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 I REGOLAMENTI

REGIONI ORDINARIE

Prima dell’entrata in vigore delle l.cost. 1/99 l’art. 121 della cost. riservava ai Consigli

reg. le potestà legislative e regolamentari attribuite alla R.

Dopo l’entrata in vigore della suddetta legge, avviene la soppressione delle parole “e

regolamentari” senza però individuare l’organo competente in merito; la dottrina si è

divisa sulla questione: 1- trasferimento della titolarità dal C. alla Giunta, 2- questione

rimessa ai nuovi Statuti ed in attesa della loro elaborazione la competenza rimaneva

inalterata.

La Corte con le sent. 313 e 324/03 ha fatto propria la seconda tesi:

 Competenza di allocazione ai nuovi Statuti;

 La tesi giuntale finisce per comprimere l’autonomia statutaria;

 Non sempre la competenza giuntale è alternativa a quella consiliare e in caso di

vuoto normativo è la R. che deve colmare l’esercizio d’autonomia statutaria;

 I nuovi S. possono non regolare direttamente questi oggetti demandandoli al leg.

reg.

Le scelte dei nuovi Statuti:

 Abruzzo: potestà reg. al C.;

 Puglia: potestà reg. alla G.;

 Marche: potestà reg. al C. salvo i casi in cui le leg. reg. ne demandino

l’approvazione alla G.;

 Piemonte: potestà reg. alla G. salvo i casi in cui le leg. reg. ne demandino

l’approvazione al C.;

 Campania: reg. deliberati dalla G.. Reg. approvati dal C. che deve approvarli

entro 60 giorni; decorso tale periodo il C. non si è pronunciato, i reg. sono

emanati dal Pres. della R.;

 Tutti gli altri hanno deciso di attribuire una spiccata prevalenza giuntale;

 Lombardia: il C. reg. adotta i reg., il quale però a maggioranza assoluta dei

componenti può definire tale potestà alla G.;

Nessuno degli S. conferisce titolarità reg. ai singoli assessori; caso diverso è

quello dell’attribuzione al Pres. della G.: alcuni prevedono l’assegnazione in

materia di organizzazione degli uffici della Pres. nei limiti fissati dalla l.(es.

toscana).

Procedimento di adozione:

 Emanazione da parte del Pres. della R.;

 Pubblicazione e la disciplina della loro entrata in vigore

In Abruzzo i reg. entrano in vigore il giorno successivo a quello della

promulgazione

Emanazione e pubblicazione sono i momenti terminali del procedimento di adozione:

prima della loro emanazione sono sottoposti al parere della commissione consiliare

competente per materia(momento cooperativo tra C. e G.).

Alcuni Statuti prevedono ulteriori fasi precedenti all’emanazione:

 Coinvolgimento del C. delle autonomie locali;

 Intervento degli organi di garanzia statutaria anche su atti di natura

regolamentare

 (solo in Puglia) Acquisizione del parere del C. di S.

Riserva di legge regionale

Prima dell’entrata in vigore della l. cost. 3/01: art .117 cost., generale riserva reg. reg.

ossia le R. dovevano disciplinare le materie di propria competenza in prima battuta

attraverso atti leg.; dopo la riforma art. 117 cost., riparto di competenze S., R. ed enti

locali riguardo al potere regolamentare. Di conseguenza non esiste + una riserva

generale di legge regionale ma solo un riparto di ambiti materiali tra ordinamenti

distinti(statale e regionale).

Sono inammissibili: i reg. indipendenti, ossia regolamenti in ambiti non disciplinati da

una l. reg. e i regolamenti semi-indipendenti, cioè quelli che disciplinano aspetti di

materie concorrenti.

Tipologie

 Esecutivi: di mera esecuzione e attuazione delle leg. reg.;

 Di delegificazione: previsti da alcuni dei nuovi Statuti, attraverso i quali avviene

un trasferimento disciplinare dalla fonte legislativa alla fonte regolamentare;

sono inderogabili dal leg. reg. che non potrebbe disattenderli o violarli;

(La delegificazione, secondo la l.

l’esistenza di una l. reg. è necessaria.

400/88, si sviluppa in due fasi: una prima ad opera della legge

abilitante, che identifica le disposizioni soggette ad abrogazione

condizionata; una seconda che muove dal regolamento che,

realizzando la condizione, rende efficace l’abrogazione.

Ne consegue che l’eventuale ulteriore intervento del

regolamento, non trovando nelle disposizioni legislative, ormai

abrogate, ostacoli al proprio operare, non richiederà speciali

abilitazioni.)

 Delegati: lo S. disciplina le materie di competenza esclusiva attribuendo alle R.

poteri normativi e amministrativi( applicazioni sporadiche);rispetto alle l. reg.

sono fonti primarie sostanzialmente, quindi ci si è chiesti se sarebbe

opportuno il sindacato della Corte cost.;

 Statali e regionali: art. 117 cost., la potestà reg. spetta allo S. solo nelle materie

di competenza esclusiva(salvo regolamenti delegati alle R.), in tutte le altre

materie spetta alle R.; la Corte ha esplicitato che ai reg. governativi è preclusa

la disciplina di materie di competenza reg.. In questo modo si vuole valorizzare

il reg. reg. che diviene una fonte fondamentale dell’ordinamento;

 Di attuazione di norme comunitarie(cosiddetti cedevoli):art. 117 cost., le R.

attuano gli atti dell’Unione europea nel rispetto delle norme di procedura

stabilite dalla legge dello S. che disciplina le modalità d’esercizio del potere

sostitutivo in caso di inadempienza; lo S. quindi disciplina solo norme di

procedura mentre le R. (nelle materie di propria competenza) attuano con

proprio provvedimenti le direttive comunitarie. Solo in caso di inadempienza lo

S. può esercitare il potere sostitutivo: art. 11.8 l. 11/05, “gli atti regolamentari

statali possono essere adottati nelle materie di competenze delle R. e P.

autonome, al fine di porre rimedio all’eventuale inerzia dei suddetti enti per

dare attuazione alle norme comunitarie. In tal caso, gli atti normativi statali

adottati si applicano, per le R e P. nelle quali non sia ancore in vigore la propria

normativa di attuazione, a decorrere dalla data di scadenza del termine

stabilito per l’attuazione della rispettiva normativa comunitaria, perdono

comunque efficacia dalla data di entrata in vigore della normativa di

attuazione di ciascuna R. e P. e recano l’esplicita natura sostitutiva del potere

esercitato e del carattere cedevole delle disposizioni in essi contenute.”;

 Degli enti locali: hanno potestà reg. relativamente alla disciplina

dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite; così la

Corte: se il leg.reg. nell’ambito delle proprie competenze dispone

discrezionalmente delle attribuzioni di funzioni amministrative agli enti locali

non può contestualmente pretendere di affidare ad un organo della R. la

potestà regolamentare propria dei C. e delle P. nel medesimo ambito loro

attribuito;

REGIONI SPECIALI

Potestà regolamentare alla Giunta: Sicilia, Friuli V.G. e Trentino A.A.;

Potestà regolamentare al Consiglio: Valle d’A. e Sardegna.

Nelle prime, la legge statutaria potrebbe allocare al C. la potestà regolamentare

delegata dallo S. mentre nelle seconde non sembra possibile per la legge statutaria

questa scelta anche se ormai è da ritenersi anacronistica.

LE ALTRE FONTI

FONTI RINFORZATE

Atti normativi specializzati che debbono essere adottati seguendo un iter più gravoso

rispetto al procedimento ordinario. Esse condizionano le leggi ordinaria nei soli settori

ad esse specificamente riservati mentre sono parificate alle altre leggi in qualunque

materia regionale che sia disciplinabile con il consueto procedimento,.

I nuovi Statuti hanno previsto l’adozione di leggi rinforzate in alcuni casi limitati: legge

elettorale : lo scopo è quello di sottrarre una materia assai rilevante sul piano

istituzionale alla disponibilità della maggioranza consiliare contingente.

ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE REGIONALI

Dopo l’entrata in vigor della l. cost. 1/99 sono stati riproposti argomenti che

sostengono l’ammissibilità dei suddetti atti:

 Art. 134 cost.: la corte cost. giudica sulle controversie relative alla legittimità

cost. delle l.e degli atti, aventi forza di legge, dello S. e delle R.; ciò

presupporrebbe l’esistenza di atti normativi primari diversi dalle l. anche delle

R.. In seguito alla l. 3/01 il riparto di competenze tra S. e R., non consentirebbe

al G. di adottare tali provvedimenti nelle materie di potestà né concorrente né

residuale regionale;

 Art. 123 cost.: potestà di intervenire sul sistema delle fonti primarie ma la

dottrina maggioritaria continua a ritenere questi atti incostituzionali poiché la

formulazione di questo articolo si basa su un numero chiuso di fonti primarie.

Le esigenze di urgenza che dovrebbero consigliare l’adozione di un d.l. reg.

possono essere soddisfatte determinando nei nuovi Statuti un procedimento

leg. da svolgersi in tempi rapidi.

Per riequilibrare la maggior forza dell’esecutivo, i nuovi Statuti non hanno in

nessun caso previsto la possibilità per la G. di adottare atti normativi di rango

primario anzi alcuni ne vietano esplicitamente l’adozione.

TESTI UNICI

Fonti normative che riescono a coordinare, in testi organici e completi , la normativa

in precedenza contenuta in + atti distinti.

Tipologie:

 Novativi: produrre innovazioni sostanziali rispetto al contenuto delle fonti

pregresse;

 Autorizzati:possono procedere al solo coordinamento della legislazione

preesistente;

 Compilatori: adottati spontaneamente da organi pubblici in assenza di

un’apposita delega;

 Innovativi: d.lgs. che hanno lo scopo di riassettare e codificare ambiti materiali

definiti dalle leggi di semplificazione annuale

Le scelte degli Statuti: ad eccezione di Liguria, Puglia e Lombardia(apposita legge

procedimentale), gli altri Statuti hanno elaborato procedimenti ad hoc per facilitare

l’adozione e si basano su 4 aspetti:

1. Redazione

 Marche: direttamente in Cons.;

 Toscana: rinvio a leggi e regolamenti interni del C. e della G.;

 Un gruppo tra cui il Lazio: G. presenta un progetto di legge al C.;

 Un secondo gruppo( Abruzzo, Calabria, Piemonte): legge di delega alla

G.;

 Un terzo gruppo(Umbria, Emilia Romagna): legge di autorizzazione alla

G. previa indicazione delle fonti da raccogliere e di un termine entro il

quale operare il riordino;

2. Approvazione

 Calabria, Umbria, Abruzzo: attribuzione al C. con un unico voto;

 Marche: si rimanda al reg. interno del C. la facoltà di stabilire procedure

semplificate per l’esame e l’approvazione delle parti del testo unico

3. Stabilità: il leg. successivo non si preoccupa di modificare espressamente il

testo unico, ma introduce disp. Tacitamente modificative o integrative,

rendendo quasi inutile l’opera di razionalizzazione intrapresa; ciò, nei nuovi

Statuti(in tutti tranne quello emiliano e piemontese)potrebbe mutare i termini

della questione, stante la sovra ordinazione rispetto alla legge;

4. Fonti:si prevedono anche testi unici regolamentari. E’ auspicabile non

intraprendere la strada dei testi unici misti, già sperimentati invano.

Ricordiamo che sussistono ancora dei dubbi interprativi riguardo le nuove

discipline statutarie, come ad esempio la definizione di riordino normativo poiché,

non sono chiare né la nozione né i tratti distintivi rispetto alla nozione di

innovazione sostanziale.

CAPITOLO IV: LA FORMA DI GOVERNO

EVOLUZIONE ALLA LUCE DELLA L. 1/99:

 Prima della l. 1/99

R.O.: modello parlamentare a tendenza assembleare con forte rafforzamento dei

poteri del C. anche se nella prassi non è stata registrata questa direzione.

Elementi caratteristici:

 Frammentazione dei gruppi politici, esaltata dal sistema elettorale proporzionale che

ha reso assai difficile il formarsi di Giunte stabili e durature;

 Sistema delle Conferenze degli anni ’80: rapporto privilegiato tra G. ed Esecutivo

nazionale(Governo);

 Le crisi giuntali erano determinate dalla volontà di uno o + partner della coalizione;

 Eclissi della collegialità giuntale in favore di un governo per assessorati.

Anni ’80/ stagione referendaria del 1993: introduzione dell’elezione diretta dei sindaci e dei

presidenti delle P. (a livello nazionale introduzione di sistemi maggioritari per l’elezione del

P).

 Nella l. 1/99

 Forma di G. transitoria: imposta alle R.O. fino all’entrata in vigore dei nuovi statuti.

Oggi vigente in Lombardia, Veneto, Molise, Basilicata e Campania.

Capisaldi:

a) Elezione diretta e a suff. Universale del Pres. della G. contestualmente a quella

del C.;

b) I candidati a Pres. della G sono i capilista delle liste reg.;

c) Elezione del candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti;

d) Il Pres. della G. fa parte del C.;

e) Elezione del Pres.= assegnazione della lista o delle liste ad esso collegate della

maggioranza dei seggi del C;

f) I restanti seggi vengono assegnati con metodo proporzionale;

g) Eletto consigliere il candidato Pres. che ha ottenuto più voti dopo il candidato

eletto;

h) Entro 10 gg dalla proclamazione il Pres. nomina i componenti della G., fra i

quali il Vicepres., e può successivamente revocarli;

i) Simul stabunt, simul cadent: mozione di sfiducia del C. a magg. assoluta nei

confronti del Pres.(presentata da almeno un quinto del C.) e messa in

discussione non prima di 3 gg dalla presentazione = entro 3 mesi nuove

elezioni del Pres. e del C;

j) Nuove elezioni anche per: dimissioni volontarie, impedimento permanente,

morte del Pres.

 Forma di G. a regime: determinata dai nuovi statuti nel rispetto di una serie di vincoli.

Capisaldi:

a) La disciplina è demandata allo S. ordinario;

b) Elezione diretta e a suff. universale del Pres. della G. salvo che lo statuto

disponga diversamente;

c) Il Pres. nomina e può revocare successivamente i componenti della G.;

d) Simul stabunt, simul cadent: mozione di sfiducia del C. a magg. assoluta nei

confronti del Pres.(presentata da almeno un quinto del C.) e messa in

discussione non prima di 3 gg dalla presentazione = entro 3 mesi nuove

elezioni del Pres. e del C;

e) Approvazione della mozione = dimissioni Pres. e scioglimento C.;

f) Stesse conseguenze di cui e): rimozione, impedimento permanente, morte,

dimissioni del Pres., dimissioni della magg. dei componenti del C.;

g) Pres. della G: rappresenta la R, dirige la G., promulga leggi ed emana i reg. reg..

 Limiti alla potestà statutaria delle R.O.:

a) Individuazione del C, G, Pres. della G. e determinazione della loro sfera di

competenza;

b) Pres. della G. organo di supremazia rispetto ai componenti della G.;

c) C. possibilità di esprimere una mozione di sfiducia nei confronti della G.;

d) Impossibilità di disciplinare la materia elettorale; quindi non può stupire che

tutti gli S. hanno confermato la scelta di cui alla lett. b);

Margini di correzione sulla cui derogabilità si è discusso:

a) Scioglimento automatico del C. in caso di dimissioni, rimozione, sfiducia,

impedimento permanente e morte del Pres.;

b) Potere presidenziale di nomina e di revoca dei membri della G.

La disposizione di cui alla lettera b) si applica solo agli Statuti che hanno scelto

l’elezione diretta del Pres. della G. quindi ad essa si potrà derogare solo in caso

di differente applicazione elettiva.

 Visione della Corte C.:

 Sentenza 304/02:

Regione marche, esercizio delle funzioni presidenziali, da parte del vice

presidente, in caso di morte e di impedimento permanente del presidente

della giunta regionale - Palese contrasto della deliberazione statutaria con la

disciplina costituzionale transitoria - Illegittimità costituzionale.

Infatti le Regioni, fino a quando non avranno compiuto, nell'esercizio

dell'autonomia statutaria loro riconosciuta, la scelta in ordine alla propria

forma di governo (con la possibilità di optare eventualmente per un sistema di

elezione del Presidente della Giunta regionale diverso dal suffragio diretto),

sono tenute all'osservanza del vincolo costituzionale posto dalle norme

evocate come parametro, secondo cui "l'approvazione della mozione di

sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e

diretto, nonché la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le

dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo

scioglimento del Consiglio".

E’ ammessa la deroga del simul stabunt simul cadent solo nel caso in cui si

rinunci all’elezione diretta del Pres. prevedendo un meccanismo diverso di

elezione.

 Sentenza2/04:

Regione calabria - Statuto - Organi di governo regionali - Disciplina - Elezione

diretta del presidente e del vicepresidente della giunta regionale - Ricorso

governativo - Riduzione dei poteri presidenziali - Sussistente contrasto con il

principio dell’elezione a suffragio universale e diretto del presidente e con

quello che riserva alla legge regionale il sistema di elezione degli organi di

governo della regione - Illegittimità costituzionale.

L’elezione diretta del Presidente e del Vice Presidente e i candidati alle cariche

citate siano indicati sulla scheda elettorale e siano votati contestualmente agli

altri componenti il Consiglio regionale. Infatti, pur riconoscendo all’autonomia

statutaria regionale la possibilità di optare per uno dei possibili modelli diversi

di forme di governo regionali (con la possibilità di configurare eventualmente

un sistema di elezione del Presidente della Giunta regionale diverso dal

suffragio diretto), tuttavia, tale possibilità incontra un limite nella volontà del

legislatore di revisione costituzionale fondato sulla ipotesi di elezione diretta

del solo Presidente della Giunta.

Complessivamente siamo davanti ad una giurisprudenza cost. che ha ridimensionato

la potenzialità degli Statuti che scelgono il modello di elezione diretta del Presidente

della G., mentre lascia maggiori spazi di discrezionalità a quelli che vi rinunciano.

 Le scelte degli Statuti

tutti i nuovi Statuti hanno confermato l’elezione diretta del Pres. della G., introducendo

però alcuni correttivi per riequilibrare il rapporto tra C. e G.:

 Riconoscimento al C. di un elenco di competenze;

 Possibilità per il C. di approvazione del programma di governo presentato dal Pres.

all’inizio della legislatura;

 Possibilità del C. di esprimere il non gradimento nei confronti di singoli assessori

attraverso una mozione; strumento poco rilevante in quanto non obbliga il Pres. a

revocare ne a pretendere le dimissioni dell’assessore in questione;

 Alcuni Statuti non prevedono la possibilità per il Pres. di porre la questione di

fiducia, mentre altri ne limitano la possibilità o sul piano del procedimento o sul

piano dell’individuazione delle materie

 La forma di governo regionale

Governo di legislatura con elezione diretta del vertice dell’Esecutivo.

Pregi:

 Maggior prestigio e personificazione del vertice del governo reg.;

 Stabilità dei governo reg.;

 Impedimento dei ribaltoni;

 Possibilità di ricambio della classe politica dirigente;

 Possibilità di contribuire alla formazione di sistemi politici reg.;

Rischi e difetti:

 Legittimare forme di leaderismo certo non auspicabili;

 Emarginare l’assemblea elettiva;

 Rigidità della forma di governo poiché in caso di crisi politica non consente altri

sbocchi che le dimissioni del Pres. e lo scioglimento del C.

EVOLUZIONE ALLA LUCE DELLA L. 2/01

 Sardegna e Friuli V. G. hanno adottato la forma di governo transitoria di cui all’art. 5 della l.

cost. 1/99 fino all’entrata in vigore della l. statutaria.

Ad oggi in Sardegna vige ancora la suddetta forma mentre in Friuli è stata adottata una l.

statutaria nel 2007 che conferma la forma transitoria.

 In Sicilia la forma di governo transitoria è articolata in 2 fasi: la prima, è configurata in

termini analoghi a quelle dell’art 5; mentre ancora non sono stati disciplinati i rapporti tra

gli organi e le rispettive funzioni.

 Valle D’Aosta: il Pres. della R. è eletto dal C. a maggioranza assoluta dei componenti previa

proposta del programma e degli assessori che saranno eletti dopo l’elezione del Pres.;

mozioni di sfiducia costruttiva: motivata e che deve contenere l’indicazione del nuovo

Pres., del programma e dei nuovi assessori.

 Trentino A.A.: C. reg. costituito dalla somma dei 2 C. provinciali di Trento e di Bolzano; il

Pres. è eletto all’interno del C. e la G. deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici

rappresentati nel C..

 Trento: si è adottata una legge statutaria sulla forma di governo che prevede l’elezione

dirette del Pres. e del C. con sistema proporzionale;

 Bolzano: sistema proporzionale per l’elezione sa del Pres. della G. che del C.; non ha

provveduto all’approvazione della legge statutaria sulla forma di governo.

SISTEMA ELETTORALE PER I CONSIGLI REGIONALI E PER IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

REGIONI ORDINARIE

 Prima dell’entrata in vigore della l. 1/99

Tale disciplina spettava alla l. statale 43/95:

a) Garantire un premio di magg. alla lista o alle liste che ottenessero io maggior

numero di voti;

b) Lista regionale caratterizzata dall’indicazione del capolista come Pres. della R. e

alcuni candidati espressivi dell’intera R.;

c) Disincentivare liste poco rappresentative;

d) Ridurre il numero delle preferenze;

e) 80% dei seggi erano attribuiti con metodo proporzionale e il 20% con metodo

magg.

f) Il nome del candidato a Pres. della R. era riportato sulle schede elettorali

accanto alle liste corrispondenti.

 Dopo l’entrata in vigore della l.1/99

Art. 122 Cost.: il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del

Pres. e degli altri componenti della G. reg. nonché dei cons. reg. sono disciplinati con l.

della R. nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con l. della Rep. che stabilisce

anche la durata degli organi elettivi.

Correzioni alla l. 43:

a) capolista = candidato come Pres. della R;

b) elezione a cons. reg. del candidato alla Pres. della R. più votato dopo quello

eletto.

Novità:

1. Rapporti tra l. statale e l. regionale: materia di competenza concorrente.

Il P., anche se con ritardo, ha provveduto ad adottare una legge cornice per i

principi fondamentali, nella quale ricomprende “le pari opportunità”

demandando alla l. elettorale reg. il compito di promuovere la parità di accesso

tra donne ed uomini alle cariche elettive;

2. Rapporti tra Statuti e leggi elettorali reg.: materia che dovrebbe essere

regolata dalla legge così da ridurre lo spazio potestativo dello Statuto che al

compito di: scegliere se rinunciare o meno all’elezione diretta del Pres. della

R.; disciplinare poteri degli organi della R. a seguito dell’annullamento delle

elezioni reg; scelte che condizionano la materia elettorale come ad esempio il

numero dei cons. reg.;

3. Contenuti delle l. reg:

a) Sistema elettorale che agevoli la formazione di stabili maggioranze nel C.;

b) Contestualità dell’elezione del C. e del Pres. della G.; nel caso in cui si

scelga un sistema diverso da quello dell’elezione diretta del Pres.,

dovranno essere determinati tempi tassativi non superiori ai 90 giorni per

l’elezione del Pres. e per l’elezione o la nomina degli altri componenti della

G.;

c) Divieto di mandato imperativo;

Solo la Toscana si è data una legislazione organica in materia elettorale.

Mentre tutte le altre R. sono ancora prive di una legislazione propria per motivi

istituzionali e politici: in riferimento ai primi, esigui spazi per le R. in tema di

elezione del C. poiché prima dovrebbero approvare il nuovo Statuto; per

quanto riguarda i secondi, congenialità della l. 43 per quanto riguarda la

ripartizione proporzionale dei seggi che ha consentito alle formazioni minori di

ottenere una propria rappresentanza e ciò spiega perché anche le R. che si

sono date una propria l. elettorale hanno lasciato inalterata l’originaria

disciplina o ne hanno riprodotto la ratio.

 Disciplina dell’elettorato attivo e passivo(l.108/68)

Sono elettori i cittadini iscritti nelle liste elettorali compilate a termini delle disp.

Contenute nel testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la

tenuta e revisione delle liste elettorali che abbiano compiuto il diciottesimo anno di

età entro il primo giorno dell’elezione.

Limitazioni: art. 48 cost., incapacità civile, quale effetto della sentenza penale passata

in giudicato, indegnità morale.

Per quanto riguarda l’elettorato passivo: tutti gli elettori di qualsiasi comune della

Rep. che hanno compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la

votazione.

 Cause di ineleggibilità, incompatibilità, incandidabilità(l.165/04)

 Ineleggibilità: attività o funzioni del candidato che possano turbare in modo diretto

la libera decisione di voto degli elettori ovvero possano violare la parità di accesso

alle cariche elettive rispetto agli altri candidati.

 Incompatibilità: conflitto tra le funzioni svolte dal Pres. della G., assessori e

consiglieri e altre situazioni o cariche comprese quelle elettive, suscettibili di

compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione ovvero il

libero espletamento della carica elettiva. La l. prevede che le l.reg debbano fissare

un termine non superiore a 30 giorni dall’accertamento della causa, entro il quale

a pena di decadenza dalla carica, deve essere esercitata l’opzione o deve cessare

tale causa.

Ricordiamo che alcune cause sono fissate dalla Cost.: incompatibilità tra la carica di

cons. reg. e carica di membro del C. superiore della M. e della Corte c.

 Incandidabilità: si vieta a determinate categorie di soggetti(es.: condannati con

sent. Passata in giud. per alcuni gravi delitti oppure che siano colpiti da misure

definitive di prevenzione di carattere mafioso) di essere ricompresi tra le liste dei

candidati.

REGIONI SPECIALI

Prima dell’entrata in vigore della l. 2/01 tutte le R. avevano adottato sistemi elettorali

proporzionali: presenza di forti minoranze linguistiche che avrebbero sconsigliato una

scelta diversa.

Dopo dell’entrata in vigore della suddetta legge:

a) Materia elettorale rimessa alla legge statutaria;

b) Limiti dell’armonia cost. e principi dell’ordinamento giur. della Rep.;

c) S. della provincia di B. impone l’adozione di un sistema elettorale

proporzionale;

d) Elettorato attivo e passivo: Trentino A.A. conferma l’obbligo di residenza

ininterrotta per 4 anni per l’elezione del C. della provincia di B. mentre per la

provincia di T. un anno;

e) Sardegna e Friuli V.G. elezione diretta del Pres. della G.

Tranne la provincia di B., tutte le altre si sono limitate ad adottare leggi elettorali che

confermano la disciplina pregressa della l. 2/01 scegliendo sistemi elettorali che prevedono

il premio di magg. e una soglia di sbarramento di entità variabili.

Solo la Sardegna non ha effettuato alcun intervento in materia elettorale.

VERIFICA DEI POTERI

L. 165/04: i C. decidono circa le cause di ineleggibilità ed incompatibilità dei propri

componenti e del Pres. della G.

La decisione può essere impugnata dinanzi al giudice amministrativo anche attraverso lo

strumento popolare.

Valgono le stesse regole per quanto riguarda le R.S.

L’ORGANIZZAZIONE DELLA REGIONE

Art. 121 cost.: sono organi della R. il C., la G. ed il suo Pres.

Ratio: individuare gli organi necessari della R.

Innovazioni: (art. 3 della l. 3/01) Consiglio delle autonomie locali come organo di

consultazione fra R. e gli enti locali; in caso di intese, individuazione di organi comuni ossia

di organismi dotati di funzioni amministrative e non legislative.

 Consiglio

a) Numero dei componenti: tutti gli Statuti hanno determinato il numero dei

consiglieri in una cifra fissa; solo Abruzzo, Calabria e Lombardia consentono

l’ampliamento del numero, ai fini del conseguimento del premio di

maggioranza.

Molti Statuti prevedono che il Pres. della G. faccia parte di questo organo

mentre alcune R. tra cui l’Abruzzo prevedono che vi faccia parte anche il

candidato a Pres. che ha ottenuto più voti dopo quello eletto.

b) Status( che riguarda sia i singoli consiglieri che l’intera assemblea):

 divieto di mandato imperativo, ossia un consigliere riceve un mandato

generale senza vincolo, che vorrebbe tutelare la libertà dell’eletto anche

rispetto al partito appartenente;

 insindacabilità dei voti e delle opinioni espressi nell’esercizio delle funzioni

che ricopre sia la responsabilità penale che amministrativa per i danni

arrecati alla R. La Corte ha riconosciuto l’insindacabilità anche per le

opinioni espresse alla stampa e quindi al di fuori della sede consiliare.

Dopo l’entrata in vigore della l. 1/99 si prevede una delibera consiliare

circa la sussistenza dell’insindacabilità dove il C. è chiamato a rispondere

dinanzi all’autorità giudiziaria al Pres. del C. reg. e svolgimento di

un’attività istruttoria da parte della G. per le elezioni.

Attentato contro le assemblee regionali e organi costituzionali: reclusione

non inferiore a 10 anni per chiunque commetta un fatto diretto ad

impedire l’esercizio delle funzioni alle assemblee leg. statali e reg.

 indennità base ancorata a quella dei parlamentari + indennità di funzione

per incarichi + la diaria(come di rimborso giornaliera) variabile da R. a R.

c) Il regolamento interno:

 Approvazione: la maggior parte degli Statuti prevedono la maggioranza

assoluta dei componenti;

 Oggetto: organizz. Interna del C. ed esercizio delle sue funzioni, rapporti

con l’esecutivo reg. e con soggetti diversi da quelli che appartengono alla

R.

 Rilevanza esterna: disposizioni efficaci non solo all’interno del C.

In questo caso si parla di una vera e propria riserva di regolamento: garantire

all’assemblea spazi di discrezionalità rispetto alla l.reg. per quanto riguarda il

proprio funzionamento interno.

Non è soggetto all’esercizio di legittimità costituzionale in quanto non sono

considerati atti aventi forza di legge della R.

Dopo questa considerazione bisogna aggiungere che l’incostituzionalità di una

l. reg. può essere pronunciata in riferimento a violazioni di norme sul

procedimento leg, contenute negli Statuti e non per quelle contenute nei

regolamenti interni.

d) Autonomia contabile e funzionale: R.S: esclusione delle spese consiliari dal

controllo preventivo della Corte dei conti; R.O.: soppressione del sindacato

sugli atti amministrativi.

Tutto ciò non preclude l’esercizio della giurisdizione contabile della Corte dei

conti.

e) Organi interni :

 Presidente e ufficio di pres.: eletto o a magg. qualificata con un sistema per

cui, dopo i primi scrutini, la magg. scende a quella assoluta dei componenti

o a quella semplice. La durata in carica è variabile ma solo in alcuni Statuti

coincide con la durata della legislatura. L’ufficio di pres. è un organo

collegiale che coadiuva il Pres. nelle’esercizio delle proprie funzioni:

rappresentanza esterna dell’organo e nei rapporti con gli altri organi della

R. + convocazione dell’assemblea.

 Gruppi consiliari: espressione dei partiti o delle correnti politiche interne

del C. che hanno presentato liste di candidati al corpo elettorale ottenendo

i suffragi necessari per essere eletti. L’adesione al gruppo è obbligatoria

tanto che chi non esplicita una scelta andrà a far arte del gruppo misto. E’

all’interno del gruppo che vengono designati i propri rappresentanti alle

Commissioni ed è sempre il gruppo che attraverso il Pres. è chiamato a

svolgere un ruolo importante in sede di definizione del progr. e del

calendario dei lavori del C.

 Commissioni permanenti: composte da un numero variabile da R. a R. ma

sempre con un criterio di proporzionalità; funzioni d indirizzo e controllo

sull’operato della G., funzioni di monitoraggio, valutazione e controllo sugli

effetti prodotti dalle politiche reg. e sull’attuazione degli atti di

programmazione.

Commissioni speciali: natura temporanea( l’atto istitutivo deve indicarne

oggetto e durata) e di natura permanente, presiedute da esponenti

dell’opposizione.

Fra queste commissioni da ricordare quella d’inchiesta, di cui talvolta si

prevede l’istituzione senza voto consiliare quando ne faccia richiesta una

minoranza qualificata di consiglieri.

 Giunte: ne è un esempio quella per le elezioni e per il regolamento.

f) Durata in carica: cinque anni, fatta salva, nei casi previsti, l’eventualità dello

scioglimento anticipato. Il quinquennio decorre, per ciascun C, dalla data

dell’elezione. Se viene scelta la modalità dell’elezione diretta del Pres. della G.,

vi è contestualità delle due elezioni.

Dopo l’entrata in vigore della l. 1/99 la Corte ha stabilito che la disciplina

dell’eventuale prorogatio degli organi elettivi reg., dopo la loro scadenza o

scioglimento anticipato, è rimessa alla competenza statuale. Per prorogatio

s’intende il periodo che intercorre tra scadenza naturale o anticipata e

l’entrata in funzione del nuovo organo eletto. Tutti i nuovi Statuti hanno

stabilito che in tale periodo che il vecchio C. eserciti le funzioni fino alla

proclamazione o alla prima seduta del nuovo.

g) Scioglimento anticipato:

 prima della l. 1/99: l’art. 126 cost. disciplinava 3 cause:

 compimento di atti contrari alla Cost., gravi violazioni di legge, non

accoglimento dell’invito di sostituzione della G. o del suo Pres. che

abbiano compiuto analoghe violazioni;

 ragioni di sicurezza nazionale;

 impossibilità di funzionamento per dimissioni o di formare una

maggioranza;

Con il decreto di scioglimento veniva nominata una Commissione di

3 cittadini al C. reg. che indiceva le elezioni entro 3 mesi e

provvedeva all’ordinaria amministrazione della G. ed agli atti

improrogabili da sottoporre alla ratifica del nuovo C.

 dopo la l.1/99:

 la fattispecie di non accoglimento dell’invito del G. di sostituire la G.

o il Pres. è stata sostituita con la rimozione del Pres. collegata allo

scioglimento del C.;

 è mantenuta la fattispecie dello scioglimento per ragioni di

sicurezza nazionale;

 si ha scioglimento del C. reg. nei casi di dimissioni contestuali della

magg. dei suoi componenti, nei casi di approvazione di una

mozione di sfiducia nei confronti del Pres. eletto a suff. universale,

o nei casi di morte, impedimento permanente, rimozione o

dimissioni volontarie di quest’ultimo;

 è soppresso il comma 5 che disciplinava l’amministrazione

straordinaria della R. a seguito dello scioglimento anticipato e non

viene chiarita la fonte competente in questione; ad oggi si ritiene

che siano applicabili gli artt. 52 e ss. della l.62/53 .

 presupposti dello scioglimento sanzionatorio:

 atti contrari alla Cost.: violazioni gravi e qualificanti tali da incidere

sui principi cost. supremi;

 gravi violazioni di legge: caratterizzate da frequenza e intensità

derivanti anche da omissioni;

 sicurezza nazionale: gravissimi attentati alla pace regionale;

 statuti speciali:

 in caso di scelta di una forma di governo parlamentare(quindi non

scelta di elezione diretta del Pres. della G.), il C. viene sciolto

quando non è in grado di formare una magg. entro 60 giorni dalle

elezioni o dalle dimissioni del Pres. della G.

 scioglimento sanzionatorio: stesse disposizioni che per gli statuti

ordinari

h) Funzionamento: in C. è convocato, in via ordinaria, dal Pres. e in via

straordinaria, su richiesta del Pres. della G. o di una minoranza dei cons.

Salvo eccezioni, delibera validamente con la presenza della maggioranza dei

componenti.

Le modalità di deliberazione sono scelte dagli Statuti salvo i casi in cui si

impone lo scrutinio palese. Tutte le altre modalità disciplinate dai reg. interni

non sono ancora stati adeguati ai nuovi Statuti.

Interessanti sono le previsioni toscane: istituzione di un portavoce

dell’opposizione che può richiedere lo svolgimento di indagini conoscitive nei

limiti di due l’anno e di richiedere al Pres. della G., attraverso il Pres. del C., lo

svolgimento di comunicazioni su questioni di rilevante interesse generale.

i) Funzioni:

 Art. 121 Cost.: esercita le potestà leg. attribuite alla R. e le altre

funzioni conferitegli dalla Cost. e dalle leggi. Può far proposte di l.

alle Camere.

 Altre disp. Cost. riconoscono competenze interne all’ordinamento

reg.: esempio approvazione con l. dello Statuto reg. ma anche

competenze in riferimento alla partecipazione ad attività

statali(cap. VIII).

 La funzione più rilevante è quella normativa: approvazione delle l. e

dei reg. reg.

Procedimento legislativo:

a) Iniziativa legislativa: G., singoli consiglieri, enti locali, corpo

elettorale, Consiglio delle autonomie locali, organi rappresentativi

delle categorie; le proposte non approvate decadono con la fine

della legislatura;

b) Approvazione:

1) Procedimento normale: attraverso le comm. consiliari in sede

referente; per le leggi + importanti, quali la revisione

statutaria, leggi rinforzate, legge di bilancio, ratifica intese con

altre R.;

2) Procedimento in sede redigente: esame della proposta di l. da

parte dell’assemblea, deferimento alla Comm. competente al

fine di provvedere a redigere i singoli articoli, votazione sui

singoli articoli e sul testo nel suo complesso da parte

dell’assemblea. Tutti gli Statuti hanno previsto che in ogni

momento e fino all’esame conclusivo da parte della Comm. la

G. o una frazione di essa possa richiedere il ritorno alla

procedura normale;

3) Prima dell’entrata in vigore della l. 1/99 la dottrina escludeva

la possibilità di ricorrere alla procedura in Comm. deliberante

in quanto la riteneva incostituzionale sulla base

dell’eccezionalità rispetto al principio che attribuisce al

plenum del C. la titolarità della funzione leg.. E’lecito chiedersi

se ancora è valida questa considerazione;

4) L’approvazione avviene articolo per articolo e con votazione

finale.

c) Qualità della formazione: reg. interno del C.: esempio della

Toscana: fonti normative motivate nei modi previsti dalla l. che

consente di capire il fondamento competenziale dell’intervento

normativo.

La promulgazione delle l. approvate dal C. è affidata al Pres. della

G..

Può subire delle modifiche in termini di riduzione nei casi di

urgenza.

Pubblicazione: disciplinata da tutti gli Statuti anche se solo alcuni

individuano un termine dalla promulgazione.

Entrata in vigore: alcuni Statuti prevedono delle forme conoscitive

a favore dei cittadini.

 Funzioni di indirizzo e di controllo e le altre funzioni previste dai nuovi

Statuti

 Ratifica con legge delle intese con le altre R.;

 generica partecipazione del C. e degli organi di governo alla fase di

attuazione di atti comunitari;

 informazione reciproca del Pres. della G. e di quello del C. sulle

attività svolte in sede comunitaria;

 competenza del C. a ratificare gli accordi con Stati ed intese con

enti territoriali interni;

 approvazione programm. finanziaria e pianificazione e

programmazione generale

Ne consegue un’incapacità di incidenza sui contenuti degli atti.

 Presidente della G.

Competenze:

 rappresenta la R.;

 direzione della politica della G. e responsabilità in ordine ad essa;

 promulgazione delle leggi ed emanazione dei regolamenti;

Poteri(eletto a suffragio universale):

 nomina e revoca degli assessori;

 indizione elezioni e dei referendum regionali;

 presentazione al C. previa deliberazione giuntale, delle proposte di l. e

degli atti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

 proposizione dei ricorsi giurisdizionali;

 convocazione e presidenza della G.;

 cura dei rapporti con lo Stato, altre R. e U.E..

 Giunta regionale

Composta dal pres. e da un numero variabile di membri.

Tutti i nuovi Statuti prevedono la nomina del Vicepres. Destinato a sostituire il

Pres. nei casi in cui questi temporaneamente non sia in grado di esercitare le

proprie funzioni.

Per quanto riguarda il funzionamento, alcuni Statuti ribadiscono il principio di

collegialità: secondo la Corte cost. una volta scelta la forma di governo,

caratterizzata dall’elezione a suffragio universale diretto del <Pres., nei

confronti del C. esiste solo la resp. Politica del Pres. stesso, nella cui figura

istituzionale confluiscono la resp. Collegiale della G. e la resp. Individuale dei

singoli assessori.

Gli assessori sono nominati e revocati dal pres. della G. anche al di fuori del C.,

purché abbiano i requisiti di eleggibilità e di compatibilità alla carca di cons.

reg..

Il Pres. può procedere ad una successiva revisione degli incarichi.

I membri della g. sono responsabili collegialmente degli atti adottati

dall’organo ed individualmente degli atti compiti nell’esercizio delle funzioni

loro attribuite.

Attività della G.:

 Partecipazione all’indirizzo politico: deliberazione delle proposte di legge,

degli atti di progr. economico-finanziari, dei regolamenti;

 Natura amministrativa: gestione del bilancio, patrimonio, demanio reg.,

contratti e in materia di liti attive e passive.

Sent. Corte c. 196/03 : tutti gli Statuti ad eccezione di quello ligure,

consentono la prorogatio del Pres. della G. in carica, per gli affari di ordinaria

amministrazione, fino all’insediamento del proprio successore.

 Consiglio delle autonomie locali

Organo di consultazione fra R. e gli Enti locali istituito con l. 3/01.

Punta a valorizzare un modello cooperativo nei rapporti tra R. ed enti locali;

Si è potuto scegliere tra due modelli diversi: un organo misto composto da

rappresentanti della R. e degli enti locali, istituito presso la G. oppure un

organo di rappresentanza delle autonomie locali, istituito presso il C.

La maggior parte degli Statuti, rinuncia a disciplinare la composizione

dell’organo demandata alla l. reg.

Numero dei membri: alcuni Statuti si limitano a precisare che esso non deve

essere superiore a quello del C. reg.

Competenze:

 funzioni consultive: su progetti di legge e provvedimenti che riguardano

competenze degli enti locali; modifiche allo Statuto; bilancio regionale; atti

di programmazione reg.;

 iniziativa legislativa;

 funzione di proposta: al Pres. della G. per sollevare questioni di legittimità

cost. di fronte alla Corte contro leggi e atti aventi forza di l. considerati

lesivi delle attribuzioni degli enti locali.

Per le R. S.: secondo la Corte c. è ammissibile l’istituzione di tale organo

anche con una l. non statutaria perché l’ar. 10 della l. 3/01 può operare

solo nei casi in cui possa determinare una maggiore autonomia della R. e

non anche degli enti territoriali minori quindi non è da ritenere imposta

nelle R. S. anche se hanno il potere di provvedere a forme organizzative

stabili di raccordo tra l’ente R. e gli enti locali e non di meno non è

invocabile una riserva statutaria in materia.

- Gli organi di garanzia statutaria

Organi non necessari previsti da tutti gli Statuti tranne in quello delle Marche.

Hanno come compito quello di garantire e tutelare le disp. statutarie rispetto

alle l. reg. che non ne rispettassero i contenuti.

Composizione: membri eletti dal C. reg. a magg. qualificata.

Abruzzo, Emilia, Lombardia demandano l’elezione di un componente al

Consiglio delle autonomie locali, mentre la Toscana prevede che tutti i

componenti siano eletti dal C. reg. ma uno sia scelto in una rosa di 3 nomi

indicati dal C. delle autonomie locali.

Durata in carica: superiore(6/7 anni) rispetto a quella del C. reg. ed il sindacato

è generalmente preventivo.

Gli atti sindacabili sono generalmente le delibere legislative.

I soggetti legittimati a ricorrervi: frazione dei cons. reg.

Effetti delle decisioni: riesame dell’atto da parte dell’autorità competente.

Le pronunce di questo organi sono decisioni amministrative che possono

essere sottoposte al giudizio di legittimità da parte dei competenti organi

giudiziari.

Ulteriori competenze: giudizio di ammissibilità sui referendum, alcune

iniziative popolari, risoluzione dei conflitti tra organi della R., interpretazione

delle disp. statutarie.

- Altri organi non necessari

 Organi di partecipazione e di rappresentanza degli interessi;

 organi di studio, ricerca o monitoraggio;

 organi di controllo e di garanzia, tra i quali vi sono i difensori civici

regionali;

si tratta di un organo cui le disp. statutarie riconoscono una posizione di

indipendenza rispetto agli altri organi.

Competenze: tutela dell’imparzialità dell’amministrazione e tutela non

giurisdizionale dei cittadini nei casi di cattiva amministrazione.

Non possono essere considerati titolari di poteri sostitutivi nei confronti

degli enti locali.

A parte devono essere considerati gli organi consultivi sulle pari

opportunità ai quali si riconoscono poteri consultivi e di proposta in

materia di politiche antidiscriminatorie e di promozione delle pari

opportunità.

GLI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

- Nozione

Nei nuovi Statuti differenza tra una concezione estensiva secondo la quale si

riconosce una partecipazione generale all’attività istituzionale della R. e

un’apertura nell’ascolto della società civile e una restrittiva che coincide con

una + puntuale compartecipazione ai processi decisionali pubblici.

- Petizione

E’ il meno significativo fra gli istituti; art. 50 cost.: ciascun cittadino può

rivolgersi alle Camere per chiedere provv.ti leg. o esporre comuni necessità.

Quindi svolge una funzione di stimolo nei confronti delle assemblee elettive.

Alcuni istituti distinguono le petizioni in senso stretto le interrogazioni, le

istanze e i voti.

Istanze e voti sono delle petizioni dal contenuto più specifico consistenti in

richieste, da parte degli enti locali, di provv.ti o nella presentazione di esigenze

di interesse generale.

- Iniziativa legislativa popolare

Alcune linee di tendenza significative dei nuovi Statuti:

 Limitazione di questo istituto solo alle l. reg.;

 Estensione anche ad una frazione degli enti locali;

 Previsione di un numero di richiedenti;

 Obbligo per il C. di decidere entro un termine espressamente previsto e, in

ogni caso, l’esclusione della decadenza della proposta di l. al termine della

legislatura

Anomalia dello Statuto della Campania: referendum

approvativo(propostitivo) promosso da almeno 50.000 elettori, relativa ad

una proposta di l. o reg. reg..

Alcuni Statuti prevedono elenchi di materie nelle quali l’iniziativa popolare

non può essere esercitata (es.: legge di bilancio dove l’iniziativa è riservata

alla G.)

- Referendum

 R.O. : con l’entrata in vigore della l. 1/99, la Corte ha valorizzato questo

istituto: “ al materia rientra espressamente tra i contenuti obbligatori dello

Statuto, cosicché si deve ritenere che alle R. è consentito di articolare

variamente la propria disciplina relativa alla tipologia dei referendum

previsti in Cost., anche innovando ad essi sotto diversi profili, modi e criteri

della partecipazione popolare ai processi di controllo democratico sugli atti

reg.”.

Tipologia:

 Propositivo(previsto da Campania e Lazio): (come già ricordato sopra)

gli stessi titolari della proposta di referendum abrogativo possono

presentarne una di r. propositivo: se il C. non delibera entro 6 mesi

dalla presentazione della proposta, il Pres. della R. indice referendum.

Entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati, in caso di esito

favorevole, il C. esamina la proposta sottoposta al referendum.

 Abrogativo: i nuovi Statuti disciplinano il referendum sulle l. reg. ed

anche sui reg. Alcuni estendono la possibilità del r. in questione anche

agli atti amm.vi di interesse generale o agli atti di programmazione.

Iniziativa: frazione del corpo elettorale reg. o degli enti locali.

Atti esclusi: disp. dello Statuto, leggi tributarie e di bilancio, leggi di

esecuzione di norme comunitarie, di accordi internazionali, di accordi

interregionali, regolamento interno del C.

Limiti all’oggetto: rispetto del principio dell’omogeneità e unitarietà

dell’oggetto del quesito (ad eccezione dello Statuto della Toscana che

prevede anche una sorta di manipolazione, ossia un r. su parti definite

della l. o del reg.)

Controllo di ammissibilità: compito affidato agli organi di garanzia

statutaria.

Tutti gli Statuti prevedono che la proposta oggetto di r. è approvata se

ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è

raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Alcuni Statuti vietano la riproposizione per un certo periodo di tempo di

quesiti referendari già respinti dal corpo elettorale.

 Consultivo: lo disciplina tutti i nuovi Statuti anche se è stata ritenuta

un’esperienza del tutto irrilevante poiché l’esito di tale r. pone in ogni

caso un vincolo di fatto o meramente politico agli organi politici della R.

Limiti materiali: la giurisprudenza esclude che possa influire sull’ordine

cost. e politico dello S. e in particolare che possano avere ad oggetto

iniziative reg. di proposte di l. cost.

Iniziativa: frazione degli enti locali, una quota di cons. reg., frazione del

corpo elettorale, o addirittura di residenti (Emilia R.: previsione salvata

dalla Corte c. con sent. 379/04).

Oggetto: provv.ti di competenza del C., iniziative reg. di proposte di l.

statali, atti di programmazione, provv.ti amministrativi.

Effetti: in caso di esito positivo, il Pres. della R. ha l’obbligo di

presentare una proposta di l. sull’oggetto del quesito referendario o il

C. ha l’obbligo di pronunciarsi sull’oggetto della consultazione.

 Per l’istituzione di nuovi Comuni o modifica delle circoscrizioni o delle

denominazioni comunali

Provvedimenti adottati con l. reg. ma previa consultazione delle

popolazioni interessate.

Caratteristiche: la R. individua le popolazioni interessate alla variazione

territoriale e i residenti nei territori, che sono destinati a passare da un

Comune ad uno di nuova istituzione o ad altro comune preesistente,

saranno chiamati ad esprimere la propria idea in merito della quale

dovrà tener conto il leg. reg.; inoltre anche le popolazioni della restante

parte del Comune che subisce la decurtazione territoriale possono

essere interessate alla suddetta variazione.

Si tratta di un r. consultivo obbligatorio, il cui esito non potrà essere

disatteso dagli organi reg.

 R.S.: l. cost 2/01 demanda la disciplina dei r. alle leggi statutarie.

Si sono dotati di questa disciplina la Valle D’Aosta, il Friuli, la Sicilia e

province autonome di T. e di B.

La disciplina dei r. abrog. E consultivi ricalca quella delle R. O. mentre

quella del propositivo è regolata dalle leggi sopradette ad eccezione della

Sicilia che non la prevede.

Nelle Province autonome: vero e proprio proc.to leg. straordinario

collegato alla presentazione di un’iniziativa leg. popolare non esaminata

dal C. reg. in un determinato termine.

Nelle due R.: proposta di iniziativa popolare non approvata del C. reg.

produce solo l’obbligo della successiva assegnazione della proposta alle

Commissioni consiliari per l’avvio di un nuovo iter legislativo.( riconducibile

quindi al referendum consultivo).

CAPITOLO V: L’AUTONOMIA AMMINISTRATIVA

ARTICOLO 118 ALLA LUCE DELLA L. COST. 3/01:

i nuovi criteri di allocazione delle funzioni amministrative tra i diversi livelli di governo si

ispirano ai principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione.

Sussidiarietà: il legislatore deve indicare una generale preferenza per il conferimento delle

funzioni amministrative al livello più basso, quello comunale.

Adeguatezza: valutare l’idoneità all’esercizio delle funzioni dell’ente destinatario.

Differenziazione: distinzioni tra i soggetti destinatari che quindi non debbono

necessariamente essere trattati in modo uguale.

 Sussidiarietà orizzontale(art.118.4 cost.): “Stato, R., Città metropolitane, Province e

Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo

svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Già la l. 59/97 esplicava che i conferimenti di funzioni agli enti locali più vicini ai

cittadini dovessero avvenire nell’osservanza del principio di sussidiarietà.

La dottrina tende a ricomprendere nella sfera di applicazione dell’articolo 118.4 della

cost. anche le cosiddette autonomie funzionali, ossia enti espressivi del pluralismo

sociale che possono essere destinatari di funzioni amministrative da parte del leg.

Ad oggi il suddetto articolo sembra sostanzialmente inattuato sia a livello statale che

regionale.

La giurisprudenza: la Corte con la celebre sentenza 303/03 ha affermato che il

principio di sussidiarietà opera su entrambi i versanti, quello amministrativo e quello

legislativo sia pure in presenza di certi presupposti e nel rispetto di determinate

condizioni. Mentre con la sentenza 6/04 ha chiarito che l’attrazione di f. amm.ve allo

S. anche in ambiti nei quali esso ha solo limitati poteri leg. si spiega con il fatto che la

valutazione della necessità del conferimento di una f. amm.va ad un livello territoriale

superiore rispetto a quello comunale deve essere necessariamente effettuata

dall’organo legislativo corrispondente almeno al livello territoriale interessato e n on

certo da un organo leg. operante ad un livello territoriale inferiore.

 Principio di leale cooperazione: modello di regionalismo cooperativo ovvero che

valorizzi meccanismi di intesa e di raccordo tra S. e gli enti territoriali soprattutto

laddove vi siano intrecci di competenze o commistione di livelli di interesse che non

rendono possibile una netta separazione nell’esercizio delle competenze.

tutela le R. nei confronti dell’esercizio di competenze normative statali.

Questo principio può essere inteso anche a parti inverse: si riconosce allo S. in una

materia di competenza residuale delle R., quale quella del turismo, il potere di

assegnare ad alcuni porti turistici il carattere di preminente interesse nazionale che

consente l’esercizio della competenza legislativa ed amministrativa sul porto stesso.

Opera anche sul piano dei rapporti tra R. e enti locali dove il ruolo centrale è rivestito

dal Consiglio delle autonomie locali.

 Conferimento delle funzioni amministrative: i comuni sono il livello preferenziale per

l’attribuzione di tali funzioni.

- Funzioni fondamentali: assimilabili alle funzioni proprie ossia quelle

determinate dalla potestà leg. esclusiva dello S. L. 131/03: individuare le

funzioni fondamentali dei C, P, Città metropolitane in modo da prevedere

anche al fine della tenuta e della coesione dell’ord.to della Rep., per ciascun

livello di governo locale, la titolarità di funzioni connaturate alle caratteristiche

proprie di ciascun tipo di ente, essenziali e imprescindibili per il funzionamento

dell’ente e per il soddisfacimento di bisogni primari delle comunità tenuto

conto in via prioritaria per C., P., Città metropolitane delle funzioni

storicamente svolte.

- Funzioni conferite: sono assimilabili a quelle proprie in quanto anche per tali

funzioni si prevede la preferenza di svolgimento per il livello comunale nel

rispetto dei principi di S, A e D.

Città metropolitane (tra gli enti destinatari del conferimento delle funzioni

amministrative): enti costitutivi della Rep., che insieme agli altri, si vedono

garantita l’autonomia con propri Statuti, poteri e funzioni secondo i principi

fissati dalla Cost.

L. 42/09: tali enti possono essere istituiti nell’ambito di una r., nelle aree

metropolitane in cui sono compresi i C. di Torino, Milano, Venezia, Genova,

Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria.; è istituita previo parere della R.

e referendum tra tutti i cittadini della P., con d.lgs che reca anche disp.

provvisorie sulla forma di governi dell’ente.

Reca anche disp. transitorie sull’ord.to transitorio di Roma capitale.: sono

attribuite f. amm.ve attualmente spettanti al C. di Roma ed altre

espressamente indicate.

I C. sono destinatari di f. amm.ve non altrimenti attribuite.

Per assicurare l’esercizio unitario di f. amm.ve è previsto il conferimento alle R.

o allo S.

 Legge statale e regionale nell’allocazione delle f. amm.ve:

- Competenza legislativa esclusiva: lo S. non si limita a dettare norme di

principio, anche in riguardo alle f. amm.ve. in ogni caso il leg. statale è tenuto a

rispettare i criteri di conferimento suddetti e quindi la R. può censurare le

scelte allocative compiute.

- Competenza concorrente: secondo la Corte lo S. si deve limitare a fissare

norme sull’allocazione e non norme di allocazione delle funzioni. Quindi

attenersi alla sola determinazione dei principi fondamentali.

- Competenza residuale: l’allocazione delle funzioni amm.ve spetta al legislatore

reg.

 Mancata attuazione dell’art.118 cost.: tale articolo richiede una disciplina leg. di

attuazione, posto che non appare sostenibile il suo carattere di immediata

applicazione.

Rimane inattuato per ragioni politiche ma anche normative in quanto la l. 131/03

prevede un procedimento complesso e diluito nel tempo:

1. S. e R. conferiscono le f. amm.ve da loro esercitate, sulla base dei principi di S.,

A. e D., attribuendo alle P., C.m., R. e S. soltanto quelle di cui occorra

assicurare l’unitarietà di esercizio, per motivi di buon andamento, efficienza o

efficacia dell’azione amm.va.

Tutte le altre funzioni vengono attribuite ai C.

2. Il G. su proposta del M. degli affari reg., di concerto con il M. dell’economia e

delle finanze, sentiti i M. interessati, presenta al P. uno o + disegni di legge

collegati alla manovra finanziaria annuale, per il recepimento dei suddetti

accordi.

3. Sulla base di quest’ultimi lo S. può avviare i trasferimenti dei suddetti beni e

risorse con uno o + decreti del P. del C. dei M.

Dalla entrata in vigore dei suddetti decreti le R. o gli enti locali possono

provvedere all’esercizio delle funzioni relative ai beni e alle risorse trasferite.

Nelle materie di comp.leg.reg dovranno seguire l. reg.

Quanto all’individuazione delle f. fond. degli enti locali, la stessa legge,

autorizzava il G. ad adottare un d.lgs di riforma del d.lgd 267/2000, ma il

termine per l’adozione di tale decreto, + volte prorogato e ormai scaduto.

A parte ciò non vi sono stati altri sforzi significativi da parte del leg. per attuare

l’art. 118.

 La disciplina dei poteri sostitutivi:

 Art. 117.5 cost: le R. e le P. autonome di T. e B., nelle materie di loro

competenza provvedendo all’attuazione e all’esecuzione degli accordi

internazionali e degli atti dell’U.E., nel rispetto delle norme di procedura

stabilite da l. dello S., che disciplina le modalità di esercizio del potere

sostitutivo in caso di inadempienza;

 Art. 120.2 cost.: il G. può sostituirsi a organi delle R., delle Città m., delle P e

dei C. nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della

normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza

pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità

economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni

concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei

governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri

sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del

principio di leale cooperazione.

 Interrogativi:

1. Possibilità di estendere l’esercizio dei poteri anche all’attività leg., oltre

a quella amministrativa. La risposta è senz’altro positiva per quanto

riguarda la previsione del potere sost. di cui all’art.117.5: le disp.

legislative e regolamentari adottate dallo S. per l’adempimento degli

obblighi comunitari possono essere adottate anche nelle materie di

comp. leg. delle R. e delle P. autonome al fine di porre rimedio

all’eventuale inerzia dei suddetti enti nel dare attuazione a norme

comunitarie.

Viceversa, l’art. 120.2 è stato interpretato dalla dottrina maggioritaria

come riferito solo all’attività amm.va delle R. e degli enti locali. Le

ragioni che hanno indotto a questa decisione sono varie tra cui il fatto

che titolare esclusivo dei poteri sost. è il G. e non il P. ma anche il fatto

che la disp. si riferisce anche agli enti locali , che non hanno alcuna

potestà leg. propria.

2. Rapporti tra la chiamata in sussidiarietà e l’esercizio dei poteri

sostitutivi: nel primo caso si ha un vero e proprio spostamento di

competenza a tutela di esigenze unitarie; nel secondo caso la

competenza rimane in capo all’ente sostituito.

Art. 8 l. 131/03: il Pres. del C. dei ministri, su proposta del M.

competente per materia, anche su iniziativa delle R. e degli enti locali,

assegna all’ente interessato un congruo termine per adottare i

provvedimenti dovuti o necessari; decorso inutilmente tale termine, il

C. dei M., sentito l’organo interessato, su proposta del M. competente

o del Pres. del C. dei M., adotta i provvedimenti necessari, anche

normativi, ovvero nomina un apposito commissario. Alla riunione del C.

dei M. partecipa il Pres. della G. reg. della R. interessata a l provv.to.

Qualora l’esercizio dei poteri sost. riguardi C., P. o Città m, la nomina

del commissario deve tener conto dei principi di S. e di leale

collaborazione. Una previsione interessante è quella che consente

l’avvio del proc.to anche su iniziativa delle R. e degli enti locali. Si

valorizza la natura cooperativa e non sanzionatoria del potere

sostitutivo.

Art. 120.2 cost. prevede che l’intervento statale debba avvenire

secondo procedure previste dalla l.

Il potere sost. è richiamato nella normativa relativa alla copertura dei

disavanzi reg. in materia sanitaria.

3. Ricorrere al potere sost. nelle ipotesi in cui l’atto reg. vi sia ma risulti

insufficiente ad assicurare il raggiungimento di certi risultati di

determinati obiettivi? Si potrebbe rispondere in maniera negativa ma

l’eventuale pronuncia della Corte contraria alla R. non è in grado di

assicurare il raggiungimento di questi risultati e di quegli obiettivi

mentre è in grado di ristabilire la correttezza formale nell’esercizio delle

rispettive competenze tra S. e R.

4. Ammissibilità dei poteri sostitutivi reg., sent. 43/04: non esaurire

concentrandole tutte in capo allo S., le possibilità di esercizio di poteri

sostitutivi; mentre l’art. 120.2 cost. lascia impregiudicata l’ammissibilità

e la disciplina di altri casi di interventi sostitutivi in capo allo S. e anche

in capo alla R. nelle materie di loro competenza, laddove questi

disciplini l’esercizio di f. amm.ve degli enti locali.

La Corte richiede comunque che:

 Le ipotesi di esercizio del potere sost. siano previste e disciplinate

dalla l. che deve definirne i presupposti sostanziali e procedurali;

 La sost. riguardi il compimento dei soli atti o attività prive di

discrezionalità nell’an;

 Il potere sost. sia disposto da organi di governo della R. e non da

altri organi amministrativi della stessa;

 Omissione = fatto giuridicamente qualificato

Tali previsioni garantistiche non si applicano in favore di soggetti, quali

le Comunità montane, che non sono enti ad autonomia

costituzionalmente garantita. In questo caso, comunque, l’esercizio dei

poteri sost. soggiace alle regole procedimentali eventualmente

predeterminate di volta in volta dal leg.

 La funzione di indirizzo e coordinamento del G.:

 Tesi 1: incompatibilità con il nuovo art. 118 in quanto è scomparso il limite

dell’interesse nazionale e è stato superato il principio del parallelismo delle f.

amm.ve;

 Tesi 2: vigenza affermata dalla Corte che non esclude la possibilità per lo S. di

adottare atti di mero coordinamento tecnico in quanto non si pongono dei

limiti all’autonomia reg. ed anzi opera all’interno della sfera di competenza

spettante all’amministrazione statale( trova ancora appl.ne l’art. 8 della l.

59/97: 1. Gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali, gli atti

di coordinamento tecnico, nonchè le direttive relative all'esercizio delle funzioni delegate,

sono adottati previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni

e le province autonome di Trento e di Bolzano, o con la singola regione interessata.)

 R.S: sentenza 236/04: il principio del parallelismo tra f. leg. e f. amm.ve rimane fermo

relativamente alle comp. leg. aventi un fondamento nello Statuto speciale, mentre per

quanto riguarda le altre nuove funzioni ricavabili dall’art. 10 della l. 3/01, dovrà essere

disposto uno specifico indirizzo. Inoltre, tale meccanismo viene applicato alle sole R.S.

e non all’autonomia dei propri enti locali. Infine, ricordiamo che, è esteso a tali R.

anche la disciplina, ai sensi dell’art. 120 Cost., dei poteri sostitutivi.

LA SCOMPARSA DEL COMMISSARIO DEL GOVERNO

 Prima dell’entrata in vigore della l. 3/01: art. 124 cost., tale figura ha come compito

quello di sovraintendere alle f. amm.ve esercitate dallo S. e di coordinarle con quelle

delle R;art. 127 cost. apporre sulle delibere leg. approvate dal C. reg. entro 30 giorni

dalla loro comunicazione.( carattere residuale soprattutto alla luce del conferimento

al G. della f. di indirizzo e coordinamento)

 Dopo l’entrata in vigore della l.3/01: abrogazione dell’art. 124 e modifica del 127 nel

quale non vi è più alcuna attribuzione procedimentale al Commissario. La l. 131/03 in

attuazione del nuovo quadro cost. prevede che in ogni R. O. il prefetto preposto

all’ufficio territoriale del G. avente sede nel capoluogo della R. svolga le f. di

Rappresentante dello S. per i rapporti con il sistema delle autonomie:

 Cura le attività dirette ad assicurare il principio di leale cooperazione tra S. e R.;

 Curare la tempestiva informazione alla Pres. del C. dei M. e ai M. interessati

degli Statuti reg. e delle l. reg.;

 Curare la promozione dell’attuazione delle intese e del coordinamento tra S. e

R.;

 Curare l’esec. Dei provv. Ti del C d M nell’ambito dell’esercizio dei poteri sost.;

 Verifica dell’interscambio dei dati tra S. e R.;

 Indizione delle elezioni reg., determinazione dei seggi e assegnazione di essi

alle singole circoscrizioni, adozione dei provv.ti connessi;

 Raccolta delle notizie utili allo svolgimento delle f. degli organi statali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Camerino - Unicam
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.gramaccioni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto regionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Camerino - Unicam o del prof Bianchi Paolo.

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