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Diritto romano

Ragioni dello studio del diritto romano

Una delle prime domande è: perché diritto romano? Il diritto romano è fondamentale. Studiamo il diritto romano perché la gran parte del diritto privato moderno in Italia e in Europa sia nel mondo occidentale, deriva dal diritto romano.

Come ciò è accaduto?

Per questa domanda va intavolato un discorso storico articolato. Questa storia ha un punto di inizio ben preciso: inizia nella Costantinopoli del VI secolo d.C. Nel VI secolo d.C.: l’impero romano di occidente non esiste più, crollato sotto il peso delle invasioni barbariche. Sopravvive invece l’impero d’oriente con capitale Costantinopoli.

Nel 527 diventa imperatore d’oriente un personaggio di notevole rilievo nella storia del diritto: l’imperatore Giustiniano. Giustiniano era di origine illirica e di umili provenienze, ma ad un certo punto un suo parente, zio, Giustino I, che era uno dei principali generali e comandanti militari dell’impero, attraverso una serie di vicende, diventa imperatore e favorisce l'ascesa al trono di questo suo nipote, Giustiniano, che nel 527 diventa imperatore. Giustiniano concepisce, seppur molto giovane, un vasto e ambizioso progetto di rifondazione e rinascita dell’impero.

Questo progetto si svolge su vari piani. Giustiniano tenta la riconquista dell’occidente e in gran parte riesce mandando le armate bizantine alla riconquista dell’Italia che all’epoca era occupata da una popolazione barbarica, i Goti. Con queste lunghe guerre gotiche riesce a riconquistare l’Italia, che tuttavia a questo punto non è più il centro dell’impero, ma una provincia dell’impero bizantino. La capitale dell’Italia infatti non è più Roma ma Ravenna. Per ragioni strategico militari infatti garantiva una maggior difesa per le invasioni dal nord. Infatti a Ravenna si stabilisce uno dei più grandi centri di cultura dell’impero orientale.

Giustiniano tuttavia non si limita alle imprese militari, ma indirizza i suoi sforzi verso una riorganizzazione amministrativa del suo impero. L’impero veniva da secoli di decadenza e aveva attraversato periodi di forte sbandamento. Economia stagnante e malversazioni danneggiavano l’impero. Egli comincia una riorganizzazione. Questa attività riguarda anche la legislazione, lo stato del diritto.

Raccolte sistematiche e ordinate

Inizia a concepire un disegno volto a creare delle raccolte sistematiche e ordinate dei testi normativi. L'eredità della scienza giuridica romana dei secoli precedenti. Questi testi costituivano tutta l’eredità della scienza giuridica romana dei secoli precedenti. Quindi subito dopo l’ascesa al trono, nel 528, ordina la redazione di una raccolta che prende il nome di Codex. Questo Codex è una raccolta di costituzioni imperiali, ossia di leggi emanate dagli imperatori romani nei secoli precedenti prima di Giustiniano e tuttora vigenti nell’impero d’oriente.

Queste costituzioni erano in numero molto elevato: Giustiniano sceglie quali restano vigenti e dichiara l’abrogazione delle altre e le ordina per materia. Da quindi a queste leggi imperiali un ordine sistematico. Crea un tutto organico, in modo da facilitarne l’applicazione nei tribunali di Costantinopoli e delle varie province. Già nel 529 viene promulgata questa prima raccolta di leggi che prende il nome di Codex.

Questo tuttavia è solo l’inizio di un’attività ancora più ampia di raccolta e sistemazione delle fonti e materiali del diritto romano. Di lì a poco infatti ordina la redazione di una seconda raccolta che ha un’importanza di gran lunga maggiore della prima. La seconda fu una raccolta sempre ordinata e su base sistematica, per materie e argomento. Questa seconda edizione prende nome di Digestum (ciò che è compatto e raccolto), oppure Pandecte che deriva invece dal greco Pan Decomai, che ugualmente significa ciò che è aggregato.

Il Digestum è una raccolta in 50 libri che tratta tutto il diritto romano privato: esposizione di tutto il diritto privato romano che si era venuto a formare nei secoli precedenti a Giustiniano. Questa trattazione sistematica del diritto privato romano viene realizzata questa volta non raccogliendo i testi delle costituzioni imperiali come per il Codex, ma andando ad estrarre dalle numerosissime opere, manuali di diritto, scritti, in un periodo che va dal I secolo a.C. al III secolo d.C. Vengono quindi estrapolati i passi più significativi e composti in questa vastissima esposizione sistematica.

Qual è lo scopo?

Lo scopo immediato è quello di fornire ai giudici e ai tribunali del suo impero uno strumento di consultazione immediato dal quale scavare i principi e le regole per emanare le sentenze nei processi civili. Questa importante opera legislativa viene completata negli anni successivi. Il Digesto viene promulgato nel 533 d.C.

Negli anni successivi questa opera legislativa di Giustiniano che però riguarda la sistemazione di un diritto che viene dal passato, viene portata a compimento in due modi:

  • Seconda edizione del Codex, nel 534 viene fatta una che può essere considerata una versione perfezionata, che è l’unica a noi pervenuta in cui sono raccolte le costituzioni imperiali (leggi degli imperatori anteriori a Giustiniano)
  • La seconda opera piccola e compatta prende il nome di Institutiones: si tratta questa volta di un manuale istituzionale e quindi basilare di diritto da utilizzare per gli studenti del primo anno nelle scuole di diritto che già esistevano nell’impero di oriente e di cui i centri principali erano quelli di Costantinopoli e di Berito.

Nell’arco di poco tempo dalla sua ascesa al trono, Giustiniano fa realizzare queste tre importanti opere (Codex 1 e 2, il Digestum). Giustiniano muore nel 565 d.C. e oltre a raccogliere e ordinare l’eredità del passato è anche un legislatore attivo e innovatore: c’era infatti esigenza di nuove leggi. Questo bisogno nasceva dal fatto che le strutture economiche d’oriente tendono ad allontanarsi in maniera significativa rispetto alle strutture cui si riferivano le norme raccolte nel Codex. L’economia orientale era statica, la società tendeva sempre più alle caste.

La realtà sociale ed economica mutata imponeva delle nuove leggi. Giustiniano era un legislatore attivo e alla sua morte la sua legislazione viene raccolta e dà vita ad una quarta opera: Novellae Constitutiones, cioè le leggi nuove, per essere distinte dalle vecchie leggi del Codex. Questo insieme di quattro opere avrà un’importanza decisiva non solo per il diritto romano, ma per il diritto moderno. Esse infatti vengono a costituire e vengono indicate nel loro insieme con un termine latino, ma non inventato dai latini in quanto di origini medievali, Corpus Iuris Civilis.

Corpus Iuris Civilis nominato così in epoca medievale. Al ruolo che il Corpus Iuris Civilis eserciterà nella formazione del diritto medievale e moderno si lega la domanda posta in precedenza: come mai i diritti romani moderni derivano dal diritto romano. Sinteticamente dovremmo ripercorrere le tappe di questo lungo periodo storico. Accade che in occidente nel 476 d.C., dopo il crollo dell’impero romano d’occidente, tutta la parte occidentale dell’impero è nel caos. Tutto quel mondo civilizzato, raffinato ed evoluto che la civiltà romana aveva saputo costruire finisce a causa delle invasioni barbariche. Con esso scompare anche il diritto romano in occidente.

Questi regni romano barbarici che sorgono sulle macerie dell’impero romano sono dotate di norme giuridiche estremamente primitive, sopravvive qualcosa del diritto romano nelle cosiddette compilazioni romano-barbariche. Qualcosa viene conservato, ma sostanzialmente è la catastrofe. Quella che era stata la parte occidentale dell’impero romano entra in un periodo buio che durò per molti secoli. In oriente il discorso è diverso, ma la vita dell’impero romano d’oriente è una vita abbastanza travagliata.

Dopo Giustiniano: la cultura bizantina

Dopo Giustiniano prende il sopravvento la cultura bizantina e anche i testi latini del Corpus Iuris Civilis vengono tradotti in greco o a loro volta riversati in compilazioni o in riassunti in lingua greca, sempre più ristretti, che saranno la base del diritto nell’impero bizantino fino al momento in cui l’impero bizantino scompare sotto la pressione degli Ottomani (XV secolo). L’impero diminuisce sempre di più fino a quando la stessa capitale Costantinopoli viene conquistata dagli Ottomani che cancellano ogni traccia del diritto romano, poiché il mondo arabo utilizza come norme giuridiche dei testi religiosi.

Mentre in oriente la parabola storica del diritto romano finisce definitivamente, il diritto romano rinasce in occidente. Come rinasce? Rinasce perché dopo molti secoli, dopo l’anno 1000, piano piano l’Europa occidentale esce fuori dai secoli bui dell’alto medioevo. Si avverte un fervore nuovo dopo l’anno mille, perché ormai si sono formate delle realtà statali abbastanza stabili e perché la stessa economia non è più quella curtense e feudale dei secoli bui per cui si produce per il consumo immediato.

Rinascita economica e commerciale

Inizia ad esserci una rinascita economica e commerciale, riprendono gli scambi tra le varie parti d’Europa. Nascono entità nuove: i comuni dell’Italia centro nord, che esercitano il commercio tra il nord e il sud dell’Europa. È l’epoca delle Repubbliche Marinare. C’è una rinascita generale. Questo nuovo scenario storico economico e sociale pone un’esigenza ben precisa alle varie entità politiche e statali dell’Europa del basso medioevo. Ossia quella di dotarsi di un sistema giuridico di diritto privato!

Ossia di un complesso di norme che regolano i rapporti tra privati e le modalità di scambio e di circolazione della ricchezza. Il diritto privato impone quali sono gli obblighi delle parti e dei soggetti, evita le liti ed indica come vanno risolte le cause civili. Mano a mano che si esce dall’alto medioevo questa esigenza di diritto diventa sempre più forte. La costruzione di un sistema di diritto privato è opera estremamente complessa, che non si improvvisa dalla sera alla mattina.

Ripresa del diritto romano

Gli studiosi di diritto e le classi dirigenti dell’Europa medievale, ristudiando la grande eredità del mondo antico, si accorgono che un insieme di norme giuridiche che compongono un sistema di diritto privato, non hanno bisogno di pensarle ex novo, poiché lo hanno pronto in uno di quei testi che ha lasciato loro in eredità il mondo classico. Quel testo è chiaramente la compilazione di Giustiniano, quel testo che in questo periodo cominceranno a chiamare Corpus Iuris Civilis.

Le varie realtà dell’Europa medievale, dagli stati ai comuni, riprendono in mano il diritto romano. Fanno applicare ai loro tribunali il Corpus Giustinianeo ha tramandato. In tutta l’Europa medievale torna in vita il diritto romano che torna ad essere il diritto comune. Su singoli aspetti talvolta furono apportate modifiche, ma il tessuto comune rimane lo stesso ed è costituito dal diritto romano. Questa generalizzata applicazione del diritto romano è possibile in quanto i principi cardine che la cultura giuridica romana aveva fissato in quei testi raccolti e ordinati da Giustiniano, sono principi astratti e generali, suscettibili di avere un’applicazione universale e che va al di là della società e del mondo per cui quelle norme erano state pensate.

Le situazioni contingenti possono mutare, ma i principi cardine rimangono stabili nel tempo! Questo infatti ne rende possibile l’applicazione anche in un contesto storico completamente diverso. Il Corpus Iuris diventa quindi la legge che tutti i tribunali indistintamente applicano per risolvere le liti nel processo civile. Il Corpus Iuris di Giustiniano è considerato legge vigente in tutte queste realtà politiche dell’Europa medievale. Questa situazione si protrae fino alle soglie della modernità.

Quando avviene l’altro grande cambiamento nella storia del diritto in occidente? Anche in questo caso ci sono grandi eventi storico politici. La rivoluzione francese. Quello che determina la svolta è la rivoluzione francese abbatte l’insieme di quelle strutture politico statali che affondavano le loro radici nel mondo medievale. Sostituiscono all’idea della sovranità del re per diritto divino un concetto nuovo che è quello della sovranità dello stato che è il riflesso del primato del popolo: sovranità popolare.

Questa forza dirompente della rivoluzione porta anche ad una concezione nuova del diritto! Non più fondato sulla tradizione e sull’autorità e sulla figura di un monarca che in qualche modo si considera erede e prosecutore dell’impero romano, ma si afferma una concezione nuova concezione del diritto che è quella della sovranità popolare. Camere legislative che sono gestite dal popolo e rappresentano il popolo. Da questo punto di vista si crea una tensione: la volontà di utilizzare il Corpus Iuris che proviene dal medioevo è inconcepibile con questi nuovi pensieri. In Francia si decide quindi di sostituire il Corpus Iuris Civilis con un codice civile approvato dall’assemblea legislativa dello stato e ovviamente scritto in lingua francese.

Il primo a nascere è il Code Napoleon (1804) e segna una svolta rispetto al passato perché si passa dal codice civile di Giustiniano ad uno scritto in lingua nazionale che è esempio della forte sovranità dello stato. L’esempio francese viene gradualmente seguito anche dagli altri stati europei. Con le guerre napoleoniche le idee francesi si diffondono in tutta Europa. Si procede verso delle codificazioni nazionali che si sostituiscono al Corpus Iuris Civilis. In Italia nel 1865 si ha questo cambiamento: sostituzione del Corpus con un codice tutto sommato uguale a quello francese ma tradotto. L’ultimo stato europeo ad effettuare questo cambiamento fu la Germania, in cui questo dibattito si protrae addirittura per un secolo. Solo il primo gennaio del 1900 si abbandona il Corpus Iuris e si dota di un proprio codice civile.

Il diritto romano quindi non è semplicemente romano! Il diritto romano arriva fino al 1900! Questa potrebbe essere una prima risposta sul perché si insegna il diritto romano. I rivoluzionari francesi erano portatori di un’idea nuova di diritto che riguarda la fonte di legittimazione del potere, ma non i suoi contenuti! Non rinnegavano il diritto romano in quanto tale, ma solo perché lo vedevano come uno degli apparati del passato. Quando per volontà di Napoleone inizia la stesura del codice civile, subiscono fortissimamente la natura delle regole già fissate dal diritto romano. Inoltre a scrivere quel codice furono dei giuristi che si erano formati studiando il diritto romano! Quindi in pratica inventano e innovano molto poco! Si limitano a prendere i principi giuridici che formano il diritto romano, li traducono in francese e li riversano nel codice civile. Cambia la forma esteriore, ma non il contenuto dei principi giuridici.

Dato che il codice francese fa da modello a molti altri codici, questa eredità del diritto romano si travasa dal Corpus Iuris a tutti i codici civili! Specie questo accade con il codice civile tedesco, dove l’impronta del diritto romano è fortissima!

Origini del diritto privato romano

C’è la data della tradizione storica per la fondazione di Roma: 21 aprile 753 a.C. Secondo la tradizione storica in quel giorno e in quel momento venne fondata la città attraverso un rito: un tracciato e un solco primigenio su cui vengono poi edificate le mura più antiche della città.

Le mura di Romolo, il personaggio storico che dà inizio a tutta questa vicenda secolare. Il primo problema enorme da porci è: questa notizia che ci viene tramandata dalle fonti letterarie è vera? Perché questo dubbio? Perché le nostre fonti storico letterarie sono rappresentate da autori che scrivono le loro opere molti secoli dopo questi avvenimenti. Il principale di questi autori antichi che rappresenta per noi una fondamentale fonte di informazioni è Tito Livio! Uno storico augusteo che vive 700 anni dopo l’epoca in cui i fatti sarebbero accaduti.

Problema di attendibilità delle fonti. La soluzione di questo problema significa capire quale è il punto di inizio dello sviluppo storico che ci interessa e che naturalmente darà la preminenza agli aspetti legati alla storia del diritto, ma nella loro esatta cornice politico costituzionale, economico e sociale. Su questa fondamentale domanda di vero o non vero riguardo ai racconti degli antichi, gli studiosi moderni hanno dato risposte diverse.

Ci sono intere correnti e fasi di studio che condizionano la risposta rispetto a questo problema fondamentale dell’origine di Roma. Per molto tempo (900’ - 1970,80) è prevalsa la teoria che considera criticamente il racconto degli storici, come frutto di un mito. Questo mito aveva lo scopo di nobilitare le origini di Roma. A questa vicenda si sarebbe legata l’esaltazione nell’età augustea di una discendenza ancora più nobile per Romolo, che attraverso l’Eneide di Virgilio, verrebbe mostrato discendente di Enea, direttamente dall’Iliade di Omero.

Perché Romolo quindi? Colossale invenzione di età augustea per attribuire nobili origini.

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher appgiack di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Pesaresi Roberto.
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