Il diritto privato romano
Il diritto privato nasce con i Romani, che gli diedero una grande importanza. Regola i rapporti tra i singoli cittadini. In età arcaica lo affidarono a degli specialisti, i giuristi (iuris periti: esperti del diritto) che avevano il compito di interpretare le lacune dello Ius (norme). Inizialmente il loro compito era quello di interpretare la consuetudine, siccome non c'erano norme scritte.
Origini e sviluppo del diritto privato
Nella prima fase i giuristi corrispondevano a un collegio religioso (i pontefici). N.B. Il giurista è molto diverso dall’avvocato: il giurista è un esperto del diritto solo nel mondo romano, mentre l’avvocato è un esperto nell’eloquenza e si occupa soprattutto della difesa nei grossi processi penali. L’impero assoluto non lo accettava però come esperto del diritto.
I giuristi lasciano la religione nel 200 a.C. e il mondo romano incontra la cultura greca, capendo di dover imparare molto (filosofia, poesia, retorica…), nacque così la scienza del diritto privato (matrimoni, contratti, dote). Usano Aristotele per l’interpretazione dei contratti. Nel 242 a.C. nasce il tribunale per le controversie tra romani e stranieri.
Giustiniano e la codificazione
Giustiniano, l’imperatore cristiano rappresentante di Dio, si occupa di raccogliere tutto il diritto romano in 50 libri e nomina così 3 commissioni (528/534 a.C):
- Una si occupa di raccogliere il lavoro dei giuristi romani;
- Una si occupa delle leggi imperiali;
- Una fa un libro sul diritto romano aggiornato.
Giustiniano ci dà i libri di diritto nelle strutture comunali fino al medioevo. Perfino per dare una struttura giuridica ai comuni andarono a consultare i suoi libri. Digesto: raccoglie ordinatamente la raccolta di Giustiniano.
Fonti ed esempi storici
Descrizione immagini: Lapis Niger. Le donne studiavano usando stilo e tavolette cerate. Fonti di cognizione: conoscenza. Es. Tavolette, potevano rovinarsi facilmente. I testamenti, per essere validi, dovevano essere sigillati, erano scritti sulle tavole e conservate. Pompei ha ancora oggi, per esempio, reperti conservati nelle ceneri vulcaniche.
Lapis Niger: pietra nera risalente all’età monarchica (età più antica) poco dopo la fondazione di Roma nel 600 a.C. Questa “Lapis Niger” si trova nel foro a Roma ed è una piccola colonna con scritte. È il reperto più antico con scritture. Rex: re… era un luogo dedicato al re. Fu trovata nel 1899 nel foro Romano per caso. Traduzione: chi violerà questo luogo sia maledetto... al re l’araldo... prenda il bestiame... giusto.
Altri reperti significativi
- Tabula Bantina: Conservata a Napoli. È un’iscrizione su tavola di bronzo con le regole della città di Bantia.
- Bassorilievo: Conservato a S. Giulia (Brescia), risale al V/VI Sec d.C. È la rappresentazione di come i romani leggevano i documenti sui rotoli di papiro. I papiri erano delle piante che crescevano nelle zone caldo/umide dove scrivevano le opere, era molto economico ma lungo da realizzare. Scrivevano a colonne affiancate senza segni di interruzione. Le opere dei giuristi e anche quelle di Cicerone sono state scritte sui rotoli di papiro e poi riportate nei volumi.
- Rotolo di Qumran: Trovato nelle grotte di Qumran. È un manoscritto di Gaio (Giurista) trovato nella biblioteca capitolare di Verona. È un testo religioso dell’800 (lettere di S. Gerolamo), e al suo interno contiene un testo giuridico romano visibile grazie agli acidi. È l’unica opera arrivata autonomamente fuori dal Digesto di Giustiniano, era un manuale di insegnamento.
Digesto: manoscritto di 50 libri scritto in latino con conservate le opere dei giuristi (es. Modestino) romani, realizzata su incarico dell’imperatore Giustiniano I. Lehenel ha preso il Digesto e ha raccolto ogni frammento e ricostruito ogni opera. Palingenesia iuris: opera. Fonti di produzione del diritto: modalità con cui si produce il diritto e si conserva la sua conoscenza. Ciò che non era scritto era la consuetudine che fu tramandata con la memoria dei giuristi pontefici.
Diritto consuetudinario: non scritto. Per la prima volta le consuetudini furono scritte sulle 12 tavole. Organizzazione sociale strutturata in "gentes" [gens] (genti, grandi famiglie allargate) i gruppi prendono il nome dal capostipite, che si tramanda di generazione in generazione (nome gentilizio).
Struttura sociale e potere del Rex
Capo famiglia (Pater Familias), non ha nessun ascendente maschio al di sopra di lui ed è il capo della sua famiglia, nella gentes ci sono più capi famiglia. I capi rischiavano di entrare in collisione l'uno con l'altro, perciò fu eletto il capo dei capi, il "Rex" (Re, colui che conduce e detiene il potere decisionale), si dice che il re è il giudice supremo delle cose divine e umane.
Consiglio dei capi delle genti: dove si riuniscono i capi per le decisioni più importanti. Il Rex viene scelto dai capi delle genti, la sua carica è vitalizia, viene scelto sulla base della sua forza e della conoscenza dei segni divini. "Numina": divinità invisibili che governano tutto. Il re ha compiti religiosi, interroga le divinità attraverso la lettura dei segni, prendere gli "auspicia" (segni divini, da aves spicere, guardare il volo degli uccelli), amministra la comunità, funge da tribunale solo in questioni gravi, per le questioni minori si risolve tutto con la forza fisica.
Quando il re muore si crea un momento chiamato "interregnum" (periodo tra un regno e l'altro, solitamente 5 giorni). Le persone deboli dei dintorni della comunità si univano alle genti lavorando in cambio di protezione. Dopo un vasto allargamento la comunità venne divisa in 3 tribù: Ramnes (Latini), Tities (Sabini), Luceres (Etruschi), coloro che si uniscono venendo da fuori verranno chiamati Plebei (colui che ha soltanto i figli).
Comizio Curiato (da curie, raggruppamenti di uomini che vengono dalle tribù): 30 curie, 10 per ciascuna tribù, composta da maschi di età minima 17 anni (età minima servizio militare), ha la funzione di assemblea nei momenti di necessità (es. Dichiarazione guerra, giudizio di un grave crimine), assume letteralmente un ruolo pubblico. Quando il re deve decidere una condanna a morte si fa la sentenza davanti al comizio curiato.
I reati più gravi sono: l'uccisione del pater familias (parricidio) e l'alto tradimento, l'omicidio dell'uomo libero va punito da parte della famiglia della vittima. I questori del parricidio, prendevano il colpevole, lo mettevano in un sacco di cuoio con animali vivi, solitamente una serpe, un cane, un gallinaccio e una scimmia (il sacco non doveva toccare terra per motivo religioso, l'avrebbe contaminata) e successivamente veniva buttato nel Tevere con la convinzione che questi animali avrebbero tormentato la vittima anche dopo la morte.
Duoviri Perduellionis (Due uomini addetti all'alto tradimento), prendevano il colpevole e lo impiccavano ad un albero cosiddetto "infelice", inoltre veniva colpito con le verghe (rami) fino alla morte. Le vestali (dovevano essere vergini, in caso avessero avuto rapporti sessuali sarebbero state seppellite vive), facevano parte di un collegio religioso.
Esistevano 3 collegi importanti: Pontefici, Àuguri e i Feziali. I Pontefici sono il collegio religioso più importante. La materia del sacro si chiama "fas" mentre i doveri dell'uomo vengono chiamati "ius", i Pontefici possedevano entrambe le cose, erano anche i competenti alla scansione del tempo (studiavano le lune per determinare l'inizio dell'anno e il suo proseguimento, primo calendario 300 a.C.).
Gli Àuguri (Augurium, colui che ha la capacità di leggere i segni divini) sono quelli che affiancavano il re per la lettura dei segni divini. I Feziali sono specializzati nel rapporto con gli altri popoli, si occupavano solitamente delle decisioni di guerra, andavano al confine e lanciavano la lancia in segno di guerra.
Monarchia etrusca
Caratterizzata da una civiltà molto più sviluppata dal punto di vista dell'artigianato (lavorazione di metalli, costruzione di edifici) e da un miglioramento del tenore di vita. Il sistema gentilizio soffre, il capo etrusco impone la sua volontà in modo più incisivo attraverso l'Imperium (comando militare), che diventa fondamentale, con la nascita del Comandante della Fanteria (Magister Populi) e del Comandante della Cavalleria (Magister Equitum).
Vi sono 2 riforme importanti (Servio Tullio):
- Riforma Territoriale: 4 tribù territoriali urbane alle quali si affiancano delle tribù rustiche (circa 15), usate per l'imposizione dei tributi (tasse).
- Riforma dell'esercito: Ordinamento per centurie, si crea un esercito cittadino, cambiando la tattica di combattimento instaurando la Tattica Oplitica, che comprende la fanteria pesante su cui grava la gran parte del conflitto, la fanteria leggera, i cavalieri e i portatori.
Censimento: si censiscono i cittadini maschi sopra i 17 anni, distribuiti in 5 classi censitarie, anche i plebei sono ammessi, la scelta è attuata in base alla capacità di armarsi. Le centurie avrebbero dovuto corrispondere a 100 uomini armati. Dai 17 ai 46 anni è la Juniores dell'esercito, sopra i 46 è denominata Seniores. Nell’esercito comincia a diventare importante il ruolo del Plebei.
Le prime personificazioni delle divinità sono Marte, Giove e Quirino. Romani in latino “quirines”. Dal momento in cui si crea un esercito Roma inizia a vincere le battaglie.
Dopo la caduta della monarchia
- Lega latina, creata con il patto lassiano nel 493 a.C.
- L’ultimo dei Re (Superbo) non piaceva ai capi delle Gentes, viene così cacciato dopo aver violato la moglie.
- Subentra la Repubblica nel 509/27 a.C. con caratteri di diritto arcaico: stretto legame religione/diritto, il diritto è prevalentemente consuetudinario (consuetudin: mores), il diritto si basa sulla forma estremamente formale, autodifesa (farsi vendetta da soli visto lo scarso intervento dello stato).
I romani creavano religioni di tipo magico/animistico, ogni fiume aveva un Dio e governavano ogni rito, come quello del parto, del matrimonio, la morte e le decisioni di guerra scelte dal Re). Rituali di accertamento: se è negativa o favorevole la divinità, bisogna fare dei sacrifici.
Riti privati e pubblici
Dei Penati: divinità che rendono favorevole la famiglia. Persone addette ai rituali: Re e collegi sacerdotali. I rituali religiosi vengono copiati per rituali di diritto come ad esempio vedere se l’acquisto di un campo è favorevole oppure no.
Lecito nella religione: fas est religione. Lecito tra gli uomini: ius est uomini. Il Re era quello che aveva più potere, aveva il diretto contatto con le divinità, poteva dare sentenze e introdurre regole, aveva funzione di legislatore. Lex: dal verbo ligare “vincolare”, legge dei re. Leges regiae: legge dei re, pronunce vincolanti per tutta la comunità. Potere di vita o di morte: vitae necique, potere di vendere i propri figli.
Soprattutto per i plebei non era una decisione che poteva essere riscattata. Romolo mette un limite, si poteva vendere un figlio ma solo per 3 volte, chi superava le 3 volte perdeva la potestà paterna sul figlio (di proprio diritto: sui iuris).
Omicidio volontario e involontario
I due tipi di omicidi hanno funzioni diverse, viene messo un limite alla vendetta privata sugli omicidi involontari. Romolo regola tutte le regole della famiglia. Numa stabilisce l’omicidio involontario e crea la struttura religiosa.
Tradizione e diritto
Consuetudini dei popoli primitivi, perfino il re era consuetudinario. Le regole sono implicite, affermate a ripetitudine, importanti per tutti i popoli e memoria delle persone adibite a conservarle (pontefici) e anche degli avvenimenti e memoria delle famiglie. Per esempio per gli indiani d’America. Sia in età monarchica che repubblicana era tutto affidato alla memoria (civiltà orale).
La tradizione scritta porta alla distanza mentre la tradizione orale annulla le distanze. Se qualcuno non si adeguava alle norme veniva espulso dalla comunità. Es. Nel giorno del fasto non si poteva lavorare, chi lavorava veniva punito.
Forme e visibilità del diritto
Grazie ai riti visibili con caratteristiche comuni, come gesti e pronunce di parole, si stabiliscono riti che producono effetti vincolanti. La mano (manus, dal latino “potere” del re su tutta la comunità) è presente in tutti i riti arcaici ed è il simbolo di chi ha il potere. Indica anche il potere del “pater familias”, potere che esercita sulle donne della famiglia. Questi sono i primi riti giuridici arcaici.
Mancipatio e altri rituali
Mancipatio: Deriva da “manu capere”, cioè prendere con la mano. È un rito svolto in maniera precisa fino all’età imperiale. Serve a trasferire la proprietà definitiva (RES MANCIPATIO, oggetto di mancipazio). È il potere su una cosa ma anche su una persona. Con questo rito si trasferisce la proprietà delle cose più importanti come la proprietà della terra (dei fondi), degli animali utili (da tiro e da soma) e degli schiavi (i romani erano una società schiavista). La vendita dei figli non era un trasferimento ma era a tempo (in mancipio).
Si poteva trasferire la proprietà di una persona schiava ma non di una persona libera. Per compiere il rito ci doveva essere un pesatore (con una bilancia), le 2 persone (venditore e acquirente futuro), 5 testimoni presenti, la cosa oggetto di trasferimento o il suo simbolo, come ad esempio una zolla di terreno visto che un terreno non si può trasportare. Dopodiché c’era la pronuncia delle parole: il venditore tace e l’acquirente dichiara che “questa cosa è mia secondo il diritto dei quiriti”. Solo i romani avevano diritto al rito del mancipatio, gli stranieri no. Non c’erano le monete ma ben presto arriva la prassi del bronzo.
Matrimonio (cum manu, passaggio della mano): La fanciulla usciva dalla famiglia del pater e si sotto poneva alla famiglia del marito. La figlia non era più figlia, ma come una figlia dell’altra famiglia (loco filiae). Coemptio: acquisto della mano tramite una mancipatio. Con questo rito si acquistava il potere sulla donna.
Rito per dare inizio a un processo: Per dare inizio al rito bisognava portare l’altra persona. I soggetti erano: l’attore/creditore, ovvero colui che agisce, e il convenuto cioè colui che è chiamato a rispondere. Manus iniectio: imposizione della mano a scopo di giudizio. Il convenuto veniva trascinato in giudizio con la forza. Questo rito valeva solo per i romani e non per gli stranieri. Dominium ex iure quiritium-meum esse: è mio.
Autodifesa o vendetta privata: Se qualcuno si faceva giustizia da solo ingiustamente veniva punito dalla comunità (esilio). Interdizione del fuoco e dell’acqua: esiliare una persona e lasciarla a sé stessa. Re Numa stabilì che in caso di danneggiamento corporeo si adoperava uno strumento semplice: il taglione (talis esto), occhio per occhio dente per dente. Non c’erano regole se volontario o involontario ma era un’esecuzione controllata.
Giuristi e diritto romano
Pomponio: Era un giurista del periodo 140/150 d.C e scrisse “piccolo manuale”, ma il titolo originale in greco è “ENCHIRIDION”. Fece la storia del diritto romani diviso in 3 parti:
- Storia evoluzione politica del mondo Romano
- Produzione del diritto
- Storia dei giuristi partendo dai pontefici.
Recuperò l’uso della parola “Manus” e accennò al potere del Re di poter emanare norme vincolanti.
Plutarco (46/125 d.C): Ricostruì la vita dei Re. E racconta regole riguardanti la donna. La donna sposata non poteva lasciare il marito, per l’uomo non valeva, poteva ripudiare la moglie, come nella cultura musulmana. Egli poteva ripudiarla per 3 motivi:
- Se la donna abortiva senza il consenso del medico (es. con erbe);
- La donna non poteva avere accesso alle chiavi della cantina siccome non poteva bere vino. Si pensava che bere vino portasse all’adulterio.
- Per adulterio. La moglie non poteva accusare il marito. Questo consentiva al marito di ucciderla o di affrontare un processo penale. Il pater doveva avere la certezza della prole. In caso di accuse ingiustificate veniva punito il marito.
Età repubblicana, patrizi e plebei
509 a.C caduta della monarchia. Gli organi principali della repubblica erano:
- Magistrati
- Senato
- Assemblee (comizi, tributi)
Si sviluppò un odio contro il Re Tarquinio. Con il tempo ci fu un consolidamento degli organi, all’inizio erano i magistrati a comandare gli eserciti.
- PRETORE MASSIMO, comandante principale dell’esercito con più potere.
- PRETORE MINIMO, aiutante del pretore massimo.
C’erano 2 comandanti, e per le scelte, ora, veniva coinvolto anche il popolo. Quando non bastarono più i 2 pretori scelsero dei tribuni militari (militum consulari potestate) con potestà consolare, erano formati da gruppi di 10 persone. 367 a.C LEGGI LICINIE E SESTIE Stabilizzarono la situazione delle magistrature che divennero stabili con le varie (…). Passaggio dai pretori da 2 consoli (si ipotizza che sia successo dopo la pubblicazione delle 12 tavole) per causa della duplicazione delle Legioni accaduto con l’assegio di Vedio (guerra).
Conflitto tra patrizi e plebei dopo la caduta della monarchia I patrizi riprendono il controllo...
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