Diritto romano e il corpus iuris civilis
Il corpus iuris civilis e Giustiniano
Il Corpus Iuris Civilis contiene quattro parti. Giustiniano ha scelto i testi migliori e li ha codificati.
Contesto storico dell'impero romano
Tavola pagina 389: territori impero Romano 476 d.C. (anno deposizione dell'ultimo imperatore romano dʼoccidente Romolo Augustolo).
Contesto storico: Capitale non era più né a Roma né a Milano ma a Ravenna, facilmente difendibile. Il territorio era limitatissimo rispetto allʼestensione che aveva avuto con Traiano: era praticamente solo lʼItalia senza la Sardegna. Nord Africa era un territorio fertilissimo in mano ai Visigoti e Vandali: Sacco di Roma, distruggendo tutto, da lì la parola vandalo. Tuttavia erano molto acculturati: a Cartagine c'era una scuola di diritto, erano diventati tutti cristiani. Senso di inferiorità verso i romani e loro cultura.
La figura dell'imperatore e il dominio barbarico
Già da tempo la figura dell'imperatore romano era solo formale, in realtà il potere era in mano a generali barbarici i quali si sentivano inferiori e differenti rispetto ai romani. Nel 476: Odoacre depone Romolo Augustolo su richiesta di Zenone, al quale invia successivamente lʼinsegna imperiale. Zenone, per paura delle mire di Odoacre, invia Teodorico ad uccidere Zenone, dopo la morte del quale viene fondato in Italia il regno dei Goti governato da Teodorico. Impero dʼoriente rimane ad alcune zone.
Dopo la morte di Teodorico
Tavola pagina 390: 526 d.C.: dopo la morte di Teodorico l'Italia è in mano agli Ostrogoti insieme alla Iugoslavia. Giustiniano diventa imperatore nel 27 a 42 anni, dopo una lunga esperienza di studi e di pratica. Ha come obiettivi: conquistare impero romano e unificazione chiesa cristiana sotto un unico credo in quanto era lui la massima espressione di dio in terra e non il papa.
Crisi del sistema giuridico romano
Il diritto: “arma et leget”. Affinché un impero sia efficiente queste due sono le prerogative assolutamente necessarie per renderlo tale. Il sistema era in crisi poiché disorganico e aperto: ormai qualsiasi parere espresso come legge valeva come legge. Vi erano molte fonti del diritto che non erano solo quelle autoritativamente stabilite.
- Imperatore (attraverso una commissione) emette costituzioni (ma rimangono vigenti anche quelle degli imperatori precedenti).
- Privati
Crisi era già evidente ai tempi di Traiano come emerge dalle lettere tra lui e Plinio il Giovane.
Riconquista occidentale e conseguenze
Tavola pagina 391: Situazione impero nel 565 (morte Giustiniano). Egli ha riconquistato parte dellʼoccidente (Vandali subito, poi sud della Spagna, mentre in Italia ci fu una terribile guerra della durata di vent'anni), quindi è morto con lʼillusione di aver riconquistato lʼoccidente. Ma nel 568 i longobardi occuparono lʼitalia, e i bizantini rimasero in Italia solo in alcune zone. Nord Africa fu occupato dagli arabi nel secolo seguente. Sud della Spagna riconquistato dai Visigoti 40 anni dopo la sua morte. Bizantini si chiusero nel loro impero, che sopravvisse fino al 1453, dove si continuò ad insegnare il diritto secondo lʼimpostazione giustinianea fino allʼinvasione dei turchi.
Popoli barbarici e diritto romano
I popoli barbarici avevano una diversa idea del diritto: Ciascuno usava nei rapporti sociali il loro diritto, i romani il romano, i barbari il barbaro. In caso di rapporti “misti” veniva utilizzato il diritto romano (non Digestae ma Institutiones perché più breve e semplice). Diritto romano viene un poʼ abbandonato, non viene studiato nelle scuole. Codice circola solo un poʼ presso i notai, digestae totalmente abbandonato. Notai: scribacchini che redigevano documenti già predisposti.
La compilazione del Digestae
Tavola pagina 402: del Digestae abbiamo un manoscritto prodotto poco tempo dopo la pubblicazione dellʼopera (littera florentina o pisana), delle altre opere no ma abbiamo (tavola 12) una serie di manoscritti che provengono dalle università (edizioni “vulgata” ovvero che circolavano, e littera florentina).
La codificazione giustinianea
Tavola pagina 393: commissionata da Giustiniano a tre persone soltanto poiché 4 libri = 4 rotoli di papiro. Solo in seguito vi è il passaggio ad un unico codice, però si mantenne la denominazione 4 libri. Ministro giustizia (rivolta nika), era uno dei tanti tra i partecipanti alla commissione. Da quando si è redatto il primo codice ci si è resi conto della superiorità di Triboniano perciò è stato nominato capo.
Teofilo professore di diritto a Costantinopoli, dove un imperatore, Teodosio II, aveva introdotto la scuola degli studi superiori. Costantinopoli era diventato un centro culturale importantissimo (oltre Costantinopoli, Verito era un altro centro importante). Doroteo altro professore. Spesso è possibile il confronto con l'opera di Gaio e con altre opere prodotte da altri giuristi (Ulpiano, Marciano, Paolo) che sicuramente furono fonte di ispirazione. In poco tempo produssero questʼopera in cui tutto è lineare, non vengono indicate le fonti da cui sono stati tratti i frammenti: spiega diritto dividendolo in tre parti: Introduzione al diritto e fonti, diritto di persone e di famiglia.
Digesto e l'epoca alto medievale
Tavola pagina 392: Digesto opera fondamentale, innovativa, senza precedenti. Per lʼepoca alto medievale era troppo difficile. 17 commissari: Tiboniano-Costantino-4 professori-11 avvocati.
- Titolo 1 fidanzamento: da sponsio, promessa reciproca in forma giuridica.
- Titolo 2 nozze.
Triboniano nella costituzione introduttiva del primo codice era uno dei tanti, invece dopo essere stato destituito in seguito alla rivolta di nika fu posto a capo della commissione. Fino al 542 Triboniano rimane a capo delle opere giuridiche, invece dal 43 in poi le novelle perdono il linguaggio giuridico che le caratterizzava.
Libro "Istituzioni di Giustiniano"
- Prima parte (personae): fonti del diritto
- Seconda parte del libro (res): sono compresi il secondo e il terzo libro e comprende prima la classificazione dei beni, il diritto ereditario, i diritti reali, le obbligazioni.
- L'ultima parte del libro (actiones): processo.
Pagina 392: la compilazione di questa opera si conclude nel 534. Fino al 542 c'è ancora Triboniano. Giustiniano aveva ordinato che non venissero fatte abbreviazioni come normalmente avveniva in quel periodo per fare in modo che i testi fossero più chiari. Per il digesto esiste un manoscritto antichissimo. Giustiniano non voleva che si dimenticasse il diritto antico. I romani hanno pertanto il diritto come patrimonio esclusivo, che ha formato tutta la cultura occidentale. Il digesto rispetto al codice comprende tutti i pareri dei giuristi e il diritto emesso dagli imperatori. Il diritto romano nel corpus iuris non veniva più applicato. Il digesto si applicava nei tribunali, ma non quanto il codice. Il digesto non ha dei precedenti pertanto era un'opera molto difficile.
Codice e novellae
Codice (pagina 394?): i giuristi sono autori che scrivono opere dal primo secondo avanti Cristo al terzo dopo Cristo. Ogni imperatore aveva il suo consigliere, che era un giurista tra i più importanti dell'epoca. Dal quarto secolo ci sono disposizioni generali, particolari perché si rivolgono ad una sola persona.
- Epistulae: risposte che l'imperatore dà ad un suo funzionario.
- Mandata (dare un incarico)
Novelle (pagina 395): costituzioni emanate da Giustiniano. Codice Ermogeniano (un solo libro). Imperatore Teodosio II fa un codice ufficiale. Raccolta Autenticum: è in latino e viene chiamata così perché Irnerio l'ha trovata e l'ha definita autentica. Raccolta epitomae Iuliani: Giuliano era un maestro della scuola superiore di diritto e scrive le novelle in latino al fine di avvantaggiare gli studenti latini di Costantinopoli.
Diritto romano classico
Il diritto romano classico è composto da due parti: ius civile e ius honorarium. Le Istituzioni di Giustiniano sono fatte sulla base di testi giurisprudenziali classiche.
- Ius civile: ciò che deriva dalle consuetudini antiche, dalle leggi...
- Ius honorarium: fonte integrativa dello ius civile. È il pretore (magistrato con potere giurisdizionale che compie editto pretorio). Nel diritto pretorio che emetteva ogni anno, il pretore diceva pubblicamente quando avrebbe concesso a una parte di dirigere in giudizio davanti a lui. Il pretore regolava il processo. Poteva tutelare delle situazioni non ancora ritenute giuridiche e farle diventare giuridiche, oltre a situazioni giuridiche. Poteva inserire nellʼeditto alcune forme processuali nuove. Formano il diritto romano applicato.
Il sistema giuridico romano
Da una parte ius civile, dallʼaltra pretore che poteva aggiungere nuove regole nellʼambito del processo. Il pretore poteva aggiungere nuove regole. Oggi il parlamento vota una legge, viene pubblicata e prevede un certo diritto. Sulla base di quella legge un giudice fa una regolamentazione del processo dopo. A Roma era possibile al popolo riunito nei comizi approvare una legge che dava determinati diritti. Inoltre il pretore (autorità giurisdizionale, magistrato nominato dal popolo) ogni anno compilava un editto in cui diceva come svolgevano i processi e poteva aggiungere nuovi casi in cui tutela una situazione ancora non giuridica e farla diventare tale. Il sistema è aperto (tanti organi possono formulare il diritto). Oggi il sistema in Italia è chiuso.
Fondazione di Roma e primi re
La città di Roma venne fondata nellʼ8 secolo a. C. ed è stata fondata a partire dal colle Palatino sugli altri 6 colli. Luogo che si trovava a 7 km dal mare, allʼinterno (protetta), con il Tevere navigabile. È stata fondata in un punto ben preciso del Tevere, dove cʼè lʼIsola Tiberina. Lì il fiume poteva essere guadato con animali o a piedi. Lì ammassavano il sale dalle saline a Ostia. Il sale serviva per conservare i cibi. È stata fondata allʼisola tiberina e poi sul Palatino per evitare le inondazioni. DallʼVIII secolo fino al 509, Roma è una città monarchica. Primo re è Romolo (leggenda), e poi altri re, figure storiche. I primi romani erano i Latini, poi si uniscono con altre popolazioni come i Sabini (ratto delle Sabine). Dai patrizi nascono le dinastie di personaggi più potenti. Romani hanno usato forza o trattati per conquistare le popolazioni intorno.
Il potere dei re e i sacerdoti
I primi re sono latini e sabini. Romolo: re è colui che ha un imperium (potere riconosciuto legittimamente) di comandare lʼesercito, di usare la forza attraverso lʼesercito e le sue guardie, di giudicare i cittadini, anche a morte. Il re aveva a sua disposizione 24 littori, guardie armate con in mano la scure per tagliare le teste e dei fuscelli di legno per frustare. Fascio littorio: scure con verghe di legno che hanno intorno un laccio. Più tardi non si potrà più mettere a morte un cittadino romano. Il re aveva il potere giurisdizionale e di comandare lʼesercito. Accanto a lui cʼerano i sacerdoti. I pontefici, gli auguri e i feziali. Nel mondo romano la religione era una religione della città, di stato. I sacerdoti erano il tramite tra la città e gli dei. Gli dei dovevano essere contenti delle decisioni della città. Ci doveva essere una pax deorum, in caso contrario avrebbero punito il popolo. I sacerdoti sono quindi delle figure di politici, ma potevano avere anche altre cariche.
I sacerdoti e la religione di stato
I feziali: si occupano dei rapporti internazionali con le altre città. Per dichiarare guerra o pace, si faceva un rituale opportuno. Dovevano essere pronunciate parole secondo la tradizione. Gli auguri: esaminano il volo degli uccelli o le viscere degli animali e dicono al re o al popolo se una certa decisione è ben accetta agli dei. I pontefici: fanno da ponte tra lʼuomo e gli dei. I pontefici sono 7, con a capo un pontefice massimo. Sono i primi giuristi. Dovevano conoscere gli antichi rituali del diritto che avevano una matrice consuetudinaria. Ci sono delle regole fondamentali, ad esempio come fare a sposarsi, come vendere una cosa (allʼinizio il denaro non cʼera, quindi cʼera il baratto, poi si usavano lingotti e poi la moneta 4 secolo). Società patriarcale con a capo il pater familias, persona maschio che non ha più sopra di sé il potere di nessuno, oppure ce lʼha ma questo pater familias lo ha emancipato, lo ha reso autonomo. Il padre stabiliva con un rito solenne che il figlio sarebbe diventato autonomo e quindi pater familias.
La famiglia e la patria potestas
Il pater familias si sposava legittimamente con un rito con una donna. I figli erano figli legittimi del padre sottoposti alla sua patria potestas. La famiglia: matrimonio legittimo, figli sottoposti alla patria potestas. Se padre aveva con una concubina e aveva figlio, figlio non aveva alcun legame legittimo con il padre. Il re e i magistrati decidevano così chi fosse cittadino romano: solo i figli da nozze legittime. Tutto questo era noto solo ai pontefici, perché erano forme rituali e solenni legate alla divinità. Queste regole erano quindi segrete e i pontefici erano persone appartenenti a famiglie importanti del primo nucleo di Roma, dei patrizi. Senato: fatto dai patres familias delle più antiche famiglie. Organo consultivo. I capi delle gentes, gruppi che si originavano dai primi fondatori. Quando il re moriva, non succedeva il figli, ma il nuovo re era nominato dal popolo riunito nei comizi, però la scelta toccava al senato. Periodo di interregnum: i senatori a turno ogni settimana prendevano le funzioni del re. Popolo maschio nominava il re nei comizi.
Numa Pompilio e i re etruschi
Dopo Romolo arriva Numa Pompilio (sabino): uomo molto pio. Redige per iscritto lo ius sacrum: i rapporti con gli dei erano regolati anchʼessi dal diritto perché cʼerano delle determinate formule da seguire. Gli ultimi 3 re sono etruschi. Gli etruschi per un certo periodo hanno preso il dominio della città di Roma. Tantissimi lavori pubblici promossi dagli Etruschi, come la Cloaca Massima. Con Tarquinio Prisco, epoca in cui arrivano i plebei. Etruschi lavori pubblici enormi, trasmettono la loro scienza ai Romani. Hanno costruito il tempio a Giove, Giunone e Minerva sul Campidoglio.
Lotte sociali e caduta della monarchia
Occorreva la forza lavoro. I patrizi erano pochi e facevano politica, avevano i terreni... Plebei: gente che arriva dallʼesterno. Arrivano a Roma per lavorare a queste opere pubbliche. Non appartengono al gruppo dirigente. Una serie di lotte incominciano in questʼepoca dopo la cacciata dei re. Nel 509: ultimo re Tarquinio il Superbo viene cacciato, a causa di Lucrezia, moglie di Tarquinio Collatino. Lucio Giunio Bruto fondatore della Repubblica nel 509. Al posto del re, unico, dotato di imperium con esercito e 24 littori, comandano 2 consoli, magistrati supremi della repubblica. Sono eponimi. Duravano 1 anno (si calcolano gli anni basando su chi era console). Dividono il potere tra di loro. Sono eletti dal popolo e stanno in carica 1 anno. Hanno il veto reciproco. Ciascuno di loro ha 12 littori perché si dividono il potere. Il loro potere è illimitato. I candidati dovevano essere elencati al senato e stavano in carica 1 anno. Bruto, uccisore di Cesare, si chiama Marco Giunio Bruto, diretto discendente del patrizio Lucio Giunio Bruto. Si dice che fosse figlio non riconosciuto di Cesare. Lʼaveva perdonato perché si era schierato da Pompeo. Bruto non voleva partecipare allʼuccisione di Cesare ma Crasso lo convinse a uccidere il tiranno e re Cesare, perché Lucio Giunio Bruto era stato il fondatore della repubblica.
Struttura repubblicana e ruolo dei plebei
2 consoli, popolo, senato, sacerdoti, pontefici... Una persona normale che voleva sapere come fare sposare sua figlia andava da pontefice che glielo diceva segretamente. Funzione giurisdizionale dei consoli. Lotte patrizi-plebei. Plebei non potevano ricoprire alcuna carica e non sapevano nulla di diritto. Fanno tante lotte tra cui le secessioni, nel senso che loro prendono e se ne vanno da Roma dicendo che Roma con i suoi lavori pubblici ora se li dovevano gestire i patrizi. I patrizi mandano avanti Menenio Agrippa (plebeo). Patrizi avevano 3 nomi: il prenome (Marco), nome della gens (Giunio), cognome (Bruto) che indicava qualche sua caratteristica. Brutus in latino voleva dire stupido. Lucio Giunio Bruto era dellʼentourage del re. Il re uccideva tutti i suoi concorrenti al trono e per scappare a ciò si è finto scemo. Da qui deriva Brutus. Menenio Agrippa ha 2 nomi ed era plebeo. Fa un discorso per convincere i plebei a tornare. I plebei poi hanno ottenuto in 2 secoli alcuni diritti. 367 si concludono lotte patrizi-plebei. Legge per cui uno dei 2 consoli doveva essere plebeo e si nomina un nuovo magistrato, il pretore che doveva avere attività giurisdizionale. Il pretore ha comunque l'impero, comandava lʼesercito ma prevalentemente si occupava di processi, quindi doveva poter usare la forza nei confronti dei cittadini.
Le 12 tavole e il ius civile
451-450 (incerto). Data delle 12 tavole. Fino a prima, il diritto è stato fatto di mores (mos maiorum). È fatto di consuetudini che sono nate non da una legge, ma sono state ricevute dal popolo fin dalla fondazione e le formule conosciute solo dai pontefici. Plebei ottengono grande vittoria: se non conoscono, sono deboli, solo conoscendo si diventa forti. Non sono più fregati e si possono difendere. Loro volevano conoscere questi riti. Viene nominata una commissione, redigono 12 tavole scritte su tavole di legno ed esposte. I bambini imparavano a leggere sulle 12 tavole. Fanno parte della conoscenza comune di tutti. Noi non le abbiamo più perché bruciate. Sono state ricostruite perché citate da più autori. Cʼerano una serie di formule in modo tale che tutti potessero conoscerle. 451 450 ius civile antico viene almeno in parte messo per iscritto e diventa quindi conoscibile da tutti. 367: nasce il pretore. Il pretore è il magistrato dotato di imperium eletto dal popolo, sta in carica 1 anno. Inizia a scrivere editto dove riporta le formule processuali. Può introdurre poi anche altre formule processuali a seconda dei vari casi.
Calendario giudiziale e sviluppo del diritto
304: Gneo Flavio (un liberto), agendo per ordine del suo padrone, Appio Claudio Cieco, fa un altro testo scritto così tutti possono conoscerlo: il calendario giudiziale e il libro delle azioni. Calendario: testo esposto dai pontefici con giorni fasti (vita pubblica) e nefasti (dedicati agli dei).
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