi di capacità contributiva.

Questa tecnica è ammessa se il reddito accertabile ecceda di almeno 1/5 quello dichiarato.

Il soggetto può comunque dimostrare che ha sostenuto le spese con R esenti.

Di solito qui non c’è istruttoria in loco, ma ci sono un primo invito al contribuente a presentare

documenti ecc e poi un secondo avviso in luogo del PVC (e che ha analogo contenuto).

C) Tecnica induttiva contabile: contabilità nel complesso attendibile. Rettificate singole componenti

della dichiarazione (presunzioni → attivi non dichiarati; non corrispondenza tra dichiarazione e

bilancio…). Contabilità “affidabile” = di solito è affidabile quella ordinaria e non quella semplificata. Si

usano anche degli indicatori per capirlo → grado di affidabilità da 0 a 10 (ISA).

D) Tecnica induttiva extra-contabile: contabilità inattendibile (documenti sottratti all’ispezione o

numerosissime omissioni) o assente.

Appurato questo in concreto → inizia la ricostruzione del reddito → presunzioni non g., p. e c.

Accertamento d’ufficio: dichiarazioni omesse o nulle. Ricostruisce il reddito sulla base dei “dati

comunque raccolti” e di presunzioni non gpc e può prescindere totalmente dalla dichiarazione e dalle

altre scritture contabili.

Accertamento parziale: prove certe dirette (documenti) → mini verifica istruttoria solo su quel punto e

poi continua l’istruttoria. No presunzioni.

Accertamento integrativo: fino al 31/12 del V anno dalla dichiarazione o dal VII se è omessa/nulla.

C’è già stato un avviso conclusivo che però → viene integrato → solo conoscenza di nuovi elementi

(che l’amministrazione deve specificare).

RICORDA: ravvedimento possibile anche dopo pvc ma prima dell’avviso di accertamento.

ACCERTAMENTO CON ADESIONE (CD. CONCORDATO)

Si può avere o prima dell’avviso di accertamento o immediatamente dopo.

L’amministrazione, con partecipazione del contribuente, può correttamente quantificare base imponibile

e imposta, emettendo un atto unilaterale a cui il contribuente aderisce.

Il contribuente presenta osservazioni ed elementi in suo favore cercando di convincere

l’amministrazione, che potrà dire di aver fatto erronee valutazioni e annullarle oppure rivederle

parzialmente. Quindi la partecipazione serve per una rideterminazione sulla base degli apporti di nuove

osservazioni e rilievi di una riquantificazione dell’imponibile.

L’accertamento con adesione si perfeziona con il pagamento dell’imposta o della sua prima rata.

Sanzioni ridotte a 1/3 (e inoltre ridotta del 90% → al minimo edittale) + riduzione delle sanzioni

penali a ½ + possibilità di patteggiare.

L’atto che risulta non può essere impugnato dal contribuente e non può essere modificato o

integrato dall’amministrazione salvo (nuovi elementi da cui emerga reddito +50% +77mila Euro del

dichiarato o se la definizione riguarda accertamenti parziali).

A) ACCERTAMENTO CON ADESIONE PRIMA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO

• Attivato dall’amministrazione che invita il contribuente a comparire e l’atto di accertamento con

adesione viene predisposto dall’amministrazione in esito alla partecipazione del contribuente ed

è sottoscritto da entrambi, contribuente e capo dell’ufficio. La definizione si ha con il

versamento della somma entro 20 g dalla redazione dell’atto.

• Attivato dal contribuente (nei confronti del quale siano stati effettuati accessi, ispezioni o

verifiche) che chiede all’amministrazione di formulare la proposta di accertamento.

Questa proposta sospende il termine per l’impugnazione per 90 giorni.

L’ufficio invita il contribuente a comparire e si procede.

B) ACCERTAMENTO CON ADESIONE DOPO L’AVVISO DI ACCERTAMENTO entro 60 giorni.

DOPO L’AVVISO DI ACCERTAMENTO il contribuente può:

- presentare istanza di accertamento con adesione (se non è prima stato invitato a comparire, ma in

realtà l’amministrazione chiude un occhio)

- ricorrere davanti al giudice tributario (60 giorni o 60 + 90 se propone istanza di accertamento con

adesione). Gli atti impugnabili sono indicati in modo tassativo dalla legge

- presentare istanza di autotutela chiedendo all’amministrazione di usare il potere di autotutela

Atti dell’amministrazione illegittimi o infondati (es. reddito tassato due volte, mancata

considerazione di pagamenti d’imposta regolarmente eseguiti…) possono essere annullati

dall’amministrazione stessa che li ha emessi. Il potere di autotutela deve essere esercitato

d’ufficio e possono essere annullati non solo gli atti impugnabili, ma tutti gli atti.

Il contribuente che non viene ascoltato si reca dall’organo gerarchicamente superiore che

accertata l’inerzia dispone e poi fa un’azione di responsabilità nei confronti del funzionario.

A differenza dell’istanza di accertamento con adesione, l’istanza di autotutela non sospende il

termine per impugnare.

L’autotutela è possibile in qualsiasi grado fino a sentenza passata in giudicato favorevole

all’amministrazione finanziaria.

Quando decide se esercitarlo o no fa una valutazione prognostica del rischio di soccombenza e

dei vari orientamenti (favorevoli o sfavorevoli) della giurisprudenza.

- acquiescenza: accetto e pago imposta + 1/3 della sanzione.

Tutte queste attività vanno svolte entro 60 giorni.

L’AVVISO DI ACCERTAMENTO

è l’atto conclusivo del controllo sostanziale. Contiene la motivazione con l’iter logico. È un atto

impositivo che quantifica la maggiore imposta dovuta, accerta la violazione e contestualmente irroga

una sanzione. Si parla di provvedimento di irrogazione connesso all’avviso di accertamento

(concentrazione della riscossione nell’accertamento).

La sanzione per infedele dichiarazione va dal 90% al 180% dell’imposta accertata.

DISPOSITIVO + MOTIVAZIONE (se è insufficiente, incompleta o inesistente → provvedimento nullo).

Contiene anche le ragioni che hanno determinato ad usare una tecnica o un’altra.

+ eventuale motivazione per relationem che rinvia ad atti che devono essere allegati.

+ eventuale motivazione rafforzata.

Nullità: è nullo se mancano la sottoscrizione o gli elementi di disposizione e motivazione.

Dichiarazione in perdita: 5 aa → perdita sistemica e disciplina della società di comodo.

L’AVVISO DI ACCERTAMENTO DEVE CONTENERE:

- INTIMAZIONE AD ADEMPIERE ALL’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEGLI IMPORTI INDICATI ENTRO

IL TERMINE DI PRESENTAZIONE DEL RICORSO

- AVVERTIMENTO CHE DECORSI 30 G DAL TERMINE ULTIMO PER IL PAGAMENTO LA

RISCOSSIONE DELLE SOMME VIENE AFFIDATA AGLI AGENTI DI RISCOSSIONE

Quindi l’avviso di accertamento è: atto impositivo, contenente intimazione ad adempiere e titolo

esecutivo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza (COMO - VARESE) (ordinamento U.E. - a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher margottina32 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Pierro Maria.

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