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Diritto romano Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto romano basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Viarengo dell’università degli Studi di Genova - Unige, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto romano docente Prof. G. Viarengo

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ESTRATTO DOCUMENTO

I Plebei lavoravano la terra e prestavano servizio militare. Quando si spartivano la terra i Patrizi

prendevano la fetta grossa.

I plebei non potevano cambiare il loro status perchè il matrimonio con i patrizi era vietato.

Siccome prestavano servizio militare, i plebei, avevano una coesione più forte siccome erano tanti,

e col tempo si resero conto di essere importanti.

I plebei impoveriti si trovarono così in condizioni di semi-schiavitù.

Indebitamento: I Plebei spesso chiedevano dei prestiti e per ottenerli dovevano dare una garanzia, si

instaurava consuetudinariamente un istituto (NEXUM: legato per debiti). Si doveva fare l’atto per

bronzo e per bilancio simile al mancipatio.

La persona che accettava di diventare nexum (legame) dava il proprio corpo in garanzia (schiavitù

temporanea per debiti), per sciogliersi c’era bisogno di un altro atto di scioglimento (solutio), ma

era molto difficile che il Plebeo riuscisse a liberarsi.

Il NEXUM è stato visto come una cosa molto negativa, infatti più avanti fu abolito con una legge.

Secondo gli studiosi fu la prima forma di obbligazione.

MAGISTRATO GIUSDICENTE: dice il “ius”, decide il tipo di rito da eseguire e nomina il giudice.

Inizia a svilupparsi il processo privato, diviso in 2 parti (bipartito):

1 davanti al magistrato che da una struttura al processo (IN IURE)

2 fase davanti al giudice (APUD IUDICEM).

Legis actiones: azioni rituali.

Quando il giudice ha analizzato la questione e ha stabilito che X è veramente debitore inizia la fase

di esecuzione.

Se il debitore non paga viene incatenato dal creditore e passato un certo numero di giorni il

creditore può fare ciò che vuole (ucciderlo o venderlo come schiavo, ma oltre il tevere cioè fuori dal

confine romano).

DEBITORE INSOLVENTE: addictus, o aggiudicato al creditore.

Nel 494 a.C i Plebei si ribellarono (seccessione), si allontanarono andando sul Monte Sacro o

Monte Aventino, e si rifiutarono di prestare servizio all’esercito.

La soluzione era quella di darsi una propria organizzazione politica, fuori da quella dei patrizi.

ORGANIZZAZIONE PLEBEA:

• si crearono dei capi, i Tribuni della Plebe;

• Assemblea, Concilio della Plebe;

• Plebisciti, valevano solo per i Plebei;

• Strutture religiose, cerere Libero e Libera (divinità);

• Edili Plebei, addetti alle divinità e ai templi.

I tribuni della plebe erano protetti da un’aura religiosa, erano sacrosanti (chi li toccava diventava

sacer esto, ovvero poteva essere consegnato alle divinità e uccido) e inviolabili.

Avevano il diritto di correre in aiuto dei Plebei (ius auxili) anche con la violenza.

Esercitavano uno strumento detto “intercessio” (diritto di veto), bloccavano le decisioni dei

magistrati Patrizi contro i Plebei.

Questo diritto di veto poteva essere esercitato anche all’interno dei Tribuni.

Questa organizzazione diede i suoi frutti dopo le 12 tavole.

La prima vittoria dei plebei fu il diritto scritto (451/450 a.C), il primo testo normativo scritto furono

le 12 tavole.

Alla trascrizione delle 12 tavole lavorarono una divisione di 10 uomini Patrizi (decemviri legibus

facindis), nessun pontefice.

Per la prima volta Roma ebbe un diritto scritto; la cultura romana era molto indietro rispetto alla

scrittura:

• In Mesopotamia già dal 2012/2095 a.C c’era il diritto scritto (Codice di UR-

NAMMU);

• Nell’impero Babilonese tra il 1792 e il 1750 a.C c’era il Codice di HAMMURABI;

• In Grecia nel 621 a.C c’era il Codice di Dracone e nel 594 il Codice di Solone;

• A Creta tra il 500 e il 450 a.C c’erano le leggi di Gortina.

ELENCO FONTI DELLE 12 TAVOLE:

• Diritto consuetudinario.

• Pronunce dei Re.

• Codice di Tolone.

• Nuove leggi dei Decemviri.

Nelle 12 tavole c’è un grande sforzo di radunarle in base alla categoria.

Sono scritte in Latino Arcaico e hanno carattere Laico.

Si passa da un mondo magico/animistico a un mondo laico.

Le norme provengono infatti da un Legislatore e non dagli dei.

Le norme se arrivano dagli dei sono immutabili, se arrivano dagli uomini sono modificabili.

Le 12 tavole sono leggi date, in origine consuetudinarie, si differenziano dalle leggi rogate perchè

ques’ultime erano votate nei comizi.

Conoscenza attuale delle 12 tavole: indiretta; non c’è il testo ma notizie sparse dalla letteratura

latina (citata dagli autori: Geglio, Cicerone, Acrobio e Festo).

Nel 450 a.C furono pubblicate per la prima volta su legno.

Nel 390 a.C furono bruciate a Roma dai Galli nel “Dies ater” (giorno nero); non fu un problema

siccome conoscevano il testo a memoria.

Il testo fu aggiornato nel tempo.

Dal 200 a.C i Giuristi iniziarono a commentarlo.

Sesto Elio Peto Catone pubblicò il testo, chiamandolo “tripertita” ( divisa in 3 parti):

• 12 tavole;

• Commenti;

• Riti processuali.

Con il tempo diventò un testo obsoleto e antiquato commentato anche da vari giuristi come

Labeone, Gaio e Pomponio.

Nel V Sec. d.C il testo era ancora visibile nel foro (testimonianza di Cipriano).

Nell’umanesimo giuridico (1500/1600) gli intellettuali si interessarono delle fonti antiche e in

particolare del diritto.

Un personaggio particolare che nel 1616 ha fatto la prima raccolta (edizione critica) delle fonti

sparse delle 12 tavole è Gotofredo.

Nel 1866 Shöll fece l’edizione tedesca. Prese le edizioni di Gotofredo e le modernizzò evidenziando

le citazioni testuali per avvicinarsi il più possibile all’originale.

Lingua e stile: caratteri ricorrenti, lingua molto arcaica, soggetto sottointeso, stile imperativo,

versetti brevi e costruiti con un ritmo binario con lo scopo di memorizzazione.

CONTENUTO:

Tavola 1/2/3: diritto processuale (regolamentazione del processo);

Tavola 4: diritto di famiglia, chiamato fino all’età imperiale “diritto delle persone”;

Tavola 5: diritto delle persone, tutela-cura, successione ereditaria;

Tavola 6: obbligazioni (nexus), usucapione (diritti reali), propietà;

Tavola 7: proprietà e sue limitazioni;

Tavola 8/9: delitti e procedura criminale (illeciti);

Tavola 10: diritto sacro (ius sacrum);

Tavola 11/12: integrazioni delle norme precedenti.

Chiamare le 12 tavole, codice delle 12 tavole non è corretto in quanto per codice si intende una

raccolta completa, mentre nelle 12 tavole manca il diritto pubblico (norme degli organi del

governo).

I giuristi cominciarono a scrivere il diritto pubblico più tardi.

Era chiamato “codice di contadini”, chiamato così da un sociologo, perchè rappresentava una

società agricola pastorale adibita al raccolto. Non ci sono infatti accenni al commercio.

La proprietà privata è all’inizo. I contadini credono ancora alle pratiche magico/religiose.

LE 12 TAVOLE

TAVOLA I:

Imposizione della mano a scopo di giudizio (manius iniectio).

Prima parte del processo: convocazione in giudizio (in ius vocatio).

Se fa resistenza:

se è malato o anziano deve offrire il giuramento.

Il luogo di incontro è il Comizio o il Foro. I soggetti devono trovarsi davanti a chi ha il diritto

(giudice) con l’oggetto del contendere prima di mezzogiorno.

Il processo iniziava la mattina e finiva la sera.

La prima parte avveniva davanti al magistrato, la seconda parte davanti al giudice.

Il giudice deve emanare la sentenza prima del sorgimento del sole.

TAVOLA II:

Rimangono dei resti parziali.

Riguarda le testimonianze orali, chi non voleva testimoniare andava davanti alla casa del….

TAVOLA III:

Descrive la fase esecutiva del processo.

Dopo aver accettato il debito (il giudice) dava 30 giorni di tempo al debitore per organizzarsi a

saldare il debito.

Passati 30 giorni se il pagamento non avveniva, si celebrava il rito del MANIUS INIECTIO.

Il creditore prendeva il debitore e lo portava nuovamente in giudizio, il giudice attribuiva la persona

debitrice al creditore che poteva metterlo in catene, se voleva poteva dargli da mangiare altrimenti

no (minimo una libra di farro al giorno).

Dopo la sentenza doveva portarlo a 3 mercati successivi (c’era un mercato ogni 8 giorni) sperando

che un parente (o chi altro) pagasse la cauzione.

Se ciò non avveniva dopo 3 mercati il debitore poteva dirsi “suo” e poteva farne ciò che voleva:

ucciderlo o venderlo oltre Tevere.

Se i creditori erano più di uno il corpo del debitore poteva essere tagliato in più parti (dopo la

sentenza del giudice).

TAVOLA IV:

La persona di riferimento del diritto è il Pater Familias (non era un vero e proprio padre siccome

erano famiglie allargate).

Il potere nei confronti del figlio maschio è la “Patria potestas”, mentre nei confronti delle mogli e

delle mogli dei figli la “manus” (potere).

Poteri: • avere il potere di vita e di morte su tutti;

• dare consenso al matrimonio;

• incrementare la famiglia adottanto figli;

• stringere alleanze con altre famiglie adottando il capo (arrogazione).

ARROGAZIONE:

2 patres uno diventa figlio portando tutti i suoi sottoposti nella sottoposizione dell’altro pater.

In certi momenti il pater diventa giudice per i risvolti familiari (tribunale domestico).

Es. le donne che rubavano le chiavi della cantina, sicccome era vietato.

TAVOLA V:

TUTORI: Creati per le donne di proprio diritto e per gli impuberi orfani (sui iuris e impuberi sui

iuris).

Una femmina era considerata “impuberi” fino ai 12 anni, mentre il maschio 14; non potevano fare

“mancipatio” o gestire un patrimonio ma lo faceva il tutore (zio, fratello, etc..il parente maschio in

linea più vicina; “agnato prossimo”) per loro.

Il maschio che entra nella pubertà non ha più bisogno del tutore, diventa Pater.

Tutore della donna -> tutore muliebre; Se la donna rimane “sui iuris” deve avere il tutore per tutta la

vita.

I romani pensavano che le donne fossero deboli, quindi incapaci di compiere attività giuridiche

(fragilitas sexus). Ebbe il turore dall’età arcaica fino alla Repubblica,

Il principe Augusto cambiò la sua situazione giuridica.

Tra III e II Sec. a.C la mano perde valore, anche il diritto consuetudinario cambia con il tempo e

con il cambiamento sociale.

CURATORI: Sostiene gli uomini che benchè siano iuris non sono pienamente capaci (pazzi, furiosi

e prodighi).

Questa condizione di follia, però, era condiderata “curabile”, chi guariva non aveva più bisogno del

curatore.

successione legittima: avveniva per testamento orale a seconda del grado di parentela.

Prevedeva la successione dei figli e della moglie (se sposata) “cum manum”.

Gestis: appartenenza, questo era il mondo dei Patrizi.

TESTATORE: era colui che faceva il testamento.

DE CUIUS: colui che moriva.

A questo si affiancava un testamento orale più complesso: mancipatio familie (vendita patrimonio)

-> atto per bronzo e bilancia.

Un amico o una persona di fiducia dava le istruzioni su come distribuire il patrimonio al momento

della morte pronunciando un rituale. Es. ricevo questo patrimonio e lo conservo etc etc…

Il primo passo era l’adempimento della volonta, dopodichè il testamento (lavorato dai pontefici) per

bronzo e bilancia (peraes et libram).

TAVOLA VI:

Negozi giuridici: (nexum) obbligazione materiale su una persona e (mancipatio) trasferimento di

propietà.

3-4 : usucapione -> 1 anno i beni mobili e 2 anni i beni immobili (fondi).

5 : usucapione della “manus” sulla donna. Questo poteva essere acquistato in 3 modi: In modo

religioso (confarreatio); con l’applicazione dell’atto per bronzo e per bilancia (coemptio no

mancipatio) ma non si conosce esattamente il rituale e tramite convivenza come marito e moglie

(Connubium, capacità matrimoniale).

Dopo un anno scattava la mano (usus). I pontefici però elaborarono una regola: se la donna si

allontanava per 3 notti (usurpatio trinocti) in un anno, non si aveva la “manus”.

TAVOLA VII:

Proprietà e diritti reali ( embrionabili) oltre l’usucapione.

2 : come separare i confini, norma presa da Atene dal Codice di Solone. La riporta Gaio. Parla di

siepi, muretti, alberi.

6 : regolamentazione delle vie di transito.

7 : servitù di passaggio (rustiche) per andare da un fondo all’altro e regolamentazione dei rapporti

dei vicinati.

10 : frutti del vicino, se cadono nel terreno del vicino, lui può raccoglierli ma non può entrare nella

proprietà dell’altro.

TAVOLA VIII:

Contiene il diritto privato, il diritto pubblico viene creato più avanti dai giuristi.

II Sec. a.C -> vengono istituite le corti penali permanenti.

Questa tavola da un quadro degli illeciti valutati nel processo privato (no penale pubblico).

Illeciti: non sono crimini ma comportamenti puniti

delicta -> più leggeri, puniti con la vendetta privata. In alcuni casi sono portati davanti al giudice.

crimina -> paricidio, gravi reati religiosi, sono puniti davanti alla comunità.

Scopo: porre limiti alla vendetta privata.

Alcuni degli illeciti inseriti nelle 12 tavole hanno caratteristiche magico/religioso e prevedeva una

vendetta privata pesante : danneggiamenti corporei, agricoli.

L’ultima parte è dedicata al furto e alla falsa testimonianza e all’omicidio involontario.

1a-b : reati magico-religiosi, chi pronuncia una formula di maledizione contro una persona era

soggetta alla pena di morte, la persona veniva percossa con le verghe.

8 a-b : chi attira il raccolto altrui o lo distrugge con incantesimi è soggetto all’impiccagione in un

albero del fondo in onore della Dea Cerere.

Per i danneggiamenti corporei:

1 : amputazione di un arto, il colpevole era soggetto al taglione (occhio per occhio…)

3 : lesioni minori come ad esempio una frattura doveva pagare in denaro.

9 : danneggiamento dei fondi altrui, in onore della Dea Cerere il colpevole doveva morire. Se il

colpevole era un impurere allora doveva essere castigato e pagare.

10 : incendio, la pena era quella di essere bruciato vivo.

11 : taglio degli alberi altrui, la pena era un pagamento in denaro.

12 e 13 : furto colto in fragrante di giorno, il ladro si poteva uccidere ma a 2 condizioni: con 2

testimoni e che il ladro fosse armato, altrimento se non armato doveva essere portato dal magistrato.

Se valutati colpevoli erano fustigati e poi consegnati al derubato. Se schiavi venivano fustigati e

buttati dalla Rupe Tarpea. (colto in fragrante e non: manifestus/non manifestus).

24° : omicidio involontario (introdotto da romolo, ricavato da una legge regia)

TAVOLA IX

1: una delle poche norme introdotte dai decemviri, essemblea centuriata. Gli si attribuisce una

funzione importante perché deve decidere sulla vita e la morte dei cittadini (appello al popolo

procedura che riguarda chi ha commesso un reato grave – procedura penale- un cittadino

condannato a morte da chi ha l’imperium -pretore massimo, console-).

Il pretore massimo e il console hanno l’imperium potere di comando che delinea alcune competenze

come il comando militare, la capacità di convocare il senato e le assemblee (organi pubblici più

importanti), la coercizione -diritto dei magistrati di dare punizioni, coercitio: giurisdizione.

Con l’appello al popolo si mette un limite all’imperium. Appello al popolo provocatio ad popolum.

Il popolo si riuniva per votare (si va condannato, no va assolto) ma non poteva modificare la pena

limite al potere dei magistrati supremi.

4/5: questori del parricidio e l’alto tradimento (i due crimini pubblici riconosciuti).

6:si ribadisce l’appello al popolo.

TAVOLA X: DIRITTO SACRO, NORME SUI FUNERALI

TAVOLA XI:

Si sancisce il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.

TAVOLA XII

5: provenienza decemvirare, stabilisce il valore di applicazione delle 12 tavole in rapporto alle leggi

successive.

Le 12 tavole sono” leggi date”, date da u gruppo di magistrati che sono i decemviri. Dopo le 12

tavole iniziano a uscire le così dette “leggi rogate” chiamate così perché scaturiscono dalla

proposta di un magistrato che ha l’imperium, e presentate ad alcune assemblee del popolo, in

particolare al comitio assemblee centuriati e anche a quelli tributi (dovevano votare a maggioranza).

Le leggi rogate una volta approvate valgono per tuttti.

(rotondi)

Tutto ciò che il popolo ha stabilito o deliberato da ultimo è giuridicamente valido/vincolante. Le

legge rogata/pubblica più recente è vincolante e supera e cancella il contenuto di quelle precedenti

(testo normativo modificabile tramite leggi successive).

Giuristi repubblica.

L’interpretazione dei giuristi sul testo delle 12 tavole ius civile. Nello stesso tempo ci sono state

queste leggi, le legis actiones (azioni legittime, procedimenti per agire in giudizio).

La scienza di intepretare è nelle mani del collegio dei pontefici.

IUS QUIRITIUM: diritto dei quiriti, cioè i romani.

IUS CIVILE: è il diritto più recente, ha due significati: il diritto della città, cioè di tutti coloro che

hanno la cittadinanza. I non cittadini non possono adoperarla.

Il diritto diventa sinonimo dell’interpretazione dei giuristi.

IUS GENTIUS: diritto delle genti, poteva essere adoperato anche dai non cittadini. (dopo le 12

tavole con l’espansione di Roma).

Collegio dei pontefici: il primo giurista laico è del 200 a.C

I pontefici sono i primi giuristi conosciuti, l’accesso al collegio è riservato esclusivamente ai patrizi.

Il plebiscito ogulnio del 300 a.C

La carica di pontefice è accumulabile alle altre carica magistrali.

Il collegio dei pontefici è composto da 5 membri, ci si entra con un meccanismo chiamato

“cooptazione” i membri del collegio fanno entrare altri membri, senza votazione o delibere, si

mettono d’accordo e chiamano altri membri ritenuti degni. Il collegio sceglieva al suo interno un

capo (pontefice massimo), colui che guida il pontefice.Il capo teneva la sua carica tutta la vita

(carica vitalizia).

Quando nel 300 vengono ammessi i plebei all’interno del collegio, i membri diventano 9 (i patrizi

hanno la maggioranza) .

Dopo la pubblicazione delle 12 tavole il ruolo dei pontefici non muta ma diventa più importante,

siccome le 12 tavole erano modificabili avevano il compito di interpretare e modificare.

• I pontefici controllano la scansione del tempo, sono loro che conoscono come si

suddivide l’anno, non c’era un calendario scritto. I romani avevano la concenzione del tempo per i

giorni positivi e negativi, erano astronomi. La scansione era fatta sulle fasi lunari. Ogni anno aveva

una fine diversa (giorni intercalari giorni aggiunti in base agli studi). Era un potere enorme siccome

dovevano comunicarli ai cittadini, la qualità dei giorni stabiliva se si potevano fare processi oppure

fare cerimonie religiose o i mercati (venivano fatti ogni 8 giorni). Le calende (primo giorno),

(quinto giorno), (tredicesimo).

La qualità del giorno era nelle loro mani. L’anno iniziava a marzo, solo a partire dal 153 a.C inizia a

gennaio. Inizialmente erano 10 mesi, poi diventarono 12. Intorno al 300 primo cambiamento, Cneo

Flavio lavorava per il pontefice Appio Claudio che gli da l’incarico di codificare l’anno, scolpito

nella pietra. Vengono fissati mesi, settimane e giorni. I giorni intercalari venivano calcolati di volta

in volta.

Codificazione del calendario: incisione su pietra.

La riforma del calendario viene fatta dalla valutazione delle fasi lunari a quella delle fasi solari.

46 a.C calendario di Cesare, così detto calendario giuliano. Fissazione di alcune regole presenti

ancora oggi. I giorni vengono portati a 365 con l’aggiunta di un giorno(intercalare) ogni 4 anni

(bisestile). Era su base solare. Si aggiunsero 90 giorni.

Giulio cesare diede il suo nome a un mese: Luglio.

Funzionò fino al 1582 con la riforma di Gregorio XIII, riguardante gli anni bisestili.

• I pontefici inoltre dovevano tenere memoria dei giorni più importanti sulla storia di

Roma (guerre, carestie, siccità, sconfitte). Questa memoria degli avvenimenti storici confluirà negli

“annalis” (annali pontificali) cioè un archivio dei fontefici. Fabio Pittore (230 circa adopererà gli

annali pontificali. Nel 120 a.C un giurista pontefice (laico), Publio Mucio Scevola, pubblica in 80

libri tutto quello trovato negli archivi (annales maximi raccolta più completa), ormai non aveva più

senso tenerla segreta).

• Il pontefice massimo eseguiva una carica importantissima all’interno del servizio

curiato, competenze di carattere religioso ma anche civile. Es. testamento a comizi radunati (t.

calatis comitiis); arrogazione (adozione di un pater che rinunciava alla patria potestà); confarreatio.

• Responsi, attività di consulenza. I responsi sono le pronunce dei giuristi che danno i

loro consigli su come compiere un negozio giuridico, casi dei privati. Consulenza del giurista, orale.

I pontefici davano questi responsi a porte chiuse (segretezza). Ogni anno veniva un pontefice

adibito alla consulenza. Il collegio dava consigli anche agli organi pubblici, ma anche ad altri

collegi religiosi.

Quando veniva data ad organi pubblici si dava un “decretum” (decisione pubblica), non un

“responsi” (consulenza privata).

ORGANI DELLA REPUBBLICA

La possiamo avere solo dal 367 a.C grazie alla figura del pretore urbano

Senato-magistratura-assemblee o comizi.

Questa situazione rimane così fino all’avvento del principato.

• Senato: unico organo stabile poiché il senatore era a vita. Per entrare nel Senato

bisogna essere stato prima o console o pretore o dittatore cariche magistraturali maggiori.

In seguito anche a magistrature minori, quindi il senato si allarga.

I Consoli sono la massima carica magistraturale. I loro compiti sono di seguire il censimento della

popolazione, e scelgono i senatori lectio senatus.

Tale scelta avviene tra quelli che hanno ricoperto le cariche e in base anche ai doveri e agli onori

che hanno fatto.

Il senato ha molte competenze: deve essere riunito se muoiono i contoli (capi militari). Assumere il

potere dei consoli, mentre non vengono nominati altri consoli (in situazioni di emergenza si poteva

nominare il dittatore).

• Si occupano di politica interna (amministrazione dello stato) ed esterna (guerre e

trattati).

• Controllano la questione dei beni pubblici.

• Deve prendere delle deliberazioni (senato consulti) ; prese a maggioranza e attuate

dai consoli.

• Svolgono funzione di ratificare le delibere delle assemblee: sia riguardo alle elezioni,

sia per le leggi.

Una volta che è passata una legge o una candidatura, passa dal senato che deve imporre la sua

autorità.

Nel 339 ci sono le leggi pubilicis e filoni.

Investono le delibere del Senato. Diviene preventiva la loro delibera.

• senato consulto ultimo: delibera presa in un momento di emergenza in quali casi?

Quando il senato crede che ci sia un pericolo interno per Roma (congiura) (es. 186 Culti di bacco

suscitano quel che suscitano i culti cristiani).

• Assemblee: comizi curiati mentre inizialmente il popolo è presente, dopo l’età

repubblicana c’è solo simbolicamente. Vi sono 30 vittori, 1 per ogni curia.

• Investitura del potere: fatta dai comizi curiati, che riguarda il potere militare,

l’imperium (lex curiata de imperio). Ci si riuniva in campidoglio.

• Concili della plebe

• Comizi centuriati: sono organizzate per 5 classi censitarie. I compiti erano quelli di:

votazioni delle leggi, elezioni dei magistrati maggiori e decisioni sulla vita e morte dei cittadini.

Lex rogata molto diritto pubblico, poco privato (lasciato nelle mani dei giuristi) era strutturata in 3

parti: prescritto- rogatio e sanctio.

Praescriptio preambolo

Rogatio dispositivo della legge

Sanctio parte finale dove si danno regole su come applicare la legge.

Le leggi venivano esposte nel foro e incise su lastre. Le leggi rogate non sono mai state raccolte in

un testo unico.

COMIZI TRIBUTI: 31 tribù rustiche – 4 tribù urbane.

Riflettono i cittadini rispetto al loro domicilio. Votano i magistrati minori e possono votare qualsiasi

tipo di legge.

Alla fine dell’età repubblicana acquistano importanza rispetto ai comizi centuriati.

ARCO DI TEMPO TRA 12 TAVOLE E FINE DELL’ETA’ REPUBBLICANA

Roma si espande. Si estendono fino a sud della valle del Po.

Guerre contro Cartagine (puniche): 1 guerra vittoria, ottennero la Sicilia si espansero conquistando

anche la Sardegna e la Corsica.

2 guerra Annibale contro Scipions

Inoltre incorporarono anche la Grecia.

3 guerra guerra punica con qui conquistarono anche l’Africa abbattendo Cartagine. Tutto ciò porta

al controllo sul mediterraneo per Roma.

Per tutelare i rapporti tra romani e stranieri non possibile usare lo ius civile (no nexum,

mancipatium, altri riti). Per tutelare questi nuovi rapporti devono trovare nuovi metodi: i giuristi

hanno tale compito.

Principio di buona fede tutto quello che è fatto in buona fede viene tutelato.

Questo principio si trasforma in un principio giuridico. Viene quindi creata una serie di nuove

regole, alle quali i giuristi danno i nomi.

Nasce il concetto di “contratto”: come accordo di due parti che decidono di scambiarsi una cosa in

base al prezzo, o decidono di mettersi in società.

Nasconono i contratti contestuali basati sull’accordo delle due parti e sono: la compravendita la

società commerciale, il mandato e la locazions conduzions.

EDITTO DEL PRETORE (urbano e peregrino): i pretori hanno l’imperium e il potere di mandare

un editto/ordinanza.

Si inseriscono in delle tavole le tutele che il pretore offrirà ai cittadini. E’ im testo in continua

formazione, poiché si introducono nuovi strumenti o si modificano quelli già esistenti.

Anche il processo sposta: iniziano a essere usate meno le legis actiones, nasce il processo formulare

c’è una formula scritta, elastica (adattabile a ogni controversia). Si affermerà alla fine della

repubblica e durerà per tutto il principato.

GIURISTI

Hanno un’attività pubblica. Può cominciare ad insegnare e ad avere allievi. Inizia il fenomeno del

diavolo fra giuristi dove si scambiavano idee e opinioni anch differenti.

Ius controversium caratteri del diritto romano che è stato dibattito continuo tra i giuristi (diritto

dialettico).

Giuristi laici distaccamento di questa immagine dal collegio dei pontefici. Ma sostanzialmente solo

i nobili e i ricchi e i sapienti potevano ambire a diventare giuristi (il primo giurista pagato è nel 14

d.C, Masurio Sabino).

Il primo giurista laico è Sesto Elio, non appartiene al collegio.

La loro mentalità rimane attaccata al vecchio ordine, molto autoritari, non erano in grado di

colloquiare col pubblico. In seguito alcuni iniziarono a cambiare mentalità e ad aprirsi a colloquiare

col pubblico.

AUCTORITAS del giurista

I giuristi quindi sono a disposizione dei cittadini e li ricevevano a casa propria (a differenza dei

pontefici che li ricevevano in altri luoghi).

ATTIVITA’ dei giuristi:

• Agere: attività di consulenza, ai fini del processo/di una causa.

• Cavere: richiama i negozi giuridici (attività cautelare).

• Respondere: è il responso, consulenza orale offerta a chi deve un consiglio.

GIURISTI IMPORTANTI:

• Sesto Elio è un giurista simbolico. Si occupa da un lato delle 12 tavole, dall’altro è il

primo giurista laico.

La sua opera è tripartita: 12 taavole (aggiornate), ius civile (inteso come interpretazione dei giuristi)

e legis actiones (procedura/processo).

Pomponio definisce la sua opera cunabula iuris, fondamenti del diritto.

• Manio Manilo, Publio Mucio Scevola, Bruto (intorno al 120/140 A.c)

Questi 3 giuristi vengono chiamati da pomponio come fondatori dello Ius civile.

• Manio e Publio Mucio sono di famiglia senatoria, arrivato al senato.

• Bruto ricopre solo la carica di pretore.

• Publio oltre che ad essere console diventa anche pontefice massimo, pubblicando

anche gli annales maximi.

Tutti e tre scrivono, non più sulle 12 tavole, ma dei libri di diritti civile .

Manio ha fatto inoltre una raccolta di formulari di negozi. Tutti e 3 discutono insime, confrontando

le varie soluzioni giuridiche argomentando le loro posizioni.

Es. schiava data in usufrutto: appartiene ad un proprietario che decide di darla in usufrutto ad

un’altra persona. L’usufruttario “gode” dei frutti della cosa. La schiava come frutto gli può dare dei

figli. Il nato da schiava è schiavo.

Manio e Publicio si schierano dicendo che è un frutto, quindi appartiene all’usufruttario.

Bruto invece dice che non può essere u frutto, ma è un essere umano e quindi appartiene al

proprietario.

Es. furto d’uso

Viene data una cosa in comodato (un prestito con determinati limiti, anche di luogo). Invece l’uomo

va con tale cosa da tutt’altra parte. Bruto e Publicio pensano quindi che sia stato compiuto un furto

d’uso.

Sono visti come fondatori dello ius civile perché operano il testo delle 12 tavole, non riferendosi più

al loro testo, e definiscono il testo dello ius civile partendo dai loro stessi testi.

• Quinto mucio scevola, figlio di Publio diventato Console. Pomponio lo definisce

come il primo che divide per genere lo ius civile prende la filosofia greca (platone e aristotele),

adottando la dialettica (per dare un resoconto scientifico e rappresentarlo, bisogna procedere alla

classificazione per genere e specie).

Quinto incomincia a individuare i generi: matrimonio, possesso, tutela, furto, all’interno di ogni

genere individua la specie.

Il suo limite è non aver costruito un sistema generale per le materie. Per fare ciò è neccessario

definire gli oggetti: dare una definizione alle materie.

Allievo di Mucio: Servio supicio rufo

Era un uomo nuovo, cioè figlio di una famiglia non aristocratica.

Studi di retorica e filosofia, era molto amico di Cicerone.

Insieme andarono alla scuola di un grande filosofo a Rodi. Praticò la professione di oratore come

Cicerone ma poi incontrò Quinto Mucio Scevola e lo stimolò a imparare il diritto.

Diventò un grande giurista e insegnate. Console nel 51 a.C.

Morto nel 43 a.C, 1 anno dopo l’uccisione di Cesare, mentre andava a fare un’ambasceria.

Dialettica: divisione in genere e specie.

Mucio era un aristocrativo, quindi un po conservatore mentre servio era un innovatore.

Capitoli di Critica a scevola: opera (reprehensae scaevole capita). Prende vari punti dei libri del

diritto civile e ne propone interpretazioni differenti es. quello relativo alla società commerciale.

Societas: Quando 2 o + persone mettono insieme i propri patrimoni a fine di lucro con un’attività

specifica, era un tipo di rapporto tutelato da poco (spesso era una società commerciale per il

trasporto di grano o animali).

Quinto Mucio pensava che i soci dovessero mettere le stesse quote e anche la suddivisione dei

profitti e delle perdite; era abituata al vecchio ius civile, dove non c’era la società commerciale ma

la società dei fratelli coeredi.

Sulpicio non era legato alle tradizion siccome non aveva una famiglia di giuristi alle spalle.

Società leonina: E’ nulla la società dove un socio si prende tutti gli interessi senza sostenere gli altri,

era una società iniqua e non valida.

Socio d’opera: compie un lavoro per la società che deve essere riconsciuto, divide solo i profitti non

le perdine perché li sostiene con il suo lavoro.

Altre innovazioni di Servio: commento all’editto del pretore (titolo= ad brutum), per la prima volta

inoltre riesce a costituire una scuola privata molto ampia, senza nessun intervento da parte dello

Stato. Le sue capacità di insegnamento erano molto ampie, infatti c’era un gruppo di giuristi

formato da lui (auditores servii: uditori).

I 2 più noti “auditores servii” sono Ofilio con il “ad edictum commento” all’editto del pretore, e

Alfeno Varo, molto noto perché di modestie origini, diventa console nel 39 a.C, scrisse un’opera

intitolata “digesta”.

DIGESTA raccolta di argomenti che segue un ordine, raccolta ordinata. Struttura editale.

Segue l’ordine delle materie dell’editto del pretore. Riporti i casi discussi nella scuola del suo

maestro (responsi di Servio). Sono casi concreti avvenuti a Roma.

Struttura del responso triadica: divisa in 3 parti.

1 parte il caso

2 parte il quesito

3 parte la rispota

Prima della risposta c’era una discussione sulle varie ipotesi di soluzione, nella scuola.

Unica opera conosciuta di metodologia di insegnamento.

Periodo di cambiamenti, la crisi nasce con la morte di cesare nel 34 a.C. (crisi Repubblica e

strutturazione del principato 27 a.C-284 d.C.)

284 avvento di diocleziano.

Nuova classe: cavalieri.

I soldati diventano soldati di carriera.

Primi segni di crisi il potere reagisce con il rafforzamento dei poteri di persone specifiche (es.

condottieri: Mario, Silla, Pompeo), per esempio dando la carica di dittatore, console senza che sia

passato il tempo giusto. O con dei poteri straordinari come quelloa Silla di riordinatore le istituzioni

e proporre leggi vincolanti.

CESARE: + pericoloso perché era molto forte dal punto di vista militare siccome aveva il controllo

dell’esercito; sconfisse Pompeo e si fece dare la carica di dittatore a vita nel 49 a.C.

Fede tante riforme, quella più tenuta era quella sulla concessione della cittadinanza Romana, era

considerato un pericolo per i cittadini.

Nel 44 a.C, in una congiura di Senatori capeggiati da Bruto e Cassio, venne ucciso.

Successione di Cesare costruzione di un nuovo governo, il principato.

Fu una costruzione lnta ma molto abile.

Come primo passo venne costruito un nuovo triumvirato composto da Lepido, Antonio e Ottaviano

(erede -figlio adottivo- di Cesare), aveva 19 anni quando iniziò il triumvirato.

Costituito da 5 anni + 5. Dal 43 al 32 a.C.

Ottaviano giocò molto sul testamento di Cesare per ottenere la sua carica. I 3 personaggi avevano

delle aree di responsabilità:

Ottaviano, italia e province occidentali.

Antonio in egitto, dove iniziò una relazione con Cleopatra dopo aver avuto un figlio con Cesare.

Lepido in Africa.

Lo scopo della suddivisione dei territori era quello di elimanre i nemici

Allo scadere del 32 Lepido era già stato emarginato. Ottaviano riesce a dimostrare che Antonio era

nemico della patria facendo una cosa illegale: prese il tstamento di Antonio e lo fece aprire

pubblicamente in quanto era convinto che ci fossero delle disposizioni pericolose.

Dal testamento si capiva che Antonio concedeva una fetta di potre importanti ai figli avuti con

Cleopatra e il rischio era che a roma potessero subentrare gli egiziani.

Il senato dichiara Antonio nemico della patra dando a ottaviano un potere straordinario (imperium).

Giuramento di tutta l’Italia di tutte le persone della penisola. Il potere di ottaviano era concesso

anche da tutti i cittadini

Antonio sconfittonel 31 nella battaglia di azio e l’egitto diventa provincia d’italia.

L’egitto diventa il granaio d’europa siccome era molto ricco.

Il senato inizia a dare dei poteri importanti a ottaviano, nel 28 lo riconosce come “princeps senatus”.

Nel 30 gli riconosce un potere tipico dei tribuni della plebe: “tribunicia potestas” (inviolabilità).

27 a.C inizio del principato, ottaviano si presenta al senato dicendo di aver riportato la apce e

sconfisso i nemici e Restituisce il potere straordinario di “imperium” (restituisce la republica).

Il senato reagisce dicendo che gli rimaneva la potestà tribunizia, riconoscendogli un titolo speciale:

Augustus, termine che deriva da “augere” che rimanda la sfera religiosa “augurium”, colui che è da

venerare.

Augusto ha una guardia del corpo (corpo dei pretoniani guidati dai prefetti del pretorio) che deve

salvaguardare la sua salute.

Cominciano una serie di innovazioni: una di queste sono il consolidarsi di poteri dati dal senato a

vita ma che non sono cariche.

Dal 23 non assume più carche magistruali per evitare la fine di cesare, ma si attribuisce il potere

scisso della carica e la tribunicia potestà (cariche a vita).

La tribunicia potestà lgi viene attribuita completa con tutte le prerogative dei tribuni della plebe,

hanno il potere di soccorrere i cittadini con la provocatio in appello al popolo, prendono decisioni

valide per tutti -promulgazioni di leggi, plebisciti-.

Con la scusa di proteggere i deboli poteva proporre regole, leggi, riforme, convocare il senato e le

assemblee, opporsi alle decisioni dei magistrati.

Le nuove provincie vengono attribuite ad Augusto, le vecchie invece rimangono di competenza del

Senato. (imperium proconsolare maius et infinitum, comando militare maggiore rispetto agli altri

magistrati e senza limiti territoriali).


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pi1997

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pi1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Viarengo Gloria.

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