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ESTRATTO DOCUMENTO

La previa imputazione a conto

economico

art. 109, c.4: i componenti negativi non sono

ammessi in deduzione se e nella misura in

cui non risultano imputati al conto

economico relativo all'esercizio di

competenza. 123

la previa imputazione a conto

economico

funzione della regola: avvicinare il reddito

d’impresa al risultato del conto economico

impedendo l’effettuazione di variazioni in

diminuzione non consentite espressamente dalle

norme tributarie 124

la previa imputazione a conto

economico

rilevanza soprattutto dei componenti negativi

dotati di un profilo valutativo (ammortamenti,

accantonamenti, svalutazioni)

ma si veda l’art. 2426 u.c. c.c. il quale consente

l’effettuazione nel bilancio di rettifiche di

valore e accantonamenti esclusivamente in

applicazione di norme tributarie 125

la previa imputazione a conto

economico

I componenti negativi non imputati al conto

economico dell’esercizio di competenza sono

deducibili:

se imputati al conto economico di un esercizio

- precedente, quando la loro deduzione è stata

rinviata in conformità ad una delle norme

tributarie che consentono o obbligano il rinvio

di determinati oneri 126

la previa imputazione a conto

economico

se per loro natura non imputabili al conto

- economico, quando la loro deduzione è prevista

dalle norme tributarie (deve trattarsi di oneri

che pur non essendo imputabili al conto

economico, riducono la capacità contributiva

del soggetto eppure realizzano interessi

extrafiscali) 127

la previa imputazione a conto

economico

se si tratta di componenti forfetariamente

- determinati, come ammortamenti dei beni

materiali ed immateriali, altre rettifiche di

valore e accantonamenti, quando risultano da

apposito prospetto della dichiarazione dei

redditi. 128

la previa imputazione a conto

economico

se si riferiscono a ricavi che, pur non essendo

- stati imputati al conto economico, concorrono a

formare il reddito quando risultano da elementi

certi e precisi 129

l’inerenza all’attività

imprenditoriale

nella determinazione del reddito occorre

considerare le spese che direttamente o

indirettamente afferiscono alla sua produzione,

e non quelle che ne rappresentano la

disposizione

sono “inerenti” le spese dipendenti dall’attività

imprenditoriale e quelle sostenute nell’interesse

dell’attività medesima 130

l’inerenza all’attività

imprenditoriale

inerenza e corrispettività:

l’assenza del corrispettivo non esclude

- l’inerenza della spesa, quando questa può

essere giudicata utile per l’attività

imprenditoriale

inerenza e vantaggiosità:

la vantaggiosità della spesa deve essere valutata

- con riferimento al momento del suo

sostenimento, non ex post 131

l’inerenza all’attività

imprenditoriale

inerenza e congruità:

la congruità della spesa rispetto al volume

- d’affari non è condizione necessaria della sua

inerenza

inerenza e gruppi di imprese:

l’interesse del gruppo se e in quanto non

- coincidente con l’interesse dell’impresa che

sostiene il costo non rileva nel giudizio sulla

sua inerenza 132

l’inerenza ad attività o beni

generatori di proventi imponibili

i componenti negativi relativi all’attività

imprenditoriale si suddividono in:

componenti negativi ricollegabili ad attività o

- beni generatori di proventi computabili nel

reddito d’impresa, i quali sono deducibili;

componenti negativi ricollegabili ad attività o

- beni generatori di proventi non computabili nel

reddito d’impresa, i quali non sono deducibili 133

l’inerenza ad attività o beni

generatori di proventi imponibili

componenti negativi ricollegabili indistintamente ad

- attività o beni generatori di proventi computabili nel

reddito d’impresa, i quali sono deducibili e ad attività o

beni generatori di proventi non computabili nel reddito

d’impresa, i quali sono deducibili nella parte riferibile

ai primi, determinata in base al rapporto tra

l’ammontare dei medesimi e l’ammontare complessivo

dei proventi conseguiti dall’impresa 134

i componenti negativi del

reddito d’impresa 135

Oggetto della lezione

le spese per prestazioni di lavoro

• gli interessi passivi

• gli oneri fiscali, contributivi e di utilità

• sociale

le minusvalenze patrimoniali, le

• sopravvenienze passive e le perdite

gli ammortamenti e gli accantonamenti

• 136

le spese per prestazioni di lavoro

le spese per prestazioni di lavoro sono deducibili tanto

se sono sostenute in base al contratto quanto se sono

effettuate a titolo di liberalità (art. 95)

sono indeducibili i canoni di locazione (anche

finanziaria) e le spese di funzionamento di strutture

recettive, salvo quelle relative ai servizi di mensa per la

generalità dei dipendenti e ai servizi di alloggio per i

dipendenti in trasferta 137

le spese per prestazioni di lavoro

ai compensi agli amministratori si applica il

criterio di cassa (art. 95, c. 5)

le partecipazioni agli utili corrisposte (criterio

di cassa) agli amministratori, e quelle spettanti

(criterio di competenza) ai ai dipendenti e agli

associati in partecipazione, sono deducibili

indipendentemente dalla imputazione a conto

economico (art. 95, c. 5-6) 138

Limiti alla deducibilità degli interessi

passivi

Art. 96 Tuir: pro-rata ordinario

Art. 97 Tuir: pro-rata patrimoniale

Art. 98 Tuir: contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione

Art. 3, comma 115, L. 549/1995: indeducibilità

degli interessi su obbligazioni con tasso superiore

al tasso ufficiale di rendimento 139

Ordine temporale di applicazione

Art. 3, comma 115,

L. 549/1995

Art. 98 Tuir: contrasto all’utilizzo

fiscale della sottocapitalizzazione

Art. 97 Tuir:

pro-rata patrimoniale

Art. 96 Tuir:

pro-rata ordinario 140

Contrasto all’utilizzo fiscale

della sottocapitalizzazione 141

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: soggetti

Le società di capitali e gli altri soggetti individuati

dall’art. 73 TUIR, le imprese individuali e le società

di persone (ex art. 56 TUIR) che abbiano ricavi

superiori al limite per l’applicazione degli studi di

settore (€ 5.164.569)

In ogni caso le società che esercitano in via esclusiva

o prevalente l’attività di assunzione delle

partecipazioni (art. 98, co. 7).

In particolare, oltre alle holding dei gruppi industriali

(iscritte nella sezione elenco intermediari UIC ex art.

113 TULB), anche le società finanziarie che operano

nei confronti del pubblico (art. 106 TULB). 142

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: soggetti

Per le società finanziarie svolgenti anche attività

diverse dall’assunzione di partecipazioni ai fini della

prevalenza si deve tener conto dei seguenti criteri

(D.M. 6/7/1994):

1) valore partecipazione > 50% del totale attivo

patrimoniale

2) proventi relativi partecipazione > 50% totale ricavi

e proventi 143

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: soggetti

Esclusioni e limitazioni soggettive

Le società, enti ed imprese che abbiano ricavi inferiori al

limite per l’applicazione degli studi di settore (art. 98, co.

7)

Le banche e gli enti finanziari indicati nell’art. 1 del

D.Lgs. n. 87/1992, limitatamente ai finanziamenti assunti

nell’esercizio dell’attività propria (art. 98, co. 5)

Lo Stato e gli enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR non si

considerano soci qualificati (potrebbe emergere un profilo

di legittimità comunitaria dal punto di vista del principio

di non discriminazione e del divieto di aiuti di Stato) –

art. 98, co. 3, lett. c), n. 2 144

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: socio qualificato

1. Controllo diretto o indiretto del soggetto

debitore ai sensi dell’art. 2359 c.c. (art. 98, co.

3, lett. c):

a) maggioranza dei voti esercitabili in

assemblea ordinaria;

b) disponibilità di voti sufficienti per esercitare

un'influenza dominante nell'assemblea

ordinaria;

c) influenza dominante in virtù di particolari

vincoli contrattuali 145

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: socio qualificato

2. Partecipazione al capitale sociale del soggetto

debitore pari o superiore al 25% determinato

anche attraverso la partecipazione di sue parti

correlate 146

Contrasto all’utilizzo fiscale della

sottocapitalizzazione: parti correlate

Si considerano parti correlate del socio qualificato

(art. 98, comma 3, lett. b):

- Per le persone fisiche: ex art. 5, comma 5, TUIR

(coniuge, parenti entro il terzo grado e gli affini

entro il secondo grado)

- Per le società: le controllate ex art. 2359 c.c. 147

Finanziamenti rilevanti (erogati o

garantiti da soci o parti correlate)

Finanziamenti (art. 98, comma 4)

Mutui

Depositi di denaro

Altro rapporto di natura finanziaria

L’ultimo caso comprende qualsiasi forma di

finanziamento purché sussiste l’obbligo di

restituzione ed in relazione alle quali è prevista una

specifica remunerazione (es.: locazione finanziaria;

problematica applicativa dilazioni di pagamento su

operazioni commerciali con termini e tassi di

interesse anomali) 148

Finanziamenti rilevanti (erogati o

garantiti da soci o parti correlate)

Garanzie (art. 98, comma 6)

Reali (es.: pegno e ipoteca)

Personali (es.: fideiussioni)

Di fatto

anche attraverso comportamenti ed atti

giuridici che ottengono lo stesso effetto

economico delle garanzie (es.: lettera di

patronage) 149

Elementi del test di sottocapitalizzazione

Consistenza media dei finanziamenti erogati e/o

garantiti (art. 98, co. 3, lett. f)

Patrimonio netto rettificato (art. 98, co. 3, lett. e)

Tasso di rendimento medio dei finanziamenti (art. 98,

co. 3, lett. g)

Rapporto tra il patrimonio netto rettificato dei soci

qualificati e l’ammontare medio dei finanziamenti

erogati e/o garantiti: 1 a 4 – art. 98, co. 1 (1 a 5 per il

2004- Disp. Trans.) 150

Consistenza media dei finanziamenti

erogati e garantiti

Valore capitale residuo iscritto in contabilità (assunto

per valuta in caso di importo diverso da quello

contabile)

Determinazione della consistenza media: somma del

saldo esistente alla fine di ogni giornata / n. giorni del

periodo d’imposta

Non concorrono i finanziamenti infruttiferi erogati o

garantiti da soci qualificati o parti correlate purché:

remunerazione media < tasso ufficiale BCE + 1 151

Patrimonio netto rettificato

Patrimonio netto risultante dal bilancio civilistico

dell’esercizio precedente

- crediti relativi a conferimenti non ancora eseguiti

- valore di libro delle azioni proprie in portafoglio (il

patrimonio di partenza comprende la riserva relativa)

- perdite non coperte entro la data di approvazione del

bilancio del secondo periodo successivo a quello di

riferimento

- minore tra valore di libro o patrimonio netto

contabile delle partecipazioni in società controllate o

collegate

+ perdite rientranti nel biennio di grazia 152

Tasso di rendimento medio dei

finanziamenti

T.re.m.= (tot. interessi passivi su fin. soci /

consistenza media finanziamento soci qualificati e

parti correlate) x 100

Concorrono alla determinazione della consistenza

media i finanziamenti infruttiferi erogati o garantiti

da soci qualificati o parti correlate se la

remunerazione media dei finanziamenti fruttiferi è

maggiore del tasso ufficiale BCE + 1 punto 153

Test di sottocapitalizzazione

Primo test

È necessario verificare che il rapporto tra il

patrimonio netto rettificato dei soci qualificati e

l’ammontare medio dei finanziamenti erogati e/o

garantiti sia inferiore a 1 a 4 (1 a 5 per il 2004)

Es.: Finanziamenti 120.000 Patrimonio netto

rettificato 20.000

Rapporto (120.000/20.000) x 100 = 600% supera il

limite di 1 a 4 (400%) 154

Test di sottocapitalizzazione

Secondo test

È necessario verificare che il rapporto tra il

patrimonio netto rettificato del singolo socio

qualificati e la consistenza media dei

finanziamenti erogati e/o garantiti dal singolo

socio qualificato sia inferiore a 1 a 4 (1 a 5 per

il 2004) 155

Interessi indeducibili

Ai sensi dell’art. 98, co. 1, la quota di interessi

indeducibili TCR va computata al netto degli

interessi indeducibili ex art. 3, comma 115 della

L. 28 dicembre 1995, n. 549 – [

Se il tasso di rendimento

effettivo sugli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli

similari, vigente al momento dell’emissione, è superiore al limite

previsto dall’art. 26, comma 1, terzo periodo, del D.P.R. n° 600/73

(doppio TUS o TUS maggiorato di 2/3), gli interessi passivi eccedenti il

limite sono indeducibili] 156

Tassazione interessi attivi

(Interessi passivi indeducibili)

Si applica il regime di tassazione dei dividendi

(artt. 89, co. 2, e 44, co. 1, lett. e) TUIR)

Socio società di capitali: 95% degli interessi

esclusi dalla formazione del reddito

Società di persone e socio persona fisica: 60%

degli interessi non concorrono alla formazione

del reddito complessivo 157

Tassazione interessi attivi

(Interessi passivi indeducibili)

Società di capitali, di persone ed imprese

individuali: imputazione per competenza

Persone fisiche non esercenti imprese:

imputazione per cassa

Problematica: doppia tassazione interessi attivi

percepita da soggetto erogante il

finanziamento garantito da socio qualificato 158

Norma di disapplicazione

Prova che l’importo dei finanziamenti erogati

e/o garantiti dal socio qualificato e dalle sue

parti correlate è giustificato dalla propria

esclusiva capacità di credito e che

conseguentemente gli stessi sarebbero stati

erogati anche da terzi indipendenti con la sola

garanzia del patrimonio sociale 159

Il pro-rata patrimoniale 160

Il pro-rata patrimoniale

È il meccanismo che stabilisce l’indeducibilità

degli interessi passivi riguardanti l’acquisto di

partecipazioni sociali che possono produrre

plusvalenze esenti al momento della loro cessione

161

Il pro-rata patrimoniale

Se alla fine del periodo d’imposta il valore di libro

delle partecipazioni esenti eccede quello del

patrimonio netto contabile gli interessi passivi sono

deducibili parzialmente in base al seguente rapporto:

Valore delle part. esenti – patrimonio netto cont.

Attivo patrimoniale – (patrimonio netto + deb.

Commerciali) 162

Il pro-rata patrimoniale

La quota di interessi passivi indeducibili è ridotta

in misura corrispondente alla quota di dividendi

riferiti alle partecipazioni esenti assoggettate a

tassazione (5% dei dividendi) 163

Elementi del rapporto: patrimonio

netto contabile

Patrimonio netto risultante dal bilancio civilistico

dell’esercizio precedente

- crediti relativi a conferimenti non ancora eseguiti

- perdite non coperte entro la data di approvazione del

bilancio del secondo periodo successivo a quello di

riferimento

+ perdite rientranti nel biennio di grazia 164

Elementi del rapporto:valore delle

partecipazioni

Il valore delle partecipazioni comprende:

Il valore di libro delle partecipazioni classificate

- fra le immobilizzazioni finanziarie ed aventi i

requisiti previsti dall’art. 87 TUIR 165

Elementi del rapporto:valore delle

partecipazioni

Sono escluse:

le partecipazioni in società il cui reddito concorre

- insieme a quello della partecipante alla

formazione dell’imponibile di gruppo

(consolidato nazionale o mondiale)

le partecipazioni nelle società il cui reddito è

- imputato per trasparenza ai soci 166

Elementi del rapporto: valore delle

partecipazioni

Clausola di salvaguardia:

Se entro il terzo anno successivo all’acquisto avvenga

- la cessione delle partecipazioni escluse, il reddito

imponibile deve essere rettificato in aumento per un

importo pari agli interessi passivi dedotti per effetto

della mancata ricomprensione delle suddette

partecipazioni nel calcolo del pro-rata 167

Elementi del rapporto: debiti

commerciali

I debiti commerciali incidono sul calcolo della

percentuale di indetraibilità in quanto si è voluto

evitare che i termini di pagamento dei debiti

commerciali assumessero una valenza fiscale

attraverso il corrispondente aumento

dell’indebitamento commerciale 168

Il pro-rata ordinario 169

Il pro-rata ordinario

Ha la funzione di determinare forfettariamente

l’ammontare degli interessi passivi che vanno a

finanziare le attività esenti. In pratica se il

risultato dell’attività d’impresa è determinato in

parte da ricavi tassati ed in parte esenti, occorre

individuare l’ammontare dei costi finanziari che si

possano riferire alle attività esenti. 170

Il pro-rata ordinario

Si stabilisce una proporzione fra ricavi esenti e

tutti i ricavi d’impresa, compresi quelli esenti, e si

applica il risultato percentuale così ottenuto

all’ammontare complessivo degli interessi passivi

sostenuti, che si ritengono per presunzione

assoluta indeducibili in quanto relativi all’attività

esente 171

gli oneri fiscali

sono indeducibili (art. 99):

le imposte sui redditi

- le imposte per le quali è prevista la rivalsa,

- anche solo facoltativa

le altre imposte per le quali è prevista

- l’indeducibilità (irap, ici) 172

gli oneri fiscali

imputazione temporale degli oneri fiscali:

criterio di cassa

- sono tuttavia deducibili gli accantonamenti al

fondo imposte effettuati in relazione alle

imposte non definitivamente accertate dovute in

base a dichiarazioni, accertamenti o sentenze 173

I componenti positivi del

reddito d’impresa 174

Oggetto della lezione

i ricavi

• le plusvalenze patrimoniali

• le sopravvenienze attive

• i dividendi

• gli interessi attivi

• i proventi immobiliari

• i proventi che non concorrono alla

• formazione del reddito d’impresa 175

i ricavi

costituiscono ricavi (art. 85):

i corrispettivi delle prestazioni di servizi

- rientranti nell’attività caratteristica

dell’impresa;

i corrispettivi delle cessioni di beni-merce;

- le indennità conseguite a titolo di risarcimento

- per la perdita o il danneggiamento di beni-

merce 176

i ricavi

i contributi in denaro, o il valore normale di

- quelli, in natura, spettanti in base a contratto, e i

contributi in conto esercizio;

il valore normale dei beni-merce destinati al

- consumo personale o familiare

dell’imprenditore, assegnati ai soci o destinati a

finalità estranee all’esercizio dell’impresa 177

i ricavi

sono prodotti da qualsiasi evento che provoca

l’uscita di un bene-merce dalla sfera dei beni

relativi all’impresa, ad esclusione della perdita

non seguita da risarcimento, nonché di alcune

cessioni gratuite espressamente disciplinate da

altre disposizioni del Tuir. 178

i ricavi

misurazione dei ricavi,

in presenza di una contropartita patrimoniale:

- valore della contropartita (se bene o servizio,

valore normale del bene o servizio);

in assenza di una contropartita patrimoniale:

- valore dei beni-merce considerati 179

i ricavi

contributi spettanti in base a contratto:

erogazione preordinata alla copertura di costi

sopportati dall’impresa in relazione ad una

attività,

che non deve costituire una prestazione di

- servizio nei confronti dell’erogante

ma deve rispondere ad un interesse di

- quest’ultimo (altrimenti sopravvenienza attiva)

180

i ricavi

contributi in conto esercizio (ricavi):

erogazioni finalizzate a fornire all’impresa un

- sostegno economico di tipo ordinario

contributi in conto capitali (sopravvenienze

attive)

erogazioni vincolate a una precisa, e circoscritta

- nel tempo, situazione, e preordinata ad

imprimere una modifica nella struttura

dell’impresa 181

i ricavi

imputazione temporale dei contributi,

in assenza di discrezionalità nella concessione:

- nel periodo nel corso del quale si verificano i

presupposti della concessione;

in presenza di discrezionalità nella concessione:

- nel periodo nel corso del quale viene emesso

l’atto che li concede (o l’atto che ne liquida

l’importo) 182

le plusvalenze patrimoniali

Si riferiscono a beni diversi dai beni-merce, e

concorrono a formare il reddito (art. 86):

se sono realizzate mediante cessione a titolo

- oneroso;

se sono realizzate mediante risarcimento per la

- perdita o il danneggiamento dei beni;

se i beni vengono destinati al consumo

- personale o familiare dell’imprenditore,

assegnati ai soci o destinati a finalità estranee

all'esercizio dell'impresa. 183

le plusvalenze patrimoniali

misurazione delle plusvalenze:

in presenza di una contropartita patrimoniale:

- differenza tra il valore della contropartita e il

costo non ammortizzato del bene;

in assenza di una contropartita patrimoniale:

- differenza tra il valore del bene considerato e il

suo costo non ammortizzato. 184

le plusvalenze patrimoniali

Caso della permuta con un bene (materiale o

immateriale) ammortizzabile (art. 86, c. 2):

nessuna plusvalenza (salvo l’eventuale

- conguaglio in denaro) se questo viene iscritto in

bilancio allo stesso valore al quale era iscritto il

bene ceduto, (cosidetto rollover) 185

le plusvalenze patrimoniali

caso delle plusvalenze realizzate in relazione a

beni posseduti da più di tre anni (art. 86, c.4)

possibilità di rateazione in un massimo di

- cinque quote costanti (mediante il meccanismo

delle variazioni al risultato del conto

economico) 186

le plusvalenze patrimoniali

ai fini dell’ires: esenzione delle plusvalenze

realizzate su partecipazioni in società di qualsiasi

tipo (c.d. a condizione

partecipation exemption)

che (art. 87, c. 1):

la partecipazione sia posseduta da almeno un anno

- e sia iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie;

la società partecipata svolga un’effettiva attività

- commerciale e non risieda in un paradiso fiscale 187

le plusvalenze patrimoniali

ai fini dell’irpef: alle medesime condizioni, le

plusvalenze realizzate su partecipazioni

societarie concorrono a formare il reddito nella

misura del 40% (art. 58, c. 2) 188

Partecipation exemption

- Soggetti IRES, società di

Ambito soggettivo

persone e imprenditori individuali (art. 87, co. 1)

– A) Plusvalenza relativa ad azioni

Ambito oggettivo

o quote di partecipazioni, comprese quelle non

rappresentate da titoli, in società di persone

commerciali ed in società di capitali ed enti equiparati

(art. 87, co. 1); B) Plusvalenze relative agli strumenti

finanziari similari alle azioni e ai contratti di

associazione in partecipazione (art. 87, co. 3) 189

Partecipation exemption

Il regime di esenzione è accordato alle

plusvalenze “realizzate e determinate ai sensi

dell’art. 86, co. 1, 2 e 3”.

Requisiti richiesti per l’esenzione:

- Ininterrotto possesso per un periodo minimo

di un anno (art. 87, co. 1, lett. a)

- Iscrizione tra le immobilizzazioni finanziarie

nel primo bilancio chiuso durante il periodo di

possesso (art. 87, co. 1, lett. b) 190

Partecipation exemption

Disposizione transitoria:

Partecipazioni possedute prima dell’applicazione

della nuova imposta, la classificazione deve risultare

dal bilancio relativo al secondo periodo d’imposta

precedente o dal primo periodo in caso di

acquisizione relativo all’anno precedente

- Residenza della società partecipata in uno Stato o

territorio diverso da quelli a regime fiscale

privilegiato, salvo l’applicazione dell’interpello CFC

(art. 87, co. 1, lett. c) 191

Partecipation exemption

- esercizio da parte della società partecipata di

una (art. 87, co. 1, lett.

impresa commerciale

d)

Gli ultimi due requisiti devono sussistere

ininterrottamente al momento del realizzo dal

terzo periodo d’imposta anteriore al realizzo

(art. 87, co. 2). Per la subholding i suddetti

requisiti vanno verificati sulle società

partecipate dalla stessa 192

Partecipation exemption

Regime fiscale:

- esenzione totale per le plusvalenze realizzate

da soggetti IRES (art. 87, co. 1)

- esenzione per il 60% dell’ammontare per le

plusvalenze realizzate da imprenditore

individuale e soci di società di persone (art. 58,

co. 2) 193

le sopravvenienze attive

sono sopravvenienze attive in senso proprio (art.

88, c. 1):

ricavi e proventi conseguiti a fronte di spese,

- perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in

bilancio in precedenti esercizi;

ricavi e proventi conseguiti per ammontare

- superiore a quello che ha concorso a formare il

reddito in precedenti esercizi 194

le sopravvenienze attive

Queste sopravvenienze si caratterizzano per:

presenza di un evento sopravvenuto che genera

- una variazione negli effetti di una operazione

contabilizzata in un esercizio precedente;

riferibilità della variazione ad un componente

- che ha partecipato alla formazione del reddito

in un esercizio precedente 195

le sopravvenienze attive

sopravvenuta insussistenza di spese, perdite od

- oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in

precedenti esercizi 196

le sopravvenienze attive

il caso degli indennizzi:

quelli ricollegabili alla perdita o al

a) danneggiamento dei beni merce:

costituiscono sempre ricavi; 197

le sopravvenienze attive

il caso degli indennizzi:

quelli ricollegabili alla perdita o al danneggiamento

a) di altri beni:

producono plusvalenze (o minusvalenze) se

- conseguiti nello stesso esercizio dell’evento

dannoso;

costituiscono sopravvenienze attive se conseguiti in

- un esercizio successivo a quello dell’evento

dannoso; 198

le sopravvenienze attive

Imputazione temporale degli indennizzi,

necessità di:

un atto con il quale il danneggiante o

- l’assicurazione si impegnano a versare un

determinato importo;

una sentenza (definitiva ?) di condanna

- 199

le sopravvenienze attive

sopravvenienze attive per assimilazione (art.

88, c.3):

risarcimenti per danni diversi da quelli indicati

- in tema di ricavi e plusvalenze patrimoniali;

proventi conseguiti a titolo di contributo o di

- liberalità, diversi da quelli indicati in tema di

ricavi 200

le sopravvenienze attive

imputazione temporale dei contributi e delle

liberalità:

criterio di cassa;

- possibilità di rateazione in un massimo di

- cinque quote costanti (mediante il meccanismo

delle variazioni ai risultati del conto

economico) 201

le sopravvenienze attive

non si considerano sopravvenienze attive i

versamenti eseguiti dai soci a fondo perduto o in

conto capitale, nonchè le rinunce ai crediti,

effettuate dai soci (art. 88, c.4) e i sovraprezzi

azionari (art. 91, lett.d)

come i conferimenti sono elementi costitutivi, non

prodotto, dell’organizzazione

per i soci: incrementano il costo della

partecipazione 202

i dividendi

Utili derivanti da partecipazione in società di

persone:

Imputazione pro-quota indipendentemente dalla

- percezione (criterio di trasparenza) 203

i dividendi

utili derivanti da partecipazione in società di

capitali:

criterio di cassa

- 204

i dividendi

non costituiscono utili, sino a concorrenza del

costo della partecipazione: le somme

conseguite

- a titolo di ripartizione delle riserve formate da

apporti dei soci (il costo della partecipazione si

riduce) (art. 47, c. 5)

in caso di recesso, riduzione del capitale,

- liquidazione della società (la partecipazione è

annullata) (art. 47, c.7) 205

i dividendi

non costituiscono utili altresì:

le azioni ricevute in caso di aumento gratuito

- (se però l’aumento di capitale avviene mediante

imputazione di riserve di utili, un’eventuale

successiva riduzione di capitale per esuberanza

si considera in parte quale distribuzione di utili)

(art. 47, c. 6) 206

I dividendi

gli utili derivanti dalla partecipazione in società

• soggette ad ires e in enti commerciali sono

imputati per cassa e :

ai fini dell’ires, sono esclusi dal concorso alla

- formazione del reddito per il 95% del loro

ammontare,a meno che la società erogante non

risieda in un paradiso fiscale (art. 89, c. 2)

ai fini dell’irpef, sono esclusi da concorso alla

- formazione del reddito per il 60% del loro

ammontare, ameno che la società erogante non

risieda in un paradiso fiscale (art. 59, c. 1) 207

gli interessi attivi

concorrono a formare il reddito d’impresa

anche se non rientranti tra quelli indicati in

tema di redditi di capitale

se il tasso di interesse è determinato per iscritto

rileva l’ammontare maturato sulla base di tale

tasso, se non lo è rileva l’ammontare maturato

sulla base del tasso legale 208

gli interessi attivi

casi di interesse “impliciti”:

scarti di emissione di obbligazioni;

- scarti di negoziazione dei titoli a reddito fisso

- differenza di attualizzazione nell’acquisto di crediti

- non scaduti;

differenziali positivi nelle operazioni di pronti

- contro termine (differenza tra maggior prezzo di

vendita a termine e minore prezzo di acquisto a

pronti) 209

i proventi immobiliari

proventi relativi agli immobili costituenti beni

meramente patrimoniali

il possesso di questi immobili rileva: nella

determinazione del reddito d’impresa se cono le

norme in tema di redditi fondiari

la cessione di questi immobili: genera

plusvalenze o minusvalenze patrimoniali 210

i proventi non computabili nella

determinazione del reddito

sono (art. 91):

i proventi dei cespiti che fruiscono di

- esenzione;

i proventi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo

- di imposta, ad imposta sostitutiva, o a

tassazione separata 211

La valutazione delle rimanenze

e dei titoli 212

Oggetto della lezione

la valutazione delle rimanenze dei beni

• merce

la valutazione delle rimanenze delle opere,

• forniture e servizi di durata ultrannuale

la valutazione dei titoli

• 213

La valutazione delle rimanenze dei

beni-merce

art. 92, c. 1: le variazioni delle rimanenze

finali dei beni-merce (salvo i titoli),

concorrono a formare il reddito

dell'esercizio:

in qualità di componenti positive, se in

- aumento

in qualità di componenti negative, se in

- diminuzione 214

La valutazione delle rimanenze dei

beni-merce

art. 2426, n. 9, c.c.:

le rimanenze sono iscritte al costo di

- acquisto o di produzione ovvero, se

minore, al valore di realizzazione

desumibile dall’andamento del mercato;

il costo dei beni fungibili può essere

- stabilito: col metodo della media

ponderata; col metodo del primo entrato,

primo uscito (fifo); col metodo ultimo

entrato, primo uscito (lifo) 215

La valutazione delle rimanenze dei

beni-merce

la valutazione delle rimanenze effettuata in

bilancio rileva anche in ambito tributario

se è stato adottato uno dei seguenti criteri:

costo specifico;

- media ponderata;

- fifo;

- lifo

- 216

La valutazione delle rimanenze dei

beni-merce

se è stato adottato un criterio diverso, la

valutazione effettuata in bilancio rileva in

ambito tributario nei limiti in cui non

conduca ad un valore inferiore al “valore

minimo” fiscalmente ammesso,

determinato :

in via generale, col criterio del lifo a scatti

- di cui all’art. 92, c. 2-3, applicato a

categorie omogenee per natura e per valore

di beni; 217

La valutazione delle rimanenze dei

beni-merce

nel caso in cui il valore determinato con

- questo criterio, o con uno degli altri

suindicati, sia superiore al valore normale

medio dei beni nell'ultimo mese

dell'esercizio, moltiplicando l'intera

quantità dei beni per il valore normale (art.

92, c. 4). 218

La valutazione delle opere di durata

ultrannuale

le variazioni delle rimanenze finali dei

prodotti in corso di lavorazione e dei

servizi in corso di esecuzione al termine

dell’esercizio concorrono a formare il

reddito dell’esercizio

in qualità di componenti positive, se in

- aumento;

in qualità di componenti negative, se in

- diminuzione 219

La valutazione delle opere di durata

ultrannuale

art. 92, c. 6: i prodotti in corso di

lavorazione e i servizi in corso di

esecuzione al termine dell'esercizio sono

valutati in base alle spese sostenute

nell'esercizio 220

La valutazione delle opere di durata

ultrannuale

art. 93, c. 1: le variazioni delle rimanenze

finali delle opere, forniture e servizi

pattuiti come oggetto unitario e con tempo

di esecuzione ultrannuale, concorrono a

formare il reddito dell'esercizio:

in qualità di componenti positive

- in qualità di componenti negative, se in

- diminuzione 221

La valutazione delle opere di durata

ultrannuale

opere, forniture e servizi pattuiti come

oggetto unitario e con tempo di esecuzione

ultrannuale, si caratterizzano:

per la dipendenza da un contratto che ne

- stabilisce il compimento come oggetto

unitario;

per la durata ultrannuale dell’attività

- dedotta nel contratto 222

La valutazione delle opere di durata

ultrannuale

art. 93, c. 2: la valutazione delle rimanenze

delle opere in questione si effettua sulla

base dei corrispettivi pattuiti

deroga al criterio della ultimazione di cui

all’art. 109, c. 2, lett. b)

criterio che però può essere adottato in via

opzionale ai sensi dell’art. 93, c. 5 223

la valutazione delle opere di durata

ultrannuale

art. 2426, n. 11, c.c.: i lavori in corso su

ordinazione possono essere iscritti sulla

base dei corrispettivi maturati con

ragionevole certezza

ratio della regola: l’impresa non corre il

rischio del mancato collocamento sul

mercato del risultato dell’attività 224

la valutazione delle opere di durata

ultrannuale

regole specifiche di valutazione (art. 93, c. 2 e 3):

le maggiorazioni di prezzo richieste in base alla

- legge o al contratto devono entrare nel computo

delle rimanenze, sino a quando non vengono

definitivamente stabilite, in misura non inferiore

al 50 per cento.

per la parte coperta da stati di avanzamento la

- valutazione è fatta in base ai corrispettivi

liquidati. 225

la valutazione delle opere di durata

ultrannuale

il risultato ottenuto applicando le suddette

- regole può essere ridotto per rischio

contrattuale, in misura non superiore al 2

per cento (al 4 per cento, se opere eseguite

all'estero, per conto di soggetti esteri)

i corrispettivi liquidati a titolo definitivo

per singole partite dell’opera devono

essere inseriti tra i ricavi (art. 93,c. 4) 226

la valutazione dei titoli

rilevanza delle stesse regole previste per la

valutazione delle rimanenze dei beni merce (art.

94, c. 1), tanto se i titoli fanno parte dell’attivo

circolante,quanto se costituiscono

immobilizzazioni finanziarie

per la partecipazione rileva anche il metodo del

patrimonio netto (quando adottato in bilancio),

ma non si tiene conto dell’eventuale differenza

“da consolidamento” 227

la valutazione dei titoli

se i titoli costituiscono beni merce:

la variazione in aumento delle relative

- rimanenze concorre a formare il reddito

come componente positiva;

la variazione in diminuzione delle relative

- rimanenze concorre a formare il reddito

come componente negativa 228

la valutazione dei titoli

se i titoli costituiscono immobilizzazioni

finanziarie:

il maggior valore costituisce plusvalenza

- iscritta, e concorre a formare il reddito

come componente positivo alle condizioni

in tema di plusvalenze iscritte (solo se

ripresa di valore); 229

la valutazione dei titoli

il minor valore costituisce minusvalenza

- iscritta, e concorre a formare il reddito

come componente negativo in quote

costanti nell’esercizio in cui è stata iscritta

e nei quattro successivi, con progressiva

riduzione del valore fiscalmente

riconosciuto (art. 1, d.l. 209/2002) 230

la valutazione dei titoli

nel caso di titoli negoziati in mercati

regolamentati il “valore minimo” si

determina:

se i beni-merce, in base alla media

- dell’ultimo mese (art. 94, c. 2, lett. a)

se immobilizzazioni finanziarie, in base

- alla media dei prezzi dell’ultimo semestre

(art. 101, c. 2) 231

la valutazione dei titoli

nel caso di azioni e titoli similari non

negoziati o partecipazioni non azionarie in

soggetti ires, il valore minimo si determina

(art. 94, c. 3, lett. b)):

riducendo il valore unitario in misura

- proporzionalmente corrispondente alle

diminuzioni patrimoniali risultati dal

confronto tra l’ultimo bilancio della

società emittente approvato prima

dell’acquisto delle azioni e l’ultimo

bilancio della stessa 232

la valutazione dei titoli

senza tener conto, se si trattasse delle

immobilizzazioni finanziarie, delle

diminuzioni patrimoniali dovute a (art. 1,

d.l. 209/2002):

distribuzione di riserve di utili;

a) perdite riconducibili a certe voci di conto

b) economico (quote di ammortamento

dell’avviamento e ad accantonamenti)

fiscalmente indeducibili 233

la valutazione dei titoli

in questo ultimo caso, vi è l’esigenza di

omologare i patrimoni netti iniziale e

finale, depurando il confronto

dell’incidenza degli apporti di capitale di

rischio. A tal fine:

i versamenti a copertura perdite danno

- luogo ad una variazione in diminuzione

del patrimonio netto finale

gli altri apporti danno luogo ad una

- variazione del patrimonio netto iniziale 234

la valutazione dei titoli

la distribuzione delle riserve formate da

apporti a titolo di capitale di rischio da

luogo ad una variazione in aumento del

patrimonio netto finale 235

la valutazione dei titoli

caso dei versamenti a fondo perduto o in

- conto capitale e delle remissioni di crediti:

il costo della partecipazione aumenta (art.

94, c.5);

caso dei versamenti o remissioni a

- copertura perdite: possibilità di deduzione

(immediata o in quote di ammortamento)

per la parte eccedente il patrimonio netto

dopo la copertura (art. 94, c. 5) 236

la valutazione dei titoli

ai fini dell’Ires sono indeducibili le

minusvalenze iscritte in relazione alle

partecipazioni che godono della c.d.

participation exemption 237

La determinazione

dell’imponibile e dell’imposta

nell’irpef e nell’ires 238

Oggetto della lezione

la determinazione del reddito complessivo

• le perdite derivanti da attività commerciali

• i gruppi e le società a ristretta base proprietaria

• gli oneri deducibili

• la determinazione dell’imposta

• le detrazioni

• i crediti d’imposta

• la tassazione separata

• la dichiarazione

• 239

La determinazione del reddito

complessivo

soggetti “non commerciali”:

• persone fisiche:somma dei redditi delle categorie

- di cui all’art. 6, alla quale si sottraggono le

perdite derivanti dall’esercizio di piccole imprese

o di arti e professioni (art. 8, c. 1)

enti non commerciali:somma dei redditi fondiari,

- di capitale, di impresa e diversi, alla quale si

sottraggono le perdite derivanti dall’esercizio di

piccole imprese (art. 143, c. 1-2) 240

la determinazione del reddito

complessivo

soggetti “commerciali”:

• il reddito complessivo si determina

- unitariamente come reddito d’impresa 241

le perdite d’impresa

le perdite derivanti dall’esercizio di

• imprese commerciali in regime ordinario:

per le persone fisiche e gli enti non

- commerciali possono essere computate in

diminuzione soltanto da redditi d’impresa

nell’esercizio in cui si sono prodotte e nei

successivi ma non oltre il quinto (art. 8,c.

3), salvo quelle dei primi tre esercizi, le

quali sono riportabili senza limiti di tempo

(artt. 8, c. 3, e 84, c. 2) 242

le perdite d’impresa

per le società di capitali e gli enti

- commerciali, possono essere computate in

diminuzione dei redditi degli esercizi

successivi ma non oltre il quinto (art. 84,c.

1), salvo quelle dei primi tre esercizi, le

quali sono riportabili senza limiti di tempo

(art. 84, c. 2) 243

le perdite d’impresa

le perdite delle società di persone e quelle

• delle associazioni professionali:

sono imputate ai soci ed associati in

- proporzione alla quota di partecipazione

agli utili (eccezione per le società in

accomandita semplice) (art. 8, c. 2) 244

le perdite d’impresa

quelle delle società di persone

- commerciali possono essere computate in

diminuzione soltanto da altri redditi di

partecipazione ( e forse anche da redditi

d’impresa) dei soci nell’esercizio in cui si

sono prodotte e nei successivi ma non oltre

il quinto (art. 8, c. 3) salvo quelle dei primi

tre esercizi, le quali sono riportabili senza

limiti di tempo (art. 8,c. 3, e art. 84, c. 2) 245

le perdite d’impresa

il diritto di riporto delle perdite delle società di

• capitali, degli enti commerciali e delle società di

persone “commerciali” si perde (di regola)

quando (artt. 84, c.3, e 8, c. 3):

la maggioranza dei diritti di voto viene trasferita

- o comunque acquisita da terzi;

nel periodo del trasferimento o nei due successivi

- o anteriori, viene modificata l’attività principale

di fatto svolta nei periodi in cui si sono prodotte

le perdite 246

il consolidato nazionale

determinazione ai fini ires in capo alla società o

• ente controllante residente (a certe condizioni

anche non residente) di un’unica base imponibile

in misura corrispondente alla somma algebrica

degli imponibili (redditi e perdite) della

controllante e di quelli delle società controllate

residenti partecipanti, con determinate rettifiche

(artt. 117-129)

la partecipazione al consolidato nazionale:

• la ha carattere opzionale tanto per la controllante

- quanto per le controllate;

dura tre anni salvo rinnovo

- 247

il consolidato nazionale

i redditi e le perdite delle controllate

• residenti partecipanti, determinati da

ciascuna di esse, si consolidano

integralmente, indipendentemente dalla

quota di partecipazione direttamente o

indirettamente posseduta nelle stesse dalla

controllante

sono escluse dall’opzione le controllate

• non residenti 248

il consolidato mondiale

determinazione in capo alla società o ente

• controllante residente di un’unica base

imponibile in misura corrispondente alla somma

algebrica degli imponibili (redditi e perdite) della

controllante e di quelli delle controllate non

residenti, con determinate rettifiche (artt. 130-

142)

la partecipazione al consolidato nazionale:

• ha carattere opzionale per la controllante ed

- obbligatorio per le controllate non residenti

(principio all in all out);

dura cinque anni salvo rinnovo

- 249

il consolidato mondiale

i redditi e le perdite delle controllate non

• residenti partecipanti, rideterminati

secondo le regole italiane dalla

controllante, si consolidano solo per la

quota di partecipazione direttamente o

indirettamente posseduta nelle stesse dalla

controllante

la controllante deve essere la società di

• grado più elevato del gruppo 250

La trasparenza delle società di capitali

Ambito soggettivo:

- Società di capitali residenti partecipate

esclusivamente da soggetti della stessa natura

giuridica (società di capitali) – art. 115, co. 1

- ciascuno dei soci deve possedere una

percentuale dei diritti di voto e di

partecipazione agli utili non inferiore al 10% e

non superiore al 50% 251

La trasparenza delle società di capitali

la società partecipata ha emesso

Limitazione:

strumenti finanziari partecipativi di cui all’art.

2346, ult. co., c.c.(titoli con esclusione di

diritto di voto)

I requisiti devono sussistere dal primo giorno

del periodo d’imposta della partecipata in cui

si esercita l’opzione e permanere

ininterrottamente sino al termine del periodo

d’opzione pari a tre anni (art. 115, co. 1 e 4) 252

La trasparenza delle società di capitali

L’opzione è irrevocabile per tre esercizi della

partecipata, deve essere esercitata da tutte le

società e deve essere comunicata all’A.F. entro

il primo esercizio

Nel caso vengano meno le condizioni

dell’opzione, l’efficacia cessa dall’inizio

dell’esercizio in corso della società partecipata

253

La trasparenza delle società di capitali

Il mutamento della compagine sociale non

determina la cessazione del regime

L’opzione per i soci non residenti è consentita

a condizione che non vi sia l’obbligo di

ritenuta alla fonte sugli utili distribuiti (art.

115, co. 2) 254

La trasparenza delle società di capitali

L’imputazione del reddito avviene nei periodi

d’imposta delle società partecipanti in corso

alla data di chiusura dell’esercizio della

partecipata secondo la percentuale di

partecipazione agli utili. Il medesimo criterio è

adottato per la ripartizione delle ritenute

d’acconto subite, dei crediti d’imposta e degli

acconti versati (art. 115, co. 3) 255

La trasparenza delle società di capitali

imputazione

Perdite fiscali:

proporzionalmente alle quote di partecipazione

con il limite della quota di patrimonio netto

della partecipata.

Le perdite pregresse all’opzione rilevano e

riducono il reddito secondo le ordinarie regole

del TUIR, a differenza di quanto previsto per il

consolidato (118, co. 2). 256

La trasparenza delle società di capitali

La società partecipata è solidalmente responsabile

con ciascun socio

Il socio è tenuto a ridetermina il reddito imponibile

tenendo conto delle svalutazioni dedotte nei 10

esercizi precedenti l’esercizio dell’opzione,

determinatesi per effetto di rettifiche di valori ed

accantonamenti fiscalmente non riconosciuti, al netto

delle rivalutazioni assoggettate a tassazione (art. 115,

co. 11) 257

La trasparenza delle società di capitali

La rideterminazione avviene attraverso la

rettifica dei valori patrimoniali della

partecipata secondo le modalità di cui all’art.

128.

La norma ha lo scopo di evitare che gli stessi

costi concorrano più volte alla determinazione

del reddito imponibile, prima indirettamente

attraverso la svalutazione della partecipazione

e poi attraverso la variazione in diminuzione. 258

La trasparenza delle società di capitali

Il regime opzionale della trasparenza è esteso anche

alle Srl i cui ricavi non superi le soglie previste dagli

studi di settore e con una compagine sociale

composta esclusivamente da persone fisiche in

numero non superiore a 10 o a 20 in caso di

cooperative (art. 116)

L’opzione non può essere esercitata o perde efficacia

nel caso di possesso o di acquisto di partecipazione a

cui si applica la partecipation exemption. 259

gli oneri deducibili

dal reddito complessivo delle persone

• fisiche e degli enti non commerciali si

deducono una serie di oneri (artt. 10 e 146)

alcuni oneri, prima deducibili, ora danno

• diritto ad una detrazione (art. 15), in

considerazione del carattere “regressivo”

della deduzione. 260

gli oneri deducibili

la deduzione (o la detrazione) è consentita (ampia

• discrezionalità del legislatore):

perché trattasi di spese personali essenziali (come

- le spese mediche, funebri e di istruzione);

perché si intende dare un incentivo a certi impieghi

- delle risorse come gli interessi sui mutui per

l’acquisto della prima casa, i premi assicurativi

sulla vita e contro gli infortuni, i contributi a forme

pensionistiche complementari)

perché si tratta di oneri obbligatori (contributi

- previdenziali e assistenziali, assegni periodici di

mantenimento al coniuge separato o divorziato) 261

gli oneri deducibili nella Riforma

Tremonti

progressiva sostituzione delle detrazioni

• con deduzioni

articolazione delle deduzioni in funzione

• di una serie di valori tra cui: famiglia;

casa; sanità; istruzione; formazione;ricerca

e cultura; previdenza e assistenza

all’infanzia; non-profit; volontariato e

confessioni religiose; attività sportiva

giovanile; costi per la produzione di redditi

di lavoro 262

la determinazione dell’imposta

l’imposta lorda si determina

• nell’irpef: applicando al reddito

- complessivo, al netto degli oneri

deducibili, le aliquote fissate per i diversi

scaglioni di reddito dall’art. 12 (la Riforma

Tremonti prevede per l’ire due sole

aliquote: 23%sino a euro100.000 e 33%

oltre);

nell’ires: applicando al reddito

- complessivo netto l’aliquota del 33% 263

la determinazione dell’imposta

l’irpef è ( e l’ire sarà) un’imposta

• progressiva a scaglioni aggiuntivi

(l’aliquota marginale si applica solo alla

parte di reddito rientrante nel relativo

scaglione e non a tutto il reddito)

l’ires è un’imposta proporzionale

• 264

la determinazione dell’imposta

l’imposta netta si ottiene sottraendo

• all’imposta lorda, sino a concorrenza del

suo ammontare, le detrazioni d’imposta

(artt. 12, c. 2, e 78)

dall’imposta netta si sottraggono i crediti

• sui redditi esteri, nonché le ritenute

d’acconto subite e i versamenti in acconto

effettuati (artt. 22 e 79) 265

la determinazione dell’imposta

se la somma di crediti, ritenute e

• versamenti in acconto supera l’importo

dell’imposta netta il soggetto può (artt. 2,

c. 2, e 80):

riportare l’eccedenza al periodo d’imposta

- successivo;

chiederne il rimborso

- 266

le detrazioni

detrazioni per carichi di famiglia (art. 13)

• detrazioni per redditi di lavoro dipendente

• detrazioni per oneri (art. 15)

• detrazioni per canoni di locazione (art. 16)

• 267

i crediti d’imposta

se alla formazione del reddito concorrono

• redditi prodotti all’estero:

le imposte estere assolte su tali redditi

- sono ammesse in detrazione sino a

concorrenza della quota di imposta italiana

imputabile ai medesimi (art. 165) 268

la tassazione separata

si applica, in via opzionale, a determinati

• redditi a formazione (anche solo

normalmente) pluriennale (art. 17), come:

quelli ricollegabili alla cessazione di

- attività lavorative (non necessariamente a

carattere dipendente

quelli conseguiti per effetto della cessione

- o liquidazione di aziende possedute da più

di 5 anni, o della liquidazione di società se

la partecipazione è posseduta da più di 5

anni 269

la tassazione separata

serve a temperare la progressività

• dell’Irpef

i redditi soggetti a tassazione separata non

• concorrono a formare il reddito

complessivo,ma sono tassati

autonomamente:

in generale, con l’aliquota corrispondente

- alla metà del reddito complessivo netto del

biennio precedente 270

la dichiarazione

la dichiarazione dei redditi è presentata nei

• seguenti termini (d.p.r. 322/1998):

persone fisiche, società ed associazioni

- non soggette ad ires, tra l’1 maggio e il 31

luglio, se in versione cartacea, entro il 31

ottobre, se in versione telematica; 271

la dichiarazione

società ed enti soggetti ad ires, entro

- l’ultimo giorno del settimo mese

successivo a quello di chiusura del periodo

d’imposta, se in versione cartacea, entro

l’ultimo giorno del decimo mese

successivo a quello di chiusura del periodo

d’imposta, se in versione telematica; 272

L’imposta sul valore aggiunto:

le operazioni rilevanti 273

L’imposta sul valore aggiunto: le

operazioni rilevanti

Oggetto della lezione

I caratteri dell’imposta

Le operazioni imponibili: profilo oggettivo, soggettivo e

territoriale

Le operazioni imponibili: le importazioni

Le operazioni non imponibili: cessioni alla esportazioni

e servizi internazionali

Le operazioni esenti

Le operazioni intracomunitarie 274

I caratteri dell’imposta

Imposta generale sui consumi

Proporzionale ai prezzi dei beni ceduti e dei servizi

resi

Prelevata frazionatamente presso gli operatori

economici (soggetti passivi dell’iva) con riferimento

alle operazioni imponibili compiute, ma

tendenzialmente neutrale rispetto a questi soggetti in

virtù del meccanismo della rivalsa (nei confronti di

cessionari e committenti) e della detrazione (dell’iva

assolta sugli acquisti) 275

I caratteri dell’imposta

I prelievi eseguiti presso gli operatori economici

(soggetti passivi dell’iva), e quindi all’interno del

ciclo produttivo e distributivo, hanno un ruolo

anticipatorio, assimilabile a quello degli acconti,

dell’imposta dovuta dal consumatore finale (che non

è soggetto passivo dell’iva) 276

I caratteri dell’imposta

Imposta “comunitaria”, in quanto introdotta e

modificata in attuazione di una serie di

direttive Cee, e quindi presente, con disciplina

pressoché identica, negli ordinamenti tributari

di tutti gli stati membri 277

Le operazioni rilevanti ai fini iva

Operazioni imponibili (art. 1, D.P.R. n.

633/1972)

Operazioni non imponibili (art. 8 e 9, D.P.R. n.

633/1972)

Operazioni esenti (art. 10, D.P.R. n. 633/1972)

278

Le operazioni rilevanti ai fini iva

Operazioni imponibili: obbligo di emettere

fattura, obbligo di applicare l’imposta, diritto

di detrarre l’imposta sugli acquisti

Operazioni non imponibili: obbligo di emettere

fattura, diritto di detrarre l’imposta sugli

acquisti

Operazioni esenti: obbligo di emettere fattura

279

Le operazioni imponibili

L’imposta si applica sulle cessioni di beni e

sulle prestazioni di servizi effettuate nel

territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o

nell’esercizio di arti e professioni e sulle

importazioni da chiunque effettuate 280

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Costituiscono cessioni di beni (art. 2, d.P.R. n.

633/1972):

- gli atti a titolo oneroso che importano

trasferimento della proprietà ovvero

costituzione o trasferimento di diritti reali di

godimento su beni di ogni genere 281

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

L’atto traslativo non necessariamente deve

consistere in un negozio di diritto privato,

potendo riguardare anche un atto della

pubblica amministrazione e dell’autorità

giudiziaria

Onerosità come esistenza di una

controprestazione economicamente valutabile,

anche se non rigorosamente corrispettiva 282

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Assimilazioni:

vendite con riserva della proprietà e locazioni

- con clausola di trasferimento vincolante per

tutte le parti

Passaggi dal committente al commissionario o

- viceversa di beni acquistati o venduti in

esecuzione di contratti di commissione 283

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Cessioni gratuite di beni (salvo quelle di beni,

diversi da quelli la cui produzione o

commercio rientra nell’attività propria

dell’impresa, di costo non superiore ad euro

25,82)

Destinazione di beni al consumo personale o

familiare del soggetto, assegnazione ai soci e

destinazione a finalità estranee all’esercizio

dell’impresa o dell’arte o professione 284

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Esclusioni:

cessioni aventi ad oggetto denaro o crediti in

- denaro

cessioni e conferimenti aventi ad oggetto

- aziende o rami d’azienda

cessioni di campioni gratuiti di modico valore

- appositamente contrassegnati 285

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Cessioni di terreni non suscettibili di

utilizzazione edificatoria

Passaggi di beni conseguenti a trasformazioni,

fusioni, scissioni 286

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Costituiscono prestazioni di servizi (art. 3,

D.P.R. n. 633/1972)

- le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da

contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato,

spedizione, agenzia, mediazione, deposito, ed

in genere da obbligazioni di fare, non fare e di

permettere quale che ne sia la fonte 287

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Prestazione di servizi come adempimento di un

obbligo diverso da un obbligo di fare

Corrispettività come esistenza di una

controprestazione economicamente valutabile,

anche se non rigorosamente corrispettiva 288

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Assimilazioni:

concessioni di beni in locazione, affitto,

- noleggio e simili;

cessioni, concessioni, licenze relative a beni

- immateriali;

prestiti in denaro;

- somministrazioni di alimenti e bevande;

- cessioni di contratti

- 289

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Prestazioni di servizi di valore superiore ad

euro 25,82 effettuate per uso personale o

familiare dell’imprenditore, o a titolo gratuito

per altre finalità estranee all’esercizio

dell’impresa

Determinate assegnazioni ai soci

290

Le operazioni imponibili: profilo

oggettivo

Esclusioni:

i prestiti obbligazionari

- cessioni di contratti traslativi non costituenti

- operazioni impponibili 291

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Costituisce esercizio di imprese (art. 4, d.P.R.

n. 633/1972):

l’esercizio per professione abituale, ancorché

- non esclusiva, delle attività commerciali e

agricole di cui agli artt. 2135 e 2195 c.c.,

anche se non organizzate in forma d’impresa;

l’esercizio di attività organizzate in forma

- d’impresa dirette alla prestazione di servizi

diversi da quelli di cui all’art. 2195 c.c. 292

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Si considerano in ogni caso effettuate

nell’esercizio di impresa (art. 4, 2 co., D.P.R.

n. 633/1972):

- le cessioni di beni e le prestazioni di servizi

effettuate da soggetti “commerciali” (società di

persone commerciali, società di capitali, enti

commerciali) 293

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Non si considerano in ogni caso attività

commerciali (art. 4, 5 co., D.P.R. n. 633/1972):

- il possesso e la gestione di abitazioni, unità da

diporto, aeromobili da turismo, complessi

sportivi e ricreativi, se i soci o familiari

possono godere dei beni e servizi (anche

indirettamente) verso un corrispettivo inferiore

al valore normale 294

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Il possesso, non strumentale o accessorio ad

altre attività, di partecipazioni sociali,

obbligazioni e titoli similari, in mancanza di

strutture per l’esercizio di una attività

finanziaria o di coordinamento e gestione delle

partecipate 295

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Per gli enti non commerciali di tipo associativo

si considerano effettuate nell’esercizio di

impresa (art. 4, 4 co., D.P.R. n. 633/1972):

- le cessioni e le prestazioni agli associati verso

corrispettivi specifici o di contributi

supplementari 296

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Per gli enti di tipo associativo a carattere

politico, sindacale e di categoria, religioso,

assistenziale, culturale, ecc., non si

considerano effettuate nell’esercizio di

impresa:

- le cessioni e le prestazioni agli associati (anche

verso corrispettivi specifici), purchè effettuate

in conformità alle finalità istituzionali 297

Le operazioni imponibili: profilo

soggettivo

Costituisce esercizio di arti e professioni (art.

5, D.P.R. n. 633/1972)

- l’esercizio per professione abituale, ancorché

non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro

autonomo da parte di persone fisiche, società

semplici o associazioni professionali 298

Le operazioni imponibili: profilo

territoriale

Le cessioni di beni:

- si considerano effettuate nel territorio dello

Stato quando hanno ad oggetto beni esistenti

nel territorio dello stesso, e – per i beni mobili

– nella condizione doganale di beni nazionali,

comunitari o in temporanea importazione (art.

7, 2 co., D.P.R. n.633/1972) 299

Le operazioni imponibili: profilo

territoriale

Le prestazioni di servizi:

- si considerano effettuate nel territorio dello

Stato quando sono rese da soggetti che ahnno

il domicilio nel territorio stesso, o la residenza

se non sono domiciliati all’estero, o rese da

stabili organizzazioni di soggetti domiciliati e

residenti all’estero (art. 7, 3 co., D.P.R. n.

633/1972) 300

Le operazioni imponibili: profilo

territoriale

Si considerano inoltre effettuate nel territorio

dello Stato (tra l’altro):

le prestazioni relative a beni immobili situati

- nel territorio dello Stato;

Le prestazioni relative a beni mobili materiali

- e le prestazioni di determinati servizi

(culturali, scientifici, artistici, sportivi, ecc.)

quando eseguite nel territorio dello Stato 301

Le operazioni imponibili: le

importazioni

Le importazioni di beni da Paesi estranei alla

Cee costituiscono operazioni imponibili da

chiunque effettuate (anche da consumatori

finali) 302

Le operazioni esenti

L’esenzione è accordata ad una serie di

operazioni molto diverse (art. 10, D.P.R. n.

633/1972).

operazioni finanziarie (concessione e

- negoziazione di crediti, operazioni

assicuartive, operazioni relative a valute o ad

azioni, quote sociali, obbligazioni e titoli

similari);

Prestazioni sanitarie, educative, didattiche

- 303


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizi giuridici per l'impresa
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof del Federico Lorenzo.

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