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Appunti completi di Diritto pubblico.
Prof. Quaglia, Unige.
Con indice degli argomenti
Argomenti trattati:
- Costituzione
- organi statali
- parlamento
- governo
. poteri
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Esame di Diritto pubblico docente Prof. A. Quaglia

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secondo il senso proprio del testo della legge stessa, ciò irrigidisce il ruolo dell’interprete in

quanto deve essere un’interpretazione letterale. Se il testo della legge in se non è chiaro, per

capire se si può applicare ad un determinato caso in un determinato ambito si può ricorrere

all’interpretazione finalistica ossia quella basata sullo scopo che il legislatore voleva

raggiungere (intenzioni del legislatore). L’interpretazione logica riguarda la logicità della

norma in un contesto specifico. L’interpretazione sistematica riguarda la norma posta

all’interno di un sistema di norme che prende senso in base ad esso. La costituzione detta dei

principi utilizzabili al fine di leggere e interpretare altre norme in coerenza con essi. Il

criterio analogica entra in gioco quando non c’è una regola che non regolamenta il caso

specifico ma vi sono leggi che regolano casi simili e che quindi vengono applicate sul caso in

questione per analogia. Se il caso rimane ancora dubbio si deve decidere secondo i principi

generali dell’ordinamento giuridico dello stato. Il giudice applicando la legge contribuisce a

dare un senso alla legge stessa e un’interpretazione.

LO STATO

LO STATO: Lo stato è sicuramente un ordinamento giuridico (internazionale) in quanto

presenta il carattere della sovranità (non è soggetto ad altri ordinamenti, è sovrano

esternamente perché non ha altro al di sopra di se e internamente in quanto è titolare del

potere, non ha limiti di competenza in quanto è originario). Lo stato è un ente ossia ha

personalità giuridica, è un soggetto. Lo stato per operare deve essere titolare di rapporti

giuridici nonostante sia un’entità astratta è però in grado di interagire con terzi. Un ente per

operare con i terzi deve agire attraverso organi.

ELEMENTI COSTITUTIVI: Lo stato si codifica con alcuni elementi costitutivi fondamentali:

- Popolo: è costituito dalle persone che fanno parte di uno stato ed il requisito è avere la

cittadinanza che conferisce una serie di diritti come la partecipazione politica

- Territorio: è il luogo dove lo stato esercita il potere ed è la base di riferimento. Vige

un principio secondo cui chi nasce nel territorio di uno stato diventa automaticamente

cittadino di quello stato. Lo stato gestisce aree di competenza che possono essere

aeree, marine e territoriali.

EVOLUZIONE STORICA DELLE FORME DI STATO: Anticamente il rapporto tra stato e

cittadino era di tipo patrimoniale ossia si basa su uno scambio di beni (feudalesimo). Lo stato

assoluto nasce dalle affermazioni delle grandi monarchie che accentrano i poteri ponendo fine

al frazionamento messo in atto dal feudalesimo. In tale periodo si formano ordinamenti statali

simili a quelli odierni (fisco, Pubblica Amministrazione). Con la rivoluzione francese il potere

statale passa dalla monarchia assoluta alla borghesia impegnata economicamente. Nel corso

del 1800 lo stato moderno si afferma secondo criteri coerenti secondo gli interessi borghesi

e si evolve. L’assetto di interessi borghesi trova espressione nell’organo parlamentare. In quel

periodo il Parlamento era monoclasse ossia era costituito solo dalla borghesia che dominava in

campo economico (il bene della collettività era la somma dei beni dei singoli) e influiva sul

rapporto cittadini-elettori in cui mancava la diversificazione ideologica in quanto i candidati

appartenevano solo alla borghesia, quindi la scelta era dettata dal gradimento personale ma

non basato su diversificazioni politiche. Con il modificarsi dei ceti sociali si modificano anche i

sistemi elettorali. Nel corso degli anni il diritto di voto viene riconosciuto a più cittadini fino

all’avvento del suffragio universale e il parlamento diventa pluriclasse. Mentre lo stato

liberale è basato solo sul ceto borghese e non interveniva nell’economia (che era in mano ai

privati), nel 1900 cambiano i fini statali e deve soddisfare i bisogni di tutti i cittadini e non

solo della borghesia, quindi si ha uno stato sociale (fornitura di servizi ai cittadini). Il

modificarsi delle forme statale è stato determinato dall’ampliamento del diritto di voto.

Essendoci uno stato pluriclasse si assiste alla nascita dei partiti politici a seconda dei vari

interessi e il rapporto di rappresentanza diventa politico. Nel periodo del fascismo sparisce la

separazione dei poteri e i diritti di libertà. Dopo la caduta del fascismo si riprendono i

caratteristiche dello stato sociale fino ad arrivare alla Costituzione del 1948. L’apice dello

stato sociale si ha nel secondo dopoguerra con tutte quelle riforme per la sanità e per

l’istruzione. Lo stato sociale astensionista applica la legge ugualmente per tutti, nello stato

sociale interventista lo stato si pone il compito di eliminare gli ostacoli per i cittadini

svantaggiati e quindi cercare di porre tutti sullo stesso piano.

STRUTTURE STATALI: Gli stati possono distinguersi sulla base della struttura interna che

può essere:

- Unitaria: nasce come stato unitario e ha la sovranità assoluta.

- Regionale: alle regioni viene attribuita una quota di competenza. Lo stato italiano nasce

inizialmente come stato regionale che si basava sulle autonomie locali dando parte del

potere alle regioni in base a vari criteri. Lo stato rimane sovrano ma attribuisce delle

competenze alle regioni.

- Federale: è il frutto di un accorpamento di sati nato da un accordo tra stati sovrani

che decidono di rinunciare interamente o parzialmente alla loro sovranità per darla ad

un “super” stato che li raccoglie tutti. Vi sono quindi stati federati e stato federale.

L’UE non è uno stato federale ma un ordinamento giuridico che vincola gli stati membri

e può sanzionarli limitatamente a se stessa tuttavia ha un peso rilevante sugli

ordinamenti dei singoli stati, l’UE non dispone di autorità governativa.

CARATTERISTICHE DELLO STATO MODERNO: Tali caratteristiche costituiscono lo stato

moderno in forma liberale in quanto sono conseguenza della presa di posizione del ceto

economico borghese e corrispondono all’interesse di fondo della borghesia.

- Costituzionalità: Lo stato dispone di una Costituzione ossia di una norma di fondo

dell’ordinamento che disciplina l’attribuzione del potere, le libertà e l’organizzazione

statale. Riguarda il criterio di organizzazione dello stato basato sulla separazione dei

poteri ripartendolo tra diverse autorità affinché il potere di ciascuna di esse venga

limitato e bilanciato dal potere delle altre. Il cittadino in tal modo viene tutelato.

- Stato di diritto: Significa che lo stato si assoggetta al diritto e quindi deve rispettarlo

e applicare la legge. Lo stato deve applicare comunque le leggi che verranno create dai

suoi rappresentanti (Parlamento). Nel concreto ogni cittadino deve disporre di tutela

nei confronti dello stato stesso e dei suoi cittadini. Prima il cittadino era suddito dello

stato. Lo stato ora mette a disposizione dei cittadini degli strumenti di tutela nei

confronti della pubblica amministrazione. Contro gli atti della pubblica amministrazione

è sempre ammessa tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi. Ciò si è

reso possibile con l’avvento dello stato liberale. A inizio 1800 vigeva il contenzioso

amministrativo che descriveva all’interno della pubblica amministrazione degli organi

(interni) a cui il cittadino poteva rivolgersi (ricorsi) se si riteneva danneggiato da atti

compiuti da quest’ultima. Principio base per attuare la tutela del cittadino è quello della

separazione dei poteri. Nel 1865 viene fatta una riforma in senso liberale affermando

che la pubblica amministrazione non è diversa dagli altri cittadini e quindi i cittadini

dispongono degli stessi strumenti di tutela che hanno nei confronti degli altri cittadini

(legge abolitiva del contenzioso amministrativo) rivolgendosi al giudice ordinario. Le

controversie vengono dunque giudicate da un organo esterno alla pubblica

amministrazione e quindi garantisce il giudizio sulla base del diritto. Al cittadino cui

viene leso un suo diritto soggettivo si può rivolgere al giudice ordinario. L’interesse

legittimo è la pretesa che la pubblica amministrazione si comporti rispettando la legge.

Nel 1889 si attribuisce al consiglio di stato la tutela degli interessi legittimi dando vita

alla giurisdizione amministrativa (non ordinaria / civile). Quindi il danno che lede un

interesse legittimo deve essere giudicato amministrativamente, il danno che lede un

diritto soggettivo deve essere giudicato civilmente. Nel 1971 vengono istituiti i

tribunali amministrativi regionali le cui sentenze possono essere appellate (2° grado) al

consiglio di stato che si divide in tre sezioni. La giurisdizione esclusiva riguarda alcune

materie stabilite dalla legge dove diritti soggettivi e interessi legittimi sono molto

mescolati e non si riescono ad identificare e impongono di rivolgersi al giudice

amministrativo onde evitare che il cittadino sbagli il tipo di giudice cui rivolgersi. I

ricorsi amministrativi sono di tre tipi: gerarchici (ricorso presentato all’organo della

pubblica amministrazione superiore rispetto a quello che ha emesso l’atto contestato),

in opposizione (ricorso applicato allo stesso organo che ha emesso l’atto contestato),

straordinario al presidente della repubblica (si presenta formalmente al presidente

della repubblica per chiedere l’annullamento di un atto entro 120 giorni). Tali ricorsi

amministrativi sono diversi dalla tutela data dai tribunali amministrativi.

- Rappresentatività: Almeno uno degli organi fondamentali dello stato deve

rappresentare i cittadini e deve essere eletto da essi (Parlamento). Inizialmente aveva

diritto di voto solo la popolazione che aveva censo (reddito quindi soggetti a imposizioni

fiscali)

- Democraticità: la titolarità del potere non appartiene più al monarca ma alla

popolazione. Significa anche che la maggioranza governa nel rispetto delle minoranze.

Vi deve essere libertà di pensiero. La minoranza deve avere la possibilità di poter

diventare maggioranza.

POTERI: I tre organi che detengono poteri sono il Parlamento (legislativo fa le leggi),

Governo (esecutivo, applica le leggi, quindi governa) e Magistratura (giudiziario, tutela la

Costituzione). Il principio della separazione dei poteri non sopprime il monarca ma lo bilancia.

Vi sono poi due autorità che hanno funzione di garanzia e sono il Presidente della Repubblica e

la Corte Costituzionale (collega Governo e Magistratura).

FORME DI GOVERNO: in uno stato moderno si possono assumere tre forme di governo a

seconda dei diversi rapporti tra potere esecutivo e legislativo.

- Forma Costituzionale Pura: (netta separazione) i poteri dello stato sono separati in tre

organi e non vi è nessun rapporto ossia non interferiscono in quanto non hanno poteri

per condizionarsi. Tale assetto di rapporti si chiama forma di governo costituzionale

pura in quanti si ha un’applicazione pura del principio di separazione dei poteri

(totalmente separati). Lo stato liberale nel suo primo affermarsi organizza se stesso

secondo la forma dello stato costituzionale pura che si caratterizza per la netta

separazione tra potere esecutivo (governo) e legislativo (parlamento).

- Forma Parlamentare : (rapporto di fiducia) si attiva lo stato liberale di forma

parlamentare quando il parlamento ha rapporti che interferiscono con il governo per

quanto riguarda la fiducia. Perché il governo possa continuare a governare deve avere

la fiducia del Parlamento che quindi condiziona la vita del governo quindi si ha una

forma di governo parlamentare.

- Forma Presidenziale: (separazione perché eletti dal popolo) la forma di governo

presidenziale si afferma in America e nasce dallo stato che alla fine del 1700 vuole

applicare la separazione dei poteri ma manca il re che viene sostituito dal presidente

(eletto dai cittadini che diventa capo del governo). Tuttavia anche il parlamento viene

eletto dai cittadini. Tuttavia essendo entrambi gli organi eletti si può verificare un

contrasto di ideologie. Tra governo e parlamento non vi è però un rapporto di fiducia

quindi il governo rimane stabile in quanto non può cadere. L’unica conseguenza che

deriva da contrasti tra presidente e parlamento consiste nel fatto che le leggi non

verranno approvate o saranno contrastate.

LA COSTITUZIONE

STORIA COSTITUZIONALE ITALIANA: la storia costituzionale italiana si caratterizza

attraverso alcune date:

Nel marzo del 1848 Re Carlo Alberto concede ai rivoluzionari borghesi lo statuto albertino

che è di stampo liberale che contiene i principi tipici delle costituzioni liberali: prende vita lo

stato duale che è composto dalla borghesia che elegge la camera dei deputati (leggi) e dal

monarca che elegge la camera alta (governo), vi è quindi la separazione dei poteri, il monarca

per governare chiede la fiducia del parlamento. Lo statuto albertino è una carta costituzionale

flessibile ossia una legge ordinaria che ha lo stesso grado di forza delle altre (tuttavia le leggi

successive in contrasto con esso hanno potuto modificarlo).

Nel 1861 vi è l’unificazione dell’Italia che incorpora nello stato di Savoia altri stati. Durante

questo processo nasce la questione meridionale a causa del colpo di mano violento che ha

imposto una regolamentazione giuridica.

Nel 1865 vi è un ordinamento giuridico unificato per lo stato italiano che consiste

nell’espansione dello statuto albertino.

Nel 1870 vi è la presa di Roma che determina lo spostamento della capitale a Roma e la

rottura dei rapporti tra stato e Chiesa. I cattolici si ritirano dalla vita politica. Un anno dopo

lo stato cerca un accorto approvando una legge che garantiva alcuni principi cattolici che però

la Chiesa rifiuta.

Nel 1912 vi è il suffragio universale maschile.

Nel 1922 vi è l’avvento del fascismo che non è frutto di un colpo di stato ma è salito al potere

vincendo le elezioni. Il fascismo si caratterizza per il fatto che il leader (Mussolini) tende a

non considerare il parlamento ma a rapportarsi direttamente con il popolo, tuttavia pur avendo

un rapporto diretto con il popolo non venivano considerati i loro rappresentanti. Vennero

aboliti i principi di libertà. Sotto il fascismo vengono stretti i patti Lateranensi con la Chiesa

per recuperare il rapporto e ottenere il sostegno cattolico. Sia Chiesa che fascismo avevano

una politica antiparlamentare e quindi antidemocratica.

Il 5 luglio 1943 cade il fascismo a seguito dell0azione del Gran Consiglio che fa cadere

Mussolini. La seconda guerra mondiale continua ma l’Italia si allea con gli angloamericani. Si

formano i Comitati di Liberazione Nazionale ossia unioni di partigiani che si alleavano con tutti

coloro non facevano parte del partito fascista.

Nel 1945 l’Italia viene liberata ed esce dalla guerra. Vittorio Emanuele II diventa

luogotenente a seguito del patto di Salerno con i CLN ma successivamente si fa rieleggere

come Re.

Il 2 giugno 1946 l’Italia diventa una repubblica e si elegge l’assemblea costituente (75

esperti) che inizia la stesura del testo costituzionale che durerà fino al 1947. Alla stesura del

testo hanno partecipato una molteplicità di partiti ed è stata approvata e condivisa

largamente da tutte le forze politiche. Tale costituzione indica le regole nei rapporti tra

organi statali e tra stato e cittadini.

Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione.

CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE: La Costituzione italiana è rivolta allo stato

sociale (assistenza, intervento) ed è un documento giuridico in quanto contiene delle norme.

Ha un alto contenuto politico in quanto ogni norma contenuta in essa è stata elaborata da

tutte le correnti politiche in condivisione e anche perché il momento politico in cui è stata

redatta era quello del secondo dopoguerra dove la situazione era piuttosto frantumata e si

voleva raggiungere un obiettivo comune e vantaggioso per tutti onde evitare situazioni come

quelle precedenti. La costituzione ha aspetti compromissori proprio per la sua natura politica

in quanto esprime un accordo tra più forze politiche diverse e contrapposte. Essa quindi

riunisce spunti ideologici diversi per essere poi gestiti dalla forza governante. Vi sono poi

caratteristiche formali:

- Rigidità: la costituzione non è modificabile da leggi ordinarie ma da leggi costituzionali

(che seguono un iter legis particolare). È rigida in quanto si considera un documento

creato con scopi vantaggiosi per la collettività e non segue un pensiero politico preciso

quindi non è consentito cambiare articoli a piacimento dalla forza politica governante.

Non sono modificabili i principi fondamentali e non si può cambiare la forma della

repubblica.

- Programmatica: all’interno vi sono norme programmatiche ossia norme che si pongono di

raggiungere un obiettivo per la collettività e cercano di garantire tale obiettivo

attraverso il comportamento dello stato (sono tutelate dal comportamento stesso).

- Lunga: è detta costituzione lunga in quanto la serie di norme che la compongono sono

ricche di contenuto.

- Aperta: è aperta in quanto è un documento politico condiviso e mette a disposizione un

pluralità di opzioni.

PRINCIPI FONDAMENTALI: Costituiscono la parte immodificabile della Costituzione e

indicano le linee guida.

- Principio personalista: la costituzione pone al centro della propria attenzione la persona

in quanto lo stato si deve adoperare per la persona. È un principio di derivazione sociale

e cattolica e la persona deve essere tutelata. A tal proposito nasce la disciplina delle

libertà personali (inviolabilità della persona umana).

- Principio pluralista: la costituzione si propone di tutelare sia gli individui, sia le

formazioni sociali attraverso le quali gli individui si esprimono.

- Principio laburista: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e non sui

favoritismi e sulla tradizione sanguigna.

- Principio democratico: La caratteristica della democraticità implica che la sovranità

appartiene al popolo. Il popolo esercita la sovranità nelle forme e nei limiti della

costituzione attraverso alcuni strumenti. La sovranità popolare si legittima soltanto

attraverso il voto. Il diritto di voto compete a tutti i cittadini di entrambi i sessi che

hanno raggiunto la maggiore età escluso chi ha perso la capacità di agire. Il voto è

personale (voto solo per me), uguale (ogni voto conta uguale), libero e segreto. Le

elezioni devono essere libere, vi deve essere la tutela delle minoranze. Vi è la

democrazia diretta (i cittadini attraverso il loro voto assumono una decisione senza

filtrarla dai loro rappresentanti) o indiretta (i cittadini attraverso il loro voto eleggono

dei rappresentanti per assumere decisioni). Si tende a limitare la democrazia diretta

perché con riguardo a situazioni pregresse (fascismo) la democrazia era in mano ai

mezzi di comunicazione e non era mediato dai rappresentanti dei cittadini. Le elezioni

sono regolata dai sistemi elettorali.

- Principio di laicità: lo stato italiano e la chiesa cattolica si pongono ognuno nel proprio

ambito e sono indipendenti. Lo stato si pone nei confronti di tutti i cittadini nello

stesso modo garantendo a tutti lo stesso trattamento e tutte le religione vengono

tutelate.

- Principio di eguaglianza: tale principio può essere inteso come eguaglianza formale ed

eguaglianza sostanziale. L’eguaglianza formale indica che tutti i cittadini sono uguali

davanti alla legge senza distinzioni di sesso, razza, lingua e religione, opinioni politiche,

condizioni personali e sociali. È stato scelto di elencare esplicitamente tutti gli aspetti

che ingiustificano la diseguaglianza onde evitare avvenimenti avvenuti in precedenza

(fascismo) e per prenderne le distanze. L’eguaglianza sostanziale indica che lo stato

deve operarsi per rendere uguali e sullo stesso piano tutti i cittadini eliminando le

differenze e gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Quindi viene

ammesso che situazioni uguali possono essere trattate in modo diverso in base ai

soggetti in questione. Anche all’interno della Costituzione vi sono leggi che mettono in

atto differenziazioni. L’eguaglianza sostanziale non parte dalla legge ma dai fatti e da

ciò si prende atto che nella realtà vi sono diseguaglianze e si legittima un miglior

trattamento per gli individui in posizioni sociali deboli. Le norme sono generali e

astratte in quanto valgono per tutti e non trattano nessun caso particolare proprio per

permettere di applicarle a tutti i cittadini. Lo stato dunque ha il compito di rimuovere

gli ostacoli attraverso interventi diseguali con lo scopo di rendere eguali tutti (esempio

sono le imposte per scaglioni).

- IL PARLAMENTO E LE LEGGI

-

- SISTEMI ELETTORALI: I sistemi elettorali sono tecniche che consentono di

trasformare i voti in seggi. Tali sistemi hanno due esigenze espresse da due modelli

diversi: devono essere idonei ad esprimere l’opinione degli elettori (sistema elettorale

proporzionale ossia i seggi vengono distribuiti ai partiti in proporzione ai voti ottenuti)

e devono essere fatti in modo da garantire un parlamento eletto in grado di governare

(sistema maggioritario che premia il vincitore dotandolo di una maggioranza stabile). La

scelta del sistema elettorale condiziona le decisioni degli elettori e la condizioni

politica del paese con riferimento al numero di partiti e condiziona la continuità del

funzionare di un sistema politico. I sistemi elettorali devono tutelare le minoranze. In

Italia il primo sistema elettorale adottato dopo la costituzione era altamente

proporzionale per rispetto ai partiti che hanno partecipato alla liberazione nazionale.

Tuttavia vi era instabilità politica (governi cadevano frequentemente perché mancava il

partito di maggioranza assoluta) e nel 1993 si fece un referendum abrogativo parziale

sulla scelta del sistema elettorale arrivando al sistema maggioritario (misto per ¾

maggioritario e per ¼ proporzionale) rendendo stabili le maggioranze al governo. Viene

proposto un candidato per collegio che poi veniva eletto in parlamento (sistema

maggioritario) e un'altra quota di candidati veniva eletto in parlamento con sistema

proporzionale in base ai voti ottenuti per partito (sistema proporzionale). Nel 2005 il

sistema elettorale italiano è stato riformato introducendo una legge (Calderoli,

considerata una “porcata”) che prevede un sistema proporzionale attraverso cui i

partiti candidano i loro rappresentanti e gli elettori devono votare il partito, tale

partito o la coalizione deve ottenere la maggioranza relativa (35%) ottiene un premio

che consiste nel 55% dei seggi rendendo stabile il futuro governo. Tale sistema trova

attuazione sia alla camera dei deputati che al senato. Le ripartizioni dei seggi per la

camera dei deputati viene fatta su base nazionale (attribuzione dei seggi in base ai

collegi su tutto il territorio), quella per il senato viene fatta su base regionale (ogni

regione ha in proporzione alla dimensione della regione un numero fisso di seggi da

attribuire quindi vi è un’elezione automatica). Il candidato è ora fornito dal partito

quindi l’elettore vota il partito ed elegge un candidato proposto che magari non è

gradito.

- PARLAMENTO E PARLAMENTARI: Il parlamento è articolato in due organi (camera

dei deputati e senatori) e opera in bicameralismo perfetto (le due camere fanno le

stesse cose). Entrambe le camere devono operare sugli stessi aspetti. Il parlamento è

costituito da due camere perché vi è una ragione storica. Nello stato ottocentesco

(sovrano e borghesia) si avevano due camere per esprimere le volontà del sovrano e

della borghesia. Nello Statuto Albertino vi era un sistema duale che prevedeva una

camera eletta dal re e l’altra dal popolo. La legislatura della camera dura 5 anni e quella

del senato dura 6 anni. I candidati devono essere in condizioni di essere compatibili e

eleggibili. L’ineleggibilità è la condizione in cui si trova un soggetto che per la legge è

ineleggibili per vari motivi (condanna penale). Vi è insindacabilità dell’opinione in quanto

il parlamentare può esprimersi senza che ne derivino responsabilità. L’immunità

parlamentare consiste nell’esentare il parlamentare da essere sottoposto a processo.

Se è in atto un procedimento penale non viene determinato l’obbligo di dimettersi e non

può avere violazioni di libertà personale. Durante la campagna elettorale ogni partito

crea una lista di candidati a fronte di un programma. Il parlamentare è senza vincolo di

mandato quindi il rapporto di rappresentanza tra parlamentare e partito non è così

vincolante in quanto il parlamentare può agire secondo propria volontà senza tenere

fede all’ideologia del partito, l’unica conseguenza è la non rielezione. I membri del

parlamento ricevono un’indennità (soldi) prevista dalla legge in misura variabile che

corrisponde ad uno stipendio che gli permette di abbandonare il lavoro precedente.

Attraverso i suddetti principi la condizione del parlamentare deve essere garantito e

tutelato rispetto all’esterno in modo diverso dagli altri cittadini.

- PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE: Ciascuna delle due camere

dispone di una particolare autonomia normativa (possibilità di darsi un regolamento per

regolare il proprio funzionamento) da adottare a maggioranza assoluta dei componenti.

Tale regolamento deve essere approvato solo dalla camera in questione e non da tutte

e due. I due regolamenti sono fonti di diritto che si pongono al di sopra dalla legge e i

contenuti sono insindacabili dalla Corte Costituzionale in quanto è espressione massima

di autonomia organizzativa delle camere. Dopo le elezioni vengono proclamati gli eletti

presupponendo una verifica circa la legittimità della fase elettorale attuata da un

ufficio interno al parlamento (parlamentari della legislazione precedente) in modo da

mantenere l’autonomia completa. Le due camere devono darsi un presidente che sono

cariche altissime dello stato e hanno rilevanza organizzativa per garantire il rispetto

delle regole interne alle camere stesse e condurre le discussioni, non sono dunque

cariche politiche. Il presidente dispone di un ufficio di presidenza composto da

parlamentari a cui vengono affidate particolari funzioni (vicepresidenti, questori per

sedare le risse). Nel parlamento e al senato vi sono dei gruppi ai quali i parlamentari

devono aderire (non sono partiti in quanto i partiti servono prima delle elezioni per

fare propaganda dell’ideologia) e che costituiscono la proiezione dei partiti, il gruppo

può essere misto (parlamentari che non si collocano in altri gruppi specifici e minoranze

che non raggiungono la soglia per costituire un gruppo specifico). L’indipendenza delle

camere è caratterizzata da una serie di principi tra cui: il parlamento non può essere

condizionato da altri poteri dello stato (autonomia interna), hanno autonomia

finanziaria, vi è immunità della sede (non può essere violata da altre autorità come le

forze dell’ordine in quanto tale attività viene svolta dai questori), vi è giustizia

domestica (le controversie vengono risolte all’interno della camera e non da istituti

diversi). Il parlamento opera attraverso un’assemblea di parlamentari per dibattere e

votare sulle questioni a loro sottoposte. Il lavoro delle camere si svolge in commissioni

composte da un certo numero di parlamentari e tali commissioni sono di diverso tipo in

base alla competenza degli argomenti sottoposti. Dopo le elezioni vengono composte

tali commissioni che possono essere permanenti (sono composte all’inizio della

legislatura e rimangono tali fino alla fine quindi svolgono le loro funzioni

permanentemente, sono composte in misura proporzionale al peso dei gruppi

parlamentari), d’inchiesta (ciascuna camera può disporre inchieste su argomenti di

interesse e si forma una commissione proporzionale ai gruppi parlamentari, non sono

permanenti ma operano per il tempo necessario a svolgere l’inchiesta e procede alle

indagini e agli esami nella stessa misura dell’autorità giudiziaria) o legate a specifiche

funzioni. Le commissioni analizzano le proposte di legge in base all’ambito di

competenza. Si afferma il primato della legge (strumento normativo di maggiore forza)

e di legalità (i poteri dello stato devono osservare la legge). La legge detta regola ai

consociati secondo criteri mutevoli nel tempo. Il parlamento opera in seduta comune in

genere quando si tratta di eleggere delle cariche.

- LIMITI AL PARLAMENTO: Il ruolo principale del parlamento è quello di produrre

leggi e tale funzione compete le due camere, anche le regioni hanno potere legislativo a

pari valore del parlamento ma di diversa competenza. Quindi lo stato perde il monopolio

in determinati ambiti del suo ruolo normativo che incontra quindi un limite. Un secondo

limite è costituito dalla costituzione che condizione l’attività legislativa parlamentare.

Anche i regolamenti comunitari costituiscono un limite al ruolo parlamentare. La

comunità europea è quindi un apparato burocratico che emanano regolamenti e

direttive che costituiscono fonti del diritto che l’Italia deve rispettare. Nei contrasti

tra norme interne e comunitarie prevalgono quelle comunitarie.

- PRINCIPIO DI LEGALITA’ E LEGGI: Le autorità pubbliche quando esercitano il

potere devono trarre tale potere da una fonte di legge. Le leggi sono atti normativi che

contengono regole e costituiscono norme generali e astratti. Significa che si riferisce

a casi generali riguardanti tutti coloro che si trovano in una determinata situazione e

astratti non riferendosi a casi o persone specifici. Tali caratteristiche si riferiscono al

principio di eguaglianza formale con riferimento allo stato liberale non interventista.

Alle leggi generali e astratte vengono affiancate le leggi provvedimento che adempiono

al principio di eguaglianza sostanziale per riequilibrare situazioni. La riserva di legge è

un meccanismo in forza del quale certe materie devono essere necessariamente

regolate dalla legge (no rango inferiore). La riserva di legge può essere assoluta (non è

ammessa nessuna restrizione della libertà personale se non nei soli casi e modi previsti

dalla legge), relativa (nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta

se non in base alla legge) o rinforzata (basta una legge qualunque per soddisfare una

riserva di legge e non ne indica i modi). La forza di legge è una condizione che descrive

la forza della legge nel sistema delle fonti, una legge ha la capacità di modificare una

legge anteriore.

- QUESTIONE DI FIDUCIA: Il parlamento ha un rapporto diretto con il governo

esercitando una funzione di controllo e di indirizzo. Alla formazione del governo questo

deve illustrare il suo programma alle camere e deve ottenere un voto di fiducia per

appello nominale dalle due camere entro 10 giorni dalla salita al potere. Il voto non è

segreto ma dichiarato. Il voto di fiducia legittima il governo a governare in quanto ha

una maggioranza che supporterà le sue decisioni. Quando perde la fiducia il governo è

obbligato a dimettersi. Un modo per far perdere la fiducia al governo è quello di

presentare una mozione di sfiducia promossa da una certa parte politica che richiede al

parlamento di votare nuovamente la fiducia al governo per verificare se in quel

momento storico la fiducia vi è ancora. La sfiducia deve essere chiesta da almeno 1/10

dei componenti di una camera e non può essere discussa prima di 3 giorni dalla

presentazione. Il governo può porre la questione di fiducia su una legge e ciò significa

sul piano procedurale eliminare tutti gli emendamenti e gli intoppi burocratici

velocizzando il processo legislativo e inoltre impone attraverso il voto palese ai

parlamentari di votare trasparentemente assumendo una pozione chiara. Se la fiducia

sulla legge non viene approvata il governo deve dimettersi. La sfiducia costruttiva si ha

quando oltre a togliere la fiducia al governo bisogna proporre una maggioranza che

potrebbe diventare governo tuttavia tale tipo di fiducia non è prevista in Italia. La

crisi di governo extraparlamentare si ha quando la fiducia non è votata ma nasce da

rapporti politici esterni al parlamento.

- INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: Le interrogazioni e le interpellanze sono

atti dei parlamentari attraverso i quali essi chiedono al governo ragioni su una

determinata questione. L’interrogazione consiste in una domanda su un fatto in forma

scritta da presentare al governo ed è l’atto più semplice. L’interpellanza permette di

chiedere al governo una domanda su un fatto e in relazione a tale domanda chiede al

governo come intende posizionarsi e procedere sul problema in questione.

- MOZIONI: Costituiscono una forma di dialogo tra parlamentari e governo e impegnano

il governo su un certo obiettivo. Il parlamento impegna il governo nei prossimi sei mesi

a elaborare un disegno di legge per risolvere una questione posta dal parlamento.

L’ordine del giorno è simile alla mozione e si vota e discute in parlamento per darne

carico al governo. Tali azioni hanno conseguenze solo politiche ma non giuridiche.

- COMMISSIONI DI INCHIESTA: Ciascuna camera può disporre inchieste su materie

di interesse. Viene composta una commissione proporzionale ai gruppi parlamentari e le

vengono affidati poteri non civili. Attraverso tale strumento il parlamento svolge una

funzione di indirizzo e di controllo.

- LEGGI SPECIALI: Sono leggi fondamentali dello stato attraverso le quali il parlamento

con la loro approvazione svolge una funzione di indirizzo e controllo sul governo. Le

camere devono approvare il bilancio. Se il bilancio non viene approvato la spesa statale

rimane paralizzata e può esserci solo l’esercizio provvisorio ossia la possibilità di

spendere in dodicesimi del bilancio dell’anno precedente per 4 mesi; non si possono

prevedere nuovi tributi e nuove spese. Si tratta di razionalizzare entrate e uscite e

non si possono operare variazioni se non con una legge finanziaria che costituisce un

indirizzo politico parlamentare nei confronti del governo.

I MEZZI LEGISLATIVI

ITER LEGIS ORDINARIO: Il percorso per emanare una legge è di un certo tipo e se se ne

prevede uno più complicato si dà più forza alla legge. La funzione legislativa si esercita

collettivamente dalle due camere e vuol dire che c’è un bicameralismo perfetto e che il

procedimento di formazione della legge deve svilupparsi egualmente nelle due camere

approvando lo stesso testo. Il processo si sviluppa quindi in due percorsi ed è indifferente da

quale delle due camere si inizia. Il procedimento legislativo si distingue in quattro fasi:

- Iniziativa: è legittimata al presentatore di un testo e i soggetti che possono

presentarlo sono i parlamentari (singoli o in gruppo), essi presentano una proposta di

legge ossia un testo di regole normalmente sviluppato in articoli separati che viene

sottoposto alla camera per trasformarlo in legge; il governo che è l’organo che detiene

il potere esecutivo (amministra e governa lo stato) ed è un organo contrapposto al

parlamento ma il governo per governare ha bisogno del parlamento per fare approvare

le eleggi e ha la possibilità di presentare disegni di legge che devono essere approvati

prima dal presidente della repubblica e poi dal parlamento; i cittadini che devono

presentare una proposta di legge raccogliendo 5000 firme ed è uno strumento di

democrazia diretta; i consigli regionali che ppossono presentare un proposta di legge; il

consiglio nazionale dell’economia e del lavoro CNEL che è un organo il cui compito di

consulenza delle camere e del governo per le materie di economia e lavoro ma può

presentare iniziative di legge; i singoli comuni.

- Delibera: la fase deliberativa si sviluppa e si concreta nell’esame e nell’approvazione del

testo. Il testo può essere approvato come risultato o conseguenza di diversi

procedimenti. Il primo procedimento normale prevede che il testo venga presentato

alla camera e venga esaminato dalla commissione parlamentare a seconda della funzione

e dell’oggetto del testo. La commissione lo esamina, lo approfondisce, lo dibatte allo

scopo di riferire al parlamento(in tal caso la commissione opera in sede referente

perché riferisce all’aula le decisioni da assumer). A questo punto arriva in camera o

senato che dibatte a seconda di ciò che ha descritto la commissione. La camera discute

la legge e poi la vota articolo per articolo votando anche gli emendamenti (aggiunte,

sottrazioni e modifiche). Alla fine di questa approvazione ci sarà un’ulteriore

approvazione complessiva. Può capitare che nella seconda lettura si apportano le

modifiche e quindi dovrà essere riapprovato alla prima camera e questo può andare

all’infinito fino a che il testo viene approvato in modo uguale. A questo punto la legge

viene approvata ma non è ancora idonea a produrre effetti giuridici. Questo è il

procedimento normale ma vi sono procedimenti speciali che tengono ad accelerare o

semplificare il compito del parlamento. Il quorum di approvazione deve essere la

maggioranza relativa (50+1) dei presenti.

Il primo procedimento speciale si applica nella maggior parte dei casi le commissioni

possono fare di più e possono operare in sede deliberante ossia il testo è approvato

dalla commissione che istituisce e approfondisce il testo e si esclude di portare il testo

in parlamento. È importante che le commissioni rispettino i rapporti di forza dell’aula

perché in questo caso si sostituiscono all’aula stessa. Ci sono altre leggi che non

possono essere approvate su commissione come i disegni in materie costituzionale,

l’approvazione di bilancio e la ratifica di trattati internazionali. Può succedere che

mentre la legge è in commissione possa passare al parlamento perché trattasi di

materia più importante.

Il secondo procedimento speciale prevede che le commissioni operino in sede redigente

perché redicono il testo e riassumono più testi in uno unico. Redige la commissione

stessa il testo che verrà presentato alla camera che l’approverà articolo per articolo e

quindi prosegue con il procedimento normale.

- Promulgazione: la promulgazione è l’atto con il quale il presidente della repubblica

approva la legge e consiste non solo nell0atto formale ma in un controllo che il

presidente fa sulla costituzionalità della legge e infatti può non promulgarla se ci sono

contrati con la costituzione e rimandarla lle camere con una lettera di giustificazione.

Le camere possono modificarla secondo le disposizioni del presidente o riapprovare lo

stesso testo e rimandarla al presidente che questa volta è obbligato a promulgarla. Con

la promulgazione la legge diventa efficace.

- Pubblicazione: il testo deve essere pubblicato sulla gazzetta ufficiale in modo che i

cittadini ne vengano a conoscenza. Viene quindi resa nota e il quindicesimo giorno entra

in vigore (vacatio legis).

ITER LEGIS COSTITUZIONALE: Il Parlamento ha il potere di modificare la Costituzione

nonostante non sia l’organo di formazione costitutivo. La costituzione conserva al suo interno

un potere di revisione costituzionale. Tale modifica deve avvenire seguendo un iter legis

diverso da quello per le leggi ordinarie, più complesso e approfondito. Il procedimento di

revisione costituzionale prevede l’approvazione due volte da ambedue le camere a distanza di

3 mesi l’una dall’altra. Va quindi approvato il testo sia alla camera poi al senato e dopo 3 mesi il

testo viene risotto posto ad esame delle due camere. Tale procedimento è voluto perché

dimostra l’oggetto della concordia e dell’effettiva volontà di cambiamento del testo. Il quorum

o il tipo di maggioranza che deve essere raggiunto per l’approvazione è la maggioranza assoluta

dei componenti. Se viene raggiunta la maggioranza assoluta ma non quella dei 2/3 non viene

promulgata ma solo pubblicata sulla gazzetta ufficiale. Può essere poi chiesto un referendum

attuando uno strumento di democrazia diretta chiamando il popolo alle urne e viene contata la

maggioranza dei votanti. Il potere del parlamento che prevede la revisione costituzionale non

prevede la possibilità di creare parzialmente o totalmente un’altra costituzione ma solo

l’adeguamento del tempo e tale potere è vincolato dalla costituzione stessa. La forma

repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. Il potere revisionale è

limitato ai principi fondamentali della costituzione. Un altro limite è quello che non sono

violabili le forme indicate dalla costituzione stessa per la sua modifica quindi si dice rigida.

REFERENDUM ABROGATIVO: La democrazia diretta ossia la chiamata in causa del popolo

non è particolarmente valorizzata in Italia. I mezzi di democrazia diretta sono i referendum.

Il referendum abrogativo ha per oggetto leggi già in vigore su cui si pone la questione di

modificarle o eliminarle. La legge determina le modalità di attuazione del referendum. Il

referendum deve essere chiesto o da 500 mila elettori o da 5 consigli regionali. Per gli

elettori bisogna raccogliere le firme sulla base di una proposta referendaria i quali promotori

la depositano impegnandosi a raggiungere la quota entro 3 mesi. Vi è una verifica formale per

verificare che le firme raccolte siano autentiche. Vi è una verifica di ammissibilità di natura

sostanziale in quanto alcune leggi non possono essere oggetto di referendum come le leggi

tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto (potere di grazia su questioni penali, l’amnistia

cancella i reati, l’indulto cancella la pena) e ratificazione dei trattati internazionali. La

richiesta di referendum deve essere sottoposta alla corte costituzionale per verificarne la

possibilità di abrogazione. La richiesta referendaria è sottoposta a due controlli, uno della

Corte di Cassazione che valuta l’aspetto formale, poi vi è un controllo della Corte

Costituzionale che analizza l’oggetto della richiesta e vede se è compatibile con la

Costituzione. Quando il quesito referendario è ritenuto ammissibile, il Presidente della

Repubblica ne fissa la data. Perché la legge venga abrogata è necessario che vada a votare la

metà più uno degli aventi diritti al voto e tra questi la maggioranza dei votanti.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PRESIDENTE DELLE REPUBBLICA: E’ il capo dello stato e non si colloca in nessuno dei tre

poteri. E’ un’autorità formale, una carica dello stato eletta dal parlamento in seduta comune

integrato da rappresentanti delle regioni (3 per regione e 1 per Val d’Aosta). Il soggetto

candidato deve avere almeno 50 anni e rimane in carica 7 anni per garantire stabilità.

FUNZIONI ORDINARIE: Svolge funzioni proprie di tutti e tre i poteri e si distinguono

competenze di natura simbolica o formale e competenze di natura sostanziale. Il presidente

della Repubblica rappresenta l’unità nei rapporti internazionali ed è capo dello stato. Indice le

elezione, autorizza i disegni di legge, nomina i funzionari dello stato, accredita e riceve i

rappresentanti degli stati esteri, è capo dell’esercito, dichiara lo stato di guerra, presiede il

consiglio superiore della magistratura, può concedere la grazia e conferisce onorificenze.

Nella pratica svolge una funzione di rappresentanza delle decisioni prese da altri organi e dà

ad esse carattere ufficiale.

FUNZIONI SPECIALI: La prima funzione speciale è quella di risoluzione delle crisi di

governo attraverso la nomina di un nuovo capo del governo individuato in base alla situazione e

alle preferenze. Un’altra funzione è quella di sciogliere anticipatamente le camere (potere

presidenziale e funzione sostanziale) sulla base di giustificazioni idonee e deve chiedere il

parere dei due presidente delle camere (essi sono arbitri e non hanno funzioni politiche). Il

presidente della repubblica può sciogliere le camere quando cade il governo e non riesce a

rimpastare il governo ossia a ottenere la fiducia del parlamento quindi interviene il presidente

della repubblica. Il semestre bianco è il semestre che precede la fine della legislatura del

presidente della repubblica e in tale periodo il presidente non può sciogliere le camere in

quanto negli ultimi sei mesi il suo potere risulta affievolito e non può esercitare una funzione

cosi incisiva e inoltre si vogliono evitare i rischi di una rielezione. Il presidente della

repubblica può sciogliere le camere se il parlamento non esprime più la volontà popolare. Il

presidente può mandare messaggi alle camere per abbassare i toni e i contrasti politici. Il

presidente è garante del sistema costituzionale quando tale sistema entra in crisi ed applica

le funzioni sostanziali e non soltanto simboliche.

RESPONSABILIA’: Nessuna carica politica dello stato può determinare le dimissioni del

presidente della repubblica e la responsabilità politica si configura solo nella possibilità di

criticarlo. Per quanto riguarda la responsabilità civile, il presidente della repubblica è

responsabile dei danni arrecati a terzi indirettamente in quanto tutti gli atti che firma

vengono controfirmati da un altro soggetto del governo che ne assume tutte le responsabilità

e sarà questo soggetto a dover rispondere dei danni. Per quanto riguarda la responsabilità

penale per gli atti riguardanti l’esercizio delle sue funzioni esso è irresponsabile penalmente

tranne che per alto tradimento e attentato alla costituzione (viene processato direttamente

dalla corte costituzionale). Per gli atti al di fuori della sua funzione, l’ordinamento giuridico

non regola tale situazione in quanto la carica che riveste il soggetto non dovrebbe nemmeno

essere compatibili con reati, tuttavia la giurisprudenza implica la regolamentazione come gli

altri cittadini. IL GOVERNO

GOVERNO: Il governo è l’organo dello stato che detiene il potere esecutivo e quindi

amministra gli apparati pubblici statali. Il passaggio da stato liberale (astensionista che non

interviene nei rapporti sociali e nel mercato) a stato interventista (assistenza) e il governo si

fa carico di tali compiti. Il governo è un organo collegiale perché è composto dal Presidente

del consiglio e dai ministri ed è complesso (composto da più persone) e ineguale (perché il

presidente del consiglio è il primo tra pari coordinando il funzionamento del consiglio ma in

parità con essi).

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Il presidente del consiglio e i ministri sono nominati dal

presidente della repubblica. Il presidente della repubblica di fatto nomina il presidente del

consiglio e su suggerimento di quest’ultimo nomina i ministri. Quindi il presidente del consiglio

non è eletto tramite sistemi elettorali. Tuttavia da quanto lo stato italiano è diventato

bipolare (due schieramenti maggiori) si sono posti a capo dei due schieramenti come

rappresentanti due candidati a presidenti del consiglio. Il presidente del consiglio suggerisce

uno schema ministeriale in base alle competenze. Il presidente del consiglio dirige il governo e

ne è responsabile, mantiene l’indirizzo politico e legislativo mantenendo l’unità.

QUESTIONE DI FIDUCIA: Il governo per avere la carica deve ottenere la fiducia entro

dieci giorni dalla nomina presso le due camere illustrando il programma di governo tramite

voto palese e nominale. Ottenuta la fiducia il governo ottiene pieni poteri e può iniziare il suo

compito. Il fatto che una proposta possa non trovare accoglimento in parlamento non equivale

a sfiducia. La sfiducia può essere presentata con mozione da parte dei parlamentari per

mettere in discussione il rapporto che lega parlamento e governo, tale mozione può essere

votata dopo tre giorni dalla sua presentazione per evitare assenze. Il governo stesso può

porre la questione di fiducia su una legge per questioni di fretta evitando tutto l’iter. Se il

governo non ottiene la fiducia il governo è sfiduciato e si deve dimettere. La sfiducia può

essere riferita all’intero governo o a un solo ministro.

MINISTRI: La scelta dei ministri contribuisce ad allargare l’area di gradimento politico. Il

governo si compone anche di sottosegretari o viceministri che collaborano con i ministri e

hanno competenze delegate loro dai ministri. Ogni ministro ha dei compiti specifici. I ministri

possono essere con portafogli (ha un ministero di riferimento al quale lui è preposto) o senza

(non ha un ministero di riferimento). Il ministero è una struttura amministrativa di cui si

serve il ministro per svolgere le sue funzioni. Quindi da un lato il ministro opera all’interno del

governo e dall’altro è capo di un apparato e opera come rappresentante di quell’apparato. I

ministri ad interim sono quei ministri o lo stesso presidente del consiglio che si assumono gli

incarichi di altri ministri che si sono dimessi in attesa di nominare eventualmente un nuovo

ministro. Il rimpasto ministeriale si ha quando il governo in carica decide di cambiare uno o più

ministri. Il governo opera come organo collegiale attraverso i ministri e avvalendosi di

strutture intermedie come il Consiglio di Gabinetto (mini governo composto dai ministri di

maggiore peso). Per svolgere la sua attività spesso il governo si avvale anche di comitati per

gestire particolari settori di attività composti dai ministri competenti.

RESPONSABILITA’: Anche per il governo la Costituzione prevede responsabilità per il

presidente del consiglio e per i ministri che sono sottoposti alla giurisdizione ordinaria per i

reati. I reati commessi dal governo nell’esercizio delle sue funzioni erano rimessi alla corte

costituzionale tuttavia tale garanzia è stata rimossa e i soggetti in questioni vengono giudicati

dal tribunale dei ministri che viene designato per sorteggio presso il tribunale di competenza,

tuttavia il tribunale dei ministri è un normale tribunale. Per reati commessi nell’esercizio delle

funzioni ministeriali riguardante presidente del consiglio e ministri si intendono quei reati che

trovano occasione nello svolgimento di tali funzioni. Lo status parlamentare è una condizione

sotto cui si trova il parlamentare. La responsabilità è limitata e sotto il profilo penale

necessità dell’autorizzazione da parte della camera di appartenenza di iniziare il processo. Vi

sono procedimenti particolari solo per i reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni. Se il

reato non è ministeriale il processo da applicare è quello normale. In caso di reato

ministeriale, il governo non può essere arrestato se non con autorizzazione della camera di

appartenenza. La scelta di un meccanismo di autorizzazione a procedere se il reato è

ministeriale è differente rispetto a quello non ministeriale in quanto si deve andare al

tribunale dei ministri (non è un tribunale politico ma composta da magistrati che per dare

maggiore garanzia vengono sorteggiati) e inoltre, perché il procedimento penale possa andare

avanti è necessari l’autorizzazione della camera.

COMPETENZA NORMATIVA: In generale il governo deve dare esecuzione alle leggi ma in

alcuni casi esercita potere legislativo. La competenza normativa del governo si esprime

tramite i decreti legge, i decreti legislativi e regolamenti. I decreti sono atti equiparati alla

legge. Il governo può con delegazione delle camere emanare decreti che hanno il valore delle

leggi ordinarie (modifica, abrogazione). I due tipi di decreti formalmente sono del presidente

della repubblica ma in sostanza sono fatti dal governo, il presidente della repubblica può

comunque non firmarli, tali fonti normative sono primarie. Vi sono poi fonti secondari che si

concretano nei regolamenti e si collocano al di sotto delle leggi e dei decreti.

- I decreti legislativi (delegati) trovano la loro giustificazione nell’esigenza temporale

per ragioni tecniche, quindi le camere possono delegare il governo a operare in un

determinato ambito per formulare atti normativi. Assumono la veste di decreti del

presidente della repubblica e entrano in vigore come le leggi ordinarie assumendone lo

stesso valore. La delega deve indicare un oggetto (materia) ed essere circoscritta al

rispetto di taluni principi e criteri per un tempo limitato (2 anni ordinariamente). Se il

decreto legislativo non rispetta tali limiti può essere giudicato dalla Corte

Costituzionale.

- I decreti legge sono provvisori e hanno effetti di legge (equiparato) e vengono emanati

in situazioni di urgenza dal governo sotto la sua responsabilità quando particolari

circostanze lo impongano (casi straordinari). I decreti legge entrano in vigore il giorno

stesso in cui vengono pubblicati sulla gazzetta ufficiale e assumono la veste di decreti

del presidente della repubblica. Tale decreto deve essere presentato alle camere (se

sono sciolte vanno riunite entro 5 giorni) il giorno stesso della pubblicazione per

convertirlo in legge entro 60 giorni, se ambedue le camere non lo hanno approvato il

decreto legge decade per inefficacia immediata e gli effetti prodotti nei 60 giorni

vengono meno. I decreti legge non possono essere rinnovati alla decadenza facendone

un altro più o meno uguale, si può solo presentare iniziativa di legge al parlamento e

seguire il procedimento ordinario.

- I regolamenti non sono leggi e non devono passare per il parlamento (non sono

espressione della volontà popolare), non vengono controllati e limitati dal parlamento

ma sono solo espressione del governo. I regolamenti possono essere di esecuzione

(introduce elementi specifici rispetto a una disciplina, definendo ulteriormente), di

attuazione e/o integrazione (definiscono meglio una legge di principio), indipendenti

(disciplinano fenomeni non regolati da legge), di organizzazioni (sono disposti nella

pubblica amministrazione per organizzare gli uffici), delegati (alcune leggi vengono

trasformate in regolamenti perché si può poi incidere in maniera più sollecita sull’atto

normativo in questione che non è più competenza del parlamento; in tal caso il

regolamento delegato si può intervenire sul regolamento che prima era legge).

LA CORTE COSTITUZIONALE

GIUDICI: La corte costituzionale è un organo composto da 15 giudici la cui designazioni è

ripartita tra 3 diverse sedi (5 per le più alte giurisdizioni come cassazione, corte dei conti e

consiglio di stato; 5 dal presidente della repubblica e 5 dal parlamento in seduta comune). I

giudici devono essere dei giuristi (professori o avvocati o magistrati). È un organo qualificabile

come potere dello stato autonomo e indipendente. La carica dei giudici dura 9 anni.

SISTEMI: Si può avere un sindacato (giudizio) diffuso (giudizio se la legge è costituzionale o

meno è attribuito a qualunque giudice) o accentrato (i singoli giudici non possono spingersi a

dire che una legge è incostituzionale ma devono segnalarla a un organo apposito). In un sistema

diffuso se il giudice decide che la legge è incostituzionale non la applica tuttavia la non

attuazione riguarda solo le parti della causa esaminata dal giudice stesso, un altro giudice

potrebbe applicarla. Vi è quindi una situazione di confusione perché la legge si configura

legittima o meno in base al giudice chiamato ad applicarla (libero arbitrio). Nei sistemi

anglosassoni a causa della mancanza di un codice scritto, la sentenza costituisce legge e si

garantisce che un’eventuale situazione di confusione venga limitato in quanto nei casi analoghi

verrà applicata la decisione della sentenza precedente. Nel sistema italiano ciascun giudice

applica la legge per ciò che c’è scritto e non si deve tenere conto dei precedenti

giurisprudenziali quindi si possono avere sentenze che giudicano in modo diverso. Il sistema

italiano adotta il sindacato accentrato in quanto se vi è una questione di costituzionalità della

legge, questa va segnalata alla corte costituzionale che analizzerà la legge in questione e se la

ritiene incostituzionale la eliminerà dall’ordinamento evitando situazioni di confusione. La

corte costituzionale non opera un controllo all’origine ma solo quando gli viene segnalata una

legge quindi deve essere chiamata in causa per giudizio in via principale o di azione (tutela

dello stato e delle regioni nei reciproci rapporti per invasione di competenza segnalata da

stato o regione che impugnano una legge approvata dall’altro soggetto entro 60 giorni dalla

pubblicazione sulla gazzetta ufficiale per illegittimità di competenza proponendo il ricorso alla

corte costituzionale; la causa è l’azione; tale giudizio è utilizzabile solo per conflitti legislativi

tra stato e regioni) oppure per giudizio in via incidentale o di eccezione (tale giudizio nasce da

un’eccezione o incidente processuale ossia nasce in un normale processo per eccezione dovuta

al dubbio di una delle parti nei confronti dell’altra appellandosi all’incostituzionalità della legge

proposta, quindi il giudice deve sospendere il processo e segnalare la legge alla corte

costituzionale) e in questo caso il giudice non è obbligato a segnalare la legge alla corte

costituzionale e deve verificare che la questione sia rilevante (pertinente al processo) e non

deve essere infondata (seria senza scopo di ritardare il processo).

FUNZIONI: La corte costituzionale è un organo che collega governo e magistratura. Essendo

la costituzione una fonte rigida, deve esserci un controllo sulla costituzionalità delle leggi e

deve essere operato dalla corte costituzionale. A fronte dell’introduzione dell’autonomia

regionale si è reso necessario l’introduzione di una corte in grado di risolvere le controversie

in materia costituzionale. La responsabilità penale del capo dello stato è giudicata dalla corte

costituzionale per quanto riguarda i reati di alto tradimento e attentato alla costituzione. La

corte costituzionale nasce per affrontare problemi conformità delle leggi alla costituzione,

corretta distribuzione dei poteri in ambito regionale e giudicare il capo dello stato. La Corte

Costituzionale è un potere di garanzia sul profilo giuridico insieme al Presidente della

Repubblica (garanzia generale come custode del sistema). La Corte costituzionale è stata

introdotta dalla costituzione stessa per garantire la legittimità delle leggi, la presenza di

un’autorità che risolva i conflitti tra stato e regioni e per istituire un giudice per i reati del


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kiki_horse di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Quaglia Alberto.

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