La compilazione di Giustiniano
Giustiniano, come nessun altro imperatore, sentì prepotente il fascino della romanità, e si propose allora di far rivivere la grandezza dell'Impero Romano, tentando di realizzare l'unità dello Stato, della Chiesa e un imponente opera legislativa. I primi due obiettivi procurarono a Giustiniano solo delusioni; mentre il compimento dell'opera legislativa, nella quale ebbe la fortuna di trovarsi accanto collaboratori quali Giovanni di Cappadocia, Teofilo, Doroteo e soprattutto Triboniano, costituì un vero e proprio monumento che consegnò alla storia il nome di Giustiniano.
Prima tappa
Solo pochi mesi dopo la sua ascesa al potere (527), Giustiniano diede incarico ad una commissione di dieci membri di redigere una collezione di leges, definita Codex Iustinianus, che modificasse, abbreviasse e rimodernasse i testi dei codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, abrogandoli e sostituendoli. Tale compilazione fu pubblicata nel 529.
Seconda tappa
Subito dopo la pubblicazione del Codex, Giustiniano concepì un disegno molto più ambizioso, ovvero la realizzazione di una grande compilazione di iura del periodo classico. A tale scopo, affidò l'incarico della compilazione a Triboniano, a cui veniva data piena libertà di scegliersi i collaboratori. Alla commissione eletta da Triboniano venne dato il potere di modificare i testi classici allo scopo di adeguarli alla mutata realtà sociale del VI secolo. Si procedette così allo spoglio di un enorme numero di opere della giurisprudenza classica, da cui vennero ricavati più di 9 mila frammenti. Il Digesto, così fu chiamato, fu portato a termine in tre anni e venne pubblicato nel dicembre del 533.
Terza tappa
Mentre la compilazione del Digesto volgeva al termine, Giustiniano diede incarico ad una commissione ristretta di compilare un manuale elementare di diritto rivolto a fornire ai giovani che si apprestavano ad affrontare gli studi giuridici le prime nozioni generali. L'opera fu compiuta in breve tempo ed entrò in vigore alla fine dello stesso anno 533.
Quarta tappa
Nel periodo compreso fra il 529 e il 533 l'attività legislativa di Giustiniano era stata piuttosto feconda. Ciò portò ad un invecchiamento del primo Codex, cosa che consigliò l'imperatore a disporne una nuova edizione. Il nuovo Codex repetitae praelectionis fu pubblicato nel 534. Le costituzioni raccolte in tale codice appartenevano a svariati imperatori, ma il testo delle varie costituzioni molto spesso non era quello originale: la commissione preposta al compimento della raccolta aveva infatti avuto mandato di modificare le costituzioni.
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Diritto romano - le fonti del diritto nel periodo post-classico e giustinianeo
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