Storia del diritto romano
Prof. Petruccianno accademico 2016 - 2017
Prima lezione: Struttura costituzionale della comunità più antica
Fondazione della città di Roma. Gruppi gentilizi si uniscono e formano una nuova comunità. Probabilmente questi gruppi erano anche di etnia diversa: latini, sabbini (popolazioni italiche di origine montanara). Nasce la nuova comunità.
Romolo esiste? È esistito un uomo che ha unito questi gruppi. Non si sa se è esistito veramente. La nuova comunità fin dall'inizio ha una propria struttura costituzionale. Da un lato abbastanza primitiva, dall'altro con un primo abbozzo di divisione dei poteri.
In questa comunità c’è un capo, il monarca detto rex. Consiglio degli anziani dei vari gruppi gentilizi = senato (senatus). I componenti dei singoli gruppi gentilizi solamente quelli adulti e di sesso maschile = assemblea popolare (comizi curiati = comitia curiata) era fatta per curie (curiae). Le curie non erano circoscrizioni territoriali ma erano dei gruppi all’interno dei gruppi gentilizi.
Alcune fonti di età imperiale ricollegano l’idea delle curie ai gruppi gentilizi. Abbiamo degli storici antichi che ci raccontano la storia, non sono delle fonti tecniche e non trattavano di diritto. Poi ci sono i grandi collegi sacerdotali (collegia sacerdotalia) rapporto tra gli uomini e le divinità. Divinità politeistiche.
Prima struttura costituzionale viene fatta risalire al personaggio di Romolo. Nell’ambito della monarchia latina o latino sabina questi erano gli organi costituzionali. Monarca è il supremo capo politico e religioso della comunità = al monarca si riconduce tutto il potere legislativo, il potere amministrativo (potere di governo della comunità), potere giudiziario (risolvere le controversie). Il monarca era anche il supremo capo militare. Ed era anche il capo della comunità.
In questa prima fase, la carica del monarca era vitalizia ma non ereditaria = la monarchia non aveva il carattere ereditario. Morto un re, gli stessi gruppi gentilizi insieme al senato, sceglievano il monarca successivo. Il monarca doveva rappresentare un gruppo gentilizio (uno latino, uno sabino ecc.). Il monarca veniva scelto dai gruppi gentilizi e la scelta era operata dal senato. Il senato aveva il compito di scegliere il nuovo monarca, gestire la fase transitoria tra un monarca e il suo successore (gestire l’interregno = interregnum).
E in che modo? I vari senatori a turno, per 5 giorni, gestivano il regno. La funzione fondamentale = funzione consultiva. Un monarca prima di prendere le decisioni per la comunità doveva sentire il parere del senato. Come venivano scelti i senatori? Era una carica vitalizia. Sulle modalità di scelta non sappiamo nulla. Scelta probabile: anziani sulla base della saggezza.
C’erano 30 curie = prevedeva la suddivisione dei gruppi gentilizi in tre grandi rami: Ramnes (rammi), Titienses, Luceres. Ciascuna di queste esprimeva 10 curie quindi in 3, 30 curie.
Collegi sacerdotali e i loro ruoli
- Pontifices (pontefici): hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del diritto privato. Funzione di giuristi.
- Augures: hanno la funzione di interpretare i segni divini, per vedere se le divinità erano d’accordo.
- Fetiales: nei rapporti internazionali, tra Roma e le comunità che stavano fuori (rapporti di pace o di guerra).
Questa struttura rimane anche nel passaggio tra la monarchia latina e quella etrusca. Nel 620 a.C. etruschi di Tarquinia, a seguito di lotte civili, lascia questa città e Tarquinio si trasferisce a Roma e poi divenne sovrano. È probabile che sia una fase di espansione della fase etrusca. Etruschi (città stato). Alcuni gruppi di queste città stato emigrano a Roma conquistando il potere creando contrasti fra i gruppi gentilizi.
Si viene a formare una città stato molto coesa (i gruppi gentilizi non contano più) il modello delle città stato si viene a sovrapporre ai gruppi gentilizi [latino sabina]. Il monarca gli viene riconosciuto il supremo comando civile e militare, viene espresso con il potere di imperio e di auspicio (imperium auspiciumque). Al monarca gli viene riconosciuto di leggere gli auspici (i segni delle divinità per vedere se erano d’accordo o no prima di compiere un atto). Diventa il capo supremo, senza il consiglio del senato [etrusca].
Si afferma il vincolo dinastico. La tradizione ci narra di tre monarchi imparentati tra di loro. I senatori si trovano a dover accettare che il nuovo monarca sia imparentato con il vecchio monarca morto. Il monarca doveva essere riconosciuto anche dall’assemblea popolare. L’insieme dei cittadini che formavano l’assemblea popolare erano di sesso maschile.
Forma giuridica = Lex Curiata de Imperio sul riconoscimento del potere di imperio del monarca. Questa legge non dà potere al monarca, il popolo riconosce una certa persona come monarca. Riconosce che il monarca ha quei poteri. È un atto di riconoscimento. Così che il popolo riconosca i poteri del monarca, prendendone atto. Erano considerati degli atti necessari perché il monarca fosse tale, fosse riconosciuto. Primo intervento del popolo nel riconoscimento del monarca.
Questa nuova realtà con base del popolo dove i gruppi gentilizi non contano più come prima e si istituisce una nuova assemblea popolare chiamata i comizi centuriati (comitia centuriata). Chiamati così = unità formate da 100 uomini. La formazione di ciò è contribuita dal monarca Servio Tullio, costituisce 193 turie. Costituiti su base timocratica (sulla base della ricchezza).
Bisogna distinguere il popolo su base di censo:
- I più ricchi erano i cavalieri poiché potevano mantenere un cavallo (18 centurie).
- Cittadini che avevano una ricchezza pari o superiore a centomila assi (misure monetarie dell’antichità) attribuite 80 centurie.
- 20 centurie, 20 centurie, 20 centurie, 30 centurie, 5 centurie.
Le prime due classi hanno un maggior numero di centurie (98) rispetto alle altre classi (95). Il censo ha un peso determinate nella suddivisione della comunità. Colui che era più ricco doveva sopportare più spese. Le tasse venivano fatte pagare quando c’era bisogno di soldi per esempio:
- Per una guerra.
- Per la realizzazione di opere pubbliche.
Si utilizzavano mezzi proprio per andare in guerra. Comizi centuriati poco a poco cominciano a togliere importanza alle curie. Senato 300 membri, le funzioni del senato non cambiano. I collegi sacerdotali continuano con le stesse funzioni che avevano nella monarchia latina. Il collegio degli auguri cominciamo a prendere tantissima importanza.
Gli auspici servivano a vedere se le divinità erano propizie prima del compimento di un atto, invece gli auguri il loro potere lo aveva anche il monarca. Se le divinità erano contrarie, non erano propizie, l’atto veniva revocato. Gli auspici sfavorevoli sospendevano l’atto e veniva rimandato. Gli auguri, se erano sfavorevoli, l’atto era sospeso per sempre.
I segni esteriori del potere di imperio = elaborato dei collegi sacerdotali.
Seconda lezione: Quadro delle strutture costituzionali durante l'età monarchica
Il passaggio tra la monarchia latina e la monarchia etrusca. La funzione legislativa (creare norme giuridiche) aspettava al monarca. Tra i vari collegi sacerdotali, il collegio dei pontefici svolgeva delle cariche di tipo giuridico. Le fonti del diritto:
- Pomponius scrive un manuale (enchiridion), in questo manuale racconta la formazione del diritto romano fino alla sua epoca. Nel manuale parla delle leggi reggee (leges regiae) = norme giuridiche di origine monarchica.
Possiamo distinguere due grandi categorie (non le espone Pomponio ma noi moderni):
- Consuetudini, che vengono indicate con la parola latina mores. I vari gruppi si uniscono creando la comunità romana però ogni gruppo ha le sue consuetudini, costumi.
- Norme giuridiche create dallo stesso monarca. Rex dat ius (il monarca dà il diritto). Un monarca crea il diritto nel momento in cui deve risolvere una certa situazione concreta (fattispecie = caso).
Ad esempio, si dice che Romolo avesse introdotto una norma giuridica per cui il marito poteva divorziare dalla moglie solo in tre casi:
- La moglie rubasse le chiavi della cantina per bere il vino.
- Adulterio.
- La donna si procurava l’aborto.
Quando, in età monarchica, il monarca creava il diritto era una creazione fattuale (ossia il monarca creava leggi quando serviva, quando si presentava un caso che non sapeva risolvere).
All'interno delle norme giuridiche reggee, noi possiamo distinguere due tipi di norme:
- Norme riconducibili al ius (si fa riferimento al regolamento del rapporto tra esseri umani).
- Fas (facevano riferimento al rapporto tra uomo e divinità). Ad esempio, una donna quando restava vedova non si poteva risposare se non dopo 10 mesi. Per evitare confusioni sulla paternità. Norma del fas, se la donna si fosse risposata prima dei 10 mesi, doveva compiere un sacrificio di un animale incinta per aver commesso quel crimine.
Lo ius cresce d’importanza, all’interno dello ius si comincia a parlare dello = ius quiritium. Quiriti erano i romani. Si viene a creare un complesso di norme giuridiche con il nome di ius quiritium per sottolineare che regolano rapporti tra i soli esseri umani, con la cittadinanza romana.
Il collegio dei pontefici aveva come importante funzione di stabilire all’interno del calendario i giorni fasti e i giorni nefasti. Questa divisione serviva a individuare ogni anno quali giorni fossero propizi per lo svolgimento di attività giuridiche. E si svolgevano nei giorni fasti. Nei giorni nefasti non si svolgevano attività giuridiche.
La seconda funzione è quella dell’interpretazione del diritto, non sempre il monarca poteva avere sempre le idee chiare su quale diritto applicare o creare. Allora in quel caso il monarca si rivolgeva per questioni giuridiche al collegio dei pontefici. Creano la legge in conformità con i principi generali dell’ordinamento giuridico. I pontefici conservavano la memoria di tutte le norme giuridiche esistenti, per questo potevano interpretare.
I pontefici sono considerati i più antichi giuristi (= scienziati del diritto). Verso la fine dell’età monarchica, Pomponio non ci dà una data, un pontefice (forse il capo del collegio chiamato Sesto Papirio) effettua una raccolta di un gran numero di tutte le leggi reggee che in quel momento si applicavano. Questa raccolta di Leges Regiae viene tramandata con il nome di diritto papiriano (ius papirianum).
Branca del diritto penale in età monarchica
Differenza tra delitti (delicta) e crimini (crimina). Diversità di interessi lesi da colui che viola le norme giuridiche. Delitti si fa riferimento a attività illecite che violano gli interessi di singoli componenti della comunità (uno o più individui). Crimini, atti illeciti che violano gli interessi di tutta la comunità.
Il furto è un delitto = un atto illecito che colpisce gli interessi di uno o più individui. L’omicidio è un crimine che va a colpire gli interessi di tutta la comunità. Il ferimento quando un soggetto compie una lesione a un altro soggetto è un delitto.
Questa distinzione nasce in età monarchica, i delitti sono al di fuori del diritto pubblico ma rientrano nella sfera del diritto privato. = obbligazione in denaro di risarcire il danneggiato. Processo privato tra il danneggiato e colui che ha commesso il delitto. E abbiamo dei giudizi (processi) privati = iudicia privata.
Il crimine, siamo nella sfera del diritto penale pubblico. = la comunità crea un apparato di repressione per chi commette dei crimini. Processo pubblico = iudicia publica. In età monarchica esistevano numerosi crimini.
La classificazione viene fatta in base alle conseguenze:
- Crimini espiabili (expiabilia) = crimini di minore gravità espiabili attraverso il pagamento (nel senso = sopportando una certa pena) di una pena. Attraverso il sacrificio.
- Crimini inespiabili (inexpiabilia) = crimine di tale gravità che l’autore dello stesso lo poteva espiare solo con la sua morte. Pena di morte che poteva essere attraverso l’abbandono sacrale (l’autore del crimine era dichiarato sacer – sacro – e chiunque lo poteva uccidere).
- Crimini con la pena di abbandono alla persone offesa o ai suoi parenti = parricidio (parricidium) uccisione di un uomo libero e uccisione volontaria. Quindi chi uccideva volontariamente un altro membro della comunità commetteva il parricidio e abbandonato alla vendetta dei parenti del morto. Lo potevano uccidere o farlo lavorare alle loro dipendenze per tutta la vita.
L’omicidio colposo era un delitto espiabile. Il colpevole doveva consegnare alla famiglia del danneggiato, un ariete (il maschio della pecora).
Perduellio (perduellione), crimine che consiste in un attentato contro la sicurezza della comunità. Nel caso di condanna, era un crimine inespiabile. Il colpevole veniva appeso a un albero e ucciso a frustate.
Nel passaggio alla monarchia latina a quella etrusca abbiamo un’evoluzione. Quest’ultima è legata a due elementi:
- Imperium – potere di coercizione, potere di repressione immediata di un crimine.
- Iudicatio. (crimini inespiabili) crimini dove occorre un processo con una sentenza (assoluzione dell’accusato – gli vengono tolti i suoi crimini -- o condanna – l’accusato viene condannato) il monarca aveva un potere di coercizione. (ius coercitionis). Questo potere fa si che una parte dei crimini sia repressa o punita dal monarca stesso nell’esercizio del suo potere.
Terza lezione: Potere di giudicare e coercizione
Potere di giudicare implica un’evoluzione rispetto alla monarchia latina. Il potere di giudicare implica un primo embrione di processo. Crimine di:
Perduello
Parricidio
Nello svolgimento di questi processi, possiamo sottolineare due elementi:
- Non viene svolta direttamente dal monarca ma da figure specifiche che hanno come compito di perseguire questi due crimini. Per il crimine di perduellione, questi organi che sovraintendono la funzione giurisdizionale sono un collegio di due uomini (duumvirato) e i membri di questo collegio sono chiamati duoviri o duumviri e per indicare la loro competenza perduellionis, accertavano se l’accusato avesse commesso o no il crimine di perduellione quindi avevano una funzione analoga a quella che ha oggi il pubblico ministero. Dovevano quindi svolgere attività di investigazione e poi giudicare. Ove il crimine fosse stato accertato e fosse stato attribuito all’accusato applicavano la pena di morte. Questo germe di processo si svolgeva davanti a un’assemblea popolare ossia vi era la partecipazione del popolo. Il popolo partecipa come testimone e implica una sorta di partecipazione passiva da parte dell’assemblea popolare.
- Gli organi ausiliari del monarca che vengono istituite sono chiamate questori (quaestores) e per la loro funzione parricidii. La parola significa ricercare e avevano una funzione di indagini e quindi dovevano indagare sul parricidio. Dovevano scoprire chi l’avesse commesso e se poteva essere imputato di parricidio. Questi organi dovevano indagare se la persona accusata fosse colpevole o no. Nel caso di colpevolezza, vedere se i parenti della vittima uccidessero il condannato per parricidio. Nella monarchia etrusca erano gli stessi questori a uccidere il colpevole. Il monarca era presente durante le esecuzioni. Durante il processo era presente il popolo.
Tito Livio e Cicerone riportano passi in cui il popolo era chiamato a intervenire. (anticipazioni storiche).
Rapporti internazionali
La comunità sia latina (unioni di genti latine e sabine) e città stato, vivono in un contesto dove esistono altre comunità e questo richiede che il diritto debba creare anche delle regole che garantiscano la convivenza con questi altri popoli. Già nell’età monarchica vengono istituite vere e proprie leggi per garantire la pace o dichiarazioni di guerra.
Trattato di pace = foedus. Reciproca fiducia che deve esistere tra le due parti.
Aspetto formale e aspetto sostanziale:
- Oggi dal punto di vista formale serve la firma della convenzione da chi ne ha i poteri e poi la ratifica da parte del parlamento, poi l’approvazione del presidente della Repubblica. Norme del codice civile. Aspetti sostanziali ossia il contenuto del trattato. Aspetto formale rimane sempre invariato mentre l’aspetto sostanziale cambia a seconda del popolo con cui si è in relazione.
Intervento dei Feziali:
- Si svolge un dialogo tra un sacerdote dei Feziale e il monarca, questo dialogo ha come oggetto di accertare la volontà del monarca di concludere il trattato. Una volta accertata questa volontà
- Chiede al monarca di raccogliere l’erba sacra che cresce nel Campidoglio. Una volta raccolta.
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