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L’obbligo di preavviso è necessario per motivi di sicurezza ed incolumità pubblica.

Poiché il divieto sia legittimo e quindi non contrastante con la libertà di riunione occorre che:

- Ci siano le motivazioni specifiche del divieto da parte dell’autorità

- La specificità della motivazione può riguardare singole riunioni

- La sussistenza di concreta possibilità di turbamento dell’ordine pubblico

- È vietato anche se impedisce la circolazione delle persone.

Art.17

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o

di incolumità pubblica

Un regime di favore è previsto per le riunioni elettorali per le quali non è necessario un preavviso e

sono assistite dalla legislazione penale che punisce l’inadempimento o la turbative di una riunione

elettorale. Unico limite e che non può aver luogo nel giorno delle elezioni e in quello precedente

Paragrafo 13 pag184-186

LA LIBERTA’ DI ASSOCIAZIONE

L’ART. 18 COST. riconosce e tutela il diritto e la libertà di associarsi liberamente.

Per associazione si intende l’organizzazione di un insieme di individui legati dal perseguimento di uno

scopo comune interno all’organizzazione ma tutelato giuridicamente.

Di conseguenza a tale libertà è riconosciuta ai cittadini la libertà di associarsi liberamente senza

permessi o autorizzazioni, la possibilità di costituire anche più associazioni che perseguono il

medesimo fine, ed è riconosciuta la libertà di non entrare a far parte di alcuna associazione.

Anche la libertà di associazioni subisce delle limitazioni, infatti è vietato l’associazionismo nell’art. 18:

la costituzione vieta le associazioni segrete e le associazioni militari.

- Le associazioni segrete sono quelle associazioni tenute segrete in quanto la loro attività è

diretta ad interferire sull’esercizio di funzioni costituzionali, di amministrazioni pubbliche, di

enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.

Per lo scioglimento delle associazioni segrete occorre una sentenza irrevocabile che ne accerti la

costituzione e successivamente un decreto del presidente del consiglio dei ministri dopo una

deliberazione del consiglio stesso che ne ordini lo scioglimento e disponga la confisca dei beni.

Art.18

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere

militare.

Le associazioni militari perseguono scopi politici il cui divieto è finalizzato a tutelare il normale

svolgimento della vita politica del paese che vorrebbe inevitabilmente lese dalla costituzione di

organizzazioni potenzialmente violente.

Paragrafo 14 pag186-187

LA LIBERTA’ DI ASSOCIAZIONE

L’art. 19 cost. riconosce a tutti il diritto di manifestare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi

forma sia individuale che associata, di forma propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il

culto.

L’unico limite dell’art. 19 prevede quello che i riti non siano contrari al buon costume.

A differenza dell’art. 8 che riguarda la libertà assicurata alla confessione religiosa, l’art. 19 rigaurdea la

libertà riferita ai singoli.

Art.19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di

esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume

48

Quindi l’individuo può scegliere di essere ateo, religioso, di avere una o nessuna fede religiosa, può

professare o non professare la propria religiosità ecc.

Paragrafo 15 pag187-192

LA LIBERTA’ DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO

All’art. 21 la costituzione riconosce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero in

tutte le forme possibili. In quanto ogni uomo è diverso dall’altro e nella sua specificità ha un suo modo

di percepire la realtà, vedere le cose, concepire la vita.

Accanto al riconoscimento della libertà di pensiero e di espressione il costituente ha previsto la libertà

di scelta attraverso cui esprimersi: la parola, lo scritto, oppure attraverso la musica, la pittura, la

radiotelevisione, i mass-media, la televisione.

L’art. 21 pone come limite il buon costume, il buon costume è il comune senso del pudore e della

pubblica decenza secondo il sentimento medio della comunità.

L’art. 21 al comma 6 dispone che sono vietate la pubblicazione e stampa, gli spettacoli e tutte le altre

manifestazioni contrarie al buon costume.

L’art. 21 detta particolari prescrizioni per la stampa.

Essa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art.21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa

espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della

stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore,

fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato

e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce

provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Però può essere disposto a sequestro in caso di delitti per i quali la legge sulla stampa lo autorizza

espressamente, oppure nel caso della violazione della norma.

Paragrafo 16 pag192-194

DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI

La costituzione all’art. 22 sancisce che nessuno può essere privato per motivi politici, della capacità

giuridica, della cittadinanza e del nome.

Ogni cittadino possiede uno status, esso è il presupposto per godere anche della cittadinanza europea,

consente di essere titolare di vari diritti di libertà, civili e politici, nonché di vari doveri.

I diritti e i doveri politici sono disciplinati dall’art. 48 è stata operata nei confronti degli stati membri

della normativa comunitaria, la quale consente ad essi indipendentemente dalla cittadinanza statale, il

diritto del voto e di eleggibilità delle elezioni comunali, nonché al parlamento europeo negli stati in cui

risiedono.

Mentre all’art. 51 abbiamo l’eguaglianza di elettorato, cioè il diritto di elettorato sia attivo che passivo

è attribuito in maniera eguale fra uomini e donne

Art.48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti

all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati

seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

49

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità

morale indicati dalla legge.

Art. 50.

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Art. 51. (1)

Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i

requisiti stabiliti dalla legge.

A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra

donne e uomini.

La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di

lavoro.

L’art. 50 stabilisce che tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle camere per chiedere

provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Paragrafo 17 pag194

STRANIERI E CITTADINI EUROPEI

La nostra costituzione all’art. 10 cost. riconosce e tutela lo status di straniero.

Tale articolo sancisce che: la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità

alle norme e trattati internazionali.

Il fenomeno dell’immigrazione extracomunitaria in italia ed in altri paesi europei, ha spinto alla

previsione di una normativa che disciplinasse l’ingresso, il soggiorno e l’espulsione dello straniero al

fine di contrastare l’immigrazione clandestina in conformità alla politica dell’UE in materia.

Il decreto legislativo 286/1998 modificato dalla legge 189/2002 riconosce:

- Agli stranieri presenti sul territorio, indipendentemente dalla presenza irregolare, i diritti

fondamentali della persona previsti dal diritto interno, delle norme e convenzioni

internazionali e dal diritto internazionale generalmente riconosciuto.

- Gli stranieri muniti del permesso di soggiorno la parità di trattamento e uguale diritti spettanti

ai lavoratori italiani.

- Ai lavoratori stranieri regolarmente soggiornati la parità di trattamento è uguale diritti

spettanti ai lavoratori italiani

La parità di trattamento fra stranieri e cittadini italiani riguarda anche la tutela giurisdizionale dei

diritti e degli interessi legittimi.

Allo straniero che lascia il proprio paese a causa dell’impossibilità di esercitare in modo effettivo la

libertà democratica consacrata nella nostra costituzione è riconosciuto il diritto di asilo o in caso di

abbandono del proprio paese per motivi politici o religiosi, lo straniero può richiedere rifugio

politico.

L’estrazione dello straniero è previsto nell’ottica della collaborazione fra stati per la repressione dei

reati comuni.

Art.10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei

trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto

d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici

L’espulsione dello straniero è la misura di allontanamento di esso del territorio dello stato ed è

previsto come misura amministrativa in caso di violazioni delle norme sull’ingresso e soggiorno nel

nostro paese, come misura di sicurezza alternativa alla detenzione in caso di reato, su ordine del

giudice per motivi di ordine pubblico e di sicurezza dello stato da parte del ministro dell’interno.

Extracomunitario cittadino di uno stato che non appartiene all’UE

Straniero cittadino non italiano e non apolide

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Paragrafo 18 pag195-200

PARTITI POLITICI NELLA COSTITUZIONE ITALIANA

La costituzione italiana definisce il partito politico come tipica associazione di persone.

L’art. 49 cost. prevede che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per

concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale

Sono vietati partiti segreti, partiti che abbiano finalità vietate ai singoli dalla legge penale, o che si

dotino di un’organizzazione di tipo militare.

Le norme non escludono che anche gli stranieri e gli apolidi possono far parte di partiti

L’art. 49 non tutela peraltro soltanto la libertà positive di associarsi in partiti, ma anche quelle

negative di non associarsi ad alcun partito.

Il partito ha il diritto di valutare insindacabilmente se ammettere o non ammettere nel proprio partito

determinati cittadino o di respingere le loro domande di ammissione.

L’art. 49 riconosce a tutti i cittadini la libertà di associarsi in partiti politici, attribuisce loro al tempo

stesso un eguale diritto.

Non possono quindi farsi discriminazioni tra i partiti come non possono farsi discriminazioni tra i

cittadini per la loro appartenenza a questo o a quel partito perché ciò contraddirebbe l’art. 3

La stessa costituzione in deroga all’art. 49 ammette limiti nei confronti di alcuni partiti e alla libertà di

adesione agli stessi.

La norma ammette la costituzione di qualsiasi partito esso non contraddica il metodo democratico.

Il metodo democratico costituisce un limite all’azione esterna dei partiti e può comportare la

repressione dell’attività condotta con metodi non democratici.

Ma è anche un limite rispetto all’attività interna e si riflette sull’organizzazione stessa dei partiti, in

quanto funzionalmente è collegata con l’attività esterna.

La presenza dei partiti all’interno delle istituzioni hanno un fondamentale ruolo all’interno del

parlamento.

Anche la disciplina della propaganda elettorale nel disciplinare l’accesso ai mezzi radio televisivi ha

preso in considerazione i partiti politici come soggetti politici, stabilendo per essi l’accesso a idonei

spazi di propaganda nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivi, intendendo per tali la diffusione di

programmi contenenti opinioni e valutazioni politiche, prescrivendo regole per i messaggi politici

elettorali su quotidiani e periodici.

Paragrafo 19 pag200

DOVERI COSTITUZIONALI

I doveri costituzionali dei cittadini sono sanciti da vari articoli tra cui:

- Il secondo comma dell’art. 2 che richiede a tutti i cittadini l’adempimento dei doveri

inderogabili di solidarietà politica economica e sociale.

Norme speciali:

- All’art. 52 da un lato afferma che la difesa della patria è sancito dovere del cittadino,

dall’altro lato sancisce l’obbligatorietà del servizio militare nei limiti e modi stabiliti dalla

legge.

- All’art. 53 stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della

loro capacità contributiva

- All’art. 54 da un lato stabilisce che tutti i cittadini di essere fedeli alla repubblica e di

osservarne la costituzione e le leggi, e le altre stabilisce che coloro cui sono affidati funzioni

pubbliche devono adempierle con disciplina e onore.

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Paragrafo 20 pag200-201

DIRITTI SOCIALI E FORMAZIONI SOCIALI

Accanto ai diritti di libertà la costituzione riconosce e garantisce ai singoli i diritti sociali, e allo stesso

momento prende in considerazione le formazioni sociali la cui attività è essenziale perché possa

realizzarsi lo stato sociale di diritto fondato sulla libertà, sull’eguaglianza e sulla solidarietà

È nella formazione e istituzione sociale che gli uomini hanno modi di manifestare la loro personalità ed

è da essa che viene influenzato e condizionato il proprio comportamento.

I diritti sociali sono i diritti dei cittadini a ricevere determinate prestazioni dagli apparati pubblici.

Paragrafo 21 pag201-203

CONFESSIONI RELIGIOSE

I rapporti tra lo stato e le confessioni religiose possono essere di tipo confessionale dove lo stato

assume una religione propria e si adegua alla sua dottrina, oppure di tipo laico, condizione in cui lo

stato si pone in posizione naturale rispetto alle varie confessioni religiose.

Con la chiesa cattolica i rapporti dello stato italiano sono stati regolati dai partiti lateranensi dell’11-2-

1929 resi esecutivi in italia con la legge n° 810.

Essi sono costituiti da un trattato che ha riconosciuto la sovranità interna della santa sede sulla città

del vaticano e quella internai zonale, da una convenzione finanziaria e da un concordato che ha

regolato i rapporti tra stato e la chiesa.

La costituzione italiana all’art. 7 ha affermato al primo comma: che Lo Stato e la Chiesa cattolica

sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Al secondo comma afferma che: I loro

rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non

richiedono procedimento di revisione costituzionale

Mentre la chiesa cattolica ha riconosciuto allo stato italiano il requisito della sovranità, ciò non è

avvenuto nei confronti della confessioni religiose diverse da quella cattolica.

L’art. 8 della costituzione dopo aver affermato al primo comma: Tutte le confessioni religiose sono

egualmente libere davanti alla legge, al secondo comma ha stabilito che: Le confessioni religiose

diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non

contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

Mentre il terzo comma stabilisce che: I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di

intese con le relative rappresentanze.

Paragrafo 22 pag204-205

FAMIGLIA

Tra le formazioni sociali la Costituzione italiana prende in particolare considerazione la famiglia, alla quale

gli articolo 29, 30 e 31

Art. 29 I comma:

la famiglia è espressamente riconosciuta come società naturale fondata sul matrimonio. Essa è costituita

dall’unione tra uomo e donna col vincolo matrimoniale e dà luogo alla famiglia coniugale. Non sono quindi

riconosciute e garantite dalla costituzione le mere unioni di fatto.

L’ordinamento italiano prevede tre tipi di matrimonio: - civile, concordato, culto ammessi.

Con la lette 1.12.1970 n° 898 e stato istituito l’istituto del divorzio, la quale ha anche previsto la cessazione

degli effetti civili del matrimonio concordatario. 52

(3° comma articolo 29) la legge sancita nel 1975 sui diritti di famiglia stabilisce l’eguaglianza morale nei

limiti stabiliti a garanzia dell’unità familiare.

Art:30 I comma:

è dovere e diritto dei genitori mantenere, istituire ed educare i figli, anche nati fuori dal matrimonio, di

tutelare la maternità, la gioventù e l’infanzia in quanto situazione meritevoli di tutela giuridica e di

protezione.

II comma:

nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede all’assoluzione dei loro compiti

III comma:

la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei

membri della famiglia legittima.

Art 31 I comma:

la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e

l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose,

II comma

Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Paragrafo 23 pag205-207

SALUTE

La salute è tutelata dalla costituzione italiana all’art. 32.

I comma: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della

collettività. La tutela della salute è affidata a tutti gli enti che compongono la Repubblica, ai quali è imposto

anche l’obbligo di apprestare cure gratuite agli indigenti.

II comma : dell’individuo, Nessuno può essere obbligato a un

garantisce poi la libertà e la dignità

determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso

violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La materia della salute è fatta rientrare dall’art. 117 cost. Nell’ambito della legislazione concorrente tra

stato e regione.

L’art 118 Cost. afferma che l’attività amministrativa, concernente la sanità va distribuita tra i vari enti

territoriali secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Trattamenti sanitari obbligatori possono essere disposi dalle Autorità sanitarie per esigenze pubbliche (es.

vaccinazioni, cure obbligatorie in caso di epidemia, trattamenti sanitari per malati mentali, ecc) nei casi di

necessità ( pericolo di vita oppure quando il malato non è in condizione di manifestare la propria volontà).

Sono invece vietate imposizioni di cure per la salute dei singoli individui in quanto contrarie alla libertà di

scelta individuale.

Paragrafo 24 pag208-209

AMBIENTE ED ECOSISTEMA

La tutela dell’Ambiente ed ecosistema rientra nella potestà legislativa esclusiva dello stato, ai sensi dell’art

117 II comma

L’ambiente e l’ecosistema vengono identificati con l’aria, l’acqua, la flora, la fauna ed i connessi equilibri

biologici. A loro tutela si è previsto il risarcimento del danno ambientale e si è altresì ammessa la

responsabilità dei funzionari e degli amministratori pubblici.

53

Nell’ambiente rientra anche il paesaggio che trova peraltro una specifica tutela nell’art 9 cost. tra i principi

fondamentali della repubblica.

A tutela del paesaggio il legislatore può porre vincoli di ordine generale a determinati beni.

Paragrafo 25 pag209-213

CULTURA ED ISTRUZIONE

Tra i principi fondamentali della costituzione vi è quello che impone la tutela della cultura e della ricerca

scientifica e tecnica.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

All’art 9 (I comma)

II comma: Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

L’art 117 ha attribuito la potestà legislativa esclusiva dello stato la disciplina generale dell’istituzione. In tale

potestà legislativa esclusiva rientra anche la tutela dei beni culturali

I valori culturali trovano ulteriore conferma e disciplina agli art. 33 e 34

Art 33

I comma: L’articolo afferma la libertà dell’arte della scienza e del loro insegnamento

II comma: È compito della repubblica istruire le scuole statali per tutti gli ordini e gradi

III comma: Gli enti privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo

stato.

La previsione della mancanza di oneri per lo stato sta a significare che non può imporsi un obbligo per lo

stato di assumersi gli oneri per finanziare le scuole istituite da enti e privati, ma non esclude che lo stato

possa avvalersi di scuole di tal genere provvedendo al relativo finanziamento per realizzare specifiche

finalità pubbliche. In tali ipotesi le scuole assumono un carattere pubblico.

IV comma: Per le scuole non statali è previsto la possibilità di richiedere la parità con quelle statali, ma in

tal caso resta ferma la loro libertà e deve comunque essere assicurata la parità di trattamento scolastico

rispetto agli alunni delle scuole statali.

V comma Il controllo su tutte le scuole viene poi assicurato dall’esame di stato, che è prescritto per

l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole e per la loro conclusione

Anche per l’abilitazione all’esercizio della professione è prescritto un esame di stato col quale si accerta che

chi intende esercitare una professione possiede i prescritti requisiti di preparazione e di capacità.

VI comma Assicura alle istituzioni di alta cultura, università ed accademie il diritto di darsi ordinamento

autonomi nei limiti stabiliti dalla legge dello stato.

Art 34

I comma: “La scuola è aperta a tutti” si intende assicurare a tutti (non solo ai cittadini) il diritto

all’istruzione.

II comma: L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

III comma: I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti

degli studi.

IV comma: La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed

altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Paragrafo 26 pag213-216

LAVORO

54

L’art 1 della costituzione stabilisce che pone il

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

lavoro a fondamento della repubblica.

Per lavoro si intende qualsiasi attività lavorativa che, come dispone il II comma dell’art 4 concorra la

progresso materiale o spirituale della società, quindi un’attività socialmente utile.

Il lavoro è riconosciuto appunto come diritto del cittadino, ciò comporta che è fatto divieto a chiunque e in

particolare alle istituzioni della repubblica di ostacolare l’esercizio, ma non che il cittadino possa pretendere

di ottenere un determinato posto di lavoro.

La costituzione concepisce il lavoro anche come un dovere per il cittadino, imponendogli di concorrere al

progresso materiale e spirituale della società.

All’ Art 35

I comma: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

II comma: Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

III comma: Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e

regolare i diritti del lavoro.

IV comma: Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse

generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art. 36 cost stabilisce che:

I comma: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo

lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

II comma: La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

III comma: Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può

rinunziarvi.

Art 37 stabilisce il principio della parità tra sessi stabilito dall’art 3 I comma e in parte vi deroga.

I comma: Alla donna sono riconosciuti gli stessi diritti del lavoratore di sesso maschile e la stessa

retribuzione a parità di lavoro. La diversità di retribuzione può essere quindi giustificata soltanto da una

oggettiva diversità di prestazione lavorativa.

Alla donna lavoratrice è invece assicurata una tutela particolare per quanto concerne la condizione di

lavoro, che è connessa con la funzione familiare che per la costituzione ad essa è essenzialmente affidata.

Le condizioni di lavoro devono pertanto consentirle l’adempimento di tale funzione ed inoltre assicurarle,

se madre oltre al bambino una speciale, adeguata protezione.

Particolare tutela è apprestata al lavoro minorile dall’art 37 comma II e III

II comma: Il legislatore stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. Tale limite è fissato in 15 anni

di età.

III comma: E garantito ai minorenni il diritto alla parità di retribuzione a parità di lavoro.

Art 38

I comma: È diritto di ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere al

mantenimento e all’assistenza sociale.

II comma: È diritto di ogni lavoratore, e non dei soli cittadini, a che siano preveduti ed assicurati mezzi

adeguati per le loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità vecchiaia e disoccupazione

involontaria.

III comma: Assicura agli inabili ed ai minorati il diritto all’educazione e all’avviamento professionale

55

IV comma: Lo stato deve predisporre o integrare organi ed istituti col compito di attuare i principi stabiliti

nell’art 38

V comma: L’assistenza privata è libera.

L’art 117 II comma attribuisce la potestà legislativa in materia di tutela e sicurezza del lavoro, di previdenza

complementare e integrativa, restando affidata alle regioni ogni competenza.

Paragrafo 27 pag216-217

SINDACATI

L’organizzazione sindacale come stabilisce l’art 39 cost. è libera. E quindi ammesso il pluralismo delle

associazioni di questo tipo essendo assicurato a tutti indistintamente, lavoratori e datori di lavoro. Il diritto

di istituire i più diversi sindacati.

Il sindacato è un tipico strumento di tutela collettiva dei lavoratori.

L’unico obbligo che può essere imposto ad essi, è quello della registrazione presso uffici locali o centrali. La

registrazione peraltro può avvenire soltanto se gli statuti dei sindacati sanciscono un ordinamento interno.

(II comma)Tuttavia la legge che ave dovuto imporre l’obbligo della registrazione e disciplinare la stessa non

è intervenuta, per cui l’art. 39 a parte l’enunciazione della libertà organizzativa dei sindacati è rimasto

inattuato.

Essi stipulano mediante loro rappresentanze contratti collettivi di lavoro che non hanno efficacia erga

omnes (nei confronti di tutti), ma vincolano le parti che li hanno sottoscritti e i lavoratori che ad essi sono

iscritti sul piano del diritto privato.

I sindacati vengono inoltre ascoltati dagli organi politici istituzionali in vista della determinazione delle

scelte in materia di lavoro.

Art. 39.

L’organizzazione sindacale è libera .

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le

norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica.

Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con

efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Paragrafo 28 pag218-219

SCIOPERO

Il diritto di sciopero è una forma di lotta sindacale consistente nell’astensione dal lavoro stabilita in base ad

una decisione collettiva.

L’art 40 cost. nello stabilire il diritto di sciopero prevede che esso si esercita nell’ambito delle leggi che lo

regolano.

L’esercizio del diritto di sciopero non può svolgersi in modo che vengono violati principi e norme

costituzionali. Ne può essere violato il diritto di lavoro dei non aderenti allo sciopero, il diritto alla salute,

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all’integrità della vita, il diritto di poter usufruire dei beni patrimoniali privati o pubblici. Inoltre lo sciopero

non deve portare al danneggiamento dei beni privati o di pubblica appartenenza.

Paragrafo 29 pag218-219

I RAPPORTI ECONOMICI

La costituzione agli articoli 41 a 47 disciplina i rapporti economici. Essi costituiscono un ordine economico

costituzionale, frutto di un cosi detto compromesso tra due diverse posizioni ideologiche presenti in

assemblea costituente, quella orientata verso la libera iniziativa economica dei privati e quella orientata

verso la proprietà pubblica dei beni di produzione e una economia totalmente o prevalentemente affidata

alla mano pubblica.

Paragrafo 30 pag219-222

INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA

L’art 41 cost. sancisce che:

I comma: la libertà di iniziativa economica privata

II comma: tale libertà non è illimitata in quanto la costituzione vieta che possa svolgersi in contrasto con

l’unità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

L’introduzione di limite può essere ammessa soltanto in caso di acclarato contrasto dell’iniziativa

economica con i parametri stabiliti dalla costituzione.

Essi potranno, ad esempio prevedere forme di autorizzazione per determinate attività che possono

costituire pericolo per la pubblica incolumità o per la salute pubblica o individuale, o attentare alla libertà o

alla dignità dell’uomo

Il III comm: prevede che con legge possa indirizzarsi e coordinarsi sia l’attività economica pubblica che

quella privata verso fini sociali.

Possono poi prevedersi vari forme di intervento pubblico per regolare l’attività economica. Gli interventi

possono essere di indirizzo, di coordinamento di stimolo.

Lo stato è anche intervenuto attivamente nel mondo economico diventato esso stesso imprenditore,

realizzando servizi e producendo beni, senza limitarsi ad una attività di regolazione del mercato. Interventi

ed attività che non sono più realizzazione della comunità europea e con l’affermazione della libera

concorrenza e del libero mercato. Così si p proceduto a smantellare il sistema economico su cui si fondava

lo stato imprenditoriale, passando da uno regime pubblico ad uno di diritto privati.

Tra i vari interventi vi è stato quello di una disciplina antitrust. Agli stessi principi è stata ispirata la disciplina

dell’editoria e della radiotelevisione, misurate a garantire il pluralismo dell’informazione.

Si è proceduto inoltre alla trasformazione di numerosi enti pubblici, in società per azioni. L’IRI (istituto per la

ricostruzione industriale istituito nel 1931 per aiutare le imprese in crisi), dopo la sua trasformazione in

S.p.A è stato peraltro posto in liquidazione. L’ENI (ente nazionale idrocarburi) operante nel settore

petrolifero e chimico è stato trasformato in S.p.A.

Anche la cassa depositi è stata trasformata in S.p.A.

In questa fase di evoluzione del diritto dell’economia lo stato, in linea con i principi della libera concorrenza

nel mercato unico europeo, debba essere garante del sistema economico, equilibratore e regolatore del

suo corretto funzionamento, dettando regole generali di comportamento dei soggetti che operano nei

diversi settori economici, senza intervenire direttamente, a meno che non si tratti di settori particolari , c.d.

strategici. Lo stato quindi da stato imprenditore si è trasformato in stato regolatore.

57

Il termine regolatore è stato anche inteso nel senso di indicare un attività di formazione che si caratterizza

però da un lato per la specifica attinenza al mondo economico e dall’altro per la funzione di garanzia e di

vigilanza nell’applicazione delle regole che consentono il funzionamento del sistema economico.

Paragrafo 31 pag222-224

AUTORITA’ INDIPENDENTI E DI GARANZIA

L’esigenza di regolare e controllare i vari settori economici, ha indotto il legislatore ad istituire alcune

autorità amministrative con funzioni di garanzia, assicurando ad esse una posizione di indipendenza e di

autonomia e neutralità.

(art 97 cost).

L’indipendenza e l’autonomia sono assicurate dall’assenza di vincoli gerarchici e di subordinazione dalla

mancanza di responsabilità politica, dalla sottrazione a controlli da parte del governo e del parlamento. Ciò

non vuol dire però che le autorità non facciano parte del potere esecutivo amministrativo, in quanto sono

comunque organismi amministrativi e come tali rispondono al principio di legalità.

La neutralità comporta che la loro attività deve avere di mira il mantenimento delle regole del gioco nei

diversi settori dell’attività economica e in particolare dei pubblici servizi per il corretto funzionamento del

sistema economico.

Le autorità amministrative indipendenti sono a volte organi (monocratici o collegiali) a volte enti pubblici,

tra di esse vanno ricondotte la banca d’italia (e il suo governatore), la consob (commissione nazionale per le

società e la borsa) l’isvap (istituto di vigilanza sulle assicurazioni private) la commissione di garanzia

dell’attuazione della legge sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e l’AGCM

(autorità garante della concorrenza e del mercato).

Non vanno confuse con le autorità amministrative indipendenti le agenzie le quali sono titolari di funzioni

amministrative attive non di garanzia.

Paragrafo 32 pag224-225

COOPERATIVE A ARTIGIANATO

La costituzione all’art 45 riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza

finalità speculativa e stabilisce che essa va favorita e incrementata. Prescrive altresì che l’artigianato va

tutelato e incrementato.

L’art 46 stabilisce che anche il riconoscimento del diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle

aziende, la quale deve avvenire secondo le modalità e nei limiti stabiliti dalla legge.

Tuttavia il legislatore non ha provveduto a dettare una disciplina generale unitaria. Ciò probabilmente è

dovuto a ragioni storiche, politiche e sociali che in Italia hanno visto affermarsi un sistema di relazioni

industriali incentrato pressoché sulla negoziazione tra parti contrapposte (datori di lavoro e sindacati). Il

diritto sancito dall’art 46 cost, è stato invece esercitato dai lavoratori dipendenti solo per brevi periodi e

limitatamente all’esperienza di singole aziende.

Paragrafo 33 pag225-226

TUTELA DEL CREDITO E DEL RISPARMIO

58

L’art 47 cost. stabilisce che la repubblica tutela e incoraggia il risparmio in tutte le sue forme ed in

particolare favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, a quella diretta

coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese.

Esso inoltre attribuisce alla repubblica il compito di disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del

credito.

L’art. 117 attribuisce alla competenza esclusiva dello stato la tutela del risparmio e dei mercati finanziari,

mentre alla legislazione concorrente è riservata la materia delle casse di risparmio, delle casse rurali, delle

aziende di credito a carattere regionale e degli enti di credito fondiari e agrari a carattere regionale.

Paragrafo 34 pag226-228

PRIPRIETA’ E I SUOI LIMITI

La proprietà trovò riconoscimento nell’art 17 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del

1789 come diritto inviolabile e sacro. Anche lo stato albertino considerava la proprietà, anzi tutte le

proprietà senza alcuna eccezione inviolabili.

La costituzione italiana all’art 42 I comma dispone che la proprietà pubblica o privata e che i beni

economici possono appartenere allo stato, ad enti pubblici o privati.

Con riguardo alla proprietà privata al II comma non ha adoperato il termine inviolabile mentre usa i termini

riconosce e garantisce.

Deve quindi ritenersi che la proprietà privata è disciplinata dalla costituzione alla stregua di un diritto

fondamentale, che in quanto tale viene riconosciuto e garantito dalla legge, è la legge che nel disciplinarla

la conforma, determinandone i modi di acquisto e di godimento, nonché i limiti.

La conformazione della proprietà può variare a seconda delle diverse categorie di beni, ma il concetto

generale di proprietà è quello tradizionale, espresso dal dettato dell’art 838 cod. civ. come diritto di godere

e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo.

Il III comma dell’art 42 cost. riconosce anche la trasmissione ereditaria della proprietà disponendo che la

legge disciplina la successione legittima e testamentaria ed i diritto dello stato sulle eredità.

Possono quindi essere imposti limiti in via generale o particolare, ovvero autorizzazioni o imposizione alle

facoltà di godimento, può prevedersi al possibilità di trasferimenti coattivi di determinati beni, può essere

imposto di disfarsi di cose ove siano dannose.

Tuttavia occorre distinguere tra limite di carattere generale che guardano determinate categorie di cose,

limiti che la corte costituzionale ha ritenuto giustificabili sempre che abbiamo carattere generale e

oggettivo e limiti particolari, che colpiscono singoli beni.

Paragrafo 35 pag228-230

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA’

Si parla di trasferimento coattivo di beni immobili anzitutto quando ricorre l’istituto dell’espropriazione per

pubblica utilità.

Attualmente l’espropriazione è disciplinata dal T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia

di espropriazione per pubblica utilità

Per procedere alle espropriazioni per pubblica utilità di singoli beni immobili occorre:

59

a. Che l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale o in un atto equivalente

e che venga apposto il vincolo preordinato all’espropriazione sul singolo bene da espropriare

b. Che vi sia la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera

c. Che sia determinata anche provvisoriamente, l’indennità di espatrio.

Il vincolo del bene preordinato all’espatrio, dura circa 5 anni entro i quali va emesso il provvedimento che

dichiara la pubblica utilità dell’opera che si intende realizzare.

È previsto inoltre il diritto del proprietario del bene da espropriare di stipulare col soggetto beneficiario

dell’espatriazione l’atto di cessione del bene o della quota di sua proprietà.

Se l0opera pubblica non è realizzata o non iniziata nei 10 anni dopo l’esecuzione dell’espropriazione o ne è

impossibile la realizzazione, l’espropriato può chiedere la retrocessione del bene.

Paragrafo 36 pag230

NAZIONALIZZAZIONE

L’art 43 cost. consente la nazionalizzazione delle imprese. Essa può essere disposta con legge (riserva

assoluta di legge) per fini di utilità generale nei confronti di imprese o categorie di imprese che si

riferiscono a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio e che abbiano

carattere di preminente interesse generale. La legge che dispone la nazionalizzazione può riservare

originariamente o trasferire mediante espropriazione e salvo indennizzo tali imprese allo stato, ed enti

pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti.

Paragrafo 37 pag231

PROPRIETA’ AGRARIA

L’art 44 cost. detta una serie di disposizioni miranti ad ottenere lo sfruttamento del suolo e a stabilire equi

rapporti sociali.

Sono previsti limiti e obblighi alla proprietà terriera privata e, al fine di evitare il formarsi di latifondo, limiti

alla sua estensione.

È prevista inoltre la bonifica delle terre, la trasformazione dei latifondi esistenti e la ricostruzione delle

unità produttive. Sono altresì previsti aiuti alla piccola e media proprietà.

Il II comma del’art 44 ha preso in considerazione le zone montane prevedendo leggi in loro favore. E

numerosi sono stati anche a tal riguardo gli interventi del legislatore.

Paragrafo 38 pag231-233

BENI PUBBLICI

I beni pubblici si distinguono in beni demaniali, patrimoniali disponibili e patrimoniali indisponibili.

La demanialità inerisce alla natura del bene per la funzione cui esso è destinato.

Il demanio può essere necessario o eventuale. Quello necessario, come il lido del mare, le spiagge, le rade, i

porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le opere di difesa militare, appartiene allo stato. Quello eventuale è

costituito da beni come le strade, le autostrade e le strade ferrate, gli aerodromi, gli acquedotti, gli

immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico, le raccolte dei musei, delle pinacoteche,

degli archivi delle biblioteche, se appartengono allo stato, e dagli altri beni che sono assoggettati al regime

del demanio pubblico. Tali beni, come pure i cimiteri e i mercati comunali, possono appartenere anche agli

altri enti territoriali, costituendo così il loro demanio.

60

I beni demaniali sono inalienabili, impignorabili, non usucapibili e non ipotecabili pur potendo essere

costituiti diritti su di essi in favore di terzi, secondo normative di legge.

I beni del patrimonio indisponibile dello stato sono individuati in base alla loro destinazione pubblica, come

le foreste, le miniere, le cave e torbiere, quando la disponibilità è sottratta al proprietario del fondo, le cose

di interesse storico archeologico e artistico da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo.

Fanno altresì parte del patrimonio indisponibile dello stato o degli enti territoriali, e sedi degli uffici

pubblici, i loro arredi. Siffatti beni non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi

stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Gli altri beni costituiscono il patrimonio disponibile

Un regime particolare è previsto per i beni degli enti ecclesiastici e per quelli adibiti all’esercizio pubblico

del culto cattolico

Paragrafo 39 pag233-234

TRIBUTI

I tributi sono beni pubblici, distinti in imposte e tasse.

Le imposte sono prestazioni pecuniarie dovute all’amministrazione pubblica per far fronte alle spese

pubbliche, ove si manifesti capacità contributiva.

Esse si distinguono in imposte dirette, quando colpiscono il reddito o il patrimonio del soggetto, indirette

quanto colpiscono rapporti economici, come trasferimenti di beni.

Le tasse sono prestazioni pecuniarie dovute per usufruire di alcuni beni e servizi pubblici.

Vi sono poi i contributi speciali cui sono tenuti i soggetti che vi ricevono un vantaggio, ancorché non

richiesto, derivante da attività della amministrazione pubblica.

L’art 23 cost, prescrive che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in

base ad una legge, anche le prestazioni tributarie sono soggette a riserve di legge.

CAPITOLO 11 le istituzioni dello stato

I. Le forme di governo parlamentare nella costituzione italiana

Paragrafo 1 pag236-237

IL RUOLO DEI PARTITI POLITICI

L’art 1 I comma :sancisce che: Lo stato italiano è uno stato democratico, repubblicano e di diritto, in quanto

la sovranità appartiene al popolo e viene esercitata nelle forme e nei limiti della costituzione .

Le forme con cui il popolo partecipa alla vita politica del paese sono quelle dell’esercizio diretto della

propria sovranità che viene svolta dai propri rappresentanti all’interno del parlamento.

I rappresentanti vengono eletti attraverso il voto del popolo.

I cittadini possono partecipare alla vita politica del paese anche attraverso i partiti politici.

L’attività dei partiti politici comprende quei meccanismi attraverso i quali si svolge l’attività politica e si

concretizza la forma di governo accolta dalla costituzione.

L’attività politica è un’attività libera con la quale si individuano i fini che l’ordinamento intende raggiungere

e i mezzi che intende utilizzare. Essa si ripartisce tra i diversi soggetti ed organi secondo le forme e i limiti

previsti dalla costituzione e si manifesta attraverso atti politici che sono atti che esprimono il potere

61

legislativo, esecutivo e giurisdizionale nonché le leggi, gli atti aventi forza e valore di legge, gli atti normativi

del parlamento, gli atti del governo e gli atti di altri organi costituzionali.

Paragrafo 2 pag237-238

ATTIVITA’ DI GOVERNO E INDIRIZZO POLITICO

L’indirizzo politico che è espressione del potere sovrano, si manifesta attraverso la funzione di governo.

Esso risulta sia quando il Governo si sottopone all’approvazione del parlamento ossia quando ottiene la

fiducia, e sia dagli atti politici che esso adotta per far fronte alla situazione politica del momento.

La forma di governo accolta dalla costituzione italiana è di tipo parlamentare, per cui il governo deve

ottenere la fiducia dal parlamento e può restare in carica fino quando essa permane eventualmente per

tutta la durata della legislatura ossia 5 anni.

La costituzione detta disposizioni generali per quanto concerna la forma di governo

Come sancito dall’art. 92:

- Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e su proposta del

presidente del consiglio nomina i ministri del governo.

L’art. 94 stabilisce che il governo entro 10 gg dalla sua formazione, deve presentarsi alle camere per

ottenere la fiducia con votazione ad appello nominale, cioè ogni parlamentare è chiamato ad esprimere il

proprio voto uno alla volta.

Senza tale mozione di fiducia il governo non può concludere il procedimento di formazione.

Il parlamento può anche revocare la fiducia mediante l’approvazione di una mozione di sfiducia da parte di

una camera. La mozione deve essere presentata da almeno 1/10 dei componenti della camera e non può

essere messa in discussione prima dei tre gg dalla sua prescrizione.

Solo la votazione di sfiducia comporta l’obbligo di dimissione da parte del governo e questo comporta

un’apertura della crisi di governo. 

Il parlamento svolge un ruolo di indirizzo politico, consiste nell’indicare alla pubblica amministrazione, ma anche agli altri

apparati le linee generali da seguire al fine di raggiungere gli obietti preminenti, sempre nel rispetto dei principi e valori

fondamentali.

La determinazione dell’indirizzo politico del paese avviene col ricorso del rapporto di fiducia o sfiducia



La crisi di governo può anche verificarsi quando il governo decide di dimettersi spontaneamente qualora

ritiene di non godere della fiducia del parlamento.

Paragrafo 3 pag239-240

IL GOVERNO TRA PARLAMENTO E PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il sistema di governo parlamentare italiano si basa sull’attività di tre organi costituzionali ossia:

- il parlamento, il governo e il presidente della repubblica.

62

Nell’ordinamento costituzionale italiano non c’è un rapporto di gerarchia tra gli organi e tra le rispettive

funzioni.

Il parlamento ed il governo svolgono le funzioni più rilevanti sul piano politico istituzionale.

Nel sistema di governo parlamentare l’indirizzo politico governativo si fonda sul consenso del parlamento.

Il governo viene ripartito da vari organi:

- il presidente del consiglio dei ministri, egli mantiene l’unità di indirizzo politico e dirige la politica

generale del governo.

- Il consiglio dei ministri delibera la politica generale del governo.

- I singoli ministri pongono in essere l’attività politica governativa inerente ai rispettivi ministri.

Il parlamento si trova al centro del sistema politico

Il governo è responsabile politicamente davanti al parlamento e quindi deve ottenere la fiducia per attuare

il suo programma politico.

Il presidente della repubblica si trova in una posizione di garante del funzionamento dello stesso sistema ed

è estraneo alle conflittualità tra parlamento e governo.

2. PARLAMENTO (pag. 240 – 278)

Paragrafo 1 pag240-242

COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO ITALIANO

Il parlamento italiano è un organo rappresentativo del popolo, in quanto esercita la sovranità, e per

partecipare alla vita politica del paese elegge attraverso il voto i rappresentanti che caratterizzano il

parlamento. [IL PARLAMENTO E’ UNA PROIEZIONE IN SCALA RIDOTTA DEL CORPO ELETTORALE (ossia i cittadini

che votano)]

Il parlamento italiano è un organo costituzionale ed è posto al centro del sistema costituzionale.

È il parlamento che elegge il presidente della repubblica e lo mette in stato di accusa, elegge un terzo dei

membri della corte costituzionale e un terzo dei membri del consiglio superiore della magistratura.

Il parlamento è un organo complesso in quanto è costituito da due camere che durano in carica 5 anni:

la camera dei deputati e il senato della repubblica, e la costituzione ha optato per un bicameralismo

- perfetto, poiché entrambe le camere sono dotate della stesse funzioni, ed entrambe sono elette a

suffragio universale e diretto dal popolo.

Le due camere si differenziano solo per la composizione e per l’elettorato attivo e passivo delle camere,

infatti: la camera dei deputati è formata da 630 membri eletti dai cittadini che abbiano compiuto 18 anni

- di età (elettorato attivo) e possono essere eletti deputati i cittadini che hanno compiuto 25 anni.

Il senato è formato da 315 senatori e 5 senatori eletti a vita dal presidente della repubblica (anche

- gli ex presidenti diventano senatori a vita salvo loro rinunzia).

I 315 senatori vengono eletti dai cittadini che hanno compiuto 25 anni di età, mentre possono

essere eletti come senatori i cittadini che abbiano compiuto 40 anni di età

Dal senato fanno parte anche gli ex presidenti della repubblica [ex presidenti Carlo alzelio ciampi,

oscar luigi scalfaro, francesco cossiga, sandro petrni]. I 5 senatori a vita sono nominati dal

presidente della repubblica.. si tratta di cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti

nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario (art 95 cost).

Inoltre il parlamento è un organo collegiale composto da diversi organi collegiali, quali il parlamento in

seduta comune, le due camere e al loro interno diversi organi collegiali

63

Il parlamento in seduta comune è composto da ciascun rappresentante regionale e svolge alcune funzioni

come:

a. Elegge il presidente della repubblica

b. Elegge i 5 giudici costituzionali

c. Elegge 1/3 dei componenti del membro del consiglio

d. Mette in stato di accusa il presidente della repubblica

Paragrafo 2 pag242-244

ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO

Come sancito dall’art. 48 cost: il diritto di elettorato attivo è attribuito ai cittadini uomini e donne che

abbiano raggiunto la maggiore età ossia i 18 anni nel giorno in cui si svolgono le elezioni. (il diritto al voto

per le donne è stato riconosciuto nel 1945).

Raggiunti i 18 anni i cittadini possono votare soltanto i deputati, mentre raggiunti i 25 anni i cittadini

possono votare sia i deputati che i senatori.

Art. 58.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno

l’elettorato attivo si esercita attraverso il voto che come prescrive la legge elettorale all’art. 2 è un diritto e

un dovere.

All’art. 115 prevede che per chi non vota incorre a sanzioni amministrative.

È possibile che un soggetto venga escluso dall’elettorato attivo a causa dell’incapacità elettorale.

L’incapacità elettorale comporta l’esclusione dell’elettorato attivo. Essa deriva da indegnità morale, anche i

falliti possono incorrere nell’incapacità elettorale fino a 5 anni della pronuncia del fallimento.

Gli altri soggetti che hanno incapacità elettorale sono coloro che hanno la libertà vigilata, coloro che hanno

il divieto di soggiorno in uno o in più comuni, chi non ha cittadinanza, i condannati a pena che comporta

l’interruzione perpetua dei pubblici uffici.

l’elettorato passivo spetta ai cittadini che hanno compiuto 25 anni nel giorno delle elezioni per la camera

dei deputati e per coloro che hanno compiuto 40 anni per la camera del senato.

La costituzione prevede cause di ineleggibilità e cause di incompatibilità e a non candidabilità.

l’ineleggibilità parlamentare è un impedimento giuridico precedente alle elezioni in quanto non può essere

eletto chi si trova in una delle cause ostative previste dalla legge.

Le cause di ineleggibilità sono:

- La carica del presidente della giunta provinciale, di sindacato di comuni con popolazione superiore

ai 20mila abitanti, il capo e il vice capo della polizia, gli ispettori generali di pubblica sicurezza.

l’incompatibilità non consente ad un deputato o senatore di ricoprire determinate cariche. Dove vi è una

causa di incompatibilità si verifica la decadenza parlamentare.

la non candidabilità è prevista per coloro che hanno subito condanne penali per alcuni gravi delitti o siano

accusati per reati di stampo mafioso.

Paragrafo 3 pag244-245

I SISTEMI ELETTORALI PER L’EELZIONE DELLE ASSEMBLEE RAPPRESENTATIVE

64

Il sistema elettorale è il meccanismo attraverso cui i voti si trasformano in seggi. I sistemi elettorali per

l’elezione delle assemblee rappresentative possono essere maggiori, proporzionali o misti, e la scelta dei

candidati. Può avvenire in collegi uninominali o plurinominali.

nel sistema elettorale maggioritario richiede la maggioranza assoluta dei voti espressi per

- l’attribuzione per il seggio operante in circoscrizioni uninominali nelle quali viene eletto un solo

candidato. Il sistema maggioritario a maggioranza relativa si fonda su collegi uninominali, nella

maggioranza relativa è sufficiente un solo voto in più rispetto agli altri candidati. Esse è la forma

attualmente adottata per l’elezione della camera e del senato [i seggi vengono attribuiti ai

candidati che ottengono la maggioranza de voti. La maggioranza richiesta può essere assoluta o

relativa. Se è richiesta la maggioranza assoluta occorre aver ottenuto la maggioranza dei voti

espressi, altrimenti si prevede un secondo turno di votazione tra i candidati più votati, se è

richiesta la maggioranza relativa, è eletto chi ottiene più voti rispetto altri candidati.]

Nel sistema elettorale proporzionale assicura a ciascun partito un numero di seggi rapportati alla

- sua forza politica, cioè alla distribuzione affettiva degli elettori sul territorio nazionale.

Consentendo una rappresentanza anche alle forze politiche minoritaria, si tratta di un sistema che

in genere si spesa con il ricorso a collegi plurinazionali dei quali cioè risulta eletto più di un

candidato. [i seggi vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti da gruppi di candidati riuniti in

apposite liste. In questo sistema si tiene conto solo delle liste che hanno ottenuto una quantità di

voti superiore al quoziente elettorale cioè ad una percentuale minima.]

Il collegio è una circoscrizione territoriale chiamata ad eleggere una o più candidati. Essa può essere:

- urimoniali, quando il loro numero è pari a quello dei seggi da assegnare. In altri termini quando il

collegio è chiamato ad eleggere un solo candidato. Il collegio uninominale viene accoppiato col

sistema maggioritario.

- plurimoniale,quando il loro numero è inferiore al numero dei seggi, quindi avremo che ad ogni

collegio vengono assegnati più seggi. In pratica quando un collegio è chiamato ad eleggere più

candidati.

Il collegio plurinominale si accoppia col sistema proporzionale

Il sistema elettorale in vigore in italia per l’elezione dei deputati e dei senatori era fino al 1993,

proporzionale. In seguito ad un referendum del 1993 fu adottato un sistema misto maggioritario in cui il

75% dei seggi era infatti attribuito col metodo maggioritario e il restante 25% col metodo proporzionale.

Successivamente nel 2005, con la legge n°570 è stato introdotto il sistema elettorale proporzionale per

entrambe le camere. Tale sistema si caratterizza:

per la lista bloccata, cioè l’elettore vota per la lista ma non può esprimere nessuna preferenza per i

- candidati,

per i partiti che si possono collegare in un’unica coalizione,

- per la clausola di sbarramento, in quanto possono partecipare alla ripartizione dei seggi solo le liste

- che hanno superato una certa soglia di voti.

Per il premio di maggioranza, che garantisce alla lista più votata il 55% dei seggi.

-

Si può essere candidato solo per una delle due camere, ma anche in più circoscrizioni. Le schede elettorali

contengono solo i simboli delle forze politiche. L’elettore esprime il voto per la lista nel suo complesso.

Paragrafo 4 pag245

ELEZIONE DELLE CAMERE

A. INIZIATIVA DELLE ELEZIONI

65

L’art. 61 I comma sancisce che:

È il presidente della repubblica che indice le elezioni delle camere e ne fissa la prima riunione

L’art. 62 II comma stabilisce che:

nei poteri discrezionali del presidente rientra anche la convocazione in via straordinaria le camere o su sua

iniziativa o su iniziativa del presidente di ciascuna camera. La convocazione di una camera comporta la

convocazione anche dell’altra camera.

Paragrafo 8 pag249

DURATA DELLA CAMERA

Entrambe le camere sono elette per 5 anni e la loro durata può essere prorogata solo in caso di guerra e

con legge. La durata in carica è prorogata alla scadenza dei 5 anni fino alla riunione delle nuove camere che

deve avvenire entro 20 gg dalle elezioni. Inoltre l’elezione deve avvenire entro 70 gg dalla fine delle

precedenti.

Paragrafo 5 pag246

ELEZIONE DELLE CAMERE

B. ELEZIONE DEI DEPUTATI

Per l’elezione alla camera dei deputati il territorio della repubblica e diviso in 26 circoscrizioni che eleggono

617 deputati, 1 deputato è eletto in valle d’aosta e 12 eletti nella circoscrizione estero.

Il riparto dei seggi e effettuato con metodo proporzionale su base nazionale, nel rispetto di soglia a

sbarramento che consentono l’accesso solo alle coalizioni che abbiano conseguito almeno il 10% dei voti

validi su base nazionale e siano composta da almeno una lista che abbiano ottenuto il 2% dei voti su base

nazionale, ovvero alla lista non coalizzata che abbiano conseguito almeno il 4% dei voti validi su base

nazionale.

Nell’ambito della coalizione che abbiano superato il 10% accedono al riparto soltanto quelle liste che hanno

ottenuto il 2%. Tra tutte le liste escluse è previsto un meccanismo di recupero della lista che risultano più

votate anche se al di sotto del 2%. Nelle regioni a statuto speciale sono ammesse al riparto dei seggi la lista

che abbiano ottenuto almeno il 20% dei voti.

I seggi sono ripartiti in due fasi:

principalmente l’ufficio centrale nazionale effettua un riparto di seggi in proporzione ai voti ottenuti da

ciascuna lista indipendente dalla coalizione, verificando se ciascuna di essa abbia ottenuto 340 seggi.

Se ciò accade il riparto è effettuato tra le liste indipendenti e della coalizione con sistema proporzionale

naturale.

Se questo non accade invece alle liste a coalizione che abbia ottenuto la maggioranza relativa dei voti validi

su base nazionale si assegna un premio pari alla differenza tra i seggi acquistati e 340.

In seguito si procede ad assegnare i seggi restanti 277 (ossia: 617-340=277) alle altre liste e coalizioni, sulla

base dei voti conseguiti su base nazionale nel rispetto della soglia di sbarramento.

Paragrafo 6 pag247

ELEZIONE DELLE CAMERE

C. ELEZIONE DEI SENATORI

Le elezioni al senato avviene su base regionale e i 315 seggi elettivi sono distribuiti con:

6 seggi nella circoscrizione estero

- 1 nella circoscrizione della valle d’aosta

- 66

7 nella circoscrizione del trentito alto adige

- I restanti 301 in 18 circoscrizioni che coincidono con il territorio delle restanti 18 regioni.

-

I seggi vengono ripartiti in liste di candidati concorrenti con eventuale attribuzione di un premio di

maggioranza su base regionale. Salvo che nessuna lista o coalizione abbia ad un primo riparto il 55% dei

seggi assegnati alla regione considerata.

Il riparto dei seggi è effettuato con metodo proporzionale nel rispetto di diverse soglie di sbarramento, in

base al quale possono accedere al riparto dei seggi solo la coalizione che abbiano ottenuto il 20% dei voti

validi su base regionale e che siano composte da almeno una lista che abbia ottenuto il 3% dei voti validi su

base regionale.

Nell’elezione dei senatori non è previsto il ripescaggio.

Il premi odi maggioranza non garantisce la maggioranza assoluta alla coalizione che abbia conseguito il

maggior numero di voti a livello nazionale.

Paragrafo 7 pag247-248

SISTEMA ELETTORALE E GARANZIA DELL’OPPOSIZIONE

Il sistema di governo parlamentare italiano è delineato da coalizioni politiche contrapposte, ed adotta un

sistema elettorale prevalentemente proporzionale con premio di maggioranza.

A causa di tale sistema elettorale è nato l’opposizione che tutela le minoranze presenti in parlamento e

rafforza il ruolo di controllo sull’apparato del governo e della maggioranza parlamentare.

Paragrafo 9 pag249-251

SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE

All’art. 88 cost. La costituzione prevede che le camere o anche una sola di esse possono essere sciolte

anticipatamente prima della loro scadenza naturale. Il potere di scioglimento è attribuito al presidente della

repubblica, che può acquisire i poteri dai presidenti delle rispettive camere del parlamento, ma tale

consultazione da parte del presidente della repubblica non è obbligatoria.

Il II comma dell’art. 88 stabilisce che: lo scioglimento anticipato non può essere disposto negli ultimi mesi

del mandato presidenziale, salvo nel caso in cui essi coincidono in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi

della legislatura (semestre bianco).

Il potere di scioglimento delle camere è un potere tipicamente presidenziale e non è condizionato da

nessuna proposta o richiesta formale da parte di altri organi, almeno che il presidente non venga indotto

dal governo o dal parlamento per risolvere crisi politiche.

Il governo possiede la controfirma governativa, essa ha il ruolo di controllo sulla provenienza dell’atto di

scioglimento e sulla sua legittimità costituzionale per accertare che non sia violato il secondo comma

dell’art. 88 e non costituisca un attentato alla costituzione.

Quando sussiste un attentato alla costituzione il governo dovrà rifiutare l’atto di scioglimento.

Il presidente della repubblica non può sciogliere le camere solo per favorire la maggioranza o l’opposizione

ma, lo scioglimento dovrà essere giustificato da esigenze istituzionali oggettive, allo scopo di garantire il

corretto funzionamento del sistema parlamentare.

Di solito si ricorre allo scioglimento nei casi di crisi governativa irrisolvibile, ossia quando non si riesce a

formare un governo che ottenga la fiducia del parlamento, oppure, quando le camere stanno in contrasto

tra di loro e non si trovano in condizioni adeguate per lavorare. In questi casi il presidente ha poteri di

scelta non solo sul se sciogliere una o entrambe le camere o sul periodo in cui deve avvenire tale

scioglimento, ma può anche decidere con quale governo in carica dovranno tenersi le nuove elezioni, e

67

decide quando il governo si deve dimettere. Egli potrà decidere se metterlo in carica o nominare un altro

governo.

Paragrafo 10 pag251-254

I PARLAMENTARI

Art. 66:

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di

incompatibilità

Dopo la proclamazione degli eletti, ciascuna camera provvede alla verifica dei poteri, ossia verificano che le

elezioni siano state effettuate regolarmente, e giudica anche eventuali casi di ineleggibilità e di

incompatibilità. (art. 66)

come afferma l’art.67 i deputati ed i senatori rappresentano la nazione ed esercitano le loro funzioni senza

vincolo di mandato.

Il divieto di mandato trae origini dai principi della rappresentanza nazionale affermati nel 1789

dall’assemblea nazionale in Francia.

Il divieto di mandato intende assicurare l’indipendenza dei rappresentanti del popolo sottraendoli da ogni

vincolo da parte di elettori, partiti, gruppi di interesse.. ecc..

I parlamentari godono di alcune prerogative che mirano ad assicurare il corretto funzionamento delle

camere. Esse sono poste a tutela delle istituzioni parlamentari nel loro complesso e non ci sono privilegi

personali dei deputati e dei senatori.

in seguito all’art. 68 distingue due istituti:

- l’insidacabilità dei parlamentari per le opinioni espresse per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni;

- l’immunità penale; in quanto il parlamentare non può essere sottoposto a misure restrittive della libertà

personale senza autorizzazione della camera di appartenenza salvo che si colto in flagranza di reato.

Art. 68

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o

domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una

sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è

previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o

comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Inoltre l’art. 69 cost. prevede che per consentire lo svolgimento delle funzioni i membri del parlamento

ricevono un indennità stabilità dalla legge. L’indennità consiste in un emolumento mensile e un rimborso

delle spese di segreteria e di rappresentanza.

Paragrafo 11 pag254-256

Organizzazione delle camere:

a. prerogative

68

l’organizzazione delle camere e il loro funzionamento sono regolate da alcune norme che detta la

costituzione, ma trovano anche disciplina nei regolamenti. [i regolamenti sono adottati da ciascuna camera

a maggioranza assoluta dei suoi componenti] essi non sono sindacabili da nessun organo giudiziale.

I regolamenti (art. 64 I comma) sono adottati da ciascuna camera a maggioranza assoluta dei componenti,

non sono sindacabili da nessun organo giudiziario nemmeno dalla corte costituzionale

I regolamento provvedono a disciplinare l’organizzazione interna, ossia l’attività legislativa e

amministrativa.

Le camere godono di:

autonomia finanziaria e contabile: infatti ciascuna di essa approva il proprio bilancio ed il proprio

- consuntivo sulla base di un fondo speciale erogato dal ministro dell’economia e delle finanze. È

escluso qualsiasi controllo da parte della corte costituzionale.

Autodichia, ossia di potestà giurisdizionale domestica nei confronti dei proprio dipendenti che

- esclude l’intervento dei normali organi di giustizia

Grazie all’art. 66 ciascuna camera possiede una convalida ossia, giudica dei titoli di ammissione e

delle cause sopraggiunge di ineleggibilità e di incompatibilità.

Tale giudizio si svolge prima dinanzi alla giunta delle elezioni e poi dinanzi all’assemblea, la quale

decide a maggioranza è può anche ribaltare le proposte della gunta.

Prerogative dell’immunità della sede, in base alla quale è violata agli agenti ed ufficiali della

- pubblica sicurezza di accedere agli edifici delle camere salvo richiesta dei presidenti.

Inoltre le camere giudicano i titolari di ammissione dei propri componenti (convalida) e le accuse della loro

ineleggibilità ed incompatibilità. Il giudizio si svolte prima dinanzi alla giunta delle elezioni e poi dinanzi

all’assemblea la quale decide a maggioranza e può anche ribaltare la proposta della giunta.

Paragrafo 12 pag256-260

b. Organi della camera

Alcuni organi essenziali dell’organizzazione interna delle camere sono:

1. Il presidente e l’ufficio di presidenza

2. Le commissioni legislative e le commissioni di inchiesta

3. Le commissioni per le questioni regionali

4. I gruppi parlamentari.

I regolamenti prevedono altri uffici interni:

a. Questori

b. Giunte

c. Commissioni mono camerali e commissioni bicamerali.

PRESIDENTE

Ogni camera ha un proprio presidente:

il presidente dell’assemblea parlamentare che è un organi imparziale (cioè che non ha preferenze),

- super partes. Egli dirige le sedute e le discussioni, ha poteri disciplinari e di polizia, programma i

lavori parlamentari, definendo il relativo calendario. Può convocare in via straordinaria la camera di

appartenenza. 69

Il presidente della camera dei deputati, possiede il parlamento in seduta comune, esso è eletto al

- primo scrutinio con la maggioranza dei 2/3 dei componenti. Se non si raggiunge tale maggioranza si

procede ad altri scrutini. Al secondo occorre la maggioranza dei 2/3 dei votanti e dal terzo scrutinio

in poi occorre la maggioranza assoluta dei votanti. (egli convoca e presiede il parlamento in seduta

comune.).

Il presidente del senato, sostituisce il capo dello stato qualora egli non possa adempiere le sue

- funzioni. Esso è eletto per i primi due scrutini con la maggioranza assoluta dei componenti, al terzo

scrutinio con la maggioranza assoluta dei votanti, al quarto con il ballottaggio tra i più votati al

terzo scrutino.

l’ufficio di presidenza SVOLGE COMPITI DI NATURA AMMINISTRATIVA, ATTINENTI ALLE DISCIPLINE

- INTERNE, E COMPITI DI NATURA POLITICO-ORGANIZZATIVA. ESSO è format:

I.1 dai vicepresidenti (cioè coloro che sostengono i presidenti nello svolgimento dei lavori

e li sostituiscono in caso di assenza di inadempienza),

I.2 dai segretari delle sedute, (cioè coloro che si occupano della compilazione e della

lettura delle sedute, dalle operazioni di voto e della regolarità delle attività

parlamentari)

I.3 dai questori, essi sovrintendono al cerimoniale e ai servizi interni, nonché al

mantenimento dell’ordine pubblico ed ai compiti di polizia.

Organi collegiali con specifiche funzioni

le giunte (20 deputati e 20 senatori) sono organi collegiali composti da parlamentari e svolgono

 funzioni di ordine interno. Essa può essere:

a) giunta per il regolamento, si occupano del regolamento e della sua corrente applicazioni.

b) giunta per le elezioni

c) giunta per le autorizzazioni a procedere, alla camera dei deputati

d) giunta per le elezioni e le immunità al senato che si occupano di verificare l’assenza di cause di

ineleggibilità e incompatibilità.

All’interno della camera dei deputati è presente un comitato per la legislazione, che si esprime sulla qualità

dei progetti di legge e rende pareri sugli atti normativi del governo.

1. le commissioni parlamentari, sono organi collegiali e hanno funzioni di ordine esterno. Esse sono

composti in modo da riflettere la proporzione dei gruppi parlamentari. Le commissioni possono

essere permanenti o speciali.

a. Le commissioni permanenti monocamerali, hanno competenza ripartite tra diverse materie

che corrispondono alla ripartizione tra ministri. Ogni camera ne ha 14. Essi si occupano della

formazione della legge e funzioni consultive, di controllo e di indirizzo.

All’interno delle due camere la commissione permanente è competenti per la politica

dell’unione europea. Le commissioni di entrambe le camere si occupano del raccordo tra il

parlamento nazionale e le istituzioni europee, sia nella fase iniziale della formazione del diritto

comunitario, sia nella fase successiva di attuazione di tale diritto nell’ordinamento interno.

b. Le commissioni speciali o temporanee, vengono istituite in base a specifiche questioni e

durano in carica il tempo necessario per assolvere le funzioni

La costituzione prevede la possibilità per le camere di istituire specifiche commissioni con specifiche

compiti ed esse sono le commissioni di inchiesta.

Tali commissioni svolgono la loro attività con gli stessi poteri e con gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria.

La costituzione prevede all’art. 126 I comma la commissione bicamerale per le questioni regionali

composte da 20 deputati e 20 senatori. Essa svolge funzioni di raccordo con il sistema delle autonomie

territoriali, rendendo pareri alle commissioni permanenti sui progetti di legge che riguardano i rapporti tra

70

stato e regioni e al governo sui decreti governanti di trasferimento di funzioni amministrative e risorse

finanziarie a ragioni ed enti locali.

Fra le prime commissioni bicamerali abbiamo:

Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi: essa ha compiti di

- vigilanza e di indirizzo sull’informazione da parte del servizio pubblico radiotelevisive;

Comitato parlamentare per i servizi di informazioni e di sicurezza e per il segreto di stato: svolge

- funzioni di controllo nell’attività dei servizi di informazione e di sicurezza e sull’opposizione del

segreto di stato

Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa: è competente per il procedimento della

- messa in stato di accusa del presidente della repubblica.

Paragrafo 13 pag260-263

GRUPPI PARLAMENTARI

i gruppi parlamentari, sono associazioni di parlamentari che si costituiscono all’interno di ciascuna camera

per consentire alle forze politiche di svolgere le attività parlamentari. La loro disciplina è contenuta nei

regolamenti delle camere che prevedono che ciascun deputato o senatore deve dichiarare entro due o tre

giorni dalla prima seduta successiva alla sua elezione, a quale gruppo politico intende iscriversi. In caso di

mancata dichiarazione viene iscritto al gruppo misto.

Per la costituzione di un gruppo parlamentare è previsto almeno 20 deputati o 10 senatori. I gruppi

parlamentari sono associazioni non riconosciute, come i partiti politici.

I partiti politici si organizzano nel parlamento per svolgere assieme l’attività politica e perseguire finalità

comuni, è diversa da quella dei singoli parlamentari, in quanto membri del collegio, hanno natura organica,

poiché essi vengono in rilievo come associazioni.

Paragrafo 14 pag263-264

ORGANIZZAZIONI DEI LAVORI

A. RIUNIONI DELLE CAMARE E PROGRAMMAZIONE DEI LAVORI

La costituzione prevede che le camere si riuniscono entro 20 giorni dalle elezioni nel girono stabilito dal

decreto del presidente della repubblica che fissa le date di convocazioni dei comizi elettorali, come sancito

dall’art. 62:

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.

Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del

Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti .

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l’altra.

Le camere posssono stabilire di aggiornare i lavori sospendendoli e rinviandoli ad altra sessione.

La sessione è il periodo di svolgimento dopo la convocazione e fino al loro aggiornamento.

La programmazione dei lavori delle camere per sessioni bimestrali o trimestrali, avviene in base alla

conferenza dei capi-gruppo, sotto la direzione del presidente di assemblea.

Viene stabilito un calendario dei lavori per la singola seduta e l’ordine del giorno di ciascuna seduta.

Il programma e il calendario vengono approvati dalla camera dei deputati, dei presidenti dei gruppi che

rappresentino i 3/4 dei componenti della camera e al senato dell’umanità dei presidenti di gruppi.

71

Diventano operativi dopo la comunicazione all’assemblea e alla commissione permanente.

Paragrafo 15 pag264-266

B. deliberazioni

la costituzione all’art. 63 III comma prevede che le deliberazioni di ciascuna camera e del parlamento in

seduta comune non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti ossia se nn ci sia un

quorum strutturale (quorum= seduta) , e se non c’è un quorum funzionale (validità, deliberazione), ossia è

richiesta la maggioranza dei presenti, salvo che la costituzione prescrive una maggioranza speciale.

NOTA: i quorum speciali sono previsti dalla costituzione solo per l’approvazione dei regolamenti

parlamentari, per la dichiarazione di urgenza di una legge, per l’elezione del presidente della repubblica.

I regolamenti delle camere dettano disposizioni diverse per gli astenuti, ossia per coloro che non votano ne

a favore ne contro la proposta.

Infatti alla camera dei deputati gli astenuti sono considerati presenti ma non votanti. Quindi una proposta

può essere approvata con un numero di votanti a favore di essa inferiore alla maggioranza dei presenti.

Mentre al senato, gli astenuti sono considerati presenti e votanti e, l’astenuto che non intende essere

computato ai fini della determinazione dell’approvazione della proposta deve allontanarsi dall’aula.

Il voto espresso dai parlamentari può essere palese o segreto.

La regola è il voto palese. Esso inoltre può essere espresso nello scrutino palese, per alzata di mano, per

appello nominale, per divisione nell’aula e con procedimento elettronico. Invece nello scrutinio segreto il

voto può essere espresso con procedimento elettronico oppure deponendo nelle urne una pallina bianca o

nera. Si ricorre allo scrutinio segreto per delibere che riguardano persone o le delibere relative a principi e

diritti di libertà, sulle modifiche ai regolamenti parlamentari.

Per le camere dei deputati il voto può essere richiesto per le leggi relative agli organi costituzionali dello

stato, e agli organi per le regioni, per le leggi elettorali, per l’istituzione della commissione di inchiesta.

Paragrafo 16 pag266

FUNZIONI DELLE CAMERE

A. L’ATTIVITA’ LEGISLATIVA

Come disposta dall’art. 70 cost. la funzione legislativa è affidata alle due camere del parlamento.

Il potere legislativo è il potere di fare le leggi, quindi la legge per venire ad esistenza deve essere approvata

da entrambe le camere nello stesso identico testo.

Il procedimento di formazione della legge va distinto in diverse fasi:

Iniziativa legislativa

- Esame del progetto di legge

- Promulgazione

- Pubblicazione

-

Paragrafo 17 pag266-268

A. Iniziativa legislativa

La fase dell’iniziativa legislativa (prevista dall’art 71 cost) si esercita mediante la presentazione ad una delle

camere di un progetto di legge, redatto in articoli. Tale progetto assume nomi diversi a seconda di chi lo

72

propone. Se lo propone il governo è chiamato disegno di legge, se è proposto dagli altri è detto proposta di

legge. Un progetto è formato dal testo e da una relazione che ne illustra le caratteristiche e gli scopi.

L’iniziativa è riservata a soggetti previsti dalla costituzione ossia:

al governo che esercita il potere di iniziativa mediante presentazioni di disegni di legge su delibera

- del consiglio dei ministri previa autorizzazione del presidente della repubblica.

A ciascun membro parlamentare, (deputato o senatore) che può presentare progetti di legge nella

- camera di appartenenza da solo o insieme ad altri parlamentari del proprio o anche da altri gruppi

parlamentari.

Al consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (c.n.e.l) che esercita il potere di iniziativa in

- conformità con la disciplina stabilita dalla legge.

Al popolo che esercita iniziativa attraverso la presentazione di un progetto sottoscritto da almeno

- 50.000 elettori,

ai consigli regionali, che possono presentare progetti di legge senza limiti di materia

- ai consigli comunali che hanno un potere di iniziativa legislativa limitata alle proposte per il

- mutamento delle circoscrizioni provinciali e per l’istituzione di nuove provincie.

i progetti vengono presentati alla presidenza di ciascuna camera che provvede a diffonderli ai membri della

camera stessa. I progetti che non vengono approvati decadono al termine della legislatura.

In casi di urgenza le camere godono di un procedimento abbreviato che consiste nella riduzione alla metà

dei termini ordinari previsti dai regolamenti parlamentari.

I regolamenti parlamentari sono atti con i quali si disciplina l’organizzazione e il funzionamento di ogni

camera. Sono approvati a maggioranza assoluta dalle camere e sono pubblicati sulla gazzetta ufficiale. Sono

fonti primarie inferiore solo alla costituzione e, attraversi essi si manifesta l’autonomia che caratterizza le

camere e la loro indipendenza.

Paragrafo 18 pag268-270

B. ESAME DEI PROGETTI DI LEGGE

L’esame dei progetti di legge prevede che prima che il progetto sia discusso dalla camera, deve essere

esaminato dalla commissione permanente competente che insieme all’assemblea svolgono funzioni diverse

a seconda della sede in cui sono chiamate ad esaminare il progetto.

Ci sono 3 procedimenti:

1. procedimento in sede ordinario

2. procedimento in senso deliberate

3. procedimento in sede redigente

in questi procedimenti i testi da approvare vengono assegnati alla commissione legislativa.

B.A. PROCEDIMENTO ORDINARIO

Nel procedimento ordinario il progetto viene assegnato alla commissione competente per materia la quale

procede all’esame del testo, articolo per articolo, e degli eventuali emendamenti. La commissione procede

ad alcune attività di indagini attraverso pubblici funzionari oppure può richiedere informazioni. Una volta

esaminato il testo la commissione prepara una relazione di maggioranza e una o più relazioni di minoranza,

con la quale si invita l’assemblea ad approvare o respingere il progetto.

L’assemblea procede a sua volta all’esame del progetto, che viene discusso prima in via generale e poi

articolo per articolo. Se sono stati presentati emendamenti, essi sono votati prima della votazione dei

singoli articoli. Una volta votati ed approvati gli articoli si passa alla votazione finale che avviene a scrutino

segreto. Il progetto approvato da una camera viene trasmesso all’altra dove ricomincia l’iter legislativo. per

tutti e 3 i procedimenti Il progetto fa da navetta (nel senso che passa da una camera all’altra) finché

entrambe le camere non approvano lo stesso testo. 73

Nel caso si raggiunge l’approvazione di entrambe le camere allora il progetto è diventato legge e si passa

alla fase dell’integrazione dell’efficacia.

Il procedimento ordinario è riservato dalla costituzione (art 72 IV comma) ai progetti di legge in materia

costituzionale ed elettorale, a quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione alla ratifica dei trattati

internazionali, di approvazione di bilanci e consultivi.

B.B. PROCEDIMENTO IN SEDE DELIBERATORIO

Il procedimento in sede deliberante, consiste nell’attribuzione alla commissione del potere non solo di esaminare il

progetto ma anche di approvarlo in modo definitivo, senza l‘intervento dell’assemblea.

Quando la commissione agisce in sede deliberante è consentito al governo o ad 1/10 dei componenti della camera o

ad 1/5 dei componenti della commissione, di chiedere che il progetto sia rimesso all’assemblea per la votazione finale,

tranne nel caso in cui sia già avvenuta l’approvazione definitiva da parte della commissione

B.C. PROCEDIMENTO IN SEDE REDIGENTE

il procedimento in sede redigente, consiste nell’attribuzione alla commissione del potere di approvare il progetto

articolo per articolo, mentre all’assemblea è riservato la votazione finale. Oppure nel riservare alla assemblea la

fissazione dei criteri generali. B.d PROCEDIMENTO ABBREVIATO

In casi di urgenza si può ricorrere al procedimento abbreviato che consiste nella riduzione alla metà di tutti i termini

ordinari previsti dai regolamenti parlamentari.

Il progetto quando viene approvato da una camera il progetto viene trasmesso all’altra camera dove ricomincia l’iter

legislativo.

Se le camere apporta delle modifiche al progetto l’altra camera deve esprimersi sulle modifiche.

Paragrafo 19 pag270-271

.

C PROGRAMMAZIONE

l’art. 73 cost. prevede che la legge una volta approvata da entrambe le camere deve essere trasmessa al

presidente della repubblica per la promulgazione, la quale deve avvenire entro un mese dall’approvazione.

Nel caso in cui le camere hanno dichiarato l’urgenza della legge, essa va promulgata nel più breve termine.

Il presidente della repubblica prima di procedere alla promulgazione può rinviare la legge alle camere con

messaggio motivato (il messaggio motivato ha lo scopo di spiegare le regioni per cui il presidente ha deciso

di rinviare la legge alle camere) richiedendone una nuova deliberazione. Se le camere riapprovano la legge

il presidente deve promulgarla.

La promulgazione è quindi obbligatoria anche se il presidente ritiene la legge anticostituzionale.

La pubblicazione è necessaria al fine che la legge possa divenire efficiente.

Paragrafo 20 pag271

.

D PUBBLICAZIONE

dopo la promulgazione la legge viene trasmessa al ministero della giustizia il quale appone il proprio visto e

provvede alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale della repubblica. La pubblicazione deve avvenire subito

dopo la promulgazione e comunque non oltre 30 giorni da essa. La legge entra in vigore dopo 15 giorni

dalla pubblicazione (vacatio legis) oppure nel più breve termine.

74

FINE PARLAMENTO

Paragrafo 21 pag271

L’ATTIVITA’ ESECUTIVA

Ciascuna camera è dotata di una funzione esecutiva che può svolgere indipendentemente dall’altra.

Paragrafo 22 pag271-272

A. FIDUCIA

La forma di governo parlamentare dello stato italiano si caratterizza per il rapporto di fiducia che vincola il

governo al parlamento.

Tale rapporto deve essere sempre costante e se esso viene meno il governo va in crisi.

Il parlamento attraverso l’attività ispettiva e conoscitiva riesce a controllare l’attività del governo.

Lo strumento più rilevante che il parlamento utilizza per la determinazione dell’indirizzo politico è la

mozione di fiducia.

La mozione di fiducia si ha quando le camere approvano il progetto politico presentato dal governo dopo la

sua formazione.

Una volta approvata la fiducia si istaura il rapporto di fiducia tra governo e parlamento, tale rapporto può

venir meno o in via di fatto o tramite voto di fiducia.

L’atto previsto dalla costituzione per togliere la fiducia al governo e la mozione di sfiducia.

La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da 1/10 dei componenti della camera in cui viene

presentato. Essa non può essere messa in discussione prima di 3 giorni della presentazione.

Paragrafo 23 pag272

B. MOZIONE

Oltre alla mozione di fiducia e sfiducia i regolamenti prevedono in genere l’atto di mozione.

La mozione mira ad ottenere una deliberazione da parte delle camere di appartenenza e consiste nella

richiesta di discutere e di votare su un determinato argomento.

La mozione può essere richiesta da un presidente di gruppo o da 10 deputati della camera dei deputati e da

almeno 8 senatori.

Sono previsti ulteriori strumenti di controllo e informazione di cui i parlamentari possono avvalersi:

interrogazione e interpellanze.

Paragrafo 24 pag272

C. INTERROGAZIONE

75

L’interrogazione è un semplice domanda scritta fatta dal parlamento al governo o a un ministro per avere

informazioni o spiegazioni su un determinato argomento, e per sapere quali provvedimento hanno

adottato o intendono adottare il governo o il ministro.

La risposta a tele domanda viene fatta in modo orale o scritta, e può avvenire o in assemblea o nella

commissione a cui compete per materia.

Quando si effettuano interrogazioni orali vengono effettuate a risposta immediata e si svolgono 1 volta alla

settimana e prevede che i rappresentanti del governo rispondono immediatamente in aula

all’interrogazione, Il quale può a sua volta replicare.

Paragrafo 25 pag273-274

D. INTERPELLENZA

L’interpellanza è una domanda scritta rivolta al governo riguardante i motivi o gli intendimenti della sua

condotta su questioni di particolare rilievo o di carattere generale o che riguardano determinati aspetti

della sua politica.

Dopo le dichiarazioni del governo l’interpellente può replicare. Alla camera dei deputati è possibile per

l’interpellente non soddisfatto della dichiarazioni del governo presentare una mozione per promuovere una

discussione.

Paragrafo 26 pag274

E. RISOLUZIONE

La risoluzione ha lo stesso scopo della mozione.

La risoluzione consiste in una proposta da parte di un parlamentare diretta a manifestare orientamenti o a

definire indirizzi su specifici argomenti, la quale viene votata o da una commissione o dall’assemblea.

Paragrafo 27 pag274

F. ORDINE DEL GIORNO

L’ordine del giorno consiste in istruzioni approvate nel corso dell’esame di un progetto di legge recanti

istruzioni al governo in ordine alla legge in esame.

Ossia il governo deve orientare la propria attività in un determinato modo, oppure deve adottare

provvedimenti secondo una determinata interpretazione delle norme.

Paragrafo 28 pag274

G. INCHIESTE PARLAMENTARI

L’art. 82 cost. stabilisce che ciascuna camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

Le inchieste sono dirette ad acquistare attraverso indagini ed esami elementi di conoscenza da riferire

all’assemblea per consentire alle camere gli interventi necessari.

Le commissioni d’inchiesta hanno gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

Paragrafo 29 pag274-275

H. UDIENZE CONOSCITIVE

Le udienze conoscitive possono essere disposte dalle commissioni permanenti nel corso dell’esame di

progetti di legge per acquisire elementi di informazioni da parte della pubblica amministrazione, di privati e

di esperti per espletamento della loro attività. Sono state introdotte in via di fatto e successivamente sono

state disciplinate dai regolamenti delle camere. 76

Paragrafo 30 pag275

I. MESSA IN STATO DI ACCUSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

La messa in stato di accusa del presidente della repubblica è deliberata dal parlamento in seduta comune

su relazione di un comitato formato dai componenti della giunta delle elezioni e delle immunità

parlamentari del senato della repubblica e della giunta per le autorizzazioni a procedere della camera dei

deputati.

La delibera è adottata a scrutino segreto e deve contenere le eventuali prove su cui l’accusa si fonda.

Il parlamento quando attua la messa in stato di accusa del presidente della repubblica elette tra i sui

componenti uno o più commissioni per sostenere l’accusa dinanzi alla corte costituzionale.

Paragrafo 31 pag275-276

L. DELIBERAZIONE DELLO STATO DI GUERRA

In caso di guerra ai sensi dell’art. 78 le camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i

poteri necessari.

Lo stato di guerra viene dichiarato con atto del presidente della repubblica (art. 87 IX comma).

La dichiarazione dello stato di guerra spetta al parlamento il quale può provvedere con due distinti atti

delle camere ma può anche ricorrere ad una legge formale.

Quando viene deliberato lo stato di guerra le camere conferiscono al governo i poteri necessari.

Paragrafo 32 pag276-278

M. APPROVAZIONE DEL BILANCIO E DEL RENDICONTO .

LA LEGGE FINANZIARIA

L’art. 81 prevede che ogni anno le camere devono approvare il bilancio e i rendiconti del governo.

L’approvazione avviene con legge (art. 72 IV) la cui iniziativa spetta al governo, che presenta il relativo

disegno di legge entro il 30 settembre.

Se il parlamento non approva il bilancio entro la fine dell’anno può concedere al governo con legge

l’esercizio provvisorio, ma per non più di 4 mesi.

Con la legge di approvazione di bilancio non possono stabilirsi nuovi tributi e nuove spese. Per consentire la

modifica delle entrate e delle spese.

Si è introdotto con la legge 5-8-1978 n° 468 lo strumento della legge finanziaria. Questo ha comportato

alcuni inconvenienti rispetto alla previsione del bilancio, per cui è stato introdotto con legge 362/1988 un

ulteriore strumento il documento di programmazione economico-finanziario (DPEF) che il governo presenta

alle camere entro il 30 giungo di ogni anno in modo da consentire al parlamento di conoscere la sua politica

economica e finanziaria.

La legge 468/1978 ha previsto accanto al bilancio annuale un bilancio pluriennale.

Il bilancio annuale preventivo è articolato in termini di competenza e di cassa. Competenza vuol dire che

sono indicate le entrate e le spese preventivate.

Cassa vuol dire che sono indicate le entrate e le spese rispettivamente ed effettivamente riscosse ad

erogate.

Il bilancio è articolato per le entrate in titoli unità previsionali in base, categorie, capitoli, per le spese in

funzioni- obiettivo, unità previsionali di base e di capitoli.

Il bilancio pluriennale comprende un periodo non inferiore a tre anni, l’articolo in termini di competenza e

prevede l’andamento delle entrate e delle spese in base alla legislazione in vigore.

Il rendiconto consuntivo è il documento contabile che riassume i risultati della gestione finanziaria in

relazione al bilancio annuale, vale a dire il conto generale del patrimonio.

Il rendiconto consuntivo viene trasmesso dalla ragioneria generale dello stato presso il ministro

dell’economie e delle finanze alla corte dei conti per la parificazione.

77

La corte dei conti procede alla verifica dei risultati e trasmette il rendiconto con apposite relazione al

ministro dell’economia e delle finanze che a sua volta lo trasmette al parlamento.

3. GOVERNO (pag. 278 – 295)

Paragrafo 1 pag278-279

COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

Il governo è un organo costituzionale caratterizzato dal potere esecutivo, esso dà diretta ed immediata

esecuzione alla costituzione. Le funzioni che rientrano nel potere esecutivo sono le funzioni amministrative

e funzioni governative.

Le funzioni governative si realizza attraverso la direzione politica dello stato regolata dall’indirizzo politico

approvato dal parlamento col voto di fiducia che si realizza attraverso vari atti e attività politiche.

tra le attività distinguiamo quelle legislative che riguarda l’adozione dei decreti legislativi e dei decreti

legge, e quelle normative che riguardano l’adozione dei regolamenti.

Il governo è un organo complesso in quanto è formato da tre organi:

1. il consiglio dei ministri,

2. il presidente del consiglio dei ministri

3. i ministri.

Altri organi introdotti da specifiche leggi e che fanno parte della struttura governativa sono:

sotto-segretaro di stato

- comitati interministeriale

- commissionari del governo

- consiglio di gabinetto

-

alcuni ministri possono assumere incarichi come:

vicepresidente del consiglio

-

poi i vari ministri sono:

ministri senza portafoglio

-

i sottosegretari dei ministri:

vice-ministero.

-

Paragrafo 2 pag279-284

COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

Il presidente della repubblica ha il compito di nominare il presidente del consiglio dei ministri, esso per

essere eletto deve avere cittadinanza italiana e deve godere dei diritti civili e politici.

La forma di governo parlamentare accolta dalla costituzione che si basa sulla fiducia, induce il presidente

della repubblica ad orientare la scelta del presidente del consiglio su di una personalità del mondo politico

che possa far ottenere la fiducia al governo all’atto della sua presentazione alle camere. Infatti dopo

l’apertura di una “crisi di governo” il presidente della repubblica procede alla consultazione ossia una serie

di incontri con le forze politiche e i rappresentanti delle istituzioni con cui si apre il procedimento di

78

formazione del governo. Nell’ambito delle consultazioni, il presidente della repubblica incontra i presidenti

dei gruppi parlamentari, i presidenti delle camere e gli ex presidenti della repubblica.

La crisi di governo possono essere:

una crisi di governo parlamentari, che si verifica quando la fiducia del parlamento viene meno a

- seguito di approvazioni di una mozione di sfiducia e in questo caso il governo è obbligato a

presentare le dimissioni;

una crisi di governo extraparlamentari si hanno invece quando il governo rassegna

- spontaneamente le proprie dimissioni.

Il presidente della repubblica conferisce l’incarico verbalmente che viene accettato con riserva del

presidente incaricato (presidente disegnato alla formazione del governo). Tale riserva viene sciolta dopo

che l’incaricato ha individuato la lista dei ministri e il programma di governo. Dopo di ciò il presidente della

repubblica nomina il presidente del consiglio ed i ministri. Quest’ultimi prestano giuramento di fedeltà della

repubblica di osservanza costituzionale, ed entro 10 giorni devono ottenere la fiducia delle camere.

Nell’attuale assetto politico il ruolo del presidente è andato diminuendo ed è condizionato dalla presenza di

un leader (primo ministro). In questo caso il presidente può dar luogo a coalizioni tra partiti che portino alla

formazione di un “governo del presidente”.

La posizione del presidente della repubblica invece si è rafforzata poiché nell’ordinamento italiano il

governo una volta nominato viene subito immesso nell’esercizio delle sue funzioni e resta ancora in carica,

nonostante abbia un eventuale voto di sfiducia fino alla nomina del nuovo governo.

Paragrafo 5 pag286-288

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

(SILVIO BERLUSCONI )

il presidente del consiglio dei ministri è regolato dall’art. 95.

Egli dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed

amministrativo promovendo e coordinando l’attività dei ministri in modo da esprimere un indirizzo politico

unitario, inoltre controfirma gli atti del presidente della repubblica previsti dalla costituzione.

Il presidente del consiglio ha il potere di porre al presidente della repubblica la nomina dei singoli ministri, è

il solo che propone la questione di fiducia al consiglio e rappresenta il governo nei rapporti con gli altri

organi costituzionali, può porre il segreto di stato ed ha l’alta direzione dei servizi di sicurezza, promuove e

coordina i rapporti del governo con le autonomie locali, è responsabile dell’attuazione del diritto

comunitario e dell’adattamento interno.

I poteri del presidente del consiglio restano però condizionati dai partiti politici tramite i ministri che

compongono la coalizione. Infatti gli accordi di coalizione compongo il programma politico del governo. Tra

gli strumenti che il presidente del consiglio ha a disposizione per orientare la maggioranza parlamentare

che lo sostiene ad attuare il programma politico del governo, vi è quello di porre la questione di fiducia su

disegni di legge, su mozioni, su risoluzioni e sugli ordini del giorno.

Il presidente del consiglio, inoltre, per svolgere i suoi compiti dispone di una struttura di supporto che è la

presidenza del consiglio dei ministri. 79

La presidenza del consiglio è un a struttura organizzativa composita predisposta al fine di coadiuvare il

presidente nell’assolvimento delle proprie funzioni e monitorare l’attività dei vari ministri, gode di

autonomia organizzativa e di bilancio e dipende dal presidente.

Paragrafo 6 pag288-289

RESPONSABILITA’ DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

La responsabilità del presidente del consiglio non è solo quella politica ma, come per i ministri è anche

civile, penale e amministrativa. Egli può infatti essere chiamato a risarcire i danni causati a terzi e alla

pubblica amministrazione dinanzi alla giurisdizione civile o amministrativa.

Può essere condannato per reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, e in questo caso, come

avviene per i ministri, egli viene sottoposto al giudizio della giurisdizione penale ordinaria. Per i reati

comuni invece si applicano le disposizioni valide per ogni altro soggetto.

Paragrafo 3 pag284-285

REVOCA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Il sistema di governo italiano è una forma di governo parlamentare e si basa sul rapporto di fiducia tra

governo e parlamento. Tale sistema ammette alcune ipotesi specifiche di revoca del governo. Infatti

(secondo l’art 94 cost) quando il governo è oggetto di un voto di sfiducia oppure quando non ottiene la

fiducia dopo la sua formazione, egli è obbligato a dimettersi. Di fatti, anche come sancisce l’art. 94 cost il

governo deve avere la fiducia delle due camere, in mancanza del quale non può rimanere in carica.

Nel caso in cui il governo colpito da sfiducia rifiuta di dimettersi allora il presidente della repubblica ha il

potere-dovere di revocarlo e deve procedere alla formazione di un nuovo governo in modo da assicurare la

continuità dell’esecutivo [e il nuovo presidente del consiglio all’atto della nomina controfirma anche il

decreto di revoca del precedente gabinetto (ossia l’ex presidente del consiglio].

Paragrafo 7 pag289-291

I MINISTRI

i ministri sono organi costituzionali che svolgono anche funzioni pubbliche amministrative e sono funzionari

onorari.

Esercitano le funzioni previste dalla costituzione e delle leggi controfirmano gli atti del presidente della

repubblica e ne assumono la responsabilità.

I ministri sono componenti del consiglio dei ministri e sono a capo di un decastero ed esercitano le funzioni

di indirizzo e coordinamento delle amministrazioni che da essi dipendono. Ci sono anche ministri non

titolari di alcun decastero ma delegati dal presidente del consiglio a svolgere funzioni sue proprie delle quali

resta titolare, si tratta dei ministri senza portafoglio.

Al ministro possono essere conferiti poteri speciali di governo per un tempo predeterminano e possono

assumere funzioni di vicepresidente del consiglio dei ministri.

I ministri hanno anche una responsabilità giuridica civile, penale ed amministrativa.

La responsabilità civile è quella comune ad ogni funzionario dello stato è può essere fatta valere dinanzi alla

giurisdizione civile. La responsabilità amministrativi per il caso di danni cagionati all’erario viene fatta valere

dinanzi alla corte dei conti.

La responsabilità penale varia a seconda che si tratti di reati ministeriali o comuni.

80

Per i reati ministeriali ossia per i reati connessi nell’esercizio delle loro funzioni i ministri sono sottoposti

alla giurisdizione penale ordinaria.

Per i reati comuni la responsabilità è uguale a quella di ogni persona.

I decasteri ministeriali rispondono a due modelli: quella dei dipartimenti e quello della direzioni generali.

Essi sono articolati in base a strutture che fanno capo agli uffici territoriali del governo.

Accanto ai ministri vi sono diverse agenzie pubbliche che si distinguono in:

agenzia comuni e agenzie dotate di personalità giuridica.

- Le agenzie comuni sono articolazioni organiche della struttura ministeriale le quali svolgono compiti

- amministrativi limitati ad un ambito tecnico-operativo.

Mentre le agenzie dotate di personalità giuridica hanno dei compiti amministrativi generali e

- svolgono funzioni relative alle entrate, alle dogane, al territorio e non fanno parte della struttura

ministeriale.

Esse sono enti pubblici dotati di autonomia tecnico-professionale del governo.

-

Paragrafo 4 pag285-286

REVOCA DEI MINISTRI

La revoca dei ministri, a differenza delle revoca del presidente del consiglio che può conseguire solo a

seguito di un voto di sfiducia del parlamento, non deriva da un eventuale voto di sfiducia parlamentare nei

confronti dei singoli ministri.

Il presidente del consiglio a seguito di un eventuale voto di sfiducia contro un singolo ministro può trarre

argomento per proporre al presidente della repubblica la sua revoca o sostituzione solo quando il ministro

su suo invito non intende dimettersi. Successivamente il governo deve presentarsi alle camere per ottenere

una nuova fiducia (si è avuto solo un caso in cui ci è stato nessuna revoca del ministro in carica).

Nel caso in cui non c’è nessun voto di sfiducia nei confronti del singolo ministro sussistono dei problemi per

l’esercizio di revoca di natura politica in quanto la nomina dei ministri deriva da un accordo di coalizione

(coalizione = è la maggioranza politica che si forma attraverso l’accordo tra più parti) e allora la soluzione è

che il governo si dimette.

Paragrafo 8 pag291

CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL consiglio dei ministri è l’organo collegiale del governo ed è costituito dai ministri e dal presidente del

consiglio dei ministri.

Alle sedute del consiglio dei ministri partecipa anche il sotto segretario del presidente del consiglio che

svolge il ruolo di segretario del consiglio e non ha voto di deliberazione.

Al consiglio dei ministri vi partecipano anche i presidenti delle regioni a statuto speciale, quando si tratta di

materie riguardanti le rispettive regioni. Il consiglio dei ministri determina la politica generale del governo e

l’indirizzo generale dell’azione amministrativa e adotta gli atti di alta amministrazione, e delibera su ogni

questione che invalga l’indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario col parlamento e adotta gli atti di

alta amministrazione.

Il consiglio delibera i disegni di legge di iniziativa governativa da presentare alle camere.

Approva i decreti di legge e i regolamenti del governo propone al presidente della repubblica lo

scioglimento dei consigli regionali. 81

Il consiglio dei ministri inoltre delibera il provvedimento della questione di legittimità di leggi regionali

dinanzi alla corte costituzionale.

Vi sono anche altri organi che non sono previsti dalla costituzione ma che sono stati introdotto da

leggi e da consuetudini costituzionali e fanno anch’essi parte della struttura governativa. Tali organi

sono: i sottosegretari di stato, i comitati interministeriali, i commissari de governo e il consiglio di

gabinetto.

Paragrafo 9 pag292

CONSIGLIO DI GABINETTO

il consiglio di gabinetto è un organo consultivo del presidente del consiglio ed è composto da ministri scelti

dal presidente del consiglio e possono partecipare anche altri ministri anche altri ministri. Le sue funzioni

sono preparatorie dell’attività di governo.

Paragrafo 10 pag292-293

SEGRETARI DI STATO

I sottosegretari di stato sono collaboratori dei ministri e svolgono funzioni delegate dal ministro. Essi sono

nominati con decreto del presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio e del ministro

cui fanno riferimento.

Ai sottosegretari di stato può essere attribuita la qualifica di vice ministro. Senza diritto di voto.

Essi possono partecipare alle sedute del consiglio dei ministri senza diritto di voto.

Inoltre i sottosegretario di stato possono intervenire in rappresentanza del governo alle sedute delle

camere e delle commissioni parlamentari, partecipare alle discussioni e rispondere alle interrogazioni e alle

interpellanze.

Il sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri è il segretario del consiglio dei ministri

partecipe alle sedute di tale organo, svolgendo le funzioni di segretario del collegio.

Paragrafo 11 pag293-294

COMITATI

I comitati sono organi collegiali formati da più ministri e a volte anche da organi esterni al governo. Essi

svolgono funzioni comuni a più dicastri e possono avere rilevanza estera o sono rilevanza interna.

I comitati si distinguono in:

1. comitati interministeriali, essi sono istituiti con legge. Attualmente sono il CIPE, il CIRCS, il

CIS e il CIACE.

il CIPE ossia il comitato interministeriale per la programmazione economica è composto dal

-

presidente del consiglio e dai ministri dell’economia e delle finanze, degli affari esteri, delle

attività produttive, del lavoro e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporto, per le

politiche agricole e forestali. Esso ha competenza in materia di politica economica.

Il CIRCS ossia il comitato interministeriale per il credito e il risparmio è composta dal

-

ministro dell’economia e delle finanze e da quelli delle infrastrutture e dei trasporti, delle attività

produttive, delle politiche agricole e forestali, delle politiche comunitarie, nonché dal

governatore della banca di italia. Al circs è attribuita l’alta vigilanza in materia di credito e di

tutela del risparmio.

Il CIS ossia il comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza è composto dai

-

ministri degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, della difesa, delle attività produttive e

82

dell’economia e delle finanze. Svolge funzioni consultive e di proposta per il presidente del

consiglio in ordine alla politica informativa e di sicurezza.

Il CIACE ossia il comitato interministeriale per gli affari comunitari europei è costituito dal

-

presidente del consiglio che lo presiede, dal ministero per le politiche comunitarie e dai ministri

degli affari, per gli affari regionali e da eventuali altri ministri. Ha il compito di coordinare le linee

politiche del governo rispetto agli atti comunitari.

2. i comitati dei ministri sono organi interni al governo istituiti con decreto del consiglio dei ministri o con

decreto del presidente del consiglio, essi hanno funzioni istitutorie e preparatorie dell’attività del

consiglio e dei ministri interessati.

Paragrafo 12 pag294-295

COMMISSARI DEL GOVERNO

i commissari del governo sono organi che hanno funzioni particolari a volte permanenti e durature a volte

temporanee. In italia la costituzione all’art. 124 prevede un commissario del governo presso ogni regione

che svolgono attività di coordinamento fra le varie amministrazioni statali e regionali. Dopo le modifiche

introdotte dalla legge 2001 tale figura è stata abolita. Attualmente si nominano i commissari del governo

per realizzare determinati obiettivi in relazione a particolari e temporanee esigenze di coordinamento tra le

amministrazioni statali. La nomina è disposta con decreto del presidente della repubblica su proposta del

presidente del consiglio previa deliberazione del consiglio dei ministri.

4. ORGANI AUSILIARI (pag. 295 – 300)

Nell’ambito delle discipline del governo la costituzione colloca gli organi ausiliari che vengono

individuati nel consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) (art. 99), nel consiglio di stato

(art. 100)

Gli organi ausiliari svolgono funzioni servente e strumentale alle funzioni del parlamento e

governo. Infatti svolge la funzioni d’iniziativa legislativa nei confronti del parlamento e una

funzione consultiva e di controllo nei confronti del governo.

Oltre alla CNEL e al consiglio di stato negli organi ausiliari si fanno rientrare l’avvocatura di stato e

il consiglio supremo di difesa.

Paragrafo 1 pag295-297

CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO (CNEL)

Il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è un organo ausiliario, previsto dalla costituzione all’art. 99

che gli attribuisce funzioni di consulenza delle camere e del governo per le materie e secondo le funzioni

stabiliti dalla legge (III COMMA), nonché l’iniziativa legislativa e la possibilità di contribuire all’elaborazione

della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.

L’attribuzione al cnel del potere di iniziativa legislativa in via generale consente di inquadrare tale organo

tra quelli costituzionali in quanto attraverso l’esercizio del’iniziativa legislativa esso dà immediata e diretta

esecuzione alla costituzione rendendo possibile l’espletamento delle funzioni legislative.

La costituzione prevede che il cnel sia composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive,

tenendo conto di criteri sia numerici che qualitativi. 83

Esso si compone di 12 esperti (ossia 8 nominati dal presidente della repubblica, e 4 nominati dal presidente

del consiglio), 99 rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblici e privati (di

cui 44 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, 18 rappresentanti dei lavoratori autonomi, 37

rappresentanti delle imprese), e 10 rappresentanti delle associazioni di promozione e della organizzazione

di volontariato.

Quindi in tutto i componenti sono 122 ossia 12+99+10+1presidente

Il presidente è nominato al di fuori degli altri componenti dal presidente della repubblica su proposta del

presidente del consiglio previa delibera del consiglio dei ministri.

I componenti durano in carica 5 anni e possono essere confermati.

Le osservazioni e le proposte del CNEL vengono trasmesse al governo, alle camere, alle regioni e allre

provincie autonome, che le utilizzano secondo le modalità previste dai rispettivi ordinamenti.

Paragrafo 2 pag297-298

CONSIGLIO DI STATO

Il consiglio di stato è un organo ausiliario di rilevanza costituzionale che ha funzioni di consulenza giuridico-

amministrativa e di tutela della pubblica amministrazione, degli organi di giustizia amministrativa del

governo.

Esso si articola in 7 sezioni tra cui 4 consultive e 3 giudiziali.

Nell’ambito delle 4 sezioni consultive è prevista l’adunanza generale del consiglio di stato, composta da

tutti i magistrati in servizio presso il consiglio, mentre nell’ambito di quelle giurisdizionali l’adunanza

preliminare è composta dal presidente del consiglio di stato e da 12 magistrati scelti dal consiglio di

presidenza.

I pareri possono essere facoltative e non vincolanti, oppure obbligatori. I pareri obbligatori sono quelli

relativi agli atti normativi de governo, ari ricorsi straordinari del presidente della repubblica, agli accordi e

convenzioni predisposti da uno o più ministri.

A seguito delle istituzioni dei tribunali amministrativi regionali il consiglio di stato è divenuto organo

giurisdizionale di secondo grado.

Le funzioni giurisdizionali sono svolte dalle 3 sezioni giuridiche, la IV, la V, e la VI.

Paragrafo 3 pag298-299

CORTE DEI CONTI

La corte dei conti è un organo ausiliario a rilevanza costituzionale, indipendente dal governo, che esercita

funzioni di controllo giurisdizionale.

L’art. 100 cost. al II comma attribuisce alla corte dei conti il controllo preventivo di legittimità sugli atti del

governo e quello successivo sulla gestione del bilancio dello stato.

Le funzioni di controllo viene svolta da diverse sezioni, locali e centrali.

Una sezione centrale esercita il controllo preventivo di legittimità su atti del governo, registrandoli

mediante opposizione del visto. dove il governo, in caso di rifiuto della corte, insiste per la registrazione, le

sanzioni della corte appongono il visto registrando con riserva l’atto. Ogni 15 giorni la corte rimette al

parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva.

Una sezione centrale esercita il controllo successivo sulla gestione dell’amministrazione degli enti locali.

Sussistono inoltre sezioni di controllo per gli affari comunitari e internazionali. Le sezioni giurisdizionali

sono costituite da tre sezioni giurisdizionali centrali e da sezioni giurisdizionali in ogni regione.

Paragrafo 4 pag299-300

AVVOCATO DELLO STATO

84

Anche l’avvocato dello stato può definirsi organo ausiliare, anche se non è di rilevanza costituzionale.

L’avvocatura dello stato è un organo tecnico che provvede alla tutela legale dei diritti e degli interessi dello

stato, rappresentando e assistendo l’amministrazione statale. È anche un organo di consulenza, dove

richiesto dall’amministrazione ed esprime pareri su progetti di legge, regolamenti, capitolati, transazioni,

prepara contratti o suggerisce provvedimenti.

L’avvocatura di stato ha sede a roma ed è costituita dall’avvocatura generale e da avvocatura distrettuale.

5. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (pag. 300 – 334)

Paragrafo 1 pag300-303

ELEZIONE E DURATA DELLA CARICA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

(PRESIDENTE DELLA REPUBBICA GIORGIO NAPOLITANO)

L’art. 87 I comma cost. sancisce che: il presidente della repubblica è capo dello stato e rappresenta l’unità

nazionale.

Esso come sancito dall’art. 83 è eletto da tutti i membri del parlamento in seduta comune, alla elezione

partecipano 3 delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la

rappresentanza delle minoranze, la valle d’aosta ha un solo delegato.

L’elezione del presidente della repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza dei 2/3

dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, questo per garantire

l’indipendenza del presidente da qualsiasi parte politica.

L’art. 84 sancisce che: può essere eletto presidente della repubblica ogni cittadino italiano che abbia

compiuto 50 anni di età e gode dei diritti civili e penali.

L’art. 84 dispone espressamente che:

l’ufficio di presidente della repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica: l’incompatibilità

comprende non solo gli uffici pubblici ma anche le cariche private.

L’art. 84 sancisce anche che:

la costituzione al fine di garantire la necessaria autonomia e indipendenza del presidente nell’esercizio delle

sue funzioni la costituzione provvede alla determinazione dell’assegno e della dotazione.

L’art. 85 stabilisce che:

il presidente della repubblica è eletto per 7 anni, e può essere rieletto anche più di una volta.

Per evitare soluzioni di continuità nella successione lo stesso art. fa ricorso all’anticipazione del nuovo

presidente prescrivendo che: 30 giorni prima che scada il termine, ossia i 7 anni, il presidente della camera

dei deputati convoca in seduta comune il parlamento ed i delegati regionali, per eleggere il nuovo

presidente della repubblica.

Se le camere sono sciolte, o manca meno di 3 giorni alla loro cessazione, le elezioni hanno luogo entro 15

giorni dalla riunione delle camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del presidente in carica.

Art. 91 sancisce che:

il presidente della repubblica una volta eletto e prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di

fedeltà alla repubblica e di osservanza della costituzione dinanzi al parlamento in seduta comune (in tal

caso non è prevista la partecipazione dei delegati regionali). Dal momento del giuramento il presidente è

immesso nelle sue funzioni e in tale momento comincia a decorrere il settimo anno di durata in carica di

presidente.

Paragrafo 2 pag303

CESSAZIONE DELLA CARICA

L’art. 59 sancisce che:

Alla scadenza del mandato il presidente della repubblica diviene, salvo rinuncia, senatore a vita. La rinuncia

alla carica di senatore a vita può essere manifestata in qualsiasi momento.

85

La cessazione della carica può avvenire per conclusione, per morte, per dimissioni o per impedimento

permanente, o per condanna da parte della corte costituzionale per alto tradimento o attentato alla

costituzione.

Il presidente una volta terminata la carica può essere rieletto.

Il presidente della repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che hanno illustrato la patria per

altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Paragrafo 3 pag303-306

SUPPLENZA

L’art. 86 sancisce che:

qualora il presidente della repubblica non possa adempiere alle sue funzioni si ricorre alla supplenza.

Il supplente del presidente della repubblica in caso di inadempienza è il presidente del senato.

In caso di inadempimento permanente o di morte o di dimissioni del presidente della repubblica, il

presidente della camera dei deputati indice le elezioni del nuovo presidente della repubblica entro 15

giorni, salvo il maggior termine previsto se le camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro

cessazione.

Il supplente non è tenuto a prestare giuramento dinanzi al parlamento in seduta comune, ma è tenuto

all’osservanza della costituzione e deve prestare fedeltà alla repubblica.

Il supplente esercita le funzioni di ordinaria amministrazione e quelle strettamente necessarie quando si

presentino situazioni che impongono interventi di assoluta necessità ed urgenza. Come ad esempio in caso

di prolungata inadempienza da parte del presidente si verifichi un’apertura di crisi di governo il presidente

e quindi il presidente del senato è tenuto a nominare il nuovo governo, oppure se necessario può

procedere allo scioglimento anticipato delle camere.

Il supplente non può sostituirsi al presidente della repubblica nella nomina dei senatori a vita o dei giudici

costituzionali.

. Se per qualsiasi motivo viene meno la carica di presidente del senato egli cessa anche da quella di

supplenza.

Paragrafo 4 pag306-307

ASSEGNO E DETENZIONE DEL PRESIDENTE

UFFICIO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Come sancito dall’art. 84 ultimo comma il presidente della repubblica per esercitare le sue funzioni in piena

autonomia la costituzione gli assicura la corresponsione di un assegno, il quale consiste in una somma di

denaro che viene versata al presidente, e di una dotazione che invece consiste nell’insieme dei beni

immobili e mobili appartenenti al patrimonio indispensabile dello stato, che sono messi a disposizione del

presidente.

L’autonomia del presidente della repubblica è stato garantito attraverso l’istituzione dell’ufficio della

presidenza della repubblica, il presidente assume un’autonomia organizzativa e contabile. .

L’ufficio è composto dal segretario generale della presidenza della repubblica, cui fanno capo tutti gli uffici

e servizi il cui titolare è nominato dal presidente della repubblica con decreto controfirmato dal presidente

del consiglio dei ministri. Il segretario si compone di funzionari amministrativi e di consiglieri del presidente.

Paragrafo 5 pag307-308

86

IRRESPONSABILITA’ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’art. 90 sancisce che:

Il presidente della repubblica è irresponsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne nei

casi di alto tradimento o di attentato alla costituzione, in questi casi è messo in stato di accusa dal

parlamento in seduca comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

L’irresponsabilità del presidente della repubblica vale sia nel campo politico e sia quello penale, civile e

amministrativi. Nel campo politico, l’irresponsabilità del presidente non gli consente di essere chiamato a

rispondere del suo operato dinanzi ad un altro organo costituzionale, poiché nell’esercizio delle sue

funzioni si assumono le responsabilità in via generale i ministri e il presidente del consiglio in quanto

controfirmano gli atti del presidente della repubblica. nel campo penale l’irresponsabilità del presidente

non gli consente di essere chiamato a rispondere di reati diversi da quelli di alto tradimento e di attentato

alla costituzione connessi nell’esercizio delle sue formazioni.

L’irresponsabilità quindi va intesta come vera e propria non imputabilità, nel campo civile e in quello

amministrativo il presidente non può essere chiamato a rispondere di illeciti civili e amministrativi.

Paragrafo 6 pag309-310

RESPONSABILITA’ PER ALTO TRADIMENTO E ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE

È il parlamento in seduta comune su relazione di un comitato formato dai componenti delle giunte delle

elezioni e delle immunità parlamentari del senato della repubblica e della giunta per le autorizzazioni a

procedere della camera dei deputati a deliberare lo stato di accusa del presidente della repubblica per alto

tradimento o per attentato alla costituzione.

La deliberazione è adottata a scrutinio segreto e deve contenere l’indicazione degli addebiti e delle prove

su cui l’accusa si fonda e la richiesta deve essere fatta a maggioranza assoluta.

il presidente della repubblica qualora gli viene posto lo stato di accusa elegge uno o più commissari per

sostenere l’accusa, i quali esercitano le funzioni di pubblico ministero davanti alla corte costituzionale.

Come sancito dall’art. 134: E’ la corte costituzionale a giudicare con l’intervento di 15 giudici costituzionali

ordinari più l’intervento di altri 16 giudici aggregati.

la responsabilità del presidente della repubblica, essa è prevista per due reati, ossia per:

alto tradimento, che riguarda qualsiasi comportamento del presidente che derivi da una collusione

- (accordo) con nazionali e a sovvertire (mutare) lo stato, in modo da compromettere la sovranità.

Attentato alla costituzione che punisce un fatto diretto a mutare la costituzione dello stato o la

- forma di governo con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale.

Paragrafo 7 pag310-315

LA CONTROFIRMA DEGLI ATTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Come sancito dall’art. 89 della costituzione

Ogni atto del presidente della repubblica per essere valido, deve essere controfirmato dai ministri che ne

assumono la responsabilità da un punto di vista penale, civile, politica ed amministrativa. Tale

responsabilità comporta l’obbligo da parte del ministro di rispondere dinanzi al parlamento secondo le

regole del rapporto fiduciario. 87

la controfirma è la firma apposta da un membro del governo sull’atto sottoscritto dal presidente della

repubblica ed è requisito di validità dell’atto.

Il governo può rifiutare la controfirma quando l’atto del presidente concreti una fattispecie penale, oppure

quando costituisce un attentato alla costituzione o dell’alto tradimento.

Lo stesso vale per il presidente della repubblica che può rifiutare la sua firma per gli atti ad iniziativa

governativa quando essi concretino un attentato alla costituzione o un caso di alto tradimento. La norma

costituzionale impone che la controfirma, si riferisce agli atti che sono adottati nell’esercizio dei poteri

riconosciuti al presidente della repubblica.

Sono quindi esclusi dalla controfirma il giuramento che il presidente presta dinanzi alle camere, le sue

manifestazioni di opinione, gli atti ai quali il presidente della repubblica partecipa quale componente di un

organo collegiale. Inoltre anche per le dimissioni è esclusa la controfirma che costituiscono un atto

personale del titolare della carica.

I rapporti tra governo e presidente sono rappresentati da controlli reciproco a seconda che si tratti di atti

ad iniziativa governativa o presidenziali

Paragrafo 8 pag315-316

LA FUNZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COME CAPO DELLO STATO E GARANTE DELLA

COSTITUZIONE

Come dispone l’articolo 87 della costituzione il presidente della repubblica è il capo dello stato e

rappresenta l’unità nazionale.

(art. 91 cost) Come capo di stato egli impersona l’unità dello stato ed è l’organo che manifesta la volontà

unitaria sia all’interno che all’esterno, mentre come rappresentante dell’unità nazionale egli rende

presente la comunità nazionale e ne tutela gli interessi.

Egli inoltre è il garante e custode dell’assetto costituzionale, ed ha una posizione super partes rispetto alle

forze politiche.

Atti tipicamente presidenziali:

1. inviare messaggi alle camere

2. Indice le elezioni delle nuove camere e ne fissa la prima riunione

3. Autorizza la presentazione alle camere dei disegni di legge di iniziativa del governo

4. Promuove le leggi ed emana i decreti avente forza e valore di legge

5. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla costituzione

6. Nomina nei casi indicati dalla legge i funzionari dello stato (nomina di 5 senatori a vita, nomina di

1/3 dei 5 giudici costituzionali della corte costituzionale

7. Ha il comando delle forze armate

8. Presiede il consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge

9. Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle due camere

10. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici

11. Ratifica i trattati internazionali previa quando occorre l’autorizzazione delle camere

12. Presiede il consiglio superiore della magistratura

13. Puo concedere grazia e commutare le pene

14. Conferisce le onorificenze della repubblica

15. Nomina il presidente del consiglio

16. Scioglie le camere anticipatamente

17. Rinvio delle leggi al parlamento con messaggio motivato

18. Promulga le leggi 88

19. Convoca le camere in casi straordinari

20. Manifestazioni di pensiero che non assumono forme previste per i messaggi

Gli atti del presidente della repubblica possono essere:

Discrezionali e vincolanti facoltativi e obbligatori

-

a. Gli atti discrezionali e al tempo stesso obbligatori è tipicamente presidenziali, ossia riguardano

attività poste in essere dal presidente per risolvere una crisi di governo attraverso: la nomina di un

nuovo governo, oppure riguarda la nomina di 5 giudici costituzionali

b. Gli atti discrezionali e al tempo stesso facoltativi è: lo scioglimento anticipato delle camere oppure

la nomina dei 5 senatori a vita, l’invio dei messaggi alle camere, la convocazione straordinaria di

entrambe le camere. Come sancito dall’art. 74 egli prima di promulgare la legge può con messaggio

motivato alle camere chiedere una nuova deliberazione

Paragrafo 9 pag316-318

EMANAZIONE DEI DECRETI AVENTE VALORE DI LEGGE

L’emanazione consiste in un atto che da forma solenne all’atto legislativo consentendone l’efficienza

giuridica.

Con l’emanazione il presidente esercita un potere suo proprio col quale manifesta all’interno la volontà

dello stato posta in essere dall’organo deliberativo.

Promulgazione = la promulgazione è l’atto formale con il quale il presidente dichiara valido e operante

l’atto normativo

Qualora il presidente emana i decreti legge, i decreti legislativi e i regolamenti spettano al governo il loro

riesame. Ed esso può decidere di rifiutare l’emanazione di tale atti in quanto la responsabilità degli atti del

presidente spetta al governo.

Il presidente invece, qualora il governo emette un atto egli può rifiutare la sua promulgazione rinviando

l’atto alle camere, qualora il governo in caso di urgenza insiste sull’emanazione di tale atto il presidente è

obbligato alla promulgazione di tale atto in quanto comprometterebbe l’equilibrio dei poteri costituzionali

di cui l’omissione può configurare un attentato alla costituzione.

Ma qualora il presidente è costretto ad emanare il decreto, ed egli ritiene di manifestare ufficialmente il

suo dissenso rispetto all’operato del governo, la costituzione offre al presidente la possibilità di inviare

messaggi alle camere.

Il presidente può rifiutare l’emanazione di un atto solo nel caso in cui tale atto adottato dal governo

configuri un attentato alla costituzione, compromettendo l’assetto istituzionale, e l’equilibrio dei poteri.

Paragrafo 10 pag318-319

EMANAZIONE DEI REGOLAMENTI

Al presidente spetta anche l’emanazione dei regolamenti.

L’emanazione dei regolamenti incontra una serie di controlli preventivi per cui difficilmente può

configurarsi una effettiva posizione conflittuale tra presidente e governo

Paragrafo 11 pag319

AUTORIZZAZIONE ALLA PRESENTAZIONE ALLE CAMERE DEI DISEGNI DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL

GOVERNO

89

Uno dei compiti del presidente della repubblica in quanto garante dell’assetto costituzionale e

rappresentante dell’unità nazionale riguarda l’autorizzazione alla presentazione alle camere dei disegni di

legge di iniziativa del governo, esso riguarda un potere dovere del presidente in quanto deve controllare

l’operato del governo, dato che ai sensi dell’art. 71 sancisce che il potere di iniziativa legislativa appartiene

al governo

Paragrafo 12 pag 319

NOMINA DEI FUNZIONARI DELLO STATO

Tra i compiti del presidente della repubblica c’è anche quello di nominare i funzionari dello stato.

Paragrafo 13 pag320

MESSAGGI

Il presidente ha il potere di inviare messaggi alle camere, esso rappresenta una forma di collegamento fra i

due organi.

I messaggi alle camere può essere inviata nel procedimento legislativo (art. 74), in tal caso il presidente

prima di promulgare una legge, può con messaggio motivato alle camere chiedere una nuova

deliberazione, il rinvio non può avvenire successivamente se le camere riapprovano la legge nella sua

integrità.

I messaggi possono anche essere inviati per avere rapporti con le camere.

Attraverso tale messaggi il presidente della repubblica può indirizzare alle camere nell’esercizio delle sue

funzioni di impulso politico

Paragrafo 14 pag320

COMANDO DELLE FORZE ARMATE

Al presidente della repubblica la costituzione attribuisce il comando delle forze armate in quanto è capo

dello stato.

In tal modo le forze armate sono messe a disposizione della nazione, e vengono rese indipendenti dalle

parti politiche.

Il presidente emana inoltre gli atti e i provvedimenti adottati dal governo, tra cui la nomina ai piu alti gradi

militari, sui quali esercitare il proprio controllo.

Paragrafo 15 pag320-321

RATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI

Il presidente della repubblica può ratificare i trattati internazionali attraverso i quali manifesta la volontà

dello stato all’estero, nei confronti dell’ordinamento internazionale, data la sua posizione di rappresentante

della repubblica italiana nella sua sfera delle relazioni internazionali.

La ratifica posta in essere dal presidente è l’atto conclusivo con il quale ha il consenso a rendere efficace il

trattato nell’ordinamento internazionale.

Il presidente esercita un controllo esterno sul procedimento anche in relazione all’art. 80, infatti il

presidente può rifiutare la ratifica a quei trattati che non sono autorizzati dal parlamento.

Paragrafo 16 pag321

ACCREDITAMENTO E RICEVIMENTO DEI RAPPRESENTANTI DIPLOMATICI

90

Un altro potere – dovere che appartiene al presidente in quanto capo dello stato è quello di

accreditamento e ricevimento dei rappresentanti diplomatici.

Tale potere si sostanzia nell’atto formale e solenne conclusivo del procedimento posto in essere dal

governo per esternare e rendere efficace la volontà dello stato

Paragrafo 17 pag321

CONFERIMENTO DI ONOREFICENZE

Il conferimento di onorificenza è un potere che presuppone la previa disciplina legislativa delle

onorificenze, sia per stabilire quali esse sono, sia per prefissare i criteri per il loro conferimento e il

procedimento da seguire.

Il potere di scelta è della legge sostanzialmente attribuita al governo ed il presidente emette poi il decreto

di conferimento effettuando un controllo di legittimità.

Paragrafo 18 pag321-323

CONCESSIONE DI GRAZIA E COMMUTAZIONE DI PENE

Il presidente può concedere la grazia.

La grazia è un atto di clemenza individuale e consente nel condono totale o nella commutazione della pena

irrogata.

Infatti il procedimento della concessione di grazia e la commutazione della pena viene fatta su proposta del

ministero della giustizia, successivamente, tale proposta viene presentata al presidente della repubblica il

quale avrà la facoltà di adottare o meno il provvedimento.

Senza la proposta del ministero della giustizia, la corte costituzionale stabilisce che il presidente della

repubblica può autonomamente indipendentemente concedere la grazia, in quanto serve ad attestare la

completezza e regolarità dell’istitutoria e del procedimento

Paragrafo 19 pag323

INDIZIONE DEI REFERENDUM POPOLARI

Il presidente della repubblica ha l’obbligo di indire i referendum abrogativi come sancito dall’art. 73,

qualora lo richiedono 500mila abitanti o 5 consigli regionali.

Qualora dal referendum venga abrogato un atto legislativo, il presidente può ritardare l’effetto abrogativo

per un periodo non superiore ai 60 giorni dalla data della pubblicazione del relativo risultato del

referendum.

Tale proroga dell’effetto abrogativo su un atto legislativo viene fatta su proposta del ministero, previa

deliberazione del consiglio dei ministri.

Paragrafo 20 pag323-324

NOMINA DEI GIUDICI COSTITUZIONALI

Un altro compito spettante al presidente della repubblica e la nomina di 5 giudici della corte costituzionale.

La nomina dei 5 giudici è un atto tipicamente presidenziale e tale atto viene controllato dal presidente del

consiglio all’atto della controfirma, poi sta alla corte costituzionale accettare i requisiti di ammissione.

Paragrafo 21 pag324

SCIOGLIMENTO DEI CONSIGLI REGIONALI

91

Il presidente della repubblica attraverso un decreto motivato può procedere allo scioglimento del consiglio

regionale e alla rimozione del presidente della giunta regionale che abbiano compiuto atti contrari alla

costituzione o gravi violazioni di legge

Paragrafo 22 pag324-325

ESTERNAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’esternazione del presidente della repubblica sono dichiarazioni e discordi da lui fatti in varie occasioni,

come interviste alla stampa, commemorazioni, messaggi liberi orali o scritti ecc… con le quali egli esprime il

proprio pensiero.

Paragrafo 23 pag325

AMNISTIA E INDULTO

Al presidente della repubblica è stato sottratto il potere di concedere l’amnistia e l’indulto.

Il presidente della repubblica presiede il consiglio superiore della magistratura e il consiglio supremo di

difesa.

Quest’ultimo non è un organo costituzionale, ma è di rilievo costituzionale in quanto le sue funzioni

vengono definite dalla legge. Esso è un organo consultivo e di coordinamento ossia esamina i problemi

generali, politici e tecnici e coordina e organizza le attività della difesa.

Paragrafo 24 pag325-326

PARTECIPAZIONE AD ALTRI ORGANI

Il presidente della repubblica oltre i suoi compiti presiede anche il consiglio superiore della magistratura,

una volta sentito il parere dei presidente delle sue camere e del comitato di presidenza del consiglio stesso

tramite decreto presidenziale può scioglierlo.

Il presidente inoltre presiede anche il consiglio supremo di difesa.

La presidenza di tale organo è coerente con la presidenza che ha il potere di comandante delle forze

armate.

Il consiglio supremo di difesa è un organo di rilievo costituzionale in quanto le sue funzioni vengono definite

dalla legge. È un organo consultivo e di coordinamento.

Esso esamina i problemi generali, politici e tecnici, attinenti alla difesa nazionale e determina i criteri e fissa

le direttive per l’organizzazione e il coordinamento delle attività della difesa. Si riunisce due volte all’anno

ed è composto oltre che dal presidente della repubblica, dal presidente del consiglio dei ministri con

funzioni di vice-presidente, e dai ministri degli affari esteri, ministri dell’interno , ministri della difesa,

dell’economia e delle finanze, ministri delle attività produttive e del capo di stato maggiore della difesa

Paragrafo 25 pag326-328

FUNZIONI AMMINISTRATIVE

92

Oltre le funzioni attribuite dalla costituzione al presidente della repubblica, egli svolge anche funzioni

amministrative, quali la nomina del presidente e del segretario generale del CNEL, lo scioglimento dei

consigli comunali e provinciali, la cessazione della cittadinanza italiana e l’annullamento straordinario degli

atti amministrativi illegittimi.

VI LA CORTE COSTITUZIONALE

Paragrafo 1: la giustizia costituzionale

La corte costituzionale è un organo giudiziale è un organo giudiziale esso fa in modo che la costituzione

venga osservata attraverso una serie di reciproci controlli tra organi costituzionali sulle rispettive attività.

L’art 134 della costituzione prevede che la corte costituzionale ha la competenza a giudicare:

1) sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge

dello stato e delle regioni;

2) sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato e tra lo stato e le regioni e tra le regioni,

3) sulle accuse promosse contro il presidente della repubblica

4) sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo.

Paragrafo 2: composizione della corte costituzionale

La corte costituzionale è un organo costituzionale, in quanto da diretta ed immediata esecuzione alla

costituzione, ed è un organo giurisdizionale, in quanto le sue funzioni sono dirette a risolvere le

controversie in via definitiva. Essa è inoltre un organo super partes ed è indipendente da ogni altro potere.

La corte costituzionale ai sensi dell’art 135 si compone di 15 membri giuridici ordinari tra cui:

a. 5 eletti dalle magistrature superiori (ossia 3 dalla corte di cassazione, 1 dal consiglio di stato e 1

dalla corte dei conti)

b. 5 eletti dal parlamento in seduca comune dei suoi componenti

c. 5 nominati dal presidente della repubblica

La scelta deve avvenire tra i magistrati, tra professori ordinari di università in materie giuridiche o tra

avvocati con esercizio professionale da almeno 20 anni.

Nei giudizi di accusa contro il presidente della repubblica la corte ha una composizione più ampia in quanto

ai 15 giudici ordinari si aggiungono 16 giudici aggregati che vengono estratti a sorte da un elenco di 45

cittadini aventi i requisiti per l’elezione a senatore e sono eletti dal parlamento in seduta comune ogni 9

anni, ossia con le stesse modalità con cui vengono eletti i giudici costituzionali ordinari.

I 15 giudici che fanno parte della composizione ordinaria durano in carica 9 anni e non sono rieleggibili.

Prima di assumere le loro funzioni devono prestare giuramento nelle mani del presidente della repubblica

in presidenza dei presidenti delle due camere, di osservare la costituzione e le leggi.

Gli stessi giudici eleggono a scrutinio segreto il Presidente della corte, egli dura in carica 3 anni.

Il presidente della repubblica a sua volta disegna un giudice destinato a sostituirlo come vice presidente.

Il presidente della corte ha poteri di esternazione con conferenze stampa annuali, nonché di direzione

amministrativa, di polizia e relativi all’organizzazione e allo svolgimento dei lavori della corte. Presiede il

collegio, disegna i giudici relatori, riceve gli atti introduttivi dei procedimenti e ne accerta la regolarità

formale e fissa le udienze e le riunioni. 93

A garanzia della sua indipendenza e autonomia la corte gode di alcune prerogative, non possono essere

sindacati per le opinioni espresse, ne per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione

delle camere alla quale appartengono, non possono essere sottoposti a perquisizioni personali o

domiciliari, ne possono essere arrestati o altrimenti privati della libertà penale o mantenuto in detenzione,

salvo che l’individuo viene colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto

obbligatorio in flagranza.

La loro rimozione a sospensione di un giudice può avvenire solo a seguito di deliberazione della corte presa

a maggioranza dei 2/3 dei componenti che partecipano all’adunanza. Peraltro decadono, ove non esercitino

le loro funzioni per sei mesi.

Paragrafo 3 il sindacato di legittimità sulle leggi e gli atti aventi forza di legge

Come sancito dall’art 134

La costituzione ha attribuito alla corte costituzionale il potere di sindacate la legittimità costituzionale degli

atti legislativi dello stato e delle regioni. Si tratta di un controllo di costituzionalità a carattere accentrato ed

esclusivo, potendo solo la corte costituzionale esercitale tale sindacato e pronunziarsi sulla costituzionalità

o meno della norma. Un atto normativo per essere costituzionalmente legittimo deve essere esistente

(ossia individuato o individuabile) e deve essere valido cioè deve essere conforme alle norme che ne

disciplinano la forma, il procedimento e il contenuto.

Qualora l'atto presenta illegittimità costituzionale, l’atto contiene dei vizi. Possiamo avere:

vizi formali, si hanno quando un atto legislativo non rispetta le regole che ne disciplinano il

- procedimento di formazione o anche la forma di pubblicazione.

Vizi sostanziali riguardano il contenuto di un atto normativo indipendentemente da come è stato

- formato.

Paragrafo 4a) giudizio in via incidentale

il sindacato che avviane per le leggi e gli atti aventi forza di legge si tratta di un sindacato accentrato che

può essere attuato in via incidentale e in via principale.

nel giudizio in via incidentale la questione di legittimità costituzionale deve svolgersi dinanzi ad un

- giudice sia ordinario che speciale, e deve essere sollevata nel corso di un giudizio.

Affinché si abbia un giudice e un giudizio a quo (giudizio a quo = sta ad indicare che si tratta del giudizio

da cui proviene la questione di legittimità costituzionale) la corte costituzionale richiede due requisiti,

quello oggettivo e quello soggettivo.

1: il requisito oggettivo è relativo all’esistenza di un giudizio davanti ad un’autorità giudiziaria.

2: il requisito soggettivo è relativo all’esistenza di un giudice interno all’organizzazione giudiziaria.

La questione può essere sollevata dalle parti del giudizio e del pubblico ministero (PM) oppure di ufficio

dal giudice in qualunque stato e grado del procedimento.

Il giudice deve valutare se la questione è rilevante per la risoluzione del giudizio o se non è

manifestamente infondata.

il giudizio sulla rilevanza comporta che il giudice deve verificare se il giudizio non può essere

- definito indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità costituzionale della

norma applicabile alla fattispecie;

il giudizio sulla non manifesta infondatezza comporta che il giudice deve escludere la possibilità di

- sollevare la questione quando essa sia manifesta infondatezza e sollevarla non solo quando gli si

appaia manifesta infondatezza ma anche quando vi sono dei dubbi sulla sua fondatezza.

94

Il giudice a quo prima di sollevare una questione di legittimità deve verificare se tra le varie interpretazioni

possibili della norma ve ne sia una conforme alla costituzione e in tal caso applicarla.

Il giudice può respingere la questione quando non sussistono i due requisiti, ossia quando la questione è

irrilevante o manifestamente infondata e, in questo caso, egli deve sospendere il giudizio in corso con

ordinanza e, deve trasmettere gli atti alla corte costituzionale.

L’ordinanza va motivata e notificata al presidente del consiglio dei ministri o al presidente della giunta

regionale, e pubblicata sulla gazzetta ufficiale. Entro 20 giorni dall’avvenuta notifica dell’ordinanza le parti

del processo a quo possono costituirsi nel giudizio dinanzi alla corte costituzionale.

All’udienza di discussione, un giudice scelto dal presidente della corte svolge la relazione e poi le parti

espongono le loro difese.

Successivamente la corte si riunisce in camera di consiglio per decidere. Le discussioni sono pubblicate sulla

gazzetta ufficiale della repubblica e, nel caso di leggi regionali, anche sul bollettino ufficiale della regione

interessata.

Le decisioni possono avere la forma di ordinanza o di sentenza.

Le ordinanze vengono assunte quando la corte rimette agli atti al giudice a quo, o quando dichiara

l’inammissibilità della questione, mentre le sentenze vengono adottate nei casi di accoglimento e di rigetto

della questione.

Con le sentenze di accoglimento la corte dichiara l’illegittimità costituzionale della norma legislativa

impugnata, la quale cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. La

perdita di efficacia significa che essa non possa più essere applicata.

Con le sentenze a rigetto la corte dichiara l’infondatezza della questione così come proposta. Tale sentenza

ha efficacia preclusiva nel giudizio a quo.

Con riguardo al modo in cui la corte perviene alla dichiarazione di illegittimità o di infondatezza si è avuta

una varia tipologia di sentenze interpretative.

Con le sentenze interpretative di rigetto la corte dichiara l’infondatezza della questione e accogliendo

quindi una interpretazione non configgendo con la costituzione.

Tali sentenze non hanno efficacia erga omnes e la corte legislativi nuovi sui quali non vi è un orientamento

giurisprudenziale (ossia sentenze adeguatrici) oppure quando l’interpretazione accolta dal giudice a quo si

discosta da questo (ossia sentenze correttive).

con le sentenze interpretative di accoglimento, la corte dichiara l’illegittimità della norma, quando

- essa è interpretata in un certo modo. Tra queste vi sono: quelle additive, con le quali la corte, nel

dichiarare l’illegittimità della norma così come formulata dl legislatore, aggiunge ad essa una parte

mancante in modo da renderla conforme alla costituzione; quelle sostitutive con le quali la corte

sostituisce una parte della disposizione normativa con un’altra; quelle di indirizzo (ossia additive di

principio), con le quali la corte indica al legislatore e anche al giudice il principio generale al quale

dovrà uniformarsi la norma legislativa in fase successiva attuazione d parte del legislatore o di

applicazione da parte del giudice.

Paragrafo 5b) il giudizio in via diretta

Per quanto riguarda il giudizio in via diretta il governo può proporre la questione di legittimità

costituzionale nei confronti degli statuti regionali che sono ritenuti conformi con la costituzione entro 30

giorni dalla loro pubblicazione. Quella nei confronti di leggi regionali può essere proposta entro 60 giorni

dalla loro pubblicazione quando il governo ritiene che essa violino qualsiasi norma costituzionale.

95

Il ricorso della regione nei confronti della legge statale può avvenire solo se essa vede invaso la propria

sfera di competenza legislativa entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge.

Il ricorso proposto dal governo deve essere deliberato dal consiglio dei ministri e presentato dal presidente

del consiglio.

Quello proposto dalle regioni è deliberato dalla giunta regionale e presentato dal presidente della giunta

regionale. La corte costituzionale fissa l’udienza di discussione del ricorso entro 90 giorni dal deposito. Può

peraltro nelle more sospendere gli atti legislativi impugnati quando vi sia il rischio di un irreparabile

pregiudizio l’interesse pubblico e all’ordinamento della Repubblica o il rischio di pregiudizio grave e

irreparabile per i diritti dei cittadini.

Paragrafo 6 i conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato

I conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato sono risolti dalla corte costituzionale. Il conflitto sorge

quando due organi rivendicano la competenza, oppure quando un organo non esercita la competenza a lui

attribuita ritenendo che appartenga ad altri. Oppure quando non esercitandole paralizza l’attività di un

altro organo.

Possibili soggetti di conflitti sono: il parlamento, le camere, il presidente della repubblica, il governo, il

consiglio dei ministri e i ministri, la corte costituzionale, la corte dei conti… ecc..

Non è previsto un termine di decadenza per sollevare il conflitto. La corte dopo che ha verificato la

presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi del conflitto, dispone la notifica del ricorso degli organi

interessati e successivamente risolve il conflitto attribuendo all’organo competente l’ammissibilità del

ricorso.

Paragrafo 7 I conflitti di attribuzione tra stato e regione e tre regioni

Il conflitto di attribuzione tra stato e regione riguardano le sfere di competenza stabilite dalle norme

costituzionali che vengono lese da un atto dello stato o della regione.

Gli atti che possono far sorgere il conflitto sono gli atti amministrativi, normativi e anche giurisdizionali.

Per sollevare il conflitto occorre che la lesione della competenza sia attuale e concreta. Il conflitto può

essere proposto con ricorso entro 60 giorni dalla notificazione o pubblicazione. Competenti a sollevare i

conflitti sono il presidente del consiglio dei ministri e il presidente della giunta regionale.

La corte costituzionale risolve il conflitto dichiarando a quale soggetto spetta o non spetta la competenza

ed annulla l’atto impugnato.

Paragrafo 8. Il giudizio sulle accuse contro il presidente della repubblica

La corte costituzionale ha il potere di giudicare le accuse mosse contro il presidente della repubblica da

parlamento in seduta comune per i reati di alto tradimento o di attentato alla costituzione. In questo caso

la corte è integrata da 16 giudici aggregati. La corte dopo la messa in stato di accusa da parte del

parlamento può sospendere il presidente dalla carica e può adottare i provvedimenti che ritiene opportuni.

Il presidente della corte può disporre direttamente o delegando ai giudici della corte, atti di indagine e

l’interrogatorio dell’imputato.

Chiusa la fase istruttoria si procede al dibattimento. Il collegio giudicante deve essere composta da almeno

21 giudici dei quali devono essere in maggioranza quelli aggregati.

Chiuso il dibattimento la corte si riunisce senza interruzione nella camera di consiglio e procede alla

discussione e alla votazione sull’applicazione della pena. Se la corte dichiara sentenza di condanna

96

determina le sanzioni penali nei limiti del massimo della pena prevista dalle leggi vigenti al momento del

fatto.

Paragrafo 9. Il giudizio sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo

Il giudizio sull’ammissibilità dalle richieste di referendum abrogativo è di competenza della corte costituzionale.

Se la corte decide per l’ammissibilità del referendum, il presidente della repubblica su delibera del consiglio dei

ministri, indice il referendum fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile

e il 15 giugno.

La corte deve giudicare se le richieste di referendum abrogativo (presentato a norma de3ll’art 75 cost.) siano

ammissibili, in quanto non è ammesso il referendum per leggi tributarie e di bilancio di amnistia e di indulto e di

autorizzazione della ratifica dei trattati internazionali.

Come sancito dall’art 75 I comma il referendum abrogativo di una legge o di un atto avente valore di legge è indetto

quando lo richiedono 500mila elettori o 5 consigli regionali.

Capitolo 12 lo STATO E LE AUTONOMIE COSTITUZIONALI

CI MANCANO I PARAGRAFI 1 A 7

Paragrafo 7 la sussidiarietà orizzontale

Inoltre, l’art. 118 cost. con le modifiche appartate con la riforma del 2001, ha introdotto anche il cosi detto

principio di sussidiarietà orizzontale, stabilendo che tutti gli enti territoriali dello stato ai comuni,

favoriscono l’autonomia iniziativa dei cittadini (singoli e associati), per lo svolgimento di attività di interesse

generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Paragrafo 8 autonomia finanziaria

L’art. 119 cost. ha attribuiti l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa a tutti gli enti territoriali (ossia ai

comuni, alle provincie, alle città metropolitane e alle regioni).

In particolare, è previsto che tali enti hanno risorse autonome, stabiliscono e applicano tributi ed entrate

propri nel rispetto della costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del

sistema tributario.

La possibilità di stabilire autonomamente tributi ed entrate propri e non solo le spese consente agli enti di

avere una reale autonomia finanziaria. Per poter attuare tale autonomia occorre quindi che lo stato

intervenga da un lato stabilendo i principi fondamentali di coordinamento e dalla finanza pubblica e del

sistema tributario, e dall’altro definendo le linee della finanza statale.

Per correggere eventuali squilibri finanziari tra gli enti per i territori con minore capacità fiscale per

abitante, è previsto (al 3° comma dell’art 119) l’intervento dello stato che con apposita legge istitutiva un

fondo perequativo.

Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri

economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, lo stato attribuisce risorse

aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati comuni, provincie, città metropolitane e

regioni (art. 119 5 comma). Inoltre al 6 comma dell’art 119 stabilisce che tali enti (comuni, provincie, le città

metropolitane e le regioni) hanno un proprio patrimonio, che viene attribuito secondo i principi generali

determinati dalla legge dello stato.

Tali enti possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento ed è esclusa ogni

garanzia dello stato sui prestiti.

Paragrafo 10 i controlli sulle regioni e sugli enti locali

La riforma del titolo V della costituzione ha fatto venir meno i controlli amministrativi previsti dagli abrogati

art 125 I comma e 130 della cost. 97


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Pubblico, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Pubblico, Rossano. Analisi dei seguenti argomenti: il diritto positivo e il diritto naturale, nullità e annullabilità di fatti e atti giuridici, la fattispecie e il provvedimento, il tempo e il luogo, le fonti di produzione e le fonti di cognizione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (BARI, BRINDISI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Luchena Giovanni.

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