Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

I DIRITTI SINDACALI:

ASSEMBLEA: ART. 20

I lavoratori hanno il diritto di riunirsi nell’unità produttiva in cui prestano la propria opera. La riunione

nella forma dell’assemblea x il suo svolgimento implica la presenza e la collaborazione del datore di

lavoro. Il datore deve mettere a disposizione il luogo o spazio idoneo affinché avvenga l’assemblea. Il

luogo deve essere accessibile e con illuminazione. L’accesso in azienda deve essere consentito ai

lavoratori sospesi e collocati in cassa integrazione guadagni o ai lavoratori in sciopero.

LIMITI AL DIRITTO DI ASSEMBLEA:

Si svolgono di regola fuori dall’orario di lavoro, a meno che rientrino nei limiti di 10 ore

• annue, x la quale va corrisposta la normale retribuzione.

Ciascun lavoratore ha diritto a 10 ore annue retribuite da poter utilizzare in assemblea; se

• non usufruisce di tali ore non può pretendere il pagamento.

Le riunioni devono essere convocate dalla RSA o dandone comunicazione al datore.

• Nel settore privato tale diritto è limitato a 3 ore annue.

• Nel settore pubblico non c’è nessuna precisazione ma rimane fermo il limite di 10 ore.

• Le riunioni devono essere indette in ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del

• lavoro. Nelle riunioni non devono necessariamente essere trattati problemi inerenti al

sindacato dell’azienda.

Possono partecipare i dirigenti esterni del sindacato cui fa capo la RSA che convoca

• l’assemblea. I dirigenti esterni possono essere: membri di organi direttivi di sindacati

provinciali, di organizzazioni orizzontali, provinciali e di confederazioni, dirigenti di

rappresentanza sindacale di altre unità produttive.

Il datore non ha il diritto di parteciparvi, può solo se viene invitato e deve essere avvertito in

• anticipo.

Accordo 07/08/1998: Diritti sindacali nel settore pubblico

Consente all’amministrazione di differire l’assemblea quando ricorrano condizioni eccezionali e

motivate, purchè tale differimento sia comunicato almeno 48 ore prima e sia disposta la continuità

delle prestazioni indispensabili anche durante l’assemblea.

IL REFERENDUM: ART. 21

Pone a carico del datore di consentire fuori dall’orario di lavoro e nell’ambito aziendale lo svolgimento

del referendum tra le generalità dei prestatori di lavoro delle unità produttive o tra i lavori appartenenti

ad una stessa categoria.

CARATTERISTICHE DELLO SVOLGIMENTO:

E’ previsto fuori dall’orario di lavoro

• Deve esserci la necessaria collaborazione dell’imprenditore x la disponibilità dei locali,

• l’accesso ad essi, e l’uso dei servizi.

Si ricorre al referendum in occasioni di vertenze contrattuali, sia nel momento iniziale che in

• quello finale (approvazione dell’accordo).

Art. 17 legge 12/06/1990 N° 146

La commissione di garanzia può indire un referendum sugli accordi in materia di prestazioni minime

da garantire in occasione degli scioperi nei servizi essenziali, quando a richiederlo sia

un’organizzazione dissenziente o un numero rilevante di lavoratori interessati.

PERMESSI SINDACALI: ART. 23-24

Prevedono che un determinato numero di dirigenti della RSA abbia diritto a permessi, rispettivamente

retribuiti e non x un dato numerico di ore x ciascuna RSA regolarmente costituita. I dirigenti devono

essere nominati in base alle procedure e deve essere comunicata la nomina al datore di lavoro.

ART. 23: PERMESSI RETRIBUITI

Viene riconosciuto ai dirigenti x lo svolgimento delle attività proprie della RSA, da quelle

organizzative o di proselitismo a quelle di rappresentanza nei confronti della controparte a livello

nazionale. Il lavoratore che intende esercitare tale diritto deve comunicarlo al datore in forma scritta,

di regola 24 ore prima, tramite la RSA, al fine di consentire al datore di sostituirlo.

ART. 24: PERMESSI NON RETRIBUTIVI

Tale permesso viene riconosciuto x la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni

di natura sindacale. La giurisprudenza intende quindi ogni attività sindacale extra-aziendale. Occorre

anche qui presentare una comunicazione scritta al datore 3 giorni prima tramite la RSA.

La Cassazione ha precisato che spetta al giudice determinare la quantità di permessi e un congruo

preavviso in forza dei principi di correttezza ed equità.

Il diritto ai permessi è potestativo ed il suo esercizio da parte del lavoratore determina la sospensione

dell’obbligazione di lavoro, fermo restando il diritto alla controprestazione retributiva; mentre il

godimento di esso non può essere subordinato neanche dalla contrattazione collettiva alle esigenze

aziendali.

ART. 30:

I componenti degli organi direttivi provinciali o nazionali dei sindacati maggiormente rappresentativi

hanno diritto a permessi retribuiti x la partecipazione alle riunioni degli organi stessi.

ART. 31:

I lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali nazionali o provinciali, a richiesta possono essere

collocati in aspettativa non retribuita x la durata del mandato. Il rapporto di lavoro viene dunque

sospeso ed essi possono riprendere il posto quando cessano dalla carica ricoperta.

ART. 31-32:

Riconoscono il diritto alla aspettativa e ai permessi anche ai lavoratori subordinati che ricoprono

determinate cariche politiche.

Legge 2000:

Amministratori locali: i periodi trascorsi in aspettativa sindacale o x incarichi politici e i permessi x le

medesime cause sono utili a fini previdenziali.

TUTELE X DIRIGENTI SINDACALI:

ART. 18 STATUTO DEI LAVORATORI:

Prevede una particolare procedura x la reintegrazione immediata enl posto di lavoro del dirigente di

RSA che sia stato licenziato, senza dover attendere la sentenza definitiva di merito che decide il

giudice. Si stabilisce che il datore che non ottemperi all’ordine di reintegrazione, oltre alle retribuzioni

dovute dovrà versare una somma pari a queste ultima al Fondo adeguamento pensioni.

ART. 22:

I soggetti tutelati possono essere trasferiti dall’unità in cui essi operano la loro prestazione solo previo

nulla osta delle associazioni sindacali cui appartengono.

ART. 25: DIRITTO DI AFFISSIONE E DIRITTO ALL’USO DEI LOCALI

Riconosce alle RSA il diritto di affiggere all’interno dell’unità produttiva pubblicazioni, testi e

comunicazioni inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro. Il datore ha l’obbligo di

predisporre x ciascuna RSA gli spazi x l’affissione che devono trovarsi in luoghi accessibili a tutti i

lavoratori all’interno dell’unità produttiva. Si deve trattare di un luogo non precluso né al transito né ad

ogni forma di insistenza sulla relativa area. Spetta all’imprenditore la scelta dell’area.

La responsabilità x il contenuto delle affissioni grava sulle persone che agiscono x conto della RSA e

ciò comporta naturalmente che la provenienza delle affissioni debba essere identificabile.

La giurisprudenza afferma che tutti gi argomenti possono essere di natura sindacale e del lavoro, e

anche se il datore non è d’accordo non può entrare in merito di ciò.

ART. 27: DIRITTO ALL’UTILIZZAZIONE DI UN LOCALE

A carico del datore l’obbligo di porre permanentemente

+ 200 DIPENDENTI x unità produttiva

• a disposizione della RSA x l’esercizio della loro funzione un locale idoneo. Dovrà trattarsi di un

locale comune, all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa, perciò

accessibile senza l’utilizzo di mezzi di trasporto e a distanza di cammino sufficientemente breve.

- 200 DIPENDENTI x unità produttiva Non si impone l’obbligo al datore di mettere

• permanentemente a disposizione il luogo di riunione, ma di concederne uno ogni volta che le

RSA ne facciano richiesta x le riunioni.

LIBERTA’ DI PROSELITISMO:

ART. 26: DIRITTO AI LAVORATORI DI SVOLGERE OPERE DI PROSELITISMO

Riconosce ai lavoratori il diritto di svolgere opere di proselitismo (cioè propaganda, orale o scritta,

raccolta di contributi, iscrizioni, ecc..) in favore delle proprie organizzazioni sindacali all’interno dei

luoghi di lavoro ma senza pregiudizio del normale svolgimento dell’attività aziendale.

ART. 26: CONTRIBUTI SINDACALI

Sono quote che ciascun iscritto è obbligato a versare all’associazione sindacale in esecuzione delle

disposizioni statutarie e delle deliberazioni degli organi sociali x costituire il fondo comune

dell’associazione. S tratta pertanto di un’obbligazione liberamente assunta con l’iscrizione.

CAMPO DI APPLICAZIONE DEL TITOLO DELLO STATUTO:

III

Le norme di tale titolo impongono all’imprenditore comportamenti positivi x rendere effettiva l’attività

sindacale.

L’art. 35 prescrive infatti che le disposizioni del titolo III si applicano a ciascuna sede, stabilimento,

filiale, ufficio e reparto autonomo che occupa + di 15 dipendenti. La legge può essere applicata

anche sommando il numero dei dipendenti di tutte le unità produttive di piccole dimensioni, ma

operanti nello stesso comune. Per le unità agricole è di 5 dipendenti riferito all’impresa e non all’unità

produttiva.

DIRITTI SINDACALI NEL PUBBLICO IMPIEGO:

I diritti sindacali spettano alle diverse RSA in misura paritaria. Il lavoratore dipendente di una pubblica

amministrazione che ricopre una carica sindacale può essere collocato in aspettativa retribuita x la

durata del mandato.

LA REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE:

ART. 28 STATUTO DEI LAVORATORI:

E’ uno strumento efficace x rendere effettivo il principio di libertà sindacale e tutte le posizioni

giuridiche attive dei prestatori di lavoro.

L’art. 28 dispone, di fronte ad un comportamento del datore di lavoro diretto a impedire o a limitare

l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale, nonché il diritto allo sciopero, che gli organismi locali

delle associazioni sindacali nazionali che ne abbiano interesse possano proporre ricorso al tribunale

del luogo ove è stato posto in essere il comportamento x chiedere che quest’ultimo cessi e che i suoi

effetti vengano rimossi.

Il giudice del lavoro entro 2 giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni,

qualora ritenga che il comportamento denunciato sia effettivamente antisindacale, con

provvedimento motivato ed immediatamente esecutivo, ordina al datore di lavoro di cessare dal

comportamento illegittimo e di rimuovere gli effetti.

Contro il decreto le parti, entro 15 giorni dalla comunicazione dello stesso, possono proporre

opposizione davanti allo stesso giudice (questa parte non sospende l’efficacia del decreto e non può

essere revocato fino alla sentenza con cui è definito il giudizio).

CONDOTTA ANTISINDACALE:

Può essere posta in essere dai soggetti che nella gerarchia dell’impresa svolgono attività imputabile

al datore di lavoro in quanto agiscono in base a deleghe di poteri da parte di quest’ultimo. Il

legislatore rende la previsione volutamente indeterminabile poiché è impossibile stabilire a priori gli

atteggiamenti illegittimi, infatti la sanzione consegue al provvedimento del giudice.

E’ illecito il comportamento dell’imprenditore mirante ad apporsi al conflitto reprimendo lo stesso (x

es. mancato rispetto dell’obbligo da parte del datore di esaminare congiuntamente con le

rappresentanze dei lavoratori i problemi posti da un trasferimento d’azienda).

INTERESSE D’AGIRE:

L’art. 28 prevede che possono proporre il ricorso le associazioni che vi abbiano interesse. L’interesse

tutelato da questo articolo non è solo quello della propria libertà sindacale, bensì della libertà di tutti i

lavoratori e di tutti i sindacati. Il sindacato agisce sempre a tutela di un proprio interesse che sussiste

anche quando il ricorso sia volto contro comportamenti che incidono su individui che non fanno capo

ad esso.

APPARATO SANZIONATORIO:

Il processo si conclude se il giudice ritiene fondata l’azione promossa dal sindacato e il datore di

lavoro viene condannato a ripristinare la situazione di pieno godimento delle libertà sindacali e del

diritto di sciopero. Il legislatore mira solo a ripristinare lo status quo anche senza ulteriori

conseguenze, ma x superare le difficoltà di un processo esecutivo ha introdotto un sistema x far

rispettare e costringere il condannato ad adeguarsi all’ordine del giudice.

--- Infatti il datore che non rispetta la condanna impostagli dal giudice dovrà passare 3 mesi in

carcere o pagare un’ammenda. Nel 2000 è stata poi aggiunta un’altra sanzione ovvero la revoca

delle agevolazioni fiscali di incentivazione di nuova occupazione a danno del datore condannato, con

provvedimento definitivo, x condotta antisindacale.

RETRIBUZIONE:

ART. 36 STATUTO DEI LAVORATORI:

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del suo lavoro, e in

ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Art. 2099: La retribuzione deve esseredeterminata dal giudice secondo equità.

L’art. 36 S.d.l. impone alle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici di inserire nei

provvedimenti di concessioni di agevolazioni finanziarie e creditizie a favore di imprenditori e nei

capitolati d’appalto di opere pubbliche, una clausola esplicitata determinante l’obbligo, x il beneficiario

o appaltatore, di applicare ai lavoratori propri dipendenti condizioni di trattamento non inferiori a quelli

risultanti dai contratti di lavoro della categoria e della zona.

In caso di VIOLAZIONE si avrà un provvedimento da parte della pubblica amministrazione che può

giungere sino alla revoca del beneficio e nei casi + gravi (o nel caso di recidiva) all’esclusione del

responsabile da qualsiasi ulteriore concessione di benefici o da qualsiasi appalto x un periodo di

tempo fino a 5 anni.

AUTOTUTELA E DIRITTO DI SCIOPERO:

AUTOTUTELA:

E’ una delle manifestazioni essenziali della coalizione sindacale. Si hanno manifestazioni di

autotutela quando si ha una pressione a difesa di interessi collettivi; di solito è indirizzata nei

confronti della controparte. Esistono diverse forme di autotutela: 1) forme che costituiscono un diritto

come lo sciopero; 2) forme che sono solo espressioni di libertà come la serrata dei lavoratori; 3)

forme vietate dalla legge che a seconda della violazione possono anche costituire un illecito civile,

disciplinare o penale.

SCIOPERO:

ART. 40 COST.:

Garantisce il diritto di sciopero nell’ambito delle leggi che lo regolano. Esso svolge un ruolo quasi di

libertà sindacale perché consente alle organizzazioni sindacali di esistere e di operare. Il diritto di

sciopero costituisce un mezzo x la promozione dell’effettiva partecipazione dei lavoratori alla

trasformazione dei rapporti economico-sociali.

Lo sciopero e la sua partecipazione costituisce una fatto giuridicamente lecito e non un

inadempimento contrattuale anche se consiste in una mancata esecuzione della prestazione

lavorativa.

TITOLARITA’ DEL DIRITTO DI SCIOPERO:

Lo sciopero può essere praticato anche da organizzazioni che non siano sindacali; può essere

definito come un diritto individuale ad esercizio collettivo.

NATURA GIURIDICA DEL DIRITTO DI SCIOPERO:

DIRITTO POTESTATIVO: diritto di sciopero considerato come negozio giuridicocce produce

• l’effetto di far venir meno il diritto del lavoratore alla prestazione lavorativa.

DISPONIBILITA’ DELLA PRETESA: lo sciopero viene considerato legittimo quando deve essere

• praticato solo a sostegno di rivendicazioni la cui soddisfazione sia nelle mani del datore di lavoro.

DIRITTO ASSOLUTO DELLA PERSONA: sciopero diretto ad esercitare una pressione sulla

• pubblica autorità allo scopo di indurla a prendere provvedimenti che riguardano le condizioni di

lavoro.

NEGOZIO GIURIDICO: considerando lo sciopero solo al momento dell’autorizzazione da parte

• del sindacato.

SCIOPERO = FATTO GIURIDICO: astensione dal lavoro x la difesa di un interesse collettivo che

• viene considerato fondamentale dall’ordinamento e si ricollega quindi con l’effetto giuridico della

sospensione del rapporto di lavoro.

SCIOPERO E RETRIBUZIONI:

L’effettuazione di uno sciopero sospende il diritto alla retribuzione x il lavoratore che vi abbia

partecipato.

La giurisprudenza afferma che in proporzione allo sciopero devono essere sospesi: - la retribuzione

- la tredicesima

- le eventuali mensilità aggiuntive

- gli istituti di retribuzione indiretta o differita

Le ferie devono essere ridotte proporzionalmente alla durata dello sciopero.

Qualora il lavoratore abbia scioperato in uno dei giorni di FESTIVITA’ si discute se egli perda oltre

alla retribuzione della giornata anche il diritto del permesso compensativo previsto eventualmente

dalla contrattazione collettiva.

SCIOPERI BREVI:

X gli scioperi brevi, cioè di durata inferiore alla giornata di lavoro, viene trattenuta la retribuzione in

proporzione alla diminuita utilità della prestazione.

UNITA’ TECNICO–TEMPORALE: al di sotto di questa l’attività

lavorativa non ha di x sé nessun significato; è misurata in base alla natura della singola

prestazione, infatti al di sotto di questa non si avrà il diritto alla controprestazione retributiva.

ATTIVITA’ STRUMENTALI X LO SCIOPERO:

Propaganda: intesa a far aderire tutti i componenti del gruppo professionale coinvolto

• nell’azione sindacale.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

18

PESO

88.10 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto sindacale sui seguenti argomenti: i diritti sindacali, limiti al diritto di assemblea, Referendum lavoratori, permessi sindacali, tutele per i dirigenti sindacali, art. 18 Statuto dei lavoratori, diritto di affissione e diritto all'uso dei locali, contributi sindacali, repressione della condotta antisindacale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (CATANIA - MODICA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Romeo Carmelo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia aziendale (catania - modica)

Frontespizi per la tesi di laurea - Esempi
Dispensa
Diritto Commerciale  - Domande e risposte d'esame
Appunto
Diritto commerciale - la società semplice e la società in nome collettivo
Appunto
Diritto commerciale - Domande d'esame
Appunto