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La vastità del suo governato ci fanno capire: 1) che egli rivestiva un grande

ruolo e una grande considerazione presso la corte milanese; 2) le

motivazione che hanno spinto il reggente Stincho a scegliere Theodorus

come prefetto del pretorio.

Come accade di frequente nelle fonti che lo riguardano egle non ha sempre

lo stesso nome.

Nelle leggi imperiali viene chiamato Theodorus, mentresu di un cippo

marmoreo eretto a Roma nel 399 (anno del consolato di Theodorus) è

chiamato Flavius Mallius Theodorus. Nelle opere di Agostino è chiamato

invece Theodorus.

La testimonianza più importante lo disegna come Mallius Theodorus. Essa è

un componimento dedicato al console in occasione della inaugurazio ( era

consuetudine celebrare l’anno del consolato con un componimento in versi o

in prosa). Esso ha il nome di panegirico e fu composto in 340 versi dal poeta

della corte occidentale Claudius Claudianus.

L’anno in cui fu composto, il 399, fu un anno difficile per le relazioni tra le due

parti dell’impero. Theodorus fu nominato consul posterior, ma fu il solo

console a dare il nome all’anno, in quanto il suo collega prior, Eutropius (

eletto da Arcadio in oriente), non assunse mai la carica. Eutropio era un

patrizio con l’incarico di sorvegliare le stanze private dell’imperatore, ma ben

presto precipitò nella sua brama di potere. Ecco perché il cippo marmoreo a

Roma , porta solo il nome di Theodorus.

Ma quale era l’opinione che Claudianus aveva nei confronti di Theodorus?

Nei Carmina minora dello stesso Claudiano si trova un breve componimento

satirico, il 21: “Giorno e notte Manlius indulge nel sonno, Pharius rapina

sacro e profano. Itale genti fate molti voti, perché Manlius vigili e dorma

Pharius”.

Manlius è il nostro Theodorus, mentre Pharius per ipotesi è Rufius Sinesius

Adrianus, un orientale che aveva assunto un ruolo importante presso la corte

di Onorio. Sicuramente i versi sono stati scritti mentre entrambi erano titolari

di un ufficio. Non si può affermare che Claudiano avesse una cattiva opinione

di Theodorus perché ciò entrerebbe in contrasto con il suo ruolo encomiastico

presso la corte.

Dunque l’unica fonte che possiamo reputare principale è il panegirico.

CAPITOLO III: ALLA SCOPERTA DELL’UOMO: LA VITA E LA CARRIERA.

Del panegirico di Claudiano possiamo trarre alcune notizie concernenti la vita

di Theodorus.

Egli nacque intorno alla metà del secolo in una località non specificata

compresa nella Liguria. Il padre deve essere stato in grado di permettergli

una buona istruzione per poter poi esercitare la professione forense. 2

Claudiano nel cantarci del console, ci dà l’esempio di un modello unico della

carriera di un alto funzionario dell’impero del 4 secolo.

La carriera di Theodorus va però ricostruita con attenzione. In circa 30 versi

Claudiano ci descrive tutti gli incarichi che il console aveva svolto prima del

399: Aveva compiuto studi di diritto ed esercitatola professione forense

presso il tribunale milanese;(prima del 380)

Governatore di una non definita provincia d’Africa; (prima del 380)

Governatore della Macedonia; (prima del 380)

Magister memoriae presso la corte milanese = capo della cancelleria

addetta all’emissione e alla conservazione delle leggi imperiali; (prima

del 380)

Nel 380 è indicato in una legge del 12 marzo come ministro del tesoro,

ovvero come rei privatae;

In un periodo successivo al 380, ma precedente al 383, fu prefetto del

pretorio in Gallia (Claudiano è il solo ad attestare questo);

Resta assente dalla vita politica; ce lo dice sempre Claudiano

giustificando questa fase della vita di Thedorus in cui ebbero

prevalenza i suoi studi; in realtà la morte dell’imperatore Graziona è tra

le cause dell’allontanamento di Theodorus dalla vita politica, ma è tra le

cause anche un probabile insuccesso del suo incarico di prefetto;

Prefettura del pretorio nel 397; Giustina muore nel 388 e il figlio

Valentiniano nel 393; il regno di Teodosio finisce nel 395, ma era già

salito al trono in Oriente il figlio Arcadio: sono questi gli anni i cui

Theodorus ritorna a Milano nella nuova corte del fratello di Arcadio,

Onorio, affiancato dal reggente Stilicho. La data del ritorno ufficiale è il

1 gennaio 397 quando riveste la prefettura dell’Italia, dell’Africa e

dell’Illirico. La sua prefettura del pretorio è il simbolo della rinascita del

partito cattolico milanese che nato con Ambrogio, era divenuto più forte

con Simpliciano.

Altre notizie relative alla vita di Theodorus vengono da un rapporto epistolare

tra il nostro personaggio e un aristocratico, senatore, di Roma : Symmachus.

Quest’ultimo non conosceva certamente Theodorus quando gli scrisse la

prima lettera, nonostante ciò alla prima ne seguirono molte altre e dunque

dobbiamo pensare che Theodorus gli rispose e che soprattutto avesse

anch’egli le disponibilità economiche per poter far nascere una

corrispondenza. Secondo la letteratura la prima lettera fu scritta nel 376,

quando Theodorus faceva l’avvocato a Milano e indicano il desiderio da parte

del romano di instaurare un patto/amicizia con il milanese. Dunque dobbiamo

pensare che Theodorus fosse già emergente nello scenario politico milanese.

È dimettere in evidenza che il romano è pagano, mentre Theodorus

cristinano; ma questa diversità di religione non incide in alcun modo sulla

proposta di amicizia. 3

I rapporti epistolari continuarono sino al 400, percorrendo tutto il cursus della

carriera di Theodorus.

Aristocrazia senatoria da una parte e partito cristiano milanese sono gli

elementi da giocare in sintonia per tutelare il trono di Onorio. Per questi motivi

Stilicho assegna la prefettura a Theodorus: un cristiano milanese che sappia

colloquiare con il Senato di Rom. Questo era necessario per creare una

ferrea coalizione in grado di tenere a bada le spinte di conquista proveniente

dall’Africa ad opera di Gildo.

Sulla stessa linea si colloca la successiva scelta di Stilicho che rende

Theodorus console per il 399. il panegirico di Claudiano in questa ottica

ha la funzione di messaggio politico volto ad esaltare la figura di uomo

e intellettuale, è un manifesto da contrapporre all’Oriente ( dove doveva

esserci come console Eutropius).

Il 13 settembre 408 fu nuovamente prefetto del pretorio d’Italia e

dell’Illirico. Erano però mutati i tempi. Stilicho non c’è più, la situazione

politica interna è critica, Alarico e i suoi Goti sono arrivati in Italia,

prendono d’assedio Milano e costringono l’imperatore a rifugiarsi a

Ravenna nel 402. il Senato di Roma non sostiene più il reggente,

mentre il prefetto Romano Lampadius doveva interpretare i mori anti-

germanici che si stavano sviluppando. Stessa ha fatto il partito

milanese così da ritagliarsi un piccolo spazio presso la corte; per questo

ha ancora una volta scelto un esponente rilevante come Theodorus per

dare concretezza all’obiettivo voluto dalla corte: quello di liquidare il

reggente.

La prefettura di Theodorus questa volta durò poco: il 21 gennaio 409

troviamo in carica un altro cristiano, Cecilianus.

Non si conosce quanto ancora visse Theodorus dopo il 409.

CAPITOLO IV: LA FAMIGLIA DEL CONSOLE.

Nel panegirico di Claudiano mancano le notizie relative alla famiglia del

console.

Il letterato tedesco Seeck ha individuato un fratello di Theodorus nel

prefetto di Roma del 398, Lampadius.

Ancora giovane questo Lampadius avrebbe lasciato Roma per trasferisce a

Milano con l’intenzione di esercitare l’avvocatura. Nel 382 gli fu affidata una

non determinata funzione amministrativa in Oriente; nel 398 sarebbe stato

prefetto di Roma e nel 408 avrebbe tenuto un discorso in Senato per

attaccare violentemente la politica del reggente Stilicho.

Si è ritenuto che fosse fratello di Theodorus solo perché viene ricordato così

in una lettera scrittagli da Symmachus. Quest’ultimo avrebbe scritto a 4

Theodorus con lo scopo di raccomandargli suo fratello, evidentemente, più

giovane. Ma se i due erano fratelli che ragione ha la raccomandazione?

Claudiano non ricorda nulla della famiglia di Theodorus e dunque possiamo

concludere che il nostro console non ebbe fratelli. Forse però ebbe una

sorella.

A Milano nella Basilica di Sant’Ambrogio si troverebbe su di una pietra inciso

un epitaffio funebre scritto in forma di epigramma da un certo Theodorus. Il

fratello ed erede aveva così esaudito la volontà della sorella Manlia Dedalia

di riposare non lontano dalle reliquie di santi. Ella era una vergine consacrata

a Dio, morta alla soglia dei sessant’anni. L’iscrizione sarebbe stata posta alla

fine del IV secolo. L’epitaffio metrico contiene però un’affermazione che mette

in dubbio la stesura di questo da parte del nostro personaggio.

Infatti è scritto che Manlia era nobile di nascita e agiata; il console non poteva

certo definire se stesso nobile di nascita. Ciò può indurre a ritenere che il

dedicante non fosse il nostro console ma suo figlio omonimo e che quindi

anche la stessa Manlia fosse sua figlia.

Al figlio Theodorus, il console dedica anche un’operetta DE METRIS.

Secondo il Seeck il nostro console non appena entrò in carica come prefetto

del pretorio, fece nominare il figlio proconsole d’Africa e dopo poco pose alla

prefettura di Roma il fratello Lampadius.

Theodorus figlio sarebbe stato proconsole d’Africa il 22 dicembre 396 e

dunque era troppo giovane per un incarico del genere.

La soluzione è: il nostro console Theodorus era alla prefettura del pretorio di

Italia Africa e Il lirico, il figlio era preposto alle Gallie, il fratello Lampadius era

prefetto di Roma. Con questi funzionari il regime di Stilicho attuava il pieno

controllo della parte occidentale dell’impero.

Ciò che comunque è certo: un figlio a cui il console ha dedicato l’opera De

Metris e una figlia che non si sposò,ma si dedicò ad opere di carità.

CAPITOLO V: UN INTELLETTUALE CRISTIANO NELLA MILANO DELLA

FINE DEL IV SECOLO.

Theodorus era un discepolo di Plotino. Questa è una scelta quasi obbligata

dal suo essere cristiano nella capitale della fine del IV secolo. La filosofia

dell’ultimo pensatore pagano rappresenta per la nascente dottrina cristiana il

collegamento diretto con la filosofia greca. La sua rivisitazione

dell’insegnamento platonico è il presupposto stesso dell’elaborazione a cui si

affacciano i cristiani nella nuova realtà dell’impero dopo l’Editto di

Tessalonica voluto da Teodosio I appena salito al trono.

Inoltre Agostino, futuro vescovo di Milano, dedica a Theodorus il DE BEATA

VITA tra il 386/387 e di lui ricorda che era uno studioso di Plotino e dei suoi 5

libri. L’opera dedicata al console vuole dimostrare come la felicità sia la piena

soddisfazione dell’anima, prodotta dalla conoscenza della verità, cioè di Dio.

Il DE BEATA VITA pertanto è dedicata proprio a colui che questa verità ha

già raggiunto.

Al console sono attribuiti numerosi libri, ma nell’elogio di Claudiano non viene

fatta menzione di questa sua prolifica produzione letteraria, ma ci si riferisce

alle immense conoscenze del console. Così ad egli oggi viene attribuita solo

la traduzione dal greco di un’opera di filosofia scritta da Celsino di Castabala.

Per comprendere meglio la figura del console occorre far riferimento ad

Agostino. Quest’ultimo era arrivato a Milano tramite un altro africano,

Romanianus, e grazie al quale si inserì a corte e conobbe il nostro console.

A Milano si raccogli un gruppo di filosofi attorno al vescovo Ambrogio, il quale

risponde alle loro domande religiose e crea un vero e proprio esercito che

muove dalla basilica alla corte. Anche Agostino approda in questo circolo e

conobbe il nostro Theodorus. Il loro rapporto evidenzia il console come un

vero maestro per Agostino nello studio della filosofia, una traccia da seguire

verso la religione cristiana. Agostino lo definisce uomo insigne per il

carattere, l’eloquenza e peri i doni che ha ricevuto dalla fortuna, ma ancor di

più per le sue capacità intellettuali.

Nelle CONFESSIONI invece non ha certo parole lusinghiere per quello che

definisce l’orgoglioso milanese. Vi deve essere stato qualcosa che ha

determinato la rottura tra i due: forse il ritorno di Theodorus alla vita politica e

quindi l’aver infranto un’immagine di pensatore che Agostino si era costruito

anche come modello.

In conclusione Theodorus rappresenta un tipo di funzionario molto diverso da

quelli che lo hanno preceduto e che verranno dopo di lui. Non è né un

burocrate di corte, né un aristocratico senatore di Roma.

È nato in Liguria da una famiglia di cui non si conoscono i trascorsi, ha

studiato diritto ed ha esercitato a Milano l’avvocatura prima di iniziare la sua

carriere amministrativa. Cristiano nella Milano della fine del regno di Giustina

e Valentiniano I, partecipa al dibattito religioso del e con il vescovo Ambrogio.

Decide di allontanarsi dalla vita di corte dopo la morte dell’imperatore

Graziano.

È un intellettuale colto: parla e scrive il greco, tratta la filosofia e le altre

scienze, legge libri e scrive. Compone e dedica un saggio sulla metrica a suo

figlio.

Sotto Onorio ritorna all’attività politica: prefetto del pretorio d’Italia Africa e

Illirico nel 397 e console nel 399.

La sua carriera a questo punto sembra finita, ma forse spinto dal suo partito

nel 409 è nuovamente prefetto del pretorio ma solo per pochi mesi. Dopo un

nuovo scenario attende l’impero nel 409: Milano ha lasciatoli posto a

Ravenna dove l’impero vive la sua ultima stagione e Theodorus non ne fa

parte. 6


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Maxxi88

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto romano , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto romano, De Bonfils. Con l'analisi dei seguenti argomenti: Flavius Mellus Theodorus, personaggio di secondo piano della vita politica della Milano imperiale, la sua carriera come prefetto del pretorio d'Italia e d'Africa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maxxi88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Bonfils Giovanni.

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