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1. il ricorrente, cioè chi propone il ricorso (o attore nel processo civile);

2. il resistente, cioè colui nei confronti dei quali il ricorso è proposto (o convenuto nel processo

civile);

In primo grado ricorrente è sempre e solo il soggetto passivo del rapporto giuridico tributario,

resistente può essere solo l’ente impositore (gli uffici locali delle Agenzie delle Entrate (o del territorio

o delle dogane), l’ente locale o il concessionario del servizio di riscossione che ha emanato l’atto

impugnato o non ha emanato l’atto richiesto (cd. silenzio rifiuto).

Gli uffici periferici delle Agenzie delle entrate hanno sostituito, a partire dal 1.1.2001, gli uffici

periferici del Ministero delle Finanze.

CAPACITA’ DELLE PARTI DI STARE IN GIUDIZIO: l’art. 11 dispone che “Le parti diverse

da quelle indicate nei commi 2 e 3 possono stare in giudizio anche mediante procuratore generale o

speciale. La procura speciale, se conferita al coniuge e ai parenti o affini entro il quarto grado ai soli

fini della partecipazione all'udienza pubblica, può risultare anche da scrittura privata non autenticata.

L'ufficio del Ministero delle finanze nei cui confronti e' proposto il ricorso sta in giudizio

direttamente o mediante l'ufficio del contenzioso della direzione regionale o compartimentale ad esso

sovraordinata.

L'ente locale nei cui confronti e' proposto il ricorso può stare in giudizio anche mediante il dirigente

dell’ufficio tributi, ovvero, per gli enti privi di figura dirigenziale, mediante il titolare della posizione

organizzativa in cui è collocato il detto ufficio”.

Nel caso delle Agenzie delle Entrate, le quali sono strutturate per aree di livello dirigenziale, la

partecipazione alle udienze è assicurata dal dirigente capo-area o da un suo delegato. Il personale

delegato incaricato di partecipare alle udienze, viene individuato, dall’art. 41, comma 8 del D.P.R.

27.03.1992, n. 287, in soggetti con qualifiche dirigenziali o comunque qualifiche funzionali non

inferiori all’ottava (si veda C.M. 4.3.1999, n. 56/E/1/2/3173).

La rappresentanza in giudizio del Comune o della Provincia può essere esercitata tanto dal Sindaco

o dal Presidente della Provincia quanto dal dirigente del servizio o dell’ufficio tributi, ovvero, per gli

enti privi di figura dirigenziale, dal titolare (non dirigente) della posizione organizzativa in cui è

collocato detto servizio o ufficio.

ASSISTENZA TECNICA: (art. 12): si prevede che le parti diverse dall’Ufficio tributario e

dall’Ente locale impositore, quindi il contribuente e il concessionario del servizio di riscossione,

devono intervenire in giudizio a mezzo di un difensore abilitato, salvo i casi in cui:

1. La controversia è di modico valore (fino a €. 2.582,28);

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2. la controversia sia proposta da un soggetto abilitato all’assistenza tecnica nei confronti dei

terzi).

Il difensore deve essere munito di una procura alle liti, la quale deve:

- essere sottoscritta dal soggetto passivo-attore;

- può essere generale, nel senso che può riguardare una sere di processi, ovvero speciale, cioè

solamente per quel determinato processo.

La procura, in caso di pubblica udienza, può essere anche data verbalmente. Fino a poco tempo fa,

il ricorso per cause uguali o superiori a €. 2.582,28 sottoscritto direttamente dal contribuente era

considerato nullo (Cass., sent. 3.3.1999, n. 1781 e sent. 2.8.2000, n. 10133).

Ora, invece, anche sulla scorta di una pronuncia della Corte costituzionale (sent. 13.6.2000, n. 189),

si è affermato l’orientamento contrario, nel senso di considerare sanabile il riscorso firmato

3

direttamente dal contribuente, in quanto i giudici possono assegnargli un termine (perentorio) affinché

conferisca l’incarico della propria difesa ad un difensore abilitato.

La ratio di tale nuovo orientamento, secondo la Corte, va ricercata in guisa con il comma 5, dell'art.

12, laddove prevede la facoltà per il giudice di ordinare al ricorrente di affidare la sua difesa ad un

soggetto abilitato.

Occorre sottolineare che l’obbligo de qua è riferito solamente all’assistenza tecnica (non alla

rappresentanza), la quale appunto può anche essere conferita oralmente in udienza pubblica. Il

problema che comunque permane è se il conferimento successivo sana il vizio iniziale, consistente nel

fatto che il contribuente abbia firmato direttamente il ricorso e quindi introdotto il processo,. Secondo

un orientamento giurisprudenziale (Cass., sent. 12.06.2000, n. 7966) il conferimento successivo non

sanerebbe il vizio iniziale di assistenza tecnica, attenendo questa allo ius postulandi e, quindi, alla

validità ed efficacia dell’atto introduttivo del giudizio.

Quando viene eletto domicilio presso lo studio del difensore abilitato, ogni successiva modifica di

questo deve essere comunicata alla Segreteria delle Commissioni Tributarie.

La procura, come più sopra ricordato, può essere speciale o generale; la procura speciale, ove non

diversamente stabilito, deve intendersi quale volontà del contribuente di conferirla per un unico grado

di giudizio.

Il procuratore, speciale o generale, è legittimato a compiere tutti gli atti del processo tranne

rinunciare al ricorso. Per la rinuncia occorre che l’atto sia firmato in calce sia dal difensore che dal

contribuente.

3 Il termine può essere perentorio oppure ordinatorio. Si definisce perentorio quando ad esso è legata una sanzione (es. devi

pagare le imposte entro il 20 di giugno, non le paghi, sei obbligato a corrispondere una sanzione; oppure, il contribuente

può impugnare un determinato atto entro il termine di 60 giorni dalla sua ricezione, pena (o sanzione) la decadenza a far

valere quel diritto). Il termine è ordinatorio quando ad esso non è collegata alcuna sanzione.

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In secondo grado, l’Ufficio tributario può essere assistito dall’Avvocatura dello Stato. Tale

previsione è stata interpretata (Comm.trib., prov.Milano, ord. 21.06.1999) nel senso che l’Ufficio può

ricorrervi solamente in secondo grado, rimanendo, per contro, esclusa tale possibilità in primo grado.

SOGGETTI ABILITATI ALL’ASSISTENZA TECNICA DAVANTI ALLE COMMISSIONI TRIBUTARIE:

Soggetti abilitati Controversie tributarie di competenza dei Requisiti e condizioni

soggetti abilitati.

Per qualunque controversia.

Avvocati, dottori commercialisti, ragionieri Iscrizione nel relativo albo professionale.

e periti commerciali. Per qualunque controversia.

Impiegati delle carriere dirigenziali, Collocati a riposo dopo 20 anni di effettivo

direttive e di concetto dell’Amministrazione servizio, decorsi almeno 2 anni dalla

finanziaria, nonché ufficiali e sottufficiali cessazione del rapporto. Autorizzazione

della Guardia di finanza. Min.Econ. e Finanze e iscrizione in appositi

elenchi da tenersi presso la D.R.A.E.

Per qualunque controversia.

Funzionari ed associazioni di categoria. Iscrizione alla data del 15.01.1993

nell’elenco tenuto dall’intendenza di

finanza.

Per le controversie riguardanti le ritenute alla Iscrizione nel relativo albo professionale.

Consulenti del lavoto. fonte sui redditi di lavoro dipendente e

assimilati nonché relativi obblighi dei

ssostituti d’imposta.

Per le controversie in materia catastale, Iscrizione nel relativo albo professionale

Ingegneri, architetti, geometri, periti edili, relative a terreni e fabbricati.

dottori agronomi, agrotecnici e periti

agrari. Per le controversie concernenti i tributi Iscrizione nel relativo albo professionale

Spedizionieri doganali. amministrati dall’Agenzia delle Dogane.

Per le controversie concernenti le imposte di Iscrizione alla data del 30.9.1993 nei relativi

Periti ed esperti tributari. registro, di successione, i tributi locali, IVA, ruoli tenuti dalla C.C.I.A.A. per la

IRPEF, ILOR E IRPEG (N.B. manca l’IRAP, subcategoria tributi, purchè in possesso di

ma questa può essere ruicompresa tra i tributi laurea in giurisprudenza, economia e

locali). commercio e equipollenti o diploma di

ragioneria. Iscrizione in appositi elenchi da

tenersi presso le Direzioni Regionali

dell’Agenzia delle entrate.

Per le controversie in cui sono parti gli Laurea in giurisprudenza, economia e

Dipendenti delle associazioni di categoria associati, quale che sia l’oggetto. commercio o equipollenti, o diploma di

rappresentate nel CNEL (Consiglio ragioneria e relativa abilitazione

nazionale dell’Economia e del lavoro) professionale. Iscrizione in appositi elenchi

da tenersi presso la D.R.A.E.

Per le controversie in cui sono parti le imprese Laurea in giurisprudenza, economia e

Dipendenti delle imprese o delle loro o le loro controllate. commercio o equipollenti, o diploma di

controllate. ragioneria e relativa abilitazione

professionale. Iscrizione in appositi elenchi

da tenersi presso le Direzione Regionali

dell’Agenzia delle Entrate.

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LITISCONSORZIO ED INTERVENTO: L’art. 14 dispone che “Se l'oggetto del ricorso riguarda

inscindibilmente più soggetti, questi devono essere tutti parte nello stesso processo e la controversia

non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi.

Se il ricorso non è stato proposto da o nei confronti di tutti i soggetti indicati nel comma 1 è

ordinata l'integrazione del contraddittorio mediante la loro chiamata in causa entro un termine stabilito

a pena di decadenza.

Possono intervenire volontariamente o essere chiamati in giudizio i soggetti che, insieme al

ricorrente, sono destinatari dell'atto impugnato o parti del rapporto tributario controverso.

Le parti chiamate si costituiscono in giudizio nelle forme prescritte per la parte resistente.

I soggetti indicati nei commi 1 e 3 intervengono nel processo notificando apposito atto a tutte le

parti e costituendosi nelle forme di cui al comma precedente.

Le parti chiamate in causa o intervenute volontariamente non possono impugnare autonomamente

l'atto se per esse al momento della costituzione è già decorso il termine di decadenza”.

L’istituto del litisconsorzio è tipico del processo civile, applicato nel lodo tributario in virtù del

richiamo espresso fatto dall’art. 1, comma 2 D.Lgs. 546/1992.

Il processo non necessariamente deve svolgersi tra due soli soggetti (attore/convenuto), ma può

benissimo succedere che i soggetti siano di più (più attori o più convenuti). Ci sono casi in cui,

nonostante la pluralità di soggetti coinvolti, questi non partecipino tutti al processo (è il caso dei

debitori solidali, quando il creditore si rivolge ad uno solo di essi per soddisfare il proprio credito, c.d.

litisconsorzio facoltativo); in altri casi invece è obbligatorio che tutti i soggetti interessati vengano

chiamati a partecipare al processo, altrimenti la sentenza sarebbe inutiliter data, ovvero non potrebbe

spiegare i suoi effetti nei confronti di tutti coloro che sono coinvolti nella fattispecie concreta (è il caso

di un giudizio di divisione della comunione, la quale non può essere dichiarata sciolta solamente nei

confronti di alcuni dei comproprietari, c.d. litisconsorzio necessario).

Il litisconsorzio si definisce:

• attivo, se vi sono più attori contro un solo convenuto (es. ricorso del compratore e del venditore

di un immobile contro l’avviso di accertamento di maggior valore);

• passivo, se vi sono più convenuti ed un solo attore (es. ricorso del contribuente avverso

l’iscrizione a ruolo, proposto sia contro l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha formato il

4 ;

ruolo, sia contro il Concessionario della Riscossione che ha emesso la cartella di pagamento)

• misto, quando ci sono più attori e più convenuti.

Talvolta può succedere che un soggetto terzo intervenga in causa per necessità, vuoi per tutelare una

sua posizione autonoma, vuoi per far valere ragioni del convenuto che si riflettono sulla sua posizione.

4 Cfr., si veda anche la C.M. 18.12.1996, n 219/E).

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L’art. 105 del codice di procedura civile prevede tre ipotesi di intervento volontario:

a) intervento principale (o autonomo): si verifica quando un soggetto interviene autonomamente

in giudizio per far valere un suo diritto nei confronti di tutti gli intervenuti (ad esempio quando

un soggetto che vanta la proprietà sull’immobile Y, interviene in una causa proposta da un

presunto locatore dell’immobile Y nei confronti del conduttore);

b) intervento adesivo autonomo (o litisconsortile): si verifica quando un soggetto voglia far

valere un suo diritto nei confronti di una sola delle parti del processo aderendo, a tal fine, alla

posizione dell’altra parte (ad esempio il creditore solidale che interviene nella causa promossa

da uno dei creditori nei confronti del debitore per far valere il suo autonomo diritto);

c) intervento adesivo dipendente: si verifica quando un soggetto non voglia far valere una

propria pretesa, ma aderisce alla posizione di una parte nei confronti dell’altra. Naturalmente

occorre che vi sussista un interesse giuridicamente rilevante.

Il soggetto che voglia intervenire volontariamente, in caso di litisconsorzio (necessario o

facoltativo), deve notificare la domanda di intervento, dove sono formulati i motivi, a tutte le parti

costituite e, costituirsi entro sessanta giorni dall’ultima notifica mediante deposito in Segreteria della

Commissione Tributaria, avanti alla quale pende il processo, del fascicolo di causa contenente

l’intervento, la prova delle notifiche e i documenti offerti in comunicazione (con le adeguate copie).

Le parti chiamate in causa o intervenute, non possono proporre proprie ed autonome deduzioni, se è

trascorso il termine per impugnare autonomamente l’atto oggetto del ricorso principale.

Se non vengono rispettati i termini per l’integrazione del processo, si hanno due ordini di

conseguenza a seconda che:

1. la parte incaricata di effettuare la chiamata in causa non l’abbia fatto nel termine perentorio

stabilito dal giudice; in questo caso il procedimento si estingue in quanto, essendo l’intervento

necessario, la sentenza avrebbe effetto solo nei confronti degli intervenuti, quindi sarebbe

inutiliter data;

2. la parte incaricata di effettuare la chiamata ha effettuato regolarmente la chiamata e l’altra parte,

il chiamato, non sia intervenuto per sua scelta; in questo caso il processo continua e la parte non

intervenuta sarà, eventualmente condannata in contumacia.

SPESE DEL GIUDIZIO: per le spese di giudizio, viene recepito dal processo civile, il principio in

base al quale chi “perde paga”. Infatti l’art. 15 prevede che “La parte soccombente è condannata a

rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza. La commissione tributaria può

dichiarare compensate in tutto o in parte le spese, a norma dell'art. 92, secondo comma, del codice di

procedura civile. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 22

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I compensi agli incaricati dell'assistenza tecnica sono liquidati sulla base delle rispettive tariffe

professionali. Agli iscritti negli elenchi di cui all'art. 12, comma 2, si applica la tariffa vigente per i

ragionieri.

Nella liquidazione delle spese a favore dell'ufficio del Ministero delle finanze, se assistito da

funzionari dell'amministrazione, e a favore dell'ente locale, se assistito da propri dipendenti, si applica

la tariffa vigente per gli avvocati e procuratori, con la riduzione del venti per cento degli onorari di

avvocato ivi previsti. La riscossione avviene mediante iscrizione a ruolo a titolo definitivo dopo il

passaggio in giudicato della sentenza”.

COMUNICAZIONI E NOTIFICAZIONI DEGLI ATTI PROCESSUALI: l’art. 16 prevede che

“Le comunicazioni sono fatte mediante avviso della segreteria della commissione tributaria consegnato

alle parti, che ne rilasciano immediatamente ricevuta, o spedito a mezzo del servizio postale in plico

senza busta raccomandato con avviso di ricevimento. Le comunicazioni all'ufficio del Ministero delle

finanze ed all'ente locale possono essere fatte mediante trasmissione di elenco in duplice esemplare,

uno dei quali, immediatamente datato e sottoscritto per ricevuta, è restituito alla segreteria della

commissione tributaria. La segreteria può anche richiedere la notificazione dell'avviso da parte

dell'ufficio giudiziario o del messo comunale nelle forme di cui al comma seguente.

Le notificazioni sono fatte secondo le norme degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura

civile, salvo quanto disposto dall'art. 17.

Le notificazioni possono essere fatte anche direttamente a mezzo del servizio postale mediante

spedizione dell'atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento ovvero all'ufficio del

Ministero delle finanze ed all'ente locale mediante consegna dell'atto all'impiegato addetto che ne

rilascia ricevuta sulla copia.

L'ufficio del Ministero delle finanze e l'ente locale provvedono alle notificazioni anche a mezzo del

messo comunale o di messo autorizzato dall'amministrazione finanziaria, con l'osservanza delle

disposizioni di cui al comma 2. 5. Qualunque comunicazione o notificazione a mezzo del servizio

postalsi considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione o

dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l'atto è ricevuto”.

Le comunicazioni, effettuate attraverso la Segreteria della Commissione Tributaria, hanno lo scopo

di trasmettere agli interessati atti o fatti del processo. La comunicazione può avvenire nelle tre forme

classiche: mediante consegna, con rilascio di ricevuta; mediante il servizio postale, nella forma del

plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento; mediante notifica dell’ufficiale giudiziario.

Di norma le comunicazioni sono fatte alle parti costituite, salvo i casi in cui è previsto diversamente

(es. comunicazioni fatte agli eredi della parte, ex. art. 43, comma 3).

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Le notificazioni hanno lo scopo di portare a conoscenza degli interessati determinati atti del

processo (es. copia del ricorso ecc.); consiste nella consegna dell’originale, o della copia conforme

all’originale, dell’atto oggetto di notifica.

Le notificazioni possono essere eseguite:

• a mezzo ufficiale giudiziario a norma degli artt. 137 e ss. del C.p.c. (caso normale);

• mediante consegna dell’atto all’impiegato addetto;

• mediante spedizione in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento.

Quando le notificazioni sono poste in essere dall’Ufficio tributario o dall’Ente locale, esse possono

essere effettuate anche mediante:

• messo comunale;

• messo autorizzato dall’Amministrazione finanziaria.

DECORRENZA TERMINI DELLE COMUNICAZIONI E DELLE NOTIFICAZIONI: la

5

regola, avallata anche dalla Corte Costituzionale , è che ogni comunicazione o notificazione effettuata

tramite l’utilizzo diretto del servizio postale, si considera perfezionata:

• per il mittente, alla data di spedizione del plico postale (da tale data decorrono per lui i termini);

• per il destinatario, alla data di ricevimento dell’atto. (da tale data decorrono per lui i termini).

Alle notifiche effettuate mediante l’intervento di un’agente notificatore, si applicano le disposizioni

di cui all’art. 149 C.p.c., come integrate dalla L. 20.11.1982, n. 890, ovvero la notifica si perfeziona

con la consegna del plico al destinatario.

LUOGO DELLE COMUNICAZIONI E DELLE NOTIFICAZIONI: l’art. 17 prevede che “Le

comunicazioni e le notificazioni sono fatte, salva la consegna in mani proprie, nel domicilio eletto o, in

mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all'atto della sua costituzione in giudizio.

Le variazioni del domicilio o della residenza o della sede hanno effetto dal decimo giorno successivo a

quello in cui sia stata notificata alla segreteria della commissione e alle parti costituite la denuncia di

variazione.

L'indicazione della residenza o della sede e l'elezione del domicilio hanno effetto anche per i

successivi gradi del processo.

Se mancano l'elezione di domicilio o la dichiarazione della residenza o della sede nel territorio dello

Stato o se per la loro assoluta incertezza la notificazione o la comunicazione degli atti non è possibile,

questi sono comunicati o notificati presso la segreteria della commissione”.

5 cfr., ord. 21.07.2000, n. 329. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 24

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IL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE

In forza di quanto di previsto dall’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, sono impugnabili dinanzi alle

Commissioni tributarie Provinciali:

- l’avviso di accertamento del tributo;

- l’avviso di liquidazione del tributo;

- il provvedimento che irroga le sanzioni;

- il ruolo e la cartella di pagamento;

- l’avviso di mora;

- il rifiuto espresso o tacito di rimborso o sgravio di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri

accessori non dovuti;

- il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizioni agevolata di rapporti

tributari;

- ogni altro atto per il quale la legge prevede l’autonoma impugnabilità davanti alle Commissioni

tributarie.

Per effetto dell’estensione della competenza delle commissioni tributarie, effettuata con la L.

488/2001, a tutti i tributi, di ogni specie e genere, l’elencazione dell’art. 19 assume un significato

tutt’altro che tassativo, potendo essere impugnato innanzi ai giudici tributari, ogni atto assimilabile, per

funzione o natura, a quelli ivi elencati.

Occorre ricordare che per quanto riguarda l’irrogazione delle sanzioni amministrative tributarie, il

D.Lgs. n. 472/1998 ha apportato alcune modifiche al procedimento (vedi art. 16, D.Lgs. n. 472/1998).

Gli atti impugnabili devono contenere:

- il termine entro il quale il ricorso deve essere proposto;

- la Commissione Tributaria competente;

- le modalità da seguire per la proposizione del ricorso.

RICORSO ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA: l’art. 18 dispone che “Il processo è introdotto

con ricorso alla commissione tributaria provinciale.

Il ricorso deve contenere l'indicazione: a) della commissione tributaria cui è diretto; b) del

ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio

eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale; c) dell'ufficio del Ministero

delle finanze o dell'ente locale o del concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti il

ricorso e' proposto; d) dell'atto impugnato e dell'oggetto della domanda; e) dei motivi.

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Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore del ricorrente e contenere l'indicazione dell'incarico

a norma dell'art. 12, comma 3, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente, nel qual caso

vale quanto disposto dall'art. 12, comma 5.

La sottoscrizione del difensore o della parte deve essere apposta tanto nell'originale quanto nelle

copie del ricorso destinate alle altre parti, fatto salvo quanto previsto dall'art. 14, comma 2.

Il ricorso è inammissibile se manca o è assolutamente incerta una delle indicazioni di cui al comma

2, ad eccezione di quella relativa al codice fiscale, o non è sottoscritta a norma del comma precedente”.

Il comma 2 elenca i cosiddetti requisiti essenziali che il ricorso deve presentare affinché sia idoneo

ad iniziare il procedimento. In particolare, la giurisprudenza ha ritenuto che la mancanza o l’inesatta

indicazione della Commissione adita comporta l’inammissibilità del ricorso (o dell’appello) nei casi in

cui dal contenuto complessivo dell’atto processuale e dell’attività della parte resistente derivi assoluta

6

incertezza circa l’organo cui lo stesso è diretto .

Il ricorso oltre che inammissibile, può essere improcedibile o improponibile. Mentre

l’inammissibilità deriva dalla mancanza di un elemento essenziale, di cui al comma 2,

l’improcedibilità è dovuta alla mancanza di un presupposto sopraggiunto dopo l’inizio del processo;

l’improponibilità è invece dovuta alla mancanza del requisito all’azione (ad esempio la mancanza

dell’interesse ad agire).

TERMINE PER PROPORRE IL RICORSO: l’art. 21 dispone che "Il ricorso deve essere

proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato.

La notificazione della cartella di pagamento vale anche come notificazione del ruolo.

Il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione di cui all'art.19, comma 1, lettera g), può essere

proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti

da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto. La domanda di

restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal

pagamento, ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione”.

Per il computo dei termini si osservano le norme dettate dall’art. 2963 C.c. e dell’art. 155 C.p.c.:

pertanto si esclude il “dies a quo”, cioè il giorno iniziale, ossia quello in cui si è ricevuto la notifica

dell’atto, ma si deve comprendere il “dies a quem”, cioè il giorno finale.

Anche al processo tributario si applica, durante il periodo feriale, la sospensione dei termini di cui

alla L. 07.10.1969, n. 742.

6 Cfr., C.M. del 04.04.2002, n. 26. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 26

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COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DEL RICORRENTE: art. 21 “Il ricorrente, entro trenta giorni

dalla proposizione del ricorso, a pena d'inammissibilità deposita, nella segreteria della commissione

tributaria adita, o trasmette a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di

ricevimento, l'originale del ricorso notificato a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di

procedura civile ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta

di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.

L'inammissibilità del ricorso è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la

parte resistente si costituisce a norma dell'articolo seguente.

In caso di consegna o spedizione a mezzo di servizio postale la conformità dell'atto depositato a

quello consegnato o spedito e' attestata conforme dallo stesso ricorrente. Se l'atto depositato nella

segreteria della commissione non è conforme a quello consegnato o spedito alla parte nei cui confronti

il ricorso è proposto, il ricorso è inammissibile e si applica il comma precedente.

Unitamente al ricorso ed ai documenti previsti al comma 1, il ricorrente deposita il proprio

fascicolo, con l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato, se notificato, ed i documenti che produce,

in originale o fotocopia.

Ove sorgano contestazioni il giudice tributario ordina l'esibizione degli originali degli atti e

documenti di cui ai precedenti commi”.

Solo con la costituzione in giudizio del ricorrente si incardina il processo di fronte alla

Commissione Tributaria; il mancato deposito dell’originale/copia destinata alla Commissione rende il

ricorso (presentato all’Ufficio) inammissibile, vizio rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del

giudizio, anche se la parte resistente si è costituita in giudizio.

Il ricorrente, tramite il suo difensore abilitato, deve depositare in segreteria (o ivi trasmettere a

mezzo posta come indicato nell’articolo):

a) se la notifica alla controparte è avvenuta a mezzo posta: copia in carta semplice (dichiarata

conforme all’originale) del ricorso in carta bollata spedito alla controparte, unitamente alla

ricevuta attestante l’avvenuta spedizione per raccomandata A.R. (si raccomanda di allegare

anche copia dell’avviso ricevimento (ritornato al mittente), dato che è l’unica prova

dell’avvenuta notifica e dunque la regolare costituzione del contraddittorio nell’ipotesi in cui la

parte resistente non si fosse costituita (si veda anche la C.M. 03.04.2001, n. 36/E):

b) se la notifica è avvenuta mediante consegna diretta: copia in carta semplice (dichiarata

conforme all’originale) del ricorso (in carta bollata) consegnato alla controparte, unitamente alla

fotocopia della ricevuta dell’avvenuta consegna diretta;

c) se la notifica è avvenuta mediante ufficiale giudiziario: originale del ricorso (in carta bollata),

dato che, all’altra parte è stata notificata una copia conforme dell’atto (essa pure in carta bollata)

dallo stesso ufficiale giudiziario.

CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 27

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Insieme ai ricorsi di cui sopra, il ricorrente deposita anche il suo fascicolo di causa (corredato di

indice) che contiene l’originale o la copia dell’atto impugnato e gli altri documenti che produce (in

originale o fotocopia), valendosi di cartelle appositamente predisposte. Secondo gli usi “forensi”, i

documenti devono essere fascicolati per permetterne una facile consultazione.

Il termine di 30 giorni per la costituzione è un termine perentorio e decorre dalla data in cui si

propone il ricorso.

COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DELLA PARTE RESISTENTE: art. 23 “L'ufficio del

Ministero delle finanze, l'ente locale o il concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti è

stato proposto il ricorso si costituiscono in giudizio entro sessanta giorni dal giorno in cui il ricorso è

stato notificato, consegnato o ricevuto a mezzo del servizio postale.

La costituzione della parte resistente è fatta mediante deposito presso la segreteria della

commissione adita del proprio fascicolo contenente le controdeduzioni in tante copie quante sono le

parti in giudizio e i documenti offerti in comunicazione.

Nelle controdeduzioni la parte resistente espone le sue difese prendendo posizione sui motivi

dedotti dal ricorrente e indica le prove di cui intende valersi, proponendo altresì le eccezioni

processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio e instando, se del caso, per la chiamata di terzi

in causa”.

Il termine per la costituzione del resistente non è perentorio, né a pena di decadenza. La parte

resistente può costituirsi anche dopo i suddetti 60 giorni, purché entro un termine ultimo da

individuarsi:

- in caso di trattazione in camera di consiglio: fino a 10 giorni liberi prima della data di

trattazione, fatte salve le decadenze nel frattempo maturate (es. il deposito di documenti, che è

possibile solo fino a 20 giorni liberi prima della discussione della lite);

- in caso di trattazione in pubblica udienza: in questo caso si potrebbe costituirsi fino alla data

fissata per tale udienza, la quale può essere richiesta anche da una sola parte, fatte comunque

salve le decadenza nel frattempo maturate.

La tardività nella costituzione della parte resistente, sebbene non sia perentoria, non è senza

conseguenze; infatti, alla parte resistente costituitasi tardivamente, non saranno inviati gli atti

processuali (avvisi di trattazione, decreti presidenziali, sentenze, ecc.). Un’altra conseguenza è quella

di precludergli la possibilità di produrre documenti, depositare memorie o istanze.

PRODUZIONE DI DOCUMENTI E INTEGRAZIONE DEI MOTIVI: art. 24 “I documenti

devono essere elencati negli atti di parte cui sono allegati ovvero, se prodotti separatamente, in

CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 28

29

apposita nota sottoscritta da depositare in originale ed in numero di copie in carta semplice pari a

quello delle altre parti.

L'integrazione dei motivi di ricorso, resa necessaria dal deposito di documenti non conosciuti ad

opera delle altre parti o per ordine della commissione, è ammessa entro il termine perentorio di

sessanta giorni dalla data in cui l'interessato ha notizia di tale deposito.

Se è stata già fissata la trattazione della controversia, l'interessato, a pena di inammissibilità, deve

dichiarare, non oltre la trattazione in camera di consiglio o la discussione in pubblica udienza, che

intende proporre motivi aggiunti. In tal caso la trattazione o l'udienza debbono essere rinviate ad altra

data per consentire gli adempimenti di cui al comma seguente.

L'integrazione dei motivi si effettua mediante atto avente i requisiti di cui all'art. 18 per quanto

applicabile. Si applicano l'art. 20, commi 1 e 2, l'art. 22, commi 1, 2, 3 e 5, e l'art. 23, comma 3”.

ISCRIZIONE DEL RICORSO NEL REGISTRO GENERALE – FASCICOLO D’UFFICIO

DEL PROCESSO E FASCICOLI DI PARTE: art. 25 “La segreteria della commissione tributaria

iscrive il ricorso nel registro generale e forma il fascicolo d'ufficio del processo, inserendovi i fascicoli

del ricorrente e delle altre parti, con gli atti e i documenti prodotti, nonché, successivamente, gli

originali dei verbali di udienza, delle ordinanze e dei decreti e copia delle sentenze.

I fascicoli delle parti restano acquisiti al fascicolo d'ufficio e sono ad esse restituiti al termine del

processo. Le parti possono ottenere copia autentica degli atti e documenti contenuti nei fascicoli di

parte e d'ufficio.

La segreteria sottopone al presidente della commissione tributaria il fascicolo del processo appena

formato”.

ASSEGNAZIONE DEL RICORSO: art. 26 “ Il presidente della commissione tributaria assegna il

ricorso ad una delle sezioni; al di fuori dei casi di cui all'art. 29, comma 1, il presidente della

commissione potrà assumere gli opportuni provvedimenti affinché i ricorsi concernenti identiche

questioni di diritto a carattere ripetitivo vengano assegnati alla medesima sezione per essere trattati

congiuntamente”.

ESAME PRELIMINARE DEL RICORSO: art. 27 “Il presidente della sezione, scaduti i termini

per la costituzione in giudizio delle parti, esamina preliminarmente il ricorso e ne dichiara

l'inammissibilità nei casi espressamente previsti, se manifesta.

Il presidente, ove ne sussistano i presupposti, dichiara inoltre la sospensione, l'interruzione e

l'estinzione del processo. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 29

30

I provvedimenti di cui ai commi precedenti hanno forma di decreto e sono soggetti a reclamo

innanzi alla commissione”.

RIUNIONE DEI RICORSI: art. 29 “In qualunque momento il presidente della sezione dispone

con decreto la riunione dei ricorsi assegnati alla sezione da lui presieduta che hanno lo stesso oggetto o

sono fra loro connessi.

Se i processi pendono dinanzi a sezioni diverse della stessa commissione il presidente di questa, di

ufficio o su istanza di parte o su segnalazione dei presidenti delle sezioni, determina con decreto la

sezione davanti alla quale i processi devono proseguire, riservando a tale sezione di provvedere ai

sensi del comma precedente.

Il collegio, se rileva che la riunione dei processi connessi ritarda o rende più gravosa la loro

trattazione, può, con ordinanza motivata, disporne la separazione”.

NOMINA DEL RELATORE E FISSAZIONE DELLA DATA DI TRATTAZIONE: art. 30

“Se non ritiene di adottare preliminarmente i provvedimenti di cui all'art. 27, il presidente, scaduto in

ogni caso il termine per la costituzione delle parti, fissa la trattazione della controversia secondo

quanto previsto dagli articoli 33 e 34 e nomina il relatore.

Almeno una udienza per ogni mese e per ciascuna sezione è riservata alla trattazione di controversie

per le quali l'ammontare dei tributi accertati e delle conseguenti soprattasse e pene pecuniarie non sia

inferiore a cento milioni di lire. Un'altra udienza per ogni mese e per ciascuna sezione è comunque

riservata alla trattazione di controversie nei confronti di società con personalità giuridica, nonché di

controversie inerenti l'applicazione dell'articolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600”.

AVVISO DI TRATTAZIONE: art. 31 “La segreteria dà comunicazione alle parti costituite della

data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.

Uguale avviso deve essere dato quando la trattazione sia stata rinviata dal presidente in caso di

giustificato impedimento del relatore, che non possa essere sostituito, o di alcuna delle parti o per

esigenze del servizio”.

DEPOSITO DI DOCUMENTI, DI MEMORIE ILLUSTRATIVE E BREVI REPLICHE: art.

32 “Le parti possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima della data di trattazione

osservato l'art. 24, comma 1.

Fino a dieci giorni liberi prima della data di cui al precedente comma ciascuna delle parti può

depositare memorie illustrative con le copie per le altre parti.

CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 30

31

Nel solo caso di trattazione della controversia in camera di consiglio sono consentite brevi repliche

scritte fino a cinque giorni liberi prima della data della camera di consiglio”.

7

Nonostante l’apertura della giurisprudenza all’utilizzo, per l’invio di detti documenti, del Fax, è

consigliato depositare – sia dell’originale che delle copie – direttamente tali documenti presso la

segreteria della Commissione competente.

I termini di cui all’articolo in oggetto sono da considerarsi perentori, come è stato detto sia dalla

dottrina che dalla giurisprudenza. Il loro tardivo deposito, quindi, ne impedisce l’utilizzo.

TRATTAZIONE IN CAMERA DI CONSIGLIO: art. 33 “La controversia è trattata in camera di

consiglio salvo che almeno una delle parti non abbia chiesto la discussione in pubblica udienza, con

apposita istanza da depositare nella segreteria e notificare alle altre parti costituite entro il termine di

cui all'art. 32, comma 2.

Il relatore espone al collegio, senza la presenza delle parti, i fatti e le questioni della controversia.

Della trattazione in camera di consiglio e' redatto processo verbale dal segretario”.

All'udienza pubblica il relatore espone al

DISCUSSIONE IN PUBBLICA UDIENZA: art. 34 “

collegio i fatti e le questioni della controversia e quindi il presidente ammette le parti presenti alla

discussione.

Dell'udienza è redatto processo verbale dal segretario.

La commissione può disporre il differimento della discussione a udienza fissa, su istanza della parte

interessata, quando la sua difesa tempestiva, scritta o orale, è resa particolarmente difficile a causa dei

documenti prodotti o delle questioni sollevate dalle altre parti. Si applica l'art. 31, comma 2, salvo che

il differimento sia disposto in udienza con tutte le parti costituite presenti”.

DELIBERAZIONI DEL COLLEGIO GIUDICANTE: art. 35 “Il collegio giudicante, subito

dopo la discussione in pubblica udienza o, se questa non vi è stata, subito dopo l'esposizione del

relatore, delibera la decisione in segreto nella camera di consiglio.

Quando ne ricorrono i motivi la deliberazione in camera di consiglio può essere rinviata di non oltre

trenta giorni.

Alle deliberazioni del collegio si applicano le disposizioni di cui agli articoli 276 e seguenti del

codice di procedura civile. Non sono tuttavia ammesse sentenze non definitive o limitate solo ad

alcune domande”.

7 Cfr., Cass., sent. 4.10.2000. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 31

32

DECISIONE DELLA CONTROVERSIA. SENTENZA: art. 36 “La sentenza è pronunciata in

nome del popolo italiano ed è intestata alla Repubblica italiana.

La sentenza deve contenere: 1) l'indicazione della composizione del collegio, delle parti e dei loro

difensori se vi sono; 2) la concisa esposizione dello svolgimento del processo; 3) le richieste delle

parti; 4) la succinta esposizione dei motivi in fatto e diritto; 5) il dispositivo.

La sentenza deve inoltre contenere la data della deliberazione ed è sottoscritta dal presidente e

dall'estensore”.

PUBBLICAZIONE E COMUNICAZIONE DELLA SENTENZA: art. 37 “La sentenza è resa

pubblica, nel testo integrale originale, mediante deposito nella segreteria della commissione tributaria

entro trenta giorni dalla data della deliberazione. Il segretario fa risultare l'avvenuto deposito

apponendo sulla sentenza la propria firma e la data.

Il dispositivo della sentenza è comunicato alle parti costituite entro dieci giorni dal deposito di cui

al precedente comma”. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 32

33

VICENDE STRAORDINARIE NELLO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

(ed ulteriori istituti previsti per il primo grado di giudizio)

SOSPENSIONE DEL PROCESSO: art. 39 “ Il processo è sospeso quando è presentata querela di

falso o deve essere decisa in via pregiudiziale una questione sullo stato o la capacità delle persone,

salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio”.

Oltre alle cause sospensive elencate dall’art. 39, il processo è sospeso:

1. quando sia rivolta domanda, in via pregiudiziale, ai sensi dell’art. 234, n. 1, lettera a), comma 3,

del Trattato istitutivo la CE, alla Corte di Giustizia della Comunità Europea per l’interpretazione

e/o la validità di una norma comunitaria, nel senso di vedere se la norma interna sia compatibile

con la norma comunitaria;

2. quando viene eccepita la costituzionalità di una norma, e quindi in via incidentale, quando il

giudice tributario ritenga la questione non manifestamente infondata e si richiede un giudizio

alla Corte Costituzionale;

3. quando si richiede il procedimento di Ricusazione di un membro del collegio.

INTERRUZIONE DEL PROCESSO: art. 40 “ Il processo è interrotto se, dopo la proposizione

del ricorso, si verifica: a) il venir meno, per morte o altre cause, o la perdita della capacità di stare in

giudizio di una delle parti, diversa dall'ufficio tributario, o del suo legale rappresentante o la cessazione

di tale rappresentanza; b) la morte, la radiazione o sospensione dall'albo o dall'elenco di uno dei

difensori incaricati a sensi dell'art. 12.

L'interruzione si ha al momento dell'evento se la parte sta in giudizio personalmente e nei casi di cui

al comma 1, lettera b). In ogni altro caso l'interruzione si ha al momento in cui l'evento è dichiarato o

in pubblica udienza o per iscritto con apposita comunicazione del difensore della parte a cui l'evento si

riferisce.

Se uno degli eventi di cui al comma 1 si avvera dopo l'ultimo giorno per il deposito di memorie in

caso di trattazione della controversia in camera di consiglio o dopo la chiusura della discussione in

pubblica udienza, esso non produce effetto a meno che non sia pronunciata sentenza e il processo

prosegua davanti al giudice adito.

Se uno degli eventi di cui al comma 1, lettera a), si verifica durante il termine per la proposizione

del ricorso il termine è prorogato di sei mesi a decorrere dalla data dell'evento. Si applica anche a

questi termini la sospensione prevista dalla legge 7 ottobre 1969, numero 742”.

CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 33

34

EFFETTI DELLA SOSPENSIONE E DELL’INTERRUZIONE DEL PROCESSO: art. 42

“Durante la sospensione e l'interruzione non possono essere compiuti atti del processo.

I termini in corso sono interrotti e ricominciano a decorrere dalla presentazione dell'istanza di

trattazione”.

Poiché il processo tributario, come quello civile, si basa sul principio propositivo (quello penale su

quello inquisitorio), il processo deve essere ripreso su istanza delle parti, nel termine perentorio di sei

mesi, con istanza di trattazione diretta al presidente di sezione della Commissione.

ESTINZIONE DEL PROCESSO: le cause possono essere:

1. rinuncia al ricorso. La rinuncia deve essere depositata, con apposito atto scritto in carta bollata,

in segreteria della Commissione Tributaria entro la data fissata per la trattazione. Non è

ammessa la rinuncia verbale fatta all’udienza pubblica;

2. inattività delle parti, si verifica ogni qualvolta le parti non si attivano per porre in essere gli atti

del processo, dovuti o ordinati dal giudice;

3. cessazione della materia da contendere, si verifica ogniqualvolta cessa la causa che ha instaurato

la controversia tra le parti.

PROCEDIMENTI CAUTELARI E CONCILIATIVO

SOSPENSIONE DELL’ATTO IMPUGNATO: art. 47 “Il ricorrente, se dall'atto impugnato può

derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere alla commissione provinciale competente la

sospensione dell'esecuzione dell'atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto

separato notificata alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni

di cui all'art. 22.

Il presidente fissa con decreto la trattazione della istanza di sospensione per la prima camera di

consiglio utile disponendo che ne sia data comunicazione alle parti almeno dieci giorni liberi prima.

In caso di eccezionale urgenza il presidente, previa delibazione del merito, con lo stesso decreto,

può motivatamente disporre la provvisoria sospensione dell'esecuzione fino alla pronuncia del

collegio.

Il collegio, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, provvede con ordinanza

motivata non impugnabile.

La sospensione può anche essere parziale e subordinata alla prestazione di idonea garanzia

mediante cauzione o fideiussione bancaria o assicurativa, nei modi e termini indicati nel

provvedimento. CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 34

35

Nei casi di sospensione dell'atto impugnato la trattazione della controversia deve essere fissata non

oltre novanta giorni dalla pronuncia.

Gli effetti della sospensione cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.

In caso di mutamento delle circostanze la commissione su istanza motivata di parte può revocare o

modificare il provvedimento cautelare prima della sentenza, osservate per quanto possibile le forme di

cui ai commi 1,2 e 4”.

Per ottenere la sospensione dell’atto occorre che sussistano le seguenti condizioni:

- pericolo di incorrere in un danno grave ed irreparabile a causa dell’esecuzione del

provvedimento impugnato (c.d. periculum in mora);

- apparente fondatezza della richiesta (c.d. fumus boni juris);

- processo incardinato o incardinando davanti al giudice tributario.

Il giudice competente a decidere sulla questione è lo stesso competente a trattare la controversia

principale. Il provvedimento cautelare deve essere chiesto con istanza motivata, sia in ordine al punto

sub 1 che sub 2.

La gravità del danno va valutata in concreto, relativamente alle condizioni economiche (compresa

l’attività imprenditoriale) del ricorrente ovvero dall’incidenza giuridica che dall’esecuzione dell’atto

impugnato può derivare alla sua attività imprenditoriale o negoziale.

L’irreparabilità del danno va valutata anch’essa in termini relativi, cioè di lesione del diritto del

contribuente tale da pregiudicarlo seriamente.

ATTI OGGETTO DI SOSPENSIONE: il ricorrente può richiedere la sospensione:

1. dell’avviso di accertamento dei tributi;

2. dell’avviso di liquidazione dei tributi;

3. del provvedimento che irroga le sanzioni;

4. del ruolo e delle cartelle di pagamento.

Non sono soggetti a sospensione i c.d. “atti negativi”, cioè il diniego di agevolazioni tributarie o di

richieste di rimborso e i “silenzi rifiuto” di restituzione di tributi indebitamente versati.

MISURE CAUTELARI PRO_FISCO:

Oltre ad una tutela a favore del contribuente, esistono anche delle misure pro-fisco, contenuta

nell’art. 22 del D.Lgs. 472/1997, il quale prevede l’iscrizione di ipoteca ed il sequestro conservativo

nei casi in cui l’Ufficio finanziario o Ente locale abbia un fondato timore di perdere la garanzia del

proprio credito (vedi art. 22, D.Lgs. n. 472/1997).

CONTENZIOSO TRIBUTARIO 2006 35


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Fazzini Enrico.

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