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Diritto tributario - il regime dei contribuenti minimi Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto tributario sul regime dei contribuenti minimi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la fiscalità agevolata dei contribuenti minimi, l’imposta sostitutiva dell’IVA, l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto, conservare gli altri documenti inerenti l’attività. Vedi di più

Esame di Diritto tributario docente Prof. A. Di Pietro

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ESTRATTO DOCUMENTO

LA FISCALITA’ AGEVOLATA DEI CONTRIBUENTI MINIMI

L’ art. 1, commi da 96 a 117, della Legge n. 244/2007 (c.d. “Finanziaria 2008”) prevede

l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2008, di un regime fiscale agevolato per i contribuenti

minimi - alternativo alle modalità di assolvimento degli obblighi tributari previste ordinariamente -

già oggetto di esame da parte dell’Agenzia delle Entrate con numerose circolari (Circ. n. 73/E del

21/12/2007, Circ. n. 7/E del 28/12/2008, Circ. n. 13/E del 26/02/2008). Tale regime si pone come

obiettivo un carico fiscale inferiore all’ordinario e la semplificazione degli adempimenti a questo

connessi.

Il regime dei contribuenti minimi prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IVA,

IRPEF, IRAP e addizionali comunali e regionali. L’aliquota applicata è pari al 20% del reddito

d’impresa o di lavoro autonomo. In particolare, l’agevolazione è rappresentata da:

• l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva del 20% sul reddito, calcolato secondo il

principio di cassa (e non più competenza, come previsto ordinariamente) come differenza tra

ricavi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi

all’impresa; dal reddito si possono dedurre anche i contributi previdenziali;

• l’esclusione, relativamente al reddito derivante dall’attività di impresa, dal versamento

dell’Irpef, delle addizionali comunali e regionali all’ Irpef e dell’Irap;

• l’esonero dagli adempimenti ai fini Iva, tra cui la liquidazione e il versamento dell’imposta,

la registrazione delle fatture (ricevute ed emesse), le comunicazioni anche ai fini dell’elenco

clienti/fornitori, la dichiarazione annuale (l’Iva sugli acquisti rimane totalmente

indetraibile); il fatto che i contribuenti minimi siano esonerati dagli obblighi di tenuta dei

registri IVA non esclude che gli stessi possano, per scelta dettata da finalità amministrative

proprie ed ulteriori rispetto all’adempimento degli obblighi fiscali, decidere di tenere

comunque i registri previsti ai fini IVA;

• esclusione dall’applicazione degli studi di settore;

• esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Pur essendo esonerato da molteplici adempimenti, in capo al soggetto rientrante nel regime

agevolato permane l’obbligo di:

• numerare e conservare le fatture di acquisto;

• fatturare le operazione attive: su tali documenti (anche questi da conservare) deve essere

indicata la seguente dicitura: “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100,

della Legge n. 244/2007”;

• conservare gli altri documenti inerenti l’attività;

• adempiere al versamento annuale dell’imposta sostitutiva del 20%.

Per gli artisti e professionisti rimane l’obbligo di tenere uno o più conti correnti bancari o postali

nei quali far confluire, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali

devono essere prelevate le somme occorrenti per il pagamento delle spese.

Si applica ai contribuenti minimi la norma che prevede che i compensi in denaro per l'esercizio di

arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero

altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico,

salvo i casi di importi unitari inferiori a 100 euro. Si tenga presente che il limite, fino al 30 giugno

2008, è stabilito in 1.000 euro. Dal 1° luglio 2008 al 30 giugno 2009 il limite è stabilito in 500

euro.

Quanto all’ IVA, i contribuenti minimi non possono esercitare il diritto di rivalsa. Essi dunque non

applicano l’IVA sulle operazioni di cessione di beni e sulle prestazioni di servizi. Pertanto la fattura

emessa o lo scontrino non devono prevedere l’addebito dell’IVA. Sulla fattura emessa va riportata

la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge n. 244/2007”.

Le cessioni di beni effettuate dai contribuenti minimi nei confronti di soggetti appartenenti ad un

altro stato membro dell’Unione Europea non sono considerate cessioni intracomunitarie ma cessioni

interne senza il diritto alla rivalsa.

In questi casi il cedente deve indicare nella fattura che l’operazione “non costituisce cessione

intracomunitaria ai sensi dell’articolo 41, comma 2-bis del d.l. 30 agosto 1993, n. 331”.

L’IVA su acquisti nazionali e comunitari e l’IVA relativa ad eventuali importazioni non può essere

detratta.

In tutti i casi nei quali il contribuente minimo pone in essere operazioni di acquisto con le quali

assume la qualità di debitore d'imposta nei confronti dell'Erario (ad esempio, nell'ipotesi di acquisti

intracomunitari o di acquisti per i quali si applica il reverse charge), egli è obbligato ad integrare la

fattura con l’indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e a versarla entro il termine stabilito

per i contribuenti che liquidano l'imposta con periodicità mensile, ossia entro il giorno 16 del mese

successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

L’ Agenzia delle Entrate nella circ. n. 7/E del 2008, con riferimento alle operazioni soggette al

meccanismo dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) effettuate dai contribuenti minimi, ha

precisato che le stesse non devono essere sottoposte ad Iva da parte del cessionario/committente,

prevalendo, in tal caso, la norma di esonero dall’addebito dell’imposta prevista per i contribuenti

minimi, norma che, a tal fine, andrà appunto richiamata sulla fattura emessa da inviare alla

controparte. Pertanto, i contribuenti minimi che emettono fattura che, in regime ordinario, sarebbe

soggetta al meccanismo del “reverse charge”, devono indicare nella stessa solo il richiamo all’art. 1,

comma 100, della Finanziaria 2008.

Con l’entrata in vigore del regime dei contribuenti minimi, vengono abrogati alcuni regimi fiscali

previgenti, cioè:

• il regime dei contribuenti minimi in franchigia;

• il regime fiscale delle attività marginali;

• il regime c.d. super-semplificato per le imprese ed i lavoratori autonomi di minori

dimensioni.

I REQUISITI DI ACCESSO AL “REGIME DEI MINIMI”

Ai sensi del comma 96 dell’art. 1 della Legge n. 244/2007 il regime dei contribuenti minimi è

riservato alle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività di impresa, arti o

professioni che nell’anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi in misura non

superiore a 30.000,00 euro.

Per avvalersi del regime in esame, nell’anno solare precedente i contribuenti:

• non devono aver effettuato cessioni all’esportazione, operazioni assimilate alle cessioni

all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con

lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino, trattati ed accordi

internazionali;

• non devono aver sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori, ex

art.50,comma 1 lett.c) e c-bis) del TUIR, anche assunti con le modalità riconducibili ad un

progetto o programma di lavoro, o fase di esso.

La regola riguarda anche le spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore

medesimo o dai suoi familiari ad eccezione dei compensi corrisposti ai collaboratori

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dell’impresa familiare. I partecipanti all’impresa familiare che contemporaneamente

svolgono attività di impresa, arte o professione non sono esclusi dal regime dei minimi per i

redditi prodotti al di fuori dell’impresa familiare poiché la norma esclude la possibilità di

rientrare nel regime dei contribuenti minimi in caso di partecipazione a società di persone o

associazioni.

Resta inteso che il collaboratore familiare deve prestare la propria attività all’interno

dell’impresa familiare in modo continuativo e prevalente. L’aver sostenuto spese per

prestazioni di natura occasionale non preclude l’accesso al regime dei contribuenti minimi

trattandosi di spese diverse da quelle per lavoro dipendente o per rapporti di collaborazione;

• non devono aver erogato somme, sotto forma di utili di partecipazione, agli associati

con apporto costituito da solo lavoro di cui all’art. 53, comma 2, lett. c) del TUIR.

Nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime, invece, i contribuenti non devono aver

acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazione, beni strumentali di valore

complessivo superiore a 15.000,00 euro.

Il valore dei beni strumentali cui far riferimento è costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi

alle operazioni di acquisto effettuate anche presso soggetti non titolari di partita IVA. I predetti

corrispettivi rilevano, ai fini della determinazione del valore complessivo degli acquisti nel triennio,

con riguardo ai momenti in cui le operazioni si considerano effettuate ai fini IVA ( (in genere, al

momento della consegna o spedizione per l’acquisto di beni mobili; al momento di stipula dell’atto

per beni immobili). I beni strumentali utilizzati solo in parte nell’ambito dell’attività di impresa o di

lavoro autonomo vanno considerati per un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi.

Il possesso contestuale di tali requisiti obbliga il contribuente minimo ad adottare il corrispondente

regime agevolato, in mancanza di un comportamento concludente di segno contrario, indicativo

della volontà di avvalersi del regime ordinario. Sull’argomento è intervenuta l’ Agenzia delle

Entrate che, con la circolare n. 7/E del 2008, ha individuato tale comportamento nell’emissione

delle fatture con addebito dell’imposta e nella conseguente effettuazione delle liquidazioni

periodiche del tributo, esercitando, in tale sede, il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli

acquisti.

I contribuenti in attività che hanno i requisiti sopra indicati possono operare automaticamente

secondo le nuove modalità (tale regime è quindi quello “naturale”, senza necessità di opzioni o di

comunicazioni preventive).

I soggetti che iniziano una nuova attività, e che ritengono di avere i requisiti previsti per

l’applicazione del regime dei contribuenti minimi, devono comunicarlo nella dichiarazione di inizio

attività (DIA- modello AA9). Pertanto, il contribuente che ha presentato la dichiarazione di inizio

attività ai fini IVA a decorrere dal 1° gennaio 2008 e che non ha manifestato la scelta per il regime

dei minimi potrà, nei successivi trenta giorni, rettificare l’originaria dichiarazione recandosi

direttamente presso l’ufficio competente.

Tuttavia, se il contribuente non ha provveduto a comunicare l’opzione per il regime dei minimi con

la dichiarazione di inizio attività o con la successiva rettifica sarà assoggettato a sanzione.

Il contribuente che presenta i requisiti per l’ammissione al regime dei contribuenti minimi può

decidere di optare per il regime ordinario.

In questo caso è sufficiente adottare un comportamento concludente. Pertanto per l’applicazione

delle imposte nei modi ordinari è sufficiente emettere fattura con addebito dell’IVA al cliente o

esercitare la detrazione dell’IVA.

L’opzione per il regime ordinario deve essere comunicata all’Agenzia delle entrate con la prima

dichiarazione annuale presentata successivamente alla scelta.

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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto tributario sul regime dei contribuenti minimi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la fiscalità agevolata dei contribuenti minimi, l’imposta sostitutiva dell’IVA, l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto, conservare gli altri documenti inerenti l’attività.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Di Pietro Adriano.

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