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CAPITOLO VI: IL PREFETTO.

1. LE LEGGI A THEODORUS DEL 397.

Theodorus fu prefetto del pretorio di Italia Africa e Illirico dal 31

gennaio 397.

Il prefetto del pretorio è il funzionario più alto in grado

dell'amministrazione imperiale: in genere è a capo di una sola

diocesi, ma sono frequenti i casi in cui ad un solo prefetto siano

affidate più diocesi (Costantino aveva diviso l'impero in 4 diocesi). Il

prefetto del pretorio pronuncia inoltre sentenze vice sacra, ovvero al

posto dell'imperatore.

L'affidamento di un territorio così vasto comprendente 3 diverse

diocesi deriva da: 1) la necessità di porre sotto un unico governo

l'Italia e l'Africa, poiché queste avevano connessioni economiche;

2) la situazione politica dell'Africa era insicura per le ribellioni nei

confronti dell'amministrazione centrale ad opera del generale Gildo.

il governo dell'Illirico, unito alle altre due diocesi era solo nominale

poiché l'appartenenza del territorio all'impero d'Occidente è motivo

di contrasto con l'Oriente, che su di esso esercitava il controllo.

Il prefetto doveva abitare nella capitale della diocesi, ma ciò non

avveniva quasi mai. Infatti il nostro prefetto svolse il suo incarico nel

consitorium dell'imperatore ( = sala o tenda itinerante in cui

l’imperatore teneva udienza o riuniva semplicemente il suo

consilium).

Il prefetto del pretorio è il destinatario delle emanazioni legislative

imperiali e, secondo un' ipotesi da sempre formulata egli sarebbe

l'autore materiale o almeno l'ispiratore della legge che gli è

indirizzata. Nel nostro caso è improbabile che un giovane

imperatore come Onorio potesse essere così abile con le

emanazioni legislative e dunque a scrivere queste costituzioni

sarebbe stato il reggente Stilicho o proprio il nostro prefetto. O è

probabile che la stesura del testo fosse stata affidata al ministro che

si occupava di questo compito, ovvero il quaestor.

I dati relativi alle leggi ricevute da Theodorus sono molto scarni,

soprattutto se vengono paragonati a quelle ricevute da coloro che lo

precedettero o seguirono.

Nel 397 gli sono indirizzate 3 leggi. Nel 398 è il destinatario di 7 7

costituzioni, mentre nel 399 è attestato in carica sino al 20 gennaio

e in questo breve periodo ricevette 2 leggi.

Inoltre del 397 si ricordano in totale 19 leggi, 5 delle quali indirizzate

al prefetto di Roma Florentinus.

• la prima legge indirizzata a Theodorus è del 31 gennaio ( è

anche la prima del 397), Codice Teodosiano 11.16. E’ la

costituzione 21 e serve a confermare le disposizioni degli

imperatori che hanno preceduto Onorio, affinché venissero

conservati intatti tutti i privilegi concessi alla Chiesa. Il vescovo

di Roma non può essere chiamato a rispondere di imposizioni

straordinarie o sporche che ne degraderebbero la dignità e la

funzione

• la seconda è la costituzione 22 del 12 giugno e presenta un

contenuto lievemente differente. Dopo una dichiarazione

iniziale analoga alla prima, questo testo aggiunge il ricordo di

validità di quanto già concesso anche per coloro che servono

la Chiesa.

I due testi hanno suggerito la soluzione che si tratti di un'unica

legge emanata il 31 gennaio e divisa in due brevi escerti in questo

titolo e in un altro (CTH 16.2.30) del 31 gennaio.

Le costituzioni 21 e 22, mentre rinnovavano la volontà imperiale di

conservare inalterati i privilegi concessi alla Chiesa, danno il segno

immediato di come, nonostante la normativa imperiale in vigore, le

amministrazioni delle città dell'Impero tentavano di reagire al

dissolvimento dell'organizzazione dei loro servizi. Inoltre soprattutto

quando il governo imperiale imponeva pesi fiscali straordinari, le

curie cittadine chiamavano ad assolvere gli onori anche coloro che

ne erano esonerati.

• la terza legge fu emanata a Padova il 24 settembre. in questa

Onorio acconsente alle richieste che vengono dall'ordine

senatorio (CTH 7.13.13). Così l'imperatore concede di poter

sostituire con una somma in denaro, la prestazione di un tiro

(= una recluta). Per ogni tirones dovevano versare

immediatamente all'erario 25 solidi, oltre la copertura delle

spese accessorie relative al vitto e al vestiario della recluta.

Il flusso di derrate che approvvigionavano Roma aveva subito

interruzioni già nel 395-396, ma la crisi si aggravò nel 397, quando

dall'Africa Gildo si dichiarò apertamente contro il governo 8

dell'Occidente. Egli bloccò i rifornimenti destinati a Roma e all'Italia

in genere, mentre Stilicho chiese subito ai senatori di dichiarare

Gildo"hostis publicus". In questo modo rivalutava il prestigio

dell'assemblea di Roma, ma dirottava sui suoi componenti il peso

maggiore della guerra, portando ad indire una leva straordinaria per

tutto l'impero. A questa richiesta i senatori rivolsero delle petitiones

alle quali il governo rispose proprio con questa terza legge del 397

indirizzata a Theodorus.

2. LE LEGGI DEL 398.

Della legislazione del 398 sono rimasti nei codici 20 costituzioni.

Questa volta abbiamo 7 leggi destinate al nostro Theodorus.

La prima legge è datata il 13 febbraio ed è la CTH 12.1.157:

l’imperatore da Milano stabilisce che tutti devono essere tenuti ad

assolvere i doveri contributivi a favore della civitas a cui appartengono.

Questa legge ebbe un seguito di carattere territoriale per le proteste

non accolte degli ebrei in Puglia nel successivo 13 settembre, in CTH

12.1.158 : l’imperatore da Milano afferma che ha avuto notizie delle

condizioni di fragilità delle amministrazioni cittadine della regio II,

ovvero Puglia e Calabria, a causa della presenza al loro interno di

cittadini di religione ebraica. Questi si opponevano all’applicazione della

costituzione del 13 febbraio, invocando una legge della pars orientis.

Per l’imperatore tutti, anche gli ebrei, devono essere chiamati ad

assolvere gli oneri fiscali.

Il 12 aprile una legge formula il tentativo di reola la situazione dei mulini

e del pane fiscale della capitale. Di questa ci restano due escerti: CTH

14.15.4 e CTH 14.19.1.

Il 25 aprile, in evidente collegamento con la legge di qualche settimana

prima, viene emanato un provvedimento restrittivo contro coloro che

tentino di sottrarsi al loro compito di panettiere.

Le città del IV secolo, e Roma prima di tutte, disponevano di servizi

pubblici che, originariamente affidati ad organizzazioni di lavoratori,

erano stata via via sempre più assoggettati ad un rigido sistema.

Questo era basato su associazioni di esercenti la stessa professione, i

quali con un contratto erano incaricati di svolgere per lo stato dei

servizi, come il trasporto delle merci, il lavoro nella cave, la

panificazione. Il titolare della panetteria non poteva sperare di

abbandonare il suo lavoro nemmeno disfacendosi della sua proprietà.

La prescrizione del 25 aprile cerca appunto di sopprimere qualsiasi

aspirazione di abbandono del lavoro da parte dei panettieri. Il solo

sperare la concessione di un beneficio imperiale di esenzione dal 9

servizio portava ad una multa di 5 libbre d’oro da destinare al fisco

imperiale.

Il 24 maggio si trova una legge che è soprattutto il sintomo di un

malessere dell’amministrazione centrale in grande difficoltà

nell’articolare le entrate fiscali.

Il 25 ottobre abbiamo la legge CTH 6.27.12 riguardante un aspetto

dell’esenzione dagli oneri curiali. Erano denominati agentes in rebus gli

appartenenti ad un corpo con svariate funzioni. Il ministro degli interni,

ad esempio, li utilizzava per una vasta gamma d’incarichi, ma questi

erano comunque tenuti agli obblighi verso la curia d’appartenenza.

Di contenuto più generale è l’ultima legge del 398, datata 21 dicembre.

L’imperatore vuole impedire che i governatori diano inizio a nuove

opere pubbliche senza autorizzazione. Con evidente spreco di denaro,

infatti, questi spesso senza fondi sufficienti, facevano nuove costruzioni

per ricordare il loro governatorato. Utilizzavano inoltre elementi

decorativi presi da edifici già esistenti. Il freno posto a questa attività

edilizia viene irrigidito con questa legge, che lega alla responsabilità del

funzionario anche quella delle amministrazioni cittadine,tenute a

versare una sanzione analoga, a meno che non difendano

l’abbellimento della patria che ha dato loro la nascita. Dovranno pagare

3 libbre d’oro.

3. GENNAIO 399.

Le 2 leggi destinate al prefetto del pretorio Theodorus, nell’ultimo mese

della sua carica nel 399, non hanno una sicura datazione.

Secondo O. Seeck l’escerto CTH 11.30.58 è stato emanato il 7

gennaio 399. la legge sanzione il comportamento di quei giudici

che compiano tentativi di non trasmettere i libelli appellatori o

comunque si rendano autori si atti offensivi, al fine di evitare un

appello contrario alla loro sentenza. ( un abuso di potere??) alla

base della norma deve esserci stato un moto di protesta.

La seconda e ultima legge del 399 è la CTH 12.1.140 e 148 del

20 gennaio. Questa afferma il principio che ad adempiere agli

oneri curiali devono essere chiamati soggetti degni ed in

possesso di un patrimonio adeguato. Nel corso del IV secolo,

infatti, per sottrarsi ai pesanti oneri erano stati inventati

meccanismi articolati. Ad esempio, il panettiere vendeva ad un

terzo la su attività, compreso l’immobile destinato al servizio

pubblico. Il terzo divenuto proprietario prendeva il suo posto nella

corporazione. Il venditore era così libero dagli oneri del duo

status, ma il terzo si rivelava spesso assolutamente privo delle

sostanze idonee o incapace di portare a termine il mestiere di

panettiere. Questa vendita così procurava un danno 10

all’amministrazione cittadina. Per questo il governo imperiale

richiese prima il vincolo dei beni al servizio in modo che non fosse

più possibile liberarsi con la vendita e poi anche il vincolo delle

persone stesse al servizio.

Una sola legge di quelle analizzate si occupa di un problema generale ed è la

prima del 399. da questo provvedimento diretto a perfezionare il regime

dell’appello emerge chiaro un motivo dominate delle leggi di Theodorus: il

richiamo costante ad un episodio. La sentenza imperiale pertanto si configura

come la risposta al caso posto.

Inoltre, con cautele si avanza l’ipotesi che a sovrintendere la legislazione di

quegli anni vi sia un solo funzionario. È facile riconoscere in questo il nostro

Theodorus: per la funzione svolta al fianco dell’imperatore e del reggente, per

il ruolo politico che gli è attribuito, per il bagaglio professionale e culturale che

gli è riconosciuto.

Infine le leggi di Theodorus lasciano emergere un altro loro carattere

distintivo: in esse appare chiaro la creazione del complesso di responsabilità.

La sanzione che si determina a carico del soggetto che ha effettivamente

commesso l’illecito è in parallelo anche per i soggetti che per funzioni sono

tenuti a far osservare la norma. Questi responsabili indiretti sono vincolati alla

stessa pena prevista per il reato definito. Il caso più emblematico è

rappresentato dalla responsabilità individuata per quelle amministrazioni che

non abbiano difeso la loro patria dall’attività edilizia iniziata da un funzionario

(vi è dunque solidarietà attiva).

CAPITOLO VII: LA PREFETTURA DEL PRETORIO NEL 408-409.

1. LE COSTITUZIONI CONTRO IL REGIME STILICONIANO.

Theodorus è sicuramente in carica dal 13 settembre 408. molto scarse sono

le notizie sul suo predecessore, Curtius. Si può pensare che la nomina di

Theodorus alla prefettura del pretorio sia avvenuta o solo dopo la strage dei

funzionari stiliconiani compiuta dai soldati federi ad Onorio il 13 agosto o

dopo la decapitazione di Stilicho avvenuta il 22 agosto.

Sulla base delle leggi che gli vengono inviate Theodorus rimase in carica

pochi mesi: dal 13 settembre al 15 gennaio 409. Il 21 gennaio 409 troviamo

già il suo successore Cecilianus.

Restano nei codici di questo breve periodo 20 testi legislativi, 14 dei quali

indirizzati a Theodorus.

La prima legge, emanata a Milano il 13 settembre, sembra essere

diretta a far mantenere i rapporti tra governo imperiale e senato. Si

sancisce in questa l’abolizione della sovrimposta gravante sul latifondo

con un conseguente alleggerimento degli oneri imposti ai senatori. 11


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Maxxi88

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto romano , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto romano, De Bonfils. Con l'analisi dei seguenti argomenti: Flavius Mellus Theodorus, personaggio di secondo piano della vita politica della Milano imperiale, la sua carriera come prefetto del pretorio d'Italia e d'Africa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maxxi88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Bonfils Giovanni.

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