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crisi di Governo: poteri:

nomina del Il potere di nomina del Presidente del Consiglio

Presidente del Il potere di sciogliere anticipatamente le Camere

Consiglio Nel Parlamentarismo maggioritario, questi due atti rappresentano una ratifica

di decisioni sostanziali prese da altri. E’ il Governo che propone lo

scioglimento.

In alcune esperienze il Pdr assume le l’aspetto di struttura governante, in

altre funzione di intermediazione politica. Tale ultima funzione si basa su

due pilastri:

• I : il Pdr nomina il Pdc, ma al contempo il

L DIRITTO COSTITUZIONALE

Governo entro 10 gg dalla sua formazione deve presentarsi alle

Camere per la fiducia.

• I : il Pdr fa quello che la politica gli lascia fare….

L SISTEMA POLITICO

4.6 L : P .

A SOLUZIONE DELLE CRISI LO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DEL ARLAMENTO

Il potere di scioglimento anticipato del Parlamento è disciplinato dall’art. 88:

• Il Pdr può sciogliere anticipatamente le 2 Camere o una sola di esse

• Deve prima sentire i 2 Presidenti.

I dati costituzionali • Tale potere non può essere esercitato negli ultimi 6 mesi del

4.6.1 e il sistema mandato, salvo che essi coincidano con gli ultimi 6 mesi della

politico legislatura.

A chi spetta la decisione di sciogliere le Camere?

Nel parlamentarismo maggioritario: spetta al Governo.

Durante la lunga esperienza proporzionale, se il parlamento non era in grado

di esprimere una maggioranza , si procedeva allo scioglimento (scioglimento

funzionale).

Diversamente andò con lo scioglimento del 93, il quale venne motivato dal

Pres. Scalfaro con i risultati del referendum, con il quale veniva manifestata

L’esperienza una volontà del paese di una riforma elettorale, ma anche di un Parlamento

4.6.2 italiana nuovo.

Un’altra causa di scioglimento è data dalla perdita di rappresentatività del

Parlamento, in tal caso si parla di atto totalmente del Pdr, anche se il Pdr

scioglie in accordo con il Governo del quale necessita la controfirma.

Con il maggioritario normalmente la decisione è governativa.

Dopo lo scioglimento: La soluzione preferibile è: una volta appurata l’impossibilità di soluzione

4.6.3 l’ordinaria della crisi, il decreto di scioglimento sia controfirmato dal Governo

amministrazione dimissionario, che resta in carica per l’ordinaria amministrazione.

Gli atti formalmente e sostanzialmente presidenziali sono:

) G :

A LI ATTI DI NOMINA

5 senatori a vita art. 59.2.

un terzo dei giudici costituzionali art. 135.1. Tale atto è controfirmato

dal Pdc.

) I : Il Pdr con un messaggio motivato, può rinviare

B L RINVIO DELLE LEGGI

Atti una legge alle Camere, anche a Camere sciolte.

C) I : art. 87 che possono essere a contenuto

FORMALMENTE E MESSAGGI PRESIDENZIALI

4.7 vincolato (quelli che accompagnano l’atto di rinvio delle leggi) e a contenuto

SOSTANZIALMENTE libero .Tutti i messaggi hanno forma scritta e sono rivolti al Parlamento e

PRESIDENZIALI hanno la controfirma.

) E : messaggi alla nazione, discorsi pubblici, lettere

D STERNAZIONI ATIPICHE

ufficiali, interviste, che non si concretizzano in atti ufficiali tipici e non

necessitano della controfirma.

) C : art. 62. che è diretta a

E ONVOCAZIONE STRAORDINARIA DELLE CAMERE

garantire il funzionamento delle istituzioni costituzionali contro eventuali

25

prevaricazioni della maggioranza.

Sono i seguenti:

) ’ :

A L EMANAZIONE DEGLI ATTI GOVERNATIVI AVENTI VALORE DI LEGGE

decreti legge e decreti legislativi. Promulgazione.

) nomina dei funzionari dello Stato; Art. 87

B DPR

Atti ) Art. 73

C PROMULGAZIONE DELLA LEGGE

FORMALMENTE ) predisposti dal Governo ed

D LA RATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI

4.8 PRESIDENZIALI E eventualmente autorizzati dal Parlamento. Dichiarazione dello stato di guerra

SOSTANZIALMENTE art. 78

GOVERNATIVI ) Art. 87

E LA CONCESSIONE DELLA GRAZIA E LA COMMUTAZIONE DELLE PENE

) Art.

F AUTORIZZA LA PRESENTAZIONE DEI DISEGNI DI LEGGE GOVERNATIVI

87– -

INDIRE ELEZIONI CAMERE CONFERIRE ONOREFICENZE DELLA REPUBBLICA

– .

EMANARE IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEI CONSIGLI REGIONALI

Consiglio supremo di difesa e

Atti compiuti nella qualità di Presidente del Presiede il

il Consiglio superiore della magistratura.

4.9 Consiglio supremo di difesa e del Consiglio

superiore della magistratura

La supplenza del Tutte le volte che il Pres della Repubblica non può adempiere le sue

4.10 Presidente della funzioni, queste sono esercitate dal Presidente del Senato Art. 86. Possono

Repubblica esservi impedimenti temporanei e permanenti.

V R G L

EGIONI E OVERNO OCALE

1 L

E REGIONI E GLI ENTI LOCALI NELLA STORIA ISTITUZIONALE ITALIANA

Legge Bassanini: 59/1997 Attribuzioni a regioni ed enti locali di tutte le

funzione compiti amministrativi relativi alla cura ed ala promozione dello

Dalla sviluppo delle rispettive comunità nonché i compiti amministrativi

1.1 costituzione alla localizzabili nei rispettivi territori, con la sola eccezione di quei compiti e

riforma funzioni amministrative riservate espressamente dalla legge medesima allo

Stato. La legge 3/2001 ha approvato la riforma del Titolo V della Costituzione

e ha dato luogo ad una Repubblica delle autonomie.

L R S , R E

A IPARTIZIONE DELLE COMPETENZE TRA TATO EGIONI ED NTI LOCALI

Il nuovo testo dell’art. 114, pone sullo stesso piano lo Stato e gli altri enti territoriali minori,

garantendo a ciascuno una sfera di autonomia politica nell’ambito della Repubblica. Le principali

conseguenze sono:

- lo Stato ha perduto la potestà legislativa generale ed ora può legiferare solo nelle materie

individuate dalla Costituzione ed espressamente a lui riservate.

- Anche per quanto attiene alla potestà regolamentare, la competenza dello Stato è limitata

alle materie di competenza legislativa esclusiva, per ogni altra materia tale potestà è

riservata alle regioni.

- Con la legge Bassanini, è stato attribuito ai Comuni la generalità delle funzioni

2 amministrative, con l’eccezione di quelle che , per assicurare l’esercizio unitario, sono

conferite alle Province, Città, Comuni sulla base dei principi di:

Sussidiarietà: il livello di governo superiore interviene solo quando l’amministrazione

più vicina ai cittadini non ce la faccia

Differenziazione: enti dello stesso livello possono avere competenze diverse

Adeguatezza: le funzioni devono essere affidate ad enti che abbiano requisiti

sufficienti di efficienza.

A seguito della riforma costituzionale, tutte le funzioni dell’amministrazione pubblica, dovrebbero

essere assegnate ad un’amministrazione locale, salvo non vi sia l’esigenza di unificarne l’esercizio

ad un livello più alto.

3 I G

RACCORDI TRA I DIVERSI LIVELLI TERRITORIALI DI OVERNO

26

La riforma costituzionale del 2001, non ha previsto quel meccanismo di raccordo presente in

numerosi Stati federali che è la Camera delle regioni. Attualmente, i raccordi principali sono

costiuiti dalla Commissione bicamerali per le questioni regionali integrata e il sistema delle

conferenze. Il principale strumento di raccordo previsto dalla Costituzione è la

Commissione parlamentare per le questioni regionali. In seguito alla riforma

costituzionale del 2001 sono stati introdotti due importanti principi:

1. I regolamenti parlamentari possono prevedere la partecipazione di

rappresentanti delle regioni, delle province autonome e degli locali alla

Commissione.

La Commissione 2. Quando un progetto di legge riguardante materie in regime di

3.1 bicamerale competenza legislativa concorrente o relativo all’autonomia finanziaria

integrata di entrata e di spesa contenga disposizioni sulle quali la citata

Commissione integrata abbia espresso parere contrario o favorevole

condizionato all’introduzione di modificazioni, e la Commissione che

ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, queste parti

del progetto di legge possono essere approvate dall’§Assemblea

solamente a maggioranza assoluta.

Il sistema delle Conferenze, ha potuto sviluppare il principio di leale

collaborazione. Tra i congegni più rilevanti vi sono:

- La conferenza permanente per i rapporti tra stato, le regioni, le

province autonome di Trento e Bolzano, (sede di confronto tra Governo e

La regioni) affiancata dalla

- Conferenza Stato, Città e autonomie locali (sede di confronto tra

Conferenza Governo ed enti locali).

Stato-

3.2 Regione e Queste due conferenze unificate danno luogo alla Conferenza unificata. Queste

le altre conferenze presiedute dal Presidente del Consiglio o da ministro da lui delegato,

conferenze sono formati da alcuni ministri e dai Presidenti delle Regioni (conferenza stato-

regioni) e dai rappresentanti degli enti locali (conferenza autonomie locali). Questi

organismi sono sede di confronto tra Governo e regioni e tra Governo ed enti locali o

ancora tra Governo, regioni ed enti locali. A volte alcuni atti del Governo es. disegno

di legge finanziaria, devono essere preceduti dal parere di una di tali conferenze.

Sul piano legislativo, vi sono alcune competenze trasversali dello Stato, le quali

tagliano più materie attribuite alle regioni, in modo che anche in queste lo Stato può

intervenire allorché si tratta di tutelare quei valori che si collegano alle suddette

competenze trasversali. Tra queste competenze trasversali rientranti nella potestà

legislativa esclusiva dello Stato vi sono:

1. determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti

civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio regionale.

2. Tutela della concorrenza.

Altri tipi di 3. coordinamento informativo statistico e informatico dei dati

3.3 raccordo dell’amministrazione.

Una forma di raccordo riguarda l’esercizio del potere estero delle Regioni ed i

rapporti di esse con l’UE. Lo Stato conserva la potestà legislativa esclusiva in

ordine alla politica estera, tuttavia nelle materie di sua competenza la Regine può

concludere accordi ed intese con Stati e enti territoriali di altro Stato. L’art. 117 ne

disciplina i modi.

Il Governo ha il potere sostitutivo nei confronti degli organi delle Regioni, citta

metropolitane, province e comuni. Può surrogarsi ad esso in caso di mancato

rispetto di norme e trattati internazionali.

R

I

4 APPORTI TRA LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI

27

L’avvio di un cambiamento si è avuto con la legge 142/1990 che ha riformato l’ordinamento delgi

enti locali rendendoli più efficienti, poi la riforma del 1993 che ha introdotto l’elezione direta del

Sindaco e del Presidente della Provincia; poi è stato emanato il testo unico delgi enti locali dlg.vo

26/2000 che ha riordinato la materia. La nuova disciplina si basa su:

a) Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne

promuove lo sviluppo.

b) La Provincia è l’ente locale intermedio tra Comune e regione, il quale rappresenta la

propria comunità….

c) I Comuni e le Province hanno autonomia statutaria

d) La generalità dei compiti e delle funzioni va attribuita ai Comuni e alle Province

Vi sono poi le città metropolitane istituite con la riforma del 2001. Con tale riforma, l’autonomia

di Comuni, Province e città m ottiene la più ampia garanzia costituzionale, a partire dall’art 114

che pone questi enti sullo stesso piano di Stato e Regioni. L’innovazione più importante operata

dalla riforma del 2001 consiste nella previsione costituzionale secondo cui l’amministrazione

pubblica deve essere in linea tendenziale, un’amministrazione locale. Art. 118: le funzioni

amministrative sono attribuite ai comuni….

L’art. 123.4 disciplina che in ogni Regione , lo Statuto disciplina il Consiglio delle autonomie

locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali.

F INANZA REGIONALE E FINANZA LOCALE

L’art. 119, riconosce e garantisce l’autonomia fianziaria a favore di Comuni, Province, città m e

Regioni. L’art. 117 affida il potere di intervenire allo Stato, affida alla potestà legislativa

5 concorrente l’armonizzazione dei bilanci pubblici e il coordinamento della finanza pubblica e del

sistema tributario. E’ previsto un F : a favore dei territori con minore capacità

ONDO PEREQUATIVO

fiscale. L G R

E FORME DI OVERNO EGIONALE

La legge 1/1999 ha modificato gli artt. Da 121 a 126 della Costituzione introducendo una forma

regionale basata sulla elezione popolare diretta del Presidente della regione. Questa legge ha

6 previsto una forma di governo transitoria vigente fino a quando la Regione non disciplinerà

autonomamente la sua forma di governo attraverso il proprio statuto ed una propria legge

elettorale.

La forma di Prima della riforma del 1999 le Regioni avevano una forma di governo

Governo parlamentare a predominanza assembleare. Nel 1995 c’è stata una riforma del

6.1 antecedente sistema elettorale delle regioni ordinarie ancora vigente oggi.

A seguito della riforma costituzionale del 1999 e in attesa dei nuovi statuti

regionali, la forma di governo regionale transitoria si basa su due strutture

egualmente legittimate dal corpo elettorale:

- I C R : eletto dagli elettori regionali, titolare della

L ONSIGLIO EGIONALE

funzione legislativa, del potere di fare proposte alle Camere

- I P R : eletto a suffragio elettorale diretto

L RESIDENTE DELLA EGIONE

La c.d. forma di dall’intero corpo elettorale.

governo

6.2 - La G è l’organo esecutivo della regione, ma essa è

IUNTA REGIONALE

transitoria diretta politicamente dal Presidente, ci la Costituzione affida il potere

di nominare i componenti della giunta.

Le relazioni tra Consiglio regionale e Presidente e Giunta sono riconducibili

al modello della forma di governo neoparlamenare, infatti il Consiglio

regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della giunta

mediante mozione motivata.

Secondo l’art. 123 ogni regione ha uno statuto che ne determina la forma di

Il margine delle governo. Art. 126 se regione sceglie di confermare l’elezione a suffragio

6.3 liste statutarie universale e diretto del Presidente della regione.

7 LA FORMA DI GOVERNO DEGLI ENTI LOCALI

28

La forma di Governo del comune e della Provincia, si basa sull’elezione popolare diretta del

Sindaco e del Presidente della Provincia. Per quanto riguarda l’elezione del Consigli comunali e

provinciali, è prevista una combinazione di elementi del maggioritario e proporzionale.

Il Sindaco e il Presidente della Provincia durano in carica 5 anni e non possono ricoprire più di

2 mandati consecutivi. Per tutte le elezioni negli Enti locali, è prevista una clausola di sbarramento

per evitare la frammentazione del sistema politico.

VI L’ A . 97 98

AMMINISTRAZIONE PUBBLICA RT E

P LURALISMO AMMINISTRATIVO E MOLTEPLICITÀ DEI MODELLI AMMINISTRATIVI

1 L’amministrazione è diventata pluralistica, nel senzo che si è articolata in una molteplicità di

strutture tra loro autonome.

I G

L OVERNO E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

L’organizzazione dei ministeri attualmente è basata sul principio della separazione tra politica e

2 amministrazione. Agli organi del Governo spetta l’esercizio della funzione di indirizzo politico, ai

dirigenti amministrativi, spetta l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi che impegnano

l’amministrazione verso l’esterno. ’

I PRINCIPI COSTITUZIONALI SULL AMMINISTRAZIONE

Esistono dei principi comuni a tutte le amministrazioni:

a) Legalità della pubblica amministrazione e la riserva di legge in materia organizzazione.

Nel senso che l’Amministrazione può fare solo ciò che è previsto dalla legge.

b) L’imparzialità della pubblica amministrazione: è la traduzione sul piano amministrativo

del principio di uguaglianza.

c) Il buon andamento della pubblica amministrazione: richiede un’attività amministrativa

3 che risponda ai canoni dell’efficacia e efficienza.

d) Il principio del concorso pubblico:

e) Il dovere di fedeltà: Art. 98, limiti al diritto di iscrizione ai partiti politici per magistrati,

funzionari ed agenti di polizia…

f) Il principio di separazione tra politica e amministrazione:

g) La responsabilità personale dei pubblici dipendenti:

h) L’amministrazione pubblica deve essere un’amministrazione locale:

I PRINCIPI SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Il procedimento amministrativo, si articola in varie fasi:

1) La fase dell’iniziativa:

fase istruttoria:

2) La

3) La fase costitutiva

4) La fase integrativa dell’efficacia

In Italia, una legge generale sul procedimento amministrativo è stata approvata nel 1900 e

stabilisce:

1) l’Amministrazione persegue i fini stabiliti dalla legge, operando con criteri di economicità,

efficacia e pubblicità.

2) Il procedimento deve necessariamente concludersi in tempi certi.

4 3) Ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato

4) L’amministrazione ha il dovere di provvedere con provvedimento espresso.

5) Ogni procedimento deve avere un funzionario responsabile.

6) La partecipazione dei soggetti privati interessati al procedimento che si realizza attraverso

vari istituti. Occorre comunicare l’avvio del procedimento ai destinatari del provvedimento

finale.

7) La semplificazione amministrativa

Il principale strumento di semplificazione introdotto dalla legge del 1990 è la C ONFERENZA DI

.

SERVIZI

Chi intende accedere a documenti amministrativi deve fare domanda motivata, in caso di rifiuto, si

può adire il TAR. I

5 CONTRATTI DELLA PUBBLICA AMMINSITRAZIONE

29

Le amministrazioni pubbliche possono stipulare contratti che si distinguono in:

- A : Con i quali l’amministrazione acquisisce delle entrate.

TTIVI

- P : comportano una spesa.

ASSIVI

P :

ROCEDURE DI APPALTO

Procedura aperta

Asta pubblica o pubblico intanto

Bando di gara

Procedura ristretta

Licitazione privata: gara aperta ai soli concorrenti ad essa invitati, in quanto ritenuti

idonei. Appalto concorso: è una gara per lavori o forniture alla quale sono invitati i soli fornitori

ritenuti idonei.

Procedura negoziata

Trattativa privata

Aggiudicazione e poi stipulazione.

I SERVIZI PUBBLICI

Bisogna distinguere tra:

- Funzione pubblica: si distingue per i poteri autoritativi che si esercitano unilateralmente e

6 producono conseguenze giuridiche nella sfera del destinatario indipendente dal suo

consenso.

- Servizio pubblico: es. raccolta dei rifiuti

30

P II

ARTE

PUBBLICI E TUTELA DEI DIRITTI

ATTI

I F :

ONTI DEL DIRITTO NOZIONI GENERALI

1 F

ONTI DI PRODUZIONE

Per F si indica: l’atto o il fatto abilitato dall’ordinamento

ONTE DEL DIRITTO

1.1 Definizioni giuridico a produrre norme giuridiche, cioè a innovare all’ordinamento

giuridico stesso.

Come nasca un ordinamento giuridico, dipende dal momento storico. Per gli

ordinamenti primitivi, è probabile che si siano formati attraverso una lenta

evoluzione dalle tradizioni e dagli usi (evoluzione dalle fonti fatto alle fonti

atto). Gli ordinamenti moderni, si istituiscono tutti attraverso un processo

costituente, è la stessa Costituzione a indicare gli atti che possono produre

Norme di

1.2 diritto, cioè le fonti: non tutte perché in ordinamento a struttura gerarchica,

riconoscimento basta che la Costituzione indichi le fondi ad essa immediatamente inferiori le

fonti primarie, perché saranno queste a regolare quelle immediatamente

inferiori fonti secondarie. Artt da 70 a 81. le norme di un ordinamento

giuridico che indicano le fonti abilitate a innovare l’ordinamento stesso sono

dette: norme di riconoscimento.

2 F : P

ONTI DI COGNIZIONE UBBLICAZIONE E RICERCA DEGLI ATTI NORMATIVI

F : sono gli strumenti attraverso i quali si viene a

ONTI DI COGNIZIONE

conoscere le fondi di produzione e possono essere:

2.1 Definizioni Ufficiali: La gazzetta ufficiale, Bollettini o gazzette ufficiali delle

regioni e Gazzetta ufficiale della comunità europea.

Fonti private:

Pubblicazione Tutti gli atti normativi devono essere pubblicati su una fonte ufficiale perché i

ufficiale e entrata cittadini e gli organi preposti all’applicazione del diritto lo possano conoscere.

2.2 in vigore degli Gli atti entrano in vigore dopo la vagatio legis (15 gg) in cui gli effetti del

atti normativi nuovo atto sono sospesi.

Fonti non Non hanno valore legale. Es. sistemi informatici della Camera e della

2.3 ufficiali Cassazione.

3 F

ONTI FATTO E FONTI ATTO

Fonti atto: atti normativi. E’ l’espressione di volontà normativa di un

soggetto cui l’ordinamento attribuisce l’idoneità di porre in essere norme

giuridiche. Sono parte degli atti giuridici e hanno degli effetti

- quanto agli effetti giuridici hanno la capacità di porre norme

vincolanti per tutti

3.1 Definizioni - quanto ai comportamenti devono essere imputabili a soggetti cui lo

stesso ordinamento riconosce il potere di porre in essere tali atti.

Fonti fatto: fatti normativi. Sono una categoria residuale (es. la nascita). La

consuetudine è la fonte fatto per eccellenza (anche se in Italia nono è più

così).

Ogni tipo di atto deve essere riconoscibile ed ha una serie di elementi:

- L’intestazione all’autorità emanante es. decreto del presidente

Tipicità - Il nome proprio dell’atto: decreto legge

3.2 delle fonti - Il procedimento di formazione dell’atto stesso

atto Dal punto di vista redazionale, l’atto è suddiviso in articoli e questi in commi.

Possono essere raggruppati in Capi e questi in titoli e parti.

Una volta era la fonte-fatto per eccellenza. Questa nasce da ordinamenti

primitivi, da un comportamento sociale ripetuto nel tempo. Oggi le

3.3 Le consuetudini consuetudini sono quasi scomparse. Spesso si fa riferimento alle consuetudini

interpretative, che sono la costante interpretazione di una disposizione di

legge da parte degli interpreti. Vi sono poi le consuetudini facoltizzanti che

31

sono quelle che consentono comportamenti che le disposizioni scritte non

vietano esplicitamente. Es. le consultazioni del Pdr. Vi sono poi le

convenzioni costituzionali che si differenziano dalle consuetudini, perché

presuppongono un accordo tra soggetti politico-istituzionali.

1) N C :

ORME PRODOTTE DALLA OMUNITÀ EUROPEA

2) N : queste norme regolano

ORME DI DIRITTO INTERNAZIONALE

Le altre fonti-

3.4 l’applicazione della legge quando i soggetti sono collegati a

fatto ordinamenti giuridici diversi es italiano e tedesca litigano per

affidamento figli.

4 T

ECNICHE DI RINVIO AD ALTRI ORDINAMENTI

Per consentire alle norme prodotte da fonti di altri ordinamenti di operare

Il rinvio ad altri all’interno dell’ordinamento statale si opera attraverso la tecnica del rinvio. Il

4.1 ordinamenti rinvio è lo strumento con cui l’ordinamento di uno Stato rende applicabili al

proprio interno norme di altri ordinamenti esso può essere fisso e mobile.

Il rinvio fisso è il meccanismo con cui una disposizione dell’ordinamento statale

richiama un determinato atto in vigore in altro ordinamento, che di solito viene

4.2 Rinvio fisso chiamato allegato. Si dice fisso perché recepisce uno specifico e singolo atto. Es.

legge 27 maggio 1929 n. 810 Trattato fra la Santa sede e l’Italia.

Il rinvio mobile è il meccanismo con cui una disposizione dell’ordinamento

Rinvio

4.3 statale richiama non uno specifico atto di un altro ordinamento ma una fonte di

mobile esso. Es. Art. 10.1 richiamo alle norme consuetudinarie internazionali.

L ’

A FUZNIONE DELL INTERPRETAZIONE

Occorre distinguere tra:

- I : la norma è il frutto dell’interpretazione delle disposizioni.

NTERPRETAZIONE

5 - A :

PPLICAZIONE

Il giudice ha il compito di ridurre a un sistema coerente di norme un groviglio incoerente di

disposizioni, e lo strumento per assolvere tale compito è l’interpretazione.

L

E ANTINOMIE E TECNICHE DI RISOLUZIONE

Le antinomie sono contrasti tra norme. I criteri di soluzione delle antinomie sono impliciti

6 nell’ordinamento i principali sono: il criterio cronologico – il criterio gerarchico – il criterio

della specialità – il criterio della competenza

7 I C ’

L RITERIO CRONOLOGICO E L ABROGAZIONE

Il criterio cronologico dice che in caso di contrasto tra due norme si deve

7.1 Definizioni preferire quella più recente a quella più antica. La prevalenza della norma

nuova sulla vecchia si esprime attraverso l’abrogazione.

Efficacia delle norme L’efficacia è una figura del diritto e consiste nell’idoneità di un fatto o di un

e principio di atto a produrre effetti giuridici. Vige il principio di irretroattività, la legge non

7.2 irretroattività delle dispone che per l’avvenire.

leggi

Effetti temporali La vecchia norma perde efficacia dal giorno dell’entrata in vigore del nuovo

7.3 dell’abrogazione atto. Opera ex nunc: da ora.

- A : dichiarazione espressa del legislatore

BROGAZIONE ESPRESSA

- A : per incompatibilità tra le nuove disposizioni

BROGAZIONE IMPLICITA

Tipi di e le precedenti. Dovrebbe essere il giudice a dover fare pulizia perché

7.4 abrogazione si trova davanti ad un’antinomia.

- A : perché la nuova legge regola l’intera materia

BROGAZIONE TACITA

già regolata dalla legge anteriore. Opera sul piano dell’interpretazione.

La deroga nasce da un contrasto tra norme di tipo diverso, la norma derogata è una

Abrogazi norma generale, mentre la norma derogante è una norma particolare: è solo

one, un’eccezione alla regola. Simile alla deroga è la sospensione dell’applicazione di una

7.5 deroga e norma, limitata ad un certo periodo e spesso a singole categorie o zone (es. stop

sospensio militare per reduci calamità naturali). La norma abrogata perde efficacia per il futuro,

ne la norma derogata non perde la sua efficacia, ma viene limitato il suo campo d’azione.

32

8 I C ’

L RITERIO GERARCHICO E L ANNULLAMENTO

Il criterio gerarchico dice che in caso di contrasto tra due norme si deve

preferire quella che nella gerarchia delle fonti occupa il posto più elevato. I

8.1 Definizioni “vizi” possono essere formali (che riguardano la forma dell’atto es. emanato

da un organo non competente) e sostanziali (riguardano i contenuti normativi

di una disposizione cioè le norme).

Al contrario dell’abrogazione, l’annullamento opera anche per il

Effetti passato: ex tunc. L’atto annullato, non può più essere applicato a nessun

8.2 rapporto giuridico, anche se sorto in precedenza all’’annullamento.

dell’annullamento Questo è valido solo per i rapporti aperti.

Il criterio gerarchico, prevale su quello cronologico. Nel caso in cui una

norma di posteriore di grado superiore contraddica una norma di tipo inferiore

precedente nel caso in cui le due norme siano omogenee: prevale il criterio

cronologico. Se le norme non sono omogenee:

Rapporti tra - c’è abrogazione nell’ipotesi in cui la norma successiva superiore sia di

criterio

8.3 dettaglio.

cronologico e - Nel caso in cui la norma successiva superiore sia di principio, non si

criterio gerarchico ha abrogazione, ma dovrà intervenire il giudice dichiarando

l’illegittimità della norma precedente inferiore e di dettaglio. (di nuovo

il gerarchico sul cronologico).

L’omogeneità o meno di una norma, dipende dalle valutazione dell’inteprete.

9 I

L CRITERIO DELLA SPECIALITÀ

Il criterio della specialità dice che in caso di contrasto tra due norme si deve

9.1 Definizioni speciale a quella generale anche se questa è successiva.

preferire la norma

Effetti Le norme in conflitto rimangono entrambe valide ed efficaci. L’interprete

dell’applicazione opera solo una scelta di quale norma applicare.

9.2 del criterio di

specialità

ABROGAZIONE ANNULLAMENTO DEROGA

Criterio cronologico Criterio gerarchico Criterio di specialità

10 I C

L RITERIO DELLA COMPETENZA

La gerarchia delle fonti non basta più a darci il quadro esatto del sistema,

10.1 Definizioni perché all’interno dello stesso grado gerarchico, vi sono suddivisioni non

competenza.

spiegabili in tali termini, ma in termini di

A decidere della prevalenza si arriva attraverso varie fasi:

a) La distinzione tra gli ambiti di applicazione delle due norme

b) La scelta della norma competente per ambito

Effetti c) La non applicazione della norma incompetente.

dell’applicazione

10.2 Il criterio della competenza è assunto dalla Corte Costituzionale come criterio

del criterio di che deve guidare i giudici in alcune situazioni come nei rapporti ttra atti

competenza normativi statali e atti normativi regionali o quando c’è contrasto tra una

norma dell’ordinamento italiano e una dell’Ordinamento della Comunità

europea.

11 R ISERVE DI LEGGE E PRINCIPIO DI LEGALITÀ

La riserva di legge è lo strumento con cui la Costituzione regola il concorso

delle fonti nella disciplina di una determinata materia. E’ una regola circa

l’esercizio della funzione legislativa.

Il principio di legalità trova le sue radici nello Stato di diritto. Esso prescrive

11.1 Definizioni che l’esercizio di qualsiasi potere pubblico si fonda su una previa norma

attributiva della competenza: la sua ratio è di assicurare un uso regolato, non

arbitrario, controllabile del potere.

- Legalità formale: richiede che l’esercizio di un potere pubblico si basi

33

su una previa norma di attribuzione della competenza.

- Legalità sostanziale: richiede che l’esercizio del potere pubblico sia

limitato e diretto da specifiche norme di legge, tali da rstringere la

discrezionalità dell’autorità agente.

Bisogna distinguere tra

- R :

ISERVE DI LEGGE

R : impone che sulla materia

ISERVE ALLA LEGGE FORMALE ORDINARIA

intervenga il solo atto legislativo prodotto attraverso il procedimento

parlamentare.

R – :

ISERVE ALLE FONTI PRIMARIE LEGGE ORDINARIA

A : esclude qualsiasi intervento di fonti sub-legislative dalla

SSOLUTE

disciplina della materia, che dovrà essere regolata da legge formale

ordinaria o da atti ad essa equiparati.(Es. art. 13.2 La libertà personale è

inviolabile… nei soli casi previsti dalla legge).

R : non esclude che alla disciplina della materia concorra anche il

ELATIVE

regolamento amministrativo, ma chiede che la legge disciplini

preventivamente almeno i principi a cui il regolamento deve attenersi.

R : sono un meccanismo con cui la Costituzione non si limita a

INFORZATE

riservare la disciplina di una materia alla legge, ma pone ulteriori vincoli al

11.2 Tipologie legislatore. Vi sono:

Riserve rinforzate per contenuto: quando la Costituzione prevede che

una determinata regolane possa essere fatta dalla legge ordinaria solo

con contenuti particolari, es. art. 14.3 consente al legislatore di dettare

regole speciali meno rigide per perquisizioni domiciliari.

Riserva rinforzata per procedimento: prevedono che la disciplina di

una determinata materia debba seguire un procedimento aggravato o

rinforzato. Nel procedimento di formazione della legge avremo un

aggravamento, nel senso che l’iniziativa legislativa sarà anticipata da

un accordo stipulato tra il Governo e la Santa sede, e il Parlamento non

potrà procedere a emendamenti senza che sia prima raggiunto

l’accordo su di essi. Art. 7.

R :

- sono rare, si tratta di:

ISERVE AD ALTRI ATTI

R

ISERVE A FAVORE DELLA LEGGE COSTITUZIONALE

R .

ISERVE A FAVORE DEI REGOLAMENTI PARLAMENTARI

II L C

A OSTITUZIONE S C

IGNIFICATI DI OSTITUZIONE

La fonte posta al vertice della gerarchia delle fonti è la Costituzione. Essa può essere intesa come:

: dai sociologi e politiologi

- F

UNZIONE DESCRITTIVA

1 - C :

OSTITUZIONE COME MANIFESTO POLITICO USATI DAGLI STORICI E FILOSOFI

- C :

OSTITUZIONE COME TESTO NORMATIVO UTILIZZATO DAI GIURISTI POICHÉ È LA FONTE DI

.

DIRITTO PIÙ IMPORTANTE

P OTERE COSTITUENTE E POTERI COSTITUITI

2 Con la Costituzione si esaurisce il potere costituente e inizia il potere costituito.

3 C OSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONI RIGIDE

Sono flessibili le costituzioni che non prevedono un procedimento particolare

per la loro modificazione, ma consentono che questa avvenga attraverso la

normale attività legislativa.

3.1 Definizioni Sono rigide, quelle che dispongono per la modificazione del testo un

procedimento particolare, più gravoso di quello previsto per la formazione di

leggi ordinarie.

Sulla nozione di La Costituzione flessibile segnò la fine del potre assoluto. Le concedeva il Re,

3.2 Costituzione il quale decretava il passaggio del Potere dal Re al Parlamento con il Re. Es.

flessibile Statuto albertino del 1948

Sulla nozione di La Costituzione rigida è caratteristica delle costituzioni del 900, però, ad

3.3 costituzione esempio, è stata adottata negli USA NEL 1787. Presuppone un accordo tra le

rigida parti. E’ garante. 34

4 L C

A OSTITUZIONE ITALIANA

4.1 Genesi E 1948.

NTRÒ IN VIGORE NEL

4.2 Contenuti

III L ’ : S

E FONTI DELL ORDINAMENTO ITALIANO TATO

1 C OSTITUZIONE E LEGGI COSTITUZIONALI

La costituzione italiana del 1948 è al vertice delle fonti dell’ordinamento italiano.

E’ rigida e per il suo mutamento (detto revisione costituzionale) è previsto un

1.1 Definizioni procedimento particolare che è comune a quello di approvazione delle altre leggi

costituzionali.

Il procedimento italiano è tra i più facili previsti per le costituzioni rigide. Esso a

differenza del procedimento per le leggi ordinarie (che prevede una deliberazione

a maggioranza relativa), prevede 2 deliberazioni successive da parte di ciascuna

Camera Art. 138.

1. La prima deliberazione è a maggioranza relativa (più sì che no), in questa

fase le Camere possono apportare emendamenti, dunque il progetto

viaggia tra Camera e Senato navette.

2. La seconda votazione può avere luogo dopo 3 mesi dalla prima. I

regolamenti di Camera e Senato, vietano che siano apportati emendamenti

al testo votato in precedenza, altrimenti, bisognerebbe ripartire da 0. A

Leggi questo punto vi sono due ipotesi:

1.2 costituzionali:

procedimento Se ciascuna Camera approva a Altrimenti, basta che la legge sia

maggioranza qualificata (2/3 dei approvata a maggioranza assoluta

membri), la legge è fatta e viene (metà più uno).In questo caso non si

promulgata dal Pdr. tratta di approvazione definitiva.

Verrà pubblicata sulla Gazzetta , ed

entro 3 mesi potrà essere chiesto

Referendum. Se nel referendum per il

quale non è richiesto quorum minimio

di votanti, i sì superano i no, la legge

viene promulgata.

I limiti della A . 139: la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione

RT

1.3 revisione costituzionale. Art. 1, Art. 2: inviolabili i diritti dell’uomo. Art. 5: l’Italia è una e

costituzionale indivisibile.

2 L ( )

EGGE FORMALE ORDINARIA E ATTI CON FORZA DI LEGGE FONTI PRIMARIE

L è l’atto normativo prodotto dalla deliberazione delle Camere e

A LEGGE FORMALE

promulgato dal Pdr. Essa indica sia la legge costituzionale che la legge ordinaria. Gli ATTI

sono atti normativi che non hanno la forma della legge (non

CON FORZA DI LEGGE

approvati dalle Camere e non promulgati dal Pdr), ma sono equiparati alla legge formale

2.1 Definizioni ordinaria, hanno la stessa forza attiva della legge ordinaria ed essere da essa abrogati

(stessa forza passiva). Sono fonti che possono sostituirsi alla legge, almeno laddove la

Costituzione non ponga una riserva di legge formale.

L e costituiscono insieme le

EGGI FORMALI ORDINARIE ATTI CON FORZA DI LEGGE FONTI

. Le sono costituite dai regolamenti amministrativi.

PRIMARIE FONTI SECONDARIE

La formazione delle leggi è disciplinata dagli artt. Da 70 a 82. Gli ATTI CON

rappresentano l’eccezione e sono:

FORZA DI LEGGE

• Referendum abrogativo art. 75

Tipicità e • Decreto legislativo delegato art. 76

2.2 tassatività delle •

fonti primarie Decreto legge art. 77

• Decreti del Governo in caso di guerra art. 78

• Decreto di attuazione dello statuto regionale

3 Procedimento legislativo

3.1 Definizioni Il risultato del procedimento legislativo è la . Gli atti di cui esso

LEGGE FORMALE

35

si compone sono:

- L’ INIZIATIVA LEGISLATIVA

- L

A DELIBERAZIONE LEGISLATIVA DELLE CAMERE

- L

APROMULGAZIONE

L’iniziativa legislativa consiste nella presentazione di un progetto di legge ad una

disegni di

Camera. Nel regolamento della Camera i progetti di legge si chiamano

legge se presentati dal Governo o proposte di legge negli altri casi (al Senato si

chiamano tutti disegni di legge, salvo le iniziative popolari che si chiamano

proposte). Un progetto di legge consta di due parti:

1. Il testo dell’articolato che il proponente sottopone alla Camera nella

speranza che venga trasformato in legge

2. La relazione che accompagna l’articolato, che ne illustra gli scopi e le

caratteristiche.

L’iniziativa è riservata ad alcuni soggetti Art. 71.1:

I : ha potere di iniziativa su tutte le

L’iniziativa NIZIATIVA GOVERNATIVA

3.2 materie, su alcune, l’iniziativa legislativa è riservata solo al

legislativa Governo. La formazione del dl prevede : l’iniziativa di uno o più

ministri, la deliberazione del Consiglio dei ministri e

l’autorizzazione del Pdr con presentazione alla Camera.

I : ogni deputato o senatore oppure un

NIZIATIVA PARLAMENTARE

gruppo di deputati/senatori.

I : 50.000 elettori.

NIZIATIVA POPOLARE

I : consigli regionali

NIZIATIVA REGIONALE

I CNEL : art. 99

NIZIATIVA DEL

E’ la conferenza dei presidenti di gruppo che stabilisce se dare seguito alla

deliberazione della Camera.

L’approvazione delle leggi

L’art 72.1 vieta che un progetto di legge sia discusso direttamente dalla Camera, prima deve essere

Commissione permanente competente. In relazione alle diverse funzioni che svolgono

esaminato dalla

la commissione e l’aula si distinguono tre procedimenti principali:

a) P (per commissione referente) spetta al Presidente della Camera

ROCEDIMENTO ORDINARIO

individuare la commissione competente per materia, salvo (ma solo alla Camera) che un

presidente di gruppo o 10 deputati proponga un’assegnazione diversa.

- Nomina relatore (eventuale comitato ristretto)

- Approvazione del testo con relazione finale

- Nomina di un relatore

- In aula tre letture:

- Prima discussione generale e può chiudersi con approvazione di un ordine del giorno di

non passaggio agli articoli

- Seconda lettura: Discussione degli articoli ed eventuali emendamenti e votazione del

3.3 testo definitivo votato articolo per articolo.

- Terza lettura: approvazione del testo finale

- Novità Comitato per la legislazione. Art 16bis regolamento. Esprime pareri sulla qualità del

testo: omogeneità, chiarezza e semplicità. Il parere può essere richiesto dalla Commissione. 10

membri tra maggioranza e opposizione.

b) P C ( ): Art. 72.3 Consente alla

ROCEDIMENTO PER OMMISSIONE DELIBERATE O LEGISLATIVA

Commissione di assorbire tutte le fasi del procedimento di approvazione, sostituendo l’aula.

Tutte e tre le letture sono fatte in Commissione e non c’è bisogno di discussione e votazione in

assemblea. Vi sono numerose garanzie:

- Alcune materie sono escluse da questo procedimento.

- Per la composizione della commissione deliberante vige il criterio della rappresentanza

proporzionale dei gruppi.

- Per l’assegnazione in Commissione, al Senato spetta al Presidente, alla Camera il Presidente può

36

solo proporla.

c) P C ( ). E’ una via di mezzo tra i due

ROCEDIMENTO PER OMMISSIONE REDIGENTE O MISTO

precedenti e non è previsto dalla Costituzione, ma dai regolamenti parlamentari.

Oltre ai 3 procedimenti sopra descritti, i regolamenti prevedono delle procedure abbreviate per l’esame

dei pdl urgenti: esauriti i lavori in una Camera, il progetto viene trasmesso all’altra Camera. Qui inizia il

procedimento di approvazione. In caso di emendamenti, il testo ritornerà alla prima camera navette.

efficace, la legge necessita di essere promulgata dal Presidente della

Per divenire

Repubblica. E’ il Governo a trasmettere la legge al Presidente della Repubblica,

che deve promulgarla entro 30 giorni. Il Presidente può rinviare la legge alle

La promulgazione Camere con messaggio motivato.

3.4 - Sia l’atto di promulgazione che l’eventuale messaggio di rinvio devono

delle leggi essere controfirmati dal Governo

- Il Presidente può rinviare una sola volta.

Alla promulgazione segue la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

4 L

EGGI A PROCEDURA RINFORZATA

Il rafforzamento del procedimento legislativo può essere disposto solo da una

norma costituzionale. L C :

E LEGGI RIFNORZATE PREVISTE DALA OSTITUZIONE SONO

- Per lo più quando è reso più complesso dell’ordinario, il procedimento di

formazione del progetto di legge. Il rafforzamento può essere disposto

solo da una norma costituzionale.

- Le riforme costituzionali degli ultimi anni manifestano la tendenza ad

introdurre leggi rinforzate che incidono proprio sul procedimento di

formazione della legge. Ad esempio il procedimento introdotto per

4.1 Definizioni l’amnistia e l’indulto.

- I procedimenti rinforzati sono procedimenti specializzati seguiti per

produrre leggi specializzate. Sono atti che hanno competenza limitata e

riservata che attengono a criterio della competenza. Si distinguono dalle

leggi comuni sia per forza attiva (possono abrogare solo le leggi che

hanno quello specifico contenuto) sia per forza passiva (possono essere

abrogate solo da leggi formate con quello specifico procedimento. Si tratta

di fonti atipiche.

Sono atti che non rientrano interamente nel tipo della legge ordinaria, pur avendo

la stessa forma.

a. Atipiche quelle dotate di forza passiva potenziata che l’art. 75.2 esclude

dal referendum abrogativo (tributarie e di bilancio, amnistia e indulto)

4.2 Fonti atipiche b. Leggi meramente formali. Hanno la forma della legge, ma non

introducono norme capaci di produrre effetti giuridici generali

nell’ordinamento. Es. legge di approvazione di bilancio e legge di ratifica

dei trattati internazionali. Non ha forza attiva,

5 L

EGGE DI DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO

Definizioni La legge di delega è la legge con la quale le Camere possono attribuire al governo il

5.1 proprio potere legislativo. Il decreto legislativo (o decreto delegato) è il conseguente atto

con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della delega conferitagli dalla legge.

La legge di L’art. 76 delimita il potere di delega, fissando alcuni vincoli precisi alla legge di

delega delegazione:

- La delega può essere conferita solo con legge formale

- La delega può essere conferita soltanto al Governo.

- L’art. 76 prescrive che la legge di delega contenga delle indicazioni minime

5.2 1. Deve restringere l’ambito tematico della funzione delegata,

indicando un oggetto definito. Non può essere generale.

2. Deve restringere l’ambito temporale della funzione delegata,

indicando un tempo limitato entro il quale il decreto deve essere

emanato.

37

3. Deve restringere l’ambito di discrezionalità del Governo, indicando

i principi e criteri direttivi che servono da guida per l’esercizio del

potere delegato. decreto. La

Il potere esecutivo esercita le proprie funzioni attraverso la forma del

formazione dei decreti delegati segue il seguente procedimento:

- proposta del Ministro competente

- delibera del Consiglio dei Ministri

Il decreto - Eventuali adempimenti ulteriori

5.3 legislativo - Eventuale deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri a seguito dei pareri

delegato espressi dai soggetti consultati

- Emanazione da parte del Presidente della Repubblica.

Di tutte le fasi deve essere data indicazione nella premessa del decreto. I decreti delegati

vengono pubblicati sulla Gazzetta con il nome di decreto legislativo.

Un particolare tipo di delega accessoria è quella che autorizza il Governo a coordinare le

leggi esistenti in una certa materia, raccogliendole in un testo unico. E’ un lavoro di

Deleghe semplificazione legislativa, perché il Governo può procedere alla selezione delle norme

5.4 accessorie vigenti, abrogando quelle che ritiene superflue. Il fatto stesso che il Governo emani il testo

e testi unici unico comporta una riforma dell’intera materia. IL termine testo unico designa un tipo di

tecnica legislativa.

6 D

ECRETO LEGGE E LEGGE DI CONVERSIONE

decreto legge è un atto con forza di legge che il Governo può adottare in casi

Il

straordinari di necessità ed urgenza: entra in vigore immediatamente dopo la

pubblicazione in Gazzetta, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti

6.1 Definizioni legge perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non li converte in legge

entro 60 gg dalla loro pubblicazione. Art. 77. Il decreto no può essere emanato in

materie coperte da riserva di Assemblea, non può conferire deleghe legislative

Il decreto legge deve essere deliberato dal consiglio dei ministri, emanato dal PDR e

immediatamente pubblicato in Gazzetta. Nel preambolo devono essere specificate le

condizioni di urgenza, inoltre il decreto deve contenere una clausola di presentazione al

Parlamento per la conversione in legge.

Lo stesso decreto legge stabilisce il momento della sua entrata in vigore, di solito il

giorno stesso della pubblicazione.

Il giorno della pubblicazione, il decreto deve essere presentato alle Camere Art. 77.2, che

anche se sciolte sono convocate e si riuniscono entro 5 gg. Presentando il decreto legge il

Governo chiede al Parlamento di produrre la legge di conversione, per cui il decreto

legge viene presentato come allegato di un disegno di legge. Si avvia così un

procedimento legislativo che deve concludersi entro 60 gg.

Il potere di adottare i decreto legge può essere esercitato nel caso in cui ricorrano i casi:

straordinari, di necessità e di urgenza. Le valutazioni dell’opportunità sono del

Procediment

6.2 Parlamento.

o Il procedimento leg.vo per il decreto legge è diverso da quello di approvazione della

legge ordinaria, esso è disciplinato dai regolamenti di Camera e Senato.

Al –Senato è previsto il parere obbligatorio della Commissione affari costituzionali. Alla

Camera è stato tolto il parere della Commissione Affari costituzionali, sostituendolo con

un filtro più complesso:

• Nella relazione del governo che accompagna il disegno di legge di conversione,

deve essere dato conto dei presupp9osti di necessità e urgenza.

• La Commissione referente a cui il disegno di legge di conversione è stato

assegnato può chiedere al governo di integrare gli elementi forniti nella relazione

• Il disegno di legge è sottoposto anche all’esame del Comitato per la legislazione

che entro 5 gg esprime parere alle Commissioni competenti anche proponendo la

soppressione delle disposizioni del dl che contrastino con le regole sulla

38

specificità ed omogeneità e sui limiti di contenuto dei dl previste dalla vigente

legislazione Art. 96-bis Regolamento Camera.

I decreti legge non convertiti in legge entro 60 gg, decadono e perdono efficacia

sin dall’inizio. L’art. 77 appresta 2 strumenti per regolare la decadenza:

◊ La Legge di sanatoria: il Parlamento non è tenuto ad approvare la legge

di sanatoria, si tratta di una decisione politica. Questo non vale ad esempio

nei casi di nuove imposte. Il Parlamento può regolare i rapporti giuridici

sorti, ma nel rispetto di principi costituzionali ed in particolare del

Decadenza del principio di eguaglianza.

6.3 decreto non ◊ Il Governo adotta sotto sua responsabilità, provvedimenti provvisori… Si

convertito tratta di responsabilità giuridica penale, civile e amministrativo-contabile.

Spesso si è ricorso alla pratica della reiterazione del decreto legge: alla scadenza

dei 60 gg, il Governo emana un nuovo decreto che riproduca, senza o con minime

variazioni, quello precedente ormai scaduto e ne sana gli effetti attraverso

meccanismi diversi: come quello della retroazione degli effetti. La Corte per

arginare questa pratica ha emesso una sentenza coraggiosa la n. 360/1996

Spesso negli anni antecedenti la sentenza n. 360/1996, sono stati prodotti

emendamenti (talvolta prodotti dal Governo stesso!), in fase di conversione, con il

risultato di allungare ulteriormente i tempi di approvazione, tramite la

reiterazione, andando ad approvare un testo completamente diverso da quello

originariamente presentato. Gli emendamenti aggiuntivi opereranno solo nel

futuro, ma l’effetto degli emendamenti soppressivi equivale alla parziale mancata

conversione del dl. Lo stesso vale per gli emendamenti sostitutivi.

La sentenza 360/1996 ha avuto effetti benefici anche in questo senso. Senza la

La legge di prospettiva della reiterazione, il Governo deve riflettere sull’opportunità di usare

conversione e gli

6.4 il dl per anticipare gli effetti di complesse innovazione legislative e dovrà evitare

effetti degli il rischio che il dl sia oggetto di proposte di emendamento. Questo è possibile in 3

emendamenti modi:

1. Assicurarsi in anticipo un largo consenso politico

2. forzare la mano alle opposizioni usando lo strumento della questione di

fiducia per blindare il decreto legge in Parlamento

3. riportare il dl al suo impiego tipico. E deve sollecitare i Presidenti di

Camera e Senato a dichiarare inammissibili gli emendamenti che non

siano attinenti alla materia del dl. In questo senso, l’introduzione del

Comitato per la legislazione si è rivelato molto positivo.

7 A LTRI DECRETI CON FORZA DI LEGGE

Decreti emanati dal L’ . 78 dispone che le Camere deliberano lo stato di guerra e

ART

7.1 Governo in caso di guerra conferiscono al governo i poteri necessari.

Gli statuti delle regioni speciali,, che sono leggi costituzionali, prevedono che

Decreti l’attuazione dello Statuto si provveda con un particolare atto: un decreto legislativo,

legislativi di emanato dal Pdr, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta di una

7.2 attuazione commissione paritetica (formata dai membri designati in parti uguali da Governo e

degli Statuti assemblea regionale). Sono atti con forza di legge cui è attribuita una competenza

speciali specifica e riservata: non occorre delega legislativa del Parlamento.

8 R

EGOLAMENTI PARLAMENTARI E ALTRI ORGANI COSTITUZIONALI

Il regolamento parlamentar è l’atto cui l’art. 64 riserva la disciplina

dell’organizzazione e funzionamento di ciascuna Camera. E’ approvato a

maggioranza assoluta dalla Camera e pubblicato in Gazzetta. Trattasi di fonti

8.1 Definizioni primarie, inferiori solo alla Costituzione con i quali si manifesta l’autonomia e

l’indipendenza dagli altri organi dello Stato. Accanto al regolamento principale, le

Camere adottano regolamenti minori es. Commisioni d’inchiesta.

8.2 I regolamenti parlamentari nel sistema delle fonti Sono fonti primarie.

39

- Il regolamento interno del Consiglio dei ministri non può essere

considerato una fonte primaria.

- Il regolamento della Presidenza della Repubblica non è una fonte

primaria, ma è un semplice strumento di gestione amministrativa.

Regolamenti degli - Il regolamento della Corte costituzionale non è espressamente previsto

8.3 altri organi dalla Costituzione. L’art. 137 prevede solo che una legge costituzionale

costituzionali stabilisce le condizione, forme e termini di proponibilità, dei giudizi di

legittimità costituzionale, e le garanzie di indipendenza dei giudici della

corte. Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la

costituzione e il funzionamento della Corte.

9 I

L REFERENDUM ABROGATIVO COME FONTE

Il referendum è la richiesta fatta al corpo elettorale di esprimersi direttamente su

una determinata questione. E’ uno strumento di democrazia diretta con la quale il

popolo esprime la sua sovranità. Nel 1970 è stata approvata la legge sui

referendum, in seguito ad un accordo tra le forze d’ispirazione cattolica ed il

Giorno. Il primo referendum fu quello del divorzio. La Costituzione prevede 4

9.1 Definizioni tipi di referendum Accanto al referendum costituzionale una funzione normativa è

svolta dal referendum abrogativo.

Il referendum abrogativo incide direttamente sull’ordinamento giuridico è un atto

fonte dell’ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria. E’ una forma di

legislazione negativa.

Il refrendum abrogativo richiede un procedimento lungo e difficile. E’ disciplinato dall’art.

75. a) Richiesta popolare:i promotori devono essere un gruppo di almeno 10 cittadini

iscritti alle liste elettorali, i quali depositano presso la cancelleria della Corte di

cassazione il quesito che intendono sottoporre a referendum; ne viene data notizia su

Gazzetta ed entro 3 mesi devono essere raccolte 500.000 firme autenticate e

depositate presso la cancelleria della Corte di cassazione.

a2)Richiesta regionale: i Consigli di almeno 5 regioni devono approvare la richiesta a

maggioranza assoluta, indicando lo steso quesito e depositarla c/o la Corte di

Cassazione (tra il 1° gennaio e il 30 settembre di ciascun anno, ma non nell’anno

precedente la scadenza ordinaria della legislatura e nei 6 mesi successivi la

convocazione dei comizi elettorali.

b) Presso la Cassazione si costituisce l’ufficio centrale per i referendum che esamina le

richieste per giudicarne la conformità alla legge. Questa fase deve concludersi entro il

Procedi 15 dicembre.

9.2 mento c) I quesiti dichiarati legittimi, vengono tramezzi alla Corte costituzionale per il

giudizio di ammissibilità. Il parametro di giudizio è la Costituzione (l’art. 75 prevede

che per leggi tributarie, di bilancio e per l’indulto non può essere richiesto

referendum). La decisione della Corte deve essere pubblicata entro il 10 feb dell’anno

successivo.

d) In seguito il Pdr fissa il giorno della votazione (tra il 15 aprile e il 15 giugno)

e) L’ufficio centrale accerta che alla votazione abbia preso parte maggioranza degli

aventi diritto al voto e accerta il risultato del referendum.

f) Se il risultato è favorevole il Pdr dichiara con proprio decreto l’avvenuta abrogazione

della legge, dell’atto o della disposizione. Il dpr è pubblicato in Gazzetta e

l’abrogazione ha effetto dal giorno successivo.

I 2 :

N CASI LE PROCEDURE SUDDETTE SI INTERROMPONO

- Scioglimento anticipato delle Camere. Il procedimento riprenderà dopo le

elezioni.

- Il caso in cui prima del referendum la legge venga abrogata.

10 R ’ Fonte secondaria

EGOLAMENTI DELL ESECUTIVO

10.1 Definizioni I regolamenti dell’esecutivo, sono atti sostanzialmente legislativi, ma

40

formalmente amministrativi. Essi non si distinguono dalle leggi ordinarie per

contenuto o importanza. Sono fonti secondarie.

I regolamenti sono menzionati indirettamente nell’art 87.5, che enumerando le

attribuzioni del Presidente della Repubblica, include anche l’emanazione di essi.

V, ha introdotto il principio di parallelismo tra

Tuttavia, la recente riforma del T ITOLO

funzioni legislative e funzioni regolamentari, limitando la potestà del Governo di

emanare regolamenti alle solo materie sulle quali lo Stato ha potestà legislativa esclusiva

e riservando alle Regioni il potere regolamentare in tutte le altre materie. Quindi i

regolamenti del Governo, sono fonti a competenza limitata dalla Costituzione. E’ nella

Fondamento legge ordinaria che va ricercato il fondamento dei regolamenti :

10.2 normativo a) le fonti secondarie sono modellabili dalla legislazione ordinaria

b) Non c’è uno spazio garantito per i regolamenti dell’esecutivo.

La disciplina generale del potere regolamentare esecutivo è contenuta:

- Nelle disposizioni sulla legge in generale Preleggi: art. 3: il potere regolamentare

del Governo è disciplinato da leggi di carattere costituzionale. – I regolamenti on

possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi.

- Nell’art. 17 della legge 400/1988: Art. 17 ripete la distinzione tra i Regolamenti

del Governo e quelli di altre autorità dell’esecutivo.

Il procedimento di emanazione dei regolamenti governativi è diverso da quello per

l’emanazione dei regolamenti ministeriali, entrambi sono disciplinati dall’art. 17 della

legge 400/1988.

- R : sono deliberati su proposta di uno o più ministri,

EGOLAMENTI GOVERNATIVI

dal Consiglio dei ministri, previo parere del Consiglio di Stato (parere

obbligatorio, non vincolante). Il regolamento viene poi emanato dal Presidente

della repubblica, per divenire efficace deve passare il controllo di legittimità

10.3 Procedimento della Corte dei conti la quale provvede al visto e alla registrazione, infine viene

pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

- R : sono emanati dal ministro (hanno la forma dei

EGOLAMENTI MINISTERIALI

decreti ministeriali), previo parere del Consiglio di Stato. Con lo stesso

decreto interministeriale sono emanati i regolamenti che

procedimento, ma con

riguardano competenze di più ministri. Prima dell’emanazione devono essere

comunicati al Presidente del consiglio. Segue il controllo della Corte dei conti e

la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

L’art. 17.1 della legge 40071988 distingue vari tipi di regolamento:

- : sono regolamenti che il Governo adotta anche senza

REGOLAMENTI DI ESECUZIONE

specifica autorizzazione legislativa, quando avverte la necessità di emanare norme che

assicurino l’operatività della legge. Possono avere una funzione interpretativa e

incontrano un limite costituzionale laddove sia prevista una riserva assoluta di legge.

La loro funzione deve limitarsi a predisporre gli strumenti amministrativi e procedurali

necessari a rendere operativa la legge.

- R : sono emanati per l’attuazione e l’integrazione delle

EGOLAMENTI DI ATTUAZIONE

leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie

10.4 Tipologia riservate alla competenza regionale.

- R : sono emanati in materie in cui manchi la disciplina da

EGOLAMENTI INDIPENDENTI

parte di leggi o atti aventi forza di legge, sempre escludendo materie riservate alla

legge.

- R : sono un residuo storico, risalente all’epoca

EGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE

prerepubblicana.

- R : possono essere emanati solo se una legge conferisce tale

EGOLAMENTI MINISTERIALI

potere. Nella prassi accade che non sia una legge, ma un regolamento governativo a

prevederli.

La c.d. La legge 400/1988 disciplina i regolamenti c.d. delegati o autorizzati, i quali

10.5 delegificazione provocano un apparente effetto abrogativo delle leggi precedenti. La loro

41

funzione è di produrre la delegificazione, cioè la sostituzione della precedente

disciplina di livello legislativo con una nuova disciplina di livello regolamentare.

IV L E FONTI COMUNITARIE

1 I

L SISTEMA DELLE FONTI COMUNITARIE

Occorre distinguere tra:

- Diritto convenzionale: consiste nei trattati con cui la Comunità europea

è stata istituita. Nel trattato CE sono disciplinati gli organi della

1 Definizioni Comunità e i loro poteri: questi si esprimono attraverso atti normativi

che costituiscono il:

- Diritto derivato:

Le fonti del diritto derivato si distinguono in:

- A : si distinguono in tre tipologie:

TTI VINCOLANTI

R CE: hanno le caratteristiche tipiche della

o EGOLAMENTI

legge. E’ direttamente applicabile.

D CE: sono atti normativi destinati ad uno Stato

o IRETTIVE

membro e lo vincolano per quanto riguarda i risultati da

Diritto derivato: raggiungere.

1.2 tipologia delle fonti D CE: hanno le caratteristiche tipiche del

o ECISIONI

comunitarie provvedimento amministrativo. Sono direttamente

applicabili e si rivolgono a soggetti specifici (es. uno stato

membro).

- A : raccomandazioni CE (inviti rivolti agli Stati

TTI NON VINCOLANTI (esprimono il

di conformarsi ad un certo comportamento) e i pareri

punto di vista di un organo su un determinato oggetto)che ogni

organo della CE può emanare.

La diretta applicabilità contraddistingue i regolamenti CE, essi si

impongono per forza propria.

L’effetto diretto riguarda le norme ed è una nozione definita dall’interprete

(in questo caso la Corte di giustizia della CE) e non dal legislatore. Esso è

la capacità di una norma comunitaria di creare diritti ed obblighi.

Incrociando le due possibilità si possono avere:

- N

ORME DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI DIRETTAMENTE

: regolamenti CE

Diretta applicabilità APPLICABILI

1.3 e effetto diretto - N

ORME NON DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI

: alcuni regolamenti CE

DIRETTAMENTE APPLICABILI

- N

ORME DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI NON

: sono per lo più divieti posti da direttive

DIRETTAMENTE APPLICABILI

dettagliate o dagli stessi Trattati.

- N

ORME NON DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI NON

: sono norme che di regola derivano

DIRETTAMENTE APPLICABILI

dalle direttive CE.

2 R APPORTI TRA NORME COMUNITARIE E NORME INTERNE

La limitazione di Aderendo alla CE, l’Italia ha accettato le condizioni del Trattato e in

sovranità e il deficit particolare che il diritto comunitario prevalesse su quello nazionale. Inoltre

2.1 normativo la limitazione della sovranità degli Stati aderenti riguarda la moneta e la

politica estera.

Che accade se una norma interna è in confitto con una norma comunitaria? In

Le tappe del Italia, la Corte costituzionale, inizialmente ha applicato il principio cronologico.

cammino Poi, siccome la Corte di giustizia non era d’accordo, ha cominciato ad applicare

2.2 comunitario criterio gerarchico. In seguito all’episodio Granital, si è determinato un altro

il

della Corte modo di procedere. La sentenza n. 170/1984 (La Pergola), sviluppa il suo

costituzionale ragionamento attraverso i seguenti punti:

42

1. L’ordinamento italiano e quello comunitario sono 2 ordinamenti

autonomi e separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti (teoria

dualistica).

2. La normativa comunitaria non entra a far parte del diritto interno, né

viene soggetta al regime disposto per le leggi dello Stato. Ogni fonte

(comunitaria e interna) è valida ed efficace nel proprio ordinamento

secondo le condizioni poste dall’ordinamento stesso.

3. Con la ratifica e l’ordine di esecuzione del Trattato, il legislatore italiano

ha riconosciuto competenza alla Comunità a emanare norme giuridiche

in determinate materie. E’ il Trattato che segna la ripartizione di

competenza tra i 2 ordinamenti e il regime giuridico delle proprie fonti.

4. I conflitti tra norme che eventualmente sorgano, vanno risolti dal giudice

italiano applicando il criterio della competenza. La norma interna se non

competente, viene semplicemente non applicata.

Attualmente il quadro tra norme interne e norme comunitarie è il seguente:

a) C :si

ONTRASTO TRA LEGGE ORDINARIA E NORME CE SELF EXECUTING

applica quanto stabilito dalla sentenza 170/1984. Va applicata la norma

comunitaria e la legge italiana non va applicata. Attenzione però a 2

aspetti:

• Questa regola vale solo e per tutte le norme comunitarie munite di effetto diretto,

quindi non solo le norme CE, ma tutte le norme comunitarie self-executing

comportano la non applicazione della legge italiana contrastante.

• Questa regola è rivolta a tutti i soggetti dell’applicazione del diritto.

b) C CE :

ONTRASTO TRA LEGGE ORDINARIA E NORME NON SELF EXECUTING

Contrasto tra Se la norma non può avere effetto diretto, significa che non possiede

norme interne quelle caratteristiche la rendono immediatamente applicabile. Finché la

2.3 e norme norma comunitaria non è attuata, è la vecchia normativa italiana a dover

comunitarie il essere applicata.

quadro attuale c) C : In questo caso si

ONTRASTO TRA NORME SUB LEGISLATIVE E NORME CE

applica il criterio di gerarchia.

d) C : La

ONTRASTO TRA NORME COSTITUZIONALI E NORME COMUNITARIE

Corte costituzionale ha ammesso che le norme CE possono comportare

deroghe alle norme costituzionali di dettaglio, ma non ai principi

fondamentali della Costituzione.

Se una norma comunitaria lede un principio costituzionale, la sola via possibile è

di impugnare l’unica disposizione con forza di legge del nostro ordinamento in

forza della quale tutte e norme comunitarie devono essere applicate in Italia: cioè

l’ordine di esecuzione del trattato.

La teoria dualistica assunta dalla Corte costituzionale, sembra inadeguata a

descrivere i reali rapporti che intercorrono tra i 2 ordinamenti. L’aspetto più

I GIUDICI E paradossale è che abbiamo 2 ordinamenti autonomi e distinti, per quanto

L AMMINSITRAZ riguarda la legislazione, ma uniti per quanto riguarda l’applicazione del diritto e

2.4 IONE DI FRONTE quindi i giudici e le amministrazioni pubbliche. I giudici, però, a differenza delle

AL DIRITTO amministrazioni pubbliche, possono ricorrere al rinvio pregiudiziale alla Corte

COMUNITARIO di giustizia CE. Esso può essere impiegato quando, nel corso di un giudizio

qualsiasi, il giudice abbia dubbi circa la validità di una norma rispetto ai Trattati.

3 L’ ATTUAZIONE DELLE NORME COMUNITARIE

43

L’Italia ha detenuto per anni il record negativo nell’attuazione delle norme comunitarie. Per

ovviare a tale situazione, nel 1989 fu varata la legge n. 86 (La Pergola), che disciplina l’esecuzione

degli obblighi comunitari e le modalità di partecipazione del Parlamento e delle regioni al processo

decisionale comunitario. Viene previsto che il Parlamento approvi ogni anno una legge

comunitaria, ossia una legge formale che introduce le disposizioni necessarie a dare esecuzione

alle direttive comunitarie scadute attraverso una serie di norme di delegazione legislativa al

Governo e di delegificazione.

La legge comunitaria del 1998, ha aggiunto alla legge 400/1988, anche i regolamenti comunitari

tra gli atti che il Governo può eseguire con regolamento senza una specifica autorizzazione

possono dare applicazione diretta agli atti dell’UE (art. 117.5).

legislativa. Le R EGIONI

V- L E FONTI DELLE AUTONOMIE

1 S TATUTI REGIONALI

Tutte le regioni hanno uno statuto, ma gli statuti sono di tipo diverso: regioni a

1.1 Definizioni statuto speciale e a statuto ordinario.

Gli statuti delle regioni speciali sono adottati con legge costituzionale

- Lo S R è una legge costituzionale

TATUTO DELLE EGIONI SPECIALI

particolare perché:

1. parte delle sue disposizioni sono derogabili attraverso una legge

regionale, lo statuto subisce un depotenziamento di alcune sue

parti (quella sulla forma di governo), nel senso che la disciplina

che in essa è dettata può essere modificata con legge regionale;

2. Anche il procedimento di revisione degli statuti è depotenziato.

- Lo S ha subito una radicale riforma

TATUTO DELLE REGIONI ORDINARIE

che per la procedura di formazione: il nuovo art 123 dispone che lo

Procedimento

1.2 di formazione Statuto sia approvato dal Consiglio regionale con legge approvata a

maggioranza assoluta dei suoi componenti , con due deliberazioni

successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Il governo ha

la possibilità di impugnarlo direttamente dinanzi alla Corte

costituzionale entro 30 gg dalla sua pubblicazione. Entro 3 mesi dalla

pubblicazione, un 50° degli elettori della regione o un quinto dei

componenti del Consiglio regionale, può proporre un referendum

(approvativo o sospensivo, perché lo statuto sottopoto a referendum non

è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei votgi validi).

Gli statuti delle regioni ordinarie sono: leggi regionali rinforzate. L’art. 123

riserva ad essi la disciplina di alcuni importanti aspetti: la forma di governo

Natura e regionale, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento, il

diritto di iniziativa legislativa e di referendum su leggi e provvedimenti

1.3 funzione degli

statuti ordinari amministrativi regionali. Si è ampliato anche lo spazio di scelta lasciato alle

Regioni, ora gli unici limiti sono quelli derivati dal rispetto di ogni disposizione

della Costituzione

2 L EGGI REGIONALI

La legge regionale è una legge ordinaria formale. Alle leggi regionali sono in

tutto e per tutto equiparate le leggi provinciali emanate dalle Province di

2.1 Definizioni Trento e Bolzano, per la particolare autonomia loro riconosciuta dallo Statuto

della Regione Trentino Alto-Adige.

Il procedimento di formazione della legge regionale è disciplinato in minima

parte della Costituzione, in parte dallo Statuto e per il resto dal Regolamento

interno del Consiglio regionale. Il procedimento si svolge:

2.2 Procedimento - I : oltre alla Giunta e ai consiglieri regionali, l’iniziativa

NIZIATIVA

spetta agli altri soggetti individuati dagli Statuti.

- A C :

PPROVAZIONE IN ONSIGLIO REGIONALE

- P : da parte del Presidente della Regione.

ROMULGAZIONE

44

Il nuovo art. 117 stabilisce:

- Un elenco di materie su cui c’è potestà legislativa esclusiva dello

Stato

- Un elenco di materie su cui le regioni hanno potestà legislativa

concorrente.

- Potestà legislativa residuale delle regioni.

Altri fattori ulteriori:

- Obblighi internazionali: il nuovo art. 117 parifica le responsabilità

L’estensione delle Regioni e dello Stato al rispetto degli obblighi internazionali.

della potestà - Le interferenze statali nelle materie regionali. Ad es. sono riservate

2.3 allo Stato la tutela della concorrenza, l’ordinamento civile e penale, la

legislativa

regionale determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i i

diritti civili e sociali, le funzioni fondamentali degli enti locali, la

tutela dell’ambiente.

- La successione delle leggi nel tempo:

- La potestà legislativa delle Regioni speciali:

Potestà esclusiva: le regioni ordinarie ne sono prive.

o Potestà concorrente

o Potestà integrativa o attuativa. Consente alla Regione speciale

o di emanare norme, in alcune specifiche materie.

R EGOLAMENTI REGIONALI

Le riforme costituzionali hanno profondamente inciso sulla funzione regolamentare delle Regioni,

sia per ciò che concerne la competenza degli organi, sia per l’estensione del potere:

A. Prima il potere regolamentare era attribuito al Consiglio regionale, cioè all’organo

legislativo, anziché alla Giunta, cioè il potere esecutivo. Le Regioni ricorrevano

pochissimo al Regolamento. Saranno gli Statuti regionali a disciplinare la titolarità e i modi

di esercizio della potestà regolamentare. Nel frattempo c’è molta incertezza su chi abbia la

competenza.

3 B. La riforma del Titolo V, ha introdotto il principio del parallelismo tra funzioni legislative e

funzioni regolamentari, limitando la potestà del governo di emanare regolamenti alle sole

materie sulle quali lo Stato ha potestà legislativa esclusiva e riservando alle Regioni il

potere regolamentare in tutte le altre materie.

C. E’ ovvio che nella gerarchia delle fonti dell’ordinamento regionale, i regolamenti siano

sottoposti alle leggi, ma queste sono sottoposte allo Statuto. Spetta allo Statuto disporre se

le leggi possano disporre della funzione regolamentare oppure se vi siano oggetti che sono

di competenza riservata ai regolamenti.

4 F

ONTI DEGLI ENTI LOCALI

La riforma del Titolo V ha modificato anche la posizione costituzionale degli

enti locali e delle loro fonti normative. L’art.114.2 attribuisce rilevanza

Le fonti locali nel costituzionale agli Statuti degli enti locali,mentre l’art. 117.6 riconosce ad

4.1 sistema delle essi la potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e

fonti dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Se dunque è nella

Costituzione che gli enti locali ritrovano il fondamento della loro autonomia, è

però la legge a determinare le competenze e le modalità di esercizio.

Comuni e province sono dotati di uno statuto approvato dal Consiglio, che

4.2 Statuti deve dettare norme fondamentali sull’organizzazione dell’ente.

Il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria

competenza ed in particolare per l’organizzazione e il funzionamento delle

Regolamenti istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli

4.3 Fonte secondaria organi e degli uffici e per l’esercizio delle funzioni. Il Regolamento è lo

strumento normativo tipico degli enti locali. Serve non soltanto

all’organizzazione dell’ente, ma anche a disciplinare le materie che sono di

45

sua competenza.

VI – G .

LI ATTI E I PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

1 A , , .

TTI NORMATIVI ATTI AMMINISTRATIVI PROVVEDIMENTI

Le fonti del diritto, e in particolare gli atti normativi, pongono delle

regole generali e astratte. Gli individui invece sono concreti e particolari.

E’ compito dei soggetti che si occupano dell’applicazione del diritto

applicare le norme giuridiche, generali e astratte ai casi specifici e

concreti. Vi sono vari modi di applicare il diritto: es. stipulando un

contratto, oppure quando una PA rilascia una concessione edilizia…La

pubblica amministrazione agisce attraverso atti amministrativi. La

1.1 Definizioni categoria degli atti amministrativi è molto generica, in essi rientrano atti

normativi, regolamenti amministrativi dello Stato, delle regioni e degli

enti locali, atti di programmazione, direttive amministrative. Gli atti

amministrativi che producono effetti esterni, si chiamano provvedimenti

amministrativi. Di regola il provvedimento amministrativo è l’atto

finale di un procedimento amministrativo che articolandosi in varie fasi

(iniziativa, istruttoria, acquisizione di pareri decisione etc), culmina poi

nel provvedimento.

Con il provvedimento amministrativo l’autorità amministrativa fa

valere la prevalenza dell’interesse pubblico su quelli privati. Essi hanno

Caratteri del delle caratteristiche comuni:

1.2 provvedimento U

o NILATERALITÀ E AUTORITARIETÀ

amministrativo o TIPICITÀ

E

o SECUTIVITÀ E ESECUTORIETÀ

T

IPOLOGIA DEI PROVVEDIEMTNI AMMINISTRATIVI

- P :

ROVVEDIMENTI FAVOREVOLI

Autorizzazione: patente di guida.

o Concessione: taxi.

o Ammissione

o Esenzione

o Esonero

o

2 Incentivo

o

- P :

ROVVEDIMENTI SFAVOREVOLI

Ordini o divieti (diritti fondamentali): es. no circolazione la domenica.

o Espropriazione (diritti reali)

o Requisizione (diritti reali)

o Occupazione (diritti reali):

o Sanzioni amministrative (diritti di credito):

o D ISCREZIONALITÀ AMMINSITRATIVA

L’attività della PA non è mai interamente libera. La PA è vincolata dalla legge ed è la legge che

3 definisce le finalità, gli obiettivi, l’interesse pubblico che deve perseguire. La legge conferisce

all’amministrazione il potere-dovere di realizzare un determinato interesse pubblico.

4 VIZI DEL PROVVEDIMENTO AMMNISTRATIVO

I vizi del provvedimento amministrativo, ne compromettono la validità. I

vizi del provvedimento amministrativo vanno distinti in 2 categorie:

1. N : è causata da motivi gravi (es. soggetto sprovvisto di

ULLITÀ

4.1 D

EFINIZIONI autorità amministrativa…) da impedire che l’atto perfezioni la sua

formazione.

2. I : contrasto tra l’atto e le norme vigenti.

LLEGITTIMITÀ

I I vizi di legittimità amministrativa si dividono in 3 categorie:

POTESI DI

4.2 1. I : quando un atto è emanato da

ILLEGITTIMITÀ NCOMPETENZA

’ un’amministrazione competente, ma da un organo incompetente

DELL ATTO 46

(es. atto emanato dal Sindaco al posto del dirigente).

AMMINSITRATIVO 2. V : contrasto tra il provvedimento con

IOLAZIONE DI LEGGE

qualsiasi norma giuridica (es. mancata acquisizione di un parere).

3. E : I vizi di questo tipo sono stati classificati in

CCESSO DI POTERE

figure sintomatiche dell’eccesso di potere.

a. S : si persegue un fine diverso.

VIAMENTO DI POTERE

b. T : si ha quando il provvedimento si basa

RAVISAMENTO DEI FATTI

un una erronea ricostruzione delle circostanze.

FIGURE c. C ONTRADDITTORIETÀ INTERNA O EVIDENT ILLOGICITÀ

SINTOMATICHE

4.3 d. : è il classico caso di violazione del

DISPARITÀ DI TRATTAMENTO

DELL ECCESSO DI principio di uguaglianza.

POTERE e. VIZI DELLA MOTIVAZIONE

f. VIOLAZIONE DELLE PRASI AMMINISTRATIVE

g. INGIUSTIZIA MANIFESTA

La PA che emana un provvedimento viziato può, prima che eso venga

annullato da un giudice, riparare i vizi. Si parla di sanatoria. Per es. se

l’atto è viziato per incompetenza, viene sanato se lo ratifica l’organo

competente. Non tutti i vizi sono sanabili. In questi casi la PA procede in

4.4 L’ autotutela emanando un ulteriore provvedimento: l’annullamento di

AUTOTUTELA ufficio. Infine, il Governo dispone di un potere di annullamento

d’ufficio di ogni atto amministrativo emanato da qualsiasi autorità

amministrativa, sempre per motivi di illegittimità e in nome di

unospeicifo interesse pubblico.

5 T

UTELA NEI CONFRONTI DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

La tutela degli interessi del privato può giovarsi di 2 strade:

R : è un’istanza che il privato rivolge

1. ICORSO AMMINISTRATIVO

all’amministrazione per chiedere l’annullamento o la revoca di un

provvedimento illegittimo o in certi casi semplicemente

5.1 D

EFINIZIONI inopportuno.

2. R : è invece lo strumento con cui il

ICORSO GIURISDIZIONALE

privato impugna il provvedimento illegittimo di fronte al giudice,

rivolgendosi quindi ad un organo terzo.

- : il privato può richiedere

RICORSO GERARCHICO PROPRIO

all’organo gerarchicamente superiore entro 30 gg.

: (carattere eccezionale) istanza

- RICORSO GERARCHICO IMPROPRIO

presentata ad un organo diverso dal superiore gerarchico.

R - : (carattere eccezionale) va rivolto allo

ICORSI RICORSO IN OPPOSIZIONE

5.2 stesso organo che ha emanato l’atto, nel disperato tentativo di

AMMINISTRATIVI fargli cambiare idea.

- : può essere

RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO

disposto solo se non ci sono altri ricorsi amministrativi

disponibili ed è alternativo al ricorso giurisdizionale.

Il privato, destinatario di un provvedimento illegittimo, non ha alcuna

I necessità di ricorrere in via amministrativa, perché può impugnare il

L RICORSO

5.3 provvedimento direttamente dal giudice Art. 113. I conflitti tra privati

GIURISDIZIONALE sono decisi da un giudice speciale: il giudice amministrativo.

Si ha un diritto soggettivo quando un determinato bene o vantaggio è

garantito dall’ordinamento giuridico. Il diritto del privato, può però

D IRITTO scontrarsi con un interesse pubblico, e trovarsi di fronte

SOGGETTIVO E

5.4 all’amministrazione che lo ha in cura: l’autorità amministrativa ha il

INTERESSE potere di limitare o sopprimere quel diritto. Si parla di interesse

LEGITTIMO legittimo quando la situazione di vantaggio che si possiede di fronte al

potere dell’amministrazione e che si sostanzia nella garanzia della

47

legittimità dell’atto amministrativo.

- Si ha giurisdizione del giudice ordinario quando

l’amministrazione ha agito priva di autorità.

- Si ha giurisdizione del giudice amministrativo quando

l’amministrazione ha agito con autorità, ma il privato ritiene che

il provvedimento presenti vizi di legittimità che ne potrebbero

causare l’annullamento

VII – DIRITTI E LIBERTA’

1 L

IBERTÀ E DIRITTI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI

Definizioni

1.1 Libertà negative (libertà di domicilio, proprietà privata, libertà da coercizioni fisiche)

In tutte le Costituzioni moderne, è prevista la disciplina dei diritti e delle libertà. Essa è indispensabile per

la definizione stessa della forma di Stato. Occorre definire:

a) Si parla di situazioni giuridiche soggettive per indicare sia le posizioni giuridiche attive (libertà e

diritti) che le posizioni giuridiche passive (doveri obblighi). Il termine libertà sottolinea l’aspetto

negativo,di non costrizione, il termine diritti privilegia l’aspetto positivo di pretesa.

b) Altra distinzione riguarda i diritti assoluti e diritti relativi. I diritti assoluti si possono far valere

nei confronti di tutti e possono essere diritti della persona (libertà personale, di domicilio etc.) o

diritti reali (es. la proprietà). I diritti relativi possono essere fatti valere solo nei confronti di

soggetti determinati ai quali si chiede una prestazione (il diritto che i minori vantano nei confronti

dei genitori al mantenimento e all’educazione art. 30) (Il diritto del lavoratore ad una retribuzione

proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro art. 36.1) (Diritto allo studio art. 34).

c) Un’altra distinzione riguarda i diritti individuali e i diritti funzionali. I diritti individuali sono

attribuiti alla persona in quanto tale, per un suo vantaggio personale (libertà personale, individuale

di domicilio), mentre i diritti funzionali sono attribuiti al singolo per il perseguimento di finalità

predeterminate a vantaggio della comunità e non liberamente scelte dall’individuo (diritto di

proprietà). Oggi questa distinzione ha perso qualsiasi utilità, tutti i diritti individuali o funzionali

che siano, subiscono la concorrenza di altri diritti o interessi con cui devono conciliarsi: il

bilanciamento degli interessi è la regola dell’applicazione di ogni diritto di cui fissa il limite

negativo.

d) Altra distinzione è fra i diritti soggettivi e interessi legittimi. Questa distinzione ha rilievo

relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti, cioè al loro aspetto processuale. Occorre

diritti soggettivi possono degradare in interessi legittimi . Ciò

sottolineare che a volte alcuni

avviene quando la Costituzione preveda che l’esercizio di determinati diritti possa essere

condizionato da comportamenti della PA, per s. attraverso provvedimenti ablatori

(espropriazione).

e) In base al loro contenuto, si possono distinguere i diritti in varie categorie: libertà che tutelano

l’individuo, libertà che tutelano le formazioni sociali, le libertà economiche, i diritti politici.

Strumenti di a) R : alla legge è riservata la disciplina dei casi e dei modi

ISERVA DI LEGGE

tutela con cui le libertà possono essere limitate. Le libertà che tutelano

l’individuo, sono sempre corredate da riserve assolute di legge (art. 13.,

14, 15).

b) R : è un meccanismo che rafforza assai spesso la

ISERVA DI GIURISDIZIONE

riserva assoluta di legge, perché serve a ridurre lo spazio di valutazione

discrezionale lasciato all’autorità pubblica. Condiziona ogni

1.2 provvedimento restrittivo delle libertà individuali ad una previa

autorizzazione da parte del giudice: (art. 13., 14, 15, 21).

c) T : tutti possono agire ingiurio per la tutela dei

UTELA GIURISDIZIONALE

propri interessi e diritti legittimi Art. 24.

d) R : ’art. 28 stabilisce il principio della

ESPONSABILITÀ DEL FUNZIONARIO L

responsabilità diretta dei funzionari e dei dipendenti pubblici per gli atti

compiuti in violazione dei diritti.

e) S : La Corte costituzionale è

INDACATO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

48

chiamata a controllare che la legislazione ordinaria non travalichi e

comprima le garanzie sino ad annullarle.

I ’

L PRINCIPIO D UGUAGLIANZA

L’art. 3 enuncia il principio di eguaglianza. Nel primo comma sottolinea l’eguaglianza formale

2 (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…). Nel secondo comma

esprime il principio di eguaglianza sostanziale (E’compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli

di ordine economico etc…).

L’ APPLICAZIONE DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI

3 I problemi relativi all’applicazione delle garanzie costituzionali ricadono sulle spalle dei giudici e

della corte costituzionale

3.1 Cittadini e stranieri

In certi casi la Costituzione riconosce a tutti la tutela dei diritti (artt. 2,19,21,22,24,25,32,34), in altri solo

ai cittadini (artt. 3, 16, 17, 18, 38). L’art. 10.2 per lo status giuridico dello straniero pone una riserva di

legge rinforzata per contenuto: la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in

conformità delle norme e dei trattai internazionali. La Corte costituzionale ha seguito anche un’altra via

per estendere la protezione dei diritti ai non-cittadini: fa perno sull’art. 2 che sancisce il riconoscimento e

la garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo. La Corte è dunque giunta ad affermare il principio per cui la

garanzia dei diritti “inviolabili” si estende allo straniero anche laddove la Costituzione li attribuisce ai soli

cittadini, ma occorrono 2 precisazioni:

1. L’estensione opera nei confronti dei soli diritti “inviolabili” sulla base della Costituzione. Per gli

altri continua ad avere applicazione la regola fissata dall’art. 16 delle Preleggi che ammette lo

straniero a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità (norma ormai

applicata soltanto agli stranieri non regolarmente soggiornanti).

2. L’eguaglianza dellos straniero nel godimento dei diritti inviolabili è un principio e non una

regola tassativa. La Corte costituzionale ha respinto l’idea che le nozioni costituzionali

debbano essere intese nel senso cui venivano impiegate dai giuristi o dalla

L’evoluzione legislazione precedente. La Corte, ha accreditato la tesi che i concetti

3.2 delle nozioni costituzionali evolvono. Le definizioni, attorno al nucleo duro consolidato,

costituzionali presentano una vasta area che sfuma man mano che ci si allontana dal nucleo

iniziale.

L’anacronismo legislativo (cui la Corte si richiama per modificare

precedenti sentenze di rigetto, mutando indirizzo interpretativo), può essere

L’anacronismo causato da:

3.3 legislativo - M : ruolo donna.

UTAMENTO DEI COSTUMI SOCIALI

- E : telefono cellulare.

VOLUZIONE TECNOLOGICA

- E :

VOLUZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA

Spesso la Corte fa uso delle convenzioni internazionali per aggiornare il

L’evoluzione significato delle disposizioni costituzionali. Appare, però, problematica

3.4 indotta dal diritto l’applicazione delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti

internazionali dell’uomo, soprattutto la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Questa

infatti, non sempre coincide nella formulazione dei principali diritti di libertà.

Il dei diritti è una tecnica impiegata in genere da tutte le corti

BILANCIAMENTO

costituzionali per risolvere questioni di costituzionalità in cui si registri un

contrasto tra diritti o interessi diversi. Tre ipotesi generali di conflitto tra

interessi:

Bilanciamento

3.5 - C ONCORRENZA TRA SOGGETTI DIVERSI NEL GODIMENTO DELLO STESSO

dei diritti :

DIRITTO

- C : interesse

ONCORRENZA TRA INTERESSI INDIVIDUALI NON OMOGENEI

della salute della madre e diritto alla vita del nascituro (aborto).

- C ONCORRENZA TRA INTERESSI INDIVIDUALI E INTERESSI COLLETTIVI

3.6 I nuovi diritti Vengono chiamati nuovi diritti, quelli non espressamente previsti nella

49

Costituzione.

4 I DIRITTI NELLA SFERA INDIVIDUALE

A . 13-16: diritti legati alla sfera intima dell’individuo.

RT

A . 17-21: diritti che toccano l’attività pubblica degli individui.

RT

A . 29-34: solidarietà sociale, prestazioni pubbliche volte a rimuovere cause

RT

4.1 Definizioni di disuguaglianza sociale.

A . 35-47: libertà economiche

RT

A . 48-51: libertà politiche.

RT

La libertà Il nucleo fondamentale della libertà personale è la libertà fisica. Art. 13.

4.2.1 personale Gli strumenti di tutela della libertà personale predisposti dall’art. 13 sono i più

forti che la Costituzione preveda per limitare ogni discrezionalità dell’autorità

Strumenti di

4.2.2 pubblica. Inoltre l’art. 111 prevede che contro tutti i provvedimenti

tutela giurisdizionali che incidono sulla libertà personale sia sempre ammesso il

ricorso davanti alla Corte di cassazione.

La riserva di legge dell’art. 13 opera anche per l’individuazione del tipo di

restrizione cui può essere sottoposta la libertà personale: tuttavia sono diversi

i principi costituzionali che 9operano a questo proposito:

a) Art. 13.4 divieto di ogni violenza fisica e morale sulle persone

sottoposte a restrizione.

4.2.3 Restrizioni e pene b) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di

umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato art. 27.3

c) Esclusione della pena di morte art. 27.3.

d) La giurisprudenza recente della Corte ha allargato il giudizio di

ragionevolezza anche nella misura delle pene che devono essere

proporzionate alla gravità del reato.

4.2.4 Trattamenti Per Trattamenti sanitari obbligatori, si intende ogni tipo di attività diagnostica

sanitari o terapeutica imposta all’individuo. Se il trattamento è rivolto alla ricerca

13, se invece il trattamento

obbligatori della prova del reato si ricade nella tutela dell’art

è finalizzato alla cura si ricade nell’art. 32.2. L’obbligo per legge, di

sottoporsi a trattamento medico deve essere motivato esclusivamente da

esigenze di tutela della salute pubblica.

4.3 L

A LIBERTÀ DI DOMICILIO

4.3.1 Definizioni L’Art. 14 estende al domicilio le garanzie prescritte per la libertà personale (art. 13).

Codice civile

D : luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e

OMICILIO

interessi.

R : luogo dove la persona ha la dimora abituale.

ESIDENZA

Domicilio e residenza possono non coincidere, entrambi però hanno la caratteristica

della unicità (si può avere 1 solo domicilio e 1 sola residenza).

Diritto penale

D : l’abitazione e ogni altro luogo di privata dimora. E’ una nozione più

OMICILIO 14.

ampia (anche stanza di albergo, camper). E’ il significato attribuito dall’art.

4.3.2 Strumenti di Anche il domicilio è inviolabile Art. 14. al domicilio si estendono le garanzie

tutela prescritte per la libertà personale (art. 13). Il codice di procedura p. chiarisce

alcuni termini:

- Ispezione: per accertare le tracce e gli effetti materiali del reato

- Perquisizione: ricerca del corpo del reato do di cose pertinenti al reato

- Sequestro:

La polizia, può in casi eccezionali procedere a ispezione, perquisizione e

sequestro senza autorizzazione, ma rispettando i termini di trasmissione e

13.

convalida prescritti dall’art.

50


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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tedeschini Federico.

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