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ESTRATTO DOCUMENTO

Ma al contempo apparteniamo ai vari ordinamenti giuridici, come ad Esempio

l’università, ordinamento giuridico formato da persone che perseguono una finalità e

per tale motivo costituiscono delle norme.

STATO

Ordinamento giuridico che differisce da tutti gli altri, solo l’ordinamento giuridico stato

è capace di perseguire qualsiasi finalità e di dare risposta a qualsiasi bisogno mentre

gli altri ordinamenti hanno finalità particolari e non generali. Un Esempio è l’Università

che soddisfa un bisogno particolare come lo studio.

Nella nostra cultura giuridica italiana il comune è un altro ordinamento giuridico a fini

generali. Il comune è il primo livello istituzionale a cui può fare riferimento per i propri

bisogni.

Gli elementi dello stato sono 3:

1.Popolo

2.Territorio

3.Sovranità: potere sovrano sul territorio e sul popolo.

Lo stato è nato dal momento della nascita della sovranità. Il regno era sovrano in

principio della Legittimità divina mentre oggigiorno la sovranità è popolare. Con la

rivoluzione francese cambia il concetto di sovranità che diventa popolare. Nel 700’

nascono le prime costituzioni che servono per limitare il potere. Lo stato nasce con il

carattere della sovranità e potere coercitivo, quindi il sovrano ha il potere non

riconosce nulla al di sopra di lui. Oggi non è più ritenuto così, gli Stati oggi hanno

limitata la loro sovranità.

Common law:

Caratteristica degli ordinamenti di common law è quella di basarsi su un tessuto di

regole, molte delle quali non scritte, non contenute in atti normativi ma in decisioni

giurisprudenziali basate sul l’affermazione di principi tratti dall’esperienza, dalle

consuetudini e dalle prassi. La figura dei giudini svolge una funzione rilevante, infatti il

giudice oltre alla regola scritta dovrà fare una ricerca razionale delle regole da

applicare e la sentenza stessa acquista un valore normativo, è dunque fonte di diritto.

Vale quindi il principio dello stare decisis, in base al quale nessun giudice può

discostarsi dai principi di diritto affermati in una precedente pronuncia giudiziaria

riguardante un caso analogo che si trova a giudicare. Quindi negli ordinamenti di

common law il potere normativo non si trova nelle mani del parlamento ma

comprenderà anche il giudice che è chiamato ad attribuire valore giuridico vincolante

per tutti a certe regole di comportamento.

Civil law:

Sono ordinamenti legati alla tradizione romanistica, in cui l’influenza del

giuspositivismo ha favorito lo sviluppo di sistemi giuridici fondati su un tessuto di

regole di diritto scritto sia di livello costituzionale sia di livello inferiore, quindi una

norma giuridica è tale solo se contenuta in atti cui lo stesso ordinamento riconosce la

capacità di produrre regole, atti che sono espressione della volontà degli organi dello

stato cui l’ordinamento ha affidato il potere normativo. Quindi in questo caso le

consuetudini avranno valore solo se espressamente richiamati dalla legge e il ruolo del

giudice sarà quello di interpretare la regola giuridica scritta e applicarla al caso

concreto ma non gli è riconosciuto alcun potere creativo di diritto. Il potere giudiziario

è escluso dal circuito decisionale con potere normativo, il quale risulta formato da

organi rappresentativi della volontà popolare.

Nel nostro ordinamento, l’applicazione della sentenza vale per quel caso e i giudici per

sentenze successive non hanno vincolo ad uniformarsi in ambito giudiziario. Ed è il

parlamento che fa le regole in Italia.

Con il passare del tempo, queste due tipologie di ordinamento si sono mixati e

omogenizzati:Noi in Italia non usiamo il common law e i giudici non sono vincolati, ma

generalmente, la magistratura tende a seguire indirizzi uniformi, ovvero seguono gli

indirizzi della corte di cassazione.

Qualcosa del sistema del common law funziona anche da noi, è una adesione dei

giudici che avviene in modo volontario, ma rimane il fatto che i giudici siano

completamente indipendenti nel formulare il loro giudizio e le norme + giuridiche si

formano solo tramite l’organo dotato di potere che è il parlamento.

SISTEMA DELLE FONTI GIURIDICHE

Il sistema delle fonti è costituito da una grande quantità di fonti giuridiche, per poter

capire bene si deve capire come sono correlate le une con le altre. Viene detta fonte

poiché si indaga sul ciò che scaturisce l’obbligo per noi a tenere un certo

comportamento. Le fonti giuridiche si distinguono in :

1. FONTI ATTO: in quasi tutti i paesi il diritto è basato su fonti atto le quali si

possono suddividere in altri due sottocategorie:

Di produzione: leggi che regolano la produzione delle regole ( esempio leggi del

- parlamento: come funziona l’iter di produzione e applicazione di una legge art

70 e successivi)individuano l’organo di produzione di una legge.

Di cognizione: fonti tali per cui si viene a conoscere il comportamento che

- dobbiamo seguire per ogni obbligo che dobbiamo adempiere. Esempio norme

tributarie, codice della strada.

2. FONTI FATTO: ci sono fatti nella realtà che al verificarsi noi teniamo un certo

comportamento, a partire dai quali scaturiscono degli effetti,nel senso che i

destinatari delle norme ritengono che ci sia da seguire un certo comportamento.

( es: fonte fatto: uso, consuetudine tale per cui le persone adottano un

comportamento nel corso del tempo perché vedono un’obbligatorietà in quel

comportamento anche se non c’è una norma che lo prevede)

Nella formazione del governo esiste una consuetudine costituzionale che si applica

da decenni anche se non prevista dall’ordinamento, sono le consultazioni

presidenziali della repubblica, ovvero che il presidente della repubblica incontrerà

una serie di soggetti per farsi una idea della maggioranza per la quale si formerà il

governo. Il ripetersi di questo comportamento ha dato luogo ad una consuetudine

che ormai è ritenuta legge costituzionale.

Classificazione delle fonti

Le fonti che incontreremo sono tantissime e dobbiamo cercare un criterio per poter

gerarchicamente

classificarle e conoscerne l’efficacia. La struttura delle fonti è

ordinata, quindi individuiamo una diversa forza delle stesse fonti. Questa forza di una

norma giuridica si intende la sua capacità di imporsi su una norma inferiore oppure la

sua capacità di resistere a una norma inferiore.

Al vertice del sistema si pone la norma costituzionale che ha massima forza,

 e nessuna altra norma ha la forza per poter sovrastare la norma

costituizionale. Ma non è sola oltre la costituzione troviamo altre leggi di

natura costituzionale che stanno al di fuori della costituzione, ma con

medesima forza come esempio gli statuti delle regioni speciali, oppure le

regole del diritto internazionale che si sono affermate in via consuetudinaria

nel corso dei secoli come le norme di diritto internazionale generalmente

riconosciute( norme non presenti negli atti, ma sono regole che governano i

rapporti tra gli Stati e regole basate su situazioni belliche). Esistono ancora

regole di questo tipo, come regole di soccorso per i migranti.

Le fonti di natura primaria sono espressamente individuate e elencate dalla

 costituzione che regola la loro adozione, quindi sono un numero chiuso e non

se ne possono creare di nuove salvo una revisione costituzionale che ne crei

un’altra. Si individuano :

leggi formali

1. le che sono solo quelle create dal parlamento.

leggi regionali

2. Altre leggi primarie sono le . decreti

3. Affianchiamo altre fonti primarie provenienti dal parlamento sono

legge decreti legislativi

e che insieme sono detti atti aventi forza di legge.Il

governo che di solito non ha potere di legge, ma delle volte necessita di questo

potere e lo fa tramite questi atti aventi forza di legge.

4. Statuti ordinari delle regioni

Norme del diritto internazionale

5. in forma scritta

Al basso si trova il regolamento, fonti di natura secondaria che non possono in

 nessun modo derogare la legge. Ci sono tantissimi regolamenti che a noi

interessa:

Regolamenti governativi sotto la legge formale

- Regolamenti amministrativi , provenienti dagli enti pubblici

- Regolamenti regionali sotto la legge regionale

- non è fonte secondaria il regolamento parlamentare

Ma nota bene, , è una fonte

speciale che non si classifica nel sistema delle fonti perché è una legge speciale.

Inoltre L’unione europea approva regolamenti e direttive, ma anche questi non sono

fonti primarie.

Come si rapportano tra di loro le diverse fonti giuridiche?

I problemi che possono sorgere è l’insorgenza di contrasti tra norme.

I CONTRASTI o antinomie TRA NORME si risolvono tramite i criteri

1. Criterio gerarchico:esiste una gerarchia tra diverse fonti giuridiche, la fonte

giuridica con forza maggiore sta all’apice del sistema. Allora sappiamo come

risolvere il conflitto tra norme perché prevale sempre quella con forza maggiore.

L’effetto prodotto è dall’uso del criterio è la produzione della illegittimità della

legge verso la fonte più alta.

2. Quando il conflitto sorge tra norme con stessa forza, allora diventa utilizzabile il

criterio temporale o criterio della successione delle norme nel tempo, si premia

sempre la più giovane, se abbiamo contrasto tra due leggi di stessa forza allora

prevale la legge più recente. L’effetto che produce questo criterio è

l’abrogazione della norma più antica, la quale delle volte avviene tramite una

abrogazione espressa nella quale non si da dubbi all’interprete. Mentre altre

volte l’abrogazione è implicita si deve fare una interpretazione.

3. Un terzo criterio per risolvere i conflitti tra norme è il criterio della competenza

comporta che a volte affidiamo a fonti giuridiche la capacità di disciplinare

specifiche materie. Se due fonti si contrastano per la materia di competenza

( esempio leggi stato e leggi delle regioni che sono dello stesso livello primario)

l’effetto del criterio della competenza è la illegittimità.

Questioni di interpretazione

Agli interpreti spetta l’applicazione dei criteri per i contrasti delle norme. Gli interpreti

sono coloro che usano le leggi e che devono capire come si interpreta e si applica la

norma. Il ruolo principe però dell’interpretazione è quello della magistratura; il giudice

si trova a interpretare casi di vita quotidiana andando a cercare una norma astratta

per la buona applicazione al caso particolare. Quindi l’applicazione è importantissima

poiché per come sono scritte le norme possono dare luogo a varie interpretazioni che

cambiano anche in base ai momenti storici. Vediamo ad esempio le norme

costituzioni per i rapporti economici che una volta erano volte ad ignorare il mercato e

la libera concorrenza mentre oggi le stesse leggi si interpretano in modo contrario e

affermano l’esistenza di una economia di mercato e di libera concorrenza, questo

perché è cambiata l’interpretazione delle norme costituzionali per i rapporti economici.

LA RISERVA DI LEGGE:

La disciplina di alcune materie deve essere oggetto di dibattito parlamentare.

Questo perché la costituzione è stata creata nel periodo post regime. Quindi

l’obbiettivo era quello di limitare il potere del governo, quindi la riserva di legge serve

per riservare il lavoro al parlamento su determinati ambiti.

Certe materie della nostra costituzione sono riservate al parlamento. Ci sono ambiti

che possono essere regolati solo dalla legge e non da regolamenti del governo. Una

delle materie disciplinate dalla riserva di legge è:

1. Materia dei diritti delle libertà: dall’art 13 a 71, Che elencano comportamenti

che noi siamo liberi di tenere. Questo ambito è materia di riserva di legge

ovvero solo legiferate dal parlamento, e mai se ne potrebbe occupare il

governo con i regolamenti. Il parlamento sarà formato da

maggioranza( metà più uno) e una minoranza che deve fare opposizione

attraverso la discussione parlamentare. Mentre il governo è un organo che è

solo una parte politica univoca di maggioranza e che non tiene conto

dell’opinione della minoranza. Per il mandato che gli è stato affidato deve

perseguire gli obbiettivi del proprio schieramento politico.

Le libertà non possono essere legiferate dal governo per poter far sì che

nascano da un dibattito che abbia due fronti diversi e non uno solo.

Argomenti del capitolo 2

ORDINAMENTO GIURIDICO STATALE :

Forma di stato

Per forma di stato si intende il rapporto tra le persone e chi ha il potere, dove le

persone hanno Una posizione subordinata. Il modo di vivere nello stato nasce in

Europa dal 1500 in avanti, la parola stato è nata da Machiavelli che scrive lo”stato del

principe”,nel quale si vede il sovrano del proprio territorio che esercita un potere tale

STATO

per cui viene definito stato, è la primissima forma di stato ovvero lo

PATRIMONIALE , significa che tutto ciò che sta sotto il potere del principe è il suo

patrimonio, è una concezione non familiare poiché oggi non è considerata tale. Ma

quella prima forma di stato ci da una prewiew dello stato attuale, infatti il potere del

principe ha la finalità del bene comune, anche se ancora il principe considera suoi i

soggetti suoi sudditi. In un contesto di questo tipo non c’è concetto di cittadinanza,

ovvero i sudditi sono convinti che obbedendo al sovrano sia assicurata protezione,

quindi c’è un rapporto tra chi governa e i sudditi : rapporto protezione-obbedienza.

STATO ASSOLUTO,

Questo poi passa nella forma successiva allo in cui alcuni filosofi

come Hobbes nel “leviatano”, ovvero astrazione di persona giuridica per cui tutti gli

individui obbediscano a lui, quindi gli individui si sottopongono all’obbedienza in

cambio di protezione. Qua c’è una dimensione di bene pubblico e si abbandona

l’interesse privato, infatti i sudditi abbandonano lo stato di natura e le sue libertà per

nasce la sovranità potere che non accetta limiti e c’è

assoggettarsi al leviatano. Quindi

una provenienza divina del potere, potere arbitrario che è conveniente perché

garantisce protezione. Lo stato assoluto dura 2-3 secoli che invece termina con la

rivoluzione francese, ma già prima della rivoluzione Francese c’è un passaggio

teoria di Montesquieu

epocale che mette già in crisi lo stato francese, ovvero la o

teoria della separazione dei poteri che prevede che i poteri non siano affidati allo

stesso organo: Non solo i poteri devono essere separati e affidati a diversi organi ma

anche che abbiano rispettivi limiti e devono essere rispettivamente bilanciati e pesati.

Questo sta alla base tutt’oggi del nostro ordinamento.

Con la francese si arriva ad un nuovo punto di partenza:

non c’è più la provenienza divina del potere del sovrano ma una sovranità

 popolare proveniente dal basso

l’idea che il potere debba essere limitato, incontra limiti e non sia più illimitato

 come nello stato assoluto

lo strumento con cui limitiamo il potere è il diritto

 STATO LIBERALE,

Quindi nasce lo il potere si esercita nel modo in cui è previsto dalla

legge. Non si intende solamente per il fatto della nascita dei diritti delle persone ma

per la nascita di norme giuridiche che devono frenare i poteri del sovrano e degli altri

organi. Nascono gli organi rappresentativi ovvero i parlamenti che sono ciò che

produce la legge che limita i sovrani. Nascono quindi le prime costituzioni che sono

ancora lontane dalla nostra costituzione, mentre il potere del re è limitato dalla legge.

Nella prima manifestazione di stato nel 800, i soggetti diventano CITTADINI, ma è una

concezione di cittadino cosmopolita, a colui che spettano diritti ma, ancora, i soggetti

sono considerati sudditi del proprio sovrano, che però risulta limitato nel potere dalla

legge.

Infatti il diritto di voto ancora era limitatissimo ai soli uomini istruiti e di particolare

censo.

Lo stato era caratterizzato soprattuto dalle teorie economiche come quella di Adam

Smith per cui l’economia deve essere guidata dalla mano invisibile, che si ripercuote

dai pubblici poteri ci si spetta che garantiscano la possibilità di

nella forma di stato,

libero mercato ( astensionismo). sicurezza, moneta l’amministrazione

Dallo stato ci si aspetta che garantiscano la la e

della giustizia e poi lasciar funzionare il mercato.

La prima guerra mondiale decreta la fine dello stato liberale. L’evento bellico

determina una nuova forma di stato. Il conflitto lascia i paesi in uno stato di

prostrazione, poiché i civili erano stati coinvolti nel conflitti questo fa crescere

consapevolezza dello stato, nascono i grandi partiti di massa che generano la richiesta

di rappresentanza.

La domanda politica di questa popolazione è rappresentata dai grandi partiti di massa

( suffragio universale maschile 1919) che mette in crisi lo stato liberale le cui strutture

non sono più adeguate alla situazione politica. Negli anni 20’ che è un periodo di

passaggio in cui si cerca un nuovo assetto per lo stato per rispondere ai bisogni dei

crisi economica del 1929

cittadini. L’evento che mette da parte lo stato liberale è la

che mette in ginocchio le economie capitalistiche.

Nel 1929 nasce la forma di stato sociale nella quale viviamo adesso. La forma di

STATO SOCIALE è tale per cui si supera la concezione di stato non interventista, infatti

quale prevede che

la teoria economica che fa uscire dalla crisi è quella Keynesiana, la

l’intervento pubblico per uscire dalla crisi, lo stato non può più astenersi ma il mercato

necessità di aiuto per creare una distribuzione ottimale delle risorse, ovvero si

verificano fallimenti di mercato quando non distribuisce equamente le risorse, infatti

Nasce una forte domanda di uguaglianza. Dal 29 in avanti l’evento che giustifica

questo cambio è la crisi economica, ma che porta ad un nuovo assetto dello stato che

deve provvedere a colmare le disuguaglianze.

Lo stato sociale si sviluppa in paesi come l’Italia che passa da un regime totalitario ma

si sviluppa anche in paesi di diversa provenienza. L’obbiettivo centrale è il

perseguimento dell’uguaglianza che porta alle strutture dello stato sociale. Quali sono

questi strumenti? diretto intervento

Gli strumenti sono quelli di dello stato nell’economia.

I. Lo stato deve correggere l’andamento dell’economia per poter tutelare il lavoro

attraverso i capitali pubblici. Lo stato assume i connotati dell’imprenditore cosa

che nel periodo liberale sarebbe stato impensabile. Infatti in questo periodo si

espande la quota di economia pubblica, lo stato compete sul mercato con gli

operatori economici. Il mercato quindi risulta formato da operatori pubblici e

privati. (Esempio Iri, pubblicazione dei principali istituti di credito)

II. Lo stato avvia inoltre programmi di creazione di infrastrutture che innalza il

livello economico ma anche a creare una agricoltura più fiorente, ed era una

politica di ricerca di nuova occupazione.

III. È uno stato che eroga prestazioni per le persone, come l’istruzione che viene

garantita ad una fetta più grande di persone attraverso l’istruzione obbligatoria.

Ma anche il diritto alla pensione si afferma in questo periodo, era una copertura

a fine della vita lavorativa che viene coperto attraverso una serie di

assicurazioni obbligatorie, che poi nella metà del secolo si tradurrà nei sistemi

pensionistici odierni.

Tutte queste strutture dello stato sociale hanno la finalità dell’uguaglianza,

poiché gli individui fino ad ora non avevano uguali possibilità di crescita

individuale e lo stato doveva intervenire per risolvere questo problema.

Per realizzare questa uguaglianza servono una serie di interventi da parte dello

stato che deve impegnarsi a ridurre la disuguaglianza, ma quanto deve essere

interventista?

In questi 90 anni gli Stati ancora oggi continuano a perseguire l’obbiettivo

dell’eguaglianza, ma con diversa intensità poiché la capacità dello stato di

perseguire l’obbiettivo dipende dalle risorse disponibili stesse dello stato, come

ad esempio negli anni 60-70 lo stato era definito assistenziale poiché lo stato

era fortemente interventista. Negli anni 80 ci siamo accorti che le risorse non

erano sufficienti per sostenere una così elevata soglia di risorse da dare ai

cittadini. Allora oggi vengono selezionati alcuni tipi di bisogni in base dalla

disponibilità di risorse.

Un tempo lo stato era proprietario dell’economia nazionale ma oggi ha

privatizzato vendendo.

Ancora oggi la forma dello stato è sociale, in cui chi governa e chi viene

governato viene riconosciuto di alcuni diritti indistintamente e non è la

cittadinanza che fa si che ci siano riconosciuti i diritti che vengono riconosciuti a

stato di diritto

tutte le persone. Nasce quindi uno dove il potere che viene

esercitato dalle istituzioni viene limitato da norme costituzionali. È normale

ritenere che il potere incontra un limite che è sia di natura costituzionale che di

natura primaria.

Ci sono altre forme di stato nel 900’ ( non richieste in esame):

Stati totalitari: metà Europa fa questa esperienza, la persona è in

 funzione dei pubblici poteri, l’idea che lo stato è il fine: non c’è bisogno di

affermare i diritti delle persone.

forma di stato socialista: dal 1917 al 1989, ma è una forma che viene

 considerata superata solo teoricamente. Stato in cui i pubblici poteri sono

massimi a discapito della libertà personale, lo stato dava in funzione dei

bisogni azzerando la proprietà privata e massimizzando l’economia

pubblica.

Le forme di governo

La forma di governo serve per classificare come il potere si riparte tra i vari

organi su cui è suddiviso, conferisce un criterio di ripartizione delle funzioni

pubbliche e come si rapportano le une alle altre

È una nozione che ci descrive la relazione tra gli organi di vertice, è usata da

quando il potere si distribuisce tra vari organi. Ad esempio la forma di stato

assoluto non riconosce una forma di governo in quanto tutto il potere viene

incentrato nel sovrano, esercitava in modo esecutivo ed era anche giudice

supremo. Quando lo stato di diritto si afferma dopo la rivoluzione francese

avviene questa ripartizione dei poteri in cui il sovrano si afferma il potere

esecutivo ma affida il potere legislativo ai parlamenti mentre rimane nel

sovrano il potere giudiziale.

Oggi invece si applicano tre tipologie di forme di governo:

1. Forma di governo parlamentare: attuale forma Italiana. Che rapporti

intercorrono tra i tre organi, rappresentativo (parlamento), esecutivo

(governo), capo dello stato ( presidente della repubblica)? (Il popolo è un

organo fondamentale o meglio è un organo sovrano; Oggi invece

consideriamo anche l’organo che assume la funzione di garanzia). La forma

di governo parlamentare è adottata dalla costituzione, si basa su uno

strumento assente nelle altre forme di governo questo strumento è un

particolare rapporto che si sviluppa tra parlamento e governo che prende il

nome di rapporto di fiducia, che deve nascere obbligatoriamente. La

dall’istituto di fiducia,

funzione di controllo viene svolta e l’organo di governo

si forma sulla base della fiducia ottenuta dalla maggioranza parlamentare.

controllo del parlamento

La funzione svolta dal rapporto di fiducia è quella di

sull’operato di governo, ma al contempo il governo risponde al parlamento

del suo operato. Nelle forme parlamentari la logica è che il corpo elettorale

scelga i suoi rappresentanti in parlamento. Solo il parlamento ha una

legittimazione popolare mentre il governo non ha una legittimazione

popolare, ma è il parlamento che esprime i governi,sarà la maggioranza

parlamentare che sosterrà un esecutivo e tra questi due si instaurerà un

rapporto di fiducia , mentre l’opposizione nega la sua fiducia all’esecutivo.

Finché c’è rapporto di fiducia esistevo governo ovvero, finché in parlamento

il governo ha un numero di voti in maggioranza allora può svolgere il suo

compito. (Governo di minoranza come in Spagna che governa con i numeri di

una minoranza perché un partito politico si astiene dall’opposizione)

capo dello stato

Il terzo organo è il potrebbe essere:

-elettivo:

-non elettivo: come nelle monarchie

Non sono organi politici i capi dello stato, e non hanno capacità di decisione

politica propria, ma svolge la funzione di garanzia, che è una funzione nata

nel 900’ per difendere la costituzione nel suo ruolo di priorità rispetto ad

altre norme. La funzione del capo dello stato è il rispetto da parte degli

organi di potere la costituzione. Non è mai convolto dai 3 poteri e ha

funzione super partes garantire la corretta applicazione della

e deve

costituzione.

Il governo deve rispondere solo alla sua maggioranza parlamentare mentre

non deve mai rispondere agli elettori oppure al capo dello stato.

2. Forma di governo presidenziale: è sviluppata nei paesi democratici ma che

non esiste in Europa tutt’oggi, mentre si è diffuso nell’America del nord. Il

popolo elegge due organi, il parlamento ma anche il capo dello stato. Quindi

il presidente della repubblica è legittimato dal popolo, infatti si può affermare

che il presidenzialismo non è compatibile con la monarchia. L’organo

congresso.

rappresentativo e viene chiamato non parlamento ma Non ha

senso che esista l’istituto della fiducia non perché il congresso non controlli

l’esecutivo, ma non ha modo di revocare il potere all’esecutivo che essendo

eletto dal popolo allora il controllo spetta al popolo tramite il voto con il

quale manifesta l’approvazione verso l’operato del governo. Rimedio

estremo per togliere il potere del governo tramite l’inpichment che va ben

oltre la sfera politica. organo di garanzia organo

Il capo dello stato non è solo un ma anche un

politico, infatti nella forma presidenziale il capo dello stato è sia capo del

governo che capo della nazione.

3. Forma di governo semi presidenziale: incrocia stranamente elementi delle

due forme precedenti ed è molto diffusa in europa, come in Francia. Il capo

strumento della

dello stato viene eletto direttamente ma recepisce anche lo

fiducia e che prevede un organo esecutivo con un vertice che non è il

presidente della repubblica. Il parlamento viene eletto sempre dal popolo ma

il capo dello stato non è come quello parlamentare poiché assume decisioni

come quelle di politica estera oppure decisioni di politica economica ma

assume anche la funzione di garanzia. Il governo avrà un presidente del

consiglio che ha attribuzioni più limitate rispetto alla forma parlamentare

poiché alcuni poteri politici sono in mano al capo dello stato. Il governo

potrebbe cadere a causa della sfiducia del parlamento mentre il capo dello

stato non può essere sfiduciato dal parlamento ma solo dal popolo.

4. Non si studia la forma di governo direttoriale relativa al caso svizzero.

La forma di stato sociale la vediamo realizzata attraverso forme di governo

parlamentari e forme di governo semi presidenziale e presidenziale. Anche se in

America lo stato sociale è meno affermato o meglio eroga meno servizi rispetto agli

altri stati sociali. Argomenti capitolo 3

La nascita delle Costituzioni

È un processo nato da pochissimo tempo nei paesi occidentali a partire dal 1800, in

concomitanza dell’affermazione dello stato di diritto liberale. Questo processo ha

avuto due fasi diverse:

prima generazioni di costruzioni:vengono

I. viste come elementi di limitazione del

potere del re togliendogli il potere legislativo che passa ai parlamenti, ma il

popolo che era preso in considerazione come corpo elettorale era la classe

borghese. Il testo costituzionale non entra però nel sistema delle fonti ma è solo

una dichiarazione di principio.

seconda generazione di costituzioni:

II. si propone di dare importanza alla

costituzione affermandola nel sistema delle fonti e prendono il posto della

funzione di vertice del sistema.

La seguente è la classificazione delle costituzioni di cui noi dobbiamo sapere:

1. Differenza tra costituzione democratica e concessa

2.Come possono essere? Costituzioni flessibili e costituzioni rigide

3. Differenza tra Costituzioni programmatiche e procedurali

1.La costituzione democratica è quella che si è affermata in via democratica, mentre

tutte le costituzioni del’800 sono costituzioni concesse in cui il popolo non ha

contribuito in nessun modo alle regole costituzionali mentre oggi è una concezione

non accettabile, quindi le costituzioni del 900 sono espressione di una volontà

popolare ovvero costituzioni democratiche. Il popolo ha individuato dei rappresentanti

con il compito di scrivere la costituzione, è tutt’ora per intervenire sulle regole della

costituzione il processo deve avvenire in parlamento e approvato tramite referendum

popolare.

2.Costituzione flessibile quando modificabile dal processo legislativo ordinario, quindi

può essere modificata attraverso una legge ordinaria e non pone dei valori che la

legge ordinaria è obbligata a rispettare. La nostra costituzione passata è stata violata

dallo stato fascista poiché la legge ordinaria ha sovrastato la costituzione. Mentre

nella costituzione rigida ha una forza maggiore della legge ordinaria quindi questa

non può legiferare contro la costituzione e per modificare la stessa costituzione serve

un processo particolare diverso da quello per produrre leggi ordinarie.

Mentre una costituzione flessibile non è possibile proteggerla dalle leggi, queste sono

costituzioni tipiche dell’800, mentre le costituzioni moderne prevedono i meccanismi

per proteggere la costituzione.

3.La Costituzione procedurali si limita a disciplinare come i pubblici poteri debbano

esercitare le loro funzioni, ma potrebbe anche essere che la costituzione sia

programmatica ovvero indichi un programma di cambiamento per quella comunità

politica, come maggiore equità, benessere e sviluppo per tutti, tipico della nostra

costituzione repubblicana; infatti vi Sono obbiettivi che riguardano la promozione della

persona umana attraverso le istituzioni. Nella costituzione del 48’ c’è una sorta di

rivoluzione promessa. Argomenti capitolo 4

La nascita dell’attuale ordinamento giuridico

Ci interessa il periodo storico a partire dall’unità di Italia 1861, tale per cui abbiamo un

ordinamento giuridico unitario. La forma di stato era quella di diritto liberale, con la

costituzione dello statuto Albertino del Piemonte vista la sua promozione all’unità.

Questa costituzione ottriata cioè concessa ai sudditi da sovrano segna la prima fase

della nostra storia costituzionale, che lascia chiaramente intendere quale fosse

l’impostazione di fondo dei suoi estensori: accogliere le istanze di democratizzazione

dello stato, ma nel quadro di un sistema costituzionale che conservasse al sovrano un

ruolo centrale. Avviene quindi una sorta di unificazione dal punto di vista legislativo e

amministrativo. L’amministrazione centralistica, che lo stesso regno del Piemonte

aveva avviato da poco grazie all’influenza Napoleonica. Il problema di questo processo

di imposizione, era che il resto dei territori proveniva da tradizioni completamente

diverse come il Papato, i Borboni, il Granducato di Toscana, inoltre il divario tra i vari

territori era enorme e chi governava per l’eccessiva centralizzazione non fu in grado di

riconoscere il divario.

La forma di governo che nasce all’unità ci caratterizza ancora oggi. La forma di

governo non era n’è presidenziale ne parlamentare, ma il potere si ripartiva sulla base

Dualistica,

di una forma da un lato il potere del re con potere esecutivo e capo del

corpo giudiziario al quale si contrapponeva l’organo parlamentare con la funzione

legislativa. I due organi avevano pari peso nel sistema, e non c’era un organo governo

se stante. Questa prima forma di governo monarchico dualistico ha due centri del

potere che pesano ugualmente.

Nel 1870-80 avviene una evoluzione della forma di governo per cui i ministri

cominciano a riferire in parlamento delle decisioni adottate, e il parlamento vota

l’istituto della fiducia.

l’operato dei ministri, quindi nasce La Forma di governo è quindi

monista,

definita ovvero il parlamento diventa più importante del re, questa forma fa

da base alla forma di governo parlamentare, con la conseguenza che il re perde il

controllo totale sul governo e diventa un organo irrilevante.

In questa prima forma di stato italiano la forma di rappresentanza non era ancora

camera era di nomina règia

democratica come intendiamo oggi, infatti una mentre ed

camera dei deputati.

è una percentuale bassissima di elettori circa il 2% che votano la

( solo uomini e di elevato censo e istruiti). Ci vogliono ancora molti anni per arrivare al

suffragio universale maschile(1919).

Giunti a questo punto la crescita del governo è testimoniata dall’espansione dei suoi

poteri normativi, rappresenta un organo svincolato dal sovrano, ha un ruolo autonomo

e ha poteri normativi potenti come approvazioni decreti legge, decreti legislativi, di cui

fa sempre più spesso ricorso.

Lo statuto Albertino aveva dato importante spazio alla disciplina dei diritti di libertà,

ma si limita alla mera enunciazione di tali diritti lasciando al legislatore ordinario la

disciplina dei limiti al loro concreto esercizio, un punto a parte è invece la tutela della

libertà religiosa. Lo statuto sembrava prefigurare uno stato confessionale, in realtà

immediatamente dopo l’entrata in vigore dello statuto si sviluppò una legislazione

ispirata all’opposto principio della laicità dello stato. Inoltre il rapporto tra stato e

chiesa cattolica a seguito del 1870 si incrina con il passaggio dei territori dalla chiesa

allo stato italiano, che porterà ad una spaccatura con un invito da parte dei cattolici a

non partecipare alla vita politica dello stato. Fino a che non sarà Mussolini a

ravvicinare di nuovo chiesa e stato.

Finita la prima guerra mondiale, lo stato viene segnato dal punto di vista economico e

sociale in modo pesante, sono coinvolti i civili che alla fine della guerra sono molto più

consapevoli di ciò che possono pretendere dalla classe dirigente, quindi a partire dal

1919 si presentano i grandi partiti popolari del 900:

-partito dei cattolici

-partito comunista

-partito socialista

Questi raccolgono il consenso soprattuto nella massa e quindi anche un gran numero

di consensi.

La società italiana dimostra il fatto di essere pronta a superare lo stato liberale.

Alle elezioni del 19’ tra le forze politiche raccoglie un piccolo consenso il partito

fascista che ottiene una presenza parlamentare, era una sorta di partito di protesta e

di rifiuto dell’assetto esistente ai tempi.

1922 la marcia di Roma

Ma nel da evidenza della non democraticità dello stato, infatti

fu una forza di potere che minacciò l’ordine pubblico e la sicurezza. Ed il governo del

momento propose di dichiarare lo stato di assedio, ma il re si rifiutò e affidò il potere di

formare il governo a Mussolini.

Si evince la debolezza della monarchia che concede il governo ad una minoranza.

Il nuovo governo smonta le vecchie istituzioni e distruzione dello stato di diritto

attraverso leggi del parlamento.

Passaggi di distruzione dello stato di diritto:

cambiamento della legge elettorale

 introducendo un grande premio di maggioranza di 2/3

 (È la prima volta che viene introdotto il primo premio di maggioranza, che

comporta una distorsione della rappresentanza.)

sospende l’istituto della fiducia

Al tempo il senato era di nomina règia mentre la camera dei deputati era tale da avere

maggioranza, inoltre con le leggi fascistissime si arriva alla discriminazione di chi non

era del partito fascista( caso Matteotti) quindi il governo perde il carattere

democratico.

Le libertà delle persone vengono fortemente limitate, già lo statuto Albertino non

riconosceva i diritti delle costituzioni moderne, ma lo stato fascista vieta le libertà

basilari come il diritto alla riunione.

Inoltre si pongono le basi dell’intervento pubblico in Economia che vanno avanti nel

periodo repubblicano, lo stato cessa di attenersi alla regola dell’astenzionismo e inizia

ad intervenire nell’economia con l’istituto dell’iri, che nazionalizza più della metà dei

rapporti economici: molte società e aziende vengono capitalizzate dall’iri e diventano

di pubblica proprietà.

Questo passaggio ha segnato la vita del paese, l’iri era stato creato per salvare le

banche tramite capitale pubblico, quindi lo stato è diventato proprietario di molti

gruppi industriali, ma con l’idea che l’iri durasse pochi anni o meglio fino alla ripresa

della salute e venissero di nuovo privatizzati, ma nella realtà è stato eliminato solo nel

90’.

Lo stato fascista si pone come stato imprenditore ma si occupa anche

dell’avviamento di grandi opere pubbliche capaci di migliorare l’economia e creare

nuovi posti di lavoro. carattere nuovo della forma di stato,

Un terzo elemento significativo è il si inizia a

prevedere alcuni servizi sociali, come l’allargamento della formazione alla popolazione

e le prime misure del sistema previdenziale, per non abbandonare la popolazione a

fine della vita lavorativa, infatti introducono l’obbligatorietà dell’assicurazione dei

lavoratori. Questo passaggio pone la base per il sistema previdenziale italiano.

rapporto con la chiesa,

L’ultimo elemento importante è il la chiesa minacciava lo stato

fascista, così nel 29 lo stato fascista stringe il trattato del Laterano attraverso il quale

ottiene il sostegno della chiesa, quindi per la prima volta la religione cattolica viene

eletta a religione ufficiale e lo stato si identifica in un credo religioso.

La seconda esperienza bellica ci vede coinvolti insieme all’alleanza.

Nel 39 la camera dei deputati viene eliminata e viene formata la camera dei fasci

quindi sono sospese le elezioni.

Nel luglio del 1943 comincia la fine dello stato fascista, ed è proprio il gran consiglio

del fascismo che decide di mettere all’ordine del giorno la votazione sullo stesso

Mussolini, che invece riceve voto sfavorevole ed viene arrestato. governi militari

Con il disfacimento del sistema fascista, la monarchia nomina dei che

si vedono affidato il governo che porta a negoziare l’armistizio con americani ed

inglesi. La monarchia si ripara al sud con l’arrivo degli americani, a quel punto i

precedenti alleati traditi, si impegnano per impugnare il territorio italiano. Il paese si

spacca a metà e comincia un periodo di guerra civile che persiste fino al 45.

L’assetto istituzionale dettato dall’emergenza è anomalo, inoltre ritornano in Italia gli

comitati

avversari del partito fascista e cominciano a riorganizzare la loro attività nei

di liberazione nazionale. Mentre all’inizio la monarchia non ha intenzione di dialogo

con questi comitati, dove questi volevano il superamento della monarchia e l’arrivo

alla repubblica. Tuttavia si capisce che si deve fare un accordo tra comitati e

monarchia che nel 44 porta alla prima costituzione provvisoria, e al compromesso che

il figlio del re fosse un luogotenente e non il futuro re. L’Italia sotto i tedeschi era

ancora sotto il fascismo mentre l’altra parte era quella governata dal luogotenente.

L’accordo prevedeva che la futura assemblea costituente avrebbe preso la decisione

sulla costituzione e sulla forma di governo tra monarchia e repubblica. Viene costituita

la consulta nazionale che da voce ai partiti politici avversari al partito fascista. A fine

del conflitto nel 45, il paese è distrutto e si stabilisce la seconda costituzione

provvisoria del 46 che ribadisce l’accordo che l’assemblea costituente formerà la

costituzione ma la scelta tra monarchia e repubblica sarà fatta attraverso un

referendum popolare, questo cambiamento è avvenuto grazie alle pressioni degli

americani che premevano affinchè la forma di governo fosse monarchica.

A maggio però si verifica questo segnale della monarchia: il re fa succedere il figlio

Umberto, e viene meno l’accordo con i comitati di liberazione nazionale, mentre il voto

referendario fa emergere la preferenza per la Repubblica, quindi con la prima

votazione a suffragio universale nel 42 nasce lo stato italiano.

La votazione che riguarda la forma di stato e l’elezione di una assemblea costituente.

L’assemblea costituente si vede attribuito una parte del potere normativo anche se la

maggior parte del potere normativo rimane nelle mani del governo che invece è

caratterizzato da tutte le forze politiche.

Il primo presidente della repubblica che firma la costituzione è Di Nicola, in modo

provvisorio per fare il capo dello stato.

L’assemblea costituente era formata da 1/3 partito democristiano e l’altra parte

partito comunista e socialista, partito liberale e partito d’azione che erano minoritari.

Un’organismo formato da 75 deputati detta commissione dei 75, che a sua volta viene

divisa in tre parti ognuna delle quali doveva lavorare su una specifica parte della

costituzione:

libertà

 forma di governo

 rapporti economici

Nel giro di un paio di mesi viene approvato il progetto da passare al vaglio

dell’assemblea nella sua interezza. Entra in vigore la nuova costituzione il 1 gennaio

del 1948.

Nel maggio del 48 si svolgono le prime le elezioni con il primo presidente della

repubblica Luigi Einaudi e si forma il governo. Mentre nel maggio del 47 sul piano

politico si erano rotti i governi di unità nazionale erano nati i governi di maggioranza

democristiana con opposizione delle forze marxiste.

L’assemblea costituente era formata da partiti politici con visioni completamente

diverse, ma il successo è stato la ricerca di un compromesso tramite valori condivisi a

partire dai quali si è costruita la costituzione.

Il Testo è stato modificato in tante sue parti con cambiamenti necessari che sono

stati fatti nel tempo ma, per ora, i valori base di costituzione valgono ancora oggi.

Contenuto della costituzione Italiana del 48’

1:

Art norma non modificabile per vie legali. Recepisce il voto del popolo del 46’.

L’italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. Si è voluto evidenziare il

valore del lavoro, segnando la differenza con lo stato liberale in cui le persone si

distinguevano per la nascita. Chi lavora è membro della repubblica e non contano le

sue origini e ceto, quindi il lavoro è un valore centrale. Mentre il concetto di repubblica

è da interpretare con la comunità nazionale, ovvero stato, regioni, cittadini.

La costituzione è composta da due parti, con 12 disposizioni iniziali che poi sono

riprese e inglobate nel testo costituzionale .

Parte prima: principi costituzionali con diritti e libertà dei cittadini.

I principi costituzionali che sono presenti nelle singole disposizioni sono:

Art 1 esprime i principi repubblicani, di lavoro , democratici, con esercizio della

 sovranità popolare solo nel momento elettorale e referendario.

Art 2 e 3 esprimono i principi di libertà e eguaglianza,l’affermazione del

 principio di libertà è espressa attraverso la conferma dei diritti inviolabili

dell’uomo. Diritti riconosciuti sia alle singole persone sia alle formazioni sociali.

Esempio di formazione sociale sono la famiglia, partiti..

Art 2 prevede che a fianco dei diritti inviolabili si riconoscono dei doveri

 inderogabili che hanno il fine di solidarietà politica descritti all’art 52-53.54:

difendere la patria, contribuzione alle spese pubbliche, fedeltà alle leggi della

repubblica e della costituzione.

Art 3 afferma il principio dell’uguaglianza con due prospettive diverse, al

 comma 1 descrive il principio di uguaglianza formale, mentre al comma 2

descrive il principio di uguaglianza sostanziale, per provvedere alle diversità

fattuali della popolazione, quindi i pubblici poteri si impegnano a eliminare gli

ostacoli di ordine economico e sociale che i soggetti incontrano per esercitare i

propri diritti. Rimozione di ostacoli è l’obbiettivo di piena partecipazione di tutti

all’organizzazione economica sociale e politica dello stato.

Art 4 che si dedica al principio del lavoro. Il diritto al lavoro spetta a tutti e la

 repubblica si impegna affinché tutti possano accedere ad attività lavorative.

L’idea che tutte le istituzioni si adottino per creare condizioni di piena

occupazione. Il lavoro non è solo un diritto ma anche un dovere, in quanto

ognuno di noi contribuisca allo sviluppo della società.

Art 5 principio che riconosce le autonomie politiche: regioni, comuni e città

 metropolitane

Art 6 tutela le minoranze linguistiche

 Art 7-8 indica il rapporto tra lo stato e le confessioni religiose, nel 7 con la

 chiesa cattolica e le restanti confessioni nell’art 8 in maniera diversa. Viene

riconosciuta la sovranità della chiesa cattolica e ne riconosce l’indipendenza e i

loro rapporti sono regolati dai patti Lateranensi. Ma l’accordo con la chiesa

cattolica è detto Concordato, quindi non sono più in vigore i patti Lateranensi,

ma l’art 7 non è cambiato in quanto sia stato che chiesa erano d’accordo sul

cambio di relazione. Allora da questo momento siamo diventati stato laico. Le

altre confessioni sono regolate tramite Intese che vengono recepite con legge.

Art 9: promozione della cultura

 Art 10-11-12 segnalano la apertura del nostro ordinamento giuridico alla

 comunità internazionale, si valorizza il fatto di essere membri di una comunità

internazionale

Art 10 comma 2, lo straniero è un soggetto che gode di tutela anche se non

 gode dei diritti del cittadino ma non può essere ignorato dall’ordinamento, da

sempre esistono dei trattato tra stati per il trattamento degli stranieri soprattuto

in caso di guerra. Ultimo Comma descrive la situazione del diritto di asilo per cui

uno straniero chiede rifugio in un ordinamento straniero perché nel suo

vengono negati i diritti fondamentali.

Art 11aveva lo scopo di permettere all’Italia di partecipare all’organizzazione

 delle nazioni unite.(ONU) ma che oggi serve per aderire alla comunità

economica europea. Descrive il principio fondamentale di rifiuto della guerra

come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma pronuncia il

principio di pace e giustizia tra popoli. Aderire a queste organizzazioni comporta

la limitazione di sovranità in condizioni di parità, es: stati dell’est che non

accettano gli immigrati esercitano una maggiore sovranità rispetto ad altri paesi

europei. Argomenti capitolo 6

Ordinamento della repubblica

Gli organi costituzionali trovano la loro disciplina in costituzione, sono organi di rango

costituzionali quindi sono necessari e se venisse meno uno di questi organi il sistema

non può funzionare. Mentre alcuni organi sono solo di rilevanza costituzionale ed il loro

venir meno non è compromettente per il sistema.

POPOLO:

 primo tra gli organi costituzionali, tale per cui senza la sua sovranità

non si esercita la democraticità. ( non si parla di nazione in quanto in nome

della nazione si sono compiute molte azioni nefaste, la nazione ha un richiamo

alle origini quindi chi non faceva parte di quel gruppo veniva escluso).

All’interno del concetto di popolo si trova chi può esercitare le funzioni del corpo

elettorale, sono esclusi i minori di 18 anni. Il concetto di cittadinanza nasce

recentemente nel periodo della rivoluzione Francese ma nel senso cosmopolita

e non nel senso che gli diamo oggi. La definizione attuale di cittadinanza nasce

nel 800 per descrivere i soggetti che fanno parte della comunità politica rispetto


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia delle imprese e dei mercati (MILANO)
SSD:

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