Diritto romano e Giustiniano
Diritto romano, lezione 11 agosto 527 d.C.: l'Impero romano d'Occidente non esiste più, ma esiste ancora l'Impero romano d'Oriente con capitale Costantinopoli. In questo anno diventa imperatore d'Oriente Giustiniano che lascia una traccia profonda nella storia del diritto. Quando sale al trono, Giustiniano ha dei mirati progetti, egli vuole restituire all'impero la sua gloria, infatti egli cerca di riconquistare l'impero d'Occidente inviando i suoi eserciti per riconquistare la parte perduta; in parte egli ci riesce creando una stabile presenza bizantina in Italia la cui capitale è Ravenna per motivi strategici, perché essendo circondata dal mare poteva fornire la vista dell'arrivo dei barbari.
Riorganizzazione dell'impero e del diritto
Egli inizia a riorganizzare la burocrazia e l'amministrazione dell'impero restituendogli così la sua efficienza e nel frattempo egli si occupa anche del diritto. Al tempo di Giustiniano il diritto era una massa di norme stratificate dei secoli precedenti a partire dal principato di Augusto (27 a.C. al 14 a.C.). Egli quindi riorganizza il sistema del diritto per garantire la funzionalità statale. Egli richiama i giuristi più importanti del suo tempo provenienti sia da Costantinopoli che da Berito (odierna Beirut) in cui esisteva da tempo una scuola di diritto, e a capo c'era Triboniano che viene incaricato di fare una raccolta di costituzioni imperiali da Augusto fino a Giustiniano chiamata Codex. Le leggi venivano raccolte in relazione alla materia, ai contrasti eliminando le norme abrogate si tratta di un testo unico su cui i tribunali del tempo si potevano basare.
Triboniano farà un'altra raccolta di testi giuridici chiamata Digestum o Digesta, una raccolta di norme del diritto romano privato che non contiene costituzioni imperiali, è una raccolta di sapienza giuridica. A queste due opere se ne aggiungono altre 2, le Institutiones un trattato elementare di diritto suddivisi in 4 libri o commentarii e le Novellae Constitutiones, cioè le nuove costituzioni emanate da Giustiniano durante il suo regno. A queste opere nel periodo medievale è stato dato il nome di Corpus Iuris Civilis.
Declino e sopravvivenza dell'impero
La conquista dell'Occidente si rivela effimera, e dopo la morte di Giustiniano questi territori vengono persi; sopravvive però l'Impero d'Oriente anche se sempre più ristretto a causa delle pressioni arabiche e barbariche, l'impero bizantino sopravvive fino alla conquista degli Ottomani. A causa di questa conquista termina l'impero orientale così anche il Corpus cessa di avere applicazione territoriale lasciando il posto ai testi sacri che diventano la colonna portante del diritto. In Occidente dopo il 476 d.C. l'impero si disgrega lasciando posto ai regni barbarici, che introdurranno il periodo buio dell'Alto medioevo, alla cui base c'è il feudalesimo che è causa del regresso civile rispetto all'impero, l'economia è basata sul baratto. Questo periodo dura fino all'anno 1000 a cui si assiste al risveglio della civiltà: nascono nuove realtà politiche come i comuni e le repubbliche marinare, si risolleva l'economia che torna in una fase in cui gli scambi ed il commercio riprendono forza. Con questo processo economico si torna in un mondo basato su regole ed istituzione e risorge il diritto, viene riscoperto il Corpus grazie a dei giuristi che iniziarono a studiare come costruire un sistema giuridico a Bologna a Padova, questa opera durante il medioevo era stata trasportata da oriente a occidente, e così il Corpus Iuris e il diritto romano diventa il diritto di tutta l'Europa Medioevale fino alla caduta dell'Ancien Régime.
Rivoluzione e codice napoleonico
Gli assetti statali cadranno con la Rivoluzione Francese (1789), e andranno ad affermarsi nuove idee. Il baricentro del potere si sposta dal sovrano al popolo. Questo sconvolgimento, con gli ideali Napoleonici, viene esportato in tutta Europa e con esso il tentativo di abbattere e abolire i capisaldi e le strutture portanti che avevano tenuto in piedi i vecchi regni. Nasce così la repubblica francese. Questa concezione urta contro l'idea di diritto romano tanto da concepire una nuova idea, secondo cui il diritto romano deve essere sostituito da un codice civile scritto non in latino ma in francese ed emanato dal parlamento francese, questo movimento dopo qualche anno portò all'emanazione del primo codice civile moderno ovvero il Cod Napoleon (1804).
Le idee rivoluzionarie si espandono in tutta Europa così come il codice napoleonico e le idee nazionalistiche ottocentesche. Queste idee promuovevano la creazione di una vera e propria nazione; i diversi stati quindi iniziano a creare un proprio diritto e un proprio codice civile. In Italia si hanno vari codici, dopo la sua unificazione se ne ha uno solo, mentre nel 1942 si avrà il primo vero e proprio codice civile moderno. L'ultimo stato a munirsi di un codice civile è la Germania che si munirà di un primo codice civile nel 1 gennaio del 1900 dopo grandi dibattiti tenuti per l'800.
Il codice civile francese fu scritto dai maggiori giuristi dell'epoca che avevano una formazione culturale romanistica, quindi per creare il loro codice riprendono il principio latino contenuto nel digesto traducendolo in francese. Quindi il diritto romano non scompare completamente, ma parzialmente, ecco perché il diritto romano è la ratio del diritto moderno.
Diritto romano: una lunga storia
Le origini e l'evoluzione
Diritto romano, lezione 2: il diritto romano è visto come espressione della civiltà romana, e quando si parla di essa ci si riferisce ad una realtà storica estremamente importante nel tempo. La fondazione di Roma, secondo la data tradizionale tramandata dagli storici antichi, risale al 21 aprile 753 a.C., il punto di partenza è alla metà dell'VIII secolo a.C., mentre il punto conclusivo della parabola storica del diritto romano come espressione della civiltà romana, nella parte occidentale dell'Impero è nel 756 d.C., data della deposizione dell'ultimo imperatore romano, mentre in Oriente il punto conclusivo è rappresentato dalla conclusione giustinianea, e siamo nella prima metà del VI secolo d.C. (Digesto: 533 d.C.). Tra la data della fondazione di Roma e Giustiniano passano circa 14 secoli. Il diritto romano si forma nell'arco di questi 14 secoli. Finora non c'è stata nessun'altra entità statale che abbia avuto una storia così lunga.
In un arco di tempo così ampio vi sono però diverse tappe del diritto romano. È importante vedere lo sviluppo storico del diritto romano, dagli albori fino a Giustiniano. Per esaminare il profilo del diritto romano bisogna tener conto del profilo giuspublicistico (diritto pubblico) e dall'altro avendo riguardo al diritto privato romano, quello che poi per tanta parte viene raccolto e trasmesso nel Corpus Iuris Civilis.
Suddivisioni cronologiche e culturali
Bisogna operare delle partizioni cronologiche che sono molto importanti per individuare i fattori di produzione del diritto e che ne influenzano lo sviluppo in un senso piuttosto che in un altro, del diritto pubblico e privato. Bisogna capire anche come questi fattori culturali, sociali ed economici condizionano il diritto e portano alla formazione di certi sistemi giuridici. Esistono due partizioni fondamentali che si differenziano nei risultati a seconda che noi guardiamo nel diritto pubblico o nel privato; se consideriamo infatti la storia costituzionale romana sotto il profilo delle forme di stato che si sono storicamente succedute possiamo suddividere questi 14 secoli in 4 periodi storici fondamentali:
- Il primo parte dalla fondazione della città di Roma. Roma nasce come una monarchia, cioè una forma di stato avente al vertice dello stato un unico detentore del potere (Rex), anche se il rex era affiancato da altri due organi costituzionali, ossia il senato (assemblea di anziani) e l'assemblea popolare (ass. di tutti i cittadini che i romani chiamano "comizi curiati - comitia curiata"), dunque il rex non era detentore di tutto il potere. La monarchia dura a Roma per circa due secoli e mezzo sino al 509 a.C., quando viene mutata la forma costituzionale e si passa dalla monarchia alla repubblica.
- Nel 509 Roma diventa repubblica, e quindi il vertice istituzionale dello stato non è più un monarca che rimane in carica a vita, ma due magistrati (consules), eletti ogni anno dall'assemblea popolare, che prende però il nome non più di comitia curiata ma di comitia centuriata. La repubblica dura per molti secoli, e nel corso di essa Roma inizia a compiere le prime conquiste, come quella dell'Italia e delle coste cartaginesi e della parte occidentale del Mediterraneo, ed infine nell'ultimo secolo della repubblica Roma conquista anche l'Oriente.
- Ad un certo punto si affacciano sulla storia romana la figura di Giulio Cesare (morte: 44 a.C.) e, dopo una serie di guerre civili, la figura del nipote di Cesare, Augusto (Ottaviano), che sconfigge gli eserciti di Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio, restituendo la libertà al popolo romano e fondando un nuovo ordine costituzionale nel quale tutte le leve del potere sono gradualmente concentrate nelle mani di un'unica persona (princeps - Augusto e i suoi successori). Questo regime politico che prende forma tra il 23 ed il 27 a.C. viene indicato con il nome di principato, proprio perché il potere si concentra nelle mani di un'unica persona.
- Sul finire del I secolo a.C. tramonta la repubblica ed ha inizio il principato augusteo. La nuova forma politica inaugurata da Augusto si caratterizza per il fatto di mantenere in piedi, non abrogare formalmente, la maggior parte delle istituzioni repubblicane: durante il principato ci sono ancora i consoli e rimangono anche le altre figure, anche se svuotate dei propri poteri poiché mano mano verranno sempre di più concentrati nelle mani dei princeps.
Il principato e il dominio
Questa dualità è dovuta al fatto che i 5 secoli di repubblica rimangono radicati nella mente dei romani, che non sono pronti ad un drastico cambiamento. Dunque, Augusto gradualmente svuoterà queste figure dei propri poteri. Il regime di Augusto si irrobustisce sempre di più, insieme ai molteplici poteri del princeps, tra cui il legiferare, ossia il fare le leggi, e quello di avere l'ultima parola sull'amministrazione della giustizia. Questi poteri, dal II secolo d.C. convergono verso l'imperatore. Arriviamo nel III secolo d.C., periodo di forte instabilità anche politica, fase particolarmente convulsa nella quale iniziano a profilarsi i primi segni di crisi dell'impero, dovuti a fattori interni ed esterni. Il processo di espansione avvenuto fino ad allora inizia a scemare e Roma inizia a perdere territori (limes: Reno e Danubio).
I romani avrebbero voluto espandersi anche oltre l'Elba ma non ci riescono, ed i limes da quel momento in poi diventa semplicemente una linea difensiva per evitare di perdere dei territori. A questi fattori esterni di crisi si accompagnano fattori interni, legati all'economia romana dell'impero, che non è più in crescita ma che inizia a risentire di una crescita che si protrae lungo tutto il III secolo.
Diocleziano e la divisione dell'impero
Nel 338 d.C. muore Alessandro Severo, ultimo imperatore della dinastia dei Severi, che aveva avuto inizio con Settimio Severo, e nell'arco di 50 anni si susseguono un numero spropositato di imperatori, quasi tutti morti in circostanze conflittuali. Arriva poi una figura che riesce a porre un freno all'instabilità politica e cerca di riorganizzare l'impero: si parla di Diocleziano. Inizia a dividere l'impero d'Occidente da quello d'Oriente ed istituisce le figure dei due Augusti e dei due cesari. Con Diocleziano non ha più senso mantenere in piedi i vecchi poteri della repubblica, perché ne occorre uno centrale, ed il princeps è ormai un monarca assoluto, secondo il modello orientale del monarca per diritto divino. Ci si avvicina al monarca con la proschinesis (inginocchiandosi). Diocleziano inaugura anche la forma del dominus et deus.
Ciascuna di queste forme costituzionali corrisponde a delle forme di diritto secondo schemi democratici durante la repubblica, secondo modalità verticistiche nel principato e nel dominato, e quindi la cornice costituzionale che attraversa le fasi del diritto romano muta radicalmente. Accanto alla suddivisione cronologica ce n'è un'altra che prende come criterio non più il tipo di forma costituzionale, il tipo di regime politico, ma le strutture economico-sociali in materia di circolazioni economiche, stabilendo le regole che le parti del contratto devono osservare, o come si trasmette il patrimonio di una persona alla sua morte.
Formazioni economico-sociali
Quindi è facile capire perché l'analisi delle strutture economico-sociali ci offre una prospettiva di lettura dei fattori di sviluppo del diritto privato (Romano), che sarà condizionato dal tipo di assetti economico-sociali che caratterizzano un determinato periodo storico. La forma attraverso la quale si attua la produzione del diritto in ciascuno di questi periodi sarà ulteriormente condizionata dal tipo di regime politico ed al tipo di organi costituzionali, dunque si avrà una correlazione tra fattori politico-costituzionali e tra fattori economico-sociali.
Se osserviamo i 14 secoli attraverso un profilo economico-sociale possiamo suddividerli in 3 grandi periodi storici, a ciascuno dei quali corrispondono tre vere e proprie formazioni economico-sociali, in cui le strutture dell'economia e il modo che assumono di scambiare merci mantengono caratteristiche omogenee. La prima formazione economico-sociale va dalla fondazione di Roma al I secolo a.C.; la seconda formazione va dal III secolo a.C. al III secolo d.C., l'ultimo invece va dal III secolo d.C. fino all'epoca di Giustiniano, ossia al VI secolo d.C.
Sviluppo economico e diritto privato
Per un lungo periodo di tempo, che va dalla formazione di Roma fino al III secolo a.C., l'unica vera fonte di ricchezza era rappresentata dalla disponibilità di terre da coltivare, in quanto era tutto basato sull'agricoltura e sulla pastorizia. In quel periodo il territorio di Roma era ancora il territorio prima della città fondata da Romolo e, con le prime conquiste, quella del Lazio antico. Quindi si aveva ancora una dimensione territoriale limitata, anche se già tra il VI ed il V secolo Roma era una delle principali città del mondo antico.
Questo tipo di economia portava a conflitti tra patrizi e plebei, tra coloro che possedevano tutto il potere economico e coloro che erano subordinati ad essi. Altra caratteristica di questo periodo storico è un carattere piuttosto limitato delle attività legate ai commerci ed agli scambi sia all'interno di Roma che all'esterno con altri stati dell'Italia antica, poiché tutto si basava sulla proprietà terriera. Questa realtà porta ad un diritto privato che dedica molto alle norme riguardanti la proprietà terriera. Essendo piuttosto limitata la componente legata agli scambi ed ai commerci, nel diritto privato di quest'epoca la materia contrattuale è ridotta al minimo, quasi inesistente, poiché non se ne avverte il bisogno in una società che ha quelle caratteristiche.
Trasformazioni e nuove strutture economiche
In quel periodo storico che va dal II al III secolo a.C. l'economia romana si trasforma anzitutto per regioni geopolitiche e dal terzo secolo in avanti Roma inizia una serie di guerre di conquista, per cui lo stato romano diventa prima egemone in Italia ed inizia a creare le province, assoggettando vastissimi territori. Nasce un impero e Roma non è più solo la capitale politica di uno stato sovranazionale, ma anche la capitale economica del mondo antico, dunque affluiscono enormi ricchezze, e nelle province a seguito degli eserciti arrivano anche gli imprenditori e gli speculatori; si iniziano ad intensificare sempre di più le relazioni commerciali da un lato all'altro del mediterraneo, determinando un cambiamento delle strutture economiche della realtà romana.
Qui l'elemento trainante diventano le attività di scambio, e si tratta di attività che vanno dal commercio minuto a commerci su grandissima scala, con capitali enormi investiti in imprese di grandissima portata, pari solo a quelle del mondo moderno. Tutto questo si riflette sul diritto, che inizia a svilupparsi in modo nuovo, che non è più funzionale alle esigenze di una società agricola, ma è tutto costruito in funzione di un'economia commerciale. In questo periodo troviamo fortemente sviluppata quella parte del diritto dei contratti e delle obbligazioni, prima inesistente. Tanto più è sofisticata l'economia, tanto più è sofisticato il diritto.
Declino e conservazione del diritto privato
La parte dei contratti è chiamata contractus et obligatio, ed è un'articolata serie di figure contrattuali, che sono quelle dei processi civili moderni. Il diritto di questa seconda formazione economico-sociale è la parte più importante e complessa del diritto privato romano. Il principato augusteo non ha ripercussioni sul diritto privato, che rimane immutato. Con l'avvento del principato vi sono una serie di istituzioni che sono sotto il controllo del princeps.
La terza formazione economico-sociale è quella che va dal III secolo d.C. (età di crisi economica, in cui per varie ragioni inizia un lento ma inesorabile declino dell'economia commerciale, che si aggraverà sempre di più nei secoli successivi) a Giustiniano. Gradualmente si ritorna alla terra, ma con forme giuridiche nuove, come il colonato, cioè un istituto giuridico che regola il rapporto tra chi è proprietario delle terre e chi in forme più o meno servili le deve coltivare. Questo cambiamento economico fa sì che l'economia commerciale si vada inaridendo sempre di più e che si arresti questo evolversi del diritto privato. Si osserva una glaciazione del diritto privato dei secoli precedenti.
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