Capitolo I: Premesse della storia
Flavius Mallius Theodorus fu protagonista di secondo piano della vita politica e amministrativa della Milano imperiale, soprattutto sotto il potere di Onorio. Theodorus fu prefetto del pretorio d’Italia, Africa e Illirico. Nel 398, l’imperatore Onorio, sul trono di Milano, sotto il controllo del reggente Flavius Stilicho, gli indirizzò due costituzioni, poiché Theodorus era il primo esecutore del loro contenuto dispositivo:
Codice Teodosiano 12.1.157. Il 13 febbraio 398 l’imperatore da Milano stabilisce che tutti devono essere tenuti ad assolvere i doveri contributivi a favore della civitas a cui appartengono.
Codice Teodosiano 12.1.158. Il 13 settembre l’imperatore da Milano afferma che ha avuto notizie delle condizioni di fragilità delle amministrazioni cittadine della regio II, ovvero Puglia e Calabria, a causa della presenza al loro interno di cittadini di religione ebraica. Questi si opponevano all’applicazione della costituzione del 13 febbraio, invocando una legge della pars orientis. Per l’imperatore tutti, anche gli ebrei, devono essere chiamati ad assolvere gli oneri fiscali.
Si è del parere che le due leggi non appartenevano ad un unico provvedimento normativo, ma che ci si trovi di fronte a due autonome disposizioni emanate a breve distanza di tempo. Altrimenti avremmo di fronte una prima legge con una statuizione generale ed una seconda legge con una particolare, emessa per chiarire la generalità della norma e precisi destinatari, quali gli ebrei.
Dal I secolo d.C. gli imperatori gradatamente si assumono la potestà legislativa. La loro legislazione, indipendentemente dalla forma o dal contenuto, prende il nome di costituziones ed è rivolta ad un destinatario determinato. In genere si trattava di un funzionario dell’amministrazione, ma poteva essere anche il popolo, il senato, una collettività, ecc.
Capitolo II: Il destinatario delle due leggi di Onorio
La prefettura del pretorio di Theodorus deve essere iniziata prima della fine del 397 e si deve essere protratta almeno sino ai primi di giugno del 399. La vastità del suo governato ci fanno capire:
- Che egli rivestiva un grande ruolo e una grande considerazione presso la corte milanese.
- Le motivazioni che hanno spinto il reggente Stilicho a scegliere Theodorus come prefetto del pretorio.
Come accade di frequente nelle fonti che lo riguardano, egli non ha sempre lo stesso nome. Nelle leggi imperiali viene chiamato Theodorus, mentre su di un cippo marmoreo eretto a Roma nel 399 (anno del consolato di Theodorus) è chiamato Flavius Mallius Theodorus. Nelle opere di Agostino è chiamato invece Theodorus. La testimonianza più importante lo disegna come Mallius Theodorus. Essa è un componimento dedicato al console in occasione della inaugurazione (era consuetudine celebrare l’anno del consolato con un componimento in versi o in prosa). Esso ha il nome di panegirico e fu composto in 340 versi dal poeta della corte occidentale Claudius Claudianus.
L’anno in cui fu composto, il 399, fu un anno difficile per le relazioni tra le due parti dell’impero. Theodorus fu nominato consul posterior, ma fu il solo console a dare il nome all’anno, in quanto il suo collega prior, Eutropius (eletto da Arcadio in oriente), non assunse mai la carica. Eutropio era un patrizio con l’incarico di sorvegliare le stanze private dell’imperatore, ma ben presto precipitò nella sua brama di potere. Ecco perché il cippo marmoreo a Roma porta solo il nome di Theodorus.
Ma quale era l’opinione che Claudianus aveva nei confronti di Theodorus? Nei Carmina minora dello stesso Claudiano si trova un breve componimento satirico, il 21: “Giorno e notte Manlius indulge nel sonno, Pharius rapina sacro e profano. Itale genti fate molti voti, perché Manlius vigili e dorma Pharius.”
Manlius è il nostro Theodorus, mentre Pharius per ipotesi è Rufius Sinesius Adrianus, un orientale che aveva assunto un ruolo importante presso la corte di Onorio. Sicuramente i versi sono stati scritti mentre entrambi erano titolari di un ufficio. Non si può affermare che Claudiano avesse una cattiva opinione di Theodorus perché ciò entrerebbe in contrasto con il suo ruolo encomiastico presso la corte. Dunque l’unica fonte che possiamo reputare principale è il panegirico.
Capitolo III: Alla scoperta dell’uomo: la vita e la carriera
Del panegirico di Claudiano possiamo trarre alcune notizie concernenti la vita di Theodorus. Egli nacque intorno alla metà del secolo in una località non specificata compresa nella Liguria. Il padre deve essere stato in grado di permettergli una buona istruzione per poter poi esercitare la professione forense. Claudiano nel cantarci del console, ci dà l’esempio di un modello unico della carriera di un alto funzionario dell’impero del 4 secolo.
La carriera di Theodorus va però ricostruita con attenzione. In circa 30 versi Claudiano ci descrive tutti gli incarichi che il console aveva svolto prima del 399:
- Aveva compiuto studi di diritto ed esercitato la professione forense presso il tribunale milanese (prima del 380).
- Governatore di una non definita provincia d’Africa (prima del 380).
- Governatore della Macedonia (prima del 380).
- Magister memoriae presso la corte milanese = capo della cancelleria addetta all’emissione e alla conservazione delle leggi imperiali (prima del 380).
Nel 380 è indicato in una legge del 12 marzo come ministro del tesoro, ovvero come rei privatae. In un periodo successivo al 380, ma precedente al 383, fu prefetto del pretorio in Gallia (Claudiano è il solo ad attestare questo). Resta assente dalla vita politica; ce lo dice sempre Claudiano giustificando questa fase della vita di Theodorus in cui ebbero prevalenza i suoi studi; in realtà la morte dell’imperatore Graziano è tra le cause dell’allontanamento di Theodorus dalla vita politica, ma è tra le cause anche un probabile insuccesso del suo incarico di prefetto. Prefettura del pretorio nel 397; Giustina muore nel 388 e il figlio Valentiniano nel 393; il regno di Teodosio finisce nel 395, ma era già salito al trono in Oriente il figlio Arcadio: sono questi gli anni i cui Theodorus ritorna a Milano nella nuova corte del fratello di Arcadio, Onorio, affiancato dal reggente Stilicho. La data del ritorno ufficiale è il 1 gennaio 397 quando riveste la prefettura dell’Italia, dell’Africa e dell’Illirico. La sua prefettura del pretorio è il simbolo della rinascita del partito cattolico milanese che nato con Ambrogio, era divenuto più forte con Simpliciano.
Altre notizie relative alla vita di Theodorus vengono da un rapporto epistolare tra il nostro personaggio e un aristocratico, senatore, di Roma: Symmachus. Quest’ultimo non conosceva certamente Theodorus quando gli scrisse la prima lettera, nonostante ciò alla prima ne seguirono molte altre e dunque dobbiamo pensare che Theodorus gli rispose e che soprattutto avesse anch’egli le disponibilità economiche per poter far nascere una corrispondenza. Secondo la letteratura la prima lettera fu scritta nel 376, quando Theodorus faceva l’avvocato a Milano e indicano il desiderio da parte del romano di instaurare un patto/amicizia con il milanese. Dunque dobbiamo pensare che Theodorus fosse già emergente nello scenario politico milanese. È da mettere in evidenza che il romano è pagano, mentre Theodorus cristiano; ma questa diversità di religione non incide in alcun modo sulla proposta di amicizia.
I rapporti epistolari continuarono sino al 400, percorrendo tutto il cursus della carriera di Theodorus. Aristocrazia senatoria da una parte e partito cristiano milanese sono...
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