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DIRITTO ROMANO

2/03/20

Il corso si articolerà su tre nuclei tematici:

1. Riflessione di potere che si esprime all’interno della famiglia, nel sistema delle relazioni di parentela, dei

rapporti interpersonali.

Rapporti che si costruiscono secondo due categorie :

Generazione: padre, figlio, nipote

- Genere : rapporto uomo- donna

-

2. Dimensione di potere che si esprime nella relazione tra il soggetto e la realtà materiale, il mondo esterno.

Parliamo del momento in cui il potere si sviluppa nel rapporto tra la persona, l’individuo e il mondo

materiale che lo circonda.

3. Dimensione di potere che il privato esercita su un altro privato. l’obbligazione è il luogo del potere del

privato sul privato. responsabilità del debitore.

C’è un’obbligazione senza responsabilità, art 2034 cc, l’obbligazione naturale.

C’è anche una responsabilità che prescinde dalla obbligazione, art 2043, responsabilità extracontrattuale.

Questi tre elementi sono tre dimensioni che fotografano i tre nuclei portanti di ogni sistema di diritto privato:

1. Famiglia

2. Diritti reali

3. Obbligazioni

In che relazione stanno questi elementi con il sistema di diritto pubblico?

C’è sempre un elemento di contiguità forte tra diritto privato e diritto pubblico. Stefano Rodotà, nel 1966,

inaugurò la corrente dell’ “interpretazione costituzionalmente orientata”. Questo significa che il civilista riconosce

che il sistema del codice del ’42, gli istituti che compongono il diritto privato devono essere sviluppati, orientati e

giurisdizionalmente attuati assorbendo i principi e i valori della carta costituzionale. L’interpretazione del diritto

privato deve essere guidata dai principi della Carta costituzionale.

dimensione ordinata in grado di favorire la crescita degli individui. Il capo famiglia è un capo politico. È qui che si

vede la compenetrazione tra pubblico e privato. questa necessaria condivisione delle due anime era già presente

nel germe più antico del diritto romano secondo bonfante.

Sono tre dimensioni che fotografano i tre nuclei portanti di ogni sistema di diritto privato. Soggetti, persone e

famiglia, diritti reale e obbligazioni. La sintesi del sistema privatistico. Questi tre nuclei tematici stanno in che

rapporto con il sistema di diritto pubblico, quale relazione possiamo individuare? C’è una relazione. È emerso un

momento di contiguità forte, nel 1966 all’università di macerata fu tenuto un discorso da Stefano Rodotà.

Inaugura quella corrente che da quel momento in poi diverrà una specie di fiume, l’interpretazione

costituzionalmente orientata. L’interpretazione costituzionalmente orientata significa che il sistema del codice

civile del ’42 e gli istituti privatistici che compongono quel sistema (contratti, diritti reali, successioni, società)

debbono essere sviluppati, interpretati ed anche giurisdizionalmente attuati attraverso l’attività della

giurisprudenza in . Senso moderno, quella applicazione del diritto privato non può disgiungersi dai principi e dai

valori formulati nella carta costituzionale, ma deve assorbire quei principi e quei valori. L’interpretazione del

diritto privato non vive di se stessa ma può essere rispondente alle esigenze tra privati soltanto se guidata dal

principi della carta costituzionale.

Codice civile commerciale argentino. Dal 2015 l’Argentina ha un nuovo codice civile. Datava 1871. E

ü risentiva fortemente dal codice Napoleone. Esperienza di un codice civile che culturalmente è molto

vicino alle codificazioni europee. Art. 1 ha scelto una impostazione tutta casistica cioè s è imposto di

formulae istituti giuridici partendo dalla problematicità delle situazioni concrete. Il riferimento dell’art 1 è

ai casi. Fonti e applicazione. I casi che questo codice regola devono essere risolti secondo le norme che

risultano applicabili conformemente alla costituzione nazionale e ai trattati in tema di diritti umani nei

quali la repubblica è parte. La dimensione pubblica e anche l’aspetto sovranazionale. Canonizzazione.

Il carattere politico della famiglia Pietro Bonfante. Nasce nel 1864 e muore nel 32. Allievo di Vittorio

ü Scialoja. La riflessione scientifica di Pietro bonfante muove da una prolusione il cui tema è l’originaria

indistinzione tra diritto privato e diritto pubblico. La non differenza originaria. Diritto privato e diritto 1

pubblico originariamente no erano due comparti distinti, ma rappresentavano un unico ordinamento.

Rappresentavano le due anime di una normativa assolutamente unitaria. E l’elemento in grado di

comprovare questa indifferenziazione è dato dalla famiglia. Bonfante è il primo studioso in Italia dalla

famiglia e appartiene a lui e al suo nome questa teoria, il carattere politico della famiglia arcaica. La

famiglia è struttura politica, è l’anticipazione storica dello stato. E interpreta le funzioni che saranno

proprie della comunità statale. È in sé una dimensione di tipo statuale. Ha dunque una natura politica, la

famiglia è il luogo di sintesi perché ha una struttura privatistica, ma ha un carattere politico: ordine e

sviluppo. La famiglia crea un sistema di ordine, questa funzione di ordine e sviluppo bonfante la coglie

all’interno della famiglia. Funzione di ordine e sviluppo garantita dall’opera del pater familias, che ha il

ruolo di capo politico. Questa dimensione di potere che si configura nel pater familias è una dimensione

di potere politico, in senso ampio, nel senso aristotelico, ne senso della dimensione in cui l’uomo è

inevitabilmente coinvolto. Il primo luogo di realizzazione della dimensione sociale del singolo e la

famiglia.

3 marzo

I modelli familiari nell’esperienza romana

Evoca chiaramente suggestioni molto vicine alla nostra esperienza moderna e almeno in apparenza potrebbe

smentire ciò che abbiamo detto ieri (modello unitario di relazioni tra i generi, il matrimonio, modello

matrimoniale unitario). Se noi oggi parliamo di modelli familiari, immaginiamo una pluralità di figure legalmente

conosciute. Francesco Donato Busnelli intitola un articolo apparso una decina d’anni fa “l’arcipelago familiare”. Un

titolo evocativo, tante realtà familiari ciascuna diversa ciascuna a se. Questo riferimento non era banale e

chiamava in causa un’antica metafora del 1948, di cui è autore uno studioso di diritto ecclesiastico che si

chiamava Arturo Carlo Yemolo. Noto in particolare per i suoi atteggiamenti polemici con la costituzione. Non è in

armonia col tipo di costituzione, ha spesso riserve su una costituzione che vedeva in termini generici che non

aveva ancoraggi forti alla complessità. È una polemica che investe in particolare l’articolo 29, che definisce la

famiglia. Yemolo è polemico contro questa scelta, teme un intervento legislativo troppo energico sulla famiglia e

formula questa metafora in cui dice la famiglia è un’isola che il mare del diritto lambisce ma lambisce soltanto.

Arriva ma poi non la può sommergere. Il diritto si ferma quando la famiglia inizia a vivere. Idea di una dimensione

che è in certo modo auto normativa. Busnelli recupera la metafora. Nel 2000 non possiamo più parlare al

singolare ed ecco l’arcipelago familiare. Tante diverse prospettive di unioni che interpretano il modello

dell’Unione famigliare ma non più in modo unitario. L’isola è ormai diventata un arcipelago. Questo arcipelago

arriva ad una legge, oggi la prospettiva di una pluralità ne solo la lettura di uno studioso, ma sappiamo che il

nostro ordinamento disciplina unioni diverse dalla famiglia di cui all’art. 29. La legge Cirinnà del 2016 ha

disciplinato le unioni civili e le convivenze di fatto.

Il quadro di riferimento del mondo romano è legato ad una figura di famiglia che si costruisce attorno all’Unione

eterosessuale a fini procreatrici. Questo modello legato all’idea di una idea dell’unione si allarga ad avere

dimensioni diverse. Problema di dilatazione di un modello poi ristretto che poi ha altre dimensioni. Nel

presupposto che l’idea d riferimento è la stesso. Questo modello teorico rimane quello di base, solo che può

conoscere una dilatazione.

Cicerone non è tecnicamente un giurista, è un retore, è colui che difende le cause in tribunale, è il vero e proprio

avvocato. In Roma le due qualifiche non coincidono. Essere giuristi è tutt’altra cosa dall’essere avvocati. Non

coincidono le qualifiche perché non coincidono le competenze, non coincide l’aspetto retributivo. Il giurista non

lavora, svolge una missione, mentre l’avvocato da una professione. Il primo non è mai pagato il secondo sì. Il

giurista ha una funzione esemplare, è interprete di una funzione sociale, che possiamo rende con la parola

missione. L’avvocato interviene per difendere una posizione e la sua è una vera e propria professione e quindi ha

una retribuzione. Il giurista è l’esperto di diritto, è colui che dà il responsum. Respondere è la sua missione. Offre

consigli su come realizzare un certo risultato, su quale modello negoziale usare per garantire l’efficacia del proprio

agire giuridico, fornisce il responsum anche rispetto ad una parte in lite. È una lettura sempre filtrata dalla

competenza tecnica, è sempre la lettura del sapiente del giurista in quanto conoscitore degli strumenti giuridici

dunque colui che dirime i conflitti tra i consociati. In certo modo il giurista interpreta e risolve il male sociale, il 2

ruolo è equiparato quello del medico sul piano fisico. Trabucchi utilizza la metafora clinica per spiegare le

categorie tecnico giuridiche.

Cicerone si avvale della conoscenza frasi alla conoscenza che ha dei giuristi utilizza i pareri dei giuristi ma non li

formula perché non è un giurista. Accanto alla sua funzione di retore ed avvocato, Cicerone rappresenta il

modello di un intellettuale in senso pieno. È non solo retore ma anche maestro di retorica. È anche un letterato,

ma non soltanto un letterato che scrive le proprie orazioni. Cicerone è anche un filosofo e forse la parte più nota

nei secoli della sua produzione è la parte di carattere filosofia, la riflessione filosofica che Cicerone svolge

sicuramente sul modello della filosofia greca ormai entrata nel patrimonio romano. Delle tante opere ci

occupiamo oggi del De officiis.

De officiis. Il de officis è un’opera simbolo della produzione filosofica di Cicerone. Cicerone lo scrive con una

consapevolezza che sembra essere quella di una vita ormai alla fine. È un trattato dedicato al figlio Marco. La

destinazione famigliare fa capire lo spirito con il quale Cicerone affronta quest’opera. Non è in forma di dialogo. È

una sorta di comunicazione al figlio. Scritta rapidamente in pochi mesi. È l’ottobre del 44. Il 44 è l’anno in cui

succede tutto. 1900 anni dopo sarebbe stato così. Nel 44 cesare ha sconfitto Pompeo e ha inaugurato un sistema

politico che lo vede sostanzialmente unico titolare di potere in Roma. Scavalcare il potere. La costituzione

repubblicana è costituita su tre organi. Il senato, l’assemblea dei cittadini (il comizio), i titolari delle cariche

governative (i magistrati). Ciascuna di queste funzioni ha un proprio responsabile. Si questi tre pilastri, le

magistrature, i cittadini e il senato che raccoglie gli anziani ex magistrati che hanno, si era costruita la costituzione

repubblicana. Cesare inizia un processo che nella sostanza mira a creare un accentramento di poteri su di lui.

Cicerone nel conflitto con Pompeo si era posto contro Cesare. Cesare ha vinto e Cicerone convive con il vincitore

cui gli è stato ostile. Ha un atteggiamento cauto — di chi opportunisticamente cerca di sopravvivere. Cicerone

allora si dedica soprattutto alla scrittura, si ritira, continua a svolgere la sua attività di avvocato e chiede perdono a

Cesare. Si arriva a febbraio del 44, Cesare assume la carica di dittatore a vita. È la esteriorizzazione che questo

potere ormai accentrato su di lui inaugura ance in termini onomastici come una dittatura a vita. Dal febbraio alle

idi di marzo passa un mese. In questo mese si matura il complotto per uccidere Cesare, il tirannicidi. Le idi di

marzo del 44 vedono l’uccisione di Cesare, che entra in senato, viene circondato e viene pugnalato. Il nome di

Cicerone viene fatto nel momento dell’uccisione di Cesare. Alcuni sostengono in realtà che cicerone non abbia

partecipato nemmeno in termini propositivi alla congiura. La morte di Cesare segna l’inizio della fine. Segna un

inizio ma anche una fine, è l’inizio della fine perché la morte di Cesare determina l’apertura di un conflitto tra i

due personaggi che si proclamano entrambi eredi, Antonio e Ottaviano. E sono i due leader che entrano in campo

e si combattono. Antonio si fa interprete della reazione popolare contro l’uccisione, che scatena le masse popolari

contro i cesaricidi. Il tiranno che appare come un salvatore e i cesaricidi che diventano traditori della arriva.

Cicerone assume Ottaviano come là persone in grado di difendere le istituzioni senatorie contro questo

rovesciamento che vede le masse contro le istituzioni. Cicerone si espone contro Antonio pronunciando

dall’ottobre del 44 le famose filippiche. Orazioni contro Antonio. Contro la compagna di Antonio, attacchi anche

personali a sostegno di Ottaviano. Il 44 si chiude con le filippiche e la stesura del De officiis. L’anno successivo il 43

inizia con lo scontro diretto tra Ottaviano e Antonio a Modena. Ottaviano che vince, torna a Roma con un colpo d

mano si fa eleggere console e con l’ennesimo voltafaccia da nemico di Antonio ne diventa alleato.? Antonio

sconfitto stringe un’alleanza con Antonio ed era quello che cifrerebppppp. Triumbvierao Antonio Chiede la testa

di cicerone . Cicerone sa che la sua condanna a morte è stata sostanzialmente pronunciata. La morte di Cicerone

avviene per strada, tornando a Formia cerca di scappare e i sicari di Antonio lo raggiungono. Riconosciuti i sicari si

racconta Cicerone volontariamente mette la testa fuori dalla lettiga. Esibisce anche le mani perché anche le mani

gli saranno stagliate. Testa e mani gli saranno tagliate, lo chiede Fulvia. Perché sono quelle mani è quella testa che

hanno pronunciato le orazioni contro di lei. Neppure un anno dopo la scrittura de officiis Cicerone muore. Il de

officiis per queste ragioni rappresenta l’opera conclusiva. Ma è anche l’opera in cui in certo modo Cicerone

avverte che ci sono i segnali di una fine che si avvicina, ed ecco il senso di questa lettera a Marco. In tre libri

Cicerone scrive i doveri. Trattato filosofico con una inclinazione stoica fortissima ma in cui lo stoicismo greco viene

profondamente unito a quella lettura che è tipica dell’esperienza romana cioè la necessità di costruire una classe

dirigente, una classe di governo, la preoccupazione del filosofo ormano è sempre una preoccupazione

peculiarmente politica. La cultura romana si interroga prima di tutto come gestire la civitas. E dunque anche i L

senso della riflessione che Cicerone matura all’interno del dee officis è il senso di una riflessione sul tipo di

comportamento. E atteggiamento mentali che è necessario assumere in vista di una partecipazione coerente alla

vita politica e soprattutto a una gestione politica efficiente. Il concetto chiave del de officiis è il bonum omnium, 3

ciò che è il bene per tutti. La costruzione di una classe dirigente. E questo è il modello che viene esposto al figlio

Marco.

Tecnica di citazione. Sono quelle avanzate. Il tipo di abbreviazione è tipico delle tecniche avanzate.

Istinti alla riproduzione, desiderio di riprodursi: libido procreandi. Espressione quasi intraducibile.

La prima società è nel matrimonio, la seconda nei figli. Da questa lettura emergono due concetti cruciali. Sono

due le parole.

Natura

ü Societas

ü

C’è una prima societas che è quella del coniugioe e poi ce ne sarà una seconda tra i figli. Prima di entrare nel

dettaglio della definizione, vi ricordo l’art. 29 della costituzione.

Art. 29 Cost. La repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

ü

Una definizione che Yemolo ritiene inopportuna ma che porta con sé una derivazione che è nitidamente

specchiata sul modello della cultura romana, società naturale. Natura e societas vengono filtrati all’interno della

nostra carta costituzionale e questo è il nostro diritto costituzionale vigente. Questo è oggi.

Natura. Un trattato che ha come suo obiettivo quello di insegnare al figlio di creare una nuova classe dirigente,

che possa superare la fase drammatica delle guerre civili, parte dalla riflessione su che cosa sia la famiglia. Libro

primo è dedicato alla famiglia. Parte da una lettura in chiave naturalistica. Cicerone fa una riflessione che è in

primo luogo una riflessione in termini empirico-sperimentali. È l’osservazione del dato di realtà. Le scienze si

fondano sul metodo empirico l’osservazione della realtà. Cicerone Osserva le specie viventi animantium. E

riscontra che tutte le specie viventi sono caratterizzate da un istinto alla sopravvivenza che significa conservazione

della specie, quindi da un istinto che è l’istinto alla riproduzione perché solo la riproduzione garantisce la

conservazione della specie. In un trattato di costruzione politica la riflessione non parte dall’uomo, ma dalla

natura e mette in primo piano tutte le specie viventi rispetto alle quali l’uomo viene equiparato. C’è una

prospettiva che non è immediatamente antropocentrica, ma di carattere naturalistico, in cui come tutte le specie

viventi anche l’uomo. Si arriva alla società umana attraverso equiparazione e raffronto

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matildemanfriani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giunti Patrizia.
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