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SCIOPERO A SCACCHIERA:

L’astensione dal lavoro è effettuata in tempi brevi da differenti gruppi di lavoratori la cui attività è

indipendente dall’organizzazione del lavoro.

N.B. Lo sciopero a singhiozzo e quello a scacchiera sono due forme di sciopero chiamate articolate;

alterano i mezzi funzionali che collegano i vari elementi dell’organizzazione produttiva e creano

massimo danno x la controparte con la minima perdita della retribuzione x gli scioperanti.

CASSAZIONE: Stabilisce che lo sciopero non deve causare danno alla produttività dell’impresa:

deve essere esercitato con modalità tali da non pregiudicare, in una determinata ed effettiva

situazione economica generale o particolare, irreparabilmente la produttività.

E’ ammesso il danno alla produzione, cioè la possibilità di ricavare al momento dato da queste

attività un risultato produttivo. Questo criterio è indipendente dalle modalità dello sciopero.

COMANDATA:

Attraverso accordi formali o informali tra imprenditori e sindacati in forza dei quali una certa quantità

di lavoratori continua a prestare in tutto o in parte la propria opera x evitare che lo sciopero produca

gli effetti indicati, ma con modalità tali da non far perdere efficacia all’azione di lotta (x es.

stabilimento che deve sempre rimanere in funzione altrimenti si degrada).

SCIOPERO E SERVIZI ESSENZIALI:

Legge 146/1990:

Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti

della persona costituzionalmente tutelati.

DIVIETO DI SCIOPERO x:

- addetti ad impianti nucleari

- controllori di volo

- militari

- personale della polizia di Stato

Principi della Legge 146:

I servizi pubblici qualificati come esenziali, nei quali l’esercizio di sciopero può incontrare

• limitazioni, sono solo quelle funzionali all’esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti di

rango superiore o paritario.

In questi servizi il diritto di sciopero deve essere esercitato con modalità tali da evitare che sia

• effettivamente leso l’effettivo godimento di questi diritti nel loro nucleo essenziale.

A questo fine, il diritto di sciopero e l’altro diritto devono trovare contemporaneamente in

• concreto, individuando i servizi minimi che devono comunque essere erogati anche in

costanza di sciopero.

SERVIZI ESSENZIALI:

Volti a garantire i diritti della persona costituzionalmente tutelati.

I diritti della persona qualificati come essenziali sono:

- Diritto alla vita

- Diritto alla salute

- Diritto alla libertà e alla sicurezza

- Diritto alla libertà di circolazione

- Diritto all’assistenza e alla previdenza sociale

- Diritto all’istruzione e alla libertà di comunicazione

Legge 83/2000: LAVORATORI AUTONOMI

Prevede l’estensione dei limiti posti al diritto di sciopero anche all’astensione collettiva dalle

prestazioni da parte di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, che incida sulla

funzionalità dei servizi pubblici essenziali.

LIMITI IN CASO DI SCIOPERO NEI SERVIZI ESSENZIALI:

- Obbligo del preavviso

- La necessaria indicazione della durata delle singole astensioni dal lavoro

- Il rispetto di misure dirette a consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili

- Nei settori disciplinari della legge i contratti collettivi devono predisporre di procedure di

RAFFREDDAMENTO e conciliazione delle controversie prima della proclamazione dello

sciopero. Non possono proclamare lo sciopero né i sindacati, né le amministrazioni o gli

imprenditori datori di lavoro possono dare attuazione alla misura controversa.

La procedura di raffreddamento prevista dal contratto collettivo vincola solo le organizzazioni

che lo abbiano stipulato.

OBBLIGO DI PREAVVISO:

La DURATA minima è di 10 giorni ma i contratti collettivi possono stabilire termini superiori. Il

preavviso serve a consentire all’amministrazione o all’impresa di predisporre di misure

necessarie x l’erogazione delle prestazioni indispensabili, a favorire lo svolgimento di eventuali

ulteriori tentativi di composizione del conflitto e a permettere agli utenti di utilizzare servizi

alternativi.

La comunicazione deve essere SCRITTA e deve indicare durata e modalità di attuazione dello

sciopero stesso nonché le sue motivazioni. Ha duplice destinatario: le imprese o le

amministrazioni che erogano il servizio e l’autorità competente alla precettazione che a sua

volta deve trasmettere la comunicazione alla commissione di garanzia.

Le amministrazioni e le imprese hanno l’obbligo di comunicare agli utenti, nella forma adeguata

ed almeno 5 giorni prima dell’inizio dello sciopero, i modi e i tempi dei servizi erogati e le misure

di riattivazione delle stesse, nonché di riattivare prontamente il servizio quando l’astensione è

terminata.

EFFETTO ANNUNCIO:

Chi proclama lo sciopero può esercitare una forte pressione sulla controparte senza necessità

di effettuare realmente l’astensione, eliminando così il costo della perdita della retribuzione. La

riforma del 2000 ha stabilito che la revoca dello sciopero dopo che ne è stata data

comunicazione è una forma sleale sindacale e viene valutata dalla commissione di garanzia ai

fini dell’applicazione delle sanzioni.

IPOTESI ESCLUSE DALL’OBBLIGO DI PREAVVISO:

- Situazioni di assoluta straordinarietà che minacciando l’ordine costituzionale provocano la

risposta dei lavoratori che si concretizza nello sciopero.

- Situazioni di protesta x gravi eventi lesivi dell’incolumità o della sicurezza dei lavoratori.

PRESTAZIONI INDISPENSABILI:

Il difficile compito di individuarle è affidato ai contratti collettivi stipulati tra le amministrazioni

• e le imprese erogatrici dei servizi e i sindacati dei lavoratori.

X i LAVORATORI AUTONOMI, i professionisti e i piccoli imprenditori che non hanno una

• contrattazione collettiva tale compito è stato attribuito ai codici di regolamentazione, adottati

dalle associazioni o dagli organismi di rappresentanza delle categorie interessate, che

devono avere contenuti analoghi a quelli degli accordi dei lavoratori subordinati. Tali accordi

devono individuare le prestazioni indispensabili che il servizio deve prestare agli utenti e le

procedure della loro erogazione e altre misure dirette a salvaguardare i diritti

costituzionalmente tutelati dagli utenti stessi.

La nuova legge ha aggiunto che gli accordi devono indicare intervalli minimi da rispettare fra

• l’effettuazione di uno sciopero e l’altro.

Le prestazioni indispensabili hanno efficacia generale, vincolano cioè anche i lavoratori non

• iscritti alle organizzazioni che l’hanno sottoscritto e gli stessi sindacati non stipulanti

(imprese pubbliche e non). Tali prestazioni devono essere già stabilite nell’accordo e se non

rispettate dai soggetti vi sarà l’imposizione di una sanzione (chi viola tali regole viene

sanzionato, vale sia x soggetti iscritti che non).

La COMMISSIONE DI GARANZIA ha l’efficacia generale x gli accordi; viene attribuita ad

• essa la funzione di dettare regole provvisorie in mancanza di un accordo tra le parti o in

presenza di un accordo valutato negativamente.

COMMISSIONE DI GARANZIA:

E’ un’autorità amministrativa indipendente di derivazione parlamentare; è composta da 9

membri scelti tra esperti in materia di diritto costituzionale, del diritto del lavoro o di relazioni

industriali, nominati dal Presidente della Repubblica su designazione dei presidenti delle

camere.

COMPITI DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA:

Valutare l’idoneità degli accordi previsti a garantire il contemperamento del diritto di

• sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Se tale

valutazione è negativa la Commissione formula una proposta sulla quale le parti devono

pronunciarsi. Se la proposta non viene accettata è la Commissione a disporre con

propria deliberazione le regole di esercizio dello sciopero idonee a realizzare quel

contemperamento.

Potere – dovere in relazione ai codici di autoregolamentazione x le astensioni dal lavoro

• dei lavoratori autonomi. La Commissione deve valutare idoneo l’accordo tra le parti, però

difficilmente troverà valutazione positiva se le parti non si saranno adeguate alle

indicazioni della Commissione stessa.

SANZIONI:

1) La Commissione ha il potere di valutare il comportamento delle parti di un conflitto sindacale;

tale potere è sottoposto a vincoli procedurali: l’apertura del procedimento può avvenire d’ufficio

o su istanza di una delle parti interessate. Deve essere notificata dalle parti che hanno 30 giorni

x presentare osservazioni e x chiedere di essere sentite. Decorso tale termine, quindi non oltre i

60 giorni, la Commissione formula la propria valutazione, e se valutato negativamente il

comportamento, delibera le sanzioni indicando il termine entro il quale la sua decisione deve

essere eseguita.

2) Nei confronti dei lavoratori che partecipano ad uno SCIOPERO ILLEGITTIMO possono

essere applicate sanzioni disciplinari in proporzione alla gravità dell’infrazione, con esclusione

del LICENZIAMENTO. La Commissione delibera l’entità della sanzione e il datore di lavoro non

può rinunciare ad infliggerla, inoltre i suoi amministratori e dirigenti sono soggetti ad una

sanzione amministrativa pecuniaria x ogni giorno di ritardo nell’applicazione.

3) Le organizzazioni che proclamino o aderiscano ad uno sciopero in violazione del preavviso o

della comunicazione scritta potranno andare incontro a 3 tipi di sanzioni: A) sospensione dei

permessi sindacali retribuiti; B) mancata percezione dei contributi sindacali trattenuti sulla

retribuzione, che verranno in tal caso versati all’INPS; C) esclusione dalle trattative.

Nel caso in cui tali sanzioni non risultino applicabili perché l’associazione non partecipa alle

trattative o non fruisce di benefici di ordine patrimoniale, è prevista l’erogazione in via sostitutiva

di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico di coloro che rispondono legalmente x

l’organizzazione.

4) I dirigenti responsabili delle AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE e i legali rappresentanti delle

imprese ed enti che erogano i servizi pubblici essenziali, sono soggetti a sanzioni

amministrative pecuniarie quando non garantiscono le prestazioni indispensabili o comunque gli

obblighi derivanti loro dagli accordi o dalla regolamentazione provvisoria della Commissione, o

quando non prestino correttamente le informazioni che sono tenuti a fornire agli utenti.

5) X i LAVORATORI AUTONOMI la sanzione è unica e ne risponde solidamente ogni lavoratore

astenuto e l’organizzazione stessa. X i LAVORATORI SUBORDINATI le sanzioni contro i singoli

dipendenti e quelle contro le organizzazioni sono distinte e trovano applicazione

congiuntamente.

LE ASSOCIAZIONI DEGLI UTENTI:

Possono esprimere pareri alla Commissione di garanzia in sede di valutazione

• dell’idoneità delle prestazioni indispensabili e possono richiedere l’apertura del

procedimento di applicazione delle sanzioni dinanzi alla Commissione di garanzia.

Possono agire in giudizio in relazione a specifiche situazioni concernenti l’astensione dal

• lavoro dei servizi essenziali. Tale azione può rivolgersi nei confronti sia delle

organizzazioni sindacali sia delle amministrazioni o delle imprese che erogano il servizio.

X le ORGANIZZAZIONI sindacali l’azione può rivolgersi quando lo sciopero sia stato

revocato dopo la comunicazione all’utenza e quando venga effettuato nonostante la

delibera di invito della Commissione di garanzia a differirlo e da ciò consegue un

pregiudizio ( diritto agli utenti di usufruire con certezza dei servizi pubblici). X le

AMMINISTRAZIONI e le imprese l’azione in giudizio è possibile qualora non vengano

fornite adeguate informazioni e da ciò consegue un pregiudizio al diritto degli utenti di

usufruire dei servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

PRECETTAZIONE:

Consiste in un’ordinanza adottata da un organo del potere esecutivo, dal Presidente del

Consiglio o un ministro. Quando vi è uno sciopero o l’astensione collettiva x i lavoratori

autonomi, ecc.. provoca l’interruzione o almeno un’alterazione del funzionamento di uno dei

servizi pubblici e ciò produce il fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti

della persona. Il pregiudizio deve essere grave ed imminente, deve dunque trattarsi di un danno

consistente sotto il profilo dell’entità e prossimo nel tempo.

La precettazione può essere effettuata dalla stessa autorità che ha il potere di precettare o dalla

Commissione di Garanzia.

La stessa autorità può procedere direttamente nei casi di necessità ed urgenza e deve

comunque informare la Commissione prima di adottare il provvedimento.

La Commissione ha il potere di segnalare all’autorità gli scioperi o le astensioni collettive che

determinano un imminente pericolo ai diritti della persona.

L’autorità deve invitare le parti a desistere e dve fare un tentativo di conciliazione, da esaurire

nel + breve tempo possibile. Quando il tentativo è negativo adotta con ordinanza le misure

necessarie a prevenire il pregiudizio ai diritti della persona.

CONTENUTO DELL’ORDINANZA:

Comprende il differimento dall’astensione e la riduzione della sua durata o i limiti minimi di

funzione del servizio pubblico compatibili con il godimento dei diritti della persona.

COMUNICAZIONE DELL’ORDINANZA:

Il provvedimento deve essere emesso almeno 48 ore prima dell’inizio dell’astensione salvo

non sia ancora in corso il tentativo di riconciliazione. Esso è portato a conoscenza dei

destinatari mediante comunicazioni ai soggetti che promuovono l’azione, alle imprese e alle

amministrazioni, ai singoli individui i cui nominativi siano indicati nel provvedimento. E’ affisso

nei luoghi di lavoro nonché pubblicato sulla stampa o diffuso attraverso la radio o la televisione.

Tutti i soggetti destinatari del provvedimento possono eseguire un IMPUGNAZIONE davanti

al tribunale amministrativo regionale entro 7 giorni dalla comunicazione o dal giorno successivo

all’affissione. La proposizione del ricorso non sospende l’immediata esecutività del ricorso, ma

può avvenire solo dopo la prima udienza utile, dopo che il giudice ha acquisito le deduzioni

delle parti.

L’INADEMPIMENTO a quanto prescritto nell’ordinanza di precettazione è punito con sanzioni

amministrative pecuniarie irrogate dall’autorità, precettate e applicate dall’ispettore del lavoro. I

destinatari possono essere anche i preposti del settore nell’ambito dell’amministrazione, degli

enti o delle imprese erogatrici dei servizi.

ALTRE FORME DI LOTTA SINDACALE:

SCIOPERO BIANCO:

Quando i lavoratori permangono sul posto di lavoro durante lo sciopero senza intralciare

l’attività di gestione da parte dell’imprenditore. Questo avviene spesso negli scioperi

intermittenti o di breve durata.

OCCUPAZIONE D’AZIENDA:

Quando i lavoratori permangono sul posto di lavoro e hanno come finalità l’intralciare l’attività di

gestione dell’imprenditore. E’ una particolare e aspra lotta sindacale che si realizza quando i

rapporti tra le parti hanno di gran lunga superato i limiti di rottura.

BLOCCO DELLE MERCI:

Quando i lavoratori mirano a ad impedire che le merci esistenti nel magazzino della fabbrica

siano portate fuori dalla stessa. Se il blocco è fatto con violenza o minacce nei confronti di chi

deve portare fuori le merci ricorrerà il reato di violenza privata.

RALLENTAMENTO CONCERTATO:

I prestatori prestano una diligenza inferiore a quella normale, e ciò costituisce inadempimento

esposto alle sanzioni disciplinari e al risarcimento dei danni o anche al licenziamento.

LA NON COLLABORAZIONE:

Consiste nella limitazione dell’attività lavorativa a ciò che è di stretto obbligo contrattuale e

pertanto nell’astensione, concertata o collettiva, da quelle serie di prestazioni di carattere

accessorio che sono espressamente dedotte nel contratto.

SCIOPERO MANSIONI:

I lavoratori rifiutano di svolgere solo alcuni dei compiti che sono affidati loro dall’imprenditore.

Se le mansioni rifiutate erano dovute, il rifiuto è illegittimo.

OSTRUZIONISMO:

Consiste nell’applicazione precisa e fastidiosa dei regolamenti.

BOICOTTAGGIO:

Si realizza x seguire l’esecuzione delle norme penali quando mediante propaganda o

avvalendosi della forza di gruppi sociali si inducono una o + persone a non stipulare patti di

lavoro e a non amministrare materie o strumenti necessari al lavoro o non acquistare gli altrui

prodotti agricoli o industriali.

SINDACATI GIALLI ( O DI COMODO ):

L’art. 17 vieta la costituzione di sindacati di comodo, cioè sindacati di lavoratori costituiti e

sostenuti dai datori di lavoro o dalle loro associazioni; questo infatti sarebbe un modo indiretto

di limitare la libertà sindacale. I modi per sostenere un sindacato di comodo possono essere il

finanziamento ma anche dei favoreggiamenti minori.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto sindacale sui seguenti argomenti: i diritti sindacali, limiti al diritto di assemblea, Referendum lavoratori, permessi sindacali, tutele per i dirigenti sindacali, art. 18 Statuto dei lavoratori, diritto di affissione e diritto all'uso dei locali, contributi sindacali, repressione della condotta antisindacale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (CATANIA - MODICA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Romeo Carmelo.

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