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17/03/16

Tecniche attraverso le quali si salvaguardia il principio unitario:

- vengano riconosciute competenze esclusive alle autorità centrali (attengono al CORE nucleo

essenziale della sovranità), II comma art. 117 costituzione, USA sez. 8 art. 1 (materie del congresso).

Molto dipende da come sono costruite queste voci sia interpretazione restrittiva (federale preferibile), ma

spesso sono costruite in termini di competenze trasversali

- controlli di merito su atti normativi essenziali dei livelli sub-centrali, garanzia federale della

costituzione cantonale in svizzera, pactado approvato con legge del congresso. Assenso da parte del

parlamento federale su accordi internazionali che entità decentrate possono concludere.

- clausole di omogeneità, art. 28 legge fondamentale DEU - crea vincolo contenutistico di omogeneità

rispetto alla costituzione federale. Clausola di omogeneità a maglie larghe. Una formula analoga art. 51

costituzione elvetica. Classica tecnica che non vede i punti precisi grande discrezionalità dell'interprete.

Nell'ordinamento italiano con riferimento a autonomia statutaria "armonia con la cost." art. 123

costituzione (e con le leggi della Repubblica abrogato).

- riparto verticale delle competenze legislative, le competenze decentrate non siano piene ma siano

competenze entro certi limiti, tecnica di garanzia del principio unitario. Gerarchia formale in cui la fonte

centrale è gerarchicamente superiore della fonte inferiore. Ipotesi in cui il legislatore centrale può delegare

(nel senso di delega legislativa) l'ente decentrato in base a una puntuale concessione legislativa dal

centro. Le regioni a statuto speciale questo discorso ce l'hanno di default mentre le ordinarie (art. 117

costituzione X comma per la potestà regolamentare) [come art. 76 della costituzione]. Altra ipotesi non

gerarchia di fonti ma di contenuti, III comma art. 117 (competenza ripartita). Questa non è una gerarchia di

forme, prevale sulla legge regionale non in quanto legge statale ma prevale in quanto legge cornice.

Crisafulli diceva che il III comma art. 117 da vita a una gerarchia non di fonti ma di contenuti; da vita a una

ripartizione di competenza (Carlo Esposito). La legge statale la cornice la legge regionale i dettagli. Si

prevede che ci sia una fonte statale che detti principi fondamentali serve per il principio di unità.

- asimmetria procedimentale della impugnazione delle leggi statali/regionali, diverso regime di

impugnazione delle leggi statali/regionali di fronte la corte costituzionale (vecchio art. 127 costituzione -

non così dalla riforma del 2001). Esigenza unitaria che fondava questo regime, la legge statale

incostituzionale può essere impugnata anche se produce effetti ma la legge regionale va bloccata prima

che produca i suoi effetti. Quando si ricorre a questa diversa impugnazione si salvaguardia il principio di

unità.

- forme di ingerenza dell'entità centrale all'interno delle decisioni degli atti della vita costituzionale

delle entità decentrate, controllo sugli organi per cui entità centrale può disporre scioglimento se si

accorge che gli organi decentrati adottano atti che possano attentare al principio di unità. Disciplina

presente nell'art. 126 cost. Altre forme sono la sostituzione dello Stato alla regione inadempiente, ci sono

casi in cui inadempimento della regione in ordine a certi atti che debbono essere adottati non è solo

comportamento inerte in sede politica ma rischia di compromettere l'esigenza unitaria e in deroga

eccezionale ma costituzionalmente prevista l'organo centrale si sostituisce all'organo periferico, potere

sostitutivo trova su due punti di emersione nella costituzione emergente comma V dell'art. 117

costituzione (sui parametri esterni) lo stato italiano si sostituisce sia a livello amministrativo che legislativo.

Altra ipotesi di sostituzione è art. 120 II comma della costituzione sostituzione del governo verso organi

che non attuano misure indispensabili oltre i parametri esterni anche i parametri interni. Problemi

sostituzione solo per inerzie amm. o legislative? Nel caso sia sostituzione legislativa qual è la forma

dell'atto? Organo della sostituzione, organo governativo può essere un ministro o un'authority. Ingegno

italiano in materia sanitaria a fronte di regioni che sono incappate nell'esercizio sostitutivo commissario

delegato il presidente della Regione. La sostituzione è una salvaguardia del principio di unità.

- revisione di limiti al potere estero delle entità decentrate (più stringente per le federazioni), gli accordi

con gli stati esteri può attentare alla linea politica unitaria dello stato (toga, la spada e la feluca). Queste

sono relazioni internazionali che possono creare problemi alla federazione. Anche negli stati regionali da

un lato il riconoscimento di un potere estero si fa strada dall'altro si mettono a fuoco forme di controllo in

modo tale che questo potere estero non mini lo stato centrale. Potere di fare accordi (meramente

proporzionali, accordi di materie regionali fatto salvo il controllo dello stato), norma di riferimento IX

comma art. 117. Art. 6 legge 131/2003 (legge La Loggia - attuativa della riforma del 2001).

Per quali aspetti la costituzione italiana del 1948 si ispira alle soluzione federaliste e a quelle regionaliste

preesistente (II repubblica spagnola):

- elementi di ascendenza federale

costituzionalizzare le competenze, prevedere in costituzione cosa spetta a un livello e cosa a un

• altro livello. Nel momento in cui dettano in costituzione il riparto delle competenze si ispira ai

federalismi.

competenza ripartita o concorrente, per certe materie il legislatore statale pone il principio e il

• regionale pone lo svolgimento. Garantisce gli ambiti competenziali, se lo Stato esorbita dalle proprie

competenze le regioni adottano una mozione costituzionale e farla cadere. Competenza concorrente

tedesca: Intervento del legislatore federale non è necessario e interviene dettando norme

contenutistiche che si impongano nel rispetto. Il legislatore italiano ha adottato questa competenza

con due legislatori.

- elementi di ascendenza regionale

la regione è titolare delle sole competenze che la costituzione individua, mentre negli ordinamenti

• federali è il contrario. Gli stati membri hanno la generalità delle competenze e il centro solo quelle

enumerate.

esistono diversi tipi di regione nel territorio dello stato, le regioni non sono tutte uguali e fanno un

• corpus normativo comune, ma ci sono regioni - speciali - che hanno come corpo relativo speciale gli

statuti approvati con legge costituzionale. In Spagna ogni regione attinge da un elenco le sue

competenze, la via italiana è intermedia per le quali vi è la differenziazione

assenza di seconda camera rappresentativa delle entità regionali

- elementi originali

ci sono elementi di originalità nella cost. italiana del 1948, art. 5 della costituzione "repubblica una e

• indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali". Principio di unità è il limite il principio di

riconoscimento e promozione delle autonomie è l'elemento propulsore.

competenza ripartita dell'art. 117 costituzione, la differenzia dalla tedesca perché il limite di principi

• non è eventuale ma il limite dei principi ci deve essere sempre. Anche se manca la legge cornice

questi vanno ricavati in via interpretativa.

potestà legislativa delle regione incontra qualche principio, generale dello Stato, dell'ordinamento.

• Non c'è nessuna potestà legislativa regionale avendo vis a vis soltanto la Cost. Sempre un limite

sub-costituzionale di principi che si interfaccia con la potestà legislativa regionale, che non è mai

esclusiva che incontra i limiti principi generale dell'ordinamento giuridico, interesse nazionale

quando la costituzione viene adottata nelle regione ci sono forme di controllo su atti che

• appartengono al bagaglio dello Stato accentrato, art. 125 costituzione italiana prima del 2001.

Rimane forma di controllo preventivo che è solo sugli statuti.

06/04/16

Il passaggio successivo era una rapida messa in evidenza dell'indubbia garantistica della costituzione del

1948.

Il disegno del 1948 era a trama garantistica, non ci sono dubbi. La costituzione rigida, composta dalle sue

varie parti. Era una disciplina organica, quindi positiva, in grado di imporsi alle forme subordinate alla

Costituzione gli elementi cardine è:

- costituzionalizzione del riparto delle competenze, con art. 117 costituzione e statuti speciali

- eventuali violazioni non rimanevano su dimensione politica di questo riparto avevano sede di revisione

politica giurisdizionale, art. 127 della costituzione e della legge costituzionale n.1 o 2 del 1948; sia

controllo Stato su regione che regione su Stato.

modello garantistico del 1948 e l'attuazione concreta

Via giudiziaria per la tutela delle competenze in Costituzione, c'è la possibilità del giudizio in via incidentale

del giudice che si pone il problema del riparto delle competenze.

Ultimo elemento di questa configurazione garantistica è il principio di parallelismo delle funzione, spettavano

alle regioni competenze amm. per quelle stesse materie su cui spettavano le competenze legislative e tali

funzioni amm. sono interpretate come esclusive, nel 118 costituzione non c'era riferimento ai limiti

competenziali che si ritrovano nel 117. Dottrina non uniforme, D'Atena vede le funzioni legislative come

esclusive delle regioni mentre Paladìn pensava come le legislative fossero ripartite anche per le

amministrative competenze dovesse intendersi operante una competenza di livello statele.

Il Legisl. attuativo ha dato più ragione alla tesi Paladìn che D'Atena, ha inventato quindi una potestà statale

che è quella di principio e di indirizzo in materia delle funzioni amministrative. Potestà di indirizzo e

coordinamento dello Stato legge 281/1970 una delle prime leggi di avvio delle regioni ordinarie, supera il

vaglio della Corte. Il governo può coordinare le funzioni amm. regionale. La gerarchia era:

Competenza legislativa statale di principio

• competenza legislativa regionale di dettaglio

• competenza amministrativa statale

• competenza amministrativa regionale

Uno dei versanti di crisi, di quella che si pensava essere esclusività della funzione amministrativa regionale

perché comunque c'è spazio per intervento di coordinamento statale e il secondo intervento era introduzione

della potestà sostitutiva per le regioni inadempienti dal punto di vista amministrativo.

Prima della riforma del 2001 in via del tutto implicita senza alcun fondamento costituzionale la legislazione

statale (decreto del 77 del trasferimento del blocco delle funzioni amm. alle regioni) hanno ammesso potestà

sostitutiva verso la regione inadempiente. Questo versante di crisi della funzione amm. non si è perpetuato

dopo la riforma del 2001.

Il legisl. ha colmato la lacuna con art. 120.2 costituzione che ha riferimento alla sostituzione in via amm.; la

funzione di indirizzo e coordinamento è scomparsa, c'è discontinuità tra vecchio e nuovo titolo V. Si può

pensare che sopperisce il 117 costituzione.

Un modello più definito favorevole alla regione che è il modello del parallelismo opera la clausola di maggior

favore dell'art. 10 della riforma del 2001.

Potestà sostitutiva ha ad oggi disciplina ad hoc, mentre la funzione di indirizzo e coordinamento è

scomparsa.

II elemento di crisi del sistema del 1948, criteri di interpretazione delle materie. Riflusso dal vecchio al

nuovo è come si interpretano le materie.

Come si fa il significato di una materia contenuta in un elenco; ad es. il significato della voce agricoltura in un

elenco. Il suo significato vincola uno Stato in base al significato che la parola agricoltura aveva sulla base del

criterio storico normativo, con cristallizzazione in base al significato che quella materia aveva al momento

dell'entrata in vigore della costituzione del 1948. Cosa si intendeva per agricoltura nell'entrata in vigore della

costituzione stabilisce cosa si intende per quella materia. (In Austria c'è pure e si chiama pietrificazione).

Si sottrae al legislatore statale la definizione dei confini della materia.

La corte cost. ha detto che la nozione di materia è modulabile dal legislatore statale e quindi lui è chiamato a

individuare i confini della materia. Limite è quello dell'interesse nazionale esplicato nel 117 cost.

Prima si poteva impugnare di fronte le camere la legge che secondo le regioni andava contro la competenza

delle regioni, ex post. Mentre adesso si va presso la Corte Cost. ex ante. Prima legittimità adesso il merito.

Clausola di ridefinizione delle competenze legislative delle camere sulle leggi regionali non esiste più.

Cosa è rimasta di questa vicenda nel nuovo titolo V, che si muove su diverse assi.

- attrazione in sussidiarietà creata dalla sent. 303/2003 della Corte Cost. Attrazione in sussidiarietà viene

fatta per le grandi opere nella sentenza della Corte. La realizzazione di lavori pubblici non ha centro di

imputazione. Nel titolo V vigente interesse nazionale non compare i meccanismi sono più raffinati ma

esigenza di fondo sempre la stessa.

- ripartizione delle competenze

- competenza statale di principio nelle materie concorrenti (titolo V originario era competenza esclusiva

delle regioni) si può distinguere una norma di principio da una di dettaglio. Problema di distinguere il

principio di dettaglio. Il legisl. statale potesse porre norme di principio ma potevano essere correlate da

norme di dettaglio. O erano norme di dettaglio inderogabili, come vengono giustificate queste in una

competenza ripartita se sussisteva un interesse nazionale unitario a che la disciplina di alcuni aspetti di

quella materia fosse di competenza della materia allora lo Stato poteva porre principio e dettaglio. Anche

la giurisprudenza della corte principio e disciplina che ne costituisce sviluppo logico coerente legato a

inscindibile nesso di correlazione. Disciplina degli anni 90. Questa esperienza aveva erosione tra

competenze di principio e di dettaglio anche con le norme di dettaglio derogabili. ZONE D'OMBRA le leggi

statali non hanno distinto il principio e il dettaglio e danno alla regione l'onere di dire quale è la parte di

principio e quale è di dettaglio, altra critica era di sistema è stato che il titolo V è stata messa per sgravare

il legisl. nazionale di alcune materie della regione se noi mettiamo le norme derogabili di dettaglio diciamo

al legisl. statale di occuparsi di tutto, persino del diametro dei fucili da caccia da utilizzare. La ratio dell'art.

117 era di alleggerimento dello stato se si ammettono le norme derogabili di dettaglio allora la ratio viene

meno.

III elemento di crisi è un versante che colpisce il principio secondo il quale la legge doveva porre principi

fondamentali, legge del 117 poteva essere soddisfatta anche da atto con forza di legge. Questa riserva di

legge assoluta per i principi ha portato alla delegificazione delle norme di principio che non vengono poste

dalle leggi ma da fonti subordinate, da regolamenti.

STATUTI REGIONALI ORDINARI

Il primo episodio di modifica del titolo V legge costituzionale n1. del 1999 si ha con la modifica dello statuto.

Vecchio art. 123 costituzione deliberati dalla regione e approvati dalla legge (atto complesso non molto

adatta come definizione), la legge non poteva modificarlo ma solo legittimarlo o meno, ci sono state delle

trattative nel 1970 tra la commissione affari regionali e le regioni. Aspetto formale, che gli statuti non

modificabili in parlamento, atto complesso definizione fuorviante.

Ricostruzione, di D’Atena, per cui statuto sarebbe costituito da statuto in senso stretto (come atto della

regione) fattispecie produttiva degli effetti statuto che è la legge di approvazione, lo statuto era atto statale o

regionale?

La riforma del 1999 regionalizzazione completa dell’atto il provvedimento del 123 ricalca quello del 138 della

costituzione lo differenzia dalle altre fonti regionali, maggioranza assoluta, referendum. Controllo di legittimità

successivo da parte dello Stato.

Come qualificare formalmente l’atto? Legge regionale, legge regionali sui generis, rinforzata, legge regionale

costituzionale?

La categoria della legge regionale costituzionale ricalca il parallelo con gli stati regionali.

Legge regionale rinforzata sarebbe lo statuto?

La soluzione è che lo statuto regionale è una fonte a se stante nell’ambito delle fonti regionali. Intrattiene un

rapporto di gerarchia con la legge regionale.

Questo parallelo con le costituzioni degli stati membri degli stati federali hanno bisogno di garanzia federale

di accertamento di presupposizione di costituzionalità dello statuto che in questo caso non c’è.

Negli statuti spagnoli c’è elemento convenzionale.

Statuto rimesso alla decisione del consiglio regionale con controlli esterni, vediamo da vicino disciplina

procedimentale dell’art. 123 costituzione.

Lo statuto è approvato con maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Art. 123 costituzione

impugnazione governativa.

Il referendum sugli statuti regionali sia anteriore all’entrata in vigore degli statuti. In analogia all’art. 138 della

costituzione quindi referendum preventivo all’entrata in vigore dello statuto, segnato da una

pubblicazione notiziale che fa decorrere il termine di tre mesi. Problemi per impugnazione governativa, se

questa che fa riferimento alla pubblicazione allora sia la stessa che fa decorrere il termine per il referendum

oppure impugnazione faccia riferimento a impugnazione necessaria:

- pubblicazione

- referendum

- eventuale referendum fopo impugnazione necessaria e impugnazione governativa

connotazione opaca dell’art. 123 costituzione, la prima regione è stata la regione Marche. Impugnazione del

governo è preventiva o successiva rispetto allo statuto? Nel caso di specie il governo aveva impugnato

preventivamente la regione diceva che era impugnazione prematura quindi inammissibile. La corte nella

sent. 304/2002 prende favore per il carattere preventivo dell’impugnazione degli statuti regionali, su elementi

di carattere letterale e strutturale abbastanza fondate.

Elemento di carattere letterale:

- a ritenere che impugnazione fosse successiva allora pubblicazione in un caso significa una cosa e

nell’altro comma significa un’altra cosa. La pubblicazione che determina il referendum è normale che sia

preventiva mentre nel comma successivo non può avere indicazione successiva alla promulgazione dello

statuto

Elemento di carattere sistematico:

- se lo statuto ha natura regionale allora stesso regime dell’art. 127 costituzione la corte dice che per i

contenuti che esso assume e importanza che esso ha, al di là delle questioni formali lo statuto non è una

legge regionale, questo definisce i principi della regione, condiziona la stessa legittimità delle fonti

regionali, lo statuto non è una semplice legge quindi proprio perché importante nella regione si giustifica

che la sua verifica e eliminazione di contenuti contrastanti della costituzione avvenga il più presto

possibile, prima che lo statuto possa produrre danni.

ribadito nelle sentenze del 2004 dalla 2 in poi riguardano i nuovi statuti. La corte non chiarisce il rapporto tra

giudizio della corte e referendum, accolta impugnazione preventiva partono in parallelo due procedimenti tre

mesi per il referendum e giudizio di impugnazione per lo statuto. Soluzione più logica, facendo leva sugli

argomenti della sent. 304 sent.

Partono i due provvedimenti e ci si chiede se la pregiudizialità non esiste o se qualcosa viene prima,

accertamento sulla costituzionalità o la voce del popolo regionale che si esprime sullo statuto? Alcuni

pensano che il referendum faccia parte del procedimento, non si può dire che è incostituzionale senza che

sia entrato in opera. Si ha uno statuto solo dopo che si è svolto il referendum, se questo si è attivato.

Se noi ammettiamo il giudizio della corte prima del referendum, va bene se è incostituzionale non succede

nulla, se vengono dichiarate incostituzionali solo parti dello statuto? Che succede al referendum? Si cambia

il quesito referendario perché cambia oggetto? Se il consiglio regionale avesse cambiato idea su queste

modifiche? Si pone problema di riformulazione del quesito a seguito della illegittimità costituzionale parziale,

non c’è nessun effetto di sospensione automatica del referendum. La sospensione del referendum è

qualcosa che va positivamente risposto e alcuni statuti lo dispongono, il referendum si arresta se il governo

entro 30 gg dalla pubblicazione che è la stessa, propone impugnazione preventiva il termine per il

referendum si sospende e ulteriore problema è se una volta che la sent. della corte sia arrivata ed è di

rigetto il termine deve iniziare ex novo o riprende a scorrere dal momento in cui era arrivata. Se invece

dichiara parzialmente incostituzionale allora il termine è ex novo perché elettore potrebbe cambiare sulla

opportunità o meno di chiedere referendum.

Se la corte ha risolto del carattere preventivo o successivo della pubblicazione la soluzione della corte apre

un diverso problema sul quale non ha dato indicazioni chiare dei rapporti del giudizio in via principale e

procedimento referendario solo alcuni statuti hanno previsto la sospensione del procedimento referendario

per il tempo in cui lo statuto è presso la corte.

Problema se c’è annullamento parziale dello Statuto che determina un “che cosa succede alla parte restante

dello Statuto”? C’è parallelismo in cui referendum e sentenza della corte vanno di pari passo. Cosa succede

alla parte restante dello statuto buono?

Lo statuto riparte da zero, quindi la caducazione parziale comporta un riavvio del procedimento statutario,

oppure se consideriamo che lo statuto è un atto perfetto con II approvazione del consiglio regionale (teoria

del procedimento) se si applica (Serio Galeotti) quindi la fase si conclude con la ultima pronuncia dell’ultima

camera deputata a farlo. Partendo da questo presupposto se la corte dichiara incostituzionale una parte

dello statuto si procede con le parti non impugnate verso referendum. Che non possono essere promulgate

(perché non promulgazione parziale)

Annullamento parziale e sorti del procedimento pendente non sposando tesi dell’immediata promulgabilità

ma all’altra tesi.

OGGETTO DEL QUALE SONO CHIAMATI A OCCUPARSI GLI STATUTI

Questi debbono essere:

- riserva assoluta o relativa dello statuto?

Solo lo statuto se ne può occupare di questi oggetti o può rinviarlo per aspetti di dettaglio con le altre fonti

regionali.

Lo statuto regionali non deve occuparsi di cose di minuto dettaglio. Art. 123 assegna competenza di

principio, principio fondamentale quindi riserva di carattere necessariamente relativo. Statuto si occupa di

scelte fondamentali, caratterizzanti. Prima di queste discipline è:

- forma di governo, statuto è chiamato a definire la forma di governo della regione. Da veste formale

normativa a quello che era concetto scientifico dottrinale, la forma di governo. Qui il concetto scientifico

dottrinale passa al legislatore. La materia forma di governo non era ai vecchi statuti prima della riforma del

99. Anche prima della riforma del 99 gli statuti delimitavano tratti della forma di governa. Lo statuto non è

che interviene nel vuoto. La regione ha comunque dei modi per non essere totalmente frenata. Legge

costituzionale 1 del 99 disciplina transitoria, si impone agli statuti salvo non dispongano diversamente. La

disciplina standard secondo la quale gli statuti possono fare solo alcuni varianti è una disciplina che

poggia su

- elezione popolare diretta del presidente della regione

- simul stabunt simul cadent

Questo modello della disciplina transitoria, da questo modello la regione può discostarsi ma entro certi limiti.

Quali sono questi limiti?

- limiti inderogabili dai quali la regione non può mai discostarsi. Art. 121.1.4 della costituzione, non è

pensabile che ci sia articolazione diversa degli organi fondamentali della regione. Inderogabile è anche

IV comma art. 121 costituzione il presidente della giusta fa […]. Inderogabile è anche u.c. dell’art. 123

costituzione, consiglio delle autonomie locali. La regione non può fare un modello centralista regionali.

Cuore della forma di governo, il II comma art. 126 costituzione. La gamma delle forme di governo dello

statuto si riduce, la regione non può escludere la possibilità di sfiducia del presidente da parte del

consiglio regionale allora si esclude che la regioni adotti la f.d.g. presidenziale, non utilizzabile dalle

regioni ordinarie italiane. Altra fdg che è esclusa è quella semi-presidenziale con bicefalismo

]

dell’esecutivo [primo ministro distinto dal presidente . Terza fdg che potrebbe attrarre interesse modello

direttoriale blocca questo modello la mozione di sfiducia. Mentre elezione popolare diretta del

presidente della regione è derogabile, mentre la sfiducia è inderogabile e nel direttorio non c’è mozione

di sfiducia. Ulteriore limite inderogabile è il primo comma art. 126 costituzione scioglimento del consiglio

regionale da parte dello Stato salvaguardia del principio unitario (casi drammatici).

- limiti relativamente inderogabili,

- I LIMITE: se lo statuto fa un certo tipo di scelta allora non può variarla su certi aspetti, se lo statuto

accoglie o conferma il modello dell’elezione popolare diretta del presidente della regione (modello

transitorio) se la regione conferma il modello transitorio c’è un rafforzamento dell’investitura popolare

diretta. Hanno cercato di lavorarci sopra che hanno dato vita a contenzioso costituzionale, elezione

popolare diretta è un’elezione popolare diretta. Interpretazione che la corte costituzionale ha visto in

modo restrittivo. (u.c. art. 122 costituzione derogabilità della elezione diretta). Se lo statuto conferma

il modello dell’elezione diretta, V comma art. 122 costituzione il presidente eletto nomina e revoca i

componenti della giunta. Ha il potere esclusivo (sent. 12 del 2006 corte costituzionale). Non è

ammissibile sfiducia individuale (ammessa sfiducia del singolo ministro da parte del parlamento

nazionale sent. 1996 caso Mancuso) nelle regioni.

- II LIMITE: III comma art. 126 costituzione, punto dolente su cui ci sono tentativi di sfuggire dalla

costituzione ma la corte ha ricondotto in carreggiata. Se lo statuto regionale accoglie elezione diretta

è sempre possibile sfiducia al presidente e questa comporta il simul stabunt simul cadent. Non può

lasciare in piedi l’assemblea legislativa. Se la regione non ha elezione diretta può non prevedere il

simul simul. Il simul simul vale anche nel caso di morte, impedimento permanente del presidente in

carica, dimissioni del presidente in carica. Anche nel caso delle dimissioni.

14/04/16

Oggetti dello statuto

Tipo di rapporto che lo statuto ha con la legge statale. NON si può usare il criterio gerarchico, la Costituzione

sta alla legge statale come lo statuto alla legge regionale.

Criterio sia della gerarchia che della competenza, in particolare con riferimento a rapporto tra statuto e leggi

regionali. Lo statuto e le leggi statali hanno il criterio della competenza.

Statuto e leggi statali

Il rapporto è essenzialmente competenziale, dove si può determinare un conflitto. La prima ipotesi nella

quale si è posto il problema se la fonte competente sia lo Statuto o la legge statale è la prorogatio (dopo la

scadenza della legislatura il principio di continuità del funzionamento degli organi prevede attività ulteriore

organo legislativo art. 61 costituzione). Se a livello regionale stesse considerazione, se è ammessa e quale

fonte compete la disciplina. Costituzione non ha art. analogo al 61 per le regioni. La prorogatio soluzione di

carattere analogico (limite di armonia della costituzione interpretata in senso estensivo), analoga soluzione

rinvneuta a livello statale. La Corte nella sent. 196/2003, sent. 64/2015 (regione dove ci sono più problemi è

l'Abruzzo).

Da quella sentenza del 2003 ha ritenuto che il fondamento della disciplina della prorogatio è nello Statuto

regionale, ipotesi nelle quali il consiglio regionale si sia sciolto o nella scadenza naturale, non certo nelle

ipotesi in cui (art. 126.1 costituzione) lo scioglimento è sanzionatorio. Spetta allo statuto disciplinare la

previsione.

Continuazione attività legislativa, il problema è di cosa può fare il parlamento o il consiglio durante il regime

di prorogatio. Statuto della regione Abruzzo ha trovato come ragione giusitificativa per il regime di prorogatio

l'urgenza. Il parlamento può intervenire nei casi di urgenza durante la prorogatio, il governo anche a camere

sciolte può emettere DL (art. 77 costituzione).

Nei casi dei cosnigli regionali non c'è decreto legge, nulla che chiarisce. Ragione dell'urgenza è

approvazione di leggi nel regime di prorogatio. Abuso di questo strumento ha impugnazione del governo per

legge regionale nel caso in cui in regime di prorogatio emettano leggi d'urgenza ma non hanno la

caratteristica d'urgenza, la Corte poi decide.

Ulteriore limite della sentenza 64 del 2015, classico limite a fine legislatura ossia le leggi di captatio

benevolentiae in previsioni di legislatura. Non può essere addotta l'urgenza alle leggi che hanno questi

motivi.

Valorizzazione della competenza dello Statuto (principi di organzzazione e di funzionamento) anche an e

quantum della prorogatio.

Statuto e legge regionale

Non semplicemente gerarchica, dimostrato dalal corte costituzionale che dice non solo gerarchia ma anche

competenza. Ipotesi numero uno è per la fonte competente per le incopatibilità ttra assessore regionale e

consigliere regionale. La regione calabria ha soluzioni ardite, seguita dalla Emilia Romagna aveva inserito

incompatibilità tra le figure di assessore e consigliere. Queste incompativilità rafforzano sia giunta che

consiglio evitando che giochi con due cappelli - tassello della forma di governo regionale. Prevedere questa

incompatibilità afferma di dividere ancora giunta e consiglio, allora la sent. della Corte costituzionale ha

dichiarato illegittima la soluzione perché art. 122 costituzione assegna alla legge della regione [nei limiti delal

legge della Repubblica]. Fondamento testuale che separa questa competenza e l'assegna alla competenza

concorrente tra stato e regione. Soluzione preoccupata da evitare complicare troppo il quadro secondo la

corte costituzionale, con tre livelli di legge.

La corte ha detto non in senso gerarchico ma competenza a favore della legge regionale contro lo Statuto. In

altre ipotesi la competenza ha giocato per lo statuto (numero di consiglieri della regione 188/2011 sentenza

della costitzuoanle).

La legge statale che ad oggi stabilisce il numero dei consiglieri, competenza a favore dello stato. Legge del

governo Monti.

Istituzione della figura del sottosegretario alla presidenza della regione, la cost. organi necessari individua

ma si ritiene che non è un numerus clausus i più noti sono:

- consiglio garanzie statutarie

- consiflio regionale dell'economia e del lavoro (tipo CNEL)

- difensore civico

- ecc...

A fronte di un tentativo (sent. 201/2008) di una regione di introdurre per legge la figura del sottosegretario la

costituzionale ha detto che è competenza statutaria, in quanto incide sulla fdg regionale e quindi fondamento

statutario. Le norme che stabiliscono il riparto di comeptenze politiche giunta, consiuglio attratta dalla

competenza statutaria.

Legge statale e legge regionale nelle materie di competenza dello statuto

Materia della fdg scelta della costituzione (art. 122 costituzione) per cui il sistema elettorale è definito dalla

legge statale per i principio fondamentali e lo statuto per il dettaglio.

Materia elettorale, accessoria della fdg regionale anche se si trova fuori degli statuti regionali. Prima della

riforma del 1999/2001 la disciplina elettorale epr le regioni era totlamente a competenza statale. Legge del

1968 che adottava un sistema proporzionale accentuato, elemento di innovazione rappresenyato dalla legge

43/1995 (tatarellum - Minuccio Tatarella). Legge del 1995 introduceva, forzando un po' la costitzuone la

elezione popolare diretta del presidente della regione ma allora c'era ancora il titolo V vecchio e diceca che il

pres. della regione viene eletto dal consiglio e allora lui si inventa la indicazione del presidente della regione.

Nel 1999 la indicazione si trasforma in suffragio elettorale diretto, questa era una legge statale che

prevedeva sia indicazioen che sistema elettorale del consiglio con il listino che era un premio di

maggioranza per il candidato non eletto ma indicato, era una garanzia per elezione di un gruppo di

consiglieri da lui indicati che assicurava la maggioranza al presidente.

Competenza statale per la materia elettorale limita la regione. Disicplina elettorale legata alla fdg. Modello

della competenza ripartita, i principi fondamentali allo stato e svolgimento alla disciplina regionale. Questa

competenza ripartita rimarrà anche dopo la riforma Boschi, art. 122 costituzione non toccato.

Difficile operare distinzioen tra principio e dettaglio, competenza riparitta sui generis. Il sistema elettorale è

data da un complesso di elementi:

- formula elettora in senso stretto

- circoscrizione

- sbarramento

- premio di maggioranza

Distinguere tra cornice e dettafglio è difficile, sent. 151/2012 costituzionale. Fa valere allo Stato ambiti di

intervento molto penetranti.

Svolgimento della legge cornice dello Stato è la 165/2004. Che si trova di fronte a compito non facile ipotesi

sia che la regione si adotti elezioni popolari diretta del pres. della reigone sia ipotesi che non adotti elezioni

popollare diretta, eventualità aperta dalla scelta art. 122 u.c. della costituzione.

Legge cornice statale è una legge che prende in consdierazione entrambi le varianti, inusuale disciplina

legislativa che offre alcuni principi valide per tutte le fdg, prescrizioni di principio valide sia che si scelga

elezione popalre diretta che elezione consiliare del presidente della reigone.

Art. 4.1 lettera A della legge 165; prescrizioni molto di principio. Prescrizione di principio quella della

immediata non eleggibilità al terzo mandato, norma interpretata di principio che ha bisogno di una legge

regionale per essere applicata.

Disposizioni di principio molto di principio e disposizoni di principio molt odettagliate che potrebbero essere

autoapplicative ma nonostante uttto non viene fatto.

Primo eleemnto rilevante

Formula elettorale: trasformazione di voti in seggi proporzionali o maggioritari?

Secondo elemento rilevante

correttivo per salvaguardare le maggioranze sono le soglie di sbarramento, tecnica antiframmentazione.

Prevista nella legge.

Terzo elemento

premio di maggiornaza, altra tecnica per valorizzare maggioranze stabili e limitare la frammentazione.

Premio di maggiornaza per la lista o coalizione di iliste che prendono più voti. Sent. 1 del 2014 il premio di

maggioranza pone problemi non è illegittimo ma adeguato ridimensionamento.

Soglia minima con premio di maggiornanza e soglia massima di entità del premio, quanta maggioranza si

produce ala coalizione (per la coalizione o per la lista il premio di maggiornaza), limite massimo del premio di

maggioranza.

I sistemi elettorali possono essere studiati con questi elementi (formula elettorale, soglia di sbarramento,

premio di maggioranza e legislazione id controno)

CAPITOLO VIII DEL LIBRO DI D'ATENA

ORGANIZZAZIONE REGIONALE - costituzionale

Organi necessari della regione

• Organi non necessari della regione

Organi che costituiscono la fdg e intelaiatura costituzionale delal regione, costituzione che impone organi

che non possono non esserci (Art. 121 della costituzione)

presidente della regione

• consiglio regionale

• giunta regionale

• consiglio delle autonomie regionali

Non può statuto prevedere soppressione di uno di questi organi. Negli USA non esiste un cabinet distinto dal

presidente.

Giunta organo costituzionale distinto e necessario accanto al presidente regionale. Gioco delle relaizoni

reciproche regoalte dal diritto.

- regolamenti consiliari (come reg. parlamentari definiscono la fdg come la fiducia al governo che non sta in

cost.), in concreto definisce la posizione dle presidente dle consiglio.

- convenzioni costituzonali

- consuetufini costituzionali

Dove c'è fdg c'è uno spazio per le fonti convenzionali e consuetudinarie, anche qui un quadro diversificato.

Oltre questo confine si estende il dominio della politica, scienza della politica. Interessanti analisi della

funzionalità dei governi di livello regionali nella letteratura italiana (Musella che ha analizzato come funziona

rete elettorale, struttura partiti, rappoorti politic tra gli operatori). Questi livelli di governance regionale

possono variare.

Accanto agli organi necessari ci sono i NON necessari, rimessi alla autonomia statutaria:

- consiglio garanzie statutarie, elemento contraltare agli organi di decisione politica il tema della fdg della

riforma del 1999 spesso pone accento su quello che è acceleratore della decisione politica (Galeotti),

quando si parla di fdg regionale si intende la forma dinamica chi e come decide. Il pedale del freno un

elemento di assicurazione del sistema delle garanzie. Le regioni non si possono dare tribunali

costituzionali o corti. Si possono dare degli organi amministrativi che tendono a valorizzare la conformità e

le garanzie statutarie

- difensore civico

- consiglio regioanle delle comunicazione, mediatica. Segnando una presenza regionale in questo ambito

Consiglio regionale

Art. 122 costituzione, titolare delle funzioni legislative nonché di altre funzioni. Art. 121.2 costituzione,

conferita dalla costituzione e dalle leggi. Funzione legislativa, ordinamento regionale italiana non conosce

atti con fdl. Ordinamento regionale non conosce quella bipartizione tra pres. della repubblica e foverno che

consente controllo degli atti con fdl, nella regione il presidente della regione è anche presidnete della giunta

regionale quindi non c'0è un capo distinto dalla forza di governo.

Altre funzioni: ciò che accomuna e ciò che differenzia rispetto al parlemento. Regola di carattere generale

che si trae è che non sono estensivili in via analogica dal parlamento ai consigli tutte quelle previsioni

dergoatorie che la cost riconosce al parlamento nazionale. Distinguere tra il cuore e naturale atribuzione

istituzione parlamentare (divieto di mandato imperativo) da quell che sono attribuzioni partixolair legati alla

funzione che ha il palrmaento nelal nazione per le quali la estensione analogica non è possibile.

- titolarità del norme parlamento: ribattezzare organo legislativo da consiglio regionale. Liguria e marche

e ribattezzano in altri atti legislativi il proprio organo legislativo consiglio regionale - parlamento della

ligura/marche, impugnate sent. 106 e 306 del 2002 cassando la scelta regionale. Esclusiva spettanza del

nomen parlamento al solo parlamento nazionale. Argomento sistematico, ragione per la quale solo il

Parlamento può essere parlamento è che solo in quella sede si esprime una certa qualità della rappr.

politica nazionale. Come dimostra art. 67 cost., questa rappresentanza politica unitaria nazionale non si

ha nei cosngili regionali. Questa ragione che spinge la cosrte costituzioonale che lega il nome parlmaento

al solo parlamnto nazionale. Questa giursiprudneza restirttiva fa i conti con orentamento diversa europeo

protoccolo 2 al trattoto di lisbona, ragiona di parlamenti centrali e locali negli stati membri.

20/04/16

Vincolo costituzionale per le materie del parlamento e margine rimesso all'autonomia statutaria sui

consigli regionali.

Fattispecie particolari e suscettibili di analogia che si ritengono riservate al solo parlamento e non ai

parlamenti regionali.

Parallelismo consigli regionali parlamento

Limite di armonia con la costituzione dell'art. 123 costituzione, riferimento del divieto di mandato

imperativo, organo legislativo totalmente altro e differente dalla rappresentanza parlamentare se si

costituisse il consiglio regionale con il mandato imperativo. Essendo camere elette a suffragio diretto.

Riferimento al diritto vigente il principio secondo il quale svolgimento di funzioni parlamentari danno titolo ad

avere una indennità stabilita dalla legge. Stessa indennità anche ai consigli regionali. Indennità parlamentare

per tutte le classi sociali di partecipare alla vita parlamentare.

Principio della corrispondenza di indennità alla attività parlamentare. Il legisl. statale 174/2012 governo

Monti contenimento dei costi della politica, inteso introdurre disciplina omogenea non sperequata del

trattamento indennitario dei consiglieri regionali e dei rispettivi presidenti ha imposto alle regioni di fare

riferimento a certe soluzioni di regioni virtuoso (Emilia, Umbria, Abruzzo). Conferma della compatibilità e

doverosità del trattamento indennitario, titolo di intervento statale da ricondursi alla finanza pubblica

(trasversale penetrante materia) che permette al legisl. statale di entrare ma imporre alle regioni di trovare

una soluzione ottimale e uniformarsi ad essa.

Estensione ai consiglieri regionali di una prerogativa parlamentare classica, la costituzione parla

chiaramente sulla insindacabilità (60.1 costituzione) nell'esercizio delle loro funzioni. Operatività in via

analogica della autonomia parlamentare e i consigli regionali, art. 122 cost. che prevede che i consiglieri

regionali non possono essere chiamati [...] (penultimo comma).

Delimitazione della operatività in concreto della insidacabilità, sent. 10/11 del 2008 corrispondenza

sostanziale tra opinione espressa e atto tipico.

Art. 122 cost. Cosa non è ritenuto estensibile istituto che opera solo a livello parlamentare e non a

libello regionale, pregiudizialità parlamentare legge 140/2003 sospensione della pena sulla copertura ex

art. 68.1 della cost della sospensione sent. 149/2007 e la 301/2007. Questo è interpretato in senso stretto si

applica al pres. della Regione? Prima che il veneto adottasse uno statuto se ne godono anche i presidenti, la

sent. dice che se il presidente della Regione è anche presidente del consiglio (lo decidono gli statuti) allora

questo vale pure sul presidente. Ma se il presidente non fa parte del consiglio no. Visto che questa è

derogatoria della normale disciplina verso tutti i cittadini allora si interpreta in senso restrittivo quindi questo

vantaggio va solo ai presidenti che facciano parte del consiglio.

Presidente della regione come componente del consiglio il problema è anche per il fatot che nella riforma

Boschi si sceglie un componente del consiglio e allora i presidneti che sono al suo interno vengono eletti

senatori.

Il 122 cost. fa riferimento alla insindacabilità ma non si parla della 68.2 cost. (prerogativa della inviolabilità)

estensibile o meno ai consiglieri regionali? I membri dei consigli regionali non hanno inviolabilità questa

richiede previsione costituzionale.

Altra prerogativa è la riserva in capo all'organo parlamentare della verifica dei poteri giudizio sul

contenzioso elettorale art. 66 della costituzione ciascuna camera giudica sui propri componenti e sulla

incompatibilità. Questo riferimento non c'è per le norme che si riferiscono ai consigli regionali art. 2 lettera d

165/2004 non opera la verifica dei titoli d'ammissione ma di competenza della giurisdizione ordinaria. Mentre

problemi di compatibilità con il giudice terzo la riserva delle camere qualche problema lo pone.

Giudizio sui titoli di ammissione, estensione non opera.

Caso Savino della corte dei diritti dell'uomo, giudizio da parte della stessa camera dei prorpi dipendenti fa

parte della tradizione però c'è bisogno che l'organo sia imparziale art. 66 CEDU.

Posizione del consiglio regionale come organo della regione, organizzazione di un organo legislativo art. 121

della costituzione, spetta funzione legislativa della regione. Competenza ripartita tra principi fondamentali e

svolgimento a fonte diversa dallo statuto.

Fonte generale è il regolamento parlamentare, nel caso della regione il regolamento consiliare. Si ha questa

stratificazione delle fonti, costituzione, statuto regionale che detta principi fondamentali, regolamento

consiliare con legge regionale nella sua funzione ancillare.

[D'Antena legge abbastanza fungibile con lo statuto, che sia fatto nella legge o nel regolamento consiliare;

Gianfrancesco non d'accordo prevalenza attori del procedimento di formazione del regolamento consiliare,

nella legge regionale interviene il pres della regione, c'è impugnazione da parte del governo. Nel

regolamento consiliare il pres della regione non dovrebbe entrarci, le maggioranze di approvazione mentre

la legge regionale è con magg. semplice il regolamento consiliare ha magg. ass. o anche qualificata viste le

funzioni che esso svolge. La fungibilità secondo G. non c'è.]

Per i regolamenti consiliari sono integrati nelle fonti del diritto, si possono utilizzare per sindacare la

legittimità come oggetto (collocazione nel sistema delle fonti? Regolamenti consiliari come norma interposta

Crisafulli sent. 18 del 1970. Nulla osta di considerare i regolamenti di funzionamento dei consigli regionali

come norme interposte e di averne tutte le conseguenze come quella di sindacato di incostituzionalità per

vizi di procedimento).

Il limite dell'armonia con la cost. regola queste vicende.

Organizzazione del legisl. con organizzazione interna tipica degli organi legislativi, considerazioni

volte a considerare l'analogia e i limiti di essa. I consigli regionali hanno presidente del consiglio regionale

che si ispira al modello del presidente dell'assemblea parlamentare (giano bifronte che fa convivere garante

delle regole di funzionamento e politico a livello statale meno a livello regionale). Figura del presidente del

modello regione come terzietà colpisce possibilità di votarne la sfiducia (statuto Campania) che viene a

definire un rapporto parafiduciario tra consiglio e suo presidente che lo risucchia in una logica politica.

Organizzazione interna del consiglio a valere analogia con funzionamento delle camere parlamentari e org.

per commissioni, sia ammissibile anche nel consiglio regionale quella approvazione delle leggi che si ha

nell'art. 72 commissione in sede deliberante (alcuni statuti l'hanno previsto); analogia ha trovato limiti di

approvazione (commissione in sede deliberante di 60/70 persone quindi commissione di 15/20 persone).

Articolazione per gruppi parlamentari che diventano gruppi consiliari si ripropone il problema della

disciplina dei gruppi modalità della loro costituzione e funzionamento. Gruppi in corso di legislatura bisogna

farlo anche per la salvaguardia del divieto imperativo, problema dei requisiti di nuovi gruppi modello offerto

non è confortante per lo Stato, i regolamenti parlamentari hanno inventato 1001 escamotage per rendere

costituzione gruppi parlamentari quanto più agevoli possibile, limite quantitativo ed è derogabile. Cost. in

componenti politiche del gruppo misto per dare riferimento ai parlamentari di nessun gruppo, esito estremo è

il monogruppo (composto da un solo parlamentare). Il legisl. statale ha pensato di farlo SOLO per i regionali,

DL 164/2012 contenimento finanza pubblica, sent. 39/2012 rigettato ricorsi di alcune regione. Il legisl. statale

ha stabilito la fine dei finanziamento dei monogruppi togliendo mordente alla costituzione degli stessi. Legge

Boschi (comma 14 art. 39) divieto di finanziamento dei gruppi consiliari una volta che entra in vigore la

riforma.

26/04/16

disciplina della revoca del pres. del consiglio regionale della regione Campania (peculiarità rispetto

alle altre soluzioni - perché dovrebbe essere sottratto dalla forza delle maggioranze politiche). Lo statuto

campano rinvia al regolamento del consiglio regionale. Questa è una soluzione che lascia perplessi il rinvio

in bianco. Il reg. della Campania rafforza le preoccupazioni art. 6.

Il sistema vuole che il pres. del consiglio regionale non possa essere collegato agli indirizzi della

maggioranza, questa revoca andrebbe disciplinata con maggioranze superiori alla maggioranza assoluta.

Questa norma è in una fonte di difficile sindacabilità ossia il regolamento del consiglio regionale.

Funzioni del consiglio regionale:

- funzione statutaria, adozione dello statuto e delle leggi di modifica, esclusiva. Funzione statutaria in

senso tecnico, sui generis.

- funzione legislativa, in via esclusiva al consiglio regionale. La corte costituzionale in assenza di una

soluzione costituzionale esplicita non possono esistere atti con forza di legge concorrenziali alla funzione

legislativi.

Si aggiungono le tradizionali attività di controllo del presidente e della giunta. Possono essere distinte in:

- funzioni di indirizzo politico, che indirizzano funzione politica

- mozione

- odg

- risoluzioni

- interrogazioni

- interpellanze

- indagini conoscitive

- inchieste

- funzioni di controllo in senso stretto;

I medesimi strumenti possono mescolarsi, l'odg può essere sia un atto di indirizzo che uno di controllo,

principio di polifunzionalità degli strumenti di controllo parlamentari. Difficile trovare in forma pura la

distinzione tra le due forme di atto. Ritorna assimilazione tra consiglio regionale e parlamento.

Nella fdg regionale standard non è una forma parlamentare come quella che lega il governo alle camere.

Però non ci si sente così certi da escludere che esista un rapporto fiduciario tra consiglio regionale e

presidente. Questo conosce il rapporto fiduciario aggravato ma non conosce altro elemento della fdg

parlamentare cioè del fatto che il legisl. sopravvive e l'esecutivo viene meno.

Ammissibilità o meno della questione di fiducia, chi fa leva sulla differenza fra il modello della forma di

governo parlamentare e regionale arriva a sostenere che nell'ord. regionale non è possibile la questione di

fiducia.

Se si considera che questo legame c'è tra presidente e consiglio e si tiene distinta la fiducia, la questione di

fiducia è necessaria ma non sufficiente del parlamento regionale.

Il problema della questione di fiducia a livello regionale è come funziona questa questione di fiducia nel

momento in cui questa venga votata a maggioranza assoluta. Coem si combina la maggioranza assoluta al

presidente con la questione di fiducia? Quale è la maggioranza da raggiungere per capire se la questione di

fiducia è accettata o reiettata. Soprattutto se questa viene proiettata sull'apporovazione di un testo

legislativo.

Alcuni autori pensano non ammissibile la questione della fiducia:

- non c'è rapporto di fiducia

- le maggioranze previste rendono impossibile la questione di fiducia

Maggioranze che bisogna raggiungere, soprattutto quando questa è legata all'approvazione su un atto non

legislativo ma molto spesso accade che questa è posta su un emendamento, un art. porzione testuale di

ampiezza maggiore.

La questione di fid. deve essere nello statuto o nel regolamento consiliare, quelli che hanno la questione di

fiducia:

- Liguria

- Campania

- Calabria

- Basilicata

In un sistema in cui per votare la sfiducia il sistema vuole la maggioranza assoluta, c'è un quorum imposto

per la questione di fiducia? Per rigettare la questione di fiducia (giungere allo stesso effetto) è necessaria

anche lì la maggioranza assoluta. La questione di fiducia si intende accordata tutte le volte che i voti contrari

non raggiungono la maggioranza assoluta.

Priorità indivisibilità inemendabilità: classici parametri della questione di fiducia.

Anche un testo bocciato a maggioranza semplice ma è considerato approvato perché i no non hanno

raggiunto la maggioranza assoluta.

La questione di fiducia fa leva su un rapporto fiduciario che esiste nella regione.

Fiducia data al presidente con maggioranza assoluta, questione di fiducia a maggioranza assoluta, però se

viene bocciato a maggioranza semplice?

La questione di fiducia è ammissibile alla sola condizione che se il governo va sotto alla maggioranza

semplice allora si dimette.

Questione di fiducia:

- astratta

- concreta (con riferimento al procedimento legislativo)

IV repubblica francese, art. 49 costituzione.

Sent. 12/2006 sulla fiducia individuale ai singoli assessori, sembra tenere una chiusura sull'istituto. La

costituzione da le ipotesi tassative della caduta del presidente della giunta. La stessa costituzione parla delle

ipotesi delle dimissioni del presidente della regione, dietro quella c'è uno spazio occupato da istituti giuridici

come la questione di fiducia.

Funzioni di controllo, controllo sulle politiche pubbliche. Monitoraggio sulle performance delle politiche

pubbliche regionali, superando quello del controllo politico tradizione (mozione, interpellanza...) questi

utilizzano anche parametri non giuridici sul controllo delle politiche pubbliche. Clausole valutative che

determinano delle conseguenze sugli obiettivi raggiunti.

- Funzione regolamentare, sent. 313/2013 idea che alcuni autori che avevano dedotto che dalla entrata in

vigore della legge costituzionale 1999 avevano detto che il regolamentare spettasse al presidente della

regione. La sent. dice che è un eccesso di costruttivismo interpretativo. Essendo il pres. demo-eletto,

essendo presidnete capo della giunta ergo il presidnete ha funzione regolamentare? Non è detto alcuni

statuti la danno in capo al presidente altri statuti no. Per es. in materia di attuazione del diritto comunitario.

In delle materie nelle quali interviene il diritto ue allora c'è disciplina comunitaria, stato specifica alcuni

espetti allora prevedere come ulterirore disciplina solo internvento esecutivo significa tagliare guori il

consiglio regionale. Conviene avere attuazione regolamentare da parte del consiglio. Rimessa ai singoli

statuti la decisione.

- Funzione amministrativa: molto diffuso nel vecchio regionalismo, fdg era assembleare? Se il consiglio

da le leggi da anche i regolamenti? La giunta il suo ruolo l'aveva, pensare di trapiantare questo modello

nel corpo dle nuovo titolo V significa creare squilibri rilevanti. Amministrazione attiva ai consigli regionali,

taluni statuti regionali (statuto per statuto) tendono a attribuire funzioni di alta amministrazioni al consiglio

regionale escludendo le funzioni di amministrazione attiva.

La corte dei conti della regione Sicilia ne ha tratto la lineare conseguenza "tu consiglio regionale vuoi

funzioni di amministrazione allora sei soggetto al controllo che sulle amm. svolge la Corte dei Conti". Il

regime dei controlli segue la regola della natura dell'atto.


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Gaegat

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PALERMO, ROMA)
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaegat di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto regionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Maria SS. Assunta - Lumsa o del prof Gianfrancesco Eduardo.

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