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Diritto pubblico - organi statali Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto pubblico per l’esame del professor Guiglia con riassunto sugli organi di Stato. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il Parlamento, il governo, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, la Pubblica Amministrazione, le varie funzioni.

Esame di istituzioni di diritto pubblico docente Prof. G. Guiglia

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Scioglimento delle camere

Le camere possono essere sciolte singolarmente o congiuntamente dal presidente della repubblica quando: esse non appaiano più rappresentative

delle forze politiche del paese; quando sia impossibile formare una maggioranza stabile nel Parlamento; quando vi è un insanabile contrasto politico

tra le due assemblee. Non possono essere sciolte nel semestre bianco, cioè nei sei mesi antecedenti la scadenza del mandato del PdR, salvo che

essi coincidano con gli ultimi sei della legislatura. L’Art 61 cost stabilisce che nonostante la cessazione del mandato di una legislatura, vi è la

sopravvivenza temporanea delle camere per assicurare la continuità di funzionamento (prorogatio). Nel solo caso di guerra si può ricorrere alla

proroga, ovvero al rinvio delle elezioni deciso dal Parlamento e dalla proroga dei propri poteri.

La funzione legislativa

Costituisce quella prevalente e tipica del Parlamento quale organo titolare del potere legislativo.

E' esercitata collettivamente dalle due camere e si compone di 4 fasi, iniziativa, discussione e approvazione, promulgazione, pubblicazione ed

entrata in vigore.

1° iniziativa legislativa si esercita con la presentazione di un progetto di legge ad una delle due camere. La proposta di legge può essere proposta

da 50.000 elettori, senatori e deputati, cnel, consigli comunali e regionali. L’iniziativa governativa è la più importante.

2° istruttoria, discussione: condotta dalle Commissioni legislative che hanno il compito di esaminare i progetti di legge e riferire su di essi con una

relazione all’Assemblea.

Approvazione: la fase costitutiva permetta l’approvazione del progetto di legge da parte della Camera. Essa può seguire tre procedimenti: ordinario,

abbreviato, deliberante (previsti dalla Cost), redigente (previsto dal regolamento interno alla Camera).

Affinché si perfezioni, è necessario che la legge sia approvata nello stesso testo da entrambe le Camere. Se il progetto approvato da una Camera è

approvato dall’altra con emendamenti, esso deve essere presentato alla prima Camera per la valutazione e l’approvazione di questi nuovi

emendamenti. Entrambe le Camere devono approvare il testo della legge per far si che essa sia perfetta.

3° Promulgazione: una volta approvata dalle due Camere, la legge è perfetta ma non ancora efficace; per diventarlo deve superare la fase di

integrazione ed efficacia.

Il P d R deve promulgare la legge entro un mese dall’approvazione; ad esso spetta il compito di un controllo di legittimità costituzionale formale e

sostanziale. Il Guardasigilli, ovvero il ministro della Giustizia, è tenuto a verificare che l’atto non presenti irregolarità formali; egli compie tale

accertamento apponendo in proprio visto sull’atto.

4° Pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e dopo il periodo di vacatio legis (15 gg) entra in vigore. Non è possibile invocare l’ignoranza per giustificare

la sua inosservanza.

Procedimento di revisione costituzionale Art 138

La procedura è la stessa del procedimento ordinario, ma con le seguenti aggravanti:

­ in ogni ramo del parlamento devono avvenire due successive deliberazioni con un intervallo non inferiore ai 3 mesi;

­ per l’approvazione nella seconda deliberazione è necessaria la maggioranza dei due terzi dei membri di ciascuna camera;

­ se la seconda approvazione è avvenuta a maggioranza assoluta (50+1) si ha la pubblicazione anomala; entro tre mesi un quinto dei componenti

della camera, 500.000 elettori, 5 consigli regionali possono richiedere che la legge sia sottoposta a referendum popolare.

Se è avvenuta a maggioranza qualificata (due terzi) si procede con la promulgazione.

­ pubblicazione oppure annullamento di tutto il lavoro.

Altre funzioni del parlamento: Funzione di indirizzo e controllo politico: attraverso la quale si determinano i fini della politica nazionale e si

controlla l'attività del governo. Funzioni giurisdizionali o di accusa nei confronti del P della Rep.

GOVERNO

Il Governo è l’organo titolare del potere esecutivo; esercita una limitata funzione legislativa e può adottare provvedimenti legislativi provvisori

(decreti legge) o legiferare su delega del Parlamento (decreti legislativi). L’esecutivo è il vertice dell’amministrazione statale.

La composizione del governo

Il governo è un organo complesso perché costituito al suo interno da più organi; alcuni previsti dalla Costituzione, quindi necessari, altri non

necessari. Il Governo è composto da soli partiti della maggioranza; i membri del Governo possono essere anche ministri tecnici, professionisti

esterni rispetto al mondo della politica.

Presidente del consiglio dei ministri

Il presidente del consiglio dei ministri è nominato dal capo dello stato e dura in carica fino alla sfiducia del Parlamento. I requisiti per la nomina sono:

cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici. Il pdc dirige la politica generale del governo e ne è responsabile, redige il programma del

governo e ne fissa le direttive. Comunica alle camere la composizione del governo, la fiducia, e presenta i disegni di legge. Inoltre coordina l'attività

dei ministri, mantenendo l’unità di indirizzo politico e amministrativo.

I ministri

Sono nominati con decreto del PdR su proposta del PdC. Esercitano funzioni politiche (collaborano all’attuazione dell’indirizzo politico del Governo)

ed amministrative (sono a capo dei ministeri). Non sono previste incompatibilità in quanto non sono impiegati ma hanno una nomina presidenziale

che non costituisce la loro professione. Essi esercitano il diritto di iniziativa legislativa mediante la presentazione al Consiglio dei ministri dei disegni

di legge da sottoporre alle Camere.

Il numero dei ministri è superiore al numero dei dicasteri disponibili perché alcuni ministri sono senza portafoglio, non hanno perciò compiti

amministrativi ma solo politici.

Dicastero: complesso organizzativo dipendente dal ministro.

Consiglio dei ministri

E' un organo collegiale formato da tutti i ministri più il Presidente del Consiglio, a cui è attribuita la funzione di indirizzo politico ed amministrativo del

paese. Ciò significa che l’organo determina la politica generale del Governo.

Formazione del governo

Esistono due sole coalizioni che raggruppano stabilmente partiti legati da un programma comune: centro destra e centro sinistra. I due schieramenti

si presentano alle elezioni con un leader ben chiaro che riceverà l’incarico dal PdR di formare il Governo. PdC e ministri dovranno prestare

giuramento dinnanzi al Capo dello Stato. Prima di iniziare a svolgere i propri poteri il governo deve ottenere la fiducia dal Parlamento, atto scontato

perché il programma politico è già noto durante le elezioni.

Formazione: 1° Incarico al presidente del consiglio, 2° Presentazione della lista dei ministri al capo dello stato, 3° Giuramento del PdC e ministri, 4°

Voto di maggioranza e fiducia delle camere.

Le vicende del governo

Durante la permanenza in carica il Governo può subire delle variazioni della sua composizione interna nel momento in cui viene meno la fiducia

della maggioranza parlamentare, poiché si opporrebbe sistematicamente alle sue iniziative. La caduta del Governo avviene nel momento in cui il

PdC presenti le dimissioni e il PdR le accetti.

Crisi parlamentari si hanno in seguito alla sfiducia del parlamento che può essere espressa o tacita. Crisi extraparlamentari non sono legate

direttamente al rapporto fiduciario tra parlamento e governo ma il Governo prende atto di non poter più contare su una maggioranza parlamentare.

Funzioni del governo

Il Governo esercita funzioni politiche, nel senso che partecipa alla direzione politica del paese, funzioni legislative, potendo emanare norme

giuridiche e atti aventi forza di legge, decreti legislativi e decreti legge, funzioni esecutive, in quanto a capo del potere esecutivo su tutti i settori

amministrativi dello stato. Inoltre ha la funzione di controllo sulle attività di tutti gli organi amministrativi.

Indirizzo politico: consiste nella scelta politica dei modi e degli strumenti attraverso cui si dovrà svolgere l’attività di governo. Gli atti attraverso cui si

esercita tale funzione sono gli atti politici, ad esempio l’approvazione del bilancio o la presentazione dei decreti legge.

Indirizzo politico economico finanziario: consiste nella determinazione delle linee fondamentali dell’intervento statale in campo economico (art 41 e

43 riservano al legislatore la programmazione ed il controllo sull’economia).

Funzione legislativa: anche il Governo può esercitare tale funzione come previsto dalla Costituzione:

­ decreti legislativi: legge delega con il quale il Parlamento delega l'esercizio della funzione legislativa al Governo ( deve contenere principi e criteri

direttivi, il termine temporale entro il quale il governo può esercitare tale potere, l'oggetto della delega)

1 approvazione da parte del Parl della legge di delega – promulgazione – pubblicazione – entrata in vigore della legge di delega;

2 deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo – emanazione da parte del PdR – pubblicazione – entrata in vigore.

­ decreto legge: atti aventi forza di legge che entrano in vigore immediatamente, utilizzati in casi di straordinaria necessità e urgenza e in massimo

60 giorni devono essere convertiti in legge oppure decadono.

La conversione ha una duplice funzione:

­ sotto il profilo politico svincola il Governo dalla responsabilità che si è assunto in ambito legislativo;

­ sotto profilo giuridico, conferma l’operato del Governo riaffermando la superiorità del Parlamento in materia legislativa.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

I compiti del capo dello stato sono due:

­ garantire l’applicazione dalla Costituzione ed il buon funzionamento del sistema costituzionale;

­ rappresentare l’unità nazionale.

Il Presidente della Repubblica non è titolare di nessuna delle tre fondamentali funzioni dello Stato, ma la Costituzione gli riserva la limitata possibilità

di intervenire in ciascuna di esse (art 87).

La carica dura 7 anni; tale periodo è superiore alla durata delle camere della maggioranza politica che lo ha eletto e garantisce continuità tra una

legislatura e l’altra. Prima di assumere le sue funzioni deve prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della costituzione dinanzi

al Parlamento in seduta comune.

Elezione

Viene eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da tre delegati per ogni Regione, uno per la Valle d’Aosta. I delegati sottolineano che il capo

dello stato rappresenta l’unità nazionale e non soltanto lo Stato centrale. Si tratta di un’elezione di secondo grado.

Art 84: qualunque cittadino può essere eletto, purché abbia compiuto 50 anni e goda dei diritti civili e politici. Tale ufficio è incompatibile con

qualsiasi altra carica.

L’elezione avviene a scrutinio segreto. Risulta eletto chi ottiene la maggioranza dei due terzi dei voti. Se dopo la terza votazione nessuno ha

raggiunto la soglia, viene eletto chi ottiene la maggioranza assoluta.

Vicende della carica

La Costituzione non prevede la carica di vicepresidenza ma solo l’istituto di supplenza, ovvero l’assunzione dei potere e delle funzioni da parte del

presidente del Senato a causa di impedimenti, permanente o temporaneo. La cessazione dall’ufficio può avvenire per morte, scadenza di mandato,

dimissioni, impedimento permanente, decadenza, destituzione in seguito alla condanna per tradimento o attentato alla Costituzione. Alla cessazione

della carica si diventa automaticamente senatore a vita, salvo rinuncia.

Responsabilità

L’art 90 stabilisce che il P d R non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per altro tradimento o attentato alla

Costituzione. Può considerarsi alto tradimento ogni comportamento doloso che costituisca una violazione del dovere di fedeltà alla Repubblica

(intesa con potenze straniere per pregiudicare interessi nazionali oppure per sovvertire l’ordinamento costituzionale). Relativamente ai reati compiuti

al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni, risponde al pari di qualsiasi altro cittadino: è perciò imputabile.

L’art 89 stabilisce che nessun atto del Presidente è valido se non controfirmato dai ministri proponenti, che se ne assumono la responsabilità. Atti

con valore legislativo ed atti indicati dalla legge sono firmati anche dal Presidente del Consiglio.

Poteri e attribuzioni

Attribuzioni relative alla funzione legislativa:

­ indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione entro 20 gg

­ può inviare messaggi alle Camere per richiamare l’attenzione del Parlamento su esigenze Nazionali

­ può sciogliere le camere o anche una sola di esse, con il parere del Presidente della Camera interessata.

­ promulga le leggi ed emana i decreti avente valore di legge e i regolamenti. Attribuisce efficacia con la promulgazione.

­ qualora riscontri vizi può rinviare una legge a un riesame da parte delle Camere

­ indice il referendum popolare

­ nomina i cinque senatori a vita nei confronti di cittadini che abbaino illustrato la Patria per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico o

letterario.

Attribuzioni relative alla funzione esecutiva:

­ nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta, i ministri

­ controfirma gli atti ministeriali che sono emanati con suo decreto

­ dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere

­ ha il comando delle forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa

­ ratifica i trattati internazionali e riceve i rappresentanti diplomatici.

Attribuzioni relative alla funzione giurisdizionale:

­ nomina 5 giudici della Corte costituzionale

­ presiede il Csm

­ può concedere la grazia e commutare le pene

CORTE COSTITUZIONALE: organo collegiale svincolato dagli interessi dei partiti e dagli altri organi costituzionali.

Per conferire un carattere rigido alla nostra Costituzione fu deciso di:

­ prevedere un procedimento di modifica costituzionale complesso come da articolo 138;

­ creare un nuovo organo, la Corte Costituzionale, il cui compito principale è quello di esercitare un sindacato di legittimità costituzionale, verificando

se una legge o un atto sia conforme alle norme della Costituzione.

Accanto al controllo sulla legittimità costituzionale si trovano altre funzioni:

­ giudicare i conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato e su quelli tra Stato e Regioni e tra le Regioni;

­ giudicare sulle accuse contro il PdR;

­ giudicare sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo.

Composizione

Nella composizione ordinaria, è formata da 15 giudici, 5 eletti dalle supreme magistrature dello stato (3corte di cassazione, 1 consiglio di stato, 1

corte dei conti), 5 eletti dal Parlamento e 5 nominati dai PdR.

I giudici costituzionali devono essere scelti, senza limiti di età, tra persone che assicurino le conoscenze giuridiche necessarie all’assolvimento della

delicata funzione: deve trattarsi di magistrati, anche a riposo, delle giurisdizioni superiori, di avvocati con almeno 20anni di esercizio, di professori

universitari ordinari in materie giuridiche.

Nei giudizi contro il PdR si affiancano altri 16 giudici aggregati, tratti a sorte da un elenco di 45 cittadini con i requisiti per l’eleggibilità a senatore.

Prima di assumere le loro funzioni, i giudici devono prestare giuramento alla Costituzione, alla presenza del PdR. Restano in carica per 9 anni e non

sono rieleggibili. La Corte elegge un proprio Presidente, che resta in carica 3 anni ed è rieleggibile; la convoca, presiede le sedute, sovrintende

all’attività delle Commissioni. Il Presidente può ordinare l’arresto immediato di chiunque compia reato di oltraggio alla Corte, all’interno della sede,

nel Palazzo della Consulta a Roma.

Il sindacato di costituzionalità delle leggi

Assume particolare rilevanza, tra i vari compiti, il sindacato di costituzionalità: in base all’art 134, sono soggetti a suo controllo le leggi costituzionali

e di revisione cost, le leggi ordinarie statali, i decreti legislativi e i decreti legge, le leggi regionali e le leggi delle provincie di Trento e Bolzano, gli

statuti regionali e i decreti legislativi di attuazione degli statuti speciali. Il sindacato consiste in un raffronto tra uno di questi atti e la Costituzione, o

un testo equiparato. Quando un giudice invia gli atti alla Corte affinché decida sulla costituzionalità di una legge, deve indicare le disposizioni viziate

e le disposizioni di rango costituzionale che si ritengono violate.

La nostra Costituzione ha dato vita ad un sindacato misto:

­ successivo, dal momento che la verifica avviene su leggi o atti già in vigore;

­ controllo accentrato in un unico organo;

­ controllo attivato con sindacato incidentale oppure sindacato in via principale.

Il giudizio in via incidentale trae origine da una controversia giudiziaria innanzi all’autorità giudiziaria; se viene eccepita l’incostituzionalità della legge

da applicare, il giudice rinvia gli atti alla Corte Costituzionale, sospendendo la causa. Si considera questa la via ordinaria.

Il giudizio in via principale si verifica quando viene proposto ricorso immediatamente e direttamente alla Corte. Tale impugnativa è consentita solo al

Governo, per conto dello Stato, e alle Regioni.

Via incidentale: La questione di legittimità Costituzionale sollevata può essere proposta, nel corso di un giudizio penale, civile o amministrativo,

dalle parti o dal pubblico ministero, oppure dal giudice, in quanto egli agisce nell’interesse della legge. L’istanza può essere proposta in qualsiasi

grado del giudizio. Il giudice del processo in corso deve verificare la rilevanza della questione di costituzionalità nel giudizio in corso e deve

accertare che vi sia un ragionevole dubbio sulle norme impugnate. Il giudice può respingere o accogliere la questione. Quando viene sollevata la

questione davanti alla corte Costituzionale, si apre il giudizio presso la corte stessa. La questione viene discussa in un’udienza pubblica alla quale

possono intervenire i difensori delle parti; dopodiché la corte si ritira in camera di consiglio e delibera la sentenza.

Successivamente la sentenza è pubblicata sulla Gazzetta ed eventualmente sul Bollettino della regione interessata. Contro le decisioni della Corte

non è ammessa impugnativa. In base all’art 136, si può avere:

­ sentenza di accoglimento, dichiarando l’incostituzionalità della norma;

­ sentenza di rigetto, con la quale dichiara infondata la questione di legittimità sollevata.

Via principale: viene proposto ricorso immediatamente e direttamente alla Corte costituzionale; è consentita al Governo, alle Regioni e alle

provincie di Trento e Bolzano. Il governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza delle Regioni, può promuovere la

questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte entro 60 giorni dalla pubblicazione, e viceversa. La decisione di accoglimento ha effetti

retroattivi.

Altre funzioni della Corte costituzionale

Risoluzione dei conflitti di attribuzione

La Corte costituzionale è destinata a garantire che lo Stato nei confronti delle regioni, le regioni nei confronti dello Stato e delle altre regioni,

rispettino le sfere di competenza degli altri enti o poteri. Il conflitto sorge quando un organo o un ente rivendichi un potere che spetta ad un altro

organo o quando usi malamente un suo potere.

Conflitti fra i poteri dello Stato: la Corte ha la facoltà di decidere quali sono i poteri dello Stato e quali sono tutelati dalla Costituzione. Conflitti fra

Stato e regioni. Conflitti tra regioni.

Accuse contro Presidente della Repubblica

Secondo gli art 90 e 134 cost, la Corte è investita del potere di giudicare il Presidente della Repubblica per i reati di alto tradimento e di attentato alla

Costituzione, qualora questi vengo posto in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune. La corte non ha mai esercitato tale potere, non è mai

stato necessario.

Giudizio di ammissibilità sulle richieste di Referendum: la Corte si pronuncia in seguito all’ordinanza ricevuta dall’ufficio centrale della Corte di

Cassazione. In caso di ammissibilità, il referendum verrà indetto dal Presidente della Repubblica; se le richieste avanzate dai cittadini rientrano tra

quelle per cui l’art 75 vieta il referendum, il procedimento viene bloccato.

GLI ORGANI DI RILIEVO COSTITUZIONALE: sono espressamente previsti dalla Costituzione, pur essendo disciplinati da legge ordinaria. Godono

di particolari prerogative in virtù delle funzioni esercitate e della posizione di indipendenza dei loro membri.

­ Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: previsto dall’art 99, è un organo di consulenza delle Camere e del Governo. Ad esso è attribuita

l’iniziativa legislativa e la possibilità di contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale. E’ composto dal Presidente e da 121

membri scelti tra esperti e rappresentanti delle categorie produttive, delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato.

­ Corte dei Conti: indipendente di fronte al Governo, è lo strumento principale attraverso il quale le Camere esercitano un controllo politico indiretto

sull’operato del Governo e della pubblica amministrazione. Esercita funzione di controllo, consultiva, giurisdizionale, nell’interesse della collettività e

a tutela della finanza pubblica. Effettua un controllo successivo all’approvazione del bilancio, verificando se vi è la copertura economica alle spese.

­ Consiglio di Stato: svolge funzioni:

Consultive generali in materia giuridico­amministrativa, fornendo pareri che possono essere facoltativi, che non sono vincolanti, oppure obbligatori

per legge, vincolanti o meno;


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AUTORE

turry

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (VERONA, VICENZA)
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher turry di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Guiglia Giovanni.

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